Francia, un rifugio sulle Alpi per sfuggire ai 61 V/m d’elettrosmog

oasisana.com

di Maurizio Martucci

Quando con la scusa “che il progresso non si può fermare“, Governo Draghi-Colao e Parlamento ci dicono di voler far schizzare di 110 volte più di oggi l’elettrosmog nell’aria, innalzandolo fino alla spericolata soglia dei 61 V/m, mettiamoli difronte al fatto compiuto, all’evidenza del danno, alla prova provata: in Francia, dove i 61 V/m sono in vigore da tempo a differenza dell’Italia, per non soffrire come una tortura sulla propria pelle l’irraggiamento delle possibili cancerogene radiofrequenze, un gruppo di cittadini è stato costretto a fuggire dalle città, rifugiandosi sulle Alpi. Si, proprio così, sono letteralmente scappati dalla pervadente ubiquitaria presenza di antenne di telefonia mobile, abbandonati casa, lavoro, amici e vita sociale per rifugiarsi nelle montagne, pur di sopravvivere a quello che l’ICNIRP stabilisce invero come soglia di sicurezza per l’effetto termico.

Francia rifugio Alpi 5G

Due villaggi abitati da elettrosensibili esistono infatti nei pressi di Crest e Gap di Saint-Julien en Beauchéne, in mezzo ad un parco regionale ed un altro nazionale. Tutto verde, natura, detox. Rispetto agli eco-villaggi ‘protetti’, la cittadina più vicina con tutti i servizi della modernità (e le antenne dei cellulari, radio e tv, Wi-Fi, linee alta tensione) si trova a circa 10 chilometri di distanza, mentre la prima cabina telefonica è invece ad un chilometro e mezzo. Nel rifugio zona bianca le abitazioni sono schermate, trasformate in vere e proprie gabbie di Faraday, è ovviamente vietato lo Smartphone e, per scaricarsi dall’accumulo di elettro-staticità, c’è una sorta di doccia anti-elettrosmog dove, con l’acqua, si può all’occorrenza ‘alleggerire’ il corpo. “La vasta tenuta è una zona di rifugio di emergenza privata – dicono i promotori e gestori del posto – messa a disposizione dei malati di elettrosensibilità (EHS) in difficoltà, temporaneamente e gratuitamente, su base umanitaria“. Mutuo soccorso, aiuto umanitario, stato sociale sostituito dall’iniziativa filantropica di chi soffre, spogliato di diritti, assistenza sanitaria e riconoscimento. E’ questo il prezzo di un’assurda condizione, pagata tra l’indifferenza governativa in nome della tecnologia digitale , insomma di quel “progresso che non si può fermare“, come un mantra recitata acriticamente, ignorati appelli dei medici ed effetti collaterali. Eppure nella Francia a 61 V/m secondo il rapporto dell’ANSES (Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, ambientale e della salute sul lavoro) del marzo 2018, gli elettroipersensibili sarebbero nell’ordine del 5%, quindi quasi 3,5 milioni di francesi soffrirebbe di 2G, 3G, 4G e 5G a 61 V/m. Cosa dobbiamo aspettarci in Italia? Nuovi isolamenti, altre ghettizzazioni di massa? Pensando poi che, col 5G, è previsto pure il Wi-Fi dallo spazio.

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Proprio per questo l’Alleanza Italiana Stop 5G e i medici di ISDE Italia hanno formalmente inoltrato una diffida legale al Ministero della Salute, all’Istituto Superiore di Sanità e all’INAIL per il riconoscimento dell’elettrosensibilità: “siamo disposti a tutto pur di vedere protetti e garantiti i nostri diritti – dicono i malati di onde elettromagnetiche – andremo avanti in ogni sede competente, se fosse anche chiamando in giudizio lo Stato per inerzia e abbandono dei propri cittadini. Non vogliamo fare la fine dei francesi, Non vogliamo scappare dalle nostre città, preda ormai di un pericolosissimo mix elettromagentico. Siamo cittadini come tutti gli altri, pretendiamo una vita normale e non da isolati”. Se questo è un uomo…. (versione 2.0).

VIDEO – Elettrosensibilità, “per riconoscerla faremo causa allo Stato”. Malattia scomoda, ma i diritti sono inviolabili

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Fonte: https://oasisana.com/2021/07/15/francia-un-rifugio-sulle-alpi-per-sfuggire-ai-61-v-m-delettrosmog-in-italia-diffidato-lo-stato/

Pubblicato il 15.07.2021

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fuffolo
Utente CDC
16 Luglio 2021 15:19

Ormai da anni in città non riesco più a dormire, le poche volte che ci torno non ci passo mai la notte per evitare wi fi e tutto il resto.

cesca
Utente CDC
20 Luglio 2021 7:12

Apprezzo molto la scelta di questo argomento.
Essere elettrosensibili vuol anche dire non poter entrare in alcuni negozi; nella maggior parte dei centri commerciali ed in tutti i luna park; se ci si sposta occorre, arrivati sul posto, trattare per il cambio dell’alloggio perché disturbati da una fonte elettrica vicina.
Non so se vedrei di buon occhio un villaggio per elettrosensibili, per paura. Durante la seconda guerra mondiale i più dotati venivano usati.
Vicino a Ravenna, fra Punta Marina e Marina di Ravenna c’è una pineta secolare: passeggiare al suo interno è una vera benedizione; gli alberi sono amici degli elettrosensibili.

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