Home / ComeDonChisciotte / FESTA DELLE DONNE ? NO, DEI MASCHI IN GONNELLA

FESTA DELLE DONNE ? NO, DEI MASCHI IN GONNELLA

DI ALESSIO MANNINO
alessiomannino.blogspot.com

Piccola riflessione nel giorno della festa delle donne. Il presidente Bankitalia, Ignazio Visco, ha ripetuto il mantra del pensiero unico: siccome siamo una società di anziani, bisogna lavorare di più e per più tempo. E’ il classico modo di ragionare aritmetico dell’economia: se hai più tempo a disposizione, devi impiegarne di più per produrre. Ogni altra considerazione disturba, perchè non rientra in parametri econometrici. Ma visto che la data di oggi pone il problema del rapporto fra vita e lavoro femminile, chiedo, anzitutto alle donne: ma bisogna vivere per lavorare, o lavorare dovrebbe servire a vivere, possibilmente bene, sereni e realizzati?

Le donne, giustamente, denunciano l’ingiustizia sul lavoro legata allo stato di gravidanza (mancate assunzioni, nero o licenziamenti per il bebé in arrivo). Questo esempio rende, purtroppo, benissimo lo stravolgimento di senso dell’odierno mondo dell’occupazione: la lavoratrice è una variabile usata o gettata come se le sue umane esigenze, in questo caso di fare una famiglia, siano pesi morti per l’efficienza aziendale. La vita che nasce è un peso morto, letteralmente. E’ o non è una follia?

Ma la maternità ostacolata e mal sopportata vale anche come spia più profonda di un errore, un tragico errore commesso dal femminismo di massa (che è altro rispetto a quello teorico degli anni che furono, benché da esso ne tragga giustificazione): quello di appiattire la specificità femminile sui ruoli maschili. La donna è davvero contenta di volere, anzi di dovere rincorrere gli uomini in tutto e per tutto, a discapito del proprio essere madre, generatrice e custode dei figli piccoli?
Salvaguarda la loro diversità di genere il tradurre la parità come ricerca dell’uguaglianza assoluta? Perchè mai dovrebbero lavorare per forza quando potrebbero dedicarsi agli affetti?

La verità è che la battaglia per rendere le donne interscambiabili con gli uomini nei posti di lavoro è funzionale ad un modello di sviluppo che ci pretende tutti, maschi e femmine, a sgobbare sempre di più, come dice Visco, per avere sempre di meno. Di meno non solo in termini di busta paga (rasoiata da nuove tasse, bollette all’insù, benzina alle stelle, inflazione da euro-fregatura), ma soprattutto sul piano esistenziale, della vita concreta, con dentro i progetti, i sogni, le passioni, le speranze. Dovrebbero essere proprio le mimose di oggi a ricordare, in particolare alle festeggiate, che prima viene la vita, e poi vengono gli indicatori macro-economici. Il fatto è che le donne maschilizzate inseguono il mito disumanizzante del Lavoro come totem, mentre lavorare dovrebbe essere solo uno fra i campi di realizzazione individuale. Fra essi, per una donna, e solo per lei – così ha decretato la natura, e speriamo che qualche scienziato pazzoide non pensi di inventare il “mammo” – c’è il diritto di donare la vita. Non è un dettaglio: è da lì che comincia tutto.

Se questa giornata servisse a rivendicare la differenza, l’adattamento di genere al lavoro (senza nostalgie per l’eccesso opposto, per l’iconografia zuccherosa e falsa dell’ “angelo del focolare”), insomma a risvegliare una donna che vuole restare femmina, pari ma non uguale al maschio, allora avrebbe senso. Al contrario, pare di capire che l’omologazione al delirio, tutto maschile, del lavorare come somari da mane a sera passa come il messaggio della donna affermata. E invece è schiavizzata e uniformata. La festa dell’androgino, dovrebbero chiamarla.

Alessio Mannino
Fonte: http://alessiomannino.blogspot.com/
8.03.20112

Pubblicato da Davide

  • RicBo

    a me non sembra proprio che il femminismo attualmente stia rincorrendo modelli maschili. forse era così 40 anni fa. o forse è che vivendo all’estero non ho più contatti con il femminismo italiano

  • ophiophagus

    Il problema non è mica il “femminismo” (termine orribile)….
    Il problema è che è un dato di fatto che la donna deve lavorare tanto quanto l’uomo se si vuole arrivare a fine mese. Con questo non voglio certo dire che la donna debba stare a casa sui fornelli, semplicemente, come sottolineava anche l’autore dell’articolo, è un dato di fatto che sono le donne che possono donare la vita e per forza di cose si devono accollare il parto e tanti oneri/onori ad esso legati.

  • GioCo

    “Libere” da che?
    Chissà perché quello striscione mi fa venire a mente un racconto di fantapolitica, di una società futuristica in cui gli uomini sono tutti morti e le donne devono arrangiarsi a vivere senza.
    Racconto brutto e mal gestito che poteva avere più interessanti risvolti di critica sociale.
    Per esempio, siamo veramente sicuri che le donne riuscirebbero a cavarsela meglio senza uomini? A proporre modelli più umani, scevri dall’idiozia della violenza fine a se stessa? Oppure verrebbero ripercorsi modelli di violenza psicotica, sostitutivi a quelli più fisici tipici dei comportamenti maschili?
    Rimango comunque dell’opinione che, con tutti i difetti evidenti che ha il maschio, in questa società moderna è portato criticare se stesso, così come la femmina è portata a criticare il maschio. Con il risultato che ogni azione porta a incensare la mascolinità di questa società, perché implicitamente sessista.
    Pietoso.

  • bysantium

    “Per esempio, siamo veramente sicuri che le donne riuscirebbero a cavarsela meglio senza uomini? A proporre modelli più umani, scevri dall’idiozia della violenza fine a se stessa? “

    Beh, la risposta c’è e porta i nomi di H.Clinton, Merkel, Fornero, Lagarde, per citarne alcune.
    A dimostrazione che per essere spregevoli non è indispensabile essere maschi. Saluti.

  • Awa

    Libere! libere di poter decidere se dedicarsi alla propria famiglia oppure lavorare fuori, libere di poter lavorare senza dover subire ingiustizie.

    Ma soprattutto libere dal sentirsi sempre divise fra dovere e necessità:

    madre partime
    figlia partime
    moglie partime
    lavoratrice partime
    casalinga partime

    e quando “i figli crescono e le mamme invecchiano”, lasceremo un ricordo di noi ai nostri Cari partime?

    Uomini e Donne, lottiamo insieme per renderci liberi di vivere un’esistenza che si possa considerare tale, uniamo i nostri partime
    e insieme saremo fulltime.

    da donna ringrazio per questo articolo!

  • marcello1991

    quoto al 100% … e aggiungo:

    le ideologie neomercantili e neoliberiste non lasciano spazio a quella che sarebbe la vera “anima” femminile. Le società matriarcali legate alla terra, istintive e “carnali” come espressione della più profonda natura femminile mal si addicono alla natura falsa ed ipocrita di quella attuale. E non è falsa ed ipocrita per sua natura ma solo per necessità per la sua stessa sopravvivenza per mantenerci legati e dipendenti da essa in una forma di dipendenza. In questo contensto la vera natura e il vero spirito femminile non può trovare posto. Tranne che in quelle poche donne che per particolare combinazione genetico culturale sono come e più aggressive degli uomini. Sono queste le donne che quidano le altre donne ma che non libereranno mai proprio perchè la loro differenza gli ha dato il potere. In altre parole: donne il nemico marcia alla vostra testa. Saranno più utili e più vicino a voi alcuni uomini di tutte le donne che al potere si vorranno mostrare vostre amiche e guide.