DI ALESSANDRA DANIELE
carmillaonline.com
Le posizioni della Chiesa su aborto e omosessualità non sono cambiate d’una virgola. Il Vaticano non ha rinunciato a un centesimo del suo sterminato patrimonio, né dell’otto per mille, né delle esenzioni fiscali.
Eppure i media mainstream sono in preda a una papofilia che non si vedeva dai tempi delle tournée wojtyliane, e per giorni, prima che arrivasse il contrordine, hanno spacciato per ”apertura rivoluzionaria” quella che è praticamente una citazione dal catechismo: le donne che hanno abortito, se sinceramente pentite, vanno perdonate. E grazie al cazzo.
Qualcuno avverta teologi e vaticanisti che la Chiesa Cattolica, da sempre, per statuto, se sinceramente pentito deve perdonare anche Ctuhluh.
L’astuto e mellifluo Bergoglio, il gesuita travestito da francescano, è la prova vivente che le capacità mimetiche vaticane superano persino quelle degli insetti.
Francesco è un papa d’emergenza, per i tempi di crisi, bravissimo a far sembrare la Chiesa tutto quello che non è: aperta, generosa, compassionevole.
Bergoglio è un’illustrazione perfetta del termine ”gesuitico”, l’ipocrisia elevata a virtuosismo.
L’umiltà ostentata, il lusso elegante spacciato per frugalità, la retorica pauperista mai seguita da cessioni, o riforme concrete. I buoni propositi, le promesse elettoraloidi di ”rinnovare”, ”fare pulizia”, che si sostanziano solo nella sostituzione di qualche boiardo bollito con uno più giovane e fidato.
L’offerta promozionale dell’estate, la lotteria delle telefonate che regala quindici minuti di popolarità al caso umano di turno, purché, come nei quiz, risponda nel modo giusto, e si complimenti per la trasmissione.
Un falso movimento che solo accanto al moto retrogrado dell’Italia può sembrare vagamente reale.
Un pontefice che s’atteggia a parroco di periferia non è umile, è falso. Chi ha il potere di cambiare le cose deve cambiarle, non auspicare che cambino.
L’attuale leadership vaticana non è migliore delle precedenti.
Però, riguardo alla Siria, è migliore di quella USA.
Alessandra Daniele
Fonte: www.carmillaonline.com
Link: http://www.carmillaonline.com/2013/09/22/falso-movimento/
22.09.2013
Primadellesabbie 25 settembre 2013
Nell'intento di sostenere le sue tesi, l'autrice usa un'interessante espressione: " ...il lusso elegante spacciato per frugalità...", che merita qualche attenzione.
La frugalità costituisce in sé un lusso per chi la pratica.
Consente di poter usufruire di spazi non immaginati da chi sia abituato ad impiegare le energie di cui dispone per la ricerca di cibi raffinati o anche solo del "cibo giusto" o del vestito più adatto, non escluso quel "casual" che richiede più attenzioni, perché sia quello "che va adesso", del vestito da sposa di una diva del cinema.
Solo chi pratichi la frugalità si rende conto di quanto tempo si possa dedicare a cose più importanti della ricerca di quell'oggetto "così carino", che manderà certamente in estasi tutti i conoscenti, ma ridurrá la vita ad una sconsolante esplorazione del ciarpame disponibile.
E da ultimo, ma non meno importante, se diffusa, la pratica della frugalità potrebbe assestare un colpo decisivo alla struttura e allo strapotere, che tutti deprechiamo, del sistema economico finanziario imperante.
Mi rendo conto che, come ho imparato tanto tempo fa, "chi é stato povero non ama mangiare fagioli", e questo costituisce un ulteriore e grosso ostacolo alla diffusione della pratica di cui parliamo.