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GEORGE SOROS E IL GOLPE PATRIOTTICO DELLA BUNDESBANK

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
blogs.telegraph.co.uk

George Soros ha dichiarato guerra aperta alla Bundesbank.
Nella sua ultima intervista a Le Monde ha detto che se fosse ancora un investitore attivo, oggi avrebbe “scommesso contro l’Euro”, almeno finché non avvenga un cambiamento nella leadership o nelle politiche europee.

“L’Euro minaccia di distruggere l’Unione Europea e, pur con le migliori intenzioni, i leader stanno conducendo l’Europa verso la distruzione attraverso l’imposizione di regole inappropriate.
L’introduzione dell’Euro ha portato alla divergenza invece che alla convergenza. I paesi più fragili dell’Eurozona hanno scoperto di essere in una situazione da Terzo Mondo, come se i loro debiti fossero in valuta straniera, con la conseguenza fatale di un reale rischio di default. Cercare di imporre loro il rispetto di regole che non funzionano rischia solo di peggiorare la situazione. È triste, ma le autorità politiche non lo comprendono.Mario Draghi ha varato misure straordinarie con la sua iniezione di mille miliardi di Euro di liquidità, per mezzo di prestiti triennali. Ma l’efficacia di quest’operazione è stata annullata dal contrattacco della Bundesbank.
Osservando la crescita del bilancio della BCE, la Bundesbank si è resa conto di rischiare gravi perdite nel caso di un’espansione di liquidità dell’Euro e si è quindi opposta a questa politica di LTRO [1]. Speriamo che questa non diventi una profezia auto-avverante.”

Queste dichiarazioni fanno seguito a un’intervista alla Süddeutsche Zeitung dello scorso venerdì, nella quale accusava i “burocrati della Bundesbank” di prepararsi a distruggere l’Euro, oltrepassando la loro autorità politica e istituzionale.

Il signor Soros ha una certa competenza in questo campo. Il suo via al lancio di un attacco speculativo – insieme ad altri – contro la Sterlina e la Lira nel settembre del 1992 arrivò dopo che il Presidente della Bundesbank Helmut Schlesinger aveva detto al giornale economico Handelsblatt che le due monete, secondo gli indici dell’ERM [2], erano sopravvalutate. Ci sarebbe dovuto essere un riallineamento.

Era un chiaro segnale che la Bundesbank non intendeva intervenire sui mercati per difendere i parametri ERM – come invece fece in seguito per la Francia. Il signor Soros aveva già venduto allo scoperto 1,5 miliardi di Sterline. Alzò enormemente la posta il mattino seguente. “Puntate alla giugulare,” disse al suo partner Stanley Druckenmiller.
La storia viene icasticamente raccontata dal nuovo libro di Sebastian Mallaby More Money than God: Hedge Funds and the Making of a New Elite.

Si potrebbe discutere della condotta della Bundesbak in quell’episodio. Tecnicamente, la banca non riuscì a mantenere i suoi impegni ERM. Ma non è questo il punto. Gli veniva chiesto di rispettare un accordo insostenibile.

Il Governo britannico aveva agganciato la Sterlina al Marco Tedesco tramite un misto di inettitudine e sfortuna proprio mentre i cicli economici dei due paesi divergevano alla grande – con la Germania che si surriscaldava, a fronte di un Regno Unito alle prese con un crollo immobiliare successivo al boom del Cancelliere Lawson. (Non era il tasso di cambio a essere sbagliato: era il tasso di interesse – distinzione cruciale). Le azioni della Bundesbank sono state una liberazione per la Gran Bretagna. Soros meriterebbe di essere fatto Sir per il suo contributo. E al Dr. Schlesinger dovrebbero assegnare un titolo nobiliare onorario.

La situazione attuale è più ambigua, e molto più pericolosa.

Jens Weidman, l’attuale presidente della Buba, mercoledì scorso ha rilasciato un’intervista alla Reuters talmente da “falco” da sconfinare nella caricatura. Sembra suggerire che la crisi in rapido peggioramento di Spagna e Italia non comporti per lui la minima responsabilità, e che non abbia nulla a che fare con la Bundesbank o la Banca Centrale Europea.

“Non dovremmo sempre parlare di fine del mondo se i tassi di interesse a lungo termine di un paese vanno temporaneamente oltre il 6%,” ha detto.

“Questo è anche uno sprone perché la dirigenza politica dei paesi in questione facciano quello che devono [do their homework] e riconquistino la fiducia dei mercati continuando sul sentiero delle riforme.”

Questa l’abbiamo già sentita. Weidmann fece commenti simili l’anno scorso quando i mercati dei titoli spagnoli e italiani entrarono in crisi. In quell’occasione Mario Draghi riuscì a rimediare, lanciando il suo LTRO all’attacco per prevenire l’imminente collasso del sistema bancario del Club Med [3] – o una “molto, molto grave stretta del credito”, secondo le sue parole – che garantì quattro o cinque mesi di calma.

Il signor Weidmann ora ci dice che le operazioni di acquisto di titoli da parte della BCE hanno raggiunto il loro “limite”, e che non fa parte delle funzioni della banca centrale quella di “garantire un particolare livello di tasso di interesse per un paese in particolare.”

Francamente, credo si tratti di panzane ideologiche che hanno superato da parecchio la data di scadenza, cosa che vale anche per le strutture decisionali del mondo intero, dal FMI alla Fed alle autorità cinesi. I vuoti formalismi e i sofismi accademici non possono più affrontare il problema, nello stadio avanzato di una crisi sistemica di cui la Germania è, ed è sempre stata, uno dei protagonisti.

(Sì, c’è anche in corso una partita a poker: i discorsi da duro dovrebbero servire a tenere Spagna e Italia sulla graticola. Ma una strategia del genere da per scontato che per la Spagna sia possibile realizzare quella specie di terapia fiscale d’urto ordinatale dall’UE – sotto l’attuale dirigenza politica – con un tasso di disoccupazione già al 23% e prestiti bancari che non rientrano arrivati all’8,2% e in rapida ascesa)

Non mi è chiaro quali siano gli obbiettivi del signor Weidmann, a meno che la sua intenzione sia quella di arrivare il prima possibile a una crisi drammatica e definitiva.

La Bundesbank è attualmente sotto di 616 miliardi di Euro in crediti Target2 [4] nei confronti del resto del sistema BCE (essenzialmente trasferimenti alle banche centrali di Irlanda e del Club Med per scongiurare la fuga di capitali) con un balzo di 68 miliardi in un solo mese.

Se l’Unione Monetaria regge, questi crediti sono solo un dettaglio contabile. Qualsiasi perdita verrebbe suddivisa all’interno della famiglia delle banche centrali, tanto che si potrebbe gestire perfino una fuoriuscita della Grecia.

Ma se la Germania abbandona, quei crediti sarebbero difficili da esigere, o addirittura inesigibili. I contribuenti tedeschi dovrebbero affrontare perdite ingenti. Ergo, più si va avanti così, più a lungo lo squilibrio nel Target2 aumenterà e sempre più difficile sarà per la Germania districarsi fuori dall’Euro.

Come mi ha detto un banchiere tedesco, il Target2 è la catena al collo della Germania. Controlla il rubinetto dei liquidi.

Quindi, se gli integralisti monetaristi della Bundesbank desiderano davvero spingere verso un dato risultato, devono agire molto in fretta o la porta gli si chiuderà in faccia definitivamente.

Non c’è da meravigliarsi se il signor Soros segue da vicino le dichiarazioni del signor Weidmann.

C’è chi sospetta che la Bundesbank sia impegnata in una specie di golpe/resistenza patriottica. Su questo sospendo il mio giudizio, ma se le cose stanno così si tratterebbe di una situazione oltremodo bizzarra.

Chi sta governando la Germania? Il Cancelliere che dovrebbe occuparsi della politica estera e del destino strategico del paese, rispondendone solo al Bundestag?

O per caso la Bundesbank risponde a quello che che viene ritenuto un potere superiore – la costituzione tedesca e la Legge Fondamentale [5] – invocando la superiorità della Corte Costituzionale rispetto all’invasività dei trattati UE (che in definitiva godono di uno status legislativo inferiore, o addirittura nessuno status giuridico finché restano semplici trattati)?

In questo caso, chi è il legittimo difensore della Germania in quanto nazione sovrana, fondata sulla Legge Fondamentale?

È uno spettacolo interessante. Si potrebbe di certo ipotizzare che il signor Weidmann agisca come ultimo baluardo dello stato nazione tedesco, che egli in effetti sostenga il tipo di amministrazione postbellica che per la Germania è stata fonte di democrazia e libertà per mezzo secolo. Egli ha perfettamente ragione a temere che i meccanismi dell’Unione Monetaria Europea possano sovvertire il sistema di governo della Germania.

Ma è anche chiaro che il suo atteggiamento minaccia di far scoppiare una bomba atomica. Può la Cancelliera Merkel permettere alla Bundesbank di fare questo all’Unione Monetaria? O è lei che sta oltrepassando i limiti costituzionali, tradendo la democrazia tedesca?

Domanda difficile. I lettori tedeschi sono più qualificati di me, a rispondere.

Ho il sospetto che la situazione reale dell’Eurozona abbia raggiunto un punto che lascia spazio a due sole possibili scelte:

1) L’effettiva fusione [folding together] degli stati dell’Eurozona, gestione unitaria del debito, bilanci condivisi, tassazione comune e unione fiscale.

In altre parole, gli stati nazione devono abolire se stessi (lasciando in piedi solo il guscio), e la Germania deve cessare di esistere in ogni forma sostanziale. Questa è sempre stata la logica implicita dell’Unione Monetaria Europea. Si sta avvicinando il momento in cui si dovrà prendere una decisione.

2) Il sistema salta in aria. Dal punto di vista della Germania, il Target2 significa che se bisogna compiere il misfatto “allora sarebbe bene che fosse fatto presto” [6]. Probabilmente molto presto.

Tutto il resto è aria fritta e pio desiderio. Mettendo da parte la cortina di retorica un po’ confusa, il signor Weidmann sembra comprendere perfettamente questo punto fondamentale. Cosa dovremmo fare, tifare per lui o averne paura?

Ambrose Evans-Pritchard
Fonte: http://blogs.telegraph.co.uk
Link: http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100016361/george-soros-and-the-bundesbanks-patriotic-putsch/
19.04.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DOMENICO D’AMICO

NOTE DEL TRADUTTORE

[1] LTRO (Long Term Refinancing Operation). Operazione di rifinanziamento a lungo termine che consiste nel concedere prestiti alle banche a un tasso molto basso (in questo caso 1%), in modo da facilitare (in teoria) l’immissione di liquidi nell’economia “reale”. [ MilanoFinanza ] [2] “Gli accordi europei di cambio (AEC o ERM, acronimo di Exchange Rate Mechanism), noti anche come meccanismo di cambio europeo (MCE), sono i componenti di un sistema introdotto nell’Unione Europea durante il 1979, appartenenti al Sistema Monetario Europeo (SME). Il loro fine era la riduzione della variabilità del tasso di cambio tra le valute dell’Unione Europea per raggiungere la stabilità monetaria.” [ Wikipedia] Il problema sorgeva quando, come nel caso della Sterlina e della Lira, il limite di oscillazione stabilito dall’ERM non corrispondeva all’effettiva quotazione della moneta in questione. In un contesto del genere, sapendo che gli investitori (non avendo più fiducia in una moneta) stanno per vendere, basta prendere in prestito una somma in quella valuta, metterla sul mercato e, una volta che il suo valore sia sceso, pagare il prestito (che sarà inferiore a quello originale), intascandosi la differenza.
In seguito a quello che venne chiamato il Mercoledì Nero l’Inghilterra si ritirò dall’ERM, mentre l’Italia vi rimase (ma i parametri di oscillazione vennero allentati di molto). In soldoni, una ricerca di “stabilità” che prepara il terreno alle speculazioni più distruttive.

[3] Club Med (nota ormai fissa nella traduzione dei pezzi di Pritchard): appellativo sarcastico riservato ai cosiddetti paesi PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna), ma escludendo l’Irlanda, che secondo la vulgata neoclassica sono i paesi a rischio economico per via dell’alto deficit pubblico, la scarsa competitività, l’eccessiva e inefficiente spesa pubblica, ecc. [ LaVoce.info] [4] Il Target2 è un RTGS (Acr. di: Real Time Gross Settlement system (in it.: sistema di regolamento lordo in tempo reale). Sistema di regolamento in cui le istruzioni di trasferimento di fondi e il regolamento finale avvengono per ogni singola transazione (ossia senza compensazione) in tempo reale nello stesso giorno di input. – Bankpedia) che facendo passare le transazioni finanziarie in are Euro attraverso le banche centrali tende a consolidare la fiducia nell’istituzione valutaria. Durante l’attuale crisi, il sistema Target2 è servito anche per riequilibrare gli scompensi valutari tra i vari paesi dell’Eurozona.

[5] In realtà “costituzione tedesca” e “Legge Fondamentale” sono
sinonimi.

[6] Citazione dal Macbeth (atto I, Scena VII), riguardo al regicidio che il protagonista sta progettando.

Pubblicato da Davide

  • xcalibur

    “George Soros ha dichiarato guerra aperta alla Bundesbank.”
    Giusto per capire chi comanda veramente in Europa….
    L’ LTRO del fido Draghi poi, al pari dei QE della FED, servono
    solo a creare carta straccia che si chiamino euro o dollari…
    Soros vuole gli Eurobonds ma certo sara’ dura farli digerire alla
    Bundesbank e al popolo tedesco…

  • pehuenco

    da parte di george soros è solo tutta invidia, di chi ha fatto meglio di lui..

  • Tanita

    Siamo pragmatici, è vero. Ma chiamare “spettacolo interessante” questo sfacelo è un po’ troppo.
    Fare gli Stati Uniti d’Europa… Lo vedo straordinariamente improbabile.

  • ws

    “schiavi uniti di europa” e’ piu’ probabile.

  • Affus

    per questo Hitler voleva eliminare gli ebrei, capiva che avrebbero fatto concorrenza alla germania .

  • flucekk76

    credo che lo scopo finale dell’unione monetaria sia stato propio quello di raggiungere questo punto: la distruzione degli stati nazione europei ed in particolare quello tedesco