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GLI USA STANNO CONDUCENDO OPERAZIONI SEGRETE IN IRAN…

IN PREVISIONE DI POSSIBILI ATTACCHI MILITARI

Amy Goodman intervista Seymour Hersh

DI AMY GOODMAN

Parliamo con il giornalista investigativo Seymour Hersh il quale recentemente ha rivelato che il Pentagono ha già segretamente introdotto le proprie forze in Iran per identificare possibili obiettivi militari futuri. Secondo Hersh, il Presidente Bush ha autorizzato il Pentagono ad inviare commandi militari segreti in altrettante dieci nazioni nel Medio Oriente ed in Asia del Sud. Le forze segrete potrebbero potenzialmente essere impiegate in operazioni di combattimento o persino in atti terroristici. Proprio alcuni giorni prima della seconda inaugurazione del Presidente George W. Bush a Washington, un nuovo rapporto rivela le intenzioni dell’ amministrazione Bush di compiere un’ azione militare contro un altro membro del cosiddetto asse del male: l ‘Iran.
Il giornalista investigativo Seymour Hersh sta segnalando sulla rivista “The New Yorker magazine” che il Pentagono ha già segretamente introdotto forze militari in Iran per identificare i possibili obiettivi militari futuri. Hersh ha scritto che gli era stato detto ripetutamente da ufficiali dell’Intelligence e militari, a patto dell’ anonimato, che ” il successivo obiettivo strategico era l’Iran.” Un consigliere di governo disse ad Hersh “che all’ interno Pentagono vi era il desiderio di entrare in Iran e distrugge re quante piu’infrastrutture militari possibili.” Le missioni segrete di perlustrazione sono in corso almeno dalla scorsa estate con l’aiuto del Pakistan così come di Israele.

Secondo l’articolo di Hersh, il presidente ha autorizzato il Pentagono ad inviare commando segreti in altrettante dieci nazioni nel Medio Oriente ed in Asia del Sud. Le forze segrete potrebbero potenzialmente intraprendere operazioni di combattimento o persino compiere atti terroristici. Bush apparentemente ha usato il Pentagono,per tali missioni, anziché la CIA , per evitare l’obbligo di fornire resoconti al Congresso. Lo scorso lunedì, il Pentagono ha criticato alcuni aspetti importanti dell’ articolo sostenendo in una dichiarazione scritta che “l’ articolo di Hersh e’ cosi’ pieno di errori su alcuni fatti fondamentali che la credibilità del suo intero pezzo è distrutta.” Ma il presidente Bush ha detto alla NBC News che non escluderebbe l’ ventualita’ di intraprendere un’azione militare contro l’Iran.
Seymour Hersh, giornalista vincitore del premio Pulitzer per il New Yorker. Il suo articolo più recente è stato pubblicato questa settimana sul New Yorker. È intitolato “Le Guerre in Arrivo: Cio’ Che Adesso il Pentagono Può Fare in Segreto.” È anche autore di ” La Catena del Comando: La strada dal 9/11 ad Abu Ghraib.”

AMY GOODMAN: David Gregory del NBC si è seduto con il presidente alla Casa Bianca e gli ha chiesto quanto segue riguardo all’Iran.

DAVID GREGORY: Con riferimento l’Iran, intraprenderete un’ azione militare contro l’Iran, se continua a fare l’ostruzionismo con la Comunità Internazionale sull’esistenza del suo programma di armi nucleari ?

GEORGE W. BUSH: Spero di trovare una soluzione diplomatica, ma valuterei ogni possibile ipotesi a disposizione.

AMY GOODMAN: Seymour Hersh è ora in linea con noi, reporter investigativo per il The New Yorker magazine. La tua risposta a quello che ha detto presidente Bush?

SEYMOUR HERSH: Bene, la cosa meravigliosa a tal proposito è che se Bush veramente spera che stiamo facendo qualcosa politicamente, dovrebbe unirsi ai colloqui che sono in corso da più di un anno. Dal 2003, l’Unione Europea, soprattutto guidata dall’Inghilterra, la Francia e la Germania, ha condotto estese trattative con gli Iraniani. Penso che ci sia la consapevolezza che l’Iran abbia l’ ambizione di transformarsi in una potenza nucleare. Ancora non c’e’ riuscita. L’obiettivo di queste trattative, in cambio di un impegno al disarmo, è di offrire all’ Iran, io credo, per usare un cliché, la carota che hanno bisogno in termini di incremento commerciale, incremento dei crediti e delle merci dual-use, merci che sono state negate dalle sanzioni a causa delle loro attività.

Gli Stati Uniti non si sono uniti a quei colloqui, ed assolutamente non hanno niente a che fare con questi. Nell’articolo, sono sicuro che lo sapete, ho citato comunque i diplomatici occidentali maggiori – attualmente tutti sono così nervosi quando vengono considerati coinvolti con l’ammimistrazione Bush-, uno dei maggiori diplomatici europei mi ha detto, “ siamo in una posizione perdente, perché finchè l’America non si unisce a queste trattative non abbiamo potere d’influenza. Che genere di promessa possiamo fare per la sicurezza dell’Iran se l’America rimane da sè. E finchè non si uniscono, dobbiamo ricorrere alle Nazioni Unite, con le sanzioni, perché non possiamo usare la diplomazia per fermarli, ed a quel punto, si capisce, la Cina e la Russia probabilmente porranno il veto cosi’ la gestione Bush potra’ avanzare pretese. L’ONU non sta ancora funzionando, che è analogo a cio’ che è accaduto nel 2003 in cui siamo entrati in Iraq. Non abbiamo dato alle negoziazioni la possibilita’ di funzionare. Ma se ci fosse davvero un interesse per questo allora è semplice. Iniziamo a comunicare in Iran.

AMY GOODMAN: Seymour Hersh, puoi spiegarci che ruolo hanno la CIA ed il Pentagono in tutto questo?

SEYMOUR HERSH: Per me questa è la parte più interessante della storia che ho scritto, non sull’Iran, perché si potrebbe quasi obiettare che noi stiamo solo facendo sorveglianza. Sono molto stupito che sia diventata una così grande storia nelle ultime 24 ore o 36 ore. Il vero problema, il cuore della storia, e’ il fatto che la diminuzione di potere della CIA è incredibile. Il presidente Bush ha cercato di controllare l’agenzia con Cheney e Rumsfeld ed a quel punto non c’e’ mai piu’ stata una significativa, intelligente o più intellettuale capacita’ per la gestione delle operazioni e neppure per le analisi dei problemi da risolvere. La maggior parte della CIA è concentrata alla Casa Bianca e nel Pentagono a seguito dell’aumento dei livelli di sicurezza nazionale dopo la seconda guerra mondiale, durante la Guerra Fredda. Ora abbiamo la Casa Bianca e il Pentagono che praticamente dominano il tutto. La CIA è stata emarginata. Tutto il rumore di cui avete sentito parlare sul nuovo direttore di CIA, Goss, che cercava di influenzare qualche membro della divisione operativa, anche denominata divisione dei trucchi sporchi, in realta’ ha mascherato che cosa sta accadendo.
Il vero scopo della Casa Bianca era di sbarazzarsi di un certo numero di analisti di vecchi stampo della CIA che erano scettici riguardo allle operazioni compiute dalla Casa Bianca e dal Pentagono ed e’ realmente andata così, come qualcuno mi ha detto, con l’ esclusione di chi non era piu’ desiderato. Quello è stato l’ obiettivo.
Io penso inoltre che da tutto questo il Presidente abbia ottenuto molto potere legale in America.

Se la CIA si occupassesse di inviare truppe in Iran, allora secondo la Legge devono dirlo al Presidente. Il Presidente deve pubblicare un giudizio di approvazione ed il Congresso ed il Senato devono essere informati. Invece, se i militari compiono un operazione segreta, secondo l’interpretazione della Legge, basta che ne sia infomato il Presidente. Quindi l’ Esercito si trova là e preparare il campo di battaglia secondo questi funzionamenti. Ciò è un affare militare, completamente. Niente a che fare con l’Intelligence. Nessuna necessità di informare qualcuno. Adesso Rumsfeld ha vinto una lotta burocratica importante. Ora sta funzionando, e come tu ha detto nell’ introduzione a questa intervista, sta gia’ avvenendo in almeno dieci paesi. Stanno introducendo squadre segrete. La parola che usano loro e’ “wiped clean” (ripulitura). I soldati sono “ripuliti”. Le loro identita’ sono completamente non-Americane e non militari.

Stanno andando a stabilire contatti con i gruppi all’interno di vari paesi, a mettere a punto operazioni, provando a fare qualche gioco di guerra, applicando un po’ di terrorismo a se stessi per infiltrarsi. Bisogna agire come I cattivi ragazzi per scovare I cattivi ragazzi, cosi’ come qualcuno mi ha detto. Cioè assomigliare ai ragazzi cattivi per attrarre altri ragazzi cattivi in modo da sapere chi sono. Molto spesso e’ difficile scoprire i terroristi. Questo e’ un modo per scovarli. E stiamo andando o fare questo usando i militari. Non lo diremo all’ambasciatore americano nel paese. Non lo diremo al capo di un distaccamento della CIA. Sara’ fatto da Rummy (Rumsfeld ) e dalla sua gente. Questo è un cambiamento enorme, un’ alterazione senza precedente nei 60 anni ultimi.

AMY GOODMAN: Puoi parlarci del ruolo del Pakistan e di Israele?

SEYMOUR HERSH: Bene, il ruolo di Israele è semplicemente di dire: se non lo fate voi, lo facciamo noi. Israele sta giocando molto intelligentemente ed e’ consapevole che molti americani, pro ed anti-Israele, sono preoccupati dei legami israeliani con l’ amministrazione Bush e del ruolo ha giocato nell’invasione irachena. Ci sono molte domande sul fatto se Israele e’ stata una pedina o il fattore piu’ importante. Così, non vogliono che la scena si ripeta nel caso di una possibile invasione dell’Iran. La realtà e’ che Israele sta esercitando molta pressione. Ed il messaggio vero e’: lo fate voi o lo facciamo noi. Ma nessuno di loro vuole farlo. Sarebbe disastroso.
Il ruolo del Pakistan, è molto piu’ complicato, perché Musharraf è apparentemente il nostro alleato nella caccia a bin Laden. Nel frattempo, sta andando avanti da solo, fabbricando armi nucleari, ma ci ha dato l’accesso ad alcuni degli scienziati pakistani che lavorano nell’Iran. Una delle cose che abbiamo imparato circa le aspirazioni segrete dell’Iran viene dall’Agenzia Internazionale per Energia Atomica, I.A.E.A, il cane da guardia in Europa a Vienna, un regime di non proliferazione. E tra parentesi, l’Iran è un membro del N.P.T (Nuclear Non-Proliferation Treaty, Trattato sulla non proliferazione nucleare), il Pakistan no. In ogni modo, l’ I.A.E.A annuncio’ un paio di anni fa di aver scoperto un’ inganno, ovvero che non soltanto l’Iran stava ingannando, ma stava lavorando con i pakistani da anni. Tutto questo fini’, ma Musharraf ci forni’ alcune informazioni tramite l’Intelligence pakistana. Alcune delle informazioni di cui erano in possesso per il tempo della loro collaborazione e su come individuare alcuni obiettivi all’ interno dell’Iran.

La questione è che noi stiamo congedando lo scienziato pakistano A.Q. Khan, una specie di mito, che abbiamo sempre ritenuto il padre della bomba pakistana, anche se poi in verita’ un altro uomo chiamato Khan ha fatto molto di più. Ciò nonostante, A.Q. Khan e’ stato colui che ha creato le merci dual-use, i materiali di cui avevamo bisogno per la produzione nucleare negli anni ‘70 e ’80. È una persona famosa ed è stato scoperto in Libia a produrre questo tipo di materiali due anni fa. Ci fu una cerimonia pubblica con Musharraf durante la quale A.Q. Khan ando’e chiedere scusa. Ora è agli arresti domiciliari. Musharraf non ha dato il permesso di avvicivarlo nè agli Usa né all’I.A.E.A. di Vienna
Così non sappiamo che cosa stia facendo. Alcuni miei amici mi dicono che abbiamo fatto un affare. Abbiamo detto a Musharraf, ci dai le informazioni sui siti nucleari ritenuti sospetti in Iran e noi non ti faremo pressioni per A.Q. Khan, nè lo farà l’I.A.E.A.
E nel frattempo, naturalmente, Musharraf sta facendo più bombe. Altri amici che conosco mi dicono che sta lavorando sul plutonio. E, naturalmente, è nel mercato nero internazionale che compra il materiale. E questo è proprio incredibile. Stiamo giocando un gioco che non durerà tanto.
Abbiamo bisogno dell’Intelligence. Penso che il motivo per cui ne abbiamo bisogno sia semplicemente questo: l’attuale Presidente – dovete davvero ascoltare che cosa dice –sul Washington Post dello scorso weekend in una sorprendente intervista, ha dichiarato che andra’ avanti con la guerra del terrore. Sta continuando a fare cio’ che pensa sia giusto per portare la Democrazia. — l’Iran, ha detto, è in impaziente attesa del nostro aiuto per raggiungere la maturita’. Penso che non vogliamo colpire obiettivi sbagliati. Non desideriamo essere di nuovo imbarazzati come nell’Iraq nel fornire la prova delle armi di distruzione di massa, quando ne avevamo disogno. Penso che sia tutto previsto per combaciare insieme.

AMY GOODMAN: Stiamo parlando con il giornalista investigativo, Seymour Hersh. Dobbiamo interrompere per un minuto. Quando ritorniamo, desidero chiederti rapidamente qualcosa sulla condanna di Charles Graner ed anche il ruolo di Jerry Boykin nei programmi per l’Iran.
[ intervallo]…
Continuiamo la nostra discussione con il giornalista investigativo, Seymour Hersh. Il suo ultimo articolo sul The New Yorker magazine di questa settimana si intitola, “Le Guerre in Arrivo: Cio’ Che Adesso il Pentagono Può Fare in Segreto.” e parla dei programmi del Pentagono per trattare la questione Iran. È giusto dire attacare l’Iran?

SEYMOUR HERSH: Penso sia giusto dire così. E’ naturale che stiano progettando di attacare l’Iran. Ti dico qual’è l’obiettivo di quelli che chiamiamo i neo-conservatori, cioe’ i Paul Wolfowitzes e i Doug Feiths della direzione civile nel Pentagono.
Premesso che una delle cose che hanno imparato in Iraq (hanno imparato qualcosa) è che quel cambiamento di regime raggiunto con forza distruttiva non sta funzionando così bene. Premesso che l’obiettivo nell’Iran è anche tre volte più grande dell’Iraq con una grande popolazione secolare, ed inoltre ci sono molte ragioni per credere che se non fossimo entrati in Iraq, adesso ci sarebbe un gran disaccordo sulla leadership iraniana. Ma ciò nonostante, penso che la teoria sia che se colpiamo tre o quattro dozzine di obiettivi in primavera o in estate, che penso siano il programma sperimentale, – allora sarebbe approssimativamente nel momento in cui Sharon inizierà la sua ritirata di Gaza e cosi’ anche gli americani – la teoria e’ all’ interno del Pentagono. In questo modo ci sarebbe piu’ sensibilità nel mondo Musulmano verso l’America, una volta che tutto questo inizia.

E se l’Iraq può essere controllato, dopo le elezioni, allora lo scopo sarebbe colpire tre o quattro obiettivi rapidamente ed in modo pulito ed essere sicuri di avere la prova delle armi di distruzione di massa cosi’ da dimostrare che gli Iraniani stanno ingannando piu’ di quanto si faccia credere attualmente. Questo potrebbe indurre la popolazione secolare, e quei milioni di giovani, a non gradire l’ operato del proprio governo, provocando, ancora una volta, agitazioni contro il regime dei mullahs.
L’unico problema di questo progetto è naturalmente che sia supportato soltanto da alcuni membri del Pentagono; perché quasi ogni altro con cui ho parlato, dentro e fuori il governo, afferma che sono tutte sciocchezze, perche’ la Casa Bianca ed il Pentagono stanno ignorando il nazionalismo che esiste, il sentimento di fratellanza all’interno dell’Iran e l’amore per il loro paese.

Ecco il motivo perche’ alcune persone mi hanno parlato. Perche’ con il gruppo che è ora alla Casa Bianca e nel Pentagono, non potete ottenere un incontro a meno non beviate il “Kool-Aid” (questa espressione proviene dal massacro di Jonestown del 1978 nel quale i membri di un tempio di culto commisero il suicidio bevendo un soft-drink dolciastro, Kool-Aid, a cui fu aggiunto del cianuro). Solo se siete d’ acccordo con loro potete incontrarli. Così penso che questo sia lo scopo: impiegare poche truppe, un attacco aereo, forse qualche commando come i S.E.A.L.S. a fianco di commando israeliani per colpire precisi target.

AMY GOODMAN: Quali sono gli altri paesi nei quali il Pentagono sta operando segretamente?

SEYMOUR HERSH: Vorrei evitare di scrivere di qualcosa quando non c’e’ assoluta certezza. Non posso dire che gli americani stiano andando dentro e fuori dall’Iran al momento. So che e’ cominciato la scorsa estate ma c’e’ molta riservatezza in merito. Comunque non entrano nei paesi come americani, con identita’ americana. Posso dirvi che e’ stato fatto gia’ qualcosa in Algeria. Cio’ che stiamo facendo e’ infiltrare squadre che sono completamente mimetizzate da terroristi. E mentre la CIA ha un certo numero di regole con cui devono convivere, per esempio non possono avere la loro gente infiltrata come i giornalisti o clerics, non esistono tali regole per il Pentagono.
Così ora i militari potrebbero essere giornalisti, potrebbe essere gente di chiesa o turisti. E penso che l’Africa del nord sia un posto di enorme interesse per gli americani, perché l’amministrazione Bush ritiene che gran parte al Qaeda o di Al Qaeda-come le attività terroristiche sia situata proprio la’. Così Egitto, Algeria, Marocco, Tunisia rappresentano zone a rischio.
Ovviamente, sono ancora interessati alle Filippine ed all’Indonesia ed altri paesi in cui abbiamo una quantità enorme di interessi

.
AMY GOODMAN: Il governo infine ha risposto al tuo articolo dicendo, “E’ cosi’ pieno di errori su fatti fondamentali che è stata distrutta la credibilità [ del tuo ] dell’ intero recosonto.”

SEYMOUR HERSH: Si. L’ho sentito.

AMY GOODMAN: La tua risposta?

SEYMOUR HERSH: Bene, la mia risposta è in pratica la stessa che ho dato ai mass media che appoggiano la linea di governo. Nessun attacco da me ricevuto affronta la sostanza di cio’ che ho scritto. Stiamo operando in Iran? C’e’ una nuova consapevolezza di che cosa il Pentagono può fare? Tutto queste agomentazioni non sono state affrontate quando hanno tentato di screditarmi. Così, sono veramente sereno e tranquillo riguardo a cio’ che e’ stato detto dai portavoci del Pentagono. Penso che quando scrissii miei articoli sulla prigione di Abu Ghraib e feci notare sul “The New Yorker” che cosa stava accadendo, gia’ era successo a Guantanamo, nell’Afghanistan ed in altri posti nell’Iraq e le colpe sono arrivate fino alle più alte sfere. Quando ho scritto quella roba sono stato accusato di calunnia. Ma non dobbiamo dare importanza a cio’ che è detto da un adetto alle relazioni pubbliche.

AMY GOODMAN: Parliamo della condanna di Charles Graner, sentenziata in dieci anni di prigione per tortura a Abu Ghraib.

SEYMOUR HERSH: Bene, ci sono un paio di cose da dire. C’erano molte piu’ persone coivolte di quello che noi sappiamo. Ci sono otto persone che sono state accusate per le attivita’ ad Abu Ghraib . Un paio si sono dichiarati colpevoli ed hanno preso circa tre anni, alcuni stanno aspettando la sentenza ed un paio sono stati dichiarati colpevoli. Graner era ovviamente colpevole.
E’ tutta gente che e’stata arruolata. Ciò che è accaduto ad Abu Ghraib e’ continuato per tre o quattro mesi. Ognuno sapeva cio’che stava accadendo durante quel turno di notte alla prigione. Sono sicuro che la stessa cosa continuò nel turno di giorno. Ufficiale dopo ufficiale si davano il turno per visitare il luogo. Incluso il generale maggiore ed il generale a tre-stelle dell’ intera operazione in Iraq. Sto parlando di Sanchez. Abbiamo tante accuse ma nessun ufficiale è stato accusato
. Nessun ufficiale ha testimoniato.

Tra parentesi, penso che il “The Washington Post” sia stato brillante perche’ si sono mantenuti focalizzati sulla processo a Graner e non ho visto niente di simile neppure da parte del “Time”.
C’erano molte verità che Graner stava dicendo e molte persone coinvolte.
Fino a che non coinvolgeremo l’esercito anche dal punto di vista legale saremo ancora nel “commercio del capro espiatorio”. Sapete, è difficile avere molta compassione per Graner, ma ho imparato lavorando molto sul caso Il Massacro di My Lai. Inizialmente pensai che quei soldati che assassinarono tutta quella gente erano la specie peggiore del genere umano. Alla fine, mi sono reso conto che erano a loro volta vittime tanto quanto la gente che massacrarono a causa di una guerra sbagliata, in un momento sbagliato, con un addestramento sbagliato. Le responsabilità sono maggiori di quelle del solo Charlie Graner.

AMY GOODMAN: E la tua convinzione quando hai scritto il libro“ La Catena del Comando “ fin dove arriva?

SEYMOUR HERSH: Penso che ci sia nessun dubbio che qualcuno alla Casa Bianca o al Pentagono sapeva. Il Pentagono sapeva cosa stava succedendo ad Abu Ghraib, e quel qualcuno, dal Presidente in poi, era a conoscenza. Rumsfeld continuava a dire che stavano trovando molte resistenze da parte di prigionieri. Non ci sono dubbi, era una pratica interna diffusa e il libro comincia proprio con la riunione che tenne Condoleezza Rice su questa questione. C’ erano informazioni ad alto livello. Quando il Presidente ha dovuto affrontare la questione dell’ interrogatorio dei prigionieri ed il ruolo dell’ Intelligence, egli era molto piu’ attivamente coinvolto di quanto si possa pensare. Ma naturalmente questo dovrei provarlo.

AMY GOODMAN: Per concludere, spostiamoci alla conferenza di Condoleezza Rice al Senato, quel capitolo di apertura del tuo libro, Condoleezza Rice…

SEYMOUR HERSH: Fu convinta a tenere una meeting su tutte queste accuse che provenivano da Guantanamo.Un funzionario della CIA. si reco’ senza autorizzazione a Guantanamo. Stiamo parlando dell’Estate del 2002. Sei, nove mesi prima dell’invasione dell’Iraq, molto prima che di Abu Ghraib. Altri membri del Congresso ed altri visistatori di Guantanamo stavano visitando gran parte di Potemkin Village ( termine per indicare un luogo che vuole mascherare la verita’ ed evitare l’ imbarazzo ). Venne tutto pulito nascondendo ogni reale evidenza di ciò che stava accadendo durante le giornaliere brutalita’. Il funzionario della CIA, però, vide tutto e scrisse un reconto che fece circolare all’interno dell’agenzia dove poi fini’ nelle mano di Condoleezza Rice. Gente con molta integrità morale all’ interno del NSC ( Consignio pr la Sicurezza Nazionale), insistette perche’ venisse fatto qualcosa. La Rice organizzo’ un meeting.

Rumsfeld vi partecipo’ e disse che si sarebbe fatto qualcosa.
Niente è accaduto. Tutta illusione. Tutti sapevano ma sono andati avanti nell’ indifferenza. E tutto è continuato come prima e quando ho scritto di Abu Ghraib mi sono reso conto di tutto questo. Dove sono responsabilità? Condoleezza Rice non era a Abu Ghraib ma certamente ha saputo in generale che le cose non stavano andando bene, che stavamo abusando dei prigionieri. Due semplici regole che ogni militare conosce. Uno è non fare a loro cio’ che non vuoi sia fatto ai tuoi soldati. E due, non aspettarti intelligenza da gente che desidera pilotare gli aeroplani contro gli edifici per uccidere gli infedeli, per uccidere noi.
Ringrazio Dio per l’American Civil Liberties Union, per l’Human Rights e per Amnesty International che hanno veramente fatto pressione sull’ argomento.L’unica cosa certa è che il Congresso non fara’ niente di tutto questo.

AMY GOODMAN: Seymour Hersh, desidero ringraziati molto per essere con noi. Il giornalista investigativo, il cui articolo più recente è stato pubblicato questa settimana sul New Yorker. È intitolato “Le Guerre in Arrivo: Cio’ Che Adesso il Pentagono Può Fare in Segreto.”

Amy Goodman
Fonte:www.democracynow.org/article.pl?sid=05/01/18/1447252
18.01.05

Traduzione per Comedonchisciotte a cura di Manrico Toschi

Pubblicato da Davide