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FASCISMI A VARSAVIA

DI MASSIMO FINI
massimofini.it/

In Polonia è stata approvata, pressoché all’unanimità, una legge penale (pena prevista: due anni di carcere) che vieta “la produzione, la distribuzione, la vendita o il solo possesso di oggetti che richiamino al fascismo, al comunismo o ad altri simboli di totalitarismo”.
È una norma perfettamente fascista o, se si preferisce, degna di uno Stato sovietico o comunque totalitario. Che si contraddice in sé perché si mette sullo stesso piano di ciò che pretende di combattere. Mi rendo conto che dopo la feroce spartizione del loro paese fra bolscevichi e nazisti e quasi mezzo secolo di dominazione sovietica, i polacchi abbiano i nervi scoperti su certi argomenti, però mi pare che non abbiano capito – eppure proprio quelle esperienze avrebbero dovuto insegnarglielo – una cosa fondamentale: che l’antifascismo non è un fascismo di segno contrario, ma il contrario del fascismo.


Per la verità non lo hanno capito nemmeno gli italiani. La “legge Mancino” che vieta “gesti, azioni, slogan legati all’ideologia nazifascista”, comminando anch’essa il carcere ai trasgressori, non si differenzia molto dal diktat polacco. Sono, entrambe, leggi liberticide che non hanno nulla a che vedere con quella democrazia che pretendono di tutelare e affermare. Ne rappresentano anzi la negazione. In democrazia tutte le idee, per quanto aberranti possano apparire in un determinato momento storico, hanno diritto di cittadinanza. È il prezzo che la democrazia deve pagare a se stessa e ciò che la distingue dai totalitarismi. L’unico discrimine è che nessuna idea, giusta o sbagliata che sia, può essere fatta valere con la violenza. Punto e fine.

Una democrazia che non accetta opinioni che non siano democratiche non si differenzia da un totalitarismo o da una teocrazia che accetta solo le opinioni che restino all’interno del loro impianto ideologico. Anche la disposizione, contenuta nella legge Mancino, che punisce “l’istigazione… all’odio, per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali” mi pare di dubbia democraticità.
Anzi, in un certo senso, è peggio. L’odio è un sentimento, come l’amore o la gelosia. E ai sentimenti non si possono mettere le manette. E nemmeno alle loro manifestazioni. Io ho il diritto di odiare chi mi pare e di farlo sapere. L’odio non è un reato e quindi nemmeno la sua istigazione può esserlo. Naturalmente è chiaro che se torco anche solo un capello al soggetto del mio odio si aprono le porte della galera.

La libertà di manifestare le proprie idee riguarda anche quel fenomeno, oggi molto demonizzato , che si chiama “revisionismo storico” e, in specie, quel particolare revisionismo che è il “negazionismo” (la negazione dell’Olocausto o il suo ridimensionamento) che, in alcuni paesi democratici, è costato la galera a un paio di studiosi.

Innanzitutto la Storia è per sua natura revisionista. “Ogni storia è storia contemporanea” ha scritto Benedetto Croce, intendendo dire con ciò che la storia consiste essenzialmente nel guardare il passato con gli occhi del presente (B. Croce, “La storia come pensiero e azione”). Ogni generazione ha quindi il diritto di guardare il passato con i propri occhi e non con quelli delle generazioni che l’hanno preceduta. E di darne anche, se è il caso, un’interpretazione diversa. Poi c’è il diritto alla ricerca, al controllo e alla verifica dei fatti (che è anch’esso consustanziale alla modernità e quindi alla democrazia, altrimenti non si capirebbe la difesa di Galileo contro il cardinal Bellarmino). Nessuna verità storica è assodata per sempre. Anche perché, nella vicinanza degli avvenimenti, la storia è sempre quella raccontata dai vincitori. Gli argomenti e i dati, se ci sono, dei revisionisti e anche dei “negazionisti” vanno battuti, e magari ridicolizzati, con altri argomenti e altri dati. Non con gli anatemi “a prescindere”, con la galera, con i roghi. Se non si vuole tornare al medioevo.

Massimo Fini
Fonte: http://www.massimofini.it/

da “Il Fatto Quotidiano”, 1.12.2009

Pubblicato da Davide

  • edo

    Non serve che un articolo sia lungo, basta che sia grande.
    La “democrazia” di oggi è il risultato di un trauma più che di una comprensione, ergo, questa “demcrazia” è solo una reazione che con la democrazia non ha niente a che vedere.
    Grazie Fini, per averlo detto in modo esemplare.

  • Tonguessy

    “Io ho il diritto di odiare chi mi pare e di farlo sapere. L’odio non è un reato e quindi nemmeno la sua istigazione può esserlo. Naturalmente è chiaro che se torco anche solo un capello al soggetto del mio odio si aprono le porte della galera. “
    E come pensa Fini che non si arrivi al “torcere il capello” all’oggetto di tanto odio? Quale barriera lo impedirebbe? Esiste forse un odio politically correct che con bonton manda a quel paese i propri nemici ed un odio viscerale che invece fa strage di nemici?
    Al solito mi pare che Fini stiracchi un po’ troppo le sue tesi. Esiste un’avversione motivata verso certi comportamenti e prese di posizione, ed un’odio che , invece, non richiede motivazioni alcune,se non a posteriori, proprio perchè si vuole vestirlo “democratico”. Questo odio, questo pretendere che gli altri adottino il nostro stile di vita pena randellate deve essere bloccato in una società multiculturale (non voglio addentrarmi nelle definizioni di società democratiche). Anzi proprio perchè per definizione la società multiculturale è sede di coesistenza forzata, sarebbe tutto di guadagnato che tale coesistenza fosse la più pacifica possibile. Ergo la legge che difenda il diritto di qualsiasi comunità ad esprimersi nei modi che le sono congeniali senza per questo incorrere in odio e risentimento da parte di altre comunità.

    Fini fa anche un altro grossolano errore: mettere sullo stesso piano il “diritto all’odio” con il diritto alla critica. Il diritto ad educare al razzismo, all’odio contro i sostenitori della squadra politica, sportiva etc. avversaria ed il revisionismo storico, ovvero il diritto ad attizzare il dibattito con dati e ipotesi.
    Stando al suo assioma fondante (ho il diritto ad odiare chi mi pare) è solo una questione numerica: chi milita nella squadra di maggiore consistenza numerica l’avrà ben presto vinta. Perchè con l’odio nella mente non si ragiona più, si combatte solo fino allo sterminio degli avversari. Questo, da solo, è una prassi che non tollera la multiculturalità, ma crea consenso tramite un unico carro su cui saltare per vincere.

  • Nellibus1985

    La tesi sostenuta da Fini segue una logica inesorabile. La democrazia, nel momento stesso in cui accetta di metter le manette alle idee etrodosse, non fa che rinnegare i suoi stessi principi e si pone sullo stesso livello dei totalitarsmi. D’accordo in tutto e per tutto.

  • A_M_Z

    Sono d’accordo

    L’odio non è un diritto, è un istinto e non può essere messo sullo stesso piano del diritto alla critica razionale, ragionata e fondata.

    Fini parte sempre bene ma poi…

  • Drachen

    nessuna barriera deve impedire alcunche. che ragionamento è? c’è una differenza colossale tra “istigazione a delinquere” e “istigazione all’odio”.
    la Fallaci è ancora regolarmente in libreria mi sembra. tu faresti ritirare i suoi libri? non ho micca capito sai….
    in primis non vedo cosa c’entra il discorso sulla società multiculturale, visto che non è il caso polacco.
    in seconda istanza nessuno qui sta sostenendo che una società multiculturale sia una bella trovata (che poi non è multiculturale ma, come dice De Benoist, monoculturale-multietnica).
    l’odio è un sentimento, fa parte della natura umana e non può in alcun modo essere oggetto dell’attenzione giuridica fino al momento che questi non si tramuti in azioni illegali.
    poi bisognerebbe fare un uso più onesto della lingua italiana.
    NON SI PUO’ FARE IL PROCESSO ALLE INTENZIONI.
    visto che parli di confine come fai a separare il revisionismo dal resto?
    come fai a dimostrare che un certo revisionismo non sia conseguenza di un sentimento di qualche tipo?
    i revisionisti infatti sono puntualmente tacciati di antisemitismo.
    è vero che è scorretto confondere la tesi con il relatore, ma è altrettanto vero che se la tesi è legittima, allora anche i sentimenti che hanno portato a scriverla (qualunque essi siano) devono per forza di cosa
    essere legittimi.
    per quello che riguarda la questione numerica: è la democrazia.
    ti faccio notare che Hitler e Mussolini hanno usato la democrazia per prendere il potere.
    o la democrazia accetta questo rischio o non è democrazia. punto.
    Da un punto di vista filosofico poi questa grossolanizzazione della parola odio è un pò troppo perbenista.
    “È l’odio che unisce gli esseri umani, mentre l’amore è sempre individuale.” (Gilbert Keith Chesterton)

  • stonehenge

    Non aggiungo altro…QUOTO FINI.

  • mat612000

    La punizione dell’istigazione all’odio razziale o etnico è sbagliata non perchè i sentimenti non possono essere reati come dice Fini, ma perchè “istigare” in realtà indica la divulgazione di un pensiero, come i reati che vietano e puniscono “l’apologia” di qualcosa o qualcuno, i sentimenti che suscitano tali pensieri e ideologie sono irrilevanti, il punto è che esse per quanto sbagliate e riprovevoli che siano hanno diritto di essere espresse e divulgate.
    La libertà di pensiero e di divulgazione dello stesso è e deve rimanere un diritto assoluto non soggetto ad alcuna limitazione.
    Questo vale in tutti i campi: politica, arte, informazione, gusti personali e tendenze.

  • Tonguessy

    Si può discutere fin che si vuole sui sofismi. Le mie osservazioni partono da una considerazione semplice: l’atto delinquenziale parte da una mancanza di rispetto, ovvero da una cultura dell’odio inteso come prevaricazione e sopraffazione.
    Coltivare la cultura dell’odio porta facilmente (anche se non necessariamente) verso quel “torcere il capello”, contrariamente dalla cultura del rispetto che invece coltiva il dialogo ed il confronto.
    “Quel che si chiama logica o diritto non è mai niente di più che un corpo di regole che furono laboriosamente combinate in un momento della storia debitamente datato e situato da un sigillo d’origine, agorà o foro, chiesa oppure partito. Dunque non spererò niente da queste regole al di fuori della buona fede dell’Altro, e in mancanza d’altro me ne servirò, se cosí giudico o se mi ci si obbliga, solo per divertire la malafede.”
    Jacques Lacan.

  • Drachen

    non solo la tua considerazione è arbitraria e indimostrabile, visto che l’atto delinquenziale parte da una moltitudine di moventi ed è spesso compiuto da persone gentili, mansuete, tolleranti e rispettose che subiscono e si trasformano in base ad accadimenti e circostanze.
    quando si usano parole come “coltivare” o precedentemetne “educare” in relazione ad un sentimento come l’odio si fa davvero del sofismo
    poichè tuto ciò è intraducibile in fatti reali.
    il confronto delle idee fa parte della democrazia, non la soppressione dell’una o dell’altra per la salvaguardia del sistema.
    negli USA, dove il razzismo è ancora presente in innumerevoli associazioni alla luce del sole (il KKK è ancora presente) non c’è mezza parola su questo dibattito. l’opinione, in democrazia, è sacra.
    “La sola libertà di pensiero per la quale è essenziale battersi è quella degli altri, anche se eretici. La libertà del pensiero di chi la pensa come me (o, in altri paesi, di chi la pensa come il governo), va da sé. Non c’è problema.” (Luigi Barzini junior)
    “La libertà illimitata d’espressione non è un dato di fatto ma una continua conquista, che l’obbligo dell’obbedienza non ha molto favorito fino a oggi. Non esiste un uso buono o cattivo della libertà d’espressione, esiste soltanto un uso insufficiente di essa” (Raoul Vaneigem)
    mi pare tra l’altro che sia il tema di questo sito.

  • Simulacres

    A mio avviso, ciò che Fini intende sottolineane…: “un conto è la libertà di espressione e un conto è la libertà di licenza”, ovvero l’unico discrimine è che nessuna nessuna idea buona o cattiva che sia possa fatta valere con la violenza. Punto.

    E a proposito di democrazia, come scrissero in tanti (tra i quali A. Rimbaud – “Democrazia”) ovvero che alla fin fine la “Democrazia” non è null’altro che una “mascheratura” della peggiore ideologia di tutti i tempi.

    Vale a dire: dalla Dottrina dell’illusionismo libertario è nata una nuova dinastia. La Dinastia delle Bestie!
  • Eli

    TI QUOTO TOTALMENTE E CONVINTAMENTE, come spesso accade in verità.

  • Eli

    Già il logo scelto per questo articolo è ripugnante, figuriamoci l’articolo del nazi-maoista. E’ un uomo di bassi sentimenti, di piccola mente, veramente diseducativo. Le persone che pensano come lui rendono il mondo più brutto.

  • g10rdan0

    Uh, in che campo minato si entra, quando si dibatte di tali temi.

    Fermo restando che trovo l’editoriale di Fini questa volta di ottima fattura e rispondente ai miei sentimenti a riguardo, non posso nemmeno escludere la qualità -ottima- dei tuoi argomenti.
    Il fatto è che sembrano partire da un misunderstanding il lettore -tu- e il redattore -Fini- altrimenti non riesco a spiegarmi soprattutto la tua chiusa.

    Senza offesa, ho letto e riletto l’articolo di Fini; così come ho letto e riletto il tuo commento e l’unica chiave di lettura che li accomuna, per il mio sentire, è rappresentata dal misunderstanding.
    Non ho letto questioni numeriche, bensì un acclamazione al liberalismo tout court in una società per sua stessa costituzione liberale e democratica, le cui uniche barriere al diritto alla manifestazione dell’odio risiedono nell’essenza stessa del liberalismo e della democrazia: il rispetto dei diritti dell’altro, dai quali, odio o non odio, non si può prescindere.

    Certo, il passaggio dalle parole alla realtà di quanto sopra è quantomeno improbabile, se non impossibile; ma se ne sta ragionando, non si ha -e non penso l’abbia Fini- la pretesa di stilare un vademecum per la convivenza civile di una società che si intenderebbe tale, no?

    Cordialmente,

    Giordano

  • g10rdan0

    Però si potrebbe pensare che una società realmente civile sia anche in grado di incanalare l’odio che ogni suo cittadino può provare nei confronti di comportamenti, idee o ideali differenti dai suoi in maniere differenti da quelle che prevedono la violenza, no?

    Magari confutandole con la stridente evidenza della realtà che ad esse si contrappone evidentemente nella vita di tutti i giorni, per portare solo un esempio.

    Io a quanto sopra trovo solo un sostantivo, cultura.

  • Tonguessy

    Ancora trovo che il diritto all’odio mal si concili con il diritto alla critica, per quanto feroce. Ci possono essere, è vero, delle aree grigie in cui uno si mischia all’altro. Ma è una deriva, non una regola.
    Resto dell’opinione che l’educazione alla critica sia cosa diversa dall’educazione all’odio. Se non altro per i siti in cui si svolge, facoltà di filosofia contro stadi, per sintetizzare. Misunderstanding o understatement?

  • mazzi

    A parte che trovo anch’io l’immagine ripugnante, anche se sospetto – dico sospetto – che non sia stata scelta dallo stesso Fini.—————————————————

    Che si fa si torno al vecchio giochino degli opposti estremismi? Un giochino che altro non ha mai fatto che far ingrassare i maiali.———————————————-

    Ma smettiamola di fare manfrina! Per dio, FINI!!!!! Le “democrazie” occidentali sono tirannie sotto falsa bandiera e lo sappiamo tutti, e primo fra tutti lo dovresti sapere tu. Evitami per favore questi cliche’ – allora tanto vale che mi legga il corriere.—————————————————— E Passiamo oltre, quoto: “L’unico discrimine è che nessuna idea, giusta o sbagliata che sia, può essere fatta valere con la violenza. Punto e fine.”———– E allora le leggi dove le mettiamo? Non sono forse emanazioni di un sistema di governo? Come tali non sono forse idee che una volta trascritte diventano pura coercizione? Secondo il ragionamento di Fini, anche la piu’ perfetta democrazia non potra’ mai legiferare perche’ dovrebbe imporre le sue idee tradotte in termine di leggi a quella parte della popolazione che non si trova d’accordo o che dissente.—————————Eddai, Fini, cerchiamo di essere un po’ meno “virtuosi” e dogmatici.

  • voglioscrivere

    Polonia= sottosviluppo da centinaia di anni.

  • Shawn

    E allora speriamo che il mondo diventi più brutto, dato che c’è gente come te che parla senza conoscere molto.

  • Nellibus1985

    Quando ho commentato questo articolo l’immagine non era la stessa, quindi non credo proprio che sia stata scelta da Fini.

  • pablobras

    massimo fini è tra i pensatori più evoluti del nostro tempo.
    Uno dei pochi veramente liberi e non ipocriti.
    grande.

  • DaniB

    Allora io dico che la democrazia cosi intesa ci ha fregato, come civiltà del diritto, come società di uomini razionali ed evoluti. Cosi pensata essa non è piu intesa come “potere del popolo”: per come la intende Fini (ed alcuni utenti a quanto pare) può essere meglio definita come “indifferentismo assiologico”.
    Ma si, ognuno è libero di pensare e dire QUELLO CHE VUOLE, indifferentemente, secondo i suoi appetiti, le sue voglie, i suoi interessi. Siamo liberi (e ne abbiamo il diritto) di odiare, di istigare all’odio razziale, di prevaricare sul prossimo, di teorizzare supremazie genetiche o sociali, senza paletti, limitazioni o gerarchie di valore, TANTO C’è LA LIBERTA’.
    Se questa è la democrazia, se questo è il punto in cui siamo arrivati dopo secoli di elaborazione concettuale, allora siamo proprio fottuti. Anni di speculazioni, di analisi antropologiche, sociologiche e filosofiche sui diritti umani, e qual’e il risultato? il diritto acquisito di essere nazi-fascisti?
    Che fine ha fatto l’etica? Che fine ha fatto la nostra intelligenza morale e la sua qualità maggiore, ossia la capacità di discriminare fra il “meno sbagliato” ed il “più giusto”, se pur situati storicamente e culturalmente?Una democrazia siffatta mi fa schifo.

    In quanto all’odio, sono d’accordo con Tonguessy

  • anonimomatremendo

    “L’unico discrimine è che nessuna idea, giusta o sbagliata che sia, può essere fatta valere con la violenza. Punto e fine.” E se io ho l ´idea,anzi,diciamo il proposito e l intenzione di rovesciare la democrazia attraverso un sommo atto di violenza e poi instaurare la mia dittatura?Se la democrazia avesse seguito i consigli di Fini si sarebbe giá estinta da parecchio,con nostro sommo piacere,e invece no,questa macchina da guerra del capitalismo totale sa benissimo che l arma della critica in determinati momenti possa trasformarsi in critica con le armi e che quando si trova in prossimitá di quel momento,o meglio,di quel punto…critico occorre mettere da parte le parole a agire nel bene supremo dell Interesse della Nazione,cioé della maggioranza(si,la loro) e quindi della democrazia.

    “innanzitutto la Storia è per sua natura revisionista. “Ogni storia è storia contemporanea”” ha scritto Benedetto Croce, intendendo dire con ciò che la storia consiste essenzialmente nel guardare il passato con gli occhi del presente.
    Ecco,questa frase riassume in modo impeccabile la natura conformista del pensiero borghese,ossia di quella classe che attualmente,ora in questo presente detiene il potere temporale, e che quindi assume come punto di vista privilegiato sulla storia e sul mondo quello presente,che é appunto…il presente. Punto di vista privilegiato di chi é privilegiato e non si fa troppe domande sulla natura del duo privilegio e che anzi pone se stessa come metro storico…dei metri storici .Con quale faccia tosta uno puó definirsi ribelle e anticonformista e fare suo il punto di vista della classe dominante e dello stato di cose presente e´un mistero che soltanto i fans di Fini ci possono svelare.
    “Ogni storia é contemporanea”,Si,soprattutto la nostra,talmente contemporanea che appiattisce tutto sul presente.

    La storia va vista con gli occhi del futuro e non con quelli del presente altrimenti siete sempre li,a girarvi in torno.ma in fondo e´ quello che volete,siete le ancelle e i giullari della classe dominante ,e chi vi schioda.

    piesse. Fini,quando ci si mette,riesce a essere anticonservatore soltanto da reazionario nostalgico.per quanto riguarda il futuro,gli riesce solo proiettrarvi il presente senza fare troppo sforzo mentale.Dovrá pur concentrarsi per il suo nuovo pezzo di giornale.

  • Drachen

    l’odio è un sentimento umano. smettiamola di definire l’uomo come ci pare, e accettiamolo per quello che è.

  • Drachen

    se hai intenzione di rovesciare la democrazia attraverso un atto di violenza allora verrai arrestato. è ovvio.
    la democrazia non ha seguito i consigli di Fini, ha seguito il consiglio
    della caccia alle streghe. prendiamo la Germania? il pericolo rosso, la paura dei bolscevichi ha prodotto un tale Adolf…. e l’ha prodotto più o meno democraticamente. a dirla tutta Berlusconi ha sfruttato molti più cavilli di Hitler per prendere il potere.

    la stora è interpretazione e revisione continua.
    la tua critica si basa su un concetto meramente temporale che non ha ragione di essere. è proprio il fatto che la storia è solo contemporanea
    ad essere il punto critico esposto da Fini. essendo, appunto, solo relativa
    al contesto interpretativo presente, frutto di parte politica e area geografica, una democrazia non può impedire letture differenti della storia. tutto li.

    la storia è sempre studiata da privilegiati, in ogni caso.
    e la natura di questo privilegio è irrilevante ai fini della ricerca storica.

  • Tonguessy

    L’istigazione all’odio è una matrice culturale, non un impulso naturale. Smettiamola di confondere sentimenti e cultura.
    La cultura del dialogo e del rispetto è speculare alla cultura dell’istigazione all’odio e produce risultati sociali definitivamente diversi.

  • anonimomatremendo

    la democrazia nno ha principi assoluti da rispettare.quando le fa comodo e lo ritiene opportuno sfodera tutte le sue armi palesi e occulte contro chi ritiene opportuno.all epoca i nazisti facevano comodo per quello li hanno lasciati fare.al contrario i rivoluzionari spartachisti furono fatti fuori dai freikorps della socialdemocrazia detesca con i vari Noske e Scheidemann,cani da guardia dell ordine costituito(cosi´ si chiamavano loro stessi).e poi chi votarono i crediti di guerra nel ´14,furono i nazisti?quindi sono tutte stronzate,la democrazia oggi come ieri ha il compito di mantenere l ordine costituito e lo fa con tutti i mezzi a sua disposizione,senza farsi tante pippe mentali.E poi lo sanno anche i bambini che la democrazia é solo un inganno ,che dietro di essa si celano interessi di parte.che essa é il miglior modo per rincretinire le masse ecc ecc.pensavo che queste cose fossero acquisite.

    ma si sa,tutte le epoche hanno i loro restauratori.

  • mantresh

    scusate ..ma qui siete andati forse troppo oltre …Fini compreso…
    ma come si fa a pensare…a dire che è una norma FASCISTA, Totalitario Sovietico… m a voi siete stati in Polonia? avete vissuto per caso nel comunismo? in quel comunismo che ha fatto piu’ danni e morti del fascismo tedesco della 2a guerra mondiale?

    credo proprio a volte che internet sia uno strumento troppo libertatorio per certa gente…non si puo’ dire tutto e il contrario di tutto, se ci si mette si possono rivoltare le cose a propio piacimento , COme e Quando si vuole!

    avete un po’ esagerato , se io nel mio paese non voglio alcuna forma di estremismo che male c’è? se voglio uno stato laico che male c’è?

    in questa società borderline bisogna mettere dei paletti ragazzi se no è il kaos

    è chiaro che è una interpretazione forzata…forse quel giorno non sapeva proprio su cosa scrivere

  • mantresh

    guarda se smetti di scrivere certe cose è meglio.

    informati che il sottosviluppo ce l’abbiamo solamente qui in Italia, e ci sono paesi che si sono evoluti e ci hanno superato…già da tempo.

  • prodomo

    Pora nonna (partigiana) diceva: “non c’è libertà per chi libertà non vuole”.

  • DaniB

    quoto al 100%
    la liberta assoluta è il più dannoso degli assolutismi.

  • mantresh

    grazie 🙂