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FORZA, ALLUVIONE !

DI EUGENIO ORSO
pauperclass.myblog.it/

Questa mattina, a Trieste e dintorni, piove a dirotto.

L’acqua continua a cadere ed è straripato qualche torrente in provincia di Udine, con qualche problema in più nel Friuli orientale, ma è soprattutto il Veneto, quello della Lega, della mitizzata PMI e del passato miracolo del Nord Est, a finire malamente sott’acqua.

E’ come se all’originaria prosperità si fosse sostituito, materialmente e simbolicamente, il diluvio: quello molto concreto della pioggia scrosciante di questi giorni, e l’invisibile diluvio, produttivo, economico, sociale, suscitato dalla concorrenza cinese, dall’arretratezza della piccola industria italiana, dalla crisi conseguente del Made in Italy, e dalla riduzione dei consumi interni.

Non è certo un diluvio universale, ma è soltanto un fenomeno locale, un evento naturale, non privo però di implicazioni politiche, che si somma alla crisi in atto.

Tuona il “governatore” veneto Zaia, ex cameriere di trattoria e attuale cameriere politico di provincia, che è necessario, per far fronte agli ingenti materiali danni dell’alluvione, tenere l’acconto irpef in Veneto, senza versare alcunché allo stato centrale.

Ha già protestato, lo stesso soggetto, contro le attenzioni e i fondi da dedicare allo storico sito di Pompei, parte della nostra storia più remota ed oggi in pericolo per sopraggiunta incuria.

Chissenefrega della storia e del comune patrimonio culturale! Quello che conta è che l’elettorato leghista tipico, zoccolo duro irrinunciabile del bossianesimo, è stato colpito dal piccolo Armageddon di questi giorni, e rischia di annegare, economicamente e … fisicamente.

La pioggia e la paura non cessano, aumentano i danni e con loro si moltiplicano le reazioni scomposte, i lai, le richieste di intervento di chi ha sostenuto con il consenso l’asse Bossi- Berlusconi-Tremonti.

Berlusconi in persona, per un attimo distolto dal bunga-bunga e dagli affari processuali privati, assieme ad Umberto Bossi con tanto di figlio scemo, Renzo Trota, ha visitato il Veneto, beccandosi bordate di fischi e accese contestazioni in particolare a Padova.

Ormai le contestazioni si estendono dalla martoriata e irricostruita L’Aquila allo stesso Veneto, regione-roccaforte xenofobo-egoistico-leghista dell’attuale maggioranza, e non sono inscenate soltanto dai terremotati che affrontano la polizia, ma dagli stessi “bottegai leghisti padani”, ossatura elettorale, nel mitico Nord Est produttivo, di un sistema di potere sempre più barcollante.

E’ curioso osservare come lo “zoccolo duro” elettorale leghista e, in subordine, piediellino-forzaitaliota, a lungo spacciato come quintessenza delle forze veramente produttive in Italia, sotto la pressione diretta di problemi molto concreti – migliaia di piccole aziende in malora e danni che forse raggiungono il miliardo di euro – inizia a ribellarsi e a contestare quello stesso, inefficiente governo che fino ad ora ha contribuito a tenere in piedi.

Causa del disastro italiano, che è complessivo, dispiegandosi sul piano etico-politico oltre che sul piano sociale ed economico, sono loro stessi, i “cocchi” del governo berlusconian-leghista ai quali l’evasione fiscale e contributiva è consentita, o meglio, anche loro ne sono la causa e fanno parte interamente del problema.

Vogliono i soldi dal governo, ma fino ad ora non li hanno forse ricevuti, attraverso il voto fondato sullo scambio “piccola evasione contributiva e fiscale tutelata e garantita contro il consenso”, tipico del voto leghista e di quello forzaitaliota?

Impresari di piccolo cabotaggio, commercianti ed altre simili figure che popolano il ricco Veneto, hanno persino ottenuto, dal Berlusconi che la Lega tiene letteralmente “per le palle”, il federalismo fiscale realizzato entro la fine dell’anno.

Gran parte delle amministrazioni locali venete sono leghiste o pidiellino-leghiste, a partire dall’ente regione.

Stampelle di uno dei peggiori governi della storia d’Italia, questi individui, colpiti da una calamità naturale i cui effetti devastanti potevano forse essere attenuati da interventi pubblici mirati, sul territorio, ora sbraitano, piangono e si strappano le vesti per avere denaro da quello stato centrale che tanto hanno vituperato, magari togliendolo alla preservazione e alla tutela del patrimonio artistico, storico e culturale comune, in altre aree della penisola.

Accanto agli ultimi crolli materiali e simbolici, dalla Domus Aurea neroniana alle vestigia di Pompei, quali simboli di malgoverno e incuria ai quali farà forse seguito il crollo finale del Colosseo, vaticinato da Nostradamus, l’alluvione sembra produrre lo smottamento del consenso al governo di Berlusconi e della Lega, l’ulteriore e decisiva perdita di credibilità, proprio nei luoghi in cui l’attuale cartello di maggioranza ha i suoi sostenitori più accaniti e convinti.

Se l’Italia è veramente “costruita sulla sabbia”, come ha scritto nel suo best seller Gomorra il tanto celebrato e discusso Saviano, il problema non è certo limitato al solo meridione, e ciò è avvenuto anche a causa di questi individui, che tanto sbraitano o si lamentano nel momento in cui tocca a loro, poiché gli stessi hanno offerto un contributo sostanziale al sostegno e all’inazione dei governi cialtroni e incapaci, prevalentemente del cosiddetto centro-destra, succedutisi in questi ultimi anni.

Che poi questi individui rappresentino la parte produttiva del paese, e tutto il resto viva bellamente alle loro spalle, sappiamo che è una palese menzogna.

Hanno costruito le loro piccole e meno piccole fortune personali, non soltanto sulla pratica ammessa e tutelata dell’evasione, ma anche sul lavoro degli altri, e cioè degli operai autoctoni, dei migranti meridionali, e recentemente su quello degli immigrati, regolari e irregolari, provenienti da altri paesi.

Non di rado, si è trattato di lavoro nero, non tutelato, supersfruttato, e totalmente “informale”, a tutto vantaggio dell’imprenditore, o del possidente di terre.

Me li ricordo, i “commendatori” veneti, quando passavano il week-end a giocarsi al casinò i frutti del lavoro loro e di quello di molti altri nella Slovenia da poco diventata indipendente.

Me li ricordo mentre si trastullavano con le escort dell’est che fu sovietico, affamate di soldi e all’epoca, in certi casi, affamate tout court, nei locali notturni, davanti ad una bottiglia di millesimé posticcio.

Sull’arretratezza tecnologica che caratterizza buona parte PMI italiana, proprio non serve sprecare parole, trattandosi di un fenomeno ben noto da tempo, ed oggi, momento in cui tutti i nodi economici e produttivi stanno arrivando al pettine, ben visibile ed inquietante.

Le imprese piccole e medie che si definiscono “di nicchia”, parte di terziari avanzati o avanzatissimi, sono molto poche numericamente, generano ben poca occupazione, e soprattutto, sono ben altra cosa rispetto alla generalità della PMI, perché del tutto inserite, come i grandi gruppi, nelle attuali dinamiche capitalistiche globalizzatrici.

La PMI colpita dall’alluvione ha fatto le sue temporanee fortune, in passato, in seguito allo smantellamento della grande industria, pubblica e privata, in vari settori produttivi [dall’alimentare all’informatica], ed ha costituito la debole ossatura del sistema produttivo nazionale, in assenza di alternative migliori e di effettivo avanzamento tecnologico.

I centri di potere finanziario globalisti, con sede in Nord America e giurisdizione sull’occidente, hanno decretato per l’Italia un futuro di produzioni tradizionali, a basso contenuto tecnologico, e la frammentazione [forse irrimediabile] del suo apparato produttivo, perché le produzioni “più avanzate” dovevano e devono confluire al centro.

La PMI alluvionata che chiede contributi pubblici capitalistico sembra già condannata, nel medio termine, dallo stesso punto di vista capitalistico contemporaneo, evasione o non evasione, incentivi di stato o disincentivazioni, Irpef trattenuta o versata, piogge torrenziali o sole splendente, perché la tanto invocata “competitività internazionale” non c’è più, se anche c’è stata in un passato ormai lontano, in altri contesti economico-finanziari …

Ma quello che più conta, è che coloro che un tempo gridavano cinicamente “Forza Etna!” o “Forza Vesuvio!” in occasione di eruzioni vulcaniche nel sud del paese, oggi sono travolti dall’acqua, dal fango, e dal malgoverno di un esecutivo cialtrone che loro stessi hanno strenuamente sostenuto.

E allora noi oggi diciamo provocatoriamente “Forza, Alluvione!”, dando la nostra solidarietà esclusivamente ai lavoratori dipendenti di quelle terre, ai subordinati che non hanno nulla, al lavoro migrante, ed ammirando sempre e comunque la splendida Venezia.

Sic Transit Gloria Padania.

P.S.: chi scrive ha nonni,  bisnonni e trisnonni paterni veneti, provenienti della zona di Bassano del Grappa.

Eugenio Orso
Fonte: http://pauperclass.myblog.it/
Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2010/11/10/forza-alluvione-di-eugenio-orso.html
10.11.2010

Pubblicato da Davide

19 Commenti

  1. Sono stato ultimamente in veneto ed in modo particolare nella provincia di venezia… bhè mi sembrava di stare nel profondo sud.
    Questo per dire che tutto il mondo è paese.L’italia è divisa da sempre da organizzazioni di vario genere tutte però improntate nel peggior egoismo e opportunismo che possa essere messo in campo.
    Si è vero ce aretratezza in tutti i sensi non solo al sud ma anch al nord sempre più velenoso e insicuro nelle sue aziende che espolodono in aria.
    Questo degrado tecnologico è anche sociale e soprattuto culturale oramai irrersibile che nessun governo potrà più cambiare.Si è totalmente spenta in italia la fiamma della solidarietà in tutti contro tutti senza senso e senza prospettive.Non c’è rimedio purtroppo se non come unico rimedio di passare dentro un diuvio sociale e per usare una parola religiosa “purificatrice”.In sostanza la divisione tra genti per bene e per inodle abituate ad adattarsi a regole giuste e quelle non giuste (sperando che siano poche 9 che ormai si confondono molto bene con la massa dei balordi che sono abituati a non rispettare null e nessuno.
    Senza questo passaggio sarà dura che le cose qui da noi cambino, anche se i tempi non sono lontani perchè quando quelli che sono stati protetti e hanno fatto i furbi cercheranno di tenersi il maltolto saranno tanti quelli che invece affamati dal bisogno riusciranno a togliere a loro tutto il superfluo che non gli spetta.

  2. riporto commento anche qui visto che si parla dell’alluvione del Veneto come colpa leghista:

    ” l’uso strumentale di catastrofi per far propaganda lo trovo infimo e disgustoso, nonché ipocrita quando viene da persone che pongono ideali come la tolleranza un baluardo insindacabile.

    Quello che è successo al Nord, a Massa (mi pare Toscana no? non è una giunta rossa come la Ligura anch’essa non risparmiata dalle frane?) come a Giampiglieri mesi fa è una politica scellerata del territorio effettuata da tutti i partiti e le ragioni le comprendiamo bene e sono poco nobili, qualunque sia il colore politico di chi le ha portate avanti, poiché le infrastrutture son state portate avanti da tutti come un dogma.
    A Bologna, cittadina del centro-nord, amministrata dal centro sinistra oltre ad aver costruito il Tav che nei pressi della stazione fa sprofondare palazzi, si è aperta una voragine, sempre a causa del Tav.
    Se vogliamo rimediare allo sfacelo dobbiamo smetterla di usare queste catastrofi per fini elettorali per partiti tutti complici delle stesse scelte che causano questi sfaceli.””

    Le PMI dello smantellamento e sfruttamento del territorio è colpevole come tutti coloro che sostengono ad ogni piè sospinto “progresso, sviluppo, infrastrutture che danno lavoro, più cemento per la ripresa”, questa cementificazione selvaggia ha fatto comodo alle PMI come ha fatto comodo ai sindacati che per dar posti di lavoro giustificano la distruzione del territorio, fa comodo a chi non trovando lavoro al sud si è potuto fare una vita al nord.

    Caro Orso, facci un bell’articolo sulla splendida Venezia ed il SUO MOSE, avversato per finta dal Cacciari salvo poi concedere autorizzazioni al Consorzio Venezia Nuova.

    Incredibile che si usino queste tragedie per buttare benzina sul fuoco e fare tifoserie da stadio.

  3. Dice Orso
    Sic Transit Gloria Padania.

    Ho il sospetto che “Padania” andasse declinato al genitivo.

  4. Insomma, per questo Orso tutti i veneti sono degli ignoranti trogloditi e disonesti che si meritano il disastro. Rimane fuori, naturalmente, la categoria che potremmo identificare nel vago e desueto “proletariato”: “dipendenti di quelle terre, ai subordinati che non hanno nulla, al lavoro migrante”. E ai suoi avi che, naturalmente, vengono chiamati fuori dal disastro centrodestrista degli ultimi anni. Di veneti cosí, si sa, non ne escono piú. Un sentito grazie anche da parte diun ligure. È di questo spirito che l’Italia ha bisogno per risollevarsi dalla merda!

  5. Liguria, alluvioni tossiche. Sicuramente Orso ne sarà lieto, anche se a causare questo, se proprio si ritiene divertente (io lo trovo sconfortante) il gioco “ti faccio vedere io chi amministra meglio” è stata una giunta di sinistra.

    http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=9025&Itemid=1

  6. Le zone sommerse del Veneto sono tante, nelle province di Padova, Verona e Treviso l’acqua è arrivata a due metri sopra il pavimento di case, fattorie, aziende, fabbriche. Le persone evacuate sono più di tremila, intorno agli allevamenti gli animali morti galleggiano a migliaia: ma è stato così fin da subito, quando i fiumi han rotto gli argini, il giorno di Ognissanti, e allora come mai la nazione lo scopre con enorme ritardo ?

    Come mai Bertolaso è venuto il 7 novembre, e Berlusconi e Bossi il 9? È questo che offende e fa arrabbiare i veneti. È di questo che s’è lamentato il governatore Luca Zaia. Leggevamo i grandi giornali nazionali e sull’alluvione non trovavamo che qualche brandello di cronaca, sepolto nelle pagine interne. Guardavamo i tg e vedevamo sempre la saga di Sarah e quella di Ruby, e sulla catastrofe che faceva scappare migliaia di famiglie solo qualche cenno disinformato, o un oltraggioso silenzio. Noi ci aspettavamo di finire in prima pagina, o in apertura dei tg. Interessarsi a Ruby vuol dire divertirsi sull’eros dei potenti, e in fondo anche interessarsi a quale corda o cinghia ha strozzato Sarah è un atto di morboso voyeurismo, non venitemi a dire che è una forma di pietà cristiana. E allora la conclusione dei veneti era: noi moriamo, il paese gode. E allora: questo non è il nostro paese. Noi non facciamo parte dell’Italia, e l’Italia non ci sente come una sua parte. Noi veneti e gli altri italiani non abbiamo la stessa patria. La patria degli altri è l’Italia. La nostra patria è il Veneto.

    Direte: ma l’Italia in questo momento non ha soldi, di fronte a una catastrofe il suo istinto è ignorarla o minimizzarla, quindi il silenzio dello Stato di fronte alla mega-alluvione del Veneto era una forma di autodifesa. Ma no, non è così. Perché le proteste del Veneto sono state due: la prima, l’Italia non ci vede, le nostre disgrazie non le interessano, noi anneghiamo e lei si volta dall’altra parte; la seconda, adesso che ha ben visto cosa c’è capitato, non vuole aiutarci, il governatore chiede un miliardo e la Protezione civile gli offre 20 milioni. Tra la prima protesta e la seconda è passata una settimana. Nei primi tre-quattro-cinque giorni il governatore Zaia non chiedeva soldi, chiedeva attenzione. E non l’ha avuta: l’ha avuta dopo, quando le proteste delle città son diventate un’altra notizia, che potenziava la notizia dell’alluvione. Il fatto che il Veneto non sia visto dalla capitale dipende da due ragioni, di cui una è colpa della capitale e l’altra è colpa del Veneto.

    La prima: la capitale è miope, non vede fino alle Venezie. Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige per Roma sono una giungla inesplorata, piena di bestie feroci. La seconda: le Venezie hanno una miriade di giornali cittadini, ben fatti, dalla diffusione capillare, economicamente solidi, ma parlano alle proprie città, non parlano a Roma. Poco o per niente collegato alla nazione, il Veneto (e tutto il Nord-Est) non sente di farne parte. Si sente fuori. La nazione è un’entità che riscuote le tasse e basta. Una rapinatrice. Poiché una parte delle tasse del Veneto va alle regioni del Sud, il rapporto tra Veneto e Sud è brutto. È peggiore il rapporto con i meridionali che con gli immigrati. Perché gli immigrati non sono una voce delle tasse, sono anzi una voce produttiva. Adesso che il Veneto è in ginocchio, il brutto rapporto col Sud si fa ancora più brutto, in tutt’e due le direzioni: tutti quelli che hanno una carica, piccola o grande, nel Veneto lamentano che Roma guarda sempre al Centro e al Sud, ed è sempre pronta ad aiutarli, e dal Sud arrivano segnali di scherno.

    In Facebook è nato un gruppo chiamato «Allaghiamo il Veneto pisciandoci sopra», dove qualcuno, dotato di spirito poetico, ha costruito un messaggio in rima: «Speriamo nell’uragano Katrina – che spazzi via ogni ridente cittadina». Il gruppo è stato subito cancellato. Ma l’odio resta. Una volta era folklore. Venivano i tifosi del Napoli a Verona, e lo stadio li sfotteva: «Benvenuti in Italia». Poi i veronesi scendevano a Napoli, e lo stadio apriva striscioni di un’irrisione colta: «Giulietta è ’na zoccola». Ma si trattava di sport, adesso si tratta di una disgrazia. Se ridi sull’amico ferito che muore, non sei un amico. Se poi quello non muore, con lui hai chiuso.

    Ferdinando Camon
    Fonte: http://www.lastampa.it
    Link: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=8062&ID_sezione=&sezione=
    10.11.2010

  7. C’è da vergognarsi e per la stupidità di fondo di questo articolo, chiamiamolo così, sporco di una partigianeria demente ,ma i veneti non sono da meno. Affermano di volersi staccare dall’Italia, sono felici di cacchiate come l’articolo V, all’origine di molti mali. Ora se la prendono con Berlusconi, e vogliono soldi dagli Italiani, quindi anche dai terroni.

    Liguria: i liguri hanno macellato , depredato, imbruttito una terra bellissima, e pieni di spocchia fingono di ignorare tutte le magagne e le beghe, comprese quelle che i tribunali stanno studiando ed analizzando da tempo, con cura chè la mota è tanta tantissima e di qualità.

    ne esce fuori un quadro infelice del paese e per mali sedimentati negli anni, nei decenni.

    Complimenti Italia!”

  8. Ma se i Veneti danno tanto fastidio e suscitano tutto questo livore nel signor Orso , perché non lasciare che si arrangino ? Che facciano da se con la loro infamissima Irpef ? Se è tutto lavoro nero , perché non dirgli che si facciano una cassa per conto loro ? Se gli evasori son davvero loro perché non lasciargli i loro problemi da risolvere con la loro Irpef e la loro Iva ? Se investire sulle rovine di Pompei e piu’ urgente che salvare l’apparato produttivo delle Regioni che producono reddito , perché non puntare solo sul turismo e abbandonarli al loro destino ? Se non è vero che sono la parte produttiva del paese perchè tante storie se dicono di voler fare da soli ? Voglio dire . Ad un certo punto bisogna anche tirare le conclusioni logiche dei propri ragionamenti

  9. Perfettamente daccordo, VENETO, nato in veneto…..etc….etc….etc…..

  10. ma che liguri … la liguria è stata devastata dalle masse di Milanesi (e lombardi in genere) che vorrebbero ricreare in liguria lo stesso modello in stile monza milano brianza etc.. etc.. se ne andassero tutti afff…. la liguria sarebbe rimasta sana e salva com’è stato per decenni con i liguri !!!

  11. Che l’Orso Eugenio se ne stia nella tana in letargo! Chi non ci dice che le piogge insistenti sul Veneto non siano dovute ad una manipolazione climatica?
    Non diamo sempre la colpa alla CO2 per fenomeni meteo. C’è effettivamente la possibilità di alterare i flussi di vapore acqueo nella alta atmosfera mediante HAARP.
    http://www.mariadinazareth.it/haarp.htm – Per danneggiare Berlusconi e gli alleati Leghisti . lo stratega criminale amerikano può, volendo, creare problemi .. come la siccità in Russia ( non è fantascienza badate ) per cui se arreco un danno ambientale in Veneto o in altra parti del mondo, ciò si traduce in un danno economico e se mancano i soldi si trasformano in un danno politico — vai poi a capire se sono stato io . _

    Mosca ,10 novembre 2010, temperatura 12°C . Non è tutto il tempo quel che piove.

  12. A prescindere dal Progetto HAARP, certo che quando f comodo il complottismo viene utilizzatto senza scrupoli come l’anti imperialismo americano, nel 2006 uno studio su Padova e provincia denunciò il pericolo di alluvioni essendo stato cementificato a livelli record senza pianificazione,citando proprio i fiumi esondati.Nessun governo specialmente regionale è intervenuto,anzi si dava licenze edili come gotti di vino.Inoltre dopo anni di becero leghismo veneto con personaggi alla Gentilini che ha fatto scuola, hanno contribuito a creare un gelido muro tra veneti e l’altra Italia,quindi non stupitevi d l disinteresse.A proposito di Mosè : 4miliardi e 300milioni senza gara,ecco cosa ci costerà.

  13. Haa haah ha, proprio cosi: “Sic transit gloria Padaniae”.

    …e mi sentirei di aggiungere anche “mutatis mutanda”, “mala tempora currunt”, “Unicuique suum”, “Nunc est bibendum”.

  14. Il tenore di vita al sud è superiore nel senso che la vita costa la metà e gli stipendi sono uguali . Inoltre il lavoro nero che nella realtà vera e non quella immaginaria è un fenomeno esteso nel sud e non nel nord ,comporta un risparmio di risorse notevoli che , seppure solo in piccola parte , sicuramente va anche a vantaggio del lavoratore dipendente non in regola . Ovvio che questo non significa che la ricchezza in totale sia maggiore al sud , ma il tenore di vita medio del lavoratore dipendente è sicuramente superiore

    thomasmalory

  15. Premettendo che queste contrapposizioni nord-sud hanno l’unico scopo di fare il gioco di chi detiene il potere ai danni dei cittadini tutti, personalmente non ritengo affidabile uno come Luca Ricolfi che afferma che il tenore medio di vita a sud e’ maggiore di quello a nord. Ma questo signore ha mai vissuto al sud? Sa di cosa parla? O parla a vanvera (o peggio in malafede)? Tenente, un consiglio, invece di Leggere Ricolfi, leggi ad esempio Pino Aprile, tanto per dirne uno.

    io

  16. L’arroganza e la grettezza della classe politica veneta sono una tentazione. Avrei una gran voglia di mettere l’alluvione del vicentino nella stessa categoria della sabbia marina mescolata al cemento nelle case crollate all’Aquila, o dell’immondizia nel napoletano. E in questo accostamento ci sarebbe un bel po’ di verità. Ma le analogie possono essere fuorvianti, e una volta chiarito che i veneti non possono prendersela solo con Giove Pluvio senza guardare anche alle responsabilità proprie, è più istruttivo guardare alle differenze tra i due casi.

    Il disastro della gestione del territorio nel meridione è il frutto di un modello di “sviluppo” (ma sarebbe meglio dire “sottosviluppo”) in cui l’inefficienza amministrativa degli enti locali è programmata. Le opere pubbliche inutili e interminabili, l’abusivismo, i costi di progettazione che superano quelli della realizzazione, le piante organiche ipertrofiche, la corruzione negli appalti sono stati per decenni un modo di far affluire denaro pubblico a un’economia senza mercato e incapace di costituirsi in mercato per liberarsi dalla dipendenza dell’assistenzialismo statale. I funzionari scrupolosi e onesti venivano messi da parte perché entravano inevitabilmente in conflitto con un blocco sociale fatto di politici, imprenditori e professionisti che “davano lavoro” alla gente attraverso il malgoverno. In questo orizzonte non trovava posto un sistema di controlli che garantiva la sicurezza degli edifici dell’Aquila, o una saggezza gestionale che progettava nel lungo periodo una efficace raccolta dell’immondizia in Campania.

    Il caso del Veneto è diverso. In una terra di vecchia emigrazione in cui le persone più anziane hanno ancora il ricordo di infanzie di penuria e privazioni, un modello di sviluppo che coniugava una notevole laboriosità e le dimensioni della piccola e media impresa promuoveva uno sviluppo tumultuoso che rendeva in breve il Veneto una delle aree più prospere d’Europa. Il prezzo di questo pullulare di imprenditorialità dal basso fu un dissennato sfruttamento del territorio per cui precipitazioni autunnali che non eccedono la norma trasformano la terra abitata in acquitrino.

    Forse non era inevitabile che le cose andassero così. Il bacino della Loira in Francia, anch’esso soggetto ad alluvione, negli anni è stato messo in sicurezza da interventi di bonifica, mentre in Veneto basta un Bacchiglione qualunque per la catastrofe. E io mi chiedo cosa possa significare “tutela del territorio” in una regione in cui sembra normale un elevato tasso di abbandono scolastico da parte di giovani che non sono troppo poveri per restare agli studi, ma che considerano tempo perso nella corsa agli “sghei” gli anni passati sui libri.

    Ma è anche vero che la rapida trasformazione del Veneto da terra di sottosviluppo a terra di grande ricchezza doveva far sembrare voci nel deserto tutti coloro che raccomandando una più assennata gestione del territorio (in particolare contro la capannonemania) davano l’impressione di voler rallentare il viaggio verso la prosperità di tutti.

    Credo che sarebbe successo così quasi ovunque. A me viene in mente la Cina del dopo-Mao, quando Deng Xiao Ping mise da parte il libretto rosso, e riassunse tutta la nuova dottrina del socialismo cinese in uno slogan: “Cinesi, arricchitevi”. E i cinesi ci provarono, proprio secondo uno stile “veneto”, e raggiungendo anche qualche risultato (secondo me un po’ esagerato nelle agiografie sul “miracolo cinese” che si leggono in occidente). Uno degli effetti collaterali fu però una enorme devastazione ambientale che è oggi una delle maggiori incognite sul futuro della Cina.

    Augurare ai veneti tutto il bene in questa difficile circostanza significa anche sperare che quando si rimetteranno in piedi abbiano la saggezza di trovare un rapporto più maturo con il territorio.

    Gianluca Bifolchi
    Fonte: http://subecumene.wordpress.com
    Link: http://subecumene.wordpress.com/2010/11/11/il-veneto-cina-ditalia/
    11.10.2010

  17. Per giorni la grande stampa ha ignorato la tragedia in Veneto, poi ha iniziato a occuparsene, ma svogliatamente, come se si trattasse di un dramma marginale. E da qualche giorno, a sinistra, fioccano commenti strampalati o scioccamente provocatori.

    Ad esempio, Michele Serra, ieri su Repubblica, ha scritto: “Se oggi viene percepito come “cosa dei veneti” un dramma che fino a pochi anni fa sarebbe stato condiviso da tutta la nazione, è anche colpa del localismo cieco e masochista che ha avvelenato il Nord. La forsennata speranza di fare da soli, di non avere bisogno degli altri, di potersi chiamare fuori dalla comunità nazionale, ha un prezzo: diventare periferia“.

    Il pensiero è profondo, ne converrete. E ben argomentato. Denota una conoscenza straordinaria dello spirito, della cultura e dei valori del Veneto; soprattutto assimila questa regione alla Lega nella sua versione più caricaturale.

    Meglio di lui ha fatto Peppino Caldarola, sul Riformista. Gli scappa un “fabbrichette” , come se la realtà industriale del Veneto fosse ancora poco più che artigianale. E poi afferma: “Abbiamo scoperto un popolo diverso, pieno di rancori e di boria. Siete stati bravi a darvi da fare, a costruirvi un benessere che vi ha staccato dal resto dell’Italia. Alla vostra “diversità” avete creduto facendone addirittura una ideologia politica spietata con chi è stato sfortunato, spesso intere popolazioni, terroni d‘Africa o terroni di Calabria“. Scrive che i veneti si sono “meridionalizzati. Anche voi chiedete allo Stato di essere solidale e virtuoso. Anche voi fate appello agli altri, agli italiani, per uno sforzo che vi sollevi dalla tragedia“

    Davvero? A me sembra proprio il contrario. Il Veneto si è comportato con grandissima dignità, ha evitato i piagnistei e solo dopo diversi giorni, con fermezza, i suoi rappresentanti hanno fatto notare che l’Italia si era dimenticata di loro. E’ la stessa Italia a cui, però, vanno 5 dei 6 miliardi del surplus fiscale della Regione (dato ascoltato questa mattina a Radio Anch’io). Ma questo naturalmante, certa stampa chic non lo ricorda.
    Il Veneto, come era accaduto nel Friuli dopo il terremoto, si è rimboccato le maniche. E dai reportages – soprattutto radiofonici, visto che le radio sono state tra le poche a seguire bene questi fatti – è emersa una realtà significativa: ad aiutare i veneti c’erano tantissimi extracomunitari, senza essere sollecitati. Si sono dati da fare spontaneamente e in questo modo, ne sono certo, hanno creato un legame di autentica fratellanza con la popolazione locale, che renderà la loro integrazione molto più facile. Si sono guadagnati la stima dei locali, sul campo, nel fango, aiutando a ripulire case che non sono loro. E che i veneti, di certo, non dimenticheranno.

    Questa è la realtà che conta, mica quella narrata da giornalisti narcisi che, troppo spesso, giudicano da lontano, per luoghi comuni e senza forza analitica.

    O sbaglio?

    Marcello Foa
    Fonte: http://blog.ilgiornale.it
    Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2010/11/10/basta-sciocchezze-sul-veneto-egoista/
    11.10.2010

  18. FORZA TANKER, spargiamo il particolato, e lo ioduro d’argento sui cieli veneti, tanto sti coglioni non si accorgono di niente… (http://www.tankerenemy.com/2010/08/la-manipolazione-delle-jet-streams.html ) Nel 2006, in un articolo intitolato Scie chimiche, H.A.A.R.P. e correnti a getto, avevamo evidenziato la correlazione tra le armi elettromagnetiche e gli sconvolgimenti meteorologici e climatici. Il sito eastlund.com illustra il dispositivo di un apparato per modificare le condizioni meteorologiche, attraverso un fascio di microonde sparato da un satellite verso le correnti a getto. Sappiamo come molti brevetti siano in ritardo sulle applicazioni di natura strategica. Il Solar power satellite è un indizio di quei sofisticati impianti, ubicati sia a terra sia nello spazio, con cui i militari stanno devastando i biomi? E’ molto probabile.

    Le correnti a getto o jet streams sono flussi ad altissima velocità (circa 20-30 metri al secondo) che si generano tra stratosfera e troposfera, con direzione da ovest ad est, ad altitudini comprese tra 6 e 15 kilometri. La presenza di notevoli variazioni di temperatura in relazione alla latitudine determina forti correnti lungo i paralleli. Tra le jet streams, occorre citare quella subtropicale: essa varia in rapporto alla stagione per quanto concerne sia la posizione sia l’intensità, mentre la quota resta pressoché immutata, intorno ai 12 kilometri. Un’altra corrente a getto è quella associata al fronte polare: tale flusso può cambiare sia la sua posizione sia la direzione. A questo getto sono correlate le perturbazioni che interessano le medie latitudini.

    Da tempo si sa che tale corrente non è solo un vento, ma anche una sorta di antenna lungo la quale si propagano impulsi elettromagnetici, come, ad esempio, le onde di risonanza Schumann. È altresì accertato che è usata dai sistemi H.A.A.R.P.

  19. Disarmante! Stiamo ancora parlando di veneti coglioni o polentoni … mentre noi tutti italiani siamo oggetto di bunga bunga da parte dei nostri politicanti quisling.
    Ebbene sì, ci sono anche i veneti coglioni, quelli che plaudono a un mentecatto come Gentilini che vuole arrostire i figli degli extracomunitari (quelli poveracci) senza mandarlo a calci in culo ad arrostire gli extracomunitari a stelle e strisce che si stanno impossessando e massacrando Vicenza. Ma questo credo sia un retaggio della mancanza di cultura: la scuola non funziona, non riesce a formare il raziocinio.
    Comunque in Veneto, come pure nel resto d’Italia, siamo talmente miopi da scannarci tra noi invece di prendere per la collotta i nostri quisling e gauleiter e sbatterli ai lavori forzati, non solo per i ladrocini perpetrati verso la popolazione, ma soprattutto per alto tradimento.
    Ci hanno venduto per decenni alla finanza anglofona (soprattutto dopo gli anni 80), capisco alla fine della guerra ( che per chi ancora non ci crede, sventolando la parentesi della Resistenza, abbiamo perso), siamo stati occupati dagli americani … ma dopo 65 qualcuno pensa che non si sia ancora pagato questo mutuo?
    Quante generazioni di italiani dovranno ancora pagarlo con l’espropriazione dei frutti del proprio lavoro, quando non anco del territorio e della sovranità nazionale?
    Ma si sa, il politicante italiano è culattone per antonomasia e il significato del neologismo culattone non è come riportato dal Devoto Oli “omosessuale passivo”, ma è quell’individuo senza morale e senza dignità che per qualche mero vantaggio, o per mostrarsi abbastanza servile al potente di turno, è disposto a vendere il deretano proprio, dei propri familiari, ma possibilmente, meglio, quello degli altri.
    E non è il caso di far nomi, perché non basterebbe una Treccani …..
    Ma l’italiano medio ce l’ha fissa, vuoi col terrone, vuoi col polentone fino alle coglionerie del tipo : “Forza Etna”, “Forza Vesuvio”, Forza Alluvione” …..

    A quando un risveglio intelligenza e della dignità come persone?

    ……. e non dite che non è possibile …. Cuba da oltre 50 anni, se pur tra contraddizioni e sacrifici, mostra una dignità e una morale che se solo una frazione fosse appannaggio degli europei, non saremo in ginocchio di fronte agli extracomunitari a stelle e strisce in attesa di passare sotto un altro padrone magari con gli occhi a mandorla e bandiera rossa!