GRAZIE IRLANDA-DALLA PERIFERIA CELTICA DELL’EUROPA L’ESTREMO VETO ALLA DITTATURA

FONTE: LA VELINA AZZURRA (BLOG)

L’unico popolo che si è opposto per secoli con le armi alla prepotenza inglese; l’unico che negli Usa ha saputo seriamente contrastare il dominio coloniale dell’oligarchia Wasp; ed ora l’unico che, ribellandosi al trattato-truffa di Lisbona, ha saputo vincere la stanchezza di un continente votato alla sconfitta e all’avvento integrale della dittatura anglo-bancaria. Da togliersi il cappello, signori, da abbassare le insegne e i gagliardetti, come si diceva una volta. Questi irlandesi pazzi e ubriaconi, questi selvaggi attaccabrighe e bombaroli dell’indomabile periferia del continente hanno riaperto i giochi concedendoci una residua possibilità di lotta e un’ipotesi di futuro alternativo. Dio li benedica.

C’eravamo infatti già arresi alla schiacciante superiorità del nemico. In quel magico 2005 l’orgoglioso, splendido rifiuto popolare di francesi e olandesi al Trattato costituzionale europeo aveva aperto una fase di ripensamento, uno scenario di revisione realistica sulla natura del cosiddetto processo d’integrazione europea. Quel tentativo finale di sottrarre agli Stati continentali, dopo la leva monetaria, anche gli ultimi significativi poteri per affidarli all’evanescente cupola burocratica di Bruxelles era stato bocciato e doveva essere seppellito. Per un momento l’abbiamo sperato. Ma non conoscevamo ancora l’inesauribile capacità di sopraffazione degli euro-burattinai e degli euro-fantocci. Il cosiddetto Trattato di Lisbona, poi sfacciatamente riproposto ai popoli europei, non è altro che la stessa bozza costituzionale riscritta e riciclata. Un imbroglio indegno, perpetrato sempre con lo stesso obiettivo: distruggere gli Stati europei e assemblarli in un’amorfa entità sovra nazionale senza storia e senza identità.

Questa volta i succubi capi dei governi, a cominciare dagli “americani” camuffati Sarkozy e Angela Merkel, erano stati mobilitati a procurarsi una sbrigativa ratifica nei vari Parlamenti, evitando i rischi di nuovi referendum popolari. Elementare: poiché i popoli non intendono rinunciare ai loro valori nazionali bisogna assolutamente evitare che votino. Proprio come nelle vere democrazie! Pensate: 18 Paesi europei tra cui l’Italia sono finora entrati nell’Euro rinunciando alla propria moneta per semplice decisione dei governi e senza neppure un referendum consultivo interno e nemmeno un vero confronto parlamentare. Battere moneta è il primo attributo di uno Stato sovrano mentre gli italiani un giorno lessero sui giornali che il loro governo vi aveva rinunciato decidendo esso nel nome di presunti superiori ideali e interessi europei.

Con il trattato di Lisbona si voleva fare cosa analoga. Su 27 Paesi dell’Unione 18 Parlamenti lo hanno ratificato di corsa. In Italia la Lega Nord aveva chiesto un referendum, sebbene con voce debole e pronta alla rinuncia. La storia sembrava quindi chiusa. Ma l’Irlanda ha voluto esercitare il suo diritto al referendum, ed ecco il risultato. Leggetevi la stampa nazionale ed internazionale di oggi e ridete davanti ai fantocci costernati e sconvolti, incapaci di ammettere che il grande progetto è davvero fallito; intenzionati ad andare avanti nonostante tutto e concentrati nella ricerca di una nuova frode. La regola dice che in caso di rifiuto di uno degli Stati membri il nuovo trattato decade. Ma il coro già lamenta quanto sia ingiusto che uno solo dei partecipanti possa condizionare la volontà degli altri. E invita a proseguire nelle ratifiche parlamentari. Vedrete, ci proveranno ancora.

La Velina Azzurra

Fonte: http://velina-azzurra.blogspot.com/
14.06.08

VEDI ANCHE: QUEL GIORNO IN CUI L’IRLANDA CI SALVO’

IL TRATTATO EUROPEO DI LISBONA E LA FINE DEGLI STATI-NAZIONE EUROPEI

12 Commenti
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Tao
Tao
14 Giugno 2008 6:51

Sarà un caso ma nell’unico Paese in cui i cittadini sono stati chiamati a pronunciarsi riguardo al Trattato di Lisbona, hanno prevalso i NO, sancendo di fatto una sonora bocciatura per l’Europa dei banchieri e dei burocrati che per la seconda volta, come accaduto nel 2005 dopo il voto negativo di francesi ed olandesi riguardo alla Costituzione, si trova costretta a tornare sui suoi passi, mancando l’unanimità necessaria per approvare il documento. Gli esiti del referendum in Irlanda, che dimostrano in maniera inequivocabile quale abisso siderale separi ormai l’Europa dei popoli dall’Europa in doppiopetto seduta sugli scranni di Bruxelles, preoccupano profondamente larga parte della classe politica che tentava con l’inganno di calare sulla testa dei cittadini un trattato assai discutibile e dai molti punti oscuri. Una preoccupazione così evidente da indurre molti personaggi ad esternazioni assai poco ponderate, come nel caso del Presidente Giorgio Napolitano che contrariato per il nuovo stop è arrivato ad affermare”È l’ora di una scelta coraggiosa da parte di quanti vogliono dare coerente sviluppo alla costruzione europea, lasciandone fuori chi – nonostante impegni solennemente sottoscritti – minaccia di bloccarli”, dimostrando in modo inequivocabile quanto spirito democratico alligni nell’anima del nostro Presidente che già in passato si… Leggi tutto »

Tao
Tao
14 Giugno 2008 6:53

Leggo sull’ANSA la trafila di dichiarazioni negative dei politici italiani di destra e “sinistra” alla vittoria del NO al referendum irlandese per la ratifica del Trattato di Lisbona e mi rendo conto di che specie di catechismo totalitario è diventato il progetto europeista, identificato tout-court con la edificazione di un sistema istituzionale che non è emanazione in alcun modo della sovranità popolare (che mantiene un minimo di controllo solo sulle questioni sempre più marginali lasciate ai parlamenti nazionali) e con un’infrastruttura economica a misura degli interessi dell’alta finanza e che è stata storicamente lo strumento privilegiato di attuazione di politiche neoliberiste all’insegna del cosiddetto vincolo estero (“ce lo chiede l’Europa, dunque basta discussioni”). In tre casi su quattro (Irlanda, Francia e Olanda, e con l’eccezione della Spagna) ogni volta che i cittadini sono stati direttamente investiti della possibilità di decidere su una fase di progresso di questo modello comunitario la risposta è stata negativa. Avvertito il significato di questo fatto, il presidente della repubblica Giorgio Napolitano proclama che chi frena il processo di integrazione dovrà essere “lasciato fuori”, aprendo il nuovo orientamento contro quei paesi che ancora una volta oseranno interpellare i propri cittadini su che tipo di Europa vogliono.… Leggi tutto »

illupodeicieli
illupodeicieli
14 Giugno 2008 8:20

Il fatto è che a noi italiani non hanno chiesto di scegliere nè adesso, per il trattato di Lisbona, nè in precedenza per Maastricht: per tante decisioni, come Iraq o Balcani, i cittadini vengono messi in secondo o ultimo piano per importanza, e sentiamo il presidente della repubblica o della camera fare affermazioni in nome e per conto dei cittadini. Da osservare,oltre al fatto che nessuno di questi due cittadini ricopre la carica per elezione diretta, che anche i vari partiti o movimenti politici presenti adesso o nel 87 (anno del trattato di Maastricht s.e.) in parlamento, a memoria mia abbiano effettuato delle riunioni o indetto delle votazioni all’interno del proprio elettorato per sapere se ,appunto, i propri iscritti e votanti fossero d’accordo o meno a siglare quegli accordi. Quindi a che titolo,anche oggi, parlano e impegnano il proprio paese?E ,anche se sono noioso, lo ripeto: esiste un modo per uscire da tutto questo casino? Se dopo Silvio come si spera ci saranno elezioni libere, si potrà votare qualcuno che si impegna come prima cosa a liberarci da certi cappi che ci avvolgono il collo?

edo
edo
14 Giugno 2008 8:58

Leggo con preoccupazione i commenti odierni nei confronti del popolo Irlandese che ha “osato” votare contro il trattato in oggetto (che è poi il secondo nome della costituzione europea contro cui votarono anche i popoli di Francia e Belgio). Trovo che sia estremamente preoccupante che noi cittadini italiani, su questo trattato, non abbiamo ricevuto nessuna informazione ma solo la propaganda di chi afferma che questa sia l’unica strada verso la “vera integrazione europea”. Eppure il trattato di Lisbona reintroduce la pena di morte e può essere modificato solo con decisione unanime di tutti gli stati. Difficile cogliere il senso d’integrazione europea nel momento in cui il trattato di Lisbona lascia all’inghilterra il diritto di battere la sua moneta sterlina (pur mantenendo i benefici che derivano dal diritto di possesso di una quota rilevantissima della BCE), è utile ricordare che questo trattato toglie ogni sovranità ai parlamenti nazionali e che tutto il potere sarà quindi gestito da una ristretta èlite, giacchè il parlamento europeo continuerebbe ad avere il suo solo scopo consultivo. Personalmente credo di dovere un “grazie” all’irlanda che ha saputo rammentare che le decisioni sul popolo devono essere prese dal popolo stesso. Non riesco ad esprimere alcun ringraziamento invece,… Leggi tutto »

Truman
Staff CDC
14 Giugno 2008 9:37

L’incidente irlandese fa distinguere delle votazioni vere da una recita.
In Italia ormai da parecchio tempo quando si vota non si decide niente e quando c’è da decidere qualcosa non si vota.

Anche di questo dobbiamo ringraziare gli irlandesi: di averci fatto capire un po’ meglio il significato del voto.

fiorello71
fiorello71
14 Giugno 2008 10:17

Grazie Irlanda , a quando il prossimo attacco alla liberta’ dei popoli europei?
Anno gia un nome per il prossimo trattato ? (Maastricht,Lisbona e ………!!)

Tao
Tao
14 Giugno 2008 11:19

DI MAURIZIO BLONDET Effedieffe Fatto di significato umoristico: da diverse ore a Parigi, sull’edificio di Saint-Cloud che è la sede del Front National, sventola il tricolore. Quello dell’Irlanda. «Stasera siamo tutti irlandesi!», si legge nel proclama emanato da Jean-Marie Le Pen. «Una volta di più la valorosa Irlanda ha dimostrato che quando i popoli si esprimono direttamente, difendono i loro interessi nazionali. Che tutti i nazionalisti d’Europa trovino in questo risultato il coraggio e la determinazione di combattere gli eurocrati brussellesi e i gestori del nuovo ordine mondiale, nemici dichiarati delle nazioni e dei popoli d’Europa! Nazionalisti di tutti i Paesi, uniamoci! Il trattato costituzionale è ormai caduco e la malefatta di Sarkozy, di far rivotare al congresso francese un testo identico a quello rigettato dal popolo francese, è cancellata». Quest’ultima frase è purtroppo lontana dalla realtà. Il governo francese e quello tedesco, Sarko & Merkel, avevano già deciso di pubblicare una dichiarazione congiunta sulla necessità di arrivare al completamento del processo di ratifica, «qualunque cosa accada», nei Paesi che non l’hanno ancora fatto. Tanto per capire le posizioni. Mentre le destre nazional-popolari (non dotate di kippà) esultano, Libération, il giornale della sinistra al caviale (posseduto dai Rotschild) vomita rabbia… Leggi tutto »

maristaurru
maristaurru
14 Giugno 2008 11:23

Ci riproveranno: il partito degli Affari, della Finanza tracotante fatta sulla pelle dei sudditi è “trasversale”, e se noi non saremo addormentati, non ci arrenderemo a fare le vittime sacrificali di si e no duecento potenti e del loro codazzo, ma faremmo un “trasversale gruppone d’urto , o abbiamo bisogno davvero del solito “capetto” urlante nelle piazze? La rete se volessimo, sarebbe nostra, non serve neanche Beppe Grillo o chi per lui, saremmo uniti dalla consapevolezza di dover pensare a non fare rubare il futuro ai nostri figli; ma so già che nessuno risponderà…. bee, beee

Grandekhan
Grandekhan
14 Giugno 2008 11:25

Quattro anni fa sono stato per quindici a giorno Dublino. Voglio segnalare che già allora, quando noi di Ue non sapevamo nulla, era possibile vedere per le sue strade attivisti che distribuivano volantini contro il progetto comunitario di una politica estera comune, cosa che non ho mai visto in Italia. Insomma, è un rifiuto che viene da lontano, non è arrivato per caso come vogliono farci credere.

Grossi
Grossi
14 Giugno 2008 11:37

L’Europa è una grande unione economica, e tale deve restare, ci sono troppi parassiti fra di noi, ed ora pure i burocrati europei con idee vicine al fascismo nazismo di un tempo travestito da una specie di ideologia di sinistra travestita.

Le sinistre europee gridano e gridano, ma se possono fare leggi al limite della demenza si impegnano allo spasimo attraverso l’Europa a fare del loro peggio, quest’Europa ci fa abbastanza schifo.

Grazie Irlanda grazie ancora.

Tao
Tao
15 Giugno 2008 2:08

Ma sì, brindiamo pure. Leviamo in alto le nostre pinte di Guinness e facciamo cin cin alla salute dei cittadini irlandesi, che ci hanno regalato qualche attimo di respiro. Ma rendiamoci conto che il progetto degli autocrati di Bruxelles – quello di un orwelliano governo centrale europeo che cancelli per sempre ogni sovranità nazionale – non è certo defunto, ma solo temporaneamente rallentato. Fra tutte le dichiarazioni imbecilli sul risultato del referendum irlandese, spicca come sempre quella di Giorgio Napolitano, secondo la quale sarebbe ingiusto che all’1% degli europei sia concesso il diritto di decidere per tutti. Napolitano dimentica di dire che quell’1% è l’unica fetta di cittadini d’Europa a cui sia stato permesso di esprimere un parere sull’immondo Trattato di Lisbona. Con l’eccezione dell’Irlanda, il restante 99% dei cittadini d’Europa ha dovuto ingoiare il trattato a scatola chiusa, volente o nolente, senza potersi esprimere in merito. Se – come sarebbe giusto e opportuno, trattandosi di una decisione che pregiudica il nostro futuro – referendum come quello irlandese si fossero tenuti in tutti i paesi membri, i NO sarebbero stati una valanga di proporzioni continentali. Napolitano ha aggiunto che chi si oppone a una decisione presa da tutti i paesi… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
17 Giugno 2008 14:08

Grandi irlandesi,per dirla con un francesismo:ci avete salvato il culo.
Almeno per adesso.