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GELLI E IL CAMBIO NEL POTERE OCCULTO

DI ALESSANDRO CALVI
ilriformista.it

Giuseppe De Lutiis il maggior esperto italiano di intelligence e terrorismo spiega che, oltre alla transizione politica, nella inusuale loquacità del Venerabile potrebbe nascondersi pure la volontà di preparare il terreno alla sua personale transizione, quella verso l’“Oriente Eterno”.

Potrebbe essere una «transizione morbida» l’obiettivo celato dietro l’inusuale necessità di intervenire pubblicamente che ha colto da qualche tempo Licio Gelli. Ne è convinto Giuseppe De Lutiis, tra i maggiori analisti italiani di terrorismo e servizi segreti, al quale i segnali che circolano da qualche tempo – come le rivelazioni dello stesso Gelli sull’Anello, una struttura segreta e parallela che il Venerabile ha collegato a Giulio Andreotti – non sono sfuggiti. Neppure quelli che sembrano indicare nella fase attuale una certa similitudine con quella attraversata dal paese tra il ’92 e il ’94. «È inevitabile pensare – spiega – che, quello che Giorgio Galli chiama il governo invisibile, stia lavorando a un dopo Berlusconi meno caratterizzato dal muro contro muro». Almeno, sarebbe una differenza con quegli anni disgraziati.

I segnali sono tanti. Le parole di Licio Gelli sono lì, nero su bianco. E non ci sono soltanto quelle: c’è una concatenazione di eventi che suggerisce che qualcosa, dietro le quinte del potere, molto dietro quelle quinte, stia accadendo, al riparo dal clamore delle cronache. Poi, certo, qualche segnale va dato. Ed ecco, infatti, che è puntualmente arrivato.

C’è stato uno strappetto di Licio Gelli dopo il cosiddetto scandalo P3, per prendere le distanze da quel «sodalizio di affaristi». Poi, a gennaio, dopo che lo stesso Gelli si era concesso al quotidiano friulano il Piave svolgendo alcune osservazioni su Tina Anselmi, è arrivata una sibillina intervista pubblicata dall’Espresso nella quale il prefetto Bruno Rozera, pezzo pregiato della massoneria, parla anche di Gelli, ricordandone significativamente l’attività nel periodo precedente agli anni tra il 1992 e il 1994. Infine, due interviste consecutive dell’ex capo della P2, una al Tempo e una ad Oggi, nelle quali Gelli sembra prendere in modo deciso le distanze da Berlusconi e fa una rivelazione: «Io avevo la P2, Cossiga la Gladio e Andreotti l’Anello». Ce ne è abbastanza per farsi qualche domanda. «Già – dice Giuseppe De Lutiis – non è casuale se in poche settimane Gelli abbia espresso in più sedi le sue valutazioni e lo abbia fatto con interviste di quel tenore. D’altra parte, non credo neppure che quella del prefetto Rozera, che ha informazioni paragonabili a quelle in possesso di Gelli, sia una decisione casuale. E questo è possibile attribuirlo al fatto che l’era di Berlusconi sembra terminata, sia perché lo stesso interessato ha contribuito molto ad accelerarne la fine, sia per la durata che si avvicina al ventennio. E forse anche per altre ragioni che noi non conosciamo».

Insomma, mentre la vita politica sembra avvitata da mesi in una picchiata molto pericolosa, «potrebbe essere – osserva De Lutiis – che queste interviste servano a preparare il terreno ad un cambio di gestione sia del potere palese che di quello più o meno occulto». Dunque, la promessa di Gelli, il quale ha annunciato altre rivelazioni, «potrebbe aiutarci, se mantenuta, a comprendere molti aspetti della difficile gestione di questo paese che è stato definito efficacemente come una portaerei nel Mediterraneo e che ora vede al comando una persona che anche a livello internazionale non viene più ritenuta affidabile». De Lutiis non esclude però che le parole di Licio Gelli nascondano anche un elemento di natura più personale. «Gelli – osserva – è stato un uomo di frontiera, considerato come un demone dall’area progressista. Ora, a 92 anni, con qualche rivelazione e qualche apertura, potrebbe voler preparare il terreno anche per meritare una valutazione meno negativa della sua figura quando lui transitasse all’Oriente Eterno».

D’altra parte, aggiunge De Lutiis, «Gelli detiene tanti di quei segreti che può scegliere di rivelarne alcuni senza per questo far franare una intera area politica». Per ora, dal cappello ha tirato fuori l’Anello, organizzazione segreta della quale sino a poco fa era ignota la stessa esistenza e della quale tuttora non conosciamo neppure il vero norme: nelle poche carte che ne attestano l’esistenza è indicato come Noto Servizio; Anello è un nome attribuitogli da alcuni appartenenti in via informale. Nato alla fine della seconda guerra mondiale, la sua esistenza fu svelata soltanto nel 1998 da alcuni documenti riservati, rinvenuti in un archivio del Viminale da Aldo Giannuli, su incarico dei magistrati di Milano e Brescia che indagavano sulle stragi di piazza della Loggia e di piazza Fontana.

«Già, dell’Anello sappiamo molto poco ma almeno ora sappiamo che esiste. A dircelo, al là di qualche documento e di alcune testimonianze, c’è anche Gelli». «Devo dire – confessa De Lutiis – che inizialmente ero scettico, forse influenzato da valutazioni negative provenienti da un ambiente molto informato. Ma poi mi sono convinto del contrario». Ebbene, di questa organizzazione conosciamo il pezzetto di storia riferito a Mario Roatta relativo alla metà degli anni ’40 ma poi, spiega De Lutiis, «dobbiamo fare un salto di molti decenni per arrivare alla fuga di Kappler e al sequestro Cirillo, vicende nelle quali l’Anello operò, come intervenne, secondo qualcuno, anche nel caso Moro. Ma – prosegue De Lutiis – se l’Anello esiste dal ’45, cosa ha fatto dopo? Mancano 60 anni, forse potrebbe essere stato protagonista di altri episodi, forse, sapendone di più, potremmo rileggere un pezzo di storia della Repubblica».

Soprattutto, c’è da chiedersi chi lo gestì negli anni ‘50, gli anni della guerra fredda in cui più aspra era la contrapposizione tra il mondo occidentale e quello comunista. «Di Gladio – dice ancora De Lutiis – non sappiamo nulla su quello che può aver fatto dopo il ’46. Ad esempio, fino al ’56 è esistita anche una organizzazione detta “O”, erede della Osoppo, formazione partigiana moderata, che raccoglieva oltre 5mila aderenti. C’erano rapporti tra queste due strutture? Cosa hanno fatto nel primo decennio di guerra fredda conclamata? Non conosciamo neppure i nomi degli aderenti a nessuna delle due organizzazione. E non sappiamo come una formazione come l’Anello si sia collocata in un simile sistema di apparati, nel quale si sono mossi anche il Sifar e l’Ufficio affari riservati. Ma, certo, la sua esistenza è coerente con quell’apparato».

Se questo è il quadro, è evidente che per noi è difficile anche comprendere l’affermazione di Gelli che ha collegato il Noto Servizio con Andreotti. «La semplificazione prospettata da Gelli – osserva De Lutiis – dovrebbe essere suffragata da qualche prova. Ciò che è noto, è che Andreotti operò per disvelare, e quindi rendere inservibile, Gladio che, invece, fu difeso da Cossiga. E ancora oggi negli ambienti eredi del servizio segreto militare, che era quello che gestiva Gladio, Cossiga è popolarissimo, quasi venerato, mentre verso Andreotti permane un sentimento, per così dire, di avversione». «Essendo trascorso mezzo secolo – conclude De Lutiis – forse le autorità politiche potrebbero ammettere gli storici a consultare almeno una parte delle carte, a meno che il maestro Venerabile non ci aiuti a caprine di più come ha promesso».

Alessandro Calvi
Fonte: www.ilriformista.it
Link: http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/352306/
25.02.2011

Pubblicato da Davide

  • Levandowski

    Vorrei tanto sapere cosa comporterà nei confronti della popolazione questo cambiamento nel potere occulto…..

  • licia

    licio..nel suo programma di rinascita aveva proposto la riforma della giustizia e la valutazione attiddunale dei pubblici ministeri nonche la responsabilità civile dei magistrati.

    E’ stato fatto un referendum ma la responsabilita civile dei magistrati e la riforma della giustizia è andata in cavalleria.

    Dove sta allora il poere occulto?
    forse il vertice della piramide si trova ai vertici della magistratura mondiale ?

  • maristaurru

    incomprensibile spennacchiarsi il cervello co sta roba, mentre noi abbiano problemi seri e concreti, altro che Anello e Oriente! Gioca tu che gioca anche io si è ridotto sto Paese una mondezza,una pezza piena di buchi, niente che funziona, uffici del pirla, incapacità a tutti i livelli, ruberie e tangenti, se Gelli e quelli come lui si divertono, noi nemmeno un po’

  • glab

    mache bisogno cià di venircelo a dire?

  • maristaurru

    @ Licia, che il vertice della piramide possa essere nella magistratura mondiale , non mi sembra. Mi sembra ormai evidente che il VERO POTERE è quello della Finanza, il POTERE ECONOMICO. E’ evidente che il potere economico s’è rotto le scatole dei condizionamenti e dei tentennamenti di quello politico, e questo da un pezzo. Ora la parola d’ordine è appunto rottamare gli Stati Nazionali, la politica rompe, non serve più, ma bisogna mantenere l’ordine. Stato di polizia quindi , e ci stiamo avvicinando, se servirà alla finanza, avremo che i politici saranno sostituiti da.. magistrati eletti: chi ha più soldi, come avviene soprattutto in America, vince. E chi ha più soldi per vincere le elezioni da Magistrato? Colui che è meglio ammanicato con le lobby, e quale è la lobby più potente? Quella bancaria.

    Tocca a noi ora, e alla luce di questa prossima sciagurata realtà, le nostre trame oscure, sono un po’ meno oscure, mi pare . E Gelli e la P2 cominciano a trovare la loro giusta dimensione e le oche del campidoglio rosso vestite, starnazzanti sulla questione P2, anche.

  • Rossa_primavera

    Certo che se il dopo Berlusconi e’ gestito e deciso da farabutti come
    Gelli abbiamo davvero di che gioire:magari un bel governo Draghi o
    Montezemolo manovrati come pupazzi da finanzieri,banchieri,potentati
    economici e massoni.Che orrore.
    Tuttavia credo che il “buon” Gelli abbia voluto darsi piu’ importanza di quella che ha citando questa semisconosciuta organizzazione:il venerabile e’ fuori gioco da un pezzo ormai,da quando il suo golpe
    con la p2 e’ fallito miseramente.Forse avrebbe dovuto prendere esempio
    dai congiurati dell’antica Roma dove,quando appunto falliva un complotto contro l’imperatore o l’autorita’ costituita,i congiurati per
    dignita’ si suicidavano prima di essere arrestati.Gia’ la dignita’,questa
    grande sconosciuta.

  • glab

    si narra che per le donne le doglie del parto siano il prezzo che loro pagano per riscattare la libertà del nascituro.

    così gli esseri che si fanno servi di altri oppressori nascosti, in primis insultano le loro madri e se non fossero degli ignobili figuri non andrebbero oltre.

  • licia

    @maristarru
    l’occhio sopra la piramide è l’occhio che vede e Giudica.I giudici secondo questa visione ebraico massonica, sono gli incaricati da dio di giudicare gli uomini.Giusti,giustizia,giudici,e giudei hanno la medesima radice etimologica.
    Negli stati uniti il vertice della “corte suprema” è il presidente,il piu alto grado massonico, rappresentato attraverso una struttura gerarchica piramidale.Anche in Italia il capo della magistratura è il presidente ma in italia è solo un fantoccio.
    Da qui puoi anche intravedere le differenze sostanziali con altre concezioni della legge della giustizia e di Dio…

  • maristaurru

    Licia, si, la magistratura accarezza da sempre forse l’idea di contare di più e forse coon l’aiuto di certa massoneria ci riuscirà. Ma io penso che si pecchi un po’ tutti di semplicismo, dietro le varie correnti della massoneria, ci sono.. i partiti, tutti forse tranne i radicali. Eppure da decenni sento e leggo gente anche considerata seria affermare che la sinistra non è massona e la gente beve acriticamente sta scemenza; ora comincia a sentirne parlare e per lo più rimuove, togliere certezze, provoca dolore, coscienza di esser stati traditi, meglio rimuovere.
    Ma nulla si muove senza quattrini, tanti quattrini , e nella massoneria ci sono i vertici del potere economico, chi credi che, nonostante il disegnino della piramide, avrà il VERO potere, dietro le toghe massoniche? Il potere economico per il quale appunto il grande Clinton ha fatto moltissimo quando nel 1999 se non sbaglio, ha eliminato un freno al dilagare delle finanza speculativa, quella che sta globalizzando e strozzinando, abolendo la Glass steagall, che ha eliminato la divisione fra banche commerciali e banche di investimento, e da allora noi popolo ignaro siamo rotolati sempre più in basso, e verremo privati sempre più di diritti , benessere, potere.

    Nei libri moltissime cose,non le trovi, ovviamente, il potere si nasconde e si maschera, sempre.

    Ho letto qui che qualcuno ha scritto che Gelli non vale più nulla, e chiedo: ma siete sicuri che prima Gelli avesse davvero tanto potere?Io non lo so, ma credo di aver capito il meccanismo, è come un gioco di specchi particolare, dietro un personaggio, ce ne è un altro.. e così via. Chi c’era dietro Gelli? Mi piacerebbe saperlo, ma forse è meglio non saperlo.

  • maristaurru

    Dimenticavo di aggiungere una personale conclusione, visto che la massoneria ha le sue correnti, chiamiamole così, siete sicuri che Gelli sia il diavolo e che invece un personaggio, indubbiamente spregiudicato, non sia stato demonizzato da nemici massoni “progressisti”? E se così fosse mi chiedo da decenni, cosa giustifica tanto odio ed accanimento, tante paginate dotte che nulla dicono da area progressista? Cari miei, leggetevi Edgar Allan Poe, può darsi che sia tutto già sotto i nostri occhi, ma allargate il campo fuori dalla nostra Italietta e , mea culpa, forse questo articolo va letto con attenzione. Si lasciarci nella ansia , nella incertezza e nelle preoccupazioni al potere vero rende, ci confondiamo, perdiamo colpi.

  • licia

    RADICALI? ma lasciali perdere….come in qualunque organizzazione o gruppo sociale esistono persone in grado di capire la realtà che li circonda e poi esiste una massa sterminata di pecore che gli va dietro, senza capire nulla e contraddicendo nei fatti quello che condividono a parole.
    E’ la condizione umana ad avere necessità di compassione e non di giudici.

  • AlbertoConti

    Mussolini aveva il “suo” servizio segreto, cosa logica, di cui è difficile dubitare. E pensate che un servizio segreto degno di questo nome non sopravviva alla caduta del suo capo? La flessibilità e la capacità d’adattamento sono doti tipiche di ogni servizio segreto, per definizione al servizio del potere di turno. Dopo Mussolini il potere di turno si è coagulato attorno al mondo cattolico, in funzione para-americana e contro-comunista, con pezzi fondamentali del potere vaticano come catalizzatore. Andreotti ne è stato il prodotto perfetto, che ha lanciato la politica italiana nel dopo-fascismo facendone la provincia mediterranea di Washington. Il suo punto di forza è stato la logica del ricatto, sotto la quale ha tenuto insieme cani e porci, durata fino ad oggi con vari interpreti, ma oggi più che mai innegabile, caso berlusconi docet, sia come artefice che come vittima (speriamo almeno questo). E qual’era la fonte dell’archivio di Andreotti, con dossier su tutti quelli che contano? Pecorelli c’è andato vicino, e prontamente gli hanno tappato la bocca in perfetto stile mafioso. Già l’altra componente del gioco machiavellico tutto made in Italy, la mafia. Mi pare chiaro che il Noto Servizio, ignorato fin qui, si possa considerare la madre di tutti i machiavellismi del dopo-guerra, ed ora che l’impero sta esplodendo, per una provincia periferica ma strategica come siamo noi ignorare la storia è un errore fatale.

  • maristaurru

    Niente, nemmeno i noti e non noti servizi si muovono se non ci sono i soldi, e chi te li da vuole in cambio qualcosa. I soldi sono il collante, il problema, la soluzione. La storia va capita e non interpretata in base ad una o a una altra ideologia. Gli apparenti machiavellismo ruotano tutti e per tutti intorno ai soldi. E i soldi non hanno colore, vanno dove meglio possono rendere, anche quelli Americani, ve lo ricordate che è caduto un muro e dopo tutto è cambiato? Gli equilibri di potere sono cambiati, e i soldi sono sensibili agli equilibri del potere, se ne fregano della politica, ed eccoci qua che si debbbono spazzare gli Stati Nazionali e le Costituzioni e le culture originarie, belle o brutte.. tutte in una unica marmellata che svilisce ed avvilisce i popoli. Intanto la marmellata vera la facciamo OGM con la benedizione della Europa progressita abbracciata alle multinazionali, dimentica dei popoli, guidata dalle banche che dell’esercizio del governo per il bene della comunità se ne strafregano e badano agli azionisti, dandosi qua e la qualche regoletta insignificante, da aggirare quanto prima.
    Si la storia bisogna capirla, non bersela magari dalla bocca del primo super professorone prezzolato e schierato nell’uno o nel’altro finto schieramento che’ tutte e due le opinioni provenendo in italia da due forze / schieramento, uguali e contrarie, si elidono a vicenda e fanno ZERO, esattamente quello che viene raccontato agli Italiani: 0

  • consulfin

    in tutto questo, stai a vedere che ha ragione Levandowski: che cambia? cambiano i cocchieri ma tutto il resto (cavalli, diligenza e, soprattutto strada e verso) rimane inalterato: sottrarre risorse al prossimo, cosa che riesce meglio a chi ha più mezzi.

  • ROE

    Sì, il massimo potere è di quelle pochissime persone che controllano chi emette moneta a corso legale: banche centrali ed altre banche. Fra di loro c’è competizione per l’egemonia ma sono uniti nei confronti di tutti gli altri. Con la moneta controllano i rapporti ed i comportamenti sociali, civili, politici, economici, morali e religiosi dell’umanità, perché questa moneta rappresenta (paradossalmente, perché non ha valore reale) le condizioni materiali che determinano le coscienze. E la soluzione non è la moneta di stato ma la moneta del lavoro, la moneta della gente. http://www.dhana.org. Bisogna solo capirlo.

  • maristaurru

    La compassione, temo sia sentimento poco percepito in Occidente e men che meno nel nostro Paese.

  • dana74

    Grazie Venerabile della verità a spizzichi e bocconi, ormai che il potere massonico sta cominciando ad essere svelato che vuoi, non cadere nel dimenticatoio e fare un’opera di bene prima del trapasso?

    Una domanda per te e tutti i massoni: alle conseguenze che si abbattono sugli altri che non appartengono alla vostra cricca, ci pensate mai o solo in punto di morte?

    Grazie per il nulla ed il vostro egoismo.