Giorgio Agamben: Moneta e memoria

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Giorgio Agamben

Di Giorgio Agamben, quodlibet.it

Moneta, il termine latino dal quale il nostro deriva, viene da moneo, «ricordare, pensare» ed era in origine la traduzione del greco Mnemosyne, che significa «memoria». Moneta divenne così a Roma il nome del tempio in cui si celebrava la dea memoria e si coniava la moneta. È a partire da questo nesso etimologico fra la moneta e la memoria che si dovrebbe guardare al riaccendersi oggi delle discussioni sull’abolizione della moneta unica europea e del recupero di ogni paese della propria moneta tradizionale.

Sotto l’urgente questione «monetaria» agisce una non meno urgente questione di memoria, cioè nulla di meno che la riscoperta della memoria propria di ciascuno dei paesi europei che, abdicando alla sovranità sulla propria moneta, hanno senza accorgersene in qualche modo abrogato anche il proprio patrimonio di ricordi.

Se la moneta è innanzitutto il luogo della memoria, se nella moneta, in quanto può pagare per tutto e stare al posto di tutto, ne va per il singolo e per la collettività del ricordo del passato e dei morti, non sorprende allora che nella rottura del rapporto fra passato e presente che definisce il nostro tempo emerga con inaggirabile urgenza il problema monetario.

Quando un illustre economista dichiara che il solo modo che la Francia (come forse ogni paese europeo) ha di uscire dalla sua crisi è di riacquistare l’autorità sulla propria moneta, egli sta in realtà suggerendo a quel paese di ritrovare il rapporto con la propria memoria.

La crisi della comunità europea e della sua moneta che è ormai alle porte è una crisi della memoria e la memoria – è bene non dimenticarlo – è per ogni paese un luogo eminentemente politico.

Non c’è politica senza memoria, ma una memoria europea è altrettanto inconsistente della sua moneta unica.

Di Giorgio Agamben, quodlibet.it

23.09.2025

Giorgio Agamben è un filosofo italiano. Ha scritto diverse opere che spaziano dall’estetica alla filosofia politica, dalla linguistica alla storia dei concetti, proponendo interpretazioni originali di categorie come forma di vita, homo sacer, stato di eccezione e biopolitica.

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-moneta-memoria

Commenti (6)

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    1. DrCaligari 1 ottobre 2025

      Dimenticavo: hanno toccato il cielo, Urano è nero. Hanno toccato il DNA, lo sono anche tutti gli altri.

    1. DrCaligari 30 settembre 2025

      La mancanza di memoria aleggia sempre se pensiamo che un termine come Comune possa derivare dallo slavo kam, pietra. E che Kamnita, pietrosa, sia comunità. Non sono strettamente un linguista ma io rifiuto di netto l'etimologia vulgata cum munus. Cioè con carica. Ma quindi scusate allora solo assessori e sindaci sarebbero cittadini del Comune? Poi è insieme vero che oggi siamo nell'oblio obnubilato più totale altro che qualche svista sui vocaboli slavi. Mi piacerebbe un parere di Agamben su questa mia etimologia proposta, ma so che è molto impegnato.

    2. Sic 30 settembre 2025

      La carica è quella che ti meriteresti per il sofismo coerentista ignobile che ti contraddistingue.

      Munus è responsabilità, impegno, ma nel donare. Nel munus papale mi torna indietro anche Pietro, cosa che a te invece sfugge. Poi sentiremo Agamben sulle tue propostone indecenti...

    3. Sic 30 settembre 2025

      Un articolo eccellente.

    4. DrCaligari 1 ottobre 2025

      Io non lascio mai, caro Sic. Io raddoppio. Pisa, la città, etimologia del tutto incerta. Slavo dico io, Pisa=ha scritto in Serbo. da pisati=scrivere. Pisano=scritto. E lo dico perché Pisa è la città che scrive, infatti negli ultimi brevi secoli si è distanziata di un altro chilometro e mezzo dal mare ma chissà in passato quando la calcarea era più fresca e abbondante quanto scrisse questa città. La breve parentesi della repubblica marinara: ci costruirono un porto, se lo mangiò la terra. Noi ci siamo mangiati tute le etimologie e le derivazioni slave invece. Sai perché? Hanno il senso della collettività loro, vedi il comunismo eccetera. Sono il nemico, il male da combattere. Ecco io dico di no invece.

    5. DrCaligari 1 ottobre 2025

      Leggi Rousseau il primo uomo che recintò un terreno e disse questo è mio... La proprietà privata caro Sic te ne chiami fuori però ce l'hai una casa, una macchina... Ne fai parte credimi ne fai parte.

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