Di Giorgio Agamben, quodlibet.it
26.02.2023
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"Suo figlio ha un problema con l'autorità", così diceva la maestra a mia mamma, scuole elementari.
Quando hai un problema nell'accettare l'autorità di qualcuno su di te, fin da piccino, significata che ci sei nato con quella qualità, come i gay: "gay ci nasci", dicono.
Bene, io sono nato anarchico, che ci posso fare?! Uno che nasce anarchico, se vuole campare con un minimo di serenità, vive una vita in incognito, finché ti sgama la maestra è un conto, ma già da grandicello è meglio se non ti fai riconoscere.
L'anarchico-fottuto è quello che si adopera per gli altri, per i grennpassari, quello si sbatte per un mondo migliore e finisce a prenderle per tutti quanti, no no, schiscio schiscio per fatti miei, che gli anarchici sono come i pezzi di plastica nel mare, c'è qualcosa che li fa incontrare, che li unisce, e noi piano piano diventiamo un'isola... ihihihi
l'anarchico fottuto,come lo definisci tu,è quello disposto a sporcarsi le mani e a mettere a rischio la propria incolumità perchè hanno capito che questa società va distrutta,perchè tutto il resto sono chiacchere inutili di chi non ha le palle per prendersi le proprie responsibilità e lottare contro le ingiustizie,perchè quello è il loro percorso,la strada che hanno deciso di intraprendere,lo stile di vita che hanno deciso di seguire,a loro non importa niente di prendersela in quel punto perchè il desiderio di giustizia e libertà è più forte di tutto
Sì sì, ti do ragione, sul serio.
Ricordo la vicenda di una ragazza che frequentava il centro sociale, anni della gioventù. La tizia stava con un ragazzo spagnolo, anarchico pure lui, un giorno andò in Spagna per partecipare ad un evento, l'arrestarono, in qualità di anarchica l'accusarono di terrorismo, quindi sottoposta alle leggi anti terrorismo, mai più vista.
L'anarchico è il nemico numero uno, niente sconti. Nemico della società, stessa società che si è palesata in tutto il suo splendore in questi ultimi anni di fantascienza.
Chissà che fine avrà fatto la ragazza, come avrà vissuto l'era Covid, cose ne avrà pensato?!
In questo botta e risposta il succo della nostra società.
E quelli che hanno le palle di assumersi le proprie responsabilità e lottare contro le ingiustizie, cosa hanno ottenuto concretamente?
Per secoli, alcuni hanno affrontato il martirio per i loro ideali: nella maggior parte dei casi non è servito a nulla.
Un tempo le esecuzioni avvenivano sulla pubblica piazza. Il disgraziato veniva squartato o bruciato sul rogo, mentre la plebe per cui si era sacrificato assisteva allo spettacolo, come oggi al festival di Sanremo: c'erano pure i giocolieri, comici e venditori di cibi e bevande.
A cosa è servito?
Viviamo in un mondo più schifoso che mai, anche se il castigo dei reprobi avviene di solito lontano dagli occhi, e lontan dal cuore... E cosa importi al buon popolo della giustizia e la libertà ce l'ha mostrato la "pandemia".
Una delle pochissime certezze che ho, fra tanti dubbi, è che non ha nessun senso farsi bastonare se non puoi a tua volta colpire il nemico, e fargli male sul serio.
ma veramente ti è così difficile capire che esistono persone che sono disposti a tutto pur di seguire i valori di libertà e giustizia,che sono disposti a tutto pur di combattere il nemico e le ingiustizie,che la rabbia e l'odio accumulata nel tempo è più forte delle inutili comodità e piaceri che questo schifoso sistema ti concede?a chi è forte delle proprie idee e ha la coscienza a posto non gli importa niente di quello che ottiene,quando si entra in guerra non ci si preoccupa di perderla
No, lo capisco benissimo.
E mi sono familiari pure la rabbia e l'odio, se è per quello.
Senonché la guerra, sia in senso letterale che figurato, non è uno psicodramma che serve a sfogare le proprie frustrazioni: è qualcosa che si intraprende avendo obiettivi chiari e i mezzi per perseguirli, non fumosi discorsi sulla giustizia. Altrimenti non ha alcun senso, fai solo un favore al nemico.
La foto da esistenzialista consumato dall'angoscia, sul modello di quel fessacchiotto di Jean Paul Sartre, non aiuta.
Visualizzati 12 di 12 commenti approvati.
Primadellesabbie 28 febbraio 2023
Fin dall'inizio di questo articolo vien da pensare che il capitalismo, specialmente grazie alle multinazionali abbia realizzato pienamente l'anarchia.
"...per Engels lo scopo dichiarato dell’anarchia – e, cioè, non tanto la semplice sostituzione dell’amministrazione allo stato, quanto piuttosto l’identificazione di stato e amministrazione..."
Infatti sono amministrate dai manager-minister che si sono sostituiti ai proprietari-magister, sono l'anarchia secondo Engels, e ne sfruttano pienamente la libertà di azione.
Nelle multinazionali si è inoltre pienamente realizzato quanto voleva mostrare Hegel:
"...È quanto in un certo senso aveva fatto Hegel, mostrando nella sua famigerata dialettica che il servo finisce in ultimo col dominare il padrone. ..."
Infatti imponendo la loro volontà agli Stati le multinazionali riescono a far coincidere stato e amministrazione:
"...L’anarchia è, cioè, innanzitutto, la sconfessione radicale non tanto dello stato né semplicemente dell’amministrazione, quanto piuttosto della pretesa del potere di far coincidere stato e amministrazione nel governo degli uomini. ..."
Poi, a sorpresa e a conclusione, spunta un pensiero di anarchia vera:
"...È contro questa pretesa che l’anarchico si batte, in nome in ultima analisi di quell’ingovernabile, che è il punto di fuga di ogni comunità fra gli uomini."
Temo di non capire lo scopo di questo ragionamento, a meno che non si tratti di notificare che l'autore conosce sia Engels che Hegel.
LuxIgnis 28 febbraio 2023
Questa visione dell'anarchia è stata bene delineata nell'opera "il banchiere anarchico" di Fernando Pessoa.
Bertozzi 2 marzo 2023
Stranamente concordo su tutto e mi eviti un commento. In più non vedo perché citare Engels ed Hegel quando esistono opere ben più importanti sull'argomento; inoltre è evidente che il nostro poco ha capito di cosa pensava Hegel sulla dialettica servo padrone.
Primadellesabbie 2 marzo 2023
Noi abbiamo altri argomenti su cui scontrarci quando ce ne viene l'estro!