Follie italiane: in quarantena anche se negativo

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Un nostro lettore di Napoli, che preferisce rimanere anonimo e per questo chiameremo semplicemente G, ci ha scritto per raccontarci della sua folle esperienza con le forze dell’ordine e il Ministero della Salute.

Il 4 aprile G, bidosato Moderna ma non sottopostosi al booster nei tempi previsti (120 giorni dalla seconda dose fatta il 16 agosto) scopre di essere positivo alla Covid, tramite test effettuato in farmacia.

G, da cittadino rispettoso della salute pubblica si chiude in casa in quarantena, nonostante la sintomatologia così lieve da far pensare a un semplice raffreddore. Sei giorni dopo, il 10 aprile, G va in farmacia per sottoporsi nuovamente al test e risulta questa volta negativo. G è quindi guarito e, forse ingenuamente, pensa di poter riprendere la sua vita normalmente, felice di aver ottenuto il nuovo Green Pass, questa volta da guarigione.

Il giorno successivo quindi, G esce di casa e prende la funicolare. Al ritorno però, succede l’inaspettato. Uscito dal mezzo di trasporto trova ad aspettarlo all’uscita della struttura le forze dell’ordine che, orgogliose di essere diventate i guardiani di un sistema totalitario, in modo certosino controllavano i Green Pass dei passeggeri.

G è tranquillo, sa di essere guarito e c’è un test che attesta la sua negativizzazione; purtroppo però essendo passato solo un giorno non ha ancora scaricato dalla piattaforma il nuovo QR code. Le FF.OO. lo fermano, gli chiedono il maledetto certificato verde e lui, non avendolo con se, gli fornisce i dati personali, affinchè gli agenti possano controllare in piattaforma la veridicità delle sue affermazioni, nonchè il certificato cartaceo di negatività.

Gli agenti confermano quindi effettivamente che G è guarito ma c’è un problema: non sono passati 10 giorni dalla sua iniziale positività, giorni che obbligatoriamente devono essere trascorsi in quarantena.

Oltre il danno poi arriva anche la beffa: la sua positività era stata messa in piattaforma non il 4 aprile, giorno del test, ma il 7 aprile, per un ritardo della farmacia. Ufficialmente quindi G risultava guarito solo pochi giorno dopo la positività.

Per ricapitolare gli eventi infatti:

  • 04.04 G fa un test e risulta positivo
  • 07.04 la sua positività viene messa in piattaforma
  • 10.04 G fa un test e risulta negativo
  • 11.04 G esce di casa e viene fermato dalle FF.OO.

La situazione inizia a farsi scomoda per il nostro mal capitato lettore, il quale deve provare che la positività risale al 4 aprile e non al 7. G viene sul momento lasciato andare dalle FF.OO, che però lo convocano il giorno successivo in caserma per accertamenti. Lì G porta sia il primo test in cui è risultato positivo, per attestare che la positività risale al 4 aprile (meno male che lo aveva conservato), sia il test negativo del 10 aprile con annesso nuovo Green Pass da guarigione.

Sembra quindi tutto risolto, in fondo G ha due dosi di Moderna e una guarigione sulle spalle, che possono garantire che lui non solo non è malato ma soprattutto non è uno sprovveduto uscito di casa senza la certezza di non essere un pericolo per la salute pubblica. Invece ecco che arriva lo smacco: se hai due dosi di vaccino ma non hai fatto il booster, per il Ministero della Salute sei allo stesso livello di un non vaccinato; per questo motivo se risulti positivo devi stare necessariamente 10 giorni in quarantena, anche se ti negativizzi.

G quindi per le FF.OO. ha violato la quarantena, da NEGATIVO, ma comunque l’ha violata, e per questo ora rischia oltre a una sanzione amministrativa, anche una denuncia penale per violazione della quarantena.

Una persona negativa per lo Stato italiano non ha diritto a uscire di casa quindi, non se non sono trascorsi i 10 giorni previsti dalla normativa per i soggetti definiti non vaccinati. Stai bene, hai già fatto due dosi di vaccino in passato, sei negativo perchè appena uscito vincitore dallo scontro con la malattia, ma per la legge odierna devi comunque rimanere recluso in casa.

Massimo A. Cascone, 16.04.2022

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