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GIULIO MELANI, UN PATRIOTA ?

DI GZ
cobraf.com

Questo sig. Giulio Melani (nella foto) che ha comprato a sue spese una pagina del Corriere per invitare tutti gli italiani a comprare BTP è un patriota, uno che sacrifica del suo per una causa comune, appartiene ad una razza in via di estinzione

La sua idea che se tutti gli italiani comprano i BTP e CCT e alla fine il debito italiano risulta tutto in mano italiana è ottima, perchè dopo puoi fare come i giapponesi, i quali possiedono il 99% del debito pubblico giapponese e se ne fottono dei mercati finanziari. Ma va attuata in un modo diverso di quello naive che indica lui….

E’ giusto seguire l’esempio dei giapponesi i quali non dipendono dai mercati finanziari mondiali per quanto riguarda i loro Japanese Government Bonds per cui lo stato giapponese finanzia deficit enormi senza problemi da anni. Tutti i titoli di stato giapponesi sono in mano a fondi pensione, fondi postali, banche e famiglie giapponesi. Il risultato è che nonostante deficit pubblici maggiori di quello italiano i rendimenti dei titoli di stato giapponesi oscillano tra 0% e 1.5% da quindici anni. E hai che lo Yen è la valuta più forte del mondo degli ultimi 5, 10 e 20 anni a dispetto di enormi deficit pubblici (il che dimostra che è falso quello che dicono sul deficit pubblico che crea inflazione e fa svalutare il cambio…)

Il problema è che i giapponesi sono nazionalisti e patriottici, le istituzioni giapponesi rispondono al governo e più o meno tutti fanno quadrato. I risparmiatori giapponesi da quasi vent’anni ricevono un rendimento dei titoli di stato intorno all’1% quando va bene, la borsa è del -70% sotto i massimi del 1990 e gli immobili sono ancora depressi e molto sotto i valori di 20 anni fa. In pratica in Giappone è difficile è difficile guadagnare con la RENDITA che sia immobiliare o finanziaria perchè gli investimenti che siano in immobili, titoli di stato e azioni rendono in media zero quando va bene (in media fanno perdere). In compenso l’inflazione è quasi zero e c’è più uguaglianza di reddito.

In Giappone gli stranieri non hanno mai comprato il loro debito in pratica, perchè rendeva sempre troppo poco come cedole (in realtà dato che lo Yen sale sempre era un ottima idea…) e i giapponesi avendo molti risparmi li dovevano mettere da qualche parte anche a rendimenti bassi.

In Italia gli stranieri hanno già 900 miliardi di titoli di stato in mano e sono quasi tutti fondi e istituzioni o hedge fund. Questa è la gente che butta giù i BTP e chiede un 5.2% per tenerli fino al 2013 e un 6.3% per tenerli fino al 2021. E’ difficile tornare indietro. Teoricamente se milioni di italiani si mettessero a comprare 20 o 30mila BTP a testa in 6-7 anni riassorbi tutti i titoli di stato in mano a stranieri, ma ovviamente al massimo hai un momento iniziale (se va bene) di entusiasmo e poi ce ne dimentica… Dovresti farlo con la forza dello stato in ogni caso. Inoltre, se ci pensi bene, è sbagliato logicamente, una volta che hai deciso di non farti finanziare più dall’estero, farli comprare agli italiani AI PREZZI ATTUALI. Perchè cavolo devi regalare miliardi ad interessi finanziari esteri se poi ritiri il tuo debito pubblico dai mercati finanziari globali e quindi non te ne frega più niente del “rating dell’Italia” e di quello che pensano di te e dei BTP a New York o Singapore ?

Come giustamente indica il sig. Melani, la soluzione è togliere il tuo debito pubblico dalle mani degli stranieri, in modo da non passare la tua vita a pagare tasse per pagare interessi da usuraio alla rendita finanziaria internazionale. Ma lo fai in modo diverso… se hai deciso di fare a meno degli stranieri per finanziarti perchè hai abbastanza ricchezza interna i BTP glieli compri, ma detti tu i prezzi e le condizioni… prendere o lasciare… non abbiamo voglia di pagarti un 6% l’anno per altri 10 anni, ma siete matti ? Secondo voi lavoriamo ora per dieci anni per pagarvi un 6% su un investimento sicuro ? Lo stato italiano vi pagherà un 1%, come quello giapponese, e ringraziate che ti ripaghiamo il capitale intero alla fine…. Il “Mercato Finanziario” si scatenerà contro l’Italia ? Se svalutiamo perdete il -30% sui vostri BTP quindi state buoni. Ma se ci ricompriamo tutti i titoli di stato noi poi che ce importa, non saremo più sul mercato e dovranno sfogarsi su qualche altro paese ?…

GZ
Fonte: www.cobraf.com
Link: http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=3011&reply_id=320822

5.11.2011

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Pubblicato da Davide

  • Tao

    Come lui Bocchino e Stracquadanio
    L’agente 51enne che aveva comprato un pagina del Corriere ha investito 20mila euro

    MILANO – Lo aveva promesso e lo ha fatto: il 51enne Giuliano Melani, agente di una società di leasing che venerdì aveva acquistato una pagina del Corriere della Sera per invitare gli italiani a comprare titoli di Stato ha investito 20mila euro in Btp decennali. E in molti hanno risposto al suo appello. Anche il finiano Italo Bocchino, come Melani, ha acquistato 20.000 euro di Btp. Uno degli “scontenti” del Pdl, Giorgio Stracquadanio, ha investito 40mila euro mentre Stefano Graziano ha comprato 5milana europ di Buoni.

    «SOLO IL POPOLO PUÒ SALVARE L’ITALIA» – Il promotore dell’iniziativa, Melani, si è presentato lunedì mattina alla sua banca, la filiale di Quarrata (Pistoia) Cassa di Risparmio di Lucca accompagnato dal fratello e dall’assessore all’urbanistica di Quarrata Luca Gaggioli, che ha seguito il suo esempio investendo 5mila euro. «Soltanto il popolo può salvare l’Italia dal pericoloso avvitamento della crisi», ha ribadito l’agente 51enne circondato da un piccolo gruppo di amici, curiosi e giornalisti all’uscita dalla banca. Dal giorno del suo appello, Melani spiega di aver ricevuto centinaia di mail, telefonate e messaggi di persone intenzionate a seguire il suo esempio. «Acquistate titoli di Stato e fatelo sapere a tutti», ha esortato ancora l’agente di Quarrata.

    Fonte: http://www.corriere.it
    7.11.2011

  • Maxim

    Ci sarebbe anche un altro sistema , invece di un prelievo forzoso nei conti correnti etc di cui si sente tanto parlare recentemente si potrebbe fare un prestito forzoso a lungo termine ad un tasso modesto
    Ovviamente questo prestito dovra’ essere su basi progressive , chi piu’ ha piu’ dovra ‘ prestare in base ad aliquote da stabilire .
    Riguardo ai titoli di stato italiani

    Non molto tempo fa Tremonti , autorevole membro di questo Governo diceva che il debito pubblico italiano non era un problema perché’ in fin dei conti era quasi tutto in mani italiane , una cosa di famiglia insomma .
    In tempi recenti l’ italiano medio ha scoperto che la realta’ è molto diversa e che ben il 30-40 % di questo debito è in mani straniere
    Ma Tremonti era male informato ( !!! ) o che ?
    Tra l’ altro l’ inazione del governo di fronte alla crisi veniva giustificata con argomenti di questo tipo .

  • AlbertoConti

    Stronzate! Il fatto è che la BOJ, la BC giapponese, in qualche modo rappresenta il Giappone, inteso come potenza economica, e fa la politica monetaria che “vuole”. Il virgolettato è d’obbligo perchè ciò che vogliono i capitalisti giapponesi è lo stesso privilegio degli americani, ma senza pestargli troppo le scarpe, anzi, restando complementari al loro imperialismo. Chiaro che emettere yen a go-go lo possono fare perchè hanno un’economia forte, nei fondamentali, per quanto al palo da 20 anni (guarda caso!). E’ la BOJ che decide i tassi, non il popolo giapponese che compra i bond giapponesi, o chi per esso. E’ la BOJ che dice a tutte le banche giap quello che possono e non possono fare (altro che “patto di stabilità”, questi ubbidiscono come i soldatini di piombo). Detto tutto ciò, è sempre meglio la soluzione giapponese di quella europea, come risposta ai diktat di wall street. Se quelli li hanno messi nel sacco, a noi ci hanno fatto su come tordi di contorno alla polenta. Tanto chi mangia fa parte della stessa elite, ma ciò non toglie che le politiche siano diverse, e comunque legate alla sorte dei rispettivi popoli, nel poco bene e nel molto male.

  • Onilut

    Se però seguiamo l’esempio del signor Melani e ci riappropriamo del debito pubblico succede che ci mandano addosso uno Tzunami o ci sbattono addosso terremoti o catastrofi idrogeologiche in luoghi chiave come Roma, le 5 terre, la Toscana o… aspettate un momento? Lo stanno già facendo!

  • Giancarlo54

    Si, si potrebbe fare, ma studiandola bene, però si potrebbe fare.

  • Giancarlo54

    Hai prove per quello che dici? Se si, parliamone.

  • bysantium

    Premesso che, ahimè, l’economia mi risulta particolarmente ostica oltre che ostile, non sarebbe giusto considerare il fattore del prestatore di ultima istanza?
    Cioè, i giapponesi non si sentono più tranquilli perchè a garantire la solvibilità dei loro titoli c’è una banca nazionale che batte moneta?
    Qui mi pare diverso e più rischioso, in quanto i soldi dei titoli in scadenza non li stampiamo noi. Saluti e grazie.

  • maristaurru

    Se vogliamo parlare di rendimenti, gli Italiani i soldi li mettono in Banca, cioè li passano alle banche, che ci guadagnano ed in cambio pretendono spese astruse, ci lucrano enormi cifre sulla valuta.. ecc , gli Italiani sono benefattori delle Banche più di ogni altro Paese, paghiamo per ritiare i nostri soldi sui quali BANCA E sTATO SI SONO GIà SERVITI. Sicuramente i Giapponesi sono molto, molto meno fessi di noi

  • warewar

    sempre da cobraf.com …
    il segreto del debito pubblico:
    http://www.cobraf.com/forum/topic.php?topic_id=3011&reply_id=321006

    I titoli di stato li deve rimborsare per cui li ritira dalla circolazione e i dollari no, ma se ne emette sempre di più il risultato è uguale (anzi no perchè si ritrova, come lo stato italiano ora con un debito cumulato che per due terzi composto da interessi composti e paga 50 miliardi l’anno di interessi)

  • stonehenge
  • istwine

    condivido appieno

  • dana74

    una domanda:
    come si è arrivati a questo?
    Mi spiego: dal sito adusbef
    http://www.adusbef.it/download.asp?Id=5066&T=M

    si evince che i detentori esteri nel 1991 erano del 5,99% solo pochi anni dopo, nel 1998 erano del 29,12 e nel 2005 del 53, 31%.

    Cosa è successo in quegli anni? E’ solo l’abbandono progressivo degli italiani dei titoli di stato come “evoluzione naturale”, cioè è stato spontanea la scelta per cui lo Stato ha dovuto cominciare a partecipare alle aste o c’è stata una sorta di disciplina, di regolamento che ha favorito in primis le grosse banche straniere?

    Cioè, sussisteva un limite per cui non più di un tot poteva finire a grosse banche straniere?

  • istwine

    si, assolutamente, anche questo

  • Truman

    Io ho comprato alle Poste dei buoni postali fruttiferi ancorati al tasso di inflazione. Sotto molti aspetti sono equivalenti ai BTP. Così levo di torno un po’ di debito pubblico.
    E’ evidente che in caso di default c’è il rischio di perdere parte del capitale, ma a metterli in banca mi sa che il rischio è maggiore.

  • rebel78

    quoto completamente

  • bysantium

    Nella mia dichiarata ignoranza – ed avversione – verso l’economia, l’ho fatto anch’io circa due mesi fa; giusto la somma indicata dal Melani.
    Non essere il solo, per di più con persone di questo sito, mi conforta sulla scelta.

  • rocks

    basta ste cavolate. stiamo parlando di un paese con una classe dirigente farabutta e salta fuori che ci attaccano con i nuvoloni, ma la vedete la realtà? o siamo sempre dietro a correre a presso i fantasmi.

  • rasna-zal

    Scusa Dana, ma il 1992, il panfilo “Britannia”, Soros, le privatizzazioni approvate dei governi tecnici, bankitalia SpA, non ti dicono proprio niente…? 🙂

  • MartinV

    c’è stata, a mia memoria, una forte campagna per far investire i soldi in borsa… col miraggio di rendimenti migliori…

  • dana74

    avoglia se mi dice, ma intendevo nello specifico su questo, se fosse stata introdotta una disciplina volta a spiegare questa “fuga” dei piccoli risparmiatori italiani o se è stato rimosso qualche limite agli investimenti stranieri, intendo un atto preciso

  • dana74

    è bastata solo quella? non è una domanda retorica eh, sul serio volevo capire…può essere sia stata solo la campagna ad essere sufficente..

  • MartinV

    non so se sia stato solo quello… ma il boom della borsa ha sicuramente spinto molti risparmiatori a spostarsi dai poco redditizi BOT e BTP sul miraggio della borsa… e in molti hanno perso, ovviamente…

    “La Borsa è il luogo dove i poveri portano i loro soldi… e noi glieli ciuliamo”
    Carcarlo Pravettoni

  • radisol

    Ma per favore …. nessuno che dice che Melani è un alto funzionario dell’Unicredit ….. e, a proposito di questo, suscita sospetto il fatto che lo stesso Melani abbia tanto pubblicizzato la sua personale sottoscrizione di titoli di stato presso una banca diversa da quella dove lavora …. un depistaggio per non dire chi è e che lavoro fa ? Ad Unicredit, Intesa, Montepaschi, Bnl ecc. ecc. farebbe molto comodo se una larga parte di italiani togliesse loro dal gozzo un pò di quei titoli di stato italiano che hanno nei forzieri …. N’est pas ?

  • lynx

    li mortacci vostri,certo che di fantasia non ve ne manca hahahaha

  • radisol

    Tò, chi è Melani l’ha scritto anche Il Fatto Quotidiano oggi …. http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/08/quei-patrioti-del-btp-che-non-vogliono-pagare-il-conto/169153/

  • supervice

    L’argomento è comunque un altro: se uno stato fa debito, e se il debito viene contratto praticamente solo dai cittadini dello stato, la cosa può avere una sua utilità? Rientra nei paradigmi monetari impossibili, comunque di quelli di cui pochi osano parlare?

    Si parla, e forse si sparla, di una sorta di un comunismo nazionale della finanza, un pastrocchio indicibile? Ma è così fuori dal mondo?

    Il debito che fa una nazione se lo deve cucciare il paese che lo ha emesso: non mi sembra una castroneria a priori, indipendentemente da chi lo dice.

    Forse può essere impossibile da mettere in pratica, ma il concetto, l’idea è astrusa? A me sembra l’unica praticabile.

    O le speculazioni sono necessarie per alzare la pugna sociale mondiale?

  • radisol

    L’appello di Melani è stato subito raccolto da Corrado Passera, Amministratore Delegato di Intesa Sanpaolo e da Antonio Vigni, Direttore Generale del Gruppo Montepaschi, che si sono detti disposti a rinunciare alle commissioni sull’acquisto dei titoli italiani nella “giornata del debito comune”. Non è chiaro che quello di Passera e Vigni sia patriottismo o semplice interesse. Le banche italiane hanno bilanci appesantiti dai titoli di Stato italiani (banche e assicurazioni detengono circa il 43% del debito pubblico italiano contro il 13% di imprese e famiglie italiane per cui ogni apprezzamento del valore dei titoli stessi e una loro redistribuzione verso le famiglie è un’ottima notizia per le banche. E per i loro manager, inamovibili malgrado il valore delle banche stesse si stia riducendo giorno dopo giorno in modo inesorabile.

  • stonehenge

    Ciccio, io posto quello che trovo…libero di crederci o no, basta porsi delle domande…