FONDAMENTALISMI

FONDAMENTALISMI

DI GEORGIOS

comedonchisciotte.org

Un po' di statistica introduttiva:

Durante la prima occupazione della Grecia (perché quella odierna e' la seconda) a partire dalla primavera del 1941 e fino alla loro ritirata nell'autunno del 1944, i tedeschi erano stati costretti a stanziare nel paese la bellezza di 15 divisioni, cioè circa 35 mila uomini.

A questi vanno sommati 16 mila “greci”, cioè collaboratori armati, gli sporchi traditori della milizia dei TA (Tàgmata Asfalìas ossia Battaglioni di Sicurezza). Solo nella regione della capitale del paese in cui abitavano 350 mila persone si trovavano costantemente 4 divisioni che peraltro, anche con l'aiuto feroce dei loro collaboratori locali, non riuscivano a mantenere uno status occupazionale normale in tutti i quartieri di Atene e del Pireo, perché appena se ne allontanavano dopo le loro incursioni in un vero e proprio stile militare in cerca di ostaggi e di saccheggio, questi quartieri tornavano liberi sotto il controllo dell'EAM, il Fronte di Liberazione Nazionale.

I numeri rispettivi per la Francia, un paese molto più grande e molto più importante della Grecia, erano i seguenti: per il paese intero erano richiesti 10 mila uomini mentre per Parigi, una città allora di 1 milione e mezzo di abitanti, ne bastavano 3 mila. (1)

Come mai queste differenze? Non erano stati i francesi che avevano indicato a tutta l'Europa la via maestra per la rivoluzione, l'emancipazione, l'acquisizione dei diritti e per la Costituzione? Non si erano meritati dallo stesso Marx una posizione di eccellenza nel trittico “l'economia inglese, la filosofia tedesca e il sociale francese”?

Evidentemente una ragione dev'esserci se non vogliamo credere ad atteggiamenti eroici o codardi a seconda della razza e del sangue. Perché ogni popolo si comporta in base alle proprie condizioni sociali di ogni momento storico e non in base al suo DNA che viene distribuito da un creatore giocoliere che si diverte a creare popoli eroici e popoli codardi.

Durante il 20o secolo, a partire dagli Stati Uniti, si sono combinate, o meglio dire alleate, tre forze con uno scopo preciso che però ha nello stesso tempo avuto un effetto collaterale di grandissima importanza. Le tre forze sono state la grande finanza, la psicologia freudiana e il potere centrale dello stato. Il loro obbiettivo principale era trasformare ogni cittadino libero e conscio dei propri diritti in consumatore abulico. L'effetto collaterale e' stato l'ingigantirsi del nemico pubblico numero uno per l'azione collettiva e per il senso di appartenenza ad una collettività sociale: l'ingigantirsi dell'ego.

Nel 2002 e' stato realizzato da Adam Curtis e per conto della televisione inglese un documentario dal titolo “The Century of the Self” (Il Secolo dell'Ego). E' un documentario in 4 parti: 1. Macchine di Felicità, 2. L'Ingegneria del Consenso, 3. C'è un Poliziotto Dentro Tutte le Nostre Teste: Egli Deve Essere Distrutto, 4. Otto Persone che Sorseggiano a Kettering. (2)

The Century Of The Self-Full Length Documentary from JCBaird on Vimeo.

In questo documentario viene spiegato in dettaglio, senza mai però perdere di vista il quadro generale, l'uso sofisticato della psicologia di massa portata al parossismo dell'adorazione del proprio io. Le conseguenze per la gente, specialmente per la gente che intendiamo come abitanti del cosiddetto mondo occidentale, sono state devastanti perché il risultato finale fu che in nome del libero arbitrio e della propria personalità siamo stati tutti schiavizzati a scelte dettate da altri che vanno oltre l'obbiettivo iniziale di consumare ciò che ci viene imposto e che assolutamente sfuggono alla libera scelta portata come motivazione fondamentale ed inconfutabile.

Il processo della trasformazione della società occidentale da collettività organizzate secondo i propri interessi lavorativi e sociali in semplice somma di una infinità di ego scollegati tra loro e' iniziata subito dopo la 1a Guerra Mondiale negli USA e quasi subito varcò l'oceano per approdare nel vecchio continente. E' evidente che allora i greci erano molto indietro rispetto ai francesi in questo processo che aveva tutte le sembianze di un'azione “civilizzatrice” del mondo occidentale in generale. E da “rozzi” come ancora erano hanno dato del filo da torcere ai loro invasori. Ora che anche loro sono “civilizzati”, trovano molto dura la strada della resistenza e dell'indignazione alle offese verso la propria dignità nazionale.

In realtà anche questo processo era stato descritto nel 19o secolo dal genio di Marx. Fu lui che per primo parlò di alienazione del lavoratore. Ciò, alla lunga, porta alla sua trasformazione in consumatore quasi meccanico dei suoi prodotti, incapace di distinguere se stesso da questi prodotti e che vive principalmente della sua insaziabile volontà di impossessarsi dell'ultimo, secondo la moda, prodotto. Diversamente si considera un fallito, uno che non può sentirsi realizzato se non può mettere in mostra se stesso. Al tempo stesso gli riesce molto difficile la critica verso se stesso e l'autocritica gli diventa impossibile il che equivale a dire che e' molto difficile ammettere i propri errori e ancora più difficile correggerli.

Ma c'è di più. L'elevazione dell'ego a cime irraggiungibili per tutti gli altri ego, lo ha reso anche giudice supremo di ogni situazione che sfugge alla propria comprensione o alla propria, del resto quasi inesistente, indulgenza. Ed e' allora che nascono i fondamentalismi che, in ultima analisi, significano totale mancanza di capacità dialettica, prodotto naturale della concezione delle cose e del mondo secondo soltanto i propri criteri egocentrici.

E di fondamentalismi oggi ce ne sono parecchi.

C'è il fondamentalismo “patriottico” ameriKano, figlio naturale del Ku Klux Klan, molto efficacemente messo in evidenza recentemente su CDC in un articolo-recensione di un film di Clint Eastwood. (3) Questo fondamentalismo e' nascosto dietro la sacrosanta lotta a difesa della “democrazia occidentale” (che non c'entra niente con la democrazia) contro ogni infedele di turno.

C'è il fondamentalismo jihadista della disperazione per i massacri e i torti subiti dal fondamentalismo precedente e che, ai vertici, da esso viene abilmente sfruttato. Il suo nascondiglio ufficiale e' la purezza della fede islamica (che non c'entra niente con l'islam).

C'è il fondamentalismo della sinistra ufficiale (principalmente occidentale perché non se ne vede qualcuna altrove) che riesce ad ogni assurda operazione, da bombardamenti umanitari fino a riforme strutturali ammazza-gente, pur di soddisfare i “mercati” che sono di nota fede marxiana. Esso non si nasconde. E' proprio sfacciato.

Ma c'è anche e purtroppo il fondamentalismo della sinistra “pura”, “non revisionista” o “rivoluzionaria” che ha aggiunto un ulteriore apostolo alla gamma cristiana, uno di nome Marx anche se Marx stesso aveva dichiarato di non considerarsi un marxista, figurarsi un apostolo. Questo fondamentalismo si nasconde dietro una montagna di testi sacri dei quali pochi hanno capito il contenuto, Marx stesso non lo aveva mai considerato esposto per intero e che comunque, questo non lo mette in dubbio nessuno, si basa sulla dialettica. Ossia al continuo nascere e morire di cose e di idee. Ma quest'ultimo fondamentalismo non accetta discussioni e tratta certe parti degli scritti di Marx come un vangelo (certe altre semplicemente le ignora perché sono state a loro tempo censurate dalla socialdemocrazia tedesca o dalla nomenclatura staliniana).

Cosi e' fatto questo nostro bel mondo che continua però a girare. Perciò attenti fondamentalisti di ogni sorta. Attenti a non scoprire che vi trovavate dalla parte sbagliata del fossato.1.10

Naturalmente mi rivolgo alla base.

Georgios

Fonte: www.comedonchisciotte.rg

21.10.2015

(1) Dati tratti dall'evento “La battaglia di Creta e il senso odierno della Resistenza Nazionale” del 18/1/2015 a Rethymno (Creta) https://www.youtube.com/watch?v=_rZrsdGG-gw

(2) http://en.wikipedia.org/wiki/The_Century_of_the_Self

(3) http://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=News&file=article&sid=14533

Commenti (21)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Georgios 23 gennaio 2015

      Mi sono appena reso conto che, a parte qualche pezzetto, il video del Century of the Self e' sparito dalla circolazione sulla base di diritti posseduti da qualche televisione inglese se ricordo bene.

      C'era da aspettarselo. E poi parlano di teorie di complotto. Non di complotto.

      Un consiglio: cercatelo.

    1. cdcuser 23 gennaio 2015

      Grazie per la risposta Georgios, sei stato molto chiaro.


    1. Georgejefferson 22 gennaio 2015

      Non ho capito una cosa, solo un esempio ma se ne potrebbero fare molti altri. Perchè per i popoli (mediterranei nel tuo caso di esempio) e' lecito da parte tua classificare come un unicum in senso da te percepito negativo, mentre ai famigerati anglosassoni (per semplificare) vale il doppio standard "MOSTRUOSI" su quello che non ti piace giustamente, ma SERI su altro che apprezzi?


      E' una contraddizione enorme, la sai spiegare? non vorrai mica intendere che tutta l'analisi da te fatta si fonda sulle simpatie da te percepite che dal particolare, pone il TUTTO a seconda appunto dalle simpatie dettate dalla visione mondo.

      Il complesso di inferiorita, nasce appunto nel sopravvalutare questioni al punto di non vederne altre come rilevanti (vedi machismo imperialista da esempi Tonguessy) e quindi di quale serieta parli , a quale visione del mondo come etica valori e principi fai riferimento?

      Non penserai mica che siamo tutti uguali in tutto con il numeretto e tutti condividano intrinsecamente gli stessi principi e valori a definire il senso della parola "serieta" in assoluto per un intero popolo?

    1. Georgios 22 gennaio 2015

      Penso cose molto spiacevoli. Fin dall'inizio della crisi il KKE si e' comportato in modo inaccettabile. Ha manifestato sempre lontano dal resto della gente in cortei separati e c'è stato un caso che sostituendo i MAT, cioè facendo il loro “lavoro”, ha difeso il parlamento dove votavano i memoranda dagli attacchi dei loro nemici giurati, gli extraparlamentari anarco-rivoluzionari, con botte a non finire.

      Ora Koutsoumpas afferma che non ci sarà un voto di tolleranza verso un eventuale governo di SYRIZA perché “chi chiede la tolleranza e' un ipocrita”. E' chiaro che cosi facendo favorisce i partiti pro troika. E tutto questo in un momento che la gente fregandosene delle appartenenze a destra o a sinistra cerca un po' di tregua al calvario al quale e' sottoposto.

      Questi qua sono dei comunisti come io sono marziano. L'unica cosa che gli interessa e' percepire i soldi del finanziamento ai partiti. Il fatto che in una crisi cosi non riesce alle elezioni a superare il 5-6% la dice tutta. Nelle europarlamentari del maggio scorso per poco non rimaneva fuori.

      E' un po' lunga la storia del KKE e delle ragioni del suo percorso anomalo che comincia con la fine del periodo della resistenza del 41-44 e l'inizio della guerra civile 46-49. Troppi gli errori che fanno pensare ad altro.

    1. Tonguessy 22 gennaio 2015

      Noi Greci o Italiani l'abbiamo già ampiamente dimostrato: non sottomettiamo altri popoli (triste parentesi del "posto al sole"), non causiamo fame e miseria ad altri popoli, tutt'al più ci arrangiamo in casa. Non abbiamo la mentalità supermachista. Non abbiamo, come in Francia, popoli che ci chiedono di rispettare i loro diritti di ex.-colonie e che vengono messi nelle banlieue, sottoscala della società. Non andiamo ad imporre alleanze come la NATO, tutt'al più la subiamo.
      Potrei continuare, il messaggio è chiaro: è dimostrato che quei governi sono peggio del nostro. I popoli, loro malgrado subiscono i governi. La democrazia secondo cui sono i popoli a comandare rimane una teoria interessante ma tutta da dimostrare

    1. Tonguessy 22 gennaio 2015

      Georgios,
      la tua disamina l'ho capita e la condivido anche. Ma ci sono dei punti che sono parecchio oscuri. L'egoismo ad esempio trae radice dalla parola ego. Comunque la si voglia tradurre, selfish in inglese deriva da self. L'edonismo è un aspetto che ha più a che fare con il narcisismo che con l'egoismo. Cioè è essere Narciso che si rimira vanesio ad essere un problema, non essere coscienti dei propri diritti e pretenderli egoisticamente. Pretendere che i diritti siano rispettati non è narcisismo, se permetti. E' solo egoismo.
      Sono d'accordo con te che l'edonismo (magari reaganiano) sia una pessima abitudine, ma devi ancora spiegare cosa c'entri l'edonismo (qualsiasi egoismo qui lo trovo fuori luogo) con il fondamentalismo, che è una forma di rigor mortis della coscienza.
      Scrivi: " i fondamentalismi .., in ultima analisi, significano totale mancanza
      di capacità dialettica, prodotto naturale della concezione delle cose e
      del mondo secondo soltanto i propri criteri egocentrici". Questa affermazione cozza pesantemente contro l'idea che stavi sostenendo nella frase precedente, ovvero " L'elevazione dell'ego a cime irraggiungibili per tutti gli altri ego, lo ha reso anche giudice supremo di ogni situazione". Ora il discorso si svolge su due piani: quello individuale e quello sociale. Mentre nell'articolo parli di fondamentalismi al plurale, riferendoti ad intere popolazioni: il fondamentalismo “patriottico” ameriKano, il fondamentalismo jihadista, quello della sinistra ufficiale etc.. Ora tali fondamentalismi sono espressioni di pluralità, non di singolarità. Questo contrasta pesantemente con l'idea che l'ego individuale raggiunga "cime irraggiungibili per tutti gli altri ego". Nella dura lotta per la supremazia dell'ego non c'è spazio per azioni coordinate, come quelle amerikane o jihadiste. Delle due l'una, quindi: o i fondamentalismi sono espressioni di individui malati oppure di società malate. Se è vero che c'è stato un coordinamento tra psicologia, finanza e potere, allora è un problema sociale. Se invece siamo davanti ad azioni singole e scoordinate, allora ci sono degli individui malati. Mi pare che la statistica dia ragione alla prima ipotesi, non alla seconda. Quindi non possiamo più parlare di ego ipertrofico, ma di ipertrofia propagandistica, tutt'al più. Siamo bombardati da propaganda goebbelsiana, ed i risultati sono, come correttamente annoti, devastanti. L'imprinting che riceviamo ci condizionano per tutta la vita. L'ego o il self c'entrano gran poco. Magari fossimo così egoisti da farci gli affari nostri invece che i loro. Il problema è che sono riusciti a confonderci le idee, per cui facciamo gli affari loro convinti di fare i nostri. Si arriva al suicidio per il fallimento dell'ego, e di suicidi ce ne sono fin troppi. Il self è sempre meno importante, ci restano i selfie, stimolo di quel narcisismo che è la vera anima del XX secolo, ovvero la realizzazione dell'etica protestante. O abbiamo successo o siamo dei falliti, questo è il mondo bipolare della Riforma. Non siamo mai noi stessi e basta, con buona pace del Self o Ego.

    1. cdcuser 22 gennaio 2015

      Georgios, se posso farti una domanda, cosa ne pensi del KKE e di Dimitris Koutsoumpas ?



    1. Georgios 22 gennaio 2015

      Grazie amico mio.

    1. Georgios 22 gennaio 2015

      Malgrado mi trovi a vivere in un ambiente peggiore (intendo come impatto delle “misure” sulla società) non condivido il tuo pessimismo Rosanna anche se lo capisco benissimo. Questo, credo, sia dovuto al fatto che quel percorso noi qui l'abbiamo fatto con un certo anticipo. Quando vedi che mentre tutto va in malora c'è gente che in uno spettacolo messo in atto esattamente come lo descrivi continua ad ingannarsi e a nutrire inutili e ingannevoli speranze, spesso per ozio o per paura di coinvolgersi, e' naturale che ci siano dei momenti in cui ti chiedi “quale salvezza?”.

      Ma il tempo e' galantuomo in ogni senso. Quando meno te lo aspetti arrivano dei momenti in cui la rinascita della speranza diventa palpabile in una grande parte della società. Vedrai, ciò succederà anche in Italia (dove per quel che ho capito e' già successo 2 o 3 volte finora), e allora la gente troverà il modo per intendersi circa l'interesse comune e i fondamentalismi di ogni tipo andranno a farsi benedire.

      Per cui non disperare e stammi bene. Magari il kick off (il calcio d'inizio) lo daremo noi!

    1. oriundo2006 22 gennaio 2015

      Bene, allora DIMOSTRIAMOGLIELO che sappiamo fare MEGLIO e SENZA di loro. Non prendiamo sempre spunto dalle altrui magagne, che ho detto sono MOSTRUOSE, per aver licenza di fare POI quello che vogliamo OPPURE per cominciare delle sterili lamentele che lasciano il tempo che trovano. DOBBIAMO aver rispetto di noi stessi ATTRAVERSO il nostro COMPORTAMENTO: questo in chiave politica generale e poi a discesa per li rami. Dunque, la passività ha il suo tornaconto nel lasciare le cose come stanno ( i soliti al governo ) ed è quello di lamentare le 'mancanze' criminali di tedeschi-Usa-ecc. PER accordarsi SU QUELLE E giustificarne così l'egemonia. Venendo a noi, Tzipras & Co. a me pare che si muovano sulla falsariga passata, ovvero affabulare delle storie che piacciono ( inventandosele anche stile Renzi & Ministre ) e raggiunto il potere non avere il coraggio di scelte drastiche. Prima fra tutte il 'problema Nato-Eu' e quello delle logge massoniche. Non mi sembra di aver ascoltato nulla di incisivo e di decisivo su questo.

    1. cdcuser 22 gennaio 2015

      Bell'articolo Georgios!


    1. Georgios 22 gennaio 2015

      Prima di ogni altro discorso si dovrebbe fare una precisazione, anzi, due.

      La prima e' andare a vedere che cosa significa in italiano la parola inglese “Self” (The Century of the Self).

      http://www.wordreference.com/enit/self [www.wordreference.com]

      Si capirà che non e' esattamente, o non soltanto, l'ego. Certamente non nel senso epicureo o marxiano. Io ho scelto “ego” invece di scrivere “sé” perché non avevo immaginato che avrebbe creato confusione. Per farti capire, in greco “Self” non si traduce con “ego” (εγώ) ma con “εαυτός” che vuol dire “se stesso” o “sé”. Siccome però si considera sottinteso il significato vero, di solito si procede scrivendo “Ο Αιώνας του Εγώ” vale a dire “Il Secolo dell'io”.

      Per cui qui non si parla di demonizzare il libero arbitrio ma esattamente il suo contrario. The Century of the Self racconta appunto questo annullamento dell'io a favore del Self cioè a favore di un egoismo miope e dannoso.

      E questa e' la seconda precisazione: Meglio guardare il documentario. Si capirà benissimo che cosa intendo anche se credo che salti fuori comunque dalla lettura dell'articolo intero.

    1. Georgios 22 gennaio 2015

      Il tuo discorso dal punto di vista del rigore della logica non farebbe una piega se le cose stessero cosi come le racconti.

      Ma la storia passata e quella recente indica che il rigore teutonico-protestante prevede dei comportamenti che con il rigore e la logica hanno poco a che fare se non nei loro aspetti più disumani e cialtroni.

      Prevede le camere a gas. E prevede delle furberie illegali organizzate però in grande stile e scientificamente come il recente scandalo Juncker che cercano di seppellire (sempre con rigore teutonico-protestante) o come gli innumerevoli loschi affari della Siemens o della Volkswagen in tutto il mondo. Che prima compera i corrotti, fa affari e poi denuncia gli “indigeni arretrati” di farsi corrompere perché cattolici, ortodossi e via dicendo, cioè inferiori rispetto al rigore teutonico-protestante.

      Ma stai parlando di corda nella casa dell'impiccato. Io e il 95% dei greci quei soldi non li abbiamo mai visti. Ci stanno derubando peggio della peggiore gang di malviventi e per giunta con la presunzione del superiore, del teutonico-protestante. Perché secondo loro per esempio e' assolutamente logico lasciar marcire i nostri limoni e farceli importare dal Brasile affinché loro, i teutonici-protestanti, possano esportare le loro auto in quel paese.

      Lo abbiamo già fatto una volta e spero che lo faremo ancora: abbiamo impiccato quelli che si erano fatti comperare e ci siamo creati (quasi l'unico paese in Europa) il nostro paese libero dentro un paese sotto occupazione. E alla fine ci siamo liberati da soli.

      Io del rigore e della logica teutonica-protestante di uno che rimane in ammirazione davanti al Partenone e magari capisce anche il greco antico e poi si gira e spezza la mano al bambino che gli ha sottratto un pezzo di pane (pratica di norma durante la prima occupazione dei teutonici nel mio paese), sai che me ne faccio? Mi pulisco il sedere sporco.

    1. Tonguessy 22 gennaio 2015

      Significa non vivere sulle illusioni e sulle chiacchiere e sui miti ( la
      nostra specialità, specie a sinistra ) ma sulla parola data, sulla
      certezza e prevedibilità delle nostre azioni, sulla razionalità della
      spesa

      Trovo interessante e a tratti apprezzabile ciò che tu dici. Ma su questa frase mi trovi in assoluto disaccordo. Pensa alle armi di distruzione di massa di Saddam, giusto per fare un esempio tra mille. Sarebbe quello l'esempio della serietà della parola data, e della razionalità delle spese? Ricordo che l'impero USA ha spese militari uguali alla somma delle spese militari del resto del mondo. Razionalità della spesa dicevi? Certo, è razionale se la ratio è far guadagnare quanto più possibile alle elites WASP, e si fottano quelli di Falllouja con il fosforo bianco. Non ti annoio con altri esempi, voglio solo dire che qui Georgios ha pienamente ragione. Anche se il tuo ragionamento ha dei tratti interessanti.

    1. oriundo2006 22 gennaio 2015

      Guarda, io non difendo la Germania di anni fa più di quanto non difenda quella di oggi. Mi limito a far notare che esiste una 'mentalità' mediterranea, cattolica o ortodossa ( ma anche levantina, ad esempio in Libano ) ed una 'mentalità' protestante, quella che ha dato origine al 'capitalismo' nella variante che oggi domina e domina perchè fa del rigore ( a senso unico e pro domo sua ) una caratteristica basilare del rapporto economico tra stati ed all'interno degli stessi, valutando ogni e qualsiasi rapporto umano sulla base di questa 'quantificazione' economica che non prevede 'scappatoie' ed eccezioni. Eccezioni e scappatoie che Tzipras ad esempio insieme ad altri 'sognatori' pensa siano possibili ed anzi commendabili: vallo a dire alla Merkel, che di questo 'rigore' ( meglio dire sarebbe 'gevurà' ) ha fatto la bandiera del suo teutonico governo. Oppure alla City di Londra, quelli che comandano 'nel silenzio'. E questo non è un 'fatto' relativo alla curva di 'Gini' od alla distribuzione della ricchezza od altri elementi redistributivi del reddito: è invece la grundnorm del pensiero di tedeschi, inglesi ed altri popoli protestanti. Si chiama serietà: e tutti noi popoli del mare mediterraneo ne abbiamo bisogno, un gran bisogno. Significa non vivere sulle illusioni e sulle chiacchiere e sui miti ( la nostra specialità, specie a sinistra ) ma sulla parola data, sulla certezza e prevedibilità delle nostre azioni, sulla razionalità della spesa e sul prelievo fiscale equo e non a capocchia o addirittura folle. Cosa di cui ripeto tutti noi ne abbiamo un'assoluta urgenza. Dopo potremo 'liberarci' di tedeschi e degli altri 'cattivi' della Storia. Dimostrando loro che non viviamo nel casino, alla giornata, come mi capita di pensare ogni volta che vado nella nostra Magna Grecia...Con i problemi che abbiamo come genere umano non possiamo fare a meno della razionalità e dobbiamo farne un uso critico verso gli altri ma anche e sopratutto verso di noi e verso le nostre elites di comando. Mi pare invece che si tenda parecchio a deresponsabilizzare popoli ed elites accusando gli 'altri' ( le cui colpe sono mostruose: lo sappiamo ) di eventi accaduti perchè siamo 'attaccabili' proprio perchè deboli e deboli perchè le scelte degli ultimi anni in Italia ed in Grecia sono state disastrose. Insomma, ci siamo dimenticati quello che a suo tempo avemmo ad insegnare agli altri...

      Saluti cordiali
    1. Rosanna 22 gennaio 2015

      D'accordo con te, Georgios, il fondamentalismo è deleterio, madre di tutte le disgrazie, perché impedisce alle persone di ragionare con giudizio libero e critico.
      Quante responsabilità hanno i nostri concittadini che non si sono infomati, che non hanno cercato di capire quello che sta succedendo a loro e alla loro terra,
      dnque non è solo in atto una guerra dell'alta finanza cotro i popoli europei, ma è anche evidente la guerra civile strisciante, che esiste tra i vari strati della popolazione, classi sociali graziate e risparmiate ancora dalla devastazione, si crogiolano nei loro morenti privilegi, credendo che possano rimanere eterni e possano bypassare lo tsunami della crisi.

      Ma viviamo nella società dello spetacolo, dove gli individui
      separati ritrovano la loro unità nello spettacolo, ma solo in quanto separati.
      Giacché la comunicazione è unilaterale; è il Potere che giustifica se stesso e
      il sistema che l’ha prodotto in un incessante discorso elogiativo del
      capitalismo e delle merci da esso prodotte.

      «Lo spettacolo è il discorso ininterrotto che l’ordine presente tiene su se stesso, il suo monologo elogiativo. È l’autoritratto del potere all’epoca della gestione totalitaria delle condizioni di esistenza».

      Lo spettacolo presuppone, quindi, l’assenza di dialogo, poiché è solo il potere a parlare. Condizione per raggiungere tale risultato è la totale separazione di individui sempre più isolati nella folla atomizzata. È da questo stato che lo spettacolo deriva, ed è esso che cerca costantemente di riprodurre, come mostrano i prodotti che realizza: televisione, automobile, ecc.

      «Il sistema economico fondato sull’isolamento è una produzione circolare di isolamento».

      Ridotto al silenzio, al consumatore (non più cittadino) non resta altro che ammirare le immagini che altri hanno scelto per lui. L’altra faccia dello spettacolo è l’assoluta passività del consumatore, il quale ha esclusivamente il ruolo, e l’atteggiamento, del pubblico, ossia di chi sta a guardare, e non interviene. Lo spettacolo è «il sole che non tramonta mai sull’impero della passività moderna».

      In questo modo lo spettatore è completamente dominato dal flusso delle immagini, che si è ormai sostituito alla realtà, creando un mondo virtuale nel quale la distinzione tra vero e falso ha perso ogni significato. È vero ciò che lo spettacolo ha interesse a mostrare. Tutto ciò che non rientra nel flusso delle immagini selezionato dal potere, è falso, o non esiste.

      «Quando l’immagine costruita e scelta da qualcun altro è diventata il rapporto principale dell’individuo col mondo, che egli prima guardava da sé da ogni luogo in cui poteva andare, evidentemente non si ignora che l’immagine reggerà tutto. […] Il flusso delle immagini travolge tutto, e analogamente è qualcun altro a dirigere a suo piacimento questa sintesi semplificata del mondo sensibile» (Commentari sulla Società dello Spettacolo).

      Quindi i fondamentalismi, lettura disgraziata della realtà, si inseriscono in questo clima di accesa virtualità, aggiungendo danno a danno, eclissi della ragione ad un altro fondamentalismo, quello dell'immagine.

      Quale salvezza?



    1. Tonguessy 22 gennaio 2015

      L'articolo pone al centro della discussione l'ego, inteso come il peggiore dei mali. Il che è perfettamente in linea con il pensiero new-age che vuole anche i chakra inferiori un abominio, paragonati alla bellezza dei chakra superiori, sede di tutte le migliori intenzioni possibili, topos della virtualità assoluta. Mi sento di essere fortemente contrario a questa visione. L'errore iniziale è separare l'ego (qualsiasi cosa significhi) dal resto, una classica deformità modernista che vuole la parte più significativa dell'intero, e l'intero solo una somma di parti. Cogito ergo sum diceva Cartesio, instillando in noi umani l'idea (mai più abbandonata e pietra miliare di tutto il pensiero occidentale) che solo il pensiero determina l'esistenza . Il pensiero, non l'azione, l'atto vile che veicola bassezza. Cartesio stesso aveva diviso la Vita in Res Extensa (la Natura) e Res Cogitans (L'uomo pensate) come se noi potessimo vivere senza Natura. Tutte speculazioni virtuali, che rendono le intenzioni (i pensieri cioè) meritevoli di ogni plauso e classificano l'azione, sulla base di tassonomie comunemente accettate, in fondo al ranking interpretativo. Ma le intenzioni (secondo il pensiero di Marx) sono gli elementi con cui vengono lastricate le strade dell'inferno.
      L'ego (nella versione 1.0) ha una sua funzione precisa, specifica: ti mantiene in vita. Ti dice di comprare il pane, di predisporre tutto affinchè la tua esistenza sia possibile, così come l'individuo la conosce. Qualsiasi variazione a tale conoscenza (e quindi all'esistenza conosciuta) diventa un potenziale pericolo. E qui entrano in ballo gli altri elementi, sia individuali che sociali, che possono giocare a favore o contro l'ego. Non mi dilungherò oltre su questo impervio discorso. Dico solo che colpevolizzare solo l'ego per ciò che non si riesce a fare in termini di cambiamento è come colpevolizzare le porte di aprirsi. La funzione della porta è quella di aprirsi e chiudersi, non fa altro. Questo porta purtroppo a sopravvalutare altre funzioni: l'ego diventa così cattivo mentre il pensiero è assolutamente buono. In filosofia ci sono state persone che hanno combattuto contro qusta deriva. I cinici, o meglio Epucuro. Per non citare Max Stirner e la sua brillante disamina su l'ego, che diventa un vero motore esistenziale se correttamente collegato ad altre funzioni. Ad esempio la solidarietà. Gli operai quando erano solidarmente egoisti combattevano fianco a fianco contro il padronato per spuntare stipendi e condizioni di lavoro migliori. Se non fossero stati egoisti ma altruisti avrebbero fatto gli interessi dei padroni. Il che è esattamente quello che succede oggi. Grecia, Italia e via elencando sono diventati paesi altruisti, che fanno gli interssi dl capitale e della Grande Germania. Non gli interessi dei popoli, che in teoria sono i destinatari ultimi delle attenzioni dello Stato. Il consumatore è di natura altruista: è disposto a sacrificare parti consistenti del proprio stipendio per soddisfare gli appetiti delle multinazionali. Se fosse egoista penserebbe diversamente, lavorerebbe di meno per avere meno soldi e avere più tempo libero. Invece no, è altruista e lavora molto di più degli anni passati per possedere quei gadget ad obsolescenza programmata che sono, in raltà, legati a doppio filo all'universo della virtualità comunicativa. Tutto ciò che è virtuale lo classifico come altruista, mentre tutto ciò che è reale lo classifico come egoista. Per questo non ci vedo nulla di male ad essere egoista: a me piacciono le cose vere, le cose che richiedono azione, che muovono braccia e gambe. Solo così il mio ego saprà riconoscere la mia vita e darle quel senso che ho voluto imporle. In tutto questo l'ego c'entra, ma ci sono molti altri fattori cui spettano ruoli altrettanto importanti. Dimenticarsene è un grave errore.

    1. Georgios 22 gennaio 2015

      Cerco di aiutarti io a capire.

      La crisi non e' un meteorite, un terremoto, un uragano. E non e' neanche una conseguenza di qualche guerra di invasione o civile. Questi sì che sono disastri e non solo naturali.

      La crisi nasce con una decisione precisa di salvare delle case di tolleranza all'arbitrio e alla speculazione con dei soldi pubblici. USA 2008. E poi viene esportata in Europa e nel mondo per una ragione precisa che per non spendere fiumi di ragionamenti, numeri, dati e articoli che abbondano durante questi ultimi 5 anni e che forse ti sono sfuggiti, può essere riassunta seguendo questi dati:

      Il 2009 l' 1% della popolazione mondiale possedeva il 44% della ricchezza mondiale.

      Il 2014 l' 1% della popolazione mondiale possedeva il 48% della ricchezza mondiale.

      Allo scoccare del 2015, finalmente, l' 1% possiede più della metà di questa ricchezza. Più del 50%. E c'è della strada davanti.

      Visto come la crisi, la disoccupazione, la povertà, l'austerità, le morti, i suicidi, l'emigrazione forzata etc producono ricchezza? E' semplice, basta avere governi e media venduti, anzi comprati. Cosi si può tranquillamente demolire gli stati, terrorizzare la gente e fargli prendere lucciole per lanterne tramite il lavaggio del cervello.

      Cioè che la colpa e' anche nostra. Nello specifico e' anche colpa dell'ouzo e della retsina (della quale vado matto).

      Quando avevo poco più di 18 anni, cioè 49 anni fa, arrivai in Italia. Sai che ne pensavo degli italiani? Che erano tutto pizza, canzonetta, oh sole mio e mafia. Erano idiozie della giovane età e perciò fino ad un certo punto scusabili. In seguito ho scoperto la vera stoffa e il talento del popolo italiano, la sua storia, le sue lotte e ho imparato molto. E anche i suoi difetti che non sono però dovuti alla “razza”. Ma alla società e alla storia.

      Ma chi mi aveva ficcato in testa quelle stupidaggini? La stessa macchina della propaganda che attribuisce delle caratteristiche spregiative a tutti i popoli, rendendo i popoli stessi partecipi alla diffusione di queste stronzate e quindi complici. Cosi gli italiani sono poco seri, gli inglesi dei pervertiti, i greci dei buoni a nulla e cosi via. Per non parlare dell'Africa in toto. E “noi mediterranei” siamo vicini all'Africa, no?

      Questo si chiama masochismo indotto. E in certi momenti in cui i nostri paesi vengono attaccati con i nuovi panzer che si chiamano euro e' un masochismo suicida.

      Un'ultima annotazione circa l'attacco dell'asse contro la Grecia. E' vero che Hitler ha perso del tempo prezioso prima di aprire il fronte orientale a causa dei complessi di inferiorità di Mussolini, ma pensa un po': sarebbe mai stata possibile l'operazione in Africa con il Mediterraneo in mano agli inglesi e una Grecia neutrale?

      Infine dato che conosci ouzo e retsina dovresti anche conoscere cosa c'entri l'occupazione tedesca della Grecia di 60 anni fa con quella odierna. A meno che tu non conosca la Grecia solo da turista, d'estate in qualche isola. Ma quella non e' la vera Grecia. La vera Grecia e' qualcos'altro e oggi ha dei tedeschi a comandare i suoi ministeri. Questo non e' un modo di dire. Succede proprio cosi.

    1. geopardy 22 gennaio 2015

      Molto interessante, pone buoni spunti di riflessione ed approfondimento, non chiama solo in causa gli altri, ma anche e soprattutto se stessi.




    1. Ercole 21 gennaio 2015

      Aggiungerei anche il fondamentalismo dell'indifferenza che opera potentemente nella storia . Nulla di tutto ciò è casuale .E'una diretta conseguenza del modo in cui il sistema capitalista si riproduce.Quasi 150 anni fa MARX scrisse che il capitalismo > (Il Capitale ) .Lavoro minorile ,schiavitù ,degradazione materiale e morale ,tutto ciò ha permesso ai detentori di capitale di ottenere profitti senza precedenti .Ma gli orrori della prima industrializzazione non sono niente in confronto ai genocidi ,alle guerre e alle carestie che il capitalismo impone oggi nel mondo. A ciascuno il suo io resto INTERNAZIONALISTA.

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