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GENOVA PER ME

DI RAFFAELE GUAZZONE
ilmanifesto.it

A Genova ci andai con un sassofono a tracolla, le tasche piene soltanto di sogni arrabbiati ma duri come pietre. Quando in piazzale Kennedy la folla, che prima ballava, cantava e gridava anche per esorcizzare la paura, incominciò a sbandare e a corrermi incontro, la sensazione fu quella di essere un’aringa controcorrente in un banco di pesci che cambia direzione compatto per sfuggire allo squalo. Prima arrivò l’odore dei lacrimogeni: se non l’hai sentito mai ci metti un po’ a identificarlo, e quando ci arrivi è già tardi per coprire la bocca.

Poi arrivarono urla lontane, ma in mezzo al casino della banda con cui continuavo a suonare non era facile darsene conto. A Genova urlavano tutti, quel luglio di dieci anni fa. Alla fine d’un tratto la massa di gente esitò ondeggiando, fermammo la musica e riuscimmo a sentire gli spari. E il mondo cominciò a scorrere nel senso sbagliato, invece che andare avanti la gente correva all’indietro con gli occhi impazziti.

Io tutto quello che feci, quel giorno di luglio in cui qualcosa è morto di me, è prendere mio fratello più piccolo e rannicchiarmi con lui contro il muro, proteggendolo con la mia schiena. Pensavo a mia mamma terrorizzata che non voleva che lo portassi in una situazione che il mondo intero voleva farci credere pericolosa per tenerci lontani; pensavo a mio papà, da qualche parte anche lui nel corteo, e volevo che ci fosse la sua, di schiena, a proteggere la nostra dai calci e dai pugni e dai colpi di manganello e dal peso di quell’universo sicuro che di colpo si era incrinato. Avevo vent’anni, quel luglio di Genova, e adesso che guardo questo paese con la distanza del tempo capisco che non solo Carlo è morto quel giorno, ma qualcosa in ognuno di noi. In me specialmente.

Non arrivarono calci, né pugni né manganellate; dopo quell’attimo di panico collettivo il corteo ricominciò a fluire, a cantare e ballare, le voci fatte più forti dai fiotti di adrenalina che la paura ci aveva pompato nelle vene. Genova per me si concluse come una festa, ma già nel viaggio di ritorno iniziai a rendermi conto che quello cui avevo partecipato non era altro che un grande corteo funebre, rumoroso e mal organizzato, nel quale ci avevano piegato con la forza a seppellire i nostri sogni sotto tre metri di terra. C’era chi piangeva, c’era la banda che suonava e lacrimogeni d’incenso, c’erano persino le autorità: proprio il funerale di qualcuno importante. E oggi a dieci anni di distanza porto i miei fiori sulla sua tomba.

Quindi vi chiedo: per favore, non dite che in questo paese tira un’aria nuova, che la politica si riaccende di speranza e che il germe di Genova dopo dieci anni ha messo radici. Portate rispetto per i nostri morti. Non ditemi che qualcosa cambia, perché le dita che schiacciano i bottoni sono le stesse di allora, perché le grandi opere contro cui ci mobilitiamo sono le stesse di allora, perché i referendum per cui siamo andati a votare li avevano già votati i nostri genitori. E non ditemi che le nostre voci qualcuno le ascolta, perché ci sono metodi molto più efficaci per farci tenere la bocca chiusa che uno stivale con cui romperci le costole a pedate. Ci andai deciso, a Genova, perché se quello che avevamo da dire per loro valeva la vita di un ragazzo allora avevamo davvero ragione, per me era importante esserci e far sentire la mia voce. Ne ero convinto allora, e dopo questi dieci anni ogni cosa nel mondo ci dice che eravamo nel giusto, anche se non trovo motivi per esserne felice.

C’è qualcosa in quel gesto che feci allora che accomuna tutta la mia generazione: non siamo riusciti a reggere l’urto di chi spezzava a colpi di bastone il sogno del mondo che volevamo costruire, e tutto quello che ci è rimasto da fare è dare la schiena alle macerie e proteggere in un angolo sicuro quanto avevamo di più caro attorno a noi, cercando di ancorarci tenacemente a qualcosa che ci facesse sopravvivere a quello che – allora non lo sapevamo, forse lo intuivamo e per questo gridavamo con tanta forza – il mondo aveva in serbo per noi negli anni a venire. Ma siamo sopravvissuti, stretti alle poche cose che ci hanno lasciato: per noi crescere non è stato semplicemente rinunciare ai sogni in nome del realismo, ma vederci diserbare la fantasia in nome dell’istinto di sopravvivenza.

Può forse darsi che un giorno qualcosa cambi. Lo spero, ma credo che non sarà la mia generazione a farlo; spero solo che ai nostri fratelli minori, ai figli che forse non potremmo permetterci di fare, sia concesso e garantito quell’unico privilegio che credevamo di avere, e che invece ci hanno fatto inghiottire con i nostri denti, sputare e seppellire sottoterra, a Genova dieci anni fa: il diritto ad un’immaginazione che sappia creare. Forse è vero che ormai lavoriamo non per un futuro migliore ma per scongiurare che il nostro oggi non sia peggio del domani che ci aspetta. A chi verrà dopo di noi però lo consegneremo, quel seme secco che ci portiamo nei cuori dal luglio 2001, e se forse la battaglia per un nuovo mondo possibile non è più la nostra, ci resti almeno l’imperativo morale di garantire loro un pezzo di terra dove provare a far crescere quella pianta che si è estinta per noi ancora prima di germogliare. Ci resta da batterci per quello, e non smetteremo finché qualcuno ci chiederà scusa.

Raffaele Guazzone aveva vent’anni nel 2001 ed era in piazza contro il G8, oggi è un precario del giornalismo e si definisce «un trentenne arrabbiato»
Fonte: www.ilmanifesto.it
21.07.2011

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Amnesty International: in Italia non c’è ancora giustizia 10 anni dopo il G8 di Genova

    Dieci anni dopo le manifestazioni del G8 di Genova, poche indagini o azioni penali hanno avuto luogo e le autorità italiane non hanno ancora condannato pubblicamente né si sono scusate per il modo in cui i manifestanti sono stati maltrattati, ha dichiarato oggi Amnesty International, nell’invitare l’Italia a rafforzare le misure contro l’abuso arbitrario della forza da parte della polizia.

    “Alle vittime e alle loro famiglie sono dovute meritate scuse”, ha dichiarato Nicola Duckworth, direttore del programma europeo e centro asiatico. “L’Italia non ha mai condotto un’inchiesta indipendente, completa ed efficace sul comportamento della polizia durante le manifestazioni del luglio 2001. Come risultato, 10 anni dopo, le brutalità inflitte per le strade di Genova sono state in gran parte impunite.”

    Oltre 200.000 persone parteciparono alle manifestazioni contro la globalizzazione a Genova durante il vertice del G8 2001, e benché la stragrande maggioranza protestò pacificamente, alcune delle dimostrazioni furono violente e provocarono gravi danni a persone e cose.

    Durante il vertice, un manifestante, Carlo Giuliani, fu ucciso da un agente delle forze dell’ordine, e diverse centinaia di persone rimasero ferite in scontri con la polizia.
    Una considerevole mole di dati dimostra che i manifestanti furono maltrattati dalle forze dell’ordine sia durante le manifestazioni di piazza che nella scuola Armando Diaz, che fungeva da dormitorio, che nel centro di detenzione temporanea di Bolzaneto.

    Negli anni seguenti, Amnesty International ha caldeggiato l’apertura di processi sul maltrattamento dei manifestanti alla scuola Armando Diaz e alla caserma di Bolzaneto, tuttavia, dato che la tortura non costituisce reato per la legge italiana, gli aguzzini dei manifestanti non sono mai stati accusati di questo crimine. Inoltre, il processo giudiziario di molti dei reati che concernevano ufficiali sono rimasti impuniti per intervenuta prescrizione.

    Le autorità italiane hanno altresì mancato di stabilire meccanismi efficaci per prevenire l’impiego arbitrario e abusivo della forza da parte della polizia, né hanno adottato misure concrete per garantire indagini e processare tutti gli agenti delle forze dell’ordine sospettati di tortura, uso eccessivo della forza e di altre violazioni dei diritti umani.

    “Da Genova 2001, l’Italia ha assistito a 10 lunghi anni di fallimenti nel portare a giudizio gli agenti di polizia e delle forze di sicurezza responsabili dei crimini commessi contro i manifestanti”, ha dichiarato Nicola Duckworth.

    L’Italia non ha ancora convalidato il protocollo contro la tortura, né istituito alcun meccanismo indipendente per la prevenzione della tortura e dei maltrattamenti a livello nazionale. “Le autorità italiane devono immediatamente rivedere le loro procedure di polizia, e assicurarsi che i loro ufficiali siano equipaggiati e addestrati ad usare la forza e le armi unicamente come ultima risorsa”, ha dichiarato Nicola Duckworth.

    Fonte: http://www.amnesty.ca
    Link: http://www.amnesty.ca/media2010.php?DocID=774
    19.07.2011

    Scelto e tradotto per https://www.comedonchisciotte.org da GIANNI ELLENA

  • MespE

    Sono poco più giovane dell’autore e posso dire di riconoscermi in praticamente tutto quello che scrive. Il G8 di Genova è stato uno di quei momenti in cui il Potere mostra il suo vero volto, una volta tolta la maschera della democrazia e del liberalismo. Credo che l’approccio da cui si debba partire, come indica anche l’autore, sia proprio quello della responsabilizzazione. La canzone del maggio dice: per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti.
    La vera vittoria del Potere è la generazione del grande fratello. Il vero tradimento è di chi ha deciso di farne parte.

  • X

    …finchè gli agnelli non divennero leoni!

  • IVANOE

    Ritengo che il G8 di Genova ci siano cascati migliaia e migliaia di manifestanti.Perchè le forze repressive non aspettavano altro che i pesci abboccassero all’amo. E così è stato.Li hanno aspettati a braccia aperte ben sapendo quale sarebbe stato l’epilogo.Li in quel caso i manifestanti dovevano andarsene se fossero stati tutti più svegli, perchè avrebbero lasciato queste forze repressive con un pugno di mosche a smaltire da soli la loro voglia di menare le mani…e invece anche in questo caso e come sempre hanno vinto loro…

  • Valdez

    A quel g8 c’erano tutti: vecchi, bambini, studenti, massaie, cristianucci, incazzati… Tutti. E questo era il problema, per loro. Pezzi interi di societa’. Gente che non era mai scesa in piazza scendeva ora per protestare contro la globalizzazione (kissinger disse che era un’altro nome per americanizzazione), il neoliberismo che abbiamo imparato a conoscere… Per loro era pericoloso, e lo sapevano. Hanno lasciato che sedicenti black block facessero il casino e poi hanno caricato la gente normale. Messaggio: restatevene a casa o vi rompiamo il cu..ore. Le televisioni hanno diramato il messaggio. Le botte, i feriti, le torture, Carlo morto, le connivenze, le bugie, le prove false, tutto già calcolato e messo in conto da queste bestie serve con alla “cabina di regia” il “presidente della camera” Fini. Tutti d’accordo. Questo e’ successo e questo non va dimenticato. Quando e se arrivera’ il momento faremo i conti.

  • AmonAmarth

    Anche io sono poco più giovane, ho 26 anni e leggendo queste parole vi giuro che sento il vuoto… Comincio a pensare che di tutto ciò che leggiamo in rete e di tutto ciò che commentiamo non rimane che uno sfogo: insomma, cosa ci rimane di tutte queste parole? Intelligenti, razionali e analitiche per Dio, reali, sincere e sognatrici: ma che ci rimane per spezzare veramente le catene? Perchè parliamo ancora di quello che le istituzioni ci fanno come se avessimo realmente i mezzi per impedirlo? Siamo impotenti davanti alle mosse delle multinazionali, governi e cose come l’FMI e la Banca Mondiale: mosse politiche, economiche, burocratiche e legislative… Insomma il nostro “normale” mondo quotidiano è sempre più preso di mira da questi traditori dell’umanità, ci tolgono di fatto la libertà di PENSARE come vorremmo, per non parlare di AGIRE da uomini veramente liberi. Ci ingannano e ci ripetono le loro manovre come se fosse QUELLA la realtà (il mondo raccontato attraverso la TV)… La questione è psicologicamente collettiva ormai, non credete? Se fossimo liberi faremmo ciò che è in nostra ragione per agire secondo i bisogni e costruire il nostro futuro. E per futuro intendo vivere il quotidiano, ovvero la realtà: abitare, mangiare, energia, trasporto, sviluppo delle proprie passioni e via dicendo… Davanti alla realizzazione di queste semplici parole c’è un muro gigantesco di macerie economiche e burocratiche, per superare le quali l’uomo “medio” deve dedicare l’80% del suo tempo libero da sveglio: stipendio per consumare, PUNTO E BASTA: l’eccezione è fuori regola in senso letterale. Questo è il riassunto, e mi sento male: sento la mancanza della libertà dell’uomo primitivo, povera in molte cose ma pur sempre libera dal fardello dell’uomo moderno infelice, con le sue meccaniche abitudinarie volte all’accrescimento della macchina che lo incatena. Vedete? E’ solo uno sfogo. Saluti.

  • Diapason

    …Ho quasi 44 anni, non sono più precario da soli 6, ma sono parecchio più arrabbiato di Raffaele.
    Non sono andato a Genova, ma non ho perso un solo minuto di quei giorni, appena arrivò la prima notizia degli scontri: speravo, ma temevo e sapevo.
    A tragedia conclusa, mi misi a studiare.
    Ogni mese, ogni stagione, usciva fuori materiale nuovo. In parte confutato, più o meno efficacemente, in parte quasi impossibile da credere, in parte sconvolgente.
    Ogni testimonianza che leggevo mi faceva crescere un odio cieco, un disprezzo feroce, uno sdegno definitivo verso chi usa una divisa, che altri hanno glorificato con la perdita della vita, per legittimare la sua ottusa fame di violenza.
    Sono delle bestie feroci che aggrediscono non per fame, ma per il gusto di aggredire e fare del male.
    Vanno abbattute socialmente: come irrecuperabili cani rabbiosi che, loro malgrado, vanno soppressi, queste carogne cancerogene vanno punite, e poi messe nella condizione di non poter mai più nuocere.

    Ma peggiori ancora sono coloro che li coordinarono.
    Coloro che, per coprire altre irruzioni, minori per clamore ma gigantesche per gravità, deliberatamente scelsero le carogne più arrabbiate per entrare nella Diaz.
    Poco prima e durante, squadre più piccole, agili e specializzate, entravano nei media center dove le agenzie giornalistiche indipendenti conservavano il girato.
    Cercavano, e trovarono, le prove inconfutabili delle commistioni tra forze dell’ordine e black blok, filmati e foto che confermavano la scientifica applicazione del teorema Cossiga.
    Lo stesso che diceva “infiltrate i manifestanti, fate sparare gli infiltrati contro le forze dell’ordine davanti alle telecamere. Così poi esse avranno tutto il diritto di spaccare teste.”

    Fu una diversione mediatica pianificata a tavolino ma riuscita male.
    “Facciamo una bella retata nella Diaz, maltrattiamoli un po’, deportiamoli a Bolzaneto, teniamoceli per una giornata circa…
    Facciamo un gran casino: facciamoci seguire da quante più telecamere possibili, facciamo convergere sul posto tutti, così intanto le altre squadre possono agire più agilmente e con meno occhi addosso”

    La faccenda, ai maledetti, sfuggì un po’ di mano: la scorbutica retata si trasformò in un massacro, il trattenimento a Bolzaneto degenerò in una tragedia granguignolesca, in una infame e incancellabile macchia di vergogna nera, puzzolente.
    Al di là dei grossi problemi che questo creò (edulcorare o far sparire le prove, coccolare e corrompere i testi a carico, esercitare pressione sugli inquirenti, promuovere gli indagati per renderli meno attaccabili) il massacro fu ancora più efficace del previsto: le grida prodotte da chi si ritrovò con gli hard disk vuoti non riuscirono a sovrastare il disperato, violento ma sconclusionato vociare relativo alle violenze Diaz/Bolzaneto.

    Ora sono ancora più esperti ed è molto più difficile che ripetano certi sbagli. Nonostante le “pecionate”, hanno vinto: tutto il mondo chiede giustizia per le percosse e le umiliazioni, nessuno chiede conto delle prove sparite.
    I black blok erano coordinati dagli stessi che dovevano contrastarli. Servivano. E le vittime della Diaz e di Bolzaneto sono serviti a non far uscire allo scoperto questa commistione pinochettiana.

  • alvise

    Si parli di tutto, si contesti tutto, ci sta, ma spero non si tocchi l’argomento giuliani.Io sono di genova, ed in quei giorni ero lì, non a manifestare, ma per farmi un servizio fotografico personale, perchè un avvenimento così deve essere registrato in qualche modo.Intanto la polizia era quasi tutta di altre regioni, il 90% meridionale, lo so perchè ero a fianco ai poliziotti e li sentivo parlare, mentre di fronte a me, fotografavo i black-block che sfasciavano vetrine ed incendiavano auto.

    Ho visto una disorganizzazione immensa, ordini dati senza conoscere bene le vie, ed una violenza ambo le parti.Ambo le parti, ma non da quelle persone che non gli passava nemmeno per l’anticamera di attuare violenze alla black block.Ci furono dei momenti che i filmati non rendono l’idea di come quando uno vede da vicino la realtà, io l’ho vista eccome, e vi posso dire che, non per colpa delle persone pacifiche, c’era una situazione tipo film western con gli indiani che circondavano la carovana.

    I poliziotti, tra cui molti erano giovanissimi, li ho visti bene, avevano una gran paura, forse perchè questi “novizi” non avevano mai visto e partecipato ad una guerriglia come quella in atto.E’ ovvio che se uno ha paura le reazioni sono imprevedibili.Nel mondo animale è così, se una bestia si sente braccata, prima tenta di fuggire, poi, quando deve fermarsi perchè davanti ha un muro, sfodera tutta la sua rabbia ed il coraggio prende il sopravvento alla paura, è l’istinto di conservazione che guida, e non si sa che ne può uscire.

    Da queste paure, ed anche, forse, da una cattiveria intrinseca, da questo cocktail di senzazioni è scaturita la violenza della diaz.Però, cattiveria, forse, a parte, della polizia, bisognerebbe che fossi capace di trasmettervi la psicosi, palpabile, che serpeggiava in quei momenti, pensate ad una seduta della borsa con tutti gli scalmanati che urlano, alzano braccia, sventolano foglietti, beh provate a moltiplicare per 1000 quelle urla, e sostituite gli scalmanati urlanti, con braccia alzate, foglietti in mano, con gente che in mano avevano tavole da ponteggi, bastoni, passamontagna, catene, ecc, chi si fiderebbe di chi ti trovi davanti?

    Forse la violenza della diaz, e dico forse, fu dovuta anche a questo, ad una grande paura, perchè entrare in un luogo, visto che ti ci mandano a forza, che non conosci, che devi girarci come in un labirinto, con la paura che qualcuno ti spari o ti rompa la testa, secondo me quella violenza attuata su giovani inermi, almeno all’apparenza, e così fu, potrebbe essere stata la reazione scatenante ad una tensione che durava da ore ed ore, ed una reazione o spiegazione plausibile, è come la stessa reazione di una belva braccata, perchè la paura era la padrona della situazione ve lo dice uno che vedeva in faccia, sia le persone pacifiche che molti dei poliziotti, e successe quello che tutti sanno.

    Per giuliani un capitolo a parte. Se andate sul sito del giornale di genova, IlsecoloXIX (scritto proprio così), vedrete il blog dello stesso giornale, e tra i vari argomenti c’è quello sulla morte e sulla manifestazione in Pzza.alimonda, per la ricorrenza a dieci anni dalla sua morte.Non c’è un post, dico uno, andate a vedere se dico la verità, che abbia avvallato il gesto di giuliani, gesto fatto contro un carabiniere giovane come lui, che tremava dalla paura, non so se avete bene in mente la scena, solo che la manifestazione ha descritto giuliani come un martire, martire uno che usa violenza verso un rappresentante della forza pubblica?E’ questo che i genovesi contestano, e questo è molto strano per una città che da 40 anni ha le PA di sinistra, a parte una legislatura che fu di CD, strano perchè appunto, molti elettori di CS, si sono dissociati da simboli mistificati.

    Auto bruciate, gente con travi enormi in mano, come magli, e giuliani che gettava l’esitintore ad un impaurito carabiniere, lasciato solo contro la folla urlante.A parte che tutti noi genovesi abbiamo speso parole di condoglianze, perchè una perduta vita giovane è un dramma per tutta la società, come dicevo, non c’è un post che condivida il gesto di quel ragazzo.Anche perchè in casi come questi, non è possibile fermare le verità nascoste, che qualcuno ha stigmatizzato sulla figura di giuliani, cioè un aragazzo dedito alla droga ed allo spaccio, e per questi motivi fu arrestato più di una volta.Forse, ribatto forse, anche per quello aveva una rabbia particolare contro le forze della polizia.Se analizziamo senza nessuna retorica o prevenzione, pace all’anima sua, non si poteva di certo dire che era uno stinco di santo

  • Diapason

    …Ti dò ragione, ma a metà.
    Per l’altra metà, devo darti torto.
    Se non lo facessi rinnegherei tutto quel che ho letto finora (e leggo a 360°, credimi)

    Per favore, trova il tempo e la concentrazione di leggere qui:
    http://it.netlog.com/LeggerMente/blog/blogid=2767452#blog

    Fallo, perché l’esperienza che hai vissuto, e della cui descrizione credo al 100% in ogni tua parola, ti porta a credere che esista un solo tipo di “divisa”.
    E’ proprio questo il grande equivoco che rende difficile capire come e perché possano succedere tragedie sociali come quelle della Diaz e di Bolzaneto.

  • Valdez

    Allora, tu eri li e hai visto tutto.

    Quindi hai visto i black block in azione e la celere a guardare.

    Hai visto la paura dei “novizi” contro gli unni armati di travi enormi e magli. Hai visto pure la gente “normale” spinta di sotto dal muraglione alto 6 metri? Ci sono le testimonianze, di quelli caduti di sotto. E non erano black block. Ci sono le testimonianze che i black block erano infiltrati dalle forze dell’ordine. Ce ne sono TANTE di testimonianze.

    Ci sono anche i racconti di quello che successe alla Diaz, e puoi leggere anche le deposizioni fatte di quello che realmente e’ successo. C’e’ pure quello che e’ successo nella caserma Bolzaneto. Basta leggere. Non e’ necessario fare album fotografici. Aiuta, ma non e’ necessario. Basta leggere. Lo possono fare tutti.

    Per quanto riguarda Carlo Giuliani, me lo immagino che esce di casa con l’estintore in mano perche’ poi lo andra’ a tirare in faccia al povero Placanica. Decisamente un comportamento strano, ma d’altra parte da uno dedito alla droga queste stronzate te le puoi aspettare. Strano, pero’, come il proiettile che rimbalza sul sasso.

    Ah, una cosa: ma le camionette della celere non hanno l’estintore in dotazione?

    E Carlo che ha fatto, e’ entrato nella camionetta, s’e’ fregato l’estintore, e’ risceso e poi s’e’ messo in posa e l’ha tirato all’impaurito placanica? O se l’e’ portato da casa?

    Tutto quello che sai dire e’ che in fondo Carlo se l’era cercata, che era un delinquentucolo, un teppistello? E ti dispiace per la giovane vita spezzata?

    C’e’ talmente tanto materiale su quello che e’ successo che non varrebbe nemmeno la pena di risponderti. Fatti un giro su google, che magari poi ricordi meglio, e l’album fotografico ti si arricchisce un po.

    Ma tu, chi sei?

    Stai facendo ammuina, propaganda, hasbara?

    E bravo Alvise!

  • ale5

    Io a Genova c’ero, sono orgoglioso ad avere partecipato ad una grande protesta di massa come in Italia non si erano mai viste.
    Sono passati 10anni, in cui una persona matura,cambia però il dissenso e la rabbia che provavo per un mondo di cui non volevo far parte, non è mutato.

    Sorrido nel leggere di blekkeblokke manovrati dalle forze di repressione…evidentemente per alcuni è incocepibile che una persona decida di restituire un po’ della violenza e devastazione che subisce quotidianamente.

    Si può discutere sullìutilità di questa modalità di esprimersi ma non vaneggiamo. Come se poi il “potere” permettesse di realizzare un cambiamento attraverso manifestazioni pacifiche.

    La violenza vera la vediamo quotidianamente chi la esercita e come.
    E quei giorni ne sono stati la conferma.

  • Valdez

    Se ti riferisci a me, no, non dicevo che il black block erano manovrati dalle forze di repressione, dicevo che erano stati infiltrati.

  • lucmartell

    Sono diversi gli aspetti di “responsabilità” per quello che è successo a Genova,ma noi sappiamo che i vertici delle forze dell’ordine all’opera sul terreno sono stati tutti promossi, berlusconi,fini,scajola…o hanno apprezzato il “lavoro”svolto.. o non hanno potuto punire chi ha eseguito i LORO! ordini…

  • alvise

    Farmi un giro su google? Fallo tu povero ipocrita, io ci abito a genova, non ho bisogno di vedere film.Non fare il furbino con me Valdez, di dove sei tu? Io non mi nascondo dietro ad un nick, io mi presento col mio vero nome, alvise, di genova.
    Non ho fatto l’elogio della polizia, che anzi condanno.E poi, anche se hai pensato, dalle mie parole, che io possa essere fascista, ti sbagli di grosso, io non sono schierato con nessuna ideologia, come te, povero illuso, ma non da sempre, e da molti anni non me ne frega più niente degli imbonitori dei partiti, come si evince dalle tue parole, che traspira comunismo da tutti i pori.Se credi di essere l’unico a saper giocare con le parole, conosco anche io l’arma dell’accrocchio, e sei pregato di non travisare il mio pistolotto sui casi della MIA città.Nemmeno i “compagni” di genova sono d’accordo sull’operato di giuliani, forse se ci vai tu a parlargi, li metterai d’accordo, li hai letti i commenti sul blog del Secoloxix dei tuoi amichetti? Evidentemente Mandrake era in realtà giuliani, ed ha fatto comparire per magia l’estintore, ai maghi è una operazione semplice.

  • alvise

    Diapason, ho letto quello che c’è scritto sul sito che mi hai indicato, ma è come se mi avessi consigliato di sentire emilio fede, dire parole su berlusconi.Gli schieramenti sono una brutta bestia.Nel mio post ho solo enfatizzato l’aspetto giuliani, detto questo, non mi pare di aver dato adito a scusanti vreso le forze dell’ordine.Ho descritto solo quello che un giornalista di guerra descriverebbe (io non lo sono ovviamente), senza demagogie o ingerenze.
    Magari posso aver sbagliato la mia analisi, ma sicuramente non di parte, come i comunisti di rifondazione di genova, che sono stati contestati persino dai compagni di altre compagini sempre di sinistra.E tu li hai letti i commenti sul blog del secolo XIX? Io l’ho fatto col link che mi hai consigliato, e tu?Hai fatto lo stesso?Se l’hai fatto, non puoi dire quello che non è vero, perchè c’è tutto in calce sui post del blog, e cioè che tutti o quasi, gli utenti del blog, hanno contestato l’operato di giuliani, ed io mi attengo solo a questo, per il resto, parlino i magistrati, che tra parentesi sono tutte toghe rosse, come dice il cavaliere invincibile…

  • Rossa_primavera

    Ottima risposta Alvise ma permettimi di aggiungere una correzione:
    il commento di chi ti ha criticato traspira non comunismo da tutti i
    pori, ma traspira vetero marxismo stantio da retroguardia.

  • ale5

    E’ incredibilmente falso e discgustoso quello che scrive questo alvise.
    Comincia dicendo che lui in un giorno di mobilitazione contro la globalizzaione che vediamo bene cosa ci sta imponendo, va in giro per genova realizzando un bel album fotografico, bah …
    Molto imortante e illuminante l’analisi sulla bestia braccata che trova il coraggio..
    La celere che scambia gente con i foglietti e urlante per pericolosi violenti.
    Ma santo cielo come cazzo fai a scambiare un ragazzo-a seduto per terra che t’implora di smettere di massacrarlo e invece sadicamente ti accanisci in gruppo picchiando col rischio di ammazzarlo. Forse tra i tuoi soggetti fotografici non hai trovato interessanti le megliaia di persone immerse in pozze di sangue in giro per genova. Sai che esiste un limite proporzionale di risposta ad un offesa? Sai cosa è successo nelle caserme ai fermati? Parli di paura.. e seguendo il tuo “ragionamento” una persona che si trovava in mezzo au gruppo di celerini esaltati cosa dovrebbe fare?
    Sulla Diaz effetivamente hai ragione.. irrompono in un edificio massacrandro in un modo criminale chi stava dentro, tant’è che i loro stessi loro colleghi si sono dissociati dalla violenza inaudita che hanno esercitato..però questo nasce dalla paura. Poi viene fuori che si erano inventanti accoltellamenti, creato prove come molotov,coltelli,ecc. rivelatesi false.. no effetivamente questa non era un’azione pianificata era una reazione di persone spaventate.
    Viene fuori in maniera ridicola e stupida che tipo di gioco stai portando avanti.
    Sulla morte di Carlo non ti rispondo, ti dico solamente che ti dovresti vergognare, fai delle allusioni vigliacche.

  • Rossa_primavera

    E quali bugie ha scritto?Che sul giornale di Genova non c’era un post
    dico uno che difendesse l’operato di Giuliani?E’ VERITA’.Come pure
    e’ verita’ che molti poveri genovesi,operai e impiegatucci con salari
    modesti,hanno dovuto lavorare mesi per ripagarsi i danni subiti su
    beni mobili e immobili da parte di manifestanti facinorosi che dicevano
    di lottare in nome di una democrazia ma i cui metodi di democratico non
    avevano nulla.Dispiace certo la perdita di una giovane vita ma non confondiamo i teppisti con gli eroi,gli eroi sono un’altra cosa.

  • Valdez

    Allora, prima di tutto povero ipocrita te lo devi dire da solo, perche’ quello che hai scritto era pura ipocrisia.

    Secondo: non lo fare te il furbino, Alvise. Non ti nascondi dietro un nick e ti presenti col tuo vero nome… Alvise da Genova. Piacere, io sono Policarpo da Ficulle. L’uno vale l’altro.

    Terzo: non ti ho dato del fascista, leggi bene. Ci sono fascisti che meritano tutto il rispetto di cui si e’ capaci, tu no. Io ti ho chiesto chi sei, ma avrei dovuto chiederti quanto ti pagano, cosi’ capivi meglio. Perche’ tu hai fatto ne piu’ ne meno che propaganda, puerile tra l’altro. Infatti hai distorto i fatti (vedi Diaz), accampando scuse, denigrando Carlo Giuliani, che da vittima e’ passato per delinquente, ecc. ecc. Questo tipo di operazioni viene fatto spessissimo su internet, non lo sapevi? Ci sono addirittura strutture del pentagono che si occupano di questo, israele lo fa per rifarsi l’immagine pubblica, e in questo caso si chiama hasbara. Lo fanno le multinazionali come la monsanto per recuperare credito nei confronti delle critiche. Insomma e’ una cosa vecchia. Si piazzano dei personaggi davanti alla tastiera che intervengono nei blog ecc. per tentare di recuperare consenso.

    Ma tu che ti credi, che la gente e’ scema? i compagni di genova, la TUA citta’, io non sono schierato… No, tu sei schierato eccome.

    A parte la rossa primavera (che vorra’ dire poi…), la gente i motori di ricerca li sa usare, e quindi (se anche avesse la memoria corta) la tua ricostruzione viene pesata per quello che vale… quindi, fatti un favore, vatti a cambiare la faccia che stai facendo una brutta figura.

    Ti spiego (!) perche’ si usano i nick: tracciano i profili, non lo sapevi? Serve a poco un nick, ma e’ meglio di niente, Alvise da Genova.

    Sono schierato? Certo che sono schierato, ma le tue illazioni sui partiti, gli imbonitori, maghi di corte e truffatori sono sbagliate. Io sono anarchico, e del tuo secolo xix non me ne frega niente.

    Comunque, ti sei fatto fare tana tanto facilmente che manco vale la pena continuare, scrivi pure quello che ti pare, che tanto non inganni nessuno. Prova a migliorare le tue tecniche.

    Ciao, Alvise di Genova, quello che ci mette la faccia. Ti saluta Brancaleone da Norcia

  • ale5

    Di falso c’è il voler portare avanti una tesi ridicolmente stupida che le forze di repressione hanno agito in quella maniera perchè spaventete. I fatti di genova già erano accaduti e si sarebbero ripetuti altre volte. Se non ti rendi conto di come hanno gestito la piazza, e cosa facevano nelle caserme, è un tuo grave problema.
    Sul secoloXIX parlavano male del ragazzo ucciso, e allora, quale significato vuoi dargli? Che i genovesi consideravano Carlo un drogato che se la cercava? Qundi se visiti il forum del messagero leggi il pensiero di tutti i romani. Ma come funziona il vostro cervello.
    Se non è falso è mediocramente stupido.
    Non ho mai pensato che quei giorni a Genova ci fossero degli eroi. C’erano tante persone da tanti paesi che avevano deciso mi manifetsare il loro dissenso verso un concezione di mondo profondamente sbagliata, e c’era anche chi si andava in giro a fare un bell’album fotografico… Personalmente non trovo giusto neanche io bruciare macchine e negozi,soprattutto se di persone che arrancano nella vita. Ma quì si aprirebbe una discussione che vorrei fare con persone coerenti e inteliggenti.

  • Diapason

    Hai detto, e giustamente, che le divise che tu hai visto in azione erano spaesate, spaurite, scoordinate, violente per reazione alla paura.
    Ma non hai minimamente parlato delle “altre” divise, quelle in azione lontano dagli occhi pubblici.
    Ho voluto chiederti di “completare” la tua esperienza, in modo che tu non rimanga dell’idea che esistono solo le divise spaurite, scoordinate, violente per paura.
    Sono sicuro che già sapevi che esistono anche divise meschine, infami, gratuitamente e sadicamente violente… Ma tu non le hai viste. Ne hai sentito parlare, ritieni probabile e possibile che possano esserci, ma tu non le hai viste.
    La gente che ha riportato quel che è stato raccolto in quella lista di articoli che ti ho indicato, invece, le ha viste e subìte.
    …Tu NON PUOI dirmi che il racconto di alcuni malcapitati che si sono trovati, increduli, in una atmosfera da dittatura del secolo scorso (e lasciàm perdere il colore: nera o rossa, una dittatura è una dittatura!) e che hanno subito percosse, umiliazioni, violenza fisica, sessuale e psicologica, PER ORE, abbandonati al capriccio del sadico di turno, sono “propaganda”.
    Posso accettare che i giornalisti che hanno raccolto le testimonianze abbiano “infiocchettato” i resoconti per amor di penna o di ideologia.
    …Ma se anche SOLO il 30% di quanto riportato E’ VERO, quanto ho scritto (bestie cancerogene da abbattere) trova valore.

    Per QUESTO, tu NON PUOI asserire che quei racconti sono “propaganda”.
    Nessuna persona di buon senso può permetterti di asserirlo senza reagire.

  • Diapason

    http://www.youtube.com/watch?v=u1vXCGXeWSQ
    Dal punto 00:22.
    Sai definirmi il grado di spavento dell’autista del mezzo militare?
    Si, proprio quello che cerca di investire un manifestante, inseguendolo da un marciapiede all’altro…

  • ale5

    Decisamente spaventato. Da oggi,dato che sono stato brillantemente illuminato, se mai mi troverò in una situazione caotica massacrerò in gruppo delle persone, intimandogli che gli ucciderò e stuprerò. Però con il terrore nell’anima… sigh.Mi sembra ovvio, grazie alvise,grazie rozza.

  • alvise

    Non avete capito un c**** permeati da una ideologia che di democratico non ha niente. Io non ho fatto l’elogio della violenza da parte della polizia, ditemi la riga dove vedete questo, ho solo scritto “forse” avevano anche paura, ed alcuni ce l’avevano.Quanto al fatto che andavo in giro a fare fotografie, forse che fotografare è solo appannaggio dei giornalisti?Direte che loro lo fanno per lavoro, è vero, e con ciò? Io ho voluto documentare con le immagini quello che era più giusto, e non aspettare immagini di giornali magari schierati, che ti fanno credere e vedere lucciole per lanterne, è disonorevole ciò? Nella mia mente disapprovavo il G8, per il messaggio che propagandava, e per i personaggi che vi si trovavano, e non lo dico per scusarmi, scusarmi con chi? Con chi ha i paraocchi dell’imbecille? E comunque non mi riferivo ai commenti del secoloxix cartaceo, ma dei commenti sul BLOG del secoloxix, almeno leggeste bene.Il carabiniere non ha intimato un bel cazzo, anzi se ne stava da solo, abbandonato anche dai suoi colleghi, non era per strada a dare manganellate, mentre la folla urlante lo avrebbe massacrato se non avesse sparato. Questo sì che sarebbe da contestare, lasciare uno appena arrivato, in una situazione più grande di lui, infatti i primi da condannare sono proprio i capi che impartivano ordini da epoca medievale.Se una persona che rappresenta la legge, se ne sta dentro ad una macchina di servizio, senza dare calci nelle costole, senza massacrare gente nella scuola Diaz, che se ne sta da solo e impaurito, è da condannare se in un momento di alta adrenalina non capisce più niente e spara? Quando vi è capitato di litigare per strada o per altri motivi, non vi è mai venuta la voglia di sparare al vostro antagonista?E magari per futili motivi? Quante volte si sono sentiti di questi episodi. Solo che in piazza alimonda, in quel momento c’era un caos infinito, con gente urlante e tavole da ponteggio in mano, ma le avete viste le immagini? E date ancora ragione a chi era lì solo per fare violenza? VERGOGNATEVI. Io non devo leccare il culo a nessuna ideologia come fate voi, a me non me ne frega niente della politica dei tutti uguali, SCEMI!!

  • alvise

    Ti sei dato il nick appropriato, è risaputo che brancaleone era un pazzoide