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GABBIE SALARIALI

DI MARIO GROSSI
mirorenzaglia.org

L’ha scritto Giovannino Guareschi che il sole d’estate, nella Bassa, picchia forte e la canicola si abbatte sulle nuche dei Padani come un maglio stordente. Per questo mi sono abituato alle solite esternazioni agostane di Calderoli. Semplicemente le considero figlie di quei bollenti demoni meridiani che in lui evidentemente si affollano al punto tale da tracimare incontinenti. Badate bene, spesso i suoi ragionamenti sembrano sensati, ma a guardarli bene si mostrano per quello che sono. Escrementi.

Quest’estate è la volta delle gabbie salariali. La scenetta si replica simile ad altri passati siparietti. La dichiarazione provocatoria del leghista duro e puro, il codazzo dei Sacconi che plaudono all’ideona, la CGIL che insorge per bocca dell’Harrison Ford dei rossi, la parziale retromarcia di Calderoli frenato dal PDL.Tutto già visto.

A condire di pepe la sceneggiata di quest’anno ci si è messa una ricerca della Banca d’Italia che ha sentenziato (e se lo dice la Banca d’Italia!) che al Sud il costo della vita è mediamente inferiore del 17% rispetto al Nord. Da qui la dichiarazione di Calderoli che gli stipendi dei salariati nordici dovrebbero essere più alti e da qui la ripresa di Sacconi che si dice favorevole a contrattazioni territoriali, deprecando solo la terminologia. Gabbie salariali è reputato inelegante, antiestetico. Che magnifico snob questo Sacconi, arriccia il naso disgustato da simile volgarità linguistica.

Andrà a finire che, invece di aumentare i salari ai lavoratori del Nord, diminuiranno prima quelli dei meridionali e poi quelli di tutti. Lo spirito della gabbia sarà rispettato, le differenze salariali tra Nord e Sud ci saranno lo stesso, i soliti noti ci faranno su i loro soldi, il lavoratore terrone se la prenderà in quel posto ancora una volta, trascinandosi dietro tutti gli altri. Se così fosse, se si spargesse la voce che al Sud i dipendenti si possono pagare meno, ci sarebbe il solito assalto alla diligenza, tanto noto in Italia, per definire da dove comincia il Sud.

Anch’io se fossi un imprenditore darei battaglia formidabile su questo punto. Il vantaggio economico sarebbe enorme. Se potessi dimostrare che la mia fabbrichetta è ubicata al Sud, immediatamente intascherei cospicui utili aggiuntivi sulla pelle dei lavoratori. Un tempo la CasMez, la famigerata Cassa del Mezzogiorno, finanziava iniziative industriali anche a Pomezia, a Velletri. Venafro è diventata terra di conquista, come Lanciano, per nuove speculazioni industriali spesso abortite.

Naturalmente c’è chi lotterebbe per dimostrare, come dicono da anni, che il Sud comincia al di là del Po, così tutti gli industriali emiliani ne usufruirebbero. Tutto il polo ceramico tra Sassuolo, Fiorano, Modena ne sarebbe avvantaggiato. Lo stesso Luca Cordero di Montezemolo potrebbe strizzare un po’ le palle ai suoi. La Marcegaglia, già agevolata per gli stabilimenti di Forlì e Ravenna, dal canto suo, condurrebbe una spietata battaglia per dimostrare che anche lo stabilimento di San Giorgio Nogaro in provincia di Udine deve rientrare nella fascia meridionale, essendo ubicato nella propaggine meridionale, ora italica, della Slovenia, nota regione del Sud dell’Impero Austroungarico. Subito affiancata dalle rivendicazioni degli imprenditori altoatesini che, con nome cambiato in imprenditori sudtirolesi, rivendicherebbero la loro meridionalità nei confronti del Tirolo del Nord e dell’Austria.

Tutto il Piemonte industriale insorgerebbe se fosse escluso dalle agevolazioni. Non sono forse i Piemontesi, i cugini meridionali cisalpini di quei cittadini transalpini che popolano quella terra di Savoia che è meridione francese? E che dire della Valle d’Aosta e di tutte le altre valli. Sono anch’esse adagiate sul versante meridionale delle Alpi e avrebbero diritto allo sconto. Come vedete, alla fine (e non dite che sto sragionando, gli esempi in Italia di questo tipo si sprecano), i salari diminuiranno per tutti.

Ma che cosa poi è più caro al Nord? Spulcio dai giornali e scopro intanto che cosa costa uguale. La benzina aumenta per tutti e costa in tutta Italia lo stesso. I treni, gli aerei, i traghetti (a parte qualche agevolazione per i residenti) non sono dissimili. Per equità, se passassero le gabbie salariali, i costi dei trasporti, dovrebbero calare al Sud. Ci si troverebbe in un guazzabuglio incredibile. Perché un salariato del Nord acquisterebbe un biglietto Milano – Reggio Calabria ad una cifra maggiore rispetto ad un salariato del Sud. Ma che cosa succederebbe per il biglietto di ritorno Reggio Calabria – MiIano? Teoricamente il salariato nordico dovrebbe pagare sempre di più il biglietto. Allora dovrebbe esibire la sua busta paga al bigliettaio. Qui sorge un altro problema. Nel caso l’azienda, sua datrice di lavoro, avesse varie fabbriche disseminate in tutta Italia che cosa conta l’indirizzo legale o la sede di lavoro? La sede di lavoro, direi io. E allora il lavoratore dovrebbe esibire un documento o un certificato di residenza. Ma l’affare si complica ancora. Perché un lavoratore potrebbe lavorare in una fabbrica avendo la sua residenza in un altro luogo d’Italia. E allora il datore di lavoro dovrebbe rilasciargli una lettera (autenticata, naturalmente da un notaio) in cui dichiara, sotto la sua responsabilità, che il lavoratore presta servizio presso quello stabilimento. Davvero complicato. Forse sarebbe meglio, allora, istituire dei biglietti razziali. Tutti i terroni avranno un biglietto giallo con una tariffa e tutti i polentoni avranno un biglietto blu con un’altra tariffa.

Anche questo non funziona. Penso al mio caso. Nato a Pisa, da padre romano e madre siracusana, con nonno materno greco e bisnonna paterna inglese. Ho vissuto a Pisa, Lodi, Napoli, Grottaferrata, Frascati, Cagliari, Jejel (Algeria). Io chi sono? Biglietto giallo o blu? Per facilitare le cose si potrebbe cucire sui vestiti dei meridionali un simbolo giallo. Forse è la cosa più semplice. Ma conoscendo le abitudini levantine dei sudisti non si avrebbe mai la certezza che tutti se lo sono cucito addosso. Anche l’energia elettrica, il gas, il metano hanno tariffe praticamente unificate.

Qui è il Nord che insorgerebbe, sostenendo che è ingiusto avere tariffe uguali. Il clima al Nord impone di riscaldare di più le case e quindi il metano per equità dovrebbe costare meno al Nord che ne consuma di più. Si accoderebbero gli abitanti del comprensorio del Pollino, sostenendo, a ragione, che la Sila pur essendo profondo Sud è fredda più delle Alpi, spalleggiati dagli abitanti di Enna provincia più alta d’Italia e fredda anche se in Sicilia.

Ma nel differenziare i salari con le gabbie ci sarebbero altri problemi gravi da risolvere. Rispondete voi se vi riesce. La escort più famosa d’Italia, la D’Addario, quando la dà a Berlusconi a Bari dovrebbe essere pagata meno di quando gliela dà ad Arcore? Un bel problema davvero, che rende intricatissima una vicenda già intricata.

Tra le tante poi si scopre che gli hotel sono più economici al Sud che al Nord. Qui la richiesta di Calderoli diventa inaccettabile. Per un milanese non incide certo il costo di un albergo a Milano. Lui a Milano ha casa, mica va in albergo. E così il fatto che gli hotel sono meno cari al Sud costituisce un vantaggio per il Nord non uno svantaggio.

Poi c’è il capitolo ristorazione. Al Nord i ristoranti sono più cari anche del 30% rispetto al Sud. E anche qui avrei qualcosa da dire. Se a Milano si pretende di mangiare una cassata siciliana fresca di giornata non si può pretendere che costi come a Palermo. Lo stesso dicasi per il pesce. A Bari si può avere a prezzo contenuto perché pescato lì fuori. A Milano il problema potrebbe risolversi se si costruissero degli allevamenti di spigole e orate all’Idroscalo. È come ordinare polenta taragna a Catania o stufato d’alce ad Agrigento. Se li trovate avete idea di quanto possono costarvi?

Quello che in realtà costa in modo diverso e che fa la vera differenza, sono le case, gli affitti e i servizi privati come le visite mediche specialistiche. Anche qui non è semplice districarsi. Non è che in tutto il Nord le case e gli affitti costano di più. Ci sono casi e casi. Un mio collega veneto ha acquistato un casale con terreno a Maserà di Padova per una cifra che era esattamente la metà di quella che ho dovuto sborsare io per un appartamento a Frascati. E così per gli affitti: un attico a Piazza di Spagna e un appartamento alla Sgurgola hanno quotazioni diverse pur essendo tutti e due al Sud (Centro Sud diciamo).

Poi ci sono le visite specialistiche e qui non si capisce perché un oculista nordico debba rendere le sue prestazioni a un prezzo maggiore del 35% o giù di lì rispetto a uno del Sud. E qui subito insorgerebbero i professionisti nordici. Gli affitti sono più alti, le assistenti costano di più (anche quelle in nero), tutto è più caro e quindi anche le prestazioni nostre devono essere più care.

Alla fine comunque la vera differenza sta negli affitti e nel costo delle case. Allora invece di differenziare i salari tra Nord e Sud, idea che trovo bizzarra, si potrebbe proporre un’altra idea bizzarra. Un patto corporativo tra categorie. I proprietari dei terreni edificabili del Nord vendono i loro lotti al prezzo di quelli del Sud. I costruttori del Nord vendono le loro case al prezzo di quelle del Sud, visto che non devono ribaltare sull’acquirente un sovrapprezzo per il terreno. I proprietari d’immobili del Nord stipulano nuovi contratti con i loro inquilini per portarli al livello di quelli del Sud. I professionisti applicano tariffe calmierate visto che non hanno più bisogno di prezzi aggiuntivi sulle loro parcelle, da girare ai proprietari sotto forma di canoni di locazione alti.

Per i servizi pubblici ognuno si tiene quelli che ha. E qui il meridione dovrebbe insorgere visto lo schifo in cui versa la sanità e la pubblica amministrazione da quelle parti.

Un colpo di sole anche per me? Quando mai le corporazioni e le lobby accetterebbero minori guadagni in nome della giustizia sociale? E se ci pensasse lo Stato, costringendoli? Tra le gabbie salariali “liberamente” contrattate e il patto corporativo imposto quale sponsorizzereste ?

Mario Grossi
Fonte: www.mirorenzaglia.org
Link: http://www.mirorenzaglia.org/?p=8760
10.08.2009

Pubblicato da Davide

  • thomasmalory2008

    Per i servizi pubblici ognuno si tiene quelli che ha. E qui il meridione dovrebbe insorgere visto lo schifo in cui versa la sanità e la pubblica amministrazione da quelle parti.
    R
    Sanità e servizi al Sud sono cosi fatti proprio perchè nessuno insorge mai .I cittadini dovrebbero insorgere contro i politici e il Sud contro se stesso

    Per il resto la questione delle gabbie salariali nasce solo per far mandare giu’ ai leghisti e ai cittadini del nord , i miliardi di Euro destinati alla Sicilia e che finiranno come al solito mangiati dalla mafia senza alcun costrutto .
    Peraltro dietro questa questione si nasconde la progressiva eliminazione della contrattazione collettiva .

    Troverei sacrosanto comunque adottare subito queste gabbie salariali per le indennità ad amministratori locali , Regioni e Ulss .
    Poi ai dipendenti pubblici visto che al Sud ce ne sono troppi rispetto al Nord .

    Poi eventualente doo aver visto come funziona anche per il resto…

  • Franky_Ramone

    questo articolo è di una banaltà allarmante, sono del nord e abito al sud e la vita al sud costa meno. Costano meno i treni, costa meno l’autostrada, costa meno il cibo, autostrade intere gratis (vedi salerno-reggio calabria 4 corsie) e le tasse al sud sono più basse.
    A questo aggiungiamo i bolli dell’auto che non si pagano per consuetudine. le case abusive quando io stronzo del nord devo attenermi ai piani regolatori e quegli altri invece amici di amici condoni su condoni. Interi quartieri di grandi città del sud che non pagano tasse o immondizia. Ma finitela di prenderci per il culo

  • duca

    Se l’articolo è di una banalità allarmante, il commento non è da meno. Le statistiche sul costo della vita non tengono conto del fatto che “il bollo non si paga per consuetudine” o che le case sono abusive. D’altra parte se ritieni che sia meglio viaggiare sulla Salerno Reggio Calabria a 4 corsie (in tutto, cioè due in giù e due in sù) a gratis facendo lo slalom tra gli eterni cantieri e ad una velocità media da modesto podista invece che a pagamento sulla serenissima o sulla Piacenza-Bologna a 4 corsie (per senso di marcia!), liberissimo di trasferirti, ma non lo augurerei al mio peggior nemico. Le giuste questioni di legalità valgono sia per il sud che per il nord. Le tasse sono più basse al sud perchè il reddito medio è più basso, e il nero c’è al sud come al nord: al sud si lavora in nero e al nord si evade ogni volta che si può, ci sono commercialisti che sono diventati ministri per questa loro abilità, non prendiamoci in giro. Qui ha ragione Barnard: siamo sempre pronti ad autoassolverci ma se una regola non ci stabene, mica si ridiscute, si ignora e si ci beccano piangiamo per l’iniquità della stessa… Ci meritiamo Sordi…

  • Tetris1917

    Caro Franky, in Cina il costo della vita e’ ancora piu’ basso, perche’ non equipariamo i salari del nord italico, a quelli cinesi? Che ne dici? Mi riesci a spiegare, perche’ un salario di un proletario meridionale, dovrebbe interferire, con i costi della vita al nord? Ti ricordo solo una cosa per cui voi abitanti del nord, non ne fate nessuna mensione: la maggior parte dello smaltimento di “fetenzie” (scarti industriali) savoiarde, vengono atterrate nelle nostre merdose montagne. Fatti un giro nelle terre campano-lucane!

  • thomasmalory2008

    Scusa Tetris , ma ste fetenzie che vi prendete da tutto il mondo ve le dobbiamo venire a controllare noi da qui ?

    Dovete fare i c-o-n-t-r-o-l-l-i !!!
    Servono le ronde ? E fate anche voi ste stramaledette ronde c.zzo !

    Lo volete capire o no ? Ognuno deve difendere il proprio territorio .
    Se poi le fetenzie vi stano bene perchè ci guadagnate sopra allora non venite a lamentarvi.

  • thomasmalory2008

    Cooooome ? Le tasse sono più basse al sud perchè il reddito medio è più basso, e il nero c’è al sud come al nord ?

    Andare a vedere le statistiche ufficiali prego !!!!!

    Sicilia Calabria Puglie e Campania sono le REgioni dove si evade di piu’ . L’evasine Iva a Catania arriva al 90%. non so se mi spiego .

    Lombardia e Veneto tra le Regioni dove si evade meno
    ( vedere anche dati http://www.parlamentodelnord.biz/documents/Sintesi-evasione-Irap-06.pdf per avere informazioni ben ordinate e chiare )

    Della previdenza poi non ne parliamo nemmeno . Quella la pagano i lavoratori del Nord con le loro pensioni da fame .

    Niente balle prego. Non qui almeno .

  • illupodeicieli

    Sarebbe preferibile parlare ,credo, di casi concreti, documentando ognuno come può le proprie esperienze dirette o quelle altrui,ma locali, regionali. Quì a Cagliari posso dire ,per esempio, che il pane costa da 1 euro e 70 centesimi fino a 3 euro massimo 3 euro e 50; al mercato più conosciuto di Cagliari,mercato comunale, il prezzo è intorno ai 2 euro e 40; il biglietto per l’autobus cittadino costa,1 euro e vale per 90 minuti:dove ti permette di andare? oltre che in città,in quasi tutto il circondario, la qualità è accettabile ma potrebbe migliorare; il gasolio oggi è a 1.063 al fai da te; un appartamento in affitto costa intorno ai 450/500 euro, per due camere cucina e bagno, ma se lo si desidera in zona centrale il prezzo sale e va da 800 a oltre 1.000 euro; il costo del parcheggio è di 50 centesimi per la prima ora e di 1 euro per la seconda e seguenti, ma ci sono zone dove è di 1 euro l’ora. Il costo di shampoo e piega va dagli 8 euro fino a 10, ma anche qui se vuoi trovi chi ti fa pagare dai 15 euro in sù.Lo stipendio di una ragazza banconiera in un bar, è di 865 euro, contributi a parte ovviamente e ferie pagate, per 8 ore di lavoro e domenica di riposo.Mio figlio, inquadrato come apprendista artigiano, riceve 600 euro al mese e lavora le stesse ore (secondo me c’è qualche errore ma quello gli danno); quanto ai biglietti aerei,posso essere d’accordo, e sulle tratte ufficiali gestite in regime di continuità territoriale c’è qualche sconto, però gli sconti che senti alla radio di alitalia o meridiana, sono come quelli che praticano Mobilines per i traghetti,ossia per chi viene in Sardegna: io che mi voglio spostare me la prendo in quel posto.Le visite specialistiche, per esempio un otorino, ti costa dagli 80 euro in su, massimo 100 o 120 euro. Gli stipendi dei dirigenti statali sono online. Costano care le auto, sia nuove che usate, ossia i prezzi che si trovano oltremare qui te li devi scordare.Torno a ripetere che occorre sapere i parametri cui ci si vuole riferire, se no se vi dico che un cappuccino o caffè + pasta costa 1 euro voi che cosa pensate:è caro? Eppure vi posso indicare almeno due bar che praticano questi prezzi ma tanti altri applicano prezzi più elevati, dove un bicchiere d’acqua costa 40 centesimi e un caffè 80 e una pasta anche 1 euro.

  • wilcoyote

    Mi consenta di dubitare dei dati pubblicati da un sedicente “Parlamento del Nord”, cribbio!

    Per il lavoro che faccio so per certo che l’evasione in valore assoluto più alta è tenacemente radicata da anni nel ricco nord-est, con la Lombardia buona seconda. Un conto è dire che su 100 morti di fame che guadagnano tutti insieme 1 milione di euro l’evasione IVA è al 90% (a spanne circa 150.000 euro complessivamente di IVA non versata allo Stato), un altro conto è dire che su 100 cumenda che guadagnano ciascuno un milione l’anno l’evasione IVA è mediamente del 45%: a conti fatti l’evasione totale è ben superiore nel secondo caso. Giocando con i numeri si può dire quel che si vuole!

  • thomasmalory2008

    Dubiti , dubiti caro Wil . Dubitare fa sempre bene alla conoscenza .
    Ma putroppo non esistono dati nè ufficiali nè ufficiosi che dicono qualcosa di diverso da quello che le ho detto sopra .

    Se crede può leggere ad esempio cosa dice Padoa Schioppa su : http://epistemes.org/2007/10/02/padoa-schioppa-e-levasione-fiscale

    Graduatoria dell’intensità dell’evasione regionale – Media 1998-2002 (base imponibile evasa / dichiarata)

    13,04% Lombardia
    22,05% Emilia Romagna
    22,26% Veneto
    26,05% Lazio
    28,22% Friuli-Venezia Giulia
    28,97% Valle d’Aosta
    30,17% Trentino-Alto Adige
    30,53% Piemonte
    33,11% Abruzzo
    33,67% Toscana
    33,95% Marche
    44,51% Umbria
    49,75% Basilicata
    50,29% Liguria
    54,61% Molise
    54,71% Sardegna
    60,55% Campania
    60,65% Puglia
    65,89% Sicilia
    93,89% Calabria

    Se lei volesse dirci ora in cambio da cosa trae quel suo dato sul 90% di evasione in Lombardia gliene sarei grato .
    Sappia che non le credo molto e non per scommessa sull’onestà dei Lombardi , ma perchè al Nord i controlli sono ben diversi

    Quanto ai numeri che gli si possa far dire tutto è vero sino ad un certo punto .
    Questa qui sopra è la percentuale di evasione cioè intensità dell’evasione e mi pare un buon dato obiettivo non solo per valutare quanto ogni area d’Italia partecipa alle spese comuni , ma anche per capire perchè la vita costa meno dove maggiore è l’evasione.

    Quello che è certo è che le lezioni di civismo che molti impartiscono in direzione sud – nord e in particolare sud- nord est non sono ben indirizzate .

  • thomasmalory2008

    Nel post di prima sono stato impreciso , perchè ho erroneamente attribuito a Padoa Schioppa una relazione che invece è dell’ufficio studi Epistemes ( riferita a dichiarazioni Padoa Schioppa ).

    Comunque da qualunque parte li si giri i dati sono quelli .

    Li si può trovare aggregati per macro REgini anche qui : http://www.unipr.it/arpa/defi/papers/STutino.pdf

    L’intensità di evasione al sud riferito all’Irap ( industria e commercio ) secondo questo studio è pari al 99,5 % mentre il Nord ESt è fermo a 34,2 e il nord ovest a 31,4 .

    Per capire che non si sta giocando coi numeri ma dando i dati vero se se 100 è il totale evaso in Italia il 34,52 % viene dal Sud e Isole e solo il 18,87 dal nord est .

    La Campania evade in termini assoluti piu’ della Lombardia pur avendo meno abitanti e redditi piu’ bassi

  • vraie

    sei veramente grande, da nobel per l’economia:
    tu che faresti per salvare il Capitalismo? (non che sia in crisi eh?!! si fa per dire):::::
    dimezzzzzare gli stipendi al sud? bravissimo! veramente geniale!

  • vraie

    vorrei contribuire definendo meglio un piccolo ma importante aspetto del quale mi sono accorto da anni:
    io sto a Vercelli e la tazzina di caffè, oltre a costare quasi quanto a Torino, è SEMPRE molto ma molto meno ben preparata che nella Capitale Sabauda:
    se ne tenga conto!
    (e no parliamo di napoli…)

  • vraie

    TI OFFRIREI UNA CENA PER PARLARNE INSIEME! MA DOVE?

  • vraie

    UNA SOLUZIONE POTREBBE ESSERE: FARE IL COMUNISMO (MA SOLO PER I LAVORATORI, S’INTENDE!!!?)

  • mendi

    Costui, “Nato a Pisa, da padre romano e madre siracusana”, si interroga sulla sua identità.
    Rispondo io: sei un italiota, senza radici, senza cultura, senza tradizione, senza anima, senza niente. Un italiano vero.

  • Sassicaia

    E’ vero che generalmente al nord le visite specialistiche costano di piu’ ma
    e’ anche vero che i professionisti del nord sono generalmente piu’ bravi,
    tanto e’ vero che spesso negli ospedali del nord troviamo gente che viene
    a curarsi dal sud,ma non succede mai il contrario.Del resto un recente
    studio comparso su tutti i quotidiani e fatto da una commissione mista ha
    rilevato che anche le universita’ del nord sono migliori di quelle del sud la
    cui regina e’ chieti che si trova al diciottesimo posto nella graduatoria nazionale:date caesari quae sunt caesaris

  • Tetris1917

    hahahahahahahaha, si vede che non sei mai stato da noi 🙂 al piu’ al mare. Le ronde da noi le fanno da secoli……..camorra mafia ndrangheta….il territorio piu’ controllato al mondo!

  • wilcoyote

    A dire i vero non fa che confermare quello che ho detto io: si parla di percentuale sulle basi imponibili, non di cifre in sesso assoluto.
    Inoltre io non ho detto che in Lombardia l’evasione è al 90%, bensì ho ipotizzato, per fare un esempio di come si può giocare con i numeri, che al Sud sia del 90% e a Nord del 45% (ossia la metà) su base imponibile, ma con base imponibile a Nord molto più elevata che a Sud.
    Insomma, in soldoni al Sud, nel mio esempio (ipotetico, esposto a puro scopo didattico) con un’evasione del 90% sulla base imponibile si evadono 150.000 euro l’anno, a Nord con un’evasione del 45% sulla base imponibile si evadono oltre 7 milioni di euro l’anno. Ho esagerato volutamente le cifre ma il succo del mio discorso penso sia chiaro.
    L’evasione maggiore in termini assoluti è quella delle grandi aziende, banche in primis. Questo ovviamente i preclari economisti legati al mondo della finanza e delle banche si guardano bene dal dirlo!
    Altra fonte di evasione enorme è la malavita organizzata, che però paradossalmente per “ripulire” i capitali reinvestendoli in attività lecite, probabilmente paga più tasse delle oneste multinazionali, banche ecc….

  • wilcoyote

    Mah… sarà l’eccezione che conferma la regola, ma so per certo che in alcune unità specialistiche dell’Ospedale San Salvatore (L’Aquila) prima del terremoto venivano a curarsi pure da Torino.
    Di sicuro il malgoverno a Sud è ormai endemico, ma forse perché fa comodo anche ai signùri del nord? (se il sud avesse servizi efficienti e lavoro col cavolo che a Nord lucrerebbero sui migranti!)

  • Franky_Ramone

    ai signuri del nord non fa sicuramente comodo che 5 miliardi di euro delle loro tasse vengano destinate ogni anno ad un pozzo senza fondo come la regione Sicilia. E finiamola con sta storia del povero immigrato del sud al nord che io, come già detto, del nord vivo al sud e se mi si può fottere non appena sentono il mio accento non fanno tanti complimenti, tanto ‘quelli del nord son fessi’ non è così? e sempre parlando di migranti noi gli extracomunitari li mandiamo nelle fabbriche e cerchiamo con le nostre amministrazioni di integrarli, voi li tenete nei campi schiavizzati o in zone ghetto senza un cazzo di nulla.

  • Sassicaia

    La differenza tra nord e sud in ogni senso non deriva da scelte odierne
    ma da centinaia di anni di storia totalmente diversi,esperienze diverse,
    popoli e amministrazioni diverse che li hanno governati:la differenza
    tra gli Asburgo e i Borboni era notevolissima,solo per fare un esempio,
    senza che questo vada ascritto a merito o colpa degli uni o degli altri.

  • marimari

    dire che l’italia da nord a sud non ha alcuna identità alcuna cultura alcuna tradizione comune è da italioti provinciali che non sono mai usciti dal paese, per rendersi conto che l’italia tutta ha una sua distintività culturale personale molto forte