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GEORGE SOROS E’ EFFETTIVAMENTE IN GRADO DI PROVOCARE IL CROLLO DELL’EURO ?

FONTE: RT

Trascrizione dell’intervista di Webster Tarpley a RT (RussiaToday)

“Io ritengo che ci siano decisive e circostanziate prove che spingerebbero qualunque giornalista investigativo ad approfondire. Si tratta di un tentativo mirato a creare una crisi in grado di condurre ad un nuovo sistema monetario mondiale. Si tratta dell’utilizzo di armi economiche allo scopo di difendere il dollaro, contemporaneamente attaccando la Grecia, e tramite la Grecia attaccare l’euro. La questione che è stata rivelata nel corso degli ultimi paio di giorni
dal Wall Street Journal è che vi è stata una cena segreta in un appartamento di Manhattan, in data 8 febbraio, alla quale erano presenti, un gruppo di Hedge fund predatori, e questi sociopatici, mentre cenavano a base di filet migon, pianificavano un attacco sui titoli di stato greci e sull’euro utilizzando leverage rates di 20. a 1. E chi erano i presenti ? Monness, Crespi & Hut, una banca d’investimento stile “boutique”, SAC Capital Advisors, Brigade Capital e soprattutto Soros Fund Management.

Per la verità George Soros, si era già impegnato a preparare il terreno sostenendo di ritenere che l’Euro fosse soggetto al rischio di crollare e di cadere a pezzi. L’idea era realizzare un attacco speculativo ai danni dell’Euro in maniera da alleviare la pressione speculativa sul dollaro. E naturalmente la Grecia rappresenterebbe il punto debole. Loro hanno sostenuto che – insomma il consenso a questo tavolo mentre si cenava a base di filet mignon – era che qualunque fosse stata la conclusione della crisi debitoria della Grecia, quest’ultima si sarebbe dimostrata comunque estremamente negativa per l’euro e quindi pare abbiano continua dicendo, questo è almeno il resoconto del WSJ, che non appena saltata la Grecia, quello sarebbe stato solo il primo pezzo del domino a cadere, a seguire sarebbe toccato a Spagna, Portogallo, Italia, Irlanda e naturalmente California, Gran Bretagna e infine Stati Uniti, e uno di questi personaggi, quello di Brigade Capital, avrebbe detto: la Grecia rappresenterà il fattore chiave del contagio che finirà con l’infettare tuti i debiti sovrani del mondo. Quindi stiamo parlando di debiti pubblici nazionali quelli dello Stato, quelli a livello locale, provinciale, di tutti gli Stati nazionali.

Quindi, in pratica ci stiamo avvicinando a questa situazione in cui, o si accetterà di permettere
Che gli hedge fund e le banche “zombie” conducano i Governi nazionali alla bancarotta, o i Governi si decideranno finalmente a liquidare questi hedge fund proteggendo così se stessi. Tuttavia questa sarebbe solo una di un paio di associazioni a delinquere a cui in realtà il WSJ ha fatto riferimento.
Un’altra è quella legata a Paulson & Company. Si tratta comunque di un altro Paulson, non si tratta dello stesso Paulson ed a Globeop Financial Services, accompagnata da un bel gruppoo di banche “zombie”, tutte sopravvissute grazie al denaro dei contribuenti americani. Stiamo parnado di Goldman Sachs – come potevano mancare – Bank of Ameerica /Merrill Lynch, e Barclays Bank – ricordiamoci che sono state salvate dagli Stati Uniti tramite il pagamento dei derivati AIG.
Quindi, numerosi di questi personaggi erano lì per fare soldi ma c’era anche un proposito politico, ovvero mascherare la debolezza del dollaro. Il dollaro ha raggiunto il suo livello minimo nella prima settimana di Dicembre dopo essere precipitato per tutto l’autunno fino a 1.50, 1.51 sull’euro.
Da allora in avanti è stato l’euro a precipitare, quindi si tratta di un’operazione a supporto del dollaro.

Ora l’Economist di Londra, il WSJ, il Financial Times si sono impegnati a lungo prendendo in giro i Greci ed il Primo Ministro Zapatero, della Spagna, che avevano parlato di cospirazione speculativa internazionale. Gli hanno detto in effetti: ma cosa state dicendo, siete paranoici, è una teoria della cospirazione. E tuttavia, è esattamente quello che abbiamo di fronte, ciò che abbiamo davanti agli occhi, in pratica ed io credo che sulla base della normativa anti-trust vigente in USA, questa sarebbe esattamente la definizione di una cospirazione criminale finanziaria in violazione
Della normativa sulla correttezza degli scambi, e se tale condotta fosse stata tenuta sul mercato dei titoli negli Stati Uniti, sarebbe stata certamente definita come un “Pool” e dichiarata illegale.

Quindi, io credo sia chiaro che quello di cui la Grecia ha bisogno non siano certo misure di austerità.
Avrebbero bisogno di dichiarare illegali una serie di elementi ovvero dichiarare illegali i derivati, hanno necessità di dichiarare illegali i Credit Default Swaps, di misure come quella promossa dal CEO dell’ELF, appunto in tale Paese, per favorire l’applicazione di una Tobin Tax, ovvero di una tassa dell’1% sui derivati e su altre forme di speculazione finanziaria.

E naturalmente, in Paesi in cui esistono magistrati indipendenti come in Spagna e in Italia
probabilmente ad alcuni interesserà analizzare tutto questo. L’altra questione ovviamente., è porre attenzione a questo attacco speculativo per tenere sotto controllo questi speculatori e magari
fissare sanzioni per le attività che stanno conducendo.”

6.03.2010

Pubblicato da Davide

  • Tao

    E’ risaputo che i cosiddetti fondamentali dell’economia italiana, di quella europea e mondiale sono notevolmente peggiorati a causa della crisi sistemica globale. Per rimettere in moto l’economia e l’occupazione ci vorranno nuove energie, nuove visioni strategiche e tempi lunghi. Però non esiste alcuna ragione o giustificazione per aspettare bordate speculative contro l’Italia e l’Europa senza prendere da subito indispensabili ed efficaci contromisure.

    Anzitutto si riconosca che oltre alla Grecia, alla Spagna, al Portogallo e all’Irlanda anche il nostro paese è entrato nel mirino della grande speculazione.

    All’inizio di febbraio a New York si è tenuto un “pranzo di lavoro” esclusivo dei manager dei più grandi hedge fund internazionali, a cominciare dal Soros Fund Management, lo stesso che guidò l’attacco contro la lira e le altre monete europee nel 1992.

    Costoro hanno scommesso che entro la fine del 2010 si arriverà ad una parità tra euro e dollaro.

    Uno degli strumenti per garantire che questa scommessa si avveri, portando loro ovviamente grandi profitti a spese delle economie nazionali, è l’utilizzo di derivati, in particolar dei credit default sawps (cds), che scommettono sul ribasso dell’euro.

    Si ricordi che persino Warren Buffet, il noto finanziere d’assalto americano, definì i cds “armi finanziarie di distruzione di massa”! Infatti questi fondi, usando l’effetto della leva finanziaria, manovrano derivati per venti-trenta volte il valore del contratto iniziale

    Alcuni già paragonano il caso della Grecia alla banca americana Bear Stearns, la prima a crollare nel 2008, e quello del Portogallo alla Lehman Brothers che navigò a vista per mesi prima di fallire e innescare la crisi finanziaria globale.

    Si stima che i derivati contro l’euro siano già una grossa parte dei 3 trilioni di dollari contrattati ogni giorno sul mercato monetario globale.

    Dall’inizio di gennaio il prezzo dei cds per la Grecia è raddoppiato. Anche gli swaps sul debito sovrano dell’Italia sono aumentati, passando da 80 a 120 punti base, secondo i dati forniti da Bloomberg. Ciò significa che, per assicurare 10 milioni di dollari di debito pubblico italiano per 5 anni contro il rischio di fallimento, occorre pagare 120.000 dollari annui di “assicurazione”. Per lo stesso ammontare di debito pubblico greco il costo è di 340.000 dollari.

    Certamente nella scala del rischio l’Italia viene dopo la Grecia, che oltre a un debito pubblico di 125% del Pil, di poco superiore a quello italiano, ha anche un deficit del 13% del Pil. Anche la Spagna corre gravi rischi perché, sebbene abbia un debito pubblico di 67% del Pil, che sommato a quello privato arriva però a 4,9 trilioni di dollari cioè a 342% del Pil, ha anche un deficit dell’11,4%, una disoccupazione del 20% e una gigantesca bolla immobiliare con 1, 3 milioni di case invendute.

    Ma non è da sottovalutare il fatto che il Prof. Robert Mundell, premio Nobel per l’economia nel 1999, studioso della moneta unica europea, abbia di recente affermato che “l’Italia è ad alto rischio. Essa è la minaccia più grande per l’economia dei 16 paesi della zona dell’Euro”.

    I cds in circolazione a livello internazionale sono oltre 36 trilioni di dollari (stima di fine giugno 2009). Tutti derivati OTC e quindi fuori bilancio.

    I grandi operatori sono naturalmente le solite 4 grandi banche americane, JP Morgan, Bank of America, City Bank e Goldman Sachs con l’aggiunta della Deutsche Bank tedesca e della Barclays inglese. Poi vi sono gli hedge fund internazionali.

    Si calcola che soltanto il 5% di queste operazioni rappresenti coperture di credito per effettivi valori sottostanti. Tutto il resto è meramente virtuale e speculativo.

    Urge che si imponga una semplice regola che limiti queste operazioni solo alla copertura di situazioni vere e provate.

    Sembra che nei prossimi giorni il governo tedesco intenda affrontare questo problema. Sarebbe opportuno che dalla pura analisi si passasse in sede europea a iniziative concrete per garantire il futuro dell’Europa e dell’euro.

    Altrimenti, paradossalmente, le banche con le loro speculazioni puniranno gli Stati per non averle sottoposto alle regole

    Mario Lettieri (sottosegretario all’Economia nel governo Prodi) e Paolo Raimondi (economista)
    7.03.2010

  • vic

    Rigraziamo il rompighiaccio russo per averci preso a bordo e averci sbarcato sulla banchisa. Entriamo con prudenza, un po’ impacciati per via delle dieci paia di indumenti che indossiamo, nel piu’ noto centro finanziario artico: la Northern Bear S.

    V: Salve signor Bear. Come va’?
    Bear: Salve amico, bene, osservi i grafici.
    V: Ma vanno in giu’, indicano un freddo della malora!
    Bear: Per noi giu’ vuol dire su’!
    V: E’ dura da capire, mi spieghi un po’.
    Bear (mi mostra un contratto scritto in lettere nanometriche): Qui e’ tutto spiegato.
    V: Non ho la vista cosi’ acuta per capire ogni dettaglio molecolare.
    Bear: E’ un contratto swap, suvvia!
    V: Ah, be’.
    Bear: Si chiama CAZS: Contratto Artico Zero Swap.
    V: E come funziona?
    Bear: Semplice, si prende il grafico e lo si gira comodamente attorno alla linea dello zero.
    V: Embe’?
    Bear: La parte complicata della scommessa, ops ho detto scommessa?
    V: Si’ scommessa. Voleva dire commessa forse?
    Bear: Sottigliezze.
    V: Non ho capito il senso della cosa, va’ bene dire cosa?
    Bear (ride come ridono gli orsi polari): Si’ certo cosa, la cosa, ben detto.
    V: Mi spieghi il lato complicato della cosa.
    Bear (inspira profondamente): Siamo in stretto contatto con quelli dell’IPCC.
    V: Quelli del clima e del CO2?
    Bear: Lavoriamo bene con loro, sono tipi glaciali. Proferiscono cavolate con vero stile artico. Cosi’ li abbiamo avvicinati per lo swap.
    V: C’est-a’-dire?
    Bear: Noi garantiamo il CAZS se loro si impegnano a legarlo al CO2.
    V: O madonnasanta, come groviglio e’ proprio molto ingrovigliato il vostro CAZS legato ad un’ipotesi del cazz. Ops m’e’ scappatata, sara’ il gelo! Mi scusi.
    Bear: Stiamo per proporlo agli Islandesi. Se proteggono il loro debito con un comodo CAZS forse ne usciranno indenni.
    V: Dice?
    Bear: Chi non vuole trasformare il proprio debito in un iceberg? Noi offriamo questa comoda possibilita’. Quelli dell’IPCC fanno da garanti.
    V: Garantiscono lo scioglimento del debito, volevo dire dell’iceberg, ho capito bene?
    Bear (sta per darmi la solita pacca, ma con un balzo al rallentatore la evito, non si sa mai): Bravo, il CO2 sciogliera’ tutto il ghiaccio, lo dicono tutti i tiggi’.
    V: Per quello mi preoccupo, non sara’ una bufala?
    Bear: Se vuole le propongo uno swap sul CAZS.
    V: Io invece mi propongo di spostarmi verso casina, con un comodo swap tra grande e piccolo freddo. Grazie di tutte le informazioni sul CAZS, signor Bear.
    Bear: Prego, non c’e’ di che.

    Intanto gli Islandesi con votazione bulgara hanno respinto le proposte Anglo-Olandesi: swap nordico

  • AlbaKan

    Credo poco al fatto che qualche membro di “questa ” Europa alzi la testa e faccia qualcosa, magari nella speranza che venga seguito da altri…
    E’ stato tutto studiato a tavolino, la crisi finanziaria come quella del debito, quello che dice Tarpley è solo un piccolo tassello di tutto questo e ovviamente possiamo crederci, visto che le sue “ipotesi” sulla politica estera di Obama si sono rivelate esatte al millesimo.
    Teneteci aggiornati sulle iniziative del governo tedesco…se ci saranno…

  • paolodegregorio

    I nostri amici e fedeli alleati, gli anglo-americani, tramite le loro più potenti banche d’affari, stanno spingendo i loro investitori a piazzare scommesse al ribasso contro la moneta europea.
    La principale di queste banche, la Goldman Sachs, fondata da un ebreo tedesco, specializzata in trame internazionali, consulente di molti governi nel mondo (ha avuto come collaboratori Prodi, Draghi, Gianni Letta, Monti, Tononi), finanziatrice con 994.000 dollari della campagna elettorale di Obama, sostenuta da soldi pubblici, intrecciata profondamente con la politica con suoi ex funzionari diventati segretari del Tesoro americano (Robert Rubin e Hank Paulson), così come l’attuale presidente della FED è un uomo della banca, e con Larry Summers (attuale direttore del consiglio economico di Obama) collaboratore della Goldman.
    Come si capisce, non solo la maggiore banca d’affari americana, ma una multinazionale intrecciata profondamente con la politica.

    La manovra, partita nel 2000 su richiesta di quei “volpini” del governo greco, consistette nell’organizzare una operazione di maniquillage sui conti dello Stato ellenico, che non aveva i conti a posto per entrare in Europa, accompagnata da un finanziamento di un miliardo di dollari da restituire con i profitti derivanti dalla gestione di aeroporti, ferrovie, autostrade, lotterie, che ha portato in poco tempo la Grecia alla attuale situazione di inadempienza e crisi.
    La banca sembra avere la stessa strategia dell’anglofono FMI che, in cambio di prestiti, pretende il controllo e la privatizzazione di interi settori pubblici, portando intere nazioni (vedi Argentina) alla soglia della bancarotta.
    Ma sul caso della Grecia (che ingenuamente si è messa in mano a questi mascalzoni professionali),sembra una operazione di più largo respiro, in quanto appoggiata da una subdola e mai ammessa strategia politica anglo-americana che vede nell’Euro e nella Europa Unita un mortale concorrente, da mettere in crisi ad ogni costo.

    L’Europa sembra non voler comprendere che questa guerra finanziaria mira alla disgregazione della UE e all’indebolimento dell’Euro. Ottusamente non aiuta la Grecia, e fa come lo struzzo per non prendere l’unica decisione giusta: quella di espellere il Regno Unito dalla UE, e la fine di ogni collaborazione con il Patto Atlantico e la Nato.
    Avere alleati con cui condividere il peso di avventure tipo Iraq e Afghanistan che, come ricompensa ti dichiarano una guerra finanziaria che punta ad accentuare la crisi economica, dopo averci rifilato in passato mostruosità finanziarie tipo “derivati, subprime, hedge fund”, e ora l’offensiva delle scommesse contro la moneta europea, non sembra veramente più sostenibilie e il blocco degli interessi della triade USA-Regno Unito-Israele viene fuori come un intreccio strettissimo tra politica globale e potenza finanziaria che mira a disgregare l’Europa.

    Quasi tutti pensano che questi sono i nostri migliori amici. Ditemi voi se una persona sana di mente può considerare amica questa triade del male, che vuole continuare a dominare il mondo con le manovre speculative in modo cinico e feroce oppure con gli eserciti, che rimane in Europa con centinaia di basi militari che non sono per difenderci ma per occuparci e mantenerci subalterni.
    Vorrei ricordare ai più distratti che fino a pochi giorni fa si parlava del guerrafondaio Blair, inglese, quale candidato alla presidenza della UE!!

  • paolodegregorio

    I nostri amici e fedeli alleati, gli anglo-americani, tramite le loro più potenti banche d’affari, stanno spingendo i loro investitori a piazzare scommesse al ribasso contro la moneta europea.
    La principale di queste banche, la Goldman Sachs, fondata da un ebreo tedesco, specializzata in trame internazionali, consulente di molti governi nel mondo (ha avuto come collaboratori Prodi, Draghi, Gianni Letta, Monti, Tononi), finanziatrice con 994.000 dollari della campagna elettorale di Obama, sostenuta da soldi pubblici, intrecciata profondamente con la politica con suoi ex funzionari diventati segretari del Tesoro americano (Robert Rubin e Hank Paulson), così come l’attuale presidente della FED è un uomo della banca, e con Larry Summers (attuale direttore del consiglio economico di Obama) collaboratore della Goldman.
    Come si capisce, non solo la maggiore banca d’affari americana, ma una multinazionale intrecciata profondamente con la politica.

    La manovra, partita nel 2000 su richiesta di quei “volpini” del governo greco, consistette nell’organizzare una operazione di maniquillage sui conti dello Stato ellenico, che non aveva i conti a posto per entrare in Europa, accompagnata da un finanziamento di un miliardo di dollari da restituire con i profitti derivanti dalla gestione di aeroporti, ferrovie, autostrade, lotterie, che ha portato in poco tempo la Grecia alla attuale situazione di inadempienza e crisi.
    La banca sembra avere la stessa strategia dell’anglofono FMI che, in cambio di prestiti, pretende il controllo e la privatizzazione di interi settori pubblici, portando intere nazioni (vedi Argentina) alla soglia della bancarotta.
    Ma sul caso della Grecia (che ingenuamente si è messa in mano a questi mascalzoni professionali),sembra una operazione di più largo respiro, in quanto appoggiata da una subdola e mai ammessa strategia politica anglo-americana che vede nell’Euro e nella Europa Unita un mortale concorrente, da mettere in crisi ad ogni costo.

    L’Europa sembra non voler comprendere che questa guerra finanziaria mira alla disgregazione della UE e all’indebolimento dell’Euro. Ottusamente non aiuta la Grecia, e fa come lo struzzo per non prendere l’unica decisione giusta: quella di espellere il Regno Unito dalla UE, e la fine di ogni collaborazione con il Patto Atlantico e la Nato.
    Avere alleati con cui condividere il peso di avventure tipo Iraq e Afghanistan che, come ricompensa ti dichiarano una guerra finanziaria che punta ad accentuare la crisi economica, dopo averci rifilato in passato mostruosità finanziarie tipo “derivati, subprime, hedge fund”, e ora l’offensiva delle scommesse contro la moneta europea, non sembra veramente più sostenibilie e il blocco degli interessi della triade USA-Regno Unito-Israele viene fuori come un intreccio strettissimo tra politica globale e potenza finanziaria che mira a disgregare l’Europa.
    Quasi tutti pensano che questi sono i nostri migliori amici. Ditemi voi se una persona sana di mente può considerare amica questa triade del male, che vuole continuare a dominare il mondo con le manovre speculative in modo cinico e feroce oppure con gli eserciti, che rimane in Europa con centinaia di basi militari che non sono per difenderci ma per occuparci e mantenerci subalterni.
    Vorrei ricordare ai più distratti che fino a pochi giorni fa si parlava del guerrafondaio Blair, inglese, quale candidato alla presidenza della UE!!

  • enricotorielli

    Soros è una minaccia alle nazioni in cerca di libertà!

  • backtime

    animali come soros hanno come unico riconoscimento fisico essere “merde” non vergognarti a chiamarli per nome, da merde vivono e da merde muoiono e da ebrei si qualificano.

  • amensa

    sono perfettamente d’accordo che i CDS siano , come diceva proprio Soros, delle “armi economiche di distruzione di massa”
    ma basterebbe che venissero legati al possesso effettivo del titolo sottostante, ma….
    io credo che il gioco sia leggermente diverso, da quello prospettato da Davide.
    mi permetto di ripubblicare uno scritto già postato, anche se la premessa serve a chi non abbia confidenza con certi termini economici.
    Quel che ancora nessuno ci ha detto sui CDS
    I Credit Default Swap, sono a tutti gli effetti dei contratti di assicurazione.
    Con essi si assicurano titoli di credito, contro l’eventualità che non vengano rimborsati in toto o in parte.
    Tali contratti sono privati, ovvero non regolamentati, tra un contraente e un “assicuratore”.
    La caratteristica peculiare è che NON occorre possedere il titolo per stipulare questi contratti.
    Questo fatto rende i CDS dei contratti estremamente anomali, in quanto tendenti a favorire l’evento contro il quale sono stati stipulati.
    Inoltre slega la quantità dei titoli assicurati, dal numero di contratti che si possono stipulare su di essi.
    Faccio un esempio pratico e banale.
    Se io potessi assicurare la casa del mio vicino contro gli incendi, il mio interesse sarebbe proprio che tale casa andasse a fuoco. Io incasserei il premio mentre il danno ce l’avrebbe il mio vicino.
    Se poi ad assicurare la casa del mio vicino fossimo stati in 10, tutti e 10 avremmo interesse a che la sua casa vada a fuoco.
    E fin qui è tutto quanto finora è stato detto a proposito dei CDS.
    Quanto dirò in seguito, è solo una mia intuizione, non ho prove in merito, ma come diceva Andreotti :”a pensar male si commette peccato , ma ci si azzecca quasi sempre”.
    Il mio pensiero è stavolta andato all’assicuratore.
    Chi è quel pazzo che accetterebbe di stipulare dei contratti contro l’incendio della casa del mio vicino, sapendo che siamo una banda di piromani, abbiamo diverse taniche di benzina, fiammiferi, e nessuno scrupolo ?
    Solo un pazzo accetterebbe , metti, 10.000 euro da ciascuno di noi per assicurare la casa del vicino che ne vale 300.000.
    Dovrebbe pensare che, se con ogni probabilità la casa andasse a fuoco lui dovrebbe pagare 300.000×10.
    Ecco allora con ogni probabilità come funziona la truffa.
    Io mi sono accordato con l’assicuratore, garantendogli che , pur potendolo fare, non incendierò la casa.
    Poi spargo la voce in giro che ho stipulato i CDS su tale casa. Il vicino, i suoi parenti e amici correrebbero ad assicurare anch’essi la sua casa, facendo così salire il valore del contratto da 10.000 a 50.000, sapendo benissimo che io sono un piromane e ho tutto l’interesse a che la casa vada a fuoco.
    Io a quel punto vendo i miei contratti e incasso 50.000×10 a fronte di contratti pagati 10.000×10.
    A quel punto NON appicco il fuoco alla casa.
    L’assicuratore ha incassato i contratti e non deve pagare i premi, io ho rivenduto i miei contratti lucrandoci 40.000 € su ognuno.
    Ma chi ci rimette ?
    I polli che , presi dal panico sono corsi ad assicurare la casa, che hanno pagato i contratti, ma non incasseranno mai i premi, però saranno felici e contenti che la casa non è andata a fuoco !
    Ora al posto mio (piromane) metteteci un Soros , al posto della casa mettete il debito sovrano greco , o i prossimi venturi che verranno presi di mira, ed avrete un quadro perfettamente logico di quanto accade.
    Ah… un particolare. Il caso Lehman seguito dal disastro AIG, è invece l’esempio di uno di questi schemi andati male.
    Probabilmente un diavoletto ci ha messo lo zampino, ed il default l’ha causato davvero……

    ed il diavoletto in quel caso era Jp morgan, un certo “nemico” di goldman .

  • amensa

    non sono d’accordo.
    Soros è come gli sciacalli.
    i veri e primi responsabili dei disastri economici sono quei governi che indebitano i loro stati a livelli difficilmente sostenibili.
    è a quel punto che arrivano gli sciacalli.
    ma se i governi avessero il coraggio di spendere SOLO quanto incassano, e se l’incasso non fosse sufficiente da dover ricorrere al debito, cercassero di ripagare il debito il più velocemente possibile, gli sciacalli non avrebbero carogne da mordere.
    una persona che si indebita, e continua ad indebitarsi sempre più, per non riconoscere la necessità di “fare il passo lungo come la gamba”, prima o poi finisce in mano agli usurai, ed oltre alla libertà ci rimette sovente molto di più.
    ma gli usurai non ci sarebbero se non ci fossero gli scialaquatori.
    e non c’è nessuno più scialaquatore di un governante che pensi dinon essere rieletto. spenderà e spanderà, per creare il rimpoianto “dei bei tempi” e lascerà òle rogne da risolvere al successore.

  • amensa

    ps. lo schema prospettato è una tassa sulla paura. lo speculatore ci guadagna, l’assicuratore ci guadagna, i possessori dei titoli CREDONO di essersi protetti dal rischio default, ma in effetti , assicurandosi, hanno pagato la “tassa sulla paura”.
    contenti loro …..

  • osva

    Ho visto il TG croato: in islanda ha vinto il referendum che manda a cagare tutti!!! Gli Islandesi non hanno nessuna intenzione di pagare di tasca loro il debito “pubblico”, vittoria col 97%!!! Naturalmente nei nostri TG neanche una parola. Abbiamo l’esempio, adesso facciamolo tutti. Dichiariamo tutti fallimento. Che possono fare i paesi “ricchi”, i no PIIGS? Invaderci?

  • BlackWarrior

    Quindi il problema è l’esistenza stessa dei governi, ovvero lo “stato” come è concepito attualmente.

  • Earth

    Nah, hai sbagliato in pieno. Il problema sono le lobby, leva qualsiasi finanziamento ai partiti in modo diretto dalle societa’ e hai risolto il problema, poi rimangono le bustarelle, ma fin quando si puo’ farlo legalmente… Come si dice, l’occasione fa’ l’uomo ladro, io dubiterei di me stesso se diventassi un pezzo grosso, come si fa a puntare addosso il dito agli altri senza esserci passati? Le persone hanno dei comportamenti differenti in dipendenza alle regole di base.

    Poi se vogliamo addentrarci e raffinare la risposta, la colpa e’ del sistema capitalistico.

  • MadMax

    invece ne hanno parlato, per meno di 5 secondi ma ne hanno parlato

    durante il tg5 della mattina ho sentito questo concetto allucinante:
    scandalo del debito pubblico islandese, gli islandesi non vogliono pagare il debito all’FMI che li ha salvati dalla crisi.

    ma vi rendete conto della malafede e della prostituzione morale di questi giornalisti servi?

  • amensa

    beh…. ti basterebbe non ti dessero più petrolio ?
    ed è solo uno dei tanti modi.

  • AlbertoConti

    Dollaro ed euro sembrano due entità distinte e contrapponibili in caso di difficoltà, ma non è così, sono due monete di uno stesso paradigma monetario, possedute da un groviglio di entità giuridiche che fanno capo alle stesse persone. Al massimo possiamo considerarle due qualità diverse di fiches di uno stesso casinò, che utilizza pure la sterlina, lo yen, e cerca di aprire le porte anche agli altri “emersi”. Dal momento che il paradigma di base è comune a queste valute, ed è sostanzialmente uno schema di Ponzi, l’intero sistema è destinato a crollare simultaneamente, non c’è scampo, nemmeno la condizione “troppo grande per fallire” potrà salvarlo. Il problema è quando avverrà, tecnicamente anche domani, o tra cent’anni. Soros & C. nel frattempo ci sguazzano, mentre gli altri players minori stanno a guardare. Ma che significa “crollare”, “fallire”, “default a catena”? Significa semplicemente rifare le regole e ripartire daccapo, presumibilmente con quella moneta unica globale tanto temuta o tanto auspicata, a seconda delle conseguenze. Il cambio euro-dollaro è solo la cronistoria della gara tra due precipitanti, a volte sopravanza l’uno, a volte l’altro, per la gioia degli scommettitori. E’ comunque abbastanza chiaro a tutti che il gioco d’azzardo “finanziario” è un danno materiale e uno sconcio morale al quale bisogna dire basta! Anche se non basta, trattandosi di una sovrastruttura dello schema di Ponzi, finalizzata a farlo durare il più a lungo possibile.

  • Earth

    Per aumentare il pil, che e’ quel numerino che permette di pagare i debiti sostanzialmente, mica per aumentare i servizi del paese, ci sono solo due modi.
    1 Aumentare la domanda interna
    2 Aumentare l’esportazione

    Per quanto riguarda 1, come fai ad aumentarla se stai gia’ morendo di fame? Contraendo un debito, che pagherai in futuro, ma se non stai pagando i tuoi debiti attuali, chi e’ che te li presta? Per il 2 invece se consideri che i debiti che non stai pagando, non lo stai facendo solo alle banche, ma alle proprie vere nazioni, schiave delle banche, si capisce che faranno di tutto per distruggerti, a. un semplice dazio all’importazione islandese e sei bello che distrutto. b. Senza considerare che il costo per le materie prime, solo per l’islanda, sara’ aumentato a dismisura. Anche se ci fosse il venezuela che darebbe una mano all’islanda nei rapporti commerciali, sarebbe lo stesso un aiuto davvero ridotto, il vero guadagno di esportazione si fa nei paesi occidentali o in cina.

    Ci sarebbe anche un terzo punto, migliorare l’economia interna utilizzando le risorse attuali, eliminando sprechi, migliorando la gestione, cambiando sistema economico, tutte cose estremamente lunghe da fare.

  • calliope

    purtroppo in europa abbiamo politici ed economisti connivendi se non correi in toto.
    Chi rimarra col cerino acceso sarano i cittadini europei… che bello!!!!
    Maledetti.

  • calliope

    no non sono d’accordo, gli sciacalli se ne stiano nelle loro fogne,
    non è ai politici ma alla popolazione greca,spagnola, portoghese, italiana, che verrà presentato il conto, è Bruxelles che deve erigere la diga contro gli assalti delle fiere, con regole chiare e precise.