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GLI HEDGE FUNDS PREPARANO LA RISCOSSA PRIMA DEL G20

DI MAURO BOTTARELLI
ilsussidiario.net

Il rally è già finito. Ieri la notizia del “no” di Obama al piano di ristrutturazione di Gm e Chrysler e l’addio di Rick Wagoner hanno affondato le piazze di mezzo mondo, ma il peggio deve ancora arrivare e la conferma sta nei memo riservati che circolano fra i trader londinesi. I quali, già disillusi dall’azionario e sempre più propensi a operare di cfd e valute, ora hanno una certezza in più: a breve l’Ftse 100, il listino delle blue chip della Borsa di Londra e il Dow Jones crolleranno del 30%, il primo toccando quota 2800 punti dai 3880 attuali e il secondo pronto a precipitare a 5700 punti dai 7800 attuali.

Non è un caso che le scommesse maggiori in questo periodo siano fatte proprio stando corti sugli indici, ovvero puntando sul ribasso degli stessi: le azioni, di per sé, sono un mercato morto con books illiquidi e volumi bassissimi. Inoltre, un altro dato chiarisce quale sia la situazione del mercato: fino a 18 mesi fa oltre il 40% degli introiti dei principali operatori di trading on-line sui cfd arrivava da negoziazioni su singole azioni, ora questa voce incide solo per il 16%. Un tonfo, esattamente simile a quello che attende i principali indici azionari.

È il grande momento della speculazione, la rivincita degli hedge funds che alla vigilia del G20 che nelle intenzioni di molti avrebbe dovuto distruggerli attraverso una regolamentazione più stringente ora suonano la carica e lo fanno parlando direttamente alla gente: «Se vorrai fare soldi attraverso il credito o le azioni nei prossimi anni potrai farlo solo attraverso un hedge fund», dichiara tronfio David Yarrow del Clareville Capital di Londra. D’altronde, mutuando uno slogan dei cortei scesi nelle piazze di tutto il mondo in questi giorni, loro – i fondi speculativi – la crisi l’hanno già pagata: nel 2007 gestivano in tutto il mondo 1,9 trilioni di dollari, lo scorso anno sono scesi a 1,4.

Inoltre, un’altra notizia inquieta il mondo finanziario londinese: nel silenzio tipico della loro riservatezza, gli svizzeri hanno già trovato il modo di far pagare al mondo l’attacco senza precedenti al segreto bancario. Ovvero, tentare con facilitazioni di ogni genere i principali hedge funds affinché lascino Londra, dove il clima che lo contorna è ormai quello della caccia alle streghe, per trasferirsi proprio nella Confederazione Elvetica.

Anche perché, stando a quanto dichiarato sempre da David Yarrow, «anche le mele marce tra noi hanno danneggiato soltanto investitori altamente sofisticati e avveduti sui reali rischi. Nessuno, però, ha messo non un soldo ma anche soltanto un’intenzione per sostenere il nostro settore che, esattamente come quello bancario, dà lavoro a migliaia di persone».

Insomma, la crisi che doveva mettere il riga la finanza rischia di non poter fare a meno degli uomini che fino a ieri venivano additati come responsabili di ogni nefandezza. La parola d’ordine, per i prossimi mesi, è dump it, scaricare le azioni e scommettere al ribasso. La prima vittima sarà il sistema assicurativo, completamente al collasso nel Regno Unito e non certamente in salute negli Usa, dove le garanzie governative garantivano a giganti dai piedi di argilla come Aig di gestire miliardi di dollari poi bellamente investiti in Cdo e altri derivati di dubbia provenienza.

Forse, questa crisi nella crisi che ci attende porterà finalmente la riforma realmente richiesta: quella delle società di rating e il divieto per soggetti istituzionali o para-istituzionali di giocare sul mercato over-the-counter e dei pink sheets. Ovviamente molti hedge funds hanno shortato i cds di Lehman Brothers nel periodo immediatamente precedente al crollo, ma questo non è certo un delitto se comparato al fatto che molte banche continuavano a impacchettare prodotti Lehman dentro i veicoli di investimento e che le società di rating vedevano l’ex big newyorchese come un cavaliere imbattibile.

Il diluvio del mercato è alle porte, forse poi si comincerà a vedere un po’ di luce e non il falso sereno al neon di questi pochi giorni di rally forzato e imposto dalle sciagurate decisioni dell’amministrazione Obama. Restate fuori dall’azionario quindi, se dovete investire guardate indici e valute. E se avete oro, tenetelo stretto.

Mauro Bottarelli
Fonte: www.ilsussidiario.net
Link: http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=15312
31.03.2009

Pubblicato da Davide

  • nessuno

    Forse, questa crisi nella crisi che ci attende porterà finalmente la riforma realmente richiesta: quella delle società di rating e il divieto per soggetto istituzionali o para-istituzionali di giocare sul mercato over-the-counter e dei pink sheets.

    Ancora con ste cavolate?
    Ma quale richiesta quale società di rating?Non sono bastati i danni fatti dalle società di rating fasullo.

    E chi controlla? I controllati come al solito…
    Articoli su articoli per “ripristinare” il sistema che vi fà guadagnare senza fare un beato cazzo.
    Un mondo di parassiti che cerca di perpetrarsi all’infinito.
    Ma nessuno che scriva che il sistema è marcio e và eliminato?.
    Ancora con il libero mercato, il Pil, il liberismmo? ci avete frantumato le campanelle.
    Andate a zappare che le vostra sono braccia rubate all’agricoltura.

  • guru2012

    Quoto in pieno, come si dice in rete, ma una cosa, ora non facciamo l’esaltazione del lavoro che nobilita l’uomo, che, come si dice invece dalle parti mie, “la terra è bassa…”

  • LonanHista

    ma ke scrive questo?

    se proprio 2 giorni fa le agenzia informavano che Geithner ha invitato, caldeggiato proprio gli edgefunds a dare una mano all’economia, ED IN CAMBIO GLI USA OFFRONO AI GRANDI INVESTITORI LA SCAPPATOIA DI EVITARE UN ORGANISMO INTERNAZIONALE DI CONTROLLO E REGOLAMENTAZIONE DEGLI INVESTIMENTI, caldeggiato dagli europei e osteggiato appunto da geithener al prossimo G20 di domani!

    perché comunque nel mercato azionario sono sempre i coglioni a rimetterci dato che i 2 terzi degli investimenti complessivi delle borse più importanti fanno riferimento a poche istituzioni finanziarie, le quali guidano l’andamento del mercato borsisticom decidendo come e quando far correre il toro o scappare l’orso.

    e che la borsa fosse troppo apprezzata questo lo si sapeva da tempo e che prima o poi i valori dovevano tornare con i piedi per terra era logico, dato che l’economia reale è oramai sotto lo zero!

    (ALLO STESSO MODO DEL PREZZO DEL PETROLIO…che non dipende certo dagli uragani del golfo del messico o dai ribelli del delta del niger..semmai magari, il prezzo del petrolio può essere condizionato da bin laden..ma solo perché alqaeda è finanziata proprio dal petrolio..IL PREZZO DEL PETROLIO è POLITICO, CIOè DECISO A TAVOLINO).

    ps.MA CHE STA SUCCEDENDO A COME DON?
    perché ultimamente pubblica stronzate in homepage?

  • AlbaKan

    Non ti preoccupare che tra poco ci andremo tutti a “zappare la terra”…

  • nessuno

    Ma a zappare ci va chi non sa fare una beata mazza, chi non ha capacità manuali, non generalizzare.

  • AlbaKan

    Capacità manuali del tipo??? Quello che voglio dire e ribadire è che il cibo…unica necessità per l’uomo, viene dalla terra, nessuno andrà dal parrucchiere se deve sfamare i figli…anche se il parrucchiere ha ottime capacità manuali…..se pensi a tutte le cose inutili di cui ora non possiamo fare a meno(?), ti rendi conto che molte capacità manuali…potrebbero non servire a nulla.

  • Galileo

    Su consiglio di “nessuno”, andiamo tutti a zappar la terra…verò è che la terra è bassa.

    Avanti Mauro Bottarelli, tu per primo, tu che ti sei permesso di scatenare le ire di “nesuno”.

    🙂

  • myone

    Un intenditore economista diceva che, se i cinesi non comperano o non entrano a reciclare dollari sporchi delle borse, il G20 non servira’ a nulla, come non servira’ nulla che faccia Obama.
    Io non me ne intendo, e sebbene potessi intermene, non spreco cellule, le poche che mi sono rimaste, a capire porcherie a questo modo, ne tanto meno a risolverle.
    Con il tipo che hanno arretato, iniziatore di tangentopoli, e ora ancora con le mani nel sacco, a reciclare rifiuti tossici e a spargerli a giro, non lo processerei, lo ridurrei su una sedia a rotelle, in diretta TV.Oltre che alle tengenti, la frode cade pure su chi paga la monnnezza, per reclicare rifiuti tossici, che poi non vengono ne reciclati, ne dichiarati, e fatti sparire.
    Figuriamoci cosa farei ai colpevoli delle borse, a chi vuole sostenere tuto questo politicamente, e a tutti coloro che ci marciano, in nome delle legalita’, dell’ intelligenza, e della giustizia PRO umanita’.

  • delfino53

    Chiedo scusa ma mi domando:

    come mai non leggo commenti sulla proposta di LaRouche, unico economista americano che aveva previsto da anni questa crisi di sistema?
    La sua prposta di riorganizzazione fallimentare del sistema finanziario con congelamento totale dei derivati mondiali pari a 1.4 quadrilioni di usd ( per chi non lo sapesse 1 quadrilione = 1 milione di mld.) mi sembra l’unica via d’uscita per cambiare le cose.

    Non mi dilungo oltre nella spiegazione e rimando al sito http://www.movisol.it.

    Avrei piacere di leggere i vs. commenti in merito.

  • myone

    Sono daccordo che cose cosi riassettino tutto, per il momento. IL fatto e’ che l’ uomo non cambia mai, come non e’ cambiato nel prima di tante cose.
    Dietro ai buchi ci sono le valenze e i valori di tante altre persone e di tanti altri denari che reclamano, e cancellare tutto, significa cancellare pure diritti veri, e diritti falsi, ma che pero’ rimangono nell’ ostinazione del potere di mezze-menzogne, piuttosto che di mezze verita’.

    Questo sistema, e’ iniziato quando l’ america, compreso tutto ilrimanente del mondo, come apparato di potere e di stato, ha cominciato con il debito pubblico. ( ??????)
    L’ ha cominciato ad andare nel pallone. Ora il pallone, nella sua follia, non riesce piu’ a tenere il conto dei conti stessi, che sono pazzi, e che e’ la pazzia inutile umana. Ora il pallone ha i suoi confini, e se lo hai sgonfiato e ci sei dentro, si accartoccera’ sul tutto, e se lo dovranno assorbire interamente.
    Mai visto due milionari con auto lussuose e propieta’, professionisti, che l’ uno ha imbrattato l’ auto di un altro, e scendendo, si dicono: Lei non sa chi sono io. E cominciano dall’ edem, a decantare come e cosa sia, pur di aver ragione? La stessa cosa e’ in questo sistema. Hanno il caos alla gola, ma non sanno fare un passo indietro e un passo nuovo neanche a morire. Tengono il morso fino allo sfinimento.
    Tanto, chi tiene il guinzaglio, sono sempre coloro che dei giochi ci guadagnano, o sono intoccabili, e fanno il loro, e quello delgi altri, perche’ gli conviene nell’ insieme.
    E questo e’ un potere che si confronta no nsolo internamente, ma nelle sue trame e nei suoi fili, si confronta fra poteri e poteri, ragioni e furbizie,tanto, la posta in gioco, rimane la loro sopravvivenza, e questi, sono coloro che potendo, non cambiano nulla, ma gestiscono la disputa fino in fondo.
    Difficle cancellare, congelare, perche’ dentro ci sono tanti di quei vincoli, che solo prendendosi a bastonate fra interessati, la risolverebbero.
    Meglio attendere, cosi tanti nemici e debitori spariranno, la piazza si liberera’ e si pulira’, poi nuovi spazi rimangono, per continuare questo gioco intelligente.
    Pero’ ora tutta la situazione sembra assurda, e senza rimedi.
    Non ce ne sono. Mi viene chiaro, paradossalmente, quando le economie e le promesse di riscatto e del migliore, si fonda sempre in un mea culpa latente, in un rinnovamento del mondo, e si ripensa all’ economia e all’ inutile di sempre, per riassestare terra, mondi, problemi, guerre, inquinamenti, sovrapopolazione ecc ecc, usando sempre il medesimo metro, che fa’ la misura che sappiamo e che abbiamo da sempre sotto gli occhi.