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GLI ANTIMPERIALISTI NELLA TRAPPOLA IRANIANA

Un manifestante iraniano ripreso nelle recenti proteste a Teheran contro il regime di Ahmadinejad

Nota editoriale: Questo articolo è stato scritto poco prima delle ultime elezioni iraniane. Gli eventi successivi, che – di fronte ad una assolutamente non ambigua contrapposizione fra un popolo in rivolta, appoggiato da tutte le organizzazioni dei lavoratori e dai comunisti iraniani, e uno stato dittatoriale reazionario e assassino – hanno visto la stragrande maggioranza dei sedicenti anti-imperialisti italiani e stranieri schierarsi compattamente a sostegno del regime iraniano e della sua feroce macchina repressiva, confermano nel modo più tragico le analisi dell’autrice.
Paola Pisi

DI VALERIA POLETTI
uruknet.org.uk

L’eroe dei due mondi Ahmadinejad, acclamato al suo ritorno dalla Conferenza di Durban da una folla ben coreografata, ottiene il plauso di molta parte della sinistra occidentale grazie al ruolo sostenuto dall’Iran a favore di Hamas in Palestina e Hezbollah in Libano, ciò che farebbe della teocrazia iraniana il più luminoso esempio di “oggettivo antimperialismo”. Dobbiamo pensare che gli studenti e i lavoratori che in Iran si espongono ad una repressione
selvaggia per liberarsi del regime degli ayatollah senza accettare il
patrocinio americano non hanno capito niente?

Queste due note vorrebbero essere un invito a riflettere sulle loro ragioni.

Dopo mesi di repressione nelle piazze e assassinii di protagonisti della rivoluzione, l’atto costitutivo della Repubblica Islamica dell’Iran fu ratificato, nell’estate del 1981, con l’esecuzione di 2665 militanti dei Mojaheddin [1] e di altre formazioni della sinistra iraniana [2].

Il
Tudeh, partito sedicente comunista, filosovietico, riformista
sotto lo shah e collaborazionista con Khomeyni, veniva
liquidato con una serie di pogrom successivi tra il 1982 e il 1988
[3].

La
santificazione del regime procede da quelle decine di migliaia di
giovani bassiji mandati a morire sul fronte della guerra
contro l’Iraq laico e progressista, in un delirio nazionalista
che cancellava le aspirazioni popolari espresse dall’insurrezione
[4].

Mentre
si consolidavano le basi materiali della teocrazia capitalista, la
tutela intransigente della proprietà privata [5] e la presa di
possesso dello Stato da parte dell’apparato clericale [6], i
Comitati di lotta contro le cose vietate e le Pattuglie
della collera di Dio
imponevano l’ordine morale islamico
nella società. E non c’è bisogno di ricordare
cosa questo significhi. Mentre si rifiutava la riforma agraria alle
masse diseredate delle campagne venivano soppressi i sindacati
indipendenti e, nel giugno 1981, il regime scatenava una feroce
repressione contro i lavoratori: dai 300 ai 500 arresti al giorno,
decine di migliaia di oppositori assassinati nelle carceri [7]. Più
di 10.000 tra studenti e docenti universitari venivano massacrati in
seguito alle proteste del giugno 1981 [8]. Tudeh e Fronte
Nazionale
schieravano i propri militanti a difesa dello Stato
islamico, negando il loro sostegno alle manifestazioni del 1°
maggio, in nome della “comune” lotta contro l’imperialismo
americano alleato dello shah. È forse da questo slogan
dell’epoca, lanciato di fatto contro le aspirazioni delle masse
– ai tempi probabilmente pervase da un autentico sentire
antimperialista – , che buona parte della sinistra si è
lasciata affascinare dalla rivoluzione islamica tanto da preferire la
teocrazia degli ayatollah allo Stato laico iracheno? Tanto da
diffondere la fandonia dell’accordo tra il partito Baath
iracheno e la CIA nonchè quella del sostegno americano a
Saddam Hussein trascurando la provata complicità USA-Iran
nell’affare Iran-Contras o l’altrettanto provato supporto
israeliano all’Iran durante e dopo la guerra Iraq-Iran[9]?

Trent’anni dopo la proclamazione della Repubblica Islamica – cioè,
mi permetto di dire, dopo la sconfitta della rivoluzione –
l’Iran soggiace ad un regime di terrore, la grande maggioranza
della popolazione versa in condizioni economiche disastrose ed è
soggetta alla deprivazione dei più elementari diritti dei
lavoratori, la discriminazione e oppressione delle minoranze non ha
attualmente paragoni nel mondo, le donne sono vittime della più
retrograda e vessatoria legislazione sul pianeta [10].

Trent’anni dopo la sconfitta della rivoluzione i Guardiani della Rivoluzione
aggrediscono manifestanti e lavoratori in sciopero, uccidono,
torturano [11]. Per assicurare la stabilità del regime e per
salvaguardare gli interessi di una classe dominante che intende
rispettare le compatibilità con il sistema capitalistico
occidentale e prosperare a rimorchio dei flussi di investimento dei
capitali esteri. L’accelerato processo di privatizzazioni (che
interessa in particolar modo le risorse e l’industria
strategica) insieme alla possibilità offerta agli investitori
esteri di acquisire il 100% di aziende prima gestite dallo Stato non
pare proprio indirizzare l’Iran sulla strada
dell’antimperialismo (nonostante le altisonanti dichiarazioni
di Ahmadinejad), quanto piuttosto rafforzare i già forti
legami del regime con il mondo dominato dalle multinazionali [12].

Né pare testimoniare alcuna inclinazione antimperialista la storia e
l’attualità dei rapporti internazionali della Repubblica Islamica.

Nonostante
la violenza verbale della campagna propagandistica contro il “grande
satana” (Stati Uniti) e contro Israele, l’Iran di Khomeyni
aveva interessi convergenti con gli alleati diabolici. Per l’uno
e per gli altri il nemico assoluto in Medioriente era il nazionalismo
arabo, laico e progressista, in grado, soprattutto dopo la vittoria
della rivoluzione in Iraq, di ingenerare in prospettiva ravvicinata
un processo di sviluppo economico e sociale autonomo che avrebbe
investito l’intera area – penalizzando e forse mettendo
in crisi l’egemonia statunitense – e che avrebbe portato
l’Iraq a dotarsi di un apparato militare capace di costituire
un pericolo concreto per il “piccolo satana”. La Repubblica
Islamica ha ottenuto prezioso sostegno finanziario e militare tanto
dagli Stati Uniti quanto da Israele durante la guerra con l’Iraq
[13]: fino da allora la teocrazia iraniana, eliminata ogni possibile
opposizione interna, mirava ad espandere la sua influenza politica e
religiosa sul mondo arabo, e rappresentava il miglior antidoto alla
febbre antimperialista (non semplicemente antiamericana) che, con
punte più e meno accentuate, tendeva a pervadere gli arabi
ex-colonizzati.

Nella
prima Guerra del Golfo la neutralità iraniana veniva ottenuta
dal governo iracheno in cambio della firma del trattato di pace
notevolmente vantaggioso per l’Iran [14], ma l’”errore”
sarà corretto dagli ayatollah con la piena collaborazione
assicurata agli americani in occasione dell’aggressione contro
l’Iraq nel 2003.

Dopo
avere attivamente collaborato con gli Stati Uniti nel sostenere le
milizie musulmane bosniache durante la guerra in Jugoslavia [15], ed
avere affiancato il “grande satana” nell’aggressione
americana all’Afghanistan [16], l’Iran è stato
attore chiave nell’agevolare la guerra americana contro l’Iraq
(a partire dal falso dossier sulle inesistenti “armi di
distruzione di massa”), nell’affiancare le truppe di
invasione con la penetrazione di milizie addestrate per condurre una
guerra coperta contro la Resistenza irachena, per compiere azioni di
terrorismo sotto falsa bandiera, per annichilire la volontà di
resistenza della popolazione civile con barbari massacri dei
fiancheggiatori della Resistenza armata, ma anche con azioni
pianificate di “pulizia etnica” contro sunniti, cristiani,
sciiti laici, palestinesi, e con violenze ed eccidi per imporre la
shari’a. Le Badr Brigates (milizia dello SCIRI,
il Consiglio Supremo per la Rivoluzione Islamica) e il
Mahdi Army di Moqtata al-Sadr hanno fatto di gran lunga più
morti che non i bombardamenti americani [17].

Insediato
nel governo fantoccio iracheno servo di due padroni con il
beneplacito degli Stati Uniti, l’Iran sostiene apertamente il
regime afghano [18], e non manca di appoggiare le fazioni settarie
integraliste sciite in Pakistan [19], Paese in via di
destabilizzazione in funzione degli interessi geopolitici
statunitensi e degli appetiti delle grandi compagnie coinvolte negli
affari dei gasdotti [20] oltre che oggetto dei bombardamenti
americani.

A
dispetto degli infuocati scambi di accuse reciproche, dunque, esiste
una più che discreta sintonia tra il “grande satana”
e la teocrazia che governa il “Paese degli Ari”, un vero
bastione antimperialista secondo i “nostri” commentatori
[21]!

Quanto
allo zelo nel difendere i Palestinesi intrappolati a Gaza, piacerebbe
sapere per quale motivo i Palestinesi intrappolati nell’Iraq
occupato sono stati invece perseguitati e massacrati dalle milizie
filo- iraniane [22]. Forse perché rimasti partigiani dello
Stato laico e impermeabili alla islamizzazione forzata? Ma nemmeno
per i palestinesi dei Territori occupati gli ahyatollah dimostrano
grande considerazione: nonostante le ripetute proteste del Comitato
per il Boicottaggio e il Disinvestimento in Israele,
l’Iran
intrattiene ottime relazioni di affari con Veolia e Alstom, le
multinazionali impegnate nella costruzione delle colonie israeliane
in Cisgiordania e Gerusalemme est [23].

Vero
vincitore della seconda Guerra del Golfo, l’Iran non intende
mancare l’occasione di accedere alla spartizione del mondo
arabo approfittando della relativa debolezza degli Stati Uniti (più
che mai invischiati in guerre che non riescono a vincere) e del
progressivo raffreddamento delle relazioni USA-Israele.

Con
la fine dell’URSS e dopo la distruzione dell’Iraq,
infatti, il ruolo dello Stato ebraico, argine all’espansione
sovietica in Medioriente e avamposto militare contro ogni speranza di
unificazione araba, tendeva a perdere la sua ragione strategica. Non
si può negare che, all’interno degli Stati Uniti, abbia
continuato ad operare a favore dei piani israeliani in questi anni
una cosiddetta “lobby ebraica”, ma è impensabile
attribuirle una influenza decisiva sulle scelte dell’Amministrazione
in fatto di politica estera: le ragioni del capitalismo e
dell’imperialismo non si fondano sulla difesa di interessi
particolari di un nucleo, per quanto agguerrito e potente, ma sulla
dinamica della mondializzazione capitalista, e non si affidano a
think-tank, per quanto influenti, espressione di una pedina che è
parte non determinante del sistema di dominio.

Eliminato
il comune nemico, l’Iraq, dalla scena mediorientale, sono
venute anche a cadere le motivazioni dell’alleanza sotterranea
tra lo Stato sionista e quello teocratico riportando le due potenze
regionali ad una situazione di fronteggiamento e confronto di
interessi contrapposti. Se Israele mira a gestire intere aree di
produzione e gli scambi commerciali nel “Grande Medioriente”,
l’Iran si propone di dilatare la propria influenza politica
nella regione lasciando alle multinazionali occidentali il privilegio
di sfruttare risorse e forza lavoro (come si evince dal nuovo corso
delle privatizzazioni): i due progetti sono palesemente
incompatibili.

Con
la guerra del 2006 contro il Libano il governo israeliano intendeva
innanzitutto colpire i tentacoli della piovra iraniana per frenarne
le mire espansionistiche e, come obiettivo massimo, creare
pregiudizio alla ipotizzabile futura alleanza tra Stati Uniti e Iran.
Inserendosi nello scontro l’Iran si proponeva di impedire un
eventuale avanzamento del cosiddetto “processo di pace”: la
“pacificazione” tra Israele e i maggiori Stati arabi
avrebbe evidentemente allontanato la prospettiva di penetrazione
politico-militare iraniana nel mondo arabo.

A
prescindere dal maggiore o minore consenso che Hezbollah e Hamas
possano raccogliere all’interno dei loro Paesi e delle ragioni
che li oppongono allo Stato sionista, entrambe le organizzazioni
hanno assolto perfettamente il compito loro assegnato, quello cioè
di predisporre un casus belli per l’aggressione
israeliana.

Fermata
nella sua campagna militare dal veto statunitense, Tel Aviv incassa
una sconfitta politica e vede ulteriormente ridimensionata la sua
importanza quale alleato strategico degli Stati Uniti, ma ottiene di
dividere ulteriormente, indebolendolo, il fronte della resistenza
antisionista. È del resto evidente che, al di là
dell’effettivo valore sul campo delle milizie di Hezbollah e
degli errori di strategia militare di Israele, quest’ultimo non
avrebbe avuto eccessive difficoltà (oltre che nessuna remora)
a polverizzare il Paese dei cedri e la sua resistenza: tanto in
Libano quanto a Gaza la campagna sionista è stata fermata dal
veto statunitense (e da quello della cosiddetta “comunità
internazionale”) a dimostrazione che non è Israele a
dettare le condizioni.

Hezbollah
entra stabilmente nella compagine governativa libanese e garantisce
al suo sponsor iraniano una tribuna da cui lanciare una intensa
campagna propagandistica di promozione dei precetti religiosi e
politici dell’Islam.

Teheran,
con l’operazione libanese ma ancor di più con la
“vittoria” di Hamas a Gaza, ottiene una base territoriale
nel cuore del mondo arabo, una base da cui muovere per portare
l’attacco dell’Islam politico dentro le maggiori nazioni
arabe, dentro l’Egitto e l’Arabia Saudita, e vede
notevolmente accresciuto il suo ascendente sulle masse arabe.

La
mobilitazione delle comunità sciite, sobillate dagli agenti
iraniani, che inneggiano alla secessione in Arabia Saudita [24], e i
progettati attentati a firma della Fratellanza Musulmana (alleata di
Hezbollah) in Egitto [25] non sono certo semplici operazioni di
propaganda, e meno che mai azioni rivoluzionarie: non appoggiano
movimenti popolari contro gli odiosi regimi fino ad ora complici
degli americani favorendo l’unità delle organizzazioni
di opposizione, ma cercano di scatenare violenze settarie dentro
nazioni arabe, violenze che hanno lo scopo di fomentare una guerra
civile tra il popolo, colpendo sì i governi, ma per portare
questi Paesi in uno stato di destabilizzazione che agevoli interventi
di forze esterne. Possiamo facilmente predire che, in un simile
scenario, non saranno solo le forze iraniane ad intervenire! Non è
nemmeno difficile preconizzare che si possa arrivare anche per questa
via a quello smembramento delle nazioni arabe auspicato dagli agenti
mondiali dell’imperialismo e dal capitale transnazionale
interessato alla realizzazione del cosiddetto “Grande
Medioriente” – cioè l’area compresa tra Egitto e
Turchia a occidente, Afghanistan e Pakistan a oriente – verso
il quale sono rivolti gli appetiti dei grandi investitori oltre che
delle maggiori compagnie petrolifere nel mondo. È così
che l’Iran assolverebbe al suo ruolo “oggettivamente
antimperialista”?

Difficile
dire, sulla scorta delle considerazioni fatte sopra, che siano le
sorti della Palestina e dei palestinesi a stare cuore ai dirigenti
politici iraniani o che sia il fanatismo antiebraico (l’antisionismo
ha ben altra dignità) di Ahmadinejad a motivare gli aiuti in
armi e denaro forniti ad Hamas: l’esportazione della
“rivoluzione islamica” ha altri e più vasti
orizzonti e, a quanto pare, non crea pregiudizio ad una alleanza di
fatto, ancora per poco celata, con il “grande satana”
capitalista e imperialista.

Così
come non è per feroce odio razziale di origine religiosa che
Israele aggredisce Libano e Palestina con bombe al fosforo, ma per
cinico calcolo strategico, come è naturale che avvenga per un
Paese colonialista, capitalista e razzista. “Secondo il
viceministro della Difesa israeliano Ephraim Sneh, la guerra con
Teheran non è una questione di se, ma di quando […] il
Libano è semplicemente il preludio a una guerra ben più
ampia con l’Iran’” [26]. Allo stesso modo possiamo
leggere l’aggressione a Gaza. E pare ridicolo sostenere che
l’efferatezza dei crimini israeliani nella regione siano frutto
di una cultura religiosa. La spietatezza non è prerogativa
dell’ebraismo, né inclinazione esclusiva dei sionisti:
si tratta di terrorismo contro la popolazione civile identico a
quello praticato, con la complicità tra gli altri dello Stato
italiano, dagli anglo-americani in Iraq e in Afghanistan, perché
il terrore è l’arma per vincere la resistenza di un
popolo. La colonizzazione e l’occupazione della Palestina è
in sé un’aberrazione della storia e un atto criminale
contro i diritti umani.

In
realtà, benché sia già nei calcoli lo scontro
diretto con l’Iran [27], Israele teme ben di più la
prospettiva non lontana di una destabilizzazione globale del
Medioriente. Il conflitto generalizzato neutralizzerebbe l’egemonia
militare dello Stato degli ebrei, e un teatro con più attori
ostacolerebbe l’accesso ai centri produttivi e ai mercati arabi
all’asfittica economia del Paese (che non sarebbe, allo stato
attuale delle cose, in grado di sopravvivere in assenza dei
consistenti aiuti americani). Lieberman, nel discorso delle 1100
parole in occasione del suo insediamento nella carica di ministro
israeliano degli Esteri, ha infatti affermato che i veri problemi per
il “mondo libero” arrivano “dal Pakistan,
dall’Afghanistan, dall’Iran e dall’Iraq – e non dal
conflitto israelo-palestinese” [28]. E in una intervista al
quotidiano russo Moskovski Komsomolets ha dichiarato che è
molto più concreto il pericolo che l’arsenale atomico
pakistano possa cadere nelle mani dei fondamentalisti islamici
rispetto a quello rappresentato dall’atomica iraniana [29].
Mentre è evidente che Israele ha ora un nemico in comune con i
Paesi arabi “moderati” (Egitto, Arabia Saudita, Marocco,
Giordania) minacciati dall’espansionismo sciita iraniano, e,
dunque, ha interesse a non compromettere le proprie relazioni con
essi [30].

Da
parte sua l’ Amministrazione Obama non solo ha avviato
trattative con il governo degli ayatollah e con quello siriano [31] e
ha reso pubblico l’intendimento di arrivare ad un disgelo nelle
relazioni USA-Iran con il plauso della Unione Europea [32], ma ha
anche associato l’Iran al programma di “ricostruzione”
dell’Afghanistan [33].

È
palese la divaricazione crescente tra la politica estera di
Washington e quella di Tel Aviv: sullo sfondo si profila una sorta di
sconvolgimento delle alleanze, una situazione in cui grandi e medie
potenze faranno scontrare sul campo i propri satelliti, ogni genere
di fazioni armate locali e organizzazioni terroriste. E la Russia?
Potrebbe essere l’ago della bilancia o sbilanciarsi a favore di
Israele. Cosa che potrebbe fare la differenza tra un conflitto
mediorientale combattuto per procura da attori regionali e un
conflitto mediorientale di più vaste proporzioni.

È
ancora lecito aderire all’”Ahmadinejad fans club” in
nome della sua pretesa difesa della causa palestinese?

Indubbiamente
la Repubblica Islamica costituisce un elemento di disturbo verso
l’attuale egemonia statunitense in Medioriente e i suoi
interessi a medio termine si contrappongono a quelli dell’”entità
sionista”, ma attribuirle per questo un ruolo “oggettivamente
antimperialista” – come sostiene attualmente la più
parte dei commentatori del movimento contro la guerra –
contraddice la più elementare e fondamentale ragione della
lotta contro l’imperialismo: l’antimperialismo è
un progetto di emancipazione di una società dal dominio
economico e politico esercitato da una potenza capitalista su un
popolo, è un movimento nato con le guerre di liberazione
nazionale anticoloniali e fondato tanto sul principio di
autodeterminazione quanto su quello della dissoluzione del vincolo di
dipendenza dal modello di sviluppo della potenza dominante. In altre
parole, è intrinsecamente legato alla lotta contro il dominio
del capitalismo. E contro la guerra imperialista, da chiunque
condotta.

Un
ruolo contingentemente antiegemonico, come al massimo può
definirsi quello dell’Iran degli ayatollah, giocato non certo
con la finalità di emancipare le popolazioni mediorientali
dallo sfruttamento capitalistico ma per assoggettarle ad un dominio
teocratico che incarna l’assolutismo reazionario come mai si è
verificato nella storia, è il ruolo del peggior nemico degli
antimperialisti come delle masse proletarie e popolari.

Lo
testimonia il grande e variegato (oltre che estremamente coraggioso)
movimento di opposizione interna alla Repubblica Islamica [34] e il
movimento nelle università [35]; lo rende evidente il
moltiplicarsi degli scioperi in tutti i settori della produzione. Lo
dichiarano inequivocabilmente le organizzazioni della resistenza
iraniana, Mujahedeen-e-Khalq [36] e Hands off the People of
Iran
[37] in primo luogo, ma anche le associazioni studentesche
[38] e il Partito del Lavoro dell’Iran [39].

Perché
gli antimperialisti nostrani non fanno riferimento a queste
formazioni e non si impegnano a fianco delle masse popolari oppresse
dell’Iran piuttosto che confidare nelle virtù
“rivoluzionarie” dell’idolatria? Perché non
reagiscono alla censura e all’esclusione decretata da Stop
the War
contro l’organizzazione dell’opposizione
iraniana Hands off the People of Iran colpevole di aver
criticato il governo di Teheran [40]?

Perché
il movimento contro la guerra, invece di dare voce ai blogger
iraniani che quotidianamente rischiano la vita per denunciare le
atrocità commesse dal regime, le giustifica in nome del
diritto ad una “diversa civiltà giuridica”, oltre ad
accogliere al suo interno personaggi come George Galloway che si
pronuncia contro l’asilo politico ad un gay iraniano condannato
a morte [41]?

Si
tratta dello stesso movimento contro la guerra che, dopo averne
avallato la diffamazione, ha approvato il linciaggio e l’assassinio
di Saddam Hussein e degli esponenti del governo antimperialista
iracheno.

Personalmente
non ho altro da aggiungere se non che l’uso sistematico della
tortura, l’avvilimento delle donne, l’assassinio degli
studenti e dei lavoratori, l’impiccagione di adolescenti gay e
di giovani donne mi riempie di pre-politica indignazione.

Valeria Poletti
Fonte:www.uruknet.org.uk
Link:
http://www.uruknet.info/?p=s10044&hd=&size=1&l=i
23.06.2009

NOTE ARTICOLO QUI’

Pubblicato da Davide

64 Commenti

  1. grazie di esistere. Finalmente. Spero che ora Paolapisi ci ripensi. Malgrado l’ambiguità dei gestori del sito che flirtano con i nazimaoisti lasciandogli spazi che sporcano chiunque ricordando i lager nazisti è a fianco della resistenza palestinese ogni tanto qualche riflessione interessante capita di leggere. Personalmente non mi relazionerò maipiù neanche in forma polemica con chi nega l’olocausto, o minimizza. Proprio perchè antisionista.

  2. Malgrado l’ambiguità dei gestori del sito che flirtano con i nazimaoisti lasciandogli spazi che sporcano chiunque ricordando i lager nazisti è a fianco della resistenza palestinese

    A te le lezioni non servono ?
    Se vuoi scrivere i tuoi pensieri fallo senza andare fuori dal seminato
    Soprattuto evita considerazioni come quella sopra e se non ti va bene evita di collegarti a questo sito

  3. Bè, per una cosa ci ripenso sì: è stato postato prima che correggessi quello che avevo scritto come nota editoriale : quella giusta è Nota editoriale: Questo articolo è stato scritto poco prima delle ultime elezioni iraniane. Gli eventi successivi, che – di fronte ad una assolutamente non ambigua contrapposizione fra un popolo in rivolta, appoggiato da tutte le organizzazioni dei lavoratori e dai comunisti iraniani, e uno stato dittatoriale reazionario e assassino – hanno visto la stragrande maggioranza dei sedicenti anti-imperialisti italiani e stranieri schierarsi compattamente a sostegno del regime iraniano e della sua feroce macchina repressiva, confermano nel modo più tragico le analisi dell’autrice.
    Solo che invece di correggerlo per far prima l’ho ripostato, togliendo dall’homepage quello precedente, pensando che non l’avresse visto nessuno.
    link giusto: http://www.uruknet.info/?p=s10044&hd=&size=1&l=i

    Ai gestori del sito: Vi scongiuro in ginocchio, correggetela, perchè non sono analfabeta 😉

    per il resto non ho davvero nulla da dire. Sono solo desolata e sconfortata: non per i nazimaoisti, di cui non me ne frega niente, ma per i sedicenti marxisti e antiimperialisti che sulle due sponde dell’oceano farneticano esattamente le stesse cose dei nazimaoisti e dei nazi e basta. Il 99% della sinistra radicale sta sostenendo una dittatura reazionaria e criminale contro un popolo in lotta: stima ottimistica: ieri io e il mio amico iraniano Reza Fiyouzat (che non è quello che scrive qua, benchè pure il Reza di comedoncchisciotte questa volta abbia ragioni da vendere) in due siamo riusciti a contare 6 autori di sinistra che non appoggiano Ahmandinejad e il suo criminale apparato repressivo. Questo segna in via definitiva il fallimento politico e morale (e perfino umano) del cosiddetto movimento antiimperialista e della sinistra radicale. hanno chiuso, e per sempre. Il manifestante nella foto è uno di quelli definiti da queste teste di membro virile dei sedicenti marxisti nostrani “Gucci boy, fighetto, pariolino”. Tutte le organizzazioni sindacali iraniane e il movimento dei lavoratori iraniano appoggiano la protesta e la “sinistra” li insulta, li chiama “people of Gucci” e plaude ai loro assassini. A questa “sinistra” il popolo fa schifo, e i “compagni” (farebbero meglio a chiamarsi camerati, e già sarebbe un complimento) sono così oscenamente reazionari da credere che masse popolari di milioni di persone possano essere manipolate da 3 post su twitter. Secondo loro il popolo è una massa beota che va dietro inebitita a due (peraltro inesistenti) infiltrati della cia, del mossad o dei savi di sion. Mi fanno meno ribrezzo i neonazi che osannano Ahamdinejad e la mostruosa macchina repressiva della teocrazia iraniana. Quantomeno, loro, sono coerenti.

    Risaluto,
    ciao,
    paola

  4. E no smettetela di raccontare palle
    Ahmadinejad ha aumentato le pensioni del 50%
    Ha dato la sanità gratuita ai poveri
    Ha dato contributi ai contadini colpiti dalla siccità
    Queste proteste “colorate” sono come quella della Georgia fomentata dalla cia e dal mossad
    Ma niente niente che questo urknet se la tira da antisionista e magari è gestito da sayamin?
    Con la guerra del 2006 contro il Libano il governo israeliano intendeva innanzitutto colpire i tentacoli della piovra iraniana per frenarne le mire espansionistiche e, come obiettivo massimo, creare pregiudizio alla ipotizzabile futura alleanza tra Stati Uniti e Iran. Inserendosi nello scontro l’Iran si proponeva di impedire un eventuale avanzamento del cosiddetto “processo di pace”: la “pacificazione” tra Israele e i maggiori Stati arabi avrebbe evidentemente allontanato la prospettiva di penetrazione politico-militare iraniana nel mondo arabo.
    Azzo questa sa anche cosa intendeva il governo israeliano e da quali fonti prende queste notizie addirittura sulle intenzioni? Dal mossad?
    E si urknet spaccia notizie avariate.

  5. E qui c’è la testimonianza di una professoressa iraniana che non è stata smentita da nessuno.
    Il vostro antisionismo mi appare sempre più dubbio, i vs. articoli disinformano

    Otto e mezzo [www.la7.it]

    Qui c’è la testimonianza di una persona che ha vissuto in Iran

    Comedonchisciotte [tinyurl.com]

  6. Articolo pieno zeppo di falsità, di retorica da quattro soldi, di propaganda di livello davvero basso… altro che “popolo che lotta per la libertà”, ancora c’è chi crede realmente che la maggior parte degli iraniani stia con Mousawi. La maggior parte sta con Ahmadinejad.

    Le bugie di questo articolo sono talmente tante, e grossolane, che prenderle una per una sarebbe troppo lungo in termini di tempo, ma basta questa vaginata da sola per definire “fuffa” questo articolo:

    “…le donne sono vittime della più retrograda e vessatoria legislazione sul pianeta [10].”

    Certo certo… mi sa che l’autrice si confonde con l’Arabia Saudita… certo che bisogna avere una bella faccia tosta per spararle così grosse eh ?

    Comunque io credo di capire perchè quelli di Uruknet ce l’abbiano molto con l’Iran. Il loro rancore non è ingiustificato: l’Iran ha appoggiato gli squadroni della morte sciiti che sono stati i principali responsabili della sconfitta della resistenza (sunnita) in Iraq. Cioè l’Iran in quel caso ha favorito gli americani, e questo rode a quelli di Uruknet (rode anche a me).

    Ma, detto questo, bisogna riconoscere che questo tipo di tradimenti è cosa comune in quei posti, basti pensare proprio all’Arabia Saudita, o all’Egitto e il suo rapporto con i Palestinesi etc.etc.

  7. approvo in pieno

  8. L’accelerato processo di privatizzazioni (che interessa in particolar modo le risorse e l’industria strategica) insieme alla possibilità offerta agli investitori esteri di acquisire il 100% di aziende prima gestite dallo Stato non pare proprio indirizzare l’Iran sulla strada dell’antimperialismo (nonostante le altisonanti dichiarazioni di Ahmadinejad), quanto piuttosto rafforzare i già forti legami del regime con il mondo dominato dalle multinazionali [12].

    Sarà ma l’Iran non è sotto embargo?

    Personalmente non ho altro da aggiungere se non che l’uso sistematico della tortura, l’avvilimento delle donne, l’assassinio degli studenti e dei lavoratori, l’impiccagione di adolescenti gay e di giovani donne mi riempie di pre-politica indignazione.

    E anche quest’ ultima affermazione viene smentita in modo categorico dal filmato su otto e mezzo
    Personalmente ritengo molto più veritiero quanto affermato nell’intervista
    a ottoemezzo della Professoressa Farian Sabhai che oltre a essere iraniana è anche docente di storia dell’Iran.
    Mentre la signora che ha scritto questo articolo credo che l’Iran l’abbia visto solo al cinema
    Questo martellamento mediatico sul regime iraniano da parte di urknet ,che fra l’altro scrive per fonti indirette e o comunque da fuoriusciti finto politici dall’Iran, suona eccessivo, stonato.
    Il sito si dichiara antisionista io credo che sia l’esatto contrario
    E se anche non lo fosse questo articolo è una summa di falsità e di propaganda anti iraniana

  9. Comunque ripeto la mia analisi in IRAN è IN ATTO UN CONFLITTO TRA IL POPOLO DELLE CITTA’ (borghese e giovanile) contro le gerarchie religiose vincenti (kamenei – guardiani della rivoluzione e pashdaram) sostenute dalle campagne e dal sottoproletariato urbano. – COME TUTTI GLI IDEOLOGIZZATI E IPERRELIGIOSI SE NE FANNO UN DELLA CORRETTEZZE DELLE PROCEDURE DEMOCRATICHE (ed è chiaro perchè, perchè loro hanno già la verità, che coincide con le loro idee e con i loro interessi).
    PECCATO CHE GLI INTERESSI DELL’ITALIA (al di la delle parole di Frattini) e dell’occidente SE NE FREGANO DELL’ANELITO DI LIBERTA’ E Di DEMOCRAZIA e di vita DEI GIOVANI E DEL POPOLO DELLE CITTA.

  10. Ma questa gente che fa analisi le informazioni dove le prende?
    Dalla televisione di stato italiana, dai giornali in mano ai giudei?
    Fateci conoscere anche a noi queste fonti, questi testi mettete qualche link
    non tenete solo per voi il sapere, condividete
    C’è gente che ha letto i versetti satanici e pensa di sapere cosa è l’Iran

  11. L’economia iraniana fa schifo, l’inflazione è al 15% annuo, il PIL cala, il deficit aumenta e aumenta anche la disoccupazione. Ci sono persino problemi per l’approvvigionamento alle pompe di benzina a causa dei problemi di raffinazione del greggio. L’ha proprio amministrato bene questo Iran, Ahmadinejad.
    Comunque, tanto per ricordarlo anche a te, in Iran vige ancora la pena di morte e credo non si facciano problemi a utilizzare pene corporali, dal momento che il magistrato Ebrahim Raisi ha affermato che le “le centinaia di arrestati nelle proteste a Teheran riceveranno condanne talmente severe da ‘dare una lezione’ a tutta la popolazione.” (ANSA)
    Sempre questo magistrato ha pure aggiunto “L’intera nazione deve fare attenzione a quello che dice, coloro che tengono discorsi devono stare attenti a quello che dicono e chi scrive deve tenere sotto controllo quello che scrive”. (IRNA)
    Bel clima, non c’è che dire. E secondo te questi manifestanti vanno a protestare perché glielo dice la CIA o il Mossad, rischiando la loro vita?

  12. Scusate, ma perchè volete a tutti i costi demonizzare una posizione del tutto legittima. Nessuno sta ridicolizzando le manifestazioni, nessuno sta difendendo le repressioni nel sangue, nessuno esalta la teocrazia come massimo esempio antimperialista. Perchè, per sostenere le proprie opinioni, bisogna sempre ricorrere al mantra: “gli altri mangiano i bambini”.

    Comunque a mio parere la piazza è (come spesso accade anche da noi) assai confusa. Alcuni sono i vecchi rivoluzionari filosovietici (almeno quelli che sono sopravvissuti al regime), altri sono i liberali che guardano al mitico occidente, ma la maggior parte sono semplicemente ragazzi che hanno votato Moussavi e sono delusi dal risultato delle elezioni e non hanno la minima intenzione di rovesciare la repubblica islamica.
    Non ho alcuna simpatia per Ahmadinejad però devo prendere atto che in Iran come anche da noi l’ultranazionalismo paga alle urne. Schierarsi violentemente contro un partito e esaltare l’altro usando il vessillo della libertà contro lo stato etico è assurdo visto che da quel punto di vista non c’è differenza tra i due…

  13. Mille grazie

  14. Non c’è da meravigliarsi che da un sito nostalgico di Saddam Hussein e della sua guerra d’aggressione all’Iran (Uruknet) potesse arrivare altro. Il linguaggio formalistico e fomularistico è tipico di quei ‘marxisti’ puristi, evocanti la rivoluzione proletaria e sempre pronti a spararle addosso una volta che essa si profili veramente (nel sobrio stile dei Kaustky, dei Menscevichi, dell’SPD, ecc.).

    Ma certo ciò che desiderano queste mummie ideologiche è, sottotraccia, soddisfare la loro satiriasi vendicativa per la fine di Hussein e per sua la sconfitta della guerra del Golfo (perchè tale è stata, visto chi c’è e chi non c’è, oggi, in Medio oriente).

    Il bello è che tali sconcezze vengono evocate per rimproverare il movimento antimperialista che avrebbe salutato l’impiccaggione di Saddam Hussein. Ironia. I comunisti ‘non antimperialisti’, quelli seri ‘alla poletti’, hanno già dimostrato la loro serietà e la loro affidabilità. Si guardi il ‘glorioso’ Partito Comunista Iracheno, che una volta abbandonato il paraocchi ‘antimperialista’ ha trovato la propria giusta collocazione nella società irachena, una seggiola nel governo d’occupazione, graziosamente concessa da Bush jr. e un rilevante peso popolare, espresso dal voto iracheno: 0,5%. Ma alla fine anch’essi corresponsabili della esecuzione di Hussein. Ma queste sono ‘nuances’. L’importante è che anche i post-comunisti iraniani del Tudeh e dei Mujaihidin e-Kalq facciano lo stesso sporco lavoro dei loro ‘compagni’ iracheni. Il resto sono ‘nuances’.

    Il popolo, la plebaglia, i lavoratori e i contadini, sapendo che fanno schifo ai barboncini di pura razza ‘marxista’, adusi ai salotti editoriali e ai postriboli accademici, li ha gratificati della giusta definizione, ovvero che i ‘marxisti’ non antimperialisti sono solo imperialisti(pseudo-marxisti, negriani o altro.)
    Questi individui, tali super-mega-marxisti, così tanto ‘marxisti’ che non vogliono essere contaminati dal fango dell’antimperialista, non si sporcano le zampe appoggiando regimi ‘poco marxisti’, per i loro gusti, come Cuba, Venezuela, Bolivia, Jugoslavia, Iran, Sudan, ecc.

    Notare che questi regimi poco marxisti si trovano generalmente in paesi extra-europei: il ‘marxismo’ da seggiola accademica si identifica sempre più con il colore della pelle, con la Cia Worldfact Book e con il ‘way of life’ hollywoodiano (l’Homo Novus Vladimir Luxuria, ‘massima espressione dell’evolversi dell’uomo, dalla preistoria alla Storia’… Povero Marx, povero Che, Povero Mao Tse Tung!)

  15. Per quanti si sono sforzati di guardare il video e le dichiarazioni fatte dalla signora Sabhai di seguito allego la biografia della stessa che senza ombra di dubbio è molto più titolata e informata di quanti su questo sito sproloquiano in base a informazioni di provenienza sconosciuta in loro possesso.
    Rettifico non è iraniana ma nata in Italia da padre iraniano e madre italiana,

    Fonte: Farian Sabahi [hermesnews.typepad.com]

    Biografia di Farian Sabahi

    Collaborazioni con giornali dal 1994 scrive di mondo musulmano e Medio Oriente su Il Sole 24 Ore.

    Attività radiofonica: dal 1997 al 1999 corrispondente da Londra per la Radio Svizzera e, dal 1999 a oggi, inviata in Medio Oriente (Iran, Iraq, Pakistan, Yemen, Siria, Libano, Tunisia, Oman, Emirati Arabi, Georgia, Armenia, Azerbaigian, Uzbekistan).

    Interventi televisivi: dal 2004 è spesso ospite delle trasmissioni L’infedele di Gad Lerner e di Omnibus su La7, di Uno mattina su Rai Uno, di Sabatodomenica di RaiUno, di Puntoacapo su Rai due, di Punto donna su Rai Tre, di Ballarò su Rai Tre, di Controcorrente e Stealth su Skytg24.

    Farian Sabahi è autrice delle seguenti monografie:
    • Islam: l’identità inquieta dell’Europa. Viaggio tra i musulmani d’Occidente (Il Saggiatore, Milano 2006, si tratta di un viaggio nelle moschee d’Europa)
    • Storia dell’Iran (collana Novecento, Bruno Mondadori, novembre 2003 di cui nel giugno 2006 è uscita la nuova edizione aggiornata all’Iran di Ahmadinejad)
    • The Literacy Corps in Pahlavi Iran (1963-1979): political, social and literary implications (Sapiens, Lugano, 2002)

    Attività accademica: insegna Islam e democrazia alla facoltà di scienze politiche di Torino, il modulo Islam e democrazia al Master in diritti umani dell’Università di Siena, e il corso Modelli d’integrazione al Master FSE per manager dell’immigrazione all’Università Bocconi di Milano, dove ha anche tenuto il corso Capire l’Islam (2001-2002). Nell’anno accademico 2002-2003 è stata titolare del corso L’évolution politique et sociale en Iran au XXème siècle presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Ginevra.

    E-mail [email protected]

  16. La pena di morte c’è anche in amerika, o te lo sei scordato ?
    Per non parlare dell’economia che forse è peggio di quella iraniana e l’amerika non ha l’embargo?
    Per quanto affermi posta link con fonti attendibili, grazie

  17. Ed ecco che arrivano le conferme di manipolazioni in atto
    E con questo ho concluso

    Fonte: https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=16869

    Autore Messaggio
    cloroalclero

    MessaggioInviato: Mer Giu 24, 2009 8:07 am
    Oggetto: il video di Neda è un FAKE. La prova.

    http://www.leftlab.tv/videos/304/young-woman-savagely-neda-murdered-in-iran-laugh-with-friends

    se è morta lei, sono morta anch’io.

    http://www.cloroalclero.com/?p=1542

  18. vabbe che uno dei motti del sito è:
    Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo ….
    però che tempo perso leggere questo articolo…

  19. Aggiungo una sola cosa: io non ho scritto l’articolo, ma solo le 4 righe di cappello. Concordo con la tesi di Valeria Poletti, ma io personalmente non considero assolutamente i Mujahedeen-e-Khalq “resistenza iraniana”. Secondo me i Mujahedeen-e-Khalq sono il peggio del peggio del peggio. Naturalmente, va impedito che l’iraq consegni all’iran i Mujahedeen-e-Khalq e le loro famiglie, perchè sono esseri umani: ma non più di questo.

  20. Non e’ piu’ accessibile il filmato

    http://www.leftlab.tv/videos/304/young-woman-savagely-neda-murdered-in-iran-laugh-with-friends

    The item could not be found or has been removed

  21. Perfettamente d’accordo con l’articolo e con Paola Pisi.
    L’unico piccolissimo dissesnso con Paola è sulla storia del 99% degli “antimperialisti” che starebbero dalla parte del regime iraniano …. se parliamo dei “politicanti” è vero … ma non è per niente vero per la gran parte dei militanti ….

  22. leggendo l’articolo e i commenti rilevo che il punto essenziale del discorso sia sfuggito ai più.
    il popolo iraniano si è rivoltato per un presunto broglio elettorale.
    vogliamo ricordare l’elezione di bush del 2000?
    vogliamo ricordare la legge truffa di de gasperi?
    vogliamo ricordare la legge porcata di calderoli in italia?
    inoltre, il popolo iraniano si è ribellato e ci sono state le bastonate.
    vogliamo ricordare il governo tambroni in italia nel 1960?
    vogliamo ricordare portella della ginestra?
    vogliamo ricordare la polizia di scelba?
    infine; pare che noi soloni occidentali siamo qui a verificare se musavi o ahmadi nejad siano o meno campioni rispettivamente di democrazia e di dittatura.
    che ridicoli che siamo: come se se dalle nostre parti non ci fosse stato il g8 a genova nel 2001.

    vorrei sapere quando noi “liberal-democratici” la smettiamo di voler lavare le mutande degli altri, senza prima pensare di lavare le nostre e non sò quale tra le due siano le più sporche.

  23. Ti ho ammirata quando con due post hai messo a posto un cialtrone che ancora urla e strepita. Gli hai dimostrato che quei suoi post delirantidi ben 15 agine con cui citando il Talmud pretendeva di giustificare il suo odio per i “giudei” e la giustificazione dei forni crematori, beh non erano il Talmud, al che l’infelice si arrampicava sugli specchi e citava un qualche altro testo, tu gli rispondevi chiarendogli che erano le farneticazioni di un sacerdote cattolico estremista russo che citato in tribunale dovette ammettere che non conosceva l’ebraico e che quindi i suoi studi sul Talmud…mi sono rotolato per terra dalle risate. Mai visto uno sbugiardamento di tesi antisemite e razziste così efficace. Il nostro? continua a tromboneggiare
    imperterrito, vedo. Ma credo che quelle 15 pagine di antisemitismo riprese da chissà quale fogna se le terrà nel cassetto dopo lo sbugiardamento e finchè ci sarai tu nei paraggi. Ecco perchè mi dispiacerebbe molto non leggerti più. Per il resto, concordo parola per parola, vigola con virgola con quello che hai scritto. E’ un fatto mirabile che qualcuno lo dica, finalmente. E poi ci si rimbocchi le maniche, senza guardarsi indietro. Oltretutto quel compagno della foto addirittura mi assomiglia. Ed a lui compagno posso dirlo, a tanti altri no. Con molta stima.

  24. Io ho sempre apprezzato e ammirato la preparazione e la cura con cui Paola Pisi scrive. E mi ero convinto di aver perso una voce preziosa quando disse che non avrebbe piu` postato; lo sono tuttora, ma sono felice di vedere che era piu un “basta dire cazzate cazzo” che una vera minaccia. Meno male. Cosi` posso ribadirle la mia indignazione per la sua pretesa di assegnare la palma etica alla sinistra (ma casualmente “odiando” la sinistra nostrana, ovvero dicendo che non e` vera sinistra).

    Per me queste sono, con tutto il rispetto LE Stronzate. Qualsiasi sinistra produrra` solo miseria e disperazione in maniera direttametne proporzionale a quanto e` di sinistra; la sinistra rappresenta, poiche` fondata su un’errata critica del sistema di produzione capitalista, un ottimo pretesto per togliere le liberta` personali, a cominciare dal diritto a possedere qualcosa.

    E non capisco come non si possa capire che per molti, come me, il pregio del regime Iraniano sta solo e soltanto nel non nascondersi dietro a un dito. E` un regime ed e` evidente. Fa schifo, come tutti i porci Governi di questo mondo, ma ha questo invidiabile pregio. Ed ovviamente non sarebbe nemmeno pensabile una cosa del genere qui in occidente ora, perche` abbiamo storie e culture diverse. Ma forse tra mille anni non sara` pensabile piu` nemmeno li`, chi puo` dirlo.

    Infine sottolinerei che la rivolta di Tehran la credo spontanea – anzi, lo e` evidentemente – ma questo non esclude che sia finanziata anche dagli anglo americani, che e` da 500 anni che fanno cosi`, indipendetemente dalla giustezza della causa finanziata, ma solo per fare si`che i nemici (o meglio, antagonisti) si scannino e impoversicano da soli.

    Plausibilissimo pertanto, ma non ne ho le prove percio` non chiedetemi..link 😀

  25. AAAARRRRRGGGGGGHHHHHH!
    Don Chisciotte è dominato dal Mossad!

  26. concordo..

    Urknet sta facendo un gioco pericoloso. Questa è disinformazione nella disinformazione.

  27. Carissima Paola, intanto piacere di conscerti.

    C’è una ragione oggetttiva per quello che chiami “fallimento politico e morale (e perfino umano)” della sinistra anti-imperialista sulle due sponde dell’oceano. Questa ragione ha a che fare con la composizione di classe su quelle due sponde che fa sì che costoro [inclusi io e te] siano oggettivamente parte della borghesia del pianeta.

    Che la condizione sia oggettiva è di per sé evidente: ogni volta che fai un litro di benzina al tuo motorino stai incamerando del plusvalore, cioè stai sfruttando il lavoro di uno la cui ora di lavoro è pagata meno della tua ora di lavoro in virtù di un semplice diritto di nascita. In questa situazione la propria condizione oggettiva di “sfrutattore” entra in conflitto con la propria convinzione soggettiva che è sbagliato sfruttare.

    Questa è una contraddizione che deve essere risolta a livello personale, accettando la propria condizione oggettiva, ma rapportandosi ad essa, senza perdere lucidità. Altrimenti si finisce – come constati anche tu – col perdere completamente il contatto con la realtà. Alla lunga parte un embolo e si diventa dei completi idioti che vedono imminenti attacchi di UFO. Più si cerca di negare il fatto oggettivo (“non è vero che io sono uno sfruttatore, lo sono tutti gli altri!”) e più ci si sprofonda negli effetti perversi della contraddizione stessa. Si vedono complotti dove c’è dialettica sociale, e si vedono conflitti di classe dove c’è lotta tra borghesie che usano il proletariato e il lumpenproletariato come alleati e milizia.

    La povera Farian Sabahi ha detto quella cosa sulle pensioni. Non ho motivo di pensare che dica il falso. Ma analizziamo meglio l’asserzione, rapportandola alla realtà iraniana. In un paese estremamente giovane, dove 7 cittadini su 10 si trovano dai 30 ai 40 anni dalla pensione e magari in piena disoccupazione, l’importanza sociale di questo provvedimento è bassa. Cioè si tratta di populismo, non di socialismo. Ovvio che sembra invece importante a uno che vive nelle aree più vecchie del pianeta, ma è un dato di fatto. E’ come far passare per politica sociale un contributo per il terzo figlio in Italia. E magari subordinandolo alla condizione che venga battezzato. Andiamo…

    Poi è proprio l’approccio mentale che è errato. Anche Mussolini ha fortemente potenziato il sistema pensionistico pubblico. Domanda: i socialisti e i comunisti al confino erano dunque borghesia che ha avuto una giusta lezione da parte del proletariato fascista? La lotta partigiana era un’eversione borghese al soldo dell’imperialismo? Vi rendete conto di quant’è idiota questa posizione?

    Ripeto: molti qui devono risolvere la contraddizione tra il loro essere oggettivamente parte della classe sfruttatrice di questo pianeta, e la loro convinzione soggettiva che è sbagliato essere sfruttatori. Se si riesce a fare questo si riesce anche a vedere la realtà nella giusta prospettiva: si smettono di vedere fantasmi, e il nemico diventa – correttamente – la condizione generale che conduce allo sfruttamento, e non il singolo individuo che ti è antipatico di volta in volta.

    Ancora piacere di averti conosciuto.

  28. La povera Farian Sabahi ha detto quella cosa sulle pensioni.
    Non ho motivo di pensare che dica il falso.
    Ma analizziamo meglio l’asserzione, rapportandola alla realtà iraniana. In un paese estremamente giovane, dove 7 cittadini su 10 si trovano dai 30 ai 40 anni dalla pensione e magari in piena disoccupazione, l’importanza sociale di questo provvedimento è bassa.
    Cioè si tratta di populismo, non di socialismo.

    Ovvio che sembra invece importante a uno che vive nelle aree più vecchie del pianeta, ma è un dato di fatto.

    E’ come far passare per politica sociale un contributo per il terzo figlio in Italia.

    E magari subordinandolo alla condizione che venga battezzato.
    Andiamo…

    Ma andiamo davvero…
    Intanto non comprendo quel “povera” rivolto alla signora Farian Sabahi ,
    cosa vorresti intendere?
    Se chiarisci fai un atto dovuto perche quel povera suona alquanto dequalificante mentre la biografia di questa signora surclassa tutti quanti abbiano scritto fino ad ora
    Aumentare le pensioni del 50% una cosa irrisoria importanza bassa?
    I contributi ai contadini colpiti dalla siccità?
    Te li sei scordati?
    O anche questo e populismo
    La sanità gratuita per gli indigenti? Demagogia?
    Complimenti abolrish hai messo insieme una bella riga affermazioni inveritiere. questi interventi mi puzzano sempre un sacco si cerca di rimediare a una brutta figura sminuendo chi dice la verità?
    Disgustoso semplicemente disgustoso.

  29. E chissenefrega dell’America? Perché devi tirarla in ballo? Io sono europeo e immagino anche tu, quindi il problema non si pone. Bisogna dire che un paragone fra USA e Iran è abbastanza grossolano, partendo dai metodi di applicazione e per finire con il numero di condannati. I vari dati statistici li puoi facilmente cercare su questo link (http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/31)
    Stessa cosa vale per l’economia, tu fai affermazioni ma sono io quello che devo portare i link…

  30. Ciao abolrish
    in realtà mi avevi già conosciuto ;-), perchè avevo postato due righe di rigraziamento sul tuo sito. Sono d’accordissimo con quanto dici, e rispondo più tardi sul tuo sito. ora sono di corsa

    Ciao, e grazie.

  31. @Cesare, ciao e grazie. Il ragazzino, perchè mi pare evidente che sia giovanissimo, che aveva postato i finti passi del Talmud e ora mi dà della serva dei sionisti, è completamente innocente: è solo un prodotto, e non certo la causa, di un’informazione alternativa che è diventata (negli USA ancor più che in Italia, se è per questo) pura disinformazione. E’ sulle cause che dovremmo interrogarci.
    @radisol: dove sono questi militanti? perchè non scrivono, perchè non dicono qualcosa? Io sono atterrita da quello che leggo (non qua, quello che leggo sui siti di mezzo mondo): i signori attivisti antiimperialisti e tristemente i signori attivisti pro-palestinesi continuano a insultare il popolo iraniano e plaudire fino a spellarsi le mani a chi li arresta, ammazza e tortura. Accusano di fare disinformazione chi cerca di far pervenire qualche notizia dall’Iran perchè si affida a fonti “non controllabili” (il che, fra l’altro, è solo parzialmente vero: in questi giorni si è avuto modo di vedere quali sono le fonti twitter attendibili): la colpac secondo questi squallidi propagandistri di una dittatura assassina non è di chi ha imposto una censura totale su tutto l’Iran, la colpa è di chi cerca in qualche modo di aggirarla. E urlano e strepitano perchè l’amministrazione USA ha detto a twitter che dovevano rimanere aperti: Dio sa quanto io odi l’amministrazione USA, ma i signori antiimperialisti vorrebbero togliere agli iraniani anche l’ultima voce che gli è rimasta. Che si vergognino, si vergognino proprio di esistere. Io ho avuto corrispondenze epistolari con noti attivisti che mi hanno scritto della roba che farebbe schifo anche a Pinochet.
    Poi ci sono le anime belle, i neneisti, quelli che iniziano “i don’t like Ahandinejad but..”, e sei sicuro dopo queste parole che in realtà lo adorano. La loro immonda giustificazione è che loro appoggerebbero una rivoluzione socialista, ma dato che questa non lo è, allora bisogna- ma con tanta sofferenza interiore, uh quanto soffrono -stare dalla parte della macchina repressiva statuale perchè almeno siamo sicuri che è anti-USA (il che non è manco vero, lo è a parole e parolacce, ma ha aiutato in maniera determinante le guerre imperialiste USA contro Afghanistan e iraq) e antisionista . Con questa logica perversa, se ci fosse stata un’insurrezione popolare contro Hitler (e non sto paragonando Ahanmdinejad a Hitler, sia chiaro) non bisognava appoggiarla perchè non era socialista , e occorreva invece sostenere i nazisti perchè a Hitler stavano sui coglioni gli USA e qualche servo del Mossad dice pure che non andasse pazzo per gli ebrei (lo so che è un’affermazione ardita e politicamente scorretta, ma qualcuno ancora lo sostiene). Se poi chiedi al vociante coro pro-Ahmadinejad di appoggiare la resistenza afghana, quelli ti rispondono che non si può certo sostenere i talebani, che sono dei fanatici islamici. HAHAHAHAHA. Invece khamenei è un laico di prim’ordine. Sia ben chiaro, mai difenderei il governo dei talebani, per motivi che è superfluo spiegare, ma almeno ora la resistenza afghana sta combattendo davvero – da quasi otto anni – contro gli aggressori Nato, non sbraita a vacco contro grandi e piccoli satana facendci poi accordi di nascosto. E proprio perchè combatte davvero, quella non va bene.

    E qui chiudo davvero, perchè è tutto inutile: il nostro vero problema non è l’iran, il nostro problema siamo noi.
    Ciao,
    Paola

  32. Cara Valeria,
    Benchè condivida il tuo rifiuto di una teocrazia tutt’altro che liberale, non sono d’accordo con la intepretazione troppo “ideologica”.
    Ormai non è più il tempo delle lotte di classe ma delle lotte tra popoli o tra religioni, messi gli uni contro gli altri per poi dominarli meglio.
    Ormai non è più il tempo di “proletari di tutto il mondo unitevi!”, ma “popoli di tutto il mondo unitevi! e risolvete le vostre questioni senza scannarvi.”
    E chi ha un tipico disegno di “dividere ed imperare” in Medio Oriente cerca di mettere i Sunniti contro gli Sciiti in funzione anti-iraniana.
    E poi di destabilizzare tutto il medio oriente per sminuzzarlo e poi dominare sua una miriade di staterelli divisi e in litigio l’un con l’altro, come nei balcani.
    A volte mi sembra che interpreti una cosa per il suo opposto.
    Parli di espansionismo sciita iraniano, usando gli stessi schemi di ragionamento del quotidiano saudita sunnita Al-Sharq al-Awsat, e come ne parlano gli Israeliani o molti falchi negli Stati Uniti, che vedono qualunque pericolo nella regione come proveniente dall’Iran o dagli sciiti in generale; per es: “La mobilitazione delle comunità sciite, sobillate dagli agenti iraniani, ” ma da dove l’hai presa, per caso da qualche giornale saudita, kuwaitiano, egiziano o israeliano, che in questi giorni sono pieni di frasi simili?
    Parli di aiuti di Israele all’Iran contro l’Iraq, ma a me sembra però che fosse solo un aiuto peloso al contendente più debole e che serviva per prolungare il più possibile la guerra in modo che sia Iraq che Iran ne uscissero il più indeboliti possibile.
    Attribuisci la volontà di impedire il “processo di pace” all’Iran, quando sono 61 anni che Israele (non solo Netanyahu) pone precondizioni inaccettabili alle sue controparti arabe, così, quando c’è un rifiuto può dire: “visto, che sono stati loro a non accettare? Io la volevo, la pace!”.
    Parli di destabilizzazione del medioriente e di smembramento delle nazioni arabe come se questo fosse voluto o favorito dall’Iran, quando questo processo, che è più ampio e comprende anche i paesi non arabi, è iniziato nel 1991 con la prima delle due guerre in Iraq, con la guerra in Somalia, con il sostegno di guerriglie anti-sudanesi in Darfur, con le guerre in Afghanistan e Pakistan e ora minaccia ANCHE l’Iran, che teme anch’esso di venirne coinvolto direttamente.
    Guarda caso, i Mujahedeen-e-Khalq da te citati, che erano sulla lista dei gruppi terroristi fino a poco tempo fa, sono stati rimossi recentemente dalla lista dalla UE su pressione britannica, giusto in tempo per tentare destabilizzare l’Iran prima delle elezioni presidenziali.
    Premesso che non mi piace chi reprime con i fucili, e che un regime teocratico non mi piace, dovunque si insedi, qualunque religione professi, ebraica, islamica o cristiana che sia, direi che, in un medio oriente allargato dove ormai sono destabilizzate: Somalia, Yemen, Sudan, Palestina, Iraq, Turchia orientale, Afghanistan e Pakistan, ci manca solo che ci si destabilizzi anche l’Iran!
    In fin dei conti, se confrontiamo le repressioni in Iran con quelle che sono avvenute in Iraq dopo il 2003, o quelle che subiscono i palestinesi da 61 anni, avremmo qualche difficoltà a dire che l’Iran è il più oppressivo paese del medio oriente.

  33. Se èper questo una persona che conosco che ha viaggiato in Iran, un giorno solo per essersi intrattenuto due secondi con una ragazza in un bar è stato mezzo malmenato e riempito di parole…quanto alla ragazza non oso pensare…VERGOGNATI PER QUELLO CHE SCRIVI.

  34. “Povera” nel senso che se solo immaginasse la ragione per cui la citi correrebbe a lavarsi piangendo. Hai notato il colore del suo vestito vero?

    Per il resto sei libero di avere le tue opinioni e io sono libero di disinteressarmene. Non mi metto certo a discutere con uno sfruttatore oggettivo dei lavoratori del terzo mondo, per di più armato di convinzioni auto-assolutorie.

  35. Ah dimenticavo, Musavi è stato primo ministro dell’Iran dal 1981 al 1989, quando mandavano in guerra i ragazzini contro l’Iraq con la chiave del paradiso di plastica in tasca, ma spesso senza armi, e fucilavano o impiccavano sicuramente molti più dissidenti di oggi.
    Mah, sarà stato… fulminato sulla di via di Damasco! (ma sarà proprio Damasco?)

  36. “Povera” nel senso che se solo immaginasse la ragione per cui la citi correrebbe a lavarsi piangendo.
    Hai notato il colore del suo vestito vero?
    Per il resto sei libero di avere le tue opinioni e io sono libero di disinteressarmene.
    Non mi metto certo a discutere con uno sfruttatore oggettivo dei lavoratori del terzo mondo, per di più armato di convinzioni auto-assolutorie.

    esimio abolrish la mia citazione della signora è riferita a quanto ha affermato nella trasmissione, quindi penso che il fatto di lavarsi sia riferito alla mia citazione
    Era vestita di verde sei daltonico?
    E anche circa lo sfruttatore oggettivo ti inviterei a rivolgere questi aggettivi ai componenti della tua casta di fuoriusciti iraniani
    Incominciamo col dire che è mio diritto contestare quello che scrivi che poi tu di disinteressi poco importa
    rimane il fatto che sei armato di condanne preventive
    Immagino tu sia un seguace di personaggi come Bakhtiar e capisco il rosicamento

  37. Assolutamente no ma da gentaglia che spara bufale sicuramente e tu ne sei un esempio

  38. La spiegazione è questa:

    Comunque io credo di capire perchè quelli di …. ce l’abbiano molto con l’Iran. Il loro rancore non è ingiustificato: l’Iran ha appoggiato gli squadroni della morte sciiti che sono stati i principali responsabili della sconfitta della resistenza (sunnita) in Iraq. Cioè l’Iran in quel caso ha favorito gli americani, e questo rode a quelli di ……. (rode anche a me).

  39. Americani o iraniani sono alla pari, solo che uno sta’ da una parte e l’ altro dall’ altra.
    I regimi o stati o politici o affaristi, fanno e basta,
    e si dilettano a saltare da situazione a situazione, secondo i loro interessi.
    Non c’e’ nulla da salvare, nelle loro sporche manovre, sia iraniane che usa che isra,
    solo che le persone, alla fine, sono sempre le cavie, i burattini da far girare,
    o coloro che hanno una voce, che viene sempre interpretata mai secondo i loro diritti,
    ma viene presa a secondo del comodo che fanno.

  40. Disapprovo queste rivolte in iran che non porteranno a nulla di buono se non ad una ulteriore confusione e imbarbarimento del clima politico mondiale . Di esse si avvantaggerano alcune potenze imperialiste che pescano nel torbido -.
    Piu che una crisi politica di democrazia , io la vedo una crisi esistenzale di valori della società ,valori che non fanno piu da guida a quel popolo combattuto tra fondamentalismo e modernità .
    Io mi chiedo una cosa : se togliamo all’iran l’islam e questo regime che lo mantiene in vigore attualmente , con che cosa lo sostituiamo ?
    C’è una cultura in grado di sostituirlo ? Con la cultura americana oppure quella occidentale ? Temo che questo clima e questa crisi fomenteranno solo disordini e guerre civili senza approdare a nulla di fatto.

  41. ……………. questa gente, bisognerebbe scremarla a livello mondiale,
    e fare il famoso olocausto nucleare, cosi ci toglieremmo pure il problema della prima volta, e non ce ne sarebbe una seconda.

  42. Non dubito su questa “persona che conosci” (tuo cuggggino ?), ma anche in Italia, in Sud America, negli USA, in ogni luogo, capita di uomini che abbordano la ragazza sbagliata, magari fuori da una discoteca, e ci scappa il morto dopo una rissa con altri uomini. Il tuo anedotto è ridicolo e senza senso, vergognati tu per le VAGINATE che dici. In Iran le donne studiano, fanno tutti i mestieri, è ed palesemente false che sia il paese al mondo dove sono “maggiormente oppresse”. Questa è una falsità talmente grande che solo una persona in malafede potrebbe dirla.

  43. Bufale? Non ti credere così importante! Le bufale si sparano per convincere qualcuno che ti possa aiutare, non quattro gatti che si sono cacciati in una nicchia stra-minoritaria per darsi ragione a vicenda!

    No, io qua vengo solo per ridere. Siete buffi come http://www.forteantimes.com – Anzi di più, perché siete seri.

  44. PER CORRETTEZZA
    devo dire che la mia tesi x cui il filmato di neda fosse un fake, in virtu’ di una “posteriorità” di un altro filmato che sembrava esprimere qualcosa di diverso
    ERA UNA CAZZATA

    devo ammettere….

    la conclusione è arrivata dopo lunga e capziosa discussione sul mio blog dove un utente ha fatto lo split dell’audio dei due filmati per dimostrare la contemporaneità.

    In ogni caso ho considerato la discussione comunque positiva, perchè con tutte le cazzate che girano in rete mi sembrava giusto (visto che cmq avevo avuto questa percezione anche se sbagliata) sollevare la questione. Ora non ci sono piu’ dubbi e va bene così. Niente di manipolato dunque, da parte di nessuno.
    se v’interessa:
    http://www.cloroalclero.com/?p=1542
    ma comunque la questione è chiusa.

  45. sì vabhe. Considerando che gli USA oltre ad avere la pensa di morte interna, dalla fine della 2 guerra mondiale han fatto guerra a 50 paesi…
    cioè: il pregiudizio per cui l’iran è barbarico e invece l’america di Obama è un campione di civiltà a cui si guarda con speranza & ammirazione è un dto di fatto da cui non si deve prescindere in ogni analisi internazionale.

  46. secondo me dovremmo lasciar perdere la partigianeria e cercare bandoli comuni di una matassa aggrovigliata assai.
    Da quel che ho capito gli iraniani, specie piccolo-borghesi, aspirano (e non ingiustamente) ad uno stile di vita piu’ libero e anche piu’ consumista.
    Non so che cultura abbiano loro sul “consumismo” e le radici del potere che lo propaganda ovunque: in ogni caso le aspirazioni di questi qui vengono manipolate come qualunque altra aspirazione legittima che ha un fondamento storico in una certa compagine sociale.

    Probabilmente gli iraniani saranno chiamati a decidere se preferiscono un ahmadinejad che (da quel che leggo, io sono abbastanza disinformata sull’Iran) aggiusta la società in modo repressivo garantendo forse una maggiore giustizia sociale o un tipo di società con un maggior divario tra le classi, che affronta un costo della vita molto piu’ elevato ma darà a chi potrà permettersela una maggiore libertà di vivere e di consumare.

  47. Scusa il francesismo, ma ti sei rincoglionito?

  48. non sono d’accordo sul tuo intervento.
    per una ragione semplice.
    tu fai un ‘analisi dell’iran, cioè di una società che non conosci, come non la conosco io, su basi liberal democratiche, cioè basata sui valori che non appartengono alla loro cultura.
    sai cosa dico, io credo che il nostro problema è appunto di livello culturale, cioè di scarsa conoscenza del meccanismo che regole quel tipo di società.
    ti consiglio di leggere i dannati della terra di fanon; in questo saggio ci sono le chiavi di lettura per la comprensione di quella parte di mondo che non ci appartiene culturalmente e socialmente, cosicché prima di accingerci a dare lezioni di democrazia agli altri potremmo fare una riflessione sul nostro tipo di cultura e sui nostri valori.
    vogliamo sempre che gli altri paesi, soprattutto quelli in via di sviluppo, applichino la democrazia quando noi stessi ne siamo carenti.
    non è una contraddizione?

  49. Ahmadinejad è solamente da 10 anni che ha questo cognome.Il suo cognome originario è Surchian . Lui (come il suo ideologo Mesbah Yazdi e il suo facendiere [come Gainni letta per berlusca] Asgaroladi) è un “Annusi”: ebrei divenuti musulmani.

    Gli “Annusi” non sono conosciuti in occidente ma nel mondo islamico li conoscono bene e tutti i musulmani sanno che essi, a parole, sono quelli che non perdono l’occasione di scagliarsi contro gli ebrei e Israele,ma da un’pò di anni si sta scoprendo che,in realtà,i loro attacchi agli ebrei sono progettati per portare avanti gli interessi del sionismo.

    Gli “Annusi” sono in realtà la causa principale della nullità di circa un miliardo e tre cento milioni di musulmani di fronte e pochi milioni di ebrei sionisti, perché rappresentano la quinta colonna del sionismo nel mondo islamico.

    Si direbbe che l’Iran è tornato di trenta anni indietro con gli “Annusi” come signor Surchian detto ahmadinejad, esattamante con era ai tempi dello shah Pah’Levi.

    Che la situazione iraniana sia molto più complicato e complessa di quanto potreste mai immaginare, vi doveva essere chiaro dal momento che in questo sito in molti (sionisti e cretini) hanno messo in dubbio la veridicità dell’assassionio filamato di povera Neda ,mentre i giornali filo ahmadinejad in Iran dal momento dell’assassionio ad oggi, arrampiccandosi sugli specchi, stanno cercando di attribuire la morte della ragazza a chiunque pur di non accettare che lei è stat assassinata dagli “Assuni”.

    Tutti in Iran sanno (perché né sono testimoni)che tra i basiji armati, ci sono dei NON-IRANIANI che parlano arabo o ebraico e che sono loro che sparano sulla folla.

    Quanto sta succedendo in Iran è una cosa dovuta e ,al quanto, dolorosa,che il Popolo sta portando avanti per smascherare i propri nemici. Già più di 200 anni fa, quando i padri della Rivoluzione costituzionalista iraniana si erano riuniti nel Parlamento(proprio in piazza Baharestan)per decretare la fine del dominio anglorusso sul nostro territorio, i russi preserò a cannonate il Parlamento uccidendo i Rivoluzionari per poi sostituire i notabili del paese con gli “Annusi” .

    Oggi gli iraniani si sono ribellati proprio a loro,agli “Annusi” come ahmadinejad, come Mesbah Yazdi,come Asgaroladi e come Khamenei e il suo figlio e i l loro mercenari e la banda che da 4 anni sta sofocando l’Iran e gli iraniani.

  50. Ahmadinejad è solamente da 10 anni che ha questo cognome.Il suo cognome originario è Surchian .
    Lui (come il suo ideologo Mesbah Yazdi e il suo facendiere [come Gainni letta per berlusca] Asgaroladi) è un “Annusi”: ebrei divenuti musulmani.

    Questo è uno scoop mondiale
    Reza come mai non l’hai scritto prima?
    Questo cambia di molto le cose
    Adesso sappiamo che in effetti Ahmadinejad è la quinta colonna dei giudei in Iran
    E nessuno in tutto questo tempo ha mai detto nulla?
    Scusa sai iindicarmi se ci sono altre “fonti” che riportano questa notizia?
    Grazie

  51. pisi

    Il ragazzino, perchè mi pare evidente che sia giovanissimo, che aveva postato i finti passi del Talmud e ora mi dà della serva dei sionisti, è completamente innocente: è solo un prodotto, e non certo la causa, di un’informazione alternativa che è diventata (negli USA ancor più che in Italia, se è per questo) pura disinformazione. E’ sulle cause che dovremmo interrogarci.

    La ringrazio per il ragazzino spero che altre rappresentanti del gentil sesso la pensino come lei
    Una causa di disinformazione su questo sito è sicuramente lei, io posso aver preso una cantonata sul talmud e non ho difficoltà a ammetterlo
    Lei scrive invece e pubblica articoli su situazioni che conosce “de relato” o per informazioni di personaggi la cui obbiettività di analisi appare decisamente falsa.

  52. @cara Paola, era un ragazzino anche Lucien Lacombe, il ragazzino che aiutava i nazisti a torturare i partigiani e deportare gli ebrei. Sono tuttie sempre ragazzini che come argomento hanno ilmanganello e l’olio di ricino. Quando non possono aggrediscono verbalmente. Cara Paola l’Italia e gli italiani fortunatamente non sono questa fogna a cielo aperto malodorante che rimpiange i forni crematori e disprezza la gente che si rivolta per avere condizioni umane di vita. Questi sono contro la gente perchè hanno trovato un loro ducetto che promette la guerra, magari anche la bomba atomica. Se ne fregano dei diritti umani loro come in uno oscuro passato marciano al passo dell’oca, per adesso telematicamente aggredendo chiunque cerchi di ragionare, poi chissà… è inutile raginare o portare argomenti davanti a tesi predefinite ti rovesciano addosso i savi di sion, il talmud che poi non è il Talmud, tu smentisci ma è inutile. Ricominciano da capo senza vergogna. L’Italia non è questo, qui dire nazista è ancora un insulto. Il problema è questo sito in cui si può dire in un articolo postato dai gestori del sito che le camere a gas sono una bufala e tra l’altro ironizzare pesantemente sulla morte di una ragazza addirittura negandone la morte in diretta. Ma a me ha colpito molto la derisione che fa tal freda. C’è qualcuo che scherza con il fuoco riesumando la feccia delle fogne al olo scopo dell’audience. Poi per quanto mi riguarda possiamo parlare della crisi dell’antimperialisti, ma da una altra parte. Non so se ci sono gli estremi per ricorrere alla magistratura per denunciare il signor Freda, ma io ci sto pensando.

  53. Naturlmente è l’ultim post. Non risponderò che se no mi sporco.

  54. Forse è scoop per qualcuno,ma non posso dire per tutti,poiché molti in occidente ripetevano “se non è pagato da loro per fare ciò che fa,allora èuno di loro”.
    ahmainejad riceve la visita degli ebrei da tutto il mondo da quando è presidente dell’Iran, cé un via e vai continuo tra lui e questi ebrei che si dichiarano “non sionisti”.
    Sul piano pratico,ahmadinejad e khamenei, con il loro broglo elettorale con cui il governo dell’Iran è stato regalato ancora ad ahmadienjad, hanno aiutato Israele,meglio che tutte le potenziali sioniste, per fare uscire Netanyahu dall’isolamento in cui era finito per le richieste di Obama sui palestinaesi e,infatti, il primo riconoscimento per ahmadienjad presidente,anche se si prospettava la ribellione degli iraniani di fronte ad una prepotenza del genere, è arrivato de facto dal capo di mussad israeliano e poi da netanyahu, quando ambedue hanno dichiarato che per loro andava bene ahmadienjad ,inoltre, non dimenticare che i giornali israeliani invitavano gli iraniani di votare per ahmadinejad.
    Adesso lo so che i “geni” in politica internazionale su questo sito salteranno dalle loro sedie pr dire “ma il trucco sta proprio in questo che mira a rovinare l’immagine di ahmadinejad” , ma in realtà le cose stanno a 180° e ahmadinejad sta con loro,altrimenti non poteva usare questa violenza sui nostri giovani.
    Basta sapere il farsi e leggere ora i giornali iraniani, quelli rimasti ancora aperti che poi sono tutti controllati dal governo, troverete il meglio del repertorio dei media filo sionisti contro i palestinesi e ancora peggio, i primi escono in Iran e per la gente cé la possibilità immediata di constatare ,mentre spesso per voi non esiste la possibilità di verificare le notizie dei secondi su ciò che accade in Palestina.
    Tutto questo; lo schierarsi di khamenei prima,durante e dopo le elezioni con ahmadinejad, lo schierarsi contro questa mafia del resto della nomenklatura politica iraniana,i risultati falsi che regalano ancora a ahmadienjad la presidenza, le violenze contro chi protesta per questa truffa ……………..sono tutti li ad indicare che cé un interesse che supera, per volontà dei traditori, l’interesse del Popolo iraniano e questo interesse, sin dalla fine della II° guerra mondiale è stata quella sionista.

    Comunque, per dovere di cronaca aggiungo che, si è alla conoscenza del “circolo Haqqane” sin dall’1979, né era a conoscenza lo stesso Khomeini,il quale fece bandire “l’associazione dei Hojatieh” , i membri di questa associzione si sono nascosti per diversi anni fino a che Khomeini è morto,poi, grazie al carattere dittatoriale di khamenei che negli anni della sua guida ha indebolito le istituzioni repubblicane, questi animali hanno preso di nuovo resprio,fino ad arrivare ad occupare la presidenza della repubblica con ahmadienjad 4 anni fa, negli anni della sua presidenza,ahmadinejad ha sostituito tutti i livelli dirigenziali del paese con gente della sua bottega e oggi, il golpe degli Annusi è stato realizzato contro tutti gli iraniani, ma questo resta un golpe a metà, sono sicuro che,malgrado le apparenze, ahmadinejad e i suoi stanno aspettando un aiuto esterno, mentre gli iraniani non avranno altro aiuto che le proprie forze, comunque sia, a voi non resta altro che aspettare per vedere che quanto sostengo è la realtà dell’Iran di oggi, ma credo che i media qui lavorano il doppio di quei bastardi annusi in Iran per non far capire a voi cosa realmente succede , anche io leggo i giornali e guarda laTV; dal BBC al Sky al CBS al FoXnew che CNN e robba varia, ivi compreso i media italiani che passano notizie riciclate e di terza o quarta mano , coprendosi con lacrime di coccodrillo sui manifestanti iraniani , propagano lo stesso un tipo di informazione elaborato che mira ad un unico scopo finale che è quella di preparare le menti ad un futuro isolamento totale(tipo l’Iraq) dell’Iran per poi attaccarlo, mentre in Iran si manifesta(morendo) per salvare la Rivoluzione dalle sporche mani degli annusi.

    khamenei ha tradito la Rivoluzione khomeinista e con ciò ha tradito l’Iran ed è solo per questo che procede ad uccidere i nostri giovani, perché chi tradisce diventa ricattabile e oggi khamenei e suo figlio sono nelle mani degli annusi, mentre la gente iraniana li affronta ambedue, ma questi traditori non possono essere sicuri che con la sostituzione dei alti comandi e dirigenti ed schierando i basiji al comando dei comandanti di Tshal prenderanno il potere in modo totale, ecco perché sono in attesa dell’intervento esterno,ma credo che il Popolo iraniano si muoverà prima e cancellerà la loro presenza dalla scena molto presto.

  55. Mah…

    Io ho come l’impressione che anche in questa vicenda (iraniana) ognuno cerchi solo le cose che servono per raffoprzare la propria pregiudiziale posizione e tralasci tutto il resto: umanamente tipico ma senza grosse possibilità di sviluppo.

    Come può un occidentale, laico, che si dice anche antimperialista, cioè antiamericano (nel senso della politica americana) essere però filo-iraniano? Cioè filo un regime teocratico e liberticida? Oppure come può definirsi anti-iraniano, dell’Iran attuale di Amadinejad e Kamenei e dunque a favore degli USA, della GB ecc. Cioè dei peggiori aggressori e guerrafondai degli ultimi venti anni (tralasciamo prima)?

    Come si vede c’è da diventare matti, la schizofrenia è dietro la porta.

    Non aiutano certo rigurgiti antisemiti o prese di posizione tranchant.

    Quanto a me nulla da dire: nel mondo vince sempre il più forte, anche se non sappiamo definire cosa sia la “forza”, sappiamo però che ha sempre ragione.

  56. Non intendevo questo, volevo dire che solo in giornalacci di terza categoria vedrai trattati gli USA come la Vergine Maria.

  57. Scusa Reza ma sono esterefatto
    Prima asserisci che ahmadinejad e un ebreo convertito, io è la prima volta che lo sento, però ci stà non sono onnisciente
    Adesso scrivi che lo stesso e il suo regime da addosso ai palestinesi e sono pappa e ciccia con i sionisti?
    Devo dirti che tutto quello che scrivi sembra dettato da un’odio profondo verso questa gente e sopratutto molto inverosimile
    Ad ogni modo altri leggeranno quanto hai scritto qui mi auguro ci sia qualcuno che confermi quanto hai asserito

  58. Il genere di ebrei che AHMADINEJAD ha ricevuto è quello dei NETUREI KARTA…gli ebrei dichiaratamente anti-sionisti e contro lo stato d’Israele!
    Dovresti essere meno approssimativo nel dare informazioni…ma si sa: la negligenza è il rifugio dei pigri o dei disinformatori di professione, a te la scelta di appartenenza ad una delle due categorie!

  59. Anche io avevo creduto a questa fantasia sui “ebrei non-sionisti” ma ora , dopo 4 anni di governo di ahmadinejad, sono certo che NON ESISTONO e che LA LORO POLITICA, ANCHE SE SEMBRA CONTRARIO, PORTA L’ACQUA AL MULINO SIONISTA DANNEGGIANDO L’ISLAM ED IL RESTO DELL’UMANITA’ TRASCINANDOLI SUL BARATRO DELLA GUERRA E DELL’INSICUREZZA, NAZIONALI E INTERNAZIONALI.

  60. ebrei non-sionisti una fantasia?
    èh sì certo…infatti sul sito Neturei Karta c’è un video in cui Chi spiega le differenze tra religione ebraica e sionismo è Babbo Natale in persona…travestito da Rabbino, però!!!…mi pare ovvio…

  61. Fonte:(parziale) http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=9288

    Ahmadinejad viene presentato sempre più come un “nuovo Hitler”, mentre giganti eurasiatici del calibro di Turchia e Russia, a margine della riunione della Organizzazione della Conferenza di Shanghai gli riconoscono la rielezione (e poi sarebbero loro, due terzi d’Eurasia, che “si isolano”…).
    Un presidente che è amato dalle classi popolari perché incarna i valori della “tradizione”, detestato dalle classi già agiate (simili a quelle mandate a ”spentolare’ a Caracas nel 2002, aizzate dalla Cia e dalle tv private) che vorrebbero diventarlo sempre di più!
    Il Presidente iraniano – nella neolingua dei megafoni dell’informazione – sarebbe addirittura ‘reo’ d’aver aumentato pensioni e stipendi, il che ha dato lo spunto, per i soliti in malafede, di dire che “è in campagna elettorale da 3 anni”: insomma, non è importante cosa si fa, ma “chi fa cosa”!
    Quanto al posizionamento dell’Iran in politica estera, un’inversione di rotta farebbe molto comodo a Usa e soci.

    La linea seguita sin qui è quella giusta, compreso il “nucleare iraniano”, che nasconde la vera posta in gioco, quella energetica (quindi, politica con la P maiuscola).
    Ecco cosa sono gli “studenti e gli operai” di cui vaneggiano vecchie ciabatte dell’”antimperialismo” totalmente a digiuno di geopolitica.

    L’autore:
    Enrico Galoppini

    saggista e traduttore dall’arabo, diplomato in lingua araba a Tunisi e ad Amman, ha lavorato nell’ambito di progetti internazionali (ad es. in Yemen) ed ha insegnato per alcuni anni Storia dei Paesi islamici presso le Università di Torino e di Enna.
    È nel comitato di redazione della rivista di Studi geopolitici “Eurasia” (www.eurasia-rivista.org).
    Particolarmente interessato agli aspetti religioso e storico-politico del mondo arabo-islamico, alla storia del colonialismo, all’attualità politica internazionale, ma anche ai viaggi e a fenomeni di costume, collabora o ha collaborato a riviste e quotidiani tra cui “LiMes”, “Imperi”, “Eurasia”, “Levante”, “La Porta d’Oriente”, “Kervàn”, “Africana”, “Meridione. Sud e Nord del mondo”, “Diorama Letterario”, “Italicum”, “Rinascita”. Tra le sue pubblicazioni: “Il Fascismo e l’Islàm” (Edizioni All’Insegna del Veltro, Parma 2001), Islamofobia (Edizioni All’Insegna del Veltro, Parma 2008).
    A mio avviso questo signore è sicuramente più titolato di quanti , pur non avendo uno straccio di cattedra e di conoscenza ,
    continuano a denigrare l’Iran