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GLI IMPEDIMENTI ALLA NATURALE EMPATIA FRA GLI ESSERI UMANI

DI ANTONELLA RANDAZZO

In Italia, specie negli ultimi decenni, è stata attivata una fortissima campagna mediatica finalizzata ad inasprire i pregiudizi contro gli immigrati, specie se rumeni, albanesi, slavi o musulmani.
Gli immigrati appaiono nelle cronache come gli autori di tutti o quasi tutti i crimini che avvengono in Italia. Non appare la vera realtà, ossia che soltanto una minima parte di crimini è commessa da immigrati (oltre il 90% di stupri e omicidi è commesso da italiani).

E’ un evidente segno di razzismo il riempire i giornali o i telegiornali di notizie di reati commessi da immigrati, e tralasciare fenomeni gravissimi, come quello che vede la morte di almeno 200 donne all’anno per mano dei propri compagni o mariti italiani. La gente comune, leggendo tante notizie di omicidi o stupri commessi da immigrati inizia ad alimentare la paura, l’ostilità o la diffidenza verso gli stranieri poveri. La tendenza delle nostre autorità a potenziare l’atteggiamento volto a criminalizzare gli stranieri, non è sfuggita ad alcuni ministri del governo spagnolo. Celestino Corbacho, ministro spagnolo del lavoro e dell’immigrazione, ha osservato: (le politiche del governo italiano) “pongono l’accento più sulla discriminazione del diverso che sulla gestione del fenomeno, e intendono criminalizzare il diverso (agli immigrati viene mostrata un’unica strada) Quella di tornare nel loro paese”.(1)

L’obiettivo del sistema di potere attuale è quello di metterci gli uni contro gli altri e di accrescere la paura dell’altro, facendoci credere che la natura umana è sostanzialmente malvagia. Per convincerci della presunta malvagità umana gli stegocrati (2) hanno addirittura promosso la teoria darwiniana, che mostra gli esseri umani, al pari delle bestie, in continua lotta per prevalere.
Esistono anche diversi metodi utilizzati per intralciare la naturale empatia fra gli esseri umani. Ad esempio, un gruppo umano ( o più gruppi) viene segnalato come “criminale” attraverso una serie di notizie di reati commessi da soggetti appartenenti a quel gruppo. L’intera categoria (rumeni, musulmani, Rom, ecc.) viene indicata come “nemica” degli italiani, facendo credere che i problemi e la rabbia che i cittadini provano sono dovuti allo stato d’insicurezza creato da queste persone. Un’altra tecnica per eliminare l’empatia è quella di etichettare o inserire le persone all’interno di stereotipi, che le renderanno disprezzabili o da rigettare. Ad esempio, il meridionale diventerà pigro, indolente e parassita, il musulmano diventerà terrorista fanatico, l’ebreo avido e brutto, il nero debole e puzzolente, ecc. In questo modo viene impedito che si percepiscano gli esseri umani sostanzialmente simili fra loro, anche se possono esserci differenze culturali o sociali. Tali differenze vengono talvolta esasperate dai media, per creare separazioni e diffidenza. Le similitudini, invece, vengono offuscate perché potrebbero incentivare la solidarietà e l’empatia, che oggi appaiono un pericolo alla sopravvivenza del sistema. In realtà siamo molto più simili di ciò che appare, come osserva lo studioso Cavalli-Sforza:

“Siamo pochissimi diversi. Abituati a notare le differenze tra pelle bianca e nera o tra le varie strutture facciali siamo portati a credere che debbano esistere grandi differenze fra europei, africani, asiatici e così via. La realtà è che i geni responsabili di queste differenze visibili sono quelli cambiati in risposta al clima. Tutti coloro che oggi vivono ai tropici o nell’artico devono – nel corso dell’evoluzione – essersi adattati alle condizioni locali; non è tollerabile troppa variazione individuale per caratteri che controllano la nostra capacità di sopravvivere nell’ambiente in cui abitiamo. Dobbiamo anche tenere a mente un’altra necessità: i geni che rispondono al clima influenzano caratteri esterni del corpo, perché l’adattamento al clima richiede soprattutto modifiche della superficie del corpo (che è la nostra interfaccia con il mondo esterno). Appunto perché esterne, queste differenze razziali catturano in modo prepotente il nostro occhio, e automaticamente pensiamo che differenze della stessa entità esistano anche per tutto il resto della costituzione genetica. Ma questo non è vero: siamo poco diversi per il resto della nostra costituzione genetica.”(3)

Il darwinismo ha posto l’uomo all’interno della realtà animale, senza considerarne le peculiarità. In realtà l’uomo ha molto di più rispetto agli altri animali: può scegliere. Egli non è né buono né cattivo, ma diventa migliore o peggiore sulla base dalle scelte che fa. Può comprendere l’importanza della vita sociale costruttiva e scegliere la tolleranza o altri comportamenti prosociali, oppure può scegliere l’interesse egoistico e cedere alla corruzione morale o alla discriminazione dei suoi simili.
I mass media si curano di documentare i casi in cui le persone si sono comportate in modo disumano, ad esempio non soccorrendo una vittima di un incidente stradale o non aiutando una donna molestata o violentata. Ma, se certo non è possibile negare la presenza di impulsi distruttivi e malvagi nell’uomo, è anche possibile provare che gli umani posseggono anche aspetti nobili o eccelsi, e che tutto dipende dalle scelte di ogni individuo. Esistono infiniti casi in cui le persone si sono comportate in modo moralmente ineccepibile o con pieni slanci altruistici. Ad esempio, esistono molti giovani e meno giovani che si dedicano al volontariato, rinunciando ai divertimenti per soccorrere o aiutare i più deboli. Attraverso le numerose associazioni di volontariato presenti nel nostro paese, molte persone svolgono anche attività molto impegnative, come assistere gli anziani, aiutare i disabili, ecc. Questi casi, che sono di gran lunga assai più numerosi rispetto agli omicidi o agli stupri, raramente sono documentati nei programmi mediatici, che puntano a suscitare sfiducia nella natura umana e diffidenza nel “diverso”. Il “diverso” è sempre il povero (immigrato, Rom, ecc.). Creare una guerra fra poveri significa fare in modo che le vittime si scontrino fra di loro e dunque non dirigano la loro azione contro chi ha creato i problemi economici o lavorativi.
Sin dai tempi antichi il potere dominante ha affinato tecniche per mettere i gruppi sociali gli uni contro gli altri, sapendo che altrimenti, se tutti i popoli fossero stati in armonia fra di loro, inevitabilmente avrebbero avuto la forza e la chiarezza necessarie per porsi contro di esso. Quando le società affinano una certa sensibilità morale si accorgono delle tecniche di controllo del gruppo di potere, e dunque per questo oggi esistono tanti metodi per impedirlo. I mass media, così come i vari intellettuali di regime, propugnano un modo preciso di intendere l’uomo e la società, facendo credere che i pericoli provengano esclusivamente dagli immigrati, dai nomadi o da coloro che contestano il sistema. Ma si dà il caso che gli orrori più terribili, le guerre, i genocidi e le torture sono praticati sistematicamente proprio da chi non viene visto così pericoloso come in effetti è.

C’è un altro motivo che spinge le nostre autorità a seminare panico e divisioni: l’esigenza di giustificare un altissimo livello di controllo di tutta la popolazione. Infatti, dopo l’ondata di criminalizzazione degli immigrati rumeni, il Consiglio dei Ministri approvò un pacchetto di cinque disegni di legge, per attuare un rigido controllo attraverso la creazione di una banca dati biometrica a livello europeo, e per scatenare una strategia “terroristica” legata alla percezione sociale della criminalità. Con queste leggi le autorità possono anche creare una banca nazionale del Dna, (come imporrebbe il Trattato di Prüm, a cui hanno aderito anche il Belgio, la Germania, la Francia, la Spagna, l’Austria, il Lussemburgo e i Paesi Bassi, che sostiene il principio del controllo con la scusa del “terrorismo”). Si tratta di calpestare i diritti civili degli individui, creando un “grande fratello” globale che non serve, come ci viene detto, alla “sicurezza”, ma a restringere la libertà e a negare il diritto alla riservatezza. Se le nostre autorità fossero davvero interessate alla nostra “sicurezza” impiegherebbero più personale e più risorse per vigilare sullo spaccio di droga, sulle reti di prostituzione o sulla corruzione e la mafia, che invece proliferano nel nostro paese, godendo di connivenze e appoggi proprio da parte di chi propaganda di essere preoccupato per la “sicurezza”. Le nostre autorità non vogliono affatto recare alcun disturbo ai mafiosi e ai veri criminali, avendo l’intento di mostrare come criminali i poveri diavoli che, o sono rei di essere poveri, o di essere fuggiti da terribili dittature, oppure sono piccolissimi pesci di una catena criminale internazionale, che vede al vertice le autorità anglo-americane. Come molti sanno, queste ultime si ergono a difesa del sistema creato dal gruppo stegocratico, fondato sulle guerre, sulla mafia e sul controllo criminale dei popoli.
Indicare come unico pericolo la microcriminalità o le pratiche disperate di accattonaggio o di sopravvivenza (es: lavavetri) significa stornare l’attenzione dai veri criminali, ovvero da coloro che creano miseria e dunque favoriscono anche la microcriminalità. Peraltro, i disegni di legge del nostro governo mirano ad esasperare il malessere sociale, punendo i reati dovuti al degrado, ma senza far emergere le cause di tale degrado, e dunque senza affrontare le radici della situazione creata dalle strategie attuate negli ultimi decenni dagli stegocrati, che hanno devastato l’economia di interi paesi del Terzo Mondo, e hanno prodotto anche nel nostro paese un progressivo impoverimento e una grave situazione di insicurezza economica. Dunque, anziché avere l’intento di affrontare i veri problemi, le nostre autorità puniscono i più deboli, e creano allarme sociale, curandosi di far apparire alcuni come pericolosi, in modo tale che i cittadini italiani siano indotti ad attribuire le responsabilità dell’insicurezza sociale ed economica soltanto alle persone indicate dai media. Si scatenerà in tal modo una spirale distruttiva di panico e diffidenza, che favorirà l’emarginazione di alcuni, con il conseguente aumento della microcriminalità. L’obiettivo dei nostri governanti, com’è evidente, è quello di creare le premesse per uno Stato che “protegge” (anche se solo nella propaganda), che soppianterà lo Stato di diritto. Questo significa che i cittadini saranno indotti sempre più ad accettare strategie repressive, e l’uso delle forze dell’ordine, anche quando l’origine dei problemi è economica, oppure relativa al dissenso. In altre parole, sarà giustificata la criminalizzazione dei poveri, del dissenso e la restrizione delle libertà democratiche. E’ una tendenza comune ormai in molti paesi, basti pensare che la Svizzera, nel marzo scorso, ha reso legale l’uso dei laser che emettono scariche elettriche, da utilizzare contro gli immigrati da espellere.(4) Senza la propaganda di forte criminalizzazione degli immigrati un intervento militaristico di questo genere apparirebbe degno del peggiore nazista.

L’impoverimento progressivo e l’insicurezza lavorativa, causati da leggi inique, dalla svendita dei beni statali e dal potere concesso ai grandi gruppi bancari ed economici, hanno reso la società italiana assai più fragile e vulnerabile emotivamente. I giovani disoccupati o precari sono attanagliati dalla bassa autostima, che può favorire il ricorso a palliativi come la droga, oppure un esasperato protagonismo, che li induce ad identificarsi con un personaggio carismatico o a proiettare il valore della propria identità nella tifoseria calcistica. I giovani più vulnerabili o privi del supporto equilibrante della famiglia, possono cedere al fanatismo calcistico, o aderire a gruppi violenti, oppure cedere al razzismo più viscerale, trovando in alcune persone (immigrati, Rom, gay, disabili, ecc.) un capro espiatorio per sfogare la rabbia e per dimenticare il senso di fallimento e il fatto di non avere un’identità e un’adeguata valorizzazione di sé, necessaria all’equilibrio. La giusta autostima potrebbe derivare da una società che desse la possibilità di autorealizzazione sociale, lavorativa o creativa, ma la realtà attuale agisce in senso contrario, condizionando le emozioni in modo negativo, relegandole ai livelli meno evoluti, e negando il valore di cui l’individuo ha bisogno.

Si potrebbe creare una società più solidale e più orientata verso il bene sociale se, anziché parlare soltanto di serial killer e di criminali stranieri, si parlasse anche dei vantaggi che l’intera società potrebbe avere qualora si coltivasse la capacità di mettere in pratica i valori umani. La nocività del sistema può essere vista anche nella tendenza innescata dai media a far prevalere l’egoismo, la distruttività e la paura dei propri simili. L’educazione alla tolleranza e alla solidarietà dovrebbe soppiantare l’attuale allarme mediatico verso il prossimo, e, oggi più che mai è necessaria una pedagogia umanistica anziché consumistica e materialistica.
Limitare il proprio egoismo o capire l’importanza della solidarietà significa costruire una società migliore, più forte verso il potere del gruppo dominante.

Talvolta le radici cristiane della nostra cultura vengono strumentalizzate come un segno di superiorità, ma private dei veri contenuti che esse dovrebbero avere. Infatti, tutti sanno che l’essenza del cristianesimo risiede proprio nel messaggio di fratellanza di tutti gli esseri umani, al di là del colore della pelle o delle credenze religiose o ideologiche. Sono stati proprio personaggi importanti nell’ambito del cristianesimo a consolidare il senso di tolleranza e di amore universale che il cristiano deve avere, senza il quale non può certo dirsi tale. Ad esempio, Guglielmo d’Ockham (1280-1349) all’inizio del XIV secolo consolidò l’idea che l’essenza della vita sociale cristiana fossero la tolleranza e la solidarietà. Egli scrisse: “Non è impossibile che Dio ordini che colui il quale vive secondo i dettami della retta ragione e non crede nulla che non gli sia dimostrato dalla ragione naturale, sia degno della vita eterna. In tal caso può anche salvarsi chi nella vita non ebbe altra guida che la retta ragione”. (5)
Con queste parole dimostrò di essere convinto che coloro che assumevano un punto di vista diverso dal suo non erano da considerare meno di lui. Questa è la base della tolleranza.
Oggi, che non siamo nel Medioevo, molte persone si comportano in modo ben diverso, ritenendo di essere superiori a chi è povero, immigrato o di altra religione. Chi è ateo ritiene di essere superiore al credente, considerato come “credulone”, oppure chi ha fede giudica chi non ce l’ha, vedendolo come inferiore a lui o meno evoluto spiritualmente.
Molti hanno l’impulso a prodigarsi per convincere gli altri delle proprie opinioni, credendo, non si sa in virtù di cosa, che il proprio pensiero sia più vero o più importante di quello altrui.
L’atteggiamento di superiorità dimostra una scarsa qualità morale, poiché il rispetto per gli altri, siano essi d’accordo con noi o professino altre religioni o idee, è il fulcro del progresso civile dei popoli.

Il sistema attuale rende gli individui “massa” e dunque sottrae valore alla personalità umana, producendo il bisogno dell’ego di emergere sugli altri per avere la certezza di esistere. Ma si può esistere soltanto come individui consapevoli di se stessi, del proprio ego e delle distorsioni negative a cui si è soggetti. Conoscere e comprendere se stessi è la base per amarsi, e dunque anche per poter rispettare e amare gli altri.
Il cristianesimo ci insegna a diventare migliori, e non possiamo diventarlo senza i nostri simili. Per la prima volta nella Storia, i valori cristiani sostennero che tutti gli esseri umani avevano un grande valore, che risiede nella loro essenza semidivina, che li rende tutti importanti all’interno della società. Riconoscere a tutti gli esseri umani un eguale valore, siano essi donne o uomini, poveri o ricchi, neri o bianchi, significa poter realizzare la democrazia, ovvero un sistema basato sull’eguaglianza. Al contrario, discriminare in ordine al livello economico, alla religione o al colore della pelle significa credere in un ordine basato sulla diseguaglianza, in cui alcuni verranno costretti a vivere in miseria o a delinquere, mentre altri si impossesseranno di gran parte della ricchezza e godranno di privilegi sociali, politici ed economici.

I valori cristiani insegnano che si cresce amando gli altri, accettandoli anche quando ciò non è facile, e comprendendo che non siamo isole ma parte di un tutto. Un tutto che comprende ogni essere umano, come un grande sistema che comprende tanti sottosistemi. Come le gocce dell’oceano sono essenziali a determinare l’oceano così tutti noi siamo importanti come parte del tutto. Nessuno di noi è il centro dell’universo, ma ognuno è una parte importante di esso. Ciò che proviamo, amore, rancore, tolleranza o intolleranza, è importante nel determinare quale rapporto umano sarà creato: se quello basato sulla superiorità dell’ego oppure su una ben maggiore consapevolezza di noi stessi e di come il sistema punta a metterci gli uni contro gli altri per meglio dominarci. Il progresso e la felicità sono il destino dell’uomo, ma tale destino non potrà attuarsi se cediamo alle pressioni che ci fanno vedere il prossimo come pericolo, come nemico o come ostacolo ai nostri interessi. Cedere alle pressioni distruttive del sistema significa sprofondare nelle sofferenze esistenziali, che ci fanno provare un senso di vuoto, oppure ci inducono a sentire un falso senso di potere, destinato a crollare sotto i colpi delle sofferenze che la sottomissione produce.
Ci può essere felicità soltanto attraverso la libertà dall’attuale sistema, con tutto ciò che ne deriverà: rispetto per se stessi e i propri simili, e profonda conoscenza dei meccanismi di asservimento propugnati dal gruppo stegocratico. Al di là di questo c’è un mondo di guerre, distruzione e sofferenza, che conviene soltanto a chi ci domina. I valori di tolleranza, solidarietà e amore non sono soltanto cristiani, ma dell’intera realtà umana. Non è l’odio la nostra essenza, ma l’amore, che è un’energia universale che presiede ad ogni progresso e felicità. Chi cerca di sostenere il contrario lo fa per becera convenienza o per cecità morale.

Antonella Randazzo
Fonte: http://antonellarandazzo.blogspot.com
Link: http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/05/gli-impedimenti-alla-naturale-empatia.html
21.05.08

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NOTE

1) “Dnews”, 19 maggio 2008.
2) A questo proposito si legga http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/03/lipotesi-stegocratica-parte-prima-.html
3) Cavalli-Sforza Luca e Francesco, “Chi siamo, la storia della diversità umana”, Mondadori, Milano 1995, p. 185.
4) http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=49186
5) Cit. Abbagnano Nicola, “Storia della filosofia”, vol. I, Utet, Torino, 1963, p. 640.

Pubblicato da Davide

  • Marcusdardi

    Bellissima analisi delle vere cause del disagio e dei problemi che ci attanagliano.
    Questo è un articolo che meriterebbe di essere pubblicato sulla prima pagina di quotidiani nazionali per poter offrire una “vera” opinione libera e costruttiva a tutti….ma sappiamo come vengono gestiti i giornali.

    Comunque è già positivo che si possa parlare di queste cose e diffonderle il più possibile. Ciò non toglie comunque il bisogno di sicurezza che dobbiamo avere e ci deve essere garantito dalle forze d’ordine, senza discriminare o etichettare gruppi o minoranze.

    Ciao
    Marcus

  • reza

    In realtà, la “questione” di “insicurezza” in Italia è solo un inganno.
    Tra 140 paesi del mondo monitorati (anche) per la sicurezza dall’agenzia Vision Humanity , l’Italia occupa il 28° posto, mentre gli stati uniti d’America si trovano al 97° posto, eppure nessuno dei candidati alle prossime elezioni americane terrorizza gli americani sulla questione, come invece hanno fatto i gruppi che ora stanno al governo in Italia.
    Considerando il fatto che in Italia ci sono almeno 6 gruppi dichiarati di criminalità organizzato, e considerando che i primi 20 posti di questa classifica sono occupati dai paesi scandinavi e dall’Islanda, Giappone e New Zelanda, quel 28° posto dell’Italia dimostra che l’Italia è invece uno dei paesi più sicuri al mondo quindi, l’ultima campania elettorale italiana è stata basata su una cosa falsa.

    potete controllare i dati qui:

    http://www.visionofhumanity.org/gpi/news/28/global-peace-index-2008-report-reveals-global-upturn-in-peacefulness/

  • Lif-EuroHolocaust

    1) Naturale empatia tra gli esseri umani? E chi lo dice? La Storia (non l’ideologia “degli ultimi decenni”) dice dell’altro, anche con una certa evidenza.

    2) Non è vero che gli italiani uccidono e stuprano per oltre il 90%. Guardando l’ultimo rapporto sulla sicurezza (uscito circa un anno fa), considerando solo le etnie romena (ossia romeni autoctoni + gli zingari), i marocchini e gli albanesi, gli stupri commessi da loro in Italia ammontano a circa il 15,5% del totale, mentre gli omicidi all’11,9% e i tentati omicidi al 14,4%. Solo considerando queste 4 etnie, senza citare gli altri nordafricani, i sudamericani e senza considerare gli altri crimini. Considerando che dalle statistiche emerge una diminuzione dei crimini in Italia abbastanza costante negli ultimi 20 anni, il crimine prodotto dai sempre maggiori stranieri finisce, inevitabilmente, per risaltare.
    http://www.poliziadistato.it/pds/primapagina/rapporto_crim/sintesi_rapporto_sicurezza_2006.pd

    3) Anche gridare al razzismo è un modo per impedire che le idee circolino. Molti di coloro che si dicono favorevoli all’immigrazione di massa (la quale, ricordiamo, è voluta dall’imprenditoria allo scopo di indebolire la forza contrattuale autoctona, finendo per configuararsi come tassello fondamentale di un vero e proprio genocidio) sono anche quelli che non sembrano aver battuto ciglio per la svendita del patrimonio industriale italiano o per la crescente precarizzazione del lavoro. Spostare l’attenzione dalla perdita di autonomia economica e culturale verso il presunto razzismo è solo un modo per sostituire l’unico impegno serio per l’ennesima avventura progressista (quella pro-immigrati), sempre proiettata verso un indefinito domani e mai vero i problemi autentici dell’oggi.

  • Affus

    non sono contro gli immigrati in se e per se ma sono contro la criminalità sia italiana e sia straniera .
    L’unica cosa che dovrebbe fare questo governo, senza se e senza ma , è che dovrebbe sbattere fuori i criminali e i delinquenti stranieri, mentre per gli italiani ,creare dei gulag e dei campi di lavoro forzato, che è una cosa che con la loro concezione della democrazia che hanno attualmente non avremo mai .

  • abraxas

    bellissimo articolo, indubitabile che la paura sia un’arma di repressione e di governo. personalmente però sono un po’ più pessimista riguardo alla naturale empatia tra esseri umani…credo che da sempre in tutte le civiltà il senso di appartenenza comporti una paura nei confronti degli esclusi…

  • abraxas

    beh oddio, un attimino drastico come rimedio…

  • GioCo

    Cara Antonella,
    in generale mi trovo sempre in linea con i tuoi post: non avevo “creato” la parola “stegocrati” prima di leggerti, ma usavo una similitudine che considerò tutt’ora più significativa: “dittatura economica”.

    Lo dico perchè quelli che chiami stegocrati non pensano a loro stessi come dittatori, e non completamente a torto: le loro azioni hanno lo scopo principale di mantenere i flussi economici concentrati in un modello simile alla montagna, dove il ghiaccio sulla
    sua sommità scongela a periodi alterni e ridiscende in minima parte lungo i pendii.
    Per loro non è importante che la pioggia cada solo sulla montagna (che equivale al
    dominio di un Re) ma che “non sia trattenuta a lungo” se non in prossimità della vetta. Mantenendo alto il ricliclo dei flussi economici, viene mantenuta artificiosamente alta la dipendenza ai residui accumulati, pur senza privare troppo l’intero sistema di ricchezza: ciò ha il vantaggio di creare una migliore stabilità di governo che facilita la manipolazione della coscienza.

    E’ un modo per “spremere” l’animo umano, che un tempo era relegato a realtà minime e circoscritte, molto avverse alla società, perchè fortemente distruttive: la fluidità della ricchezza crea grande instabilità, impoverisce l’ambiente e stimola il comportamento parassitario.

    Un esempio per tutti è la situazione agricola odierna: tenere artificiosamente alti i prezzi del petrolio, fa crescere i costi del cibo prodotto con le macchine agricole, ma la soluzione proposta non è bloccare la speculazione, ma alimentarla, forzando la produzione e convertendo quella esistente in … sostituitvi del petrolio.
    Sarebbe come dire che un trattore deve produrre grano mettendo nel serbatoio la benzina prodotta dal grano che miete sperimentando un nuovo capitolo della fantascienza che gli permetterebbe i questo modo di produrre più grando di quanto ne consuma. Semplicemente demenziale.

    Ma tutta la struttura della dittatura economica è demenziale, perchè esiste al solo scopo di sopravvivere. Forse sbaglierò, ma ho la profonda convizione che la dittatura economia vada ben oltre gli “stegocrati”: la vedo come un complesso analogo e concorrente alla biosfera, dove gli stegocrati sarebbero “solo” e volutamente dei pezzi, per certi aspetti privilegiati ma per altri più vincolati, perchè plagiati alla fede della sua indiscutibile necessità e piegati ad accettare ogni sordida realtà pur di alimentare questo pachiderma di superbia umana.

    E’ come se paradossalmente fossimo tutti delle vittime di un gigantesco plagio, colonizzati da pensieri che sfruttano le debolezze umane.

  • Mattanza

    E un buon articolo,e lo condivido in linea generale,pero´i concetti esposti sono scontati…
    In piu´insiste molto sui valori cristiani risultando escludente,anche le altre religioni hanno valori simili,in molti casi valori nobili e alcune sono molto ¨moderne¨ seppur cronologicamente piu antiche del cristianesimo.
    perche´sara´coperto da Cpyright?
    Forse pensa di aver esposto in maniera magistrale…sicuramente questo copyright e´una mancanza dámore nei confronti di tutti.

  • Mattanza

    Volevo aggiungere al riguardo del copyright di Antonella un detto Hindu molto bello che parla di Amore:

    Cio´che non e´dato e´perduto.

  • Truman

  • WONGA

    Naturale empatia fra gli esseri umani?
    Hobbes soleva dire HOMO LUPUS HOMINI,se questa presunta empatia esistesse i libri storia sarebbero molto più sottili,niente guerre,e massacri da raccontare.
    E’ troppo comodo affibbiare la colpa ad un inperscrutabile potere che decide tutto il male,è la stessa natura umana votata al male nelle sue più ampie acezioni.
    Per me la società multiculturale è solo una grossa bugia,andava bene finchè gli emigranti in paesi stranieri eravamo noi,ma ora che siamo paese d’immigrazione l’opinione pubblica sta mutando.
    Peraltro è strano che nessuno noti che il mito della società multiculturale è mutuato nientepocodimenoche…
    dall’America che insieme al consumismo e alle altre frignacce che ci ha imposto in 50 anni di dominio culturale ci ha affibbiato anche questa.
    Comunque bando alle ciance storico-filosofiche dove ognuno può dire quello che vuole,qui quello che manca è una presa diretta con la realtà.
    La gente che scrive questa roba evidentemente vive in un altro paese,io abito a Torino e le poche volte che sono andato ai murazzi(storico luogo di ritrovo),mi sono visto offrire fumo da marrocchini ogni dieci metri di passeggiata,io a quel punto sono sbottato…cazzo ‘sti immigrati ci rubano i lavori migliori,volessi vendere del fumo mi piglio una coltellata e torno a reiscrivermi alle liste di collocamento.
    I vigili urbani stronzi però a quell’ora sono lesti ad appioppare multe a chi parcheggia in divieto di sosta,non c’è da stupirsi se li linciano.
    A porta palazzo tutti i negri sputano palline a man bassa,(di coca,non di pongo,per chi vivesse in un altro mondo e non lo sapesse),è quello il loro lavoro.
    Poi per carità ci sono anche rumeni che sono bravi ragazzi,una volta ci siamo messi a giocare a basket con loro e nel dopopartita sai cosa ci hanno detto:
    UDITE UDITE:
    NOI NON ANDIAMO IN DISCOTECHE PER SOLI RUMENI COME AL NOTORIUS(FAMIGERATO LOCALE IN CENTRO A TORINO DOVE RISSE E COLTELLATE SONO ALL’ORDINE DEL GIORNO)PERCHE’ ALTRIMENTI TORNIAMO SENZA TELEFONINO SENZA PORTAFOGLIO,Lì TI RUBANO TUTTO,NOI ANDIAMO NELLE DISCOTECHE PER ITALIANI COSI’ STIAMO PIU’ TRANQUILLI.
    A parte le risate che mi sono venute spontanee pensando a migliaia di discorsi di sinistra buonista difensivista vanificate da tre rumeni onesti che ci tengono alla loro roba,c’è da domandarsi: se loro stessi diffidano dei loro connazionali che dovremo fare noi?
    Quindi io spezzo una lancia a favore dell’uomo massa,che evidentemente ha una presa sulla realtà superiore,che magari legge poco ma vive in contesti che parlano da soli.
    Poi voglio dire che sono un pò stufo di questa storia dell’uomo massa con la quale giochiamo a ergerci al di sopra della gente comune,è una spocchia stupida.
    Non passa giorno senza che qualcuno dà a qualcun altro che la pensa diversamente da lui dell’uomo massa:
    i cristiani dicono degli atei che sono ”uomini massa” e viceversa,gli ufficialisti dicono dei complottisti la stessa cosa.
    Per me uomo massa non significa nulla,al di fuori del fatto che tu uomo-non massa che ti ergi a giudice disprezzi chi la pensa diversamente da te.
    Il problema immigrazione esiste,che poi lo si voglia strumentalizzare è un altro discorso.
    Saluti da un uomo massa.(e ricordate,ci rubano i lavori migliori).