Home / ComeDonChisciotte / GLI STATI UNITI DICHIARANO GUERRA AL WEB

GLI STATI UNITI DICHIARANO GUERRA AL WEB

Mentre gli USA rimangono legati all’impegno di catturare gli operativi di Al Qaeda, adesso sono in procinto di allargare la battaglia muovendola su nuovi fronti. Nelle viscere del Pentagono, sono in fase di schieramento delle nuove tecnologie per scatenare la guerra al terrore su internet, nei
giornali e anche attraverso i cellulari.

DI NEIL MACKAY
Editore responsabile per le Investigazioni

“Sunday Herald” [Scozia] — Provate ad IMMAGINARE un mondo dove le guerre
vengono combattute attraverso internet; dove i programmi della televisione e
i reportage dei giornali vengono formulati dall’esercito allo scopo di
confondere la popolazione; e dove un potere straniero armato fino ai denti è in grado di interrompere a suo piacimento le attività del tuo computer, del tuo telefono, della tua radio e della tua televisione.Nel 2006, siamo giusto in procinto di varcare la soglia di un mondo come
questo. Questa è l’epoca della guerra all’informazione, e i dettagli sulle
modalità in cui questa nuova dottrina militare influenzerà tutta la
popolazione del pianeta sono contenuti in un documento, intitolato The Information Operations Roadmap, commissionato e approvato dal segretario della difesa Donald Rumsfeld, e che il Sunday Herald ha avuto la possibilità di leggere.

Il Pentagono ha già firmato un programma da 383 milioni di dollari affinchè nel 2009 vengano implementate le raccomandazioni suggerite dal documento.
Fonti dell’esercito e dei servizi segreti negli USA parlano di “una
rivoluzione nel concetto di guerra”. Il documento prevede tre nuovi sviluppi nell’approccio dell’America alla guerra: primo, il Pentagono afferma che scatenerà la guerra contro internet allo scopo di dominare la sfera delle comunicazioni, prevenire attacchi digitali negli USA e nei paesi suoi alleati, e per essere in grado di prevalere durante attacchi cibernetici lanciati contro i propri nemici.

Secondo, le operazioni militari psicologiche [psychological military
operations], conosciute con il termine di psyop, saranno al cuore delle
future azioni militari. Le psyop implicano il ricorso ad ogni tipo di media
– ossia giornali, libri e poster fino a internet, la musica, blackberry e
personal digital assistant [PDA] * – per diffondere propaganda che assista le azioni dei governi e la strategia militare. Le psyop implicano la
diffusione di bugie e di storie false nonchè la pubblicazione di
informazioni che abbiano il solo scopo di sviare il nemico.

Terzo, gli USA vogliono assumere il pieno controllo dello spettro
elettromagnetico della Terra, permettendo così ai pianificatori Statunitensi di dominare cellulari, PDA, il web, la radio, la televisione e altre forme moderne di comunicazione. Questo potrebbe comportare per interi paesi il vedersi negato l’accesso alle telecomunicazioni con il semplice click di un interruttore da parte degli USA.

I sostenitori della libertà di espressione sono sconvolti da questa nuova
dottrina, ma i pianificatori dell’esercito e i membri della comunità dei
servizi segreti hanno abbracciato l’idea definendola un necessario sviluppo
nel combattimento moderno.

L’avvocato per i diritti umani John Scott, che presiede il Centro Scozzese
per i Diritti Umani, sostiene: ?Questo è uno sviluppo a cui non si può certo dare il benvenuto ma che è una naturale evoluzione dopo tutto quello che abbiamo già visto. Trovo terrificante quello che si afferma in questo documento, e che sia necessario un serio scrutinio parlamentare.?

Crispin Black – che ha lavorato per il Comitato Unito sui Servizi Segreti, e che è stato un tenente colonnello dell’esercito, un ufficiale dei servizi
segreti militari, un membro dello staff dei servizi segreti della Difesa e
un’analista per i servizi segreti dell’ufficio del governo i cui documenti
erano diretti al Numero 10 di Downing Street ? ha affermato di aver
ampiamente sostenuto il documento per come coincide con la visione
omnicomprensiva del Pentagono volta al raggiungimento del ?totale dominio su tutto lo spettro – in ogni questione militare.

“Sostengo pienamente la necessità di abbattere i siti web legati ad Al
Qaeda. Impedire la propaganda del nemico è un corso di azione ragionevole. Al Qaeda è molto efficiente in tutto questo [la guerra dell’informazione su internet], quindi abbiamo bisogno di riguadagnare il tempo perduto. Gli USA hanno bisogno di far sentire il peso del loro di gioco,” ha dichiarato.

Questa rivoluzione nella guerra all’informazione è semplicemente
un’estensione delle politiche della Casa Bianca “neo conservatrice” di Bush.
Ancor prima di salire al potere, alcune figure chiave del Bush Team stavano pianificando il totale dominio militare e politico del globo. Nel Settembre del 2000, l’adesso noto documento Rebuilding America?s Defences [Ricostruire le Difese dell’America] ? di cui è autore il Project for the New American Century [PNAC], un think tank composto da alcune delle ‘luci guida’ della presidenza Bush ? sosteneva che l’America aveva bisogno di un ?progetto per mantenere la preminenza globale Statunitense, che precluda la crescita di un grande potere rivale, e che sia capace di modellare la sicurezza internazionale in linea con i principi e gli interessi Americani.?

Il PNAC è stato fondato da Dick Cheney, il vice-presidente; da Donald
Rumsfeld, il Segretario della Difesa; dal fratello più giovane di Bush, Jeb;
da Paul Wolfowitz, ex primo segretario di Rumsfeld e adesso a capo della
Banca Mondiale; e da Lewis Libby, l’ex capo dello staff di Cheney, e adesso accusato negli Stati Uniti di spergiuro.

Il Rebuilding America’s Defences parla anche della necessità di assumere
il pieno controllo di internet. Una versione ampiamente censurata del
documento è stata fatta avere grazie al Freedom of Information Act
all’Archivio della Sicurezza Nazionale all’Università George Washington
negli Stati Uniti.

Il documento ammette che gli USA sono vulnerabili nei confronti della guerra
elettronica. “I network stanno crescendo più velocemente della capacità che
abbiamo di poterli difendere,” fa notare il documento. “La sofisticazione e la capacità di…nazioni stato di degradare sistemi e operazioni di network stanno rapidamente crescendo.”

Il documento afferma che la prima priorità per l’esercito Statunitense è che “il dipartimento [della difesa] deve essere preparato a ?combattere il net?. Internet viene visto dal Pentagono praticamente alla stessa stregua di un nemico di stato e questo a causa della maniera in cui può essere usato per propagandare, organizzare e scatenare attacchi elettronici su cruciali obiettivi Statunitensi. Sotto il titolo ?offensiva a base di operazioni cibernetiche”, due pagine che tracciano possibili operazioni sono state cancellate [con un tratto nero].

Più avanti nel documento, il Pentagono focalizza la propria attenzione sulla guerra elettronica, affermando che deve essere elevata al cuore della strategia di guerra militare Statunitense. Fornirà ?massimo controllo dello spettro elettromagnetico, negando, degradando, destabilizzando o distruggendo l’intero spettro dell’equipaggiamento delle comunicazioni…è importante in maniera crescente che le nostre forze dominino lo spettro elettromagnetico sviluppando capacità di attacco?. Messa semplicemente, questo significa che le forze Statunitensi avranno il potere di mettere al tappeto qualunque o addirittura tutte le forme di telecomunicazione sul pianeta.

Dopo la guerra elettronica, i pianificatori di guerra Americani volgono la
loro attenzione alle operazioni psicologiche: “Le forze militari devono
essere meglio preparate all’uso delle psyop in sostegno delle operazioni
militari.” E’ risaputo che il Dipartimento di Stato, che svolge le funzioni
diplomatiche degli USA, è preoccupato dalla crescita di tali operazioni che potrebbero danneggiare la diplomazia Americana se venissero scoperte da stati stranieri. Altri esempi di guerra all’informazione che sono compresi nel documento includono la creazione di vere e proprie “Squadre della Verità”, la cui funzione dovrebbe essere quella di fornire informazione pubblica quando pubblicità negativa, come quella relativa allo scandalo delle torture di Abu Ghraib, colpisce le operazioni Statunitensi, e la messa a punto di “Show Umanitari”, che parleranno del sostegno dell’America per la democrazia e la libertà.

Il Pentagono vuole anche prendere a bersaglio un “ampio raggio di media stranieri e di audience selezionate”, con lo stanziamento di 161 milioni di dollari la cui funzione sarà quella di sostenere la pubblicazione di articoli pro-USA nei media oltremare.

Neil Mckay
Fonte: www.informationclearinghouse.info
Link: http://www.informationclearinghouse.info/article12609.htm
4.04.06

Traduzione a cura di MELEKTRO per www.radioforpeace.info &
www.comedonchisciotte.org

* Blackberry & Personal digital assistants (also called PDAs) are handheld
devices that were originally designed as personal organizers, but became
much more versatile over the years. A basic PDA usually includes date book,
address book, task list, memo pad, clock, and calculator software. Newer
PDAs also have both color screens and audio capabilities, enabling them to
be used as mobile phones, web browsers or media players. Many PDAs can
access the Internet, intranets or extranets via Wi-Fi, or Wireless Wide-Area
Networks

Pubblicato da Davide

Un commento

  1. Ciao a tutti.

    Credo che questa notizia sia di una gravita` mostruosa.
    Proprio qualche giorno fa mi chiedevo, con i miei amici, come fosse possibile che il potere non avesse messo il suo occhio su internet e sulla libera circolazione delle notizie. Come, insomma, fosse possibile che finalmente, dopo millenni di oscurantismo, la gente comune potesse essere in grado di farsi un’idea di cio` che succede nel mondo senza l’inevitabile filtro dei media “wealth friendly”.
    E` da poco che uso internet, mi limitavo ad usarlo per controllare la posta e giocare in linea.
    Poi, per semplice curiosita`, ho digitato su Google :- P2, massoneria.-
    Ho scoperto decine di siti che in tutto il mondo svolgono il compito che dovrebbe essere di giornali e televisione: l’Informazione.

    Ci troviamo di fronte ad un grosso pericolo, quello della volonta` dei governi di spegnere la spinta rivoluzionaria che il sapere produce, la paura che le versioni ufficiali dei fatti possano essere smontate, che si sappia quanta menzogna c’e` in giro.

    E allora mi viene in mente: che fare?