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GLI OMISSIS CHE NON POTRETE SCOPRIRE MAI

 

CONTRO RAPPORTO

DI ALESSANDRO ROBECCHI

Chiedo scusa, cari lettori, per i numerosi omissis, fatevi un taglia-e-incolla con i vostri mezzi, se siete capaci! E in ogni caso allacciate le cinture: si va alla guerra, seguendo le indicazioni e i suggerimenti di un noto quotidiano (omissis). Cercherò di procedere per punti e nel modo più semplice possibile anche per venire incontro alle facoltà mentali del presidente degli Usa.

1 – Gli americani rendono pubblico un documento sull’omicidio Calipari pieno di righe cancellate, e dopo sei minuti qualunque essere vivente sul pianeta capace di usare un mouse può leggere le parti censurate. E’ una straordinaria mossa per uccidere Osama bin Laden: vogliono farlo morire dal ridere.

2 – Una tale abilità operativa e capacità di intelligence spiega come mai hanno perso in Viet-Nam, in Somalia, a Cuba: ci si stupisce anzi che abbiano battuto i tedeschi e siano riusciti a sterminare gli indiani, che però non conoscevano né Word né Acrobat, mentre è chiaro che Al Zarkawi e il Mullah Omar padroneggiano anche Excel e l’ottimo flipper di Microsoft.

3 – Il soldato Lozano, che ha sparato alla Toyota di Calipari, Sgrena e un secondo agente italiano (qui mi tengo l’omissis degli amici americani, grazie), era della guardia nazionale di New York, arrivato in Iraq da poco. Più che Rambo, sembra l’ispettore Clouseau. Doveva imbracciare la torcia, illuminare la macchina, valutarne la velocità, posare la torcia, imbracciare il mitra, prendere la mira e sparare in meno di sette secondi. Questo secondo le sagge regole d’ingaggio americane scritte direttamente da Superman. E’ stupefacente che in Iraq ci sia ancora qualcuno vivo.

4 – La pattuglia americana che ha improvvisato un check-point aspettava l’ambasciatore Negroponte, che però non si sa se arrivava in macchina, in elicottero, in astronave, in skateboard o in cammello. L’ambasciatore americano si è fortunosamente salvato dal check-point americano con un abile trucco: col cazzo che è passato di lì.

5 – I telefoni non funzionavano, la radio non l’hanno usata, nella catena di comando c’è un buco di un’oretta, durante la quale la famosa guerra tecnologica degli americani era andata a bere il caffè, o a giocare alla playstation, oppure (omissis) con l’ultimo numero di Playboy.

6 – Lo stesso computer con cui si leggono gli omissis si può usare per calcolare quanti morti ammazzati innocenti ci sono stati con quelle regole di ingaggio. Tanto che gli stessi americani suggeriscono sostanziali modifiche di quelle regole. Ideona: uno può usare la torcia e un altro il mitra, mica deve fare tutto il povero soldato Lozano!

7 – Un noto quotidiano romano (omissis) continua a sostenere che «è la guerra, baby», e gli americani si comportano come in guerra. Eroici. Noi, invece (noi del manifesto e noi italiani in generale, Sismi compreso) siamo degli ingenuotti un po’ rammolliti, che vogliono pagare il riscatto e farla franca. I soliti italiani, insomma, i soliti pirla.

8 – Il governo italiano presieduto da (omissis) di cui il noto quotidiano romano (omissis) è acerrimo nemico, sostiene che non siamo in guerra, ma stiamo facendo la pace.

9 – Il noto quotidiano romano (omissis) è del resto fermamente contro la guerra, finché gli americani non sparano a noi. Quando questo accade, ecco che improvvisamente ci ricorda la nobile rudezza della guerra, finendo per essere più americano degli americani, i quali infatti, almeno sotto gli omissis, ammettono di aver fatto una cazzata.

10 – Molti osservatori fanno notare che anche se ci sparano addosso, mentono, fanno figure di merda come pubblicare omissis leggibili e hanno regole d’ingaggio assolutamente cretine, non dobbiamo diventare anti-americani, che è un reato federale. Anzi, bisogna rafforzare la grande amicizia che lega questi due popoli (quello che spara e quello che viene sparato).

11- Il noto giornale romano (omissis) accusa di dilettantismo chi è riuscito a portare a casa i suoi ostaggi. Mentre quelli che pubblicano gli omissis leggibili sarebbero seri professionisti.

12 – Del resto, il noto giornale romano (omissis) sarà tra un anno esatto il giornale del nuovo governo italiano di centrosinistra presieduto da (omissis) e dunque è comprensibile che non voglia dire a tutti i suoi lettori quanto sono fessi gli americani, con cui stiamo facendo la guerra (secondo omissis), anzi la pace (secondo omissis).

13 – Consapevoli della necessità di una vera unità a sinistra in vista delle elezioni del 2006, e convinti della necessità di essere comunque amici degli americani, ci permettiamo di suggerire al noto giornale romano (omissis) alcuni titoli per le prossime edizioni: Cermis: la funivia volava troppo in alto. Oppure. Hiroshima: fu un tragico errore. Sommario: La bomba atomica doveva cadere in campagna, ma la città andava a 96 chilometri all’ora. Ecco il rapporto segreto che inchioda i giapponesi.

Alessandro Robecchi
Fonte:www.ilmanifesto.it
3.04.05

 

Pubblicato da Davide

  • Truman

    D’Alema: “Giusto espandere la democrazia, anche con la forza”. (4 maggio).

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    Nel teatrino della politica è arrivato il momento di scambiarsi le parti: adesso gli atlantisti sono i DS (prima Fassino, adesso D’Alema) che si peoccupano di far vedere ai loro padroni americani che faranno (come sempre) tutto ciò di cui i padroni hanno bisogno. Come al periodo della guerra in Jugoslavia, gli accordi è bene prenderli prima.

    Berlusconi, ormai capo di un governo zombie, fa tutto il possibile per prolungare la sua sopravvivenza, visto che la galera è garantita per lui se perde il potere politico.

    Forse l’ultimo modo per recuperare popolarità è far finta di litigare con il suo padrone Bush. Ed eccolo che ricomincia a parlare di ritiro delle truppe.