Falsi miti: la guerra civile americana per liberare i neri dalla schiavitù. Il ruolo delle banche e dei Rothschild.

Paolo Germani
Altreinfo.org

Da sempre ci raccontano che la Guerra di Secessione Americana, una delle più sanguinose guerre civili della storia recente, costata la vita a oltre 750 mila giovani, sia stata combattuta dagli stati del Nord per liberare dalla schiavitù i neri che vivevano negli stati del Sud e garantire ad essi diritti civili e condizioni di vita migliori. Quindi, secondo il racconto ufficiale, da una parte c’era l’America dei buoni e dall’altra quella dei cattivi, e come sempre accade in questi casi, i buoni vincono e i cattivi perdono.

Ma è tutto vero, è andata proprio così?

Per capire se tutto quello che ci hanno raccontato fino ad oggi è vero o falso basta cercare di capire quali erano gli equilibri economici dell’epoca tra Nord e Sud, quali i rapporti di forza e i flussi finanziari che permisero di portare avanti la guerra e quali i movimenti migratori che si verificarono dopo il 1865, a guerra finita.

Lincoln_film di Steven Spielberg narra le vicende da un punto di vista storicamente irrilevante

Tutto possono raccontarci nei film, tranne che Lincoln aborriva la schiavitù. Da molti dei suoi discorsi si capisce chiaramente che non era un convinto antischiavista. Lincoln rispondeva ad altri interessi e la guerra aveva altre motivazioni.

Per chi l’ha visto, sarebbe opportuno dimenticarsi completamente del film Lincoln, girato nel 2012 da Steven Spielberg, visto che narra le vicende dal punto di vista di Spielberg con la logica di Hollywood, deformando i fatti storici per adattarli alle necessità della propaganda e dello spettacolo.

L’inizio della guerra di secessione

La guerra di secessione americana, meglio nota negli Stati Uniti come Guerra Civile Americana, ebbe inizio nella Carolina del Sud il 12 aprile 1861, quando le truppe confederate attaccarono Fort Sumter, un avamposto dell’esercito unionista. Questo almeno fu il casus belli. I due schieramenti che si diedero battaglia erano composti l’uno da 25 Stati del Nord (l’Unione) e l’altro da 11 Stati del Sud (la Confederazione). Il presidente dell’Unione era Abraham Lincoln, quello della Confederazione Jefferson Davis.

Alla base della guerra civile ci fu il fatto che nelle elezioni presidenziali del 1860 i repubblicani guidati da Abraham Lincoln sostennero l’interdizione della schiavitù in tutti i territori degli Stati Uniti, una proposta che gli Stati del sud accolsero come una violazione dei loro diritti costituzionali. Sette stati del Sud decisero quindi di fondare la Confederazione per contrapporsi all’Unione. A questi si unirono in seguito gli altri quattro.

Guerra di Secessione: stati dell'Unione e stati della Confederazione. La guerra non venne combattuta per liberare gli schiavi, ma il Nord aveva bisogno della manodopera del Sud per prosperare.

Guerra di Secessione: stati dell’Unione e stati della Confederazione

L’economia degli stati del Sud

L’economia degli Stati del Sud, con una popolazione di 5,5 milioni di bianchi e ben 4 milioni di schiavi neri, era essenzialmente basata sulla coltivazione del cotone e di altri prodotti agricoli, soprattutto canna da zucchero e tabacco. Tutto il lavoro dei campi era svolto da schiavi provenienti dall’Africa Nera.

Il cotone prodotto al Sud, di ottima qualità, veniva esportato quasi interamente in Inghilterra. La maggior parte veniva imbarcato nel porto di New Orleans con destinazione Liverpool, dove veniva lavorato dalle industrie del Lancashire, zona particolarmente adatta, da un punto di vista climatico, alla lavorazione del cotone.

La produzione di pregiati filati dava lavoro in Inghilterra a oltre 400 mila operai ed era una delle principali fonti di reddito del paese, vero e proprio volano dell’economia inglese. I filati erano destinati al mercato interno ed al mercato europeo.

Il Sud era dominato da un’aristocrazia di grandi proprietari terrieri e latifondisti, con una mentalità accentratrice e conservatrice. L’industria e la finanza non riuscivano a svilupparsi in quanto soffocate dal tipo di struttura produttiva. Le uniche operazioni in cui le banche potevano primeggiare erano quelle di finanziamento all’export, finanziamento dell’acquisto di schiavi, costituzione di ipoteche sulle proprietà immobiliari e sugli schiavi, anticipi sulla produzione del cotone.

I margini di guadagno dei banchieri erano molto risicati, nulla in confronto a quello che ottenevano al Nord. Lo sviluppo del sistema bancario e finanziario era limitato al minimo indispensabile.

Il Sud non possedeva un’industria in grado di produrre armi. Non esisteva neanche un’industria cantieristica che potesse produrre navi militari. La flotta era quindi composta soprattutto da navi mercantili, adatte al trasporto del cotone caricato soprattutto nel porto di New Orleans.

L’economia degli Stati del Nord

L’Unione formata dagli Stati del Nord, con una popolazione di 22 milioni di abitanti, circa quattro volte quella bianca del Sud, non era interessata dal commercio del cotone, il clima non era adatto alla lavorazione dei filati e non c’erano tradizioni manifatturiere in quel settore. Nel Nord si stava invece sviluppando una importante e imponente industria metalmeccanica, che aveva assoluto bisogno di manodopera e nuovi mercati per rafforzarsi ed espandersi.

Borsa di New York

Nel Nord c’era una borghesia industriale molto dinamica ed una finanza altrettanto attiva e moderna, la quale stava assumendo i connotati della finanza predatoria, come la conosciamo oggi. L’espansione verso Ovest era già stata avviata ed era a pieno ritmo, ma l’espansione verso Sud avrebbe garantito alle industrie ed alla finanza del Nord uno sviluppo di gran lunga superiore.

Il sistema bancario del Nord era in piena espansione e la borsa di New York era l’icona dello sviluppo economico e finanziario della regione.

Il Nord aveva a disposizione i cantieri navali di Philadelfia, in grado di produrre navi da guerra. L’industria del Nord poteva produrre grandi quantità di armi e rifornire l’esercito di tutti i ricambi necessari. La marina del Nord era stata concepita per tener testa al suo vecchio nemico, la Gran Bretagna, ed era ben armata e funzionale.

Durante la guerra, grazie ai cantieri navali di Philadelfia, la marina si sviluppò ulteriormente. A fine 1862 gli stati del Nord potevano contare con 386 natanti muniti di 3.027 cannoni. Le navi dell’Unione svolsero missioni di blocco e sostegno alle forze terrestri in maniera determinante, impedendo il commercio del cotone del Sud e danneggiando irrimediabilmente l’economa della Confederazione.

Il Nord ebbe anche i primi treni blindati e le mitragliatrici Gatling, potè equipaggiare i soldati con fucili a ripetizione Spencer ed Henry (antenato del Winchester) e a retrocarica come lo Sharp. Il tutto grazie alle efficienti e progredite industrie di cui disponeva.

Due mondi diversi e due economie incompatibili

Negli Stati Uniti convivevano quindi due economie completamente diverse, non complementari, non integrate e nemmeno integrabili.

Si trattava di due mondi completamente diversi che facevano fatica a comunicare tra di loro.

Il nord industriale aveva la tecnologia e il know-how necessari per produrre macchine e automatizzare, almeno in parte, i processi produttivi del Sud. Ne è un esempio la famosa sgranatrice (cotton gin) che permise di dimezzare i tempi di raccolta del cotone. C’erano idee ed inventiva. La finanza era parte attiva e sosteneva il sistema. Ma nelle piantagioni del Sud il lavoro di raccolta veniva svolto dagli schiavi e nessuna macchina poteva garantire la stessa qualità, a costi inferiori.

Per espandersi l’industria del Nord aveva bisogno del mercato del Sud ed anche della manodopera nera che lì era disponibile in gran quantità. Il Sud, per contro, non aveva nessun bisogno delle macchine del Nord e non aveva nessuna intenzione di liberare gli schiavi neri, abbandonando quindi il proprio sistema produttivo, anche perché non poteva farlo senza subire un tracollo economico.

Inoltre, il mercato di sbocco del cotone era oltre oceano e le strutture portuali per trasportarlo erano già disponibili negli stati della Confederazione.

Sud, terra di conquista per il Nord

Quindi la secessione non avrebbe alterato gli equilibri economici del Sud mentre ostacolava l’espansionismo economico e finanziario del Nord. Anche il mantenimento dello status quo giocava a favore del Sud e impediva lo sviluppo del Nord.

L’unica soluzione per il Nord era quella di forzare il Sud ad abbandonare il modello economico schiavistico, creando in questo modo un importante mercato di sbocco per la propria industria metalmeccanica, aprendo la strada allo smembramento dei latifondi ed all’acquisto delle proprietà da parte delle banche, e creando nel contempo un enorme bacino di manodopera a buon mercato disponibile per lo sviluppo industriale futuro.

Per questi motivi il Nord spinse il Sud con decisione ad abbandonare lo schiavismo, forzando i tempi, ben sapendo che nel breve periodo per il Sud questo non sarebbe stato possibile. Non dimentichiamo che gli schiavi erano il capitale dei latifondisti ed il loro valore complessivo ammontava a circa 80 miliardi di dollari (valore attuale). Una cifra enorme che se si azzerava da un giorno all’altro avrebbe devastato l’intera economia della Confederazione.

Quindi, la scelta per il Sud fu obbligata, la guerra era l’unica possibilità di sopravvivenza, nonostante fosse praticamente impossibile vincerla.

Il mercato degli schiavi neri

I finanziamenti della Confederazione

Le guerre hanno bisogno di soldi per essere combattute, e non si vincono senza le armi. Per finanziarsi la Confederazione emise obbligazioni che furono acquistate dai proprietari delle piantagioni, gli unici in grado di finanziare la guerra, i quali però dovettero ipotecare le loro proprietà per garantire i prestiti.

L’operazione appariva disperata sin dall’inizio, ma la guerra dava una seppur minima probabilità di sopravvivenza. C’era anche una grande differenza di popolazione tra Nord e Sud e la Confederazione non era in grado di produrre le armi necessarie al combattimento perché non aveva alcuna industria.

La guerra civile americana fu una guerra di espansione del nord e di conquista. La vittoria del sud era praticamente impossibile.

Per la Confederazione si trattava di una guerra persa in partenza.

La Confederazione cercò di finanziarsi nel mercato londinese tramite obbligazioni denominate in Sterline, garantite dal cotone. Erano obbligazioni molto interessanti perché convertibili in cotone ad un prezzo prestabilito. Ma la raccolta di capitale nelle piazze europee non ebbe molto successo, anche perché gli autorevoli Rothschild non appoggiarono finanziariamente la Confederazione.

L’economia del Sud lasciava infatti poco spazio per lo sviluppo della finanza predatoria e gli interessi dei Rothschild erano legati ad una vittoria dell’Unione. E’ stata una delle rare occasioni in cui i Rothschild non appoggiarono entrambi i contendenti.

Le obbligazioni garantite dal cotone ebbero un tracollo quando la flotta dell’Unione bloccò il commercio in uscita dal porto di New Orleans.

Durante l’ultima parte della guerra civile gli stati confederati emisero anche i dollari greyback, quindi moneta senza debito. Ma la mossa non funzionò e generò un’iperinflazione del 4.000%. Alla fine della guerra i greyback non avevano più alcun valore.

L’Unione, uscita vincitrice dalla Guerra Civile, non volle riconoscere i debiti contratti dalla Confederazione. Quindi, i finanziatori esteri che non si erano accodati ai Rothschild persero tutto il capitale investito, ma anche i proprietari delle piantagioni del Sud persero tutto. Questo fu un colpo mortale per tutta l’economia del Sud, rimasta senza mezzi finanziari per far fronte alla produzione di cotone e senza il loro patrimonio più importante, costituito dai 4 milioni di schiavi che con la vittoria del Nord riacquistavano la libertà.

Le banche predatorie e gli speculatori ebbero gioco facile e in breve tempo si spartirono come avvoltoi le proprietà dei latifondisti del Sud, caduti in miseria.

Nessuna proprietà venne comprata dai neri, semplicemente perché non avevano mezzi finanziari a disposizione. Pur sapendo che i neri non erano in grado di acquistare la proprietà delle terre, gli unionisti non proposero la redistribuzione delle terre coltivabili. I neri furono lasciati soli e allo sbando.

Le terre furono predate dalle banche, un vero e proprio bottino di guerra.

Alcune banche acquisirono immediatamente la proprietà delle terre, in forza delle ipoteche accese dai latifondisti per acquistare titoli della Confederazione che alla fine della guerra civile non avevano più alcun valore. Altre banche dovettero attendere come avvoltoi che i coltivatori fallissero in quanto il commercio del cotone era completamente bloccato.

E i Rothschild, adesso si, erano impegnati in prima linea per finanziare la predazione.

nathan mayer rothschild non finnziiò la confederazione bensì gli stati del Nord. Questo era nel suo interesse in quanto dalla conquista del Sud si aspettava una forte espansione della finanza e del sistema bancario

Nathan Mayer Rothschild

Il finanziamento dell’Unione

Il Nord si finanziò con obbligazioni, acquistate dagli investitori della nascente industria metalmeccanica e dalle numerose banche che operavano sul territorio e avevano interesse allo sviluppo industriale del Nord ed all’espansione verso Sud. Altri finanziamenti provenivano dai mercati internazionali, dove l’Unione collocò le proprie obbligazioni, sebbene a tassi elevati.

Queste obbligazioni furono acquistate dai Rothschild che avevano puntato sul futuro del Nord e sull’espansione finanziaria verso Sud.

Anche l’Unione decise di battere moneta in proprio, quindi senza generare debito. Durante l’ultimo periodo della guerra, Lincoln emise i dollari greenback, che ebbero maggior fortuna rispetto ai greyback, non persero il loro valore e crearono un’inflazione minore, pari al 60%.

I fondi finanziari di cui disponeva l’Unione erano immensamente superiori a quelli della Confederazione. L’industria poteva fornire le armi necessarie alla vittoria e le banche tutti i soldi necessari al finanziamento della Guerra Civile. La vittoria finale degli Stati del Nord non fu casuale, ma frutto di un’abissale differenza di uomini e mezzi.

La situazione dei neri durante e dopo la Guerra Civile

Nel 1962, a distanza di un anno e mezzo dall’inizio della guerra civile, Abraham Lincoln emanò il Proclama di Emancipazione. Pochi mesi prima aveva approvato il Confiscational Act e il Militia Act per favorire gli schiavi del Sud che volevano arruolarsi nell’esercito Unionista. L’effetto di queste iniziative fu dirompente. Durante la guerra civile centinaia di migliaia di schiavi emigrarono negli Stati del Nord e si arruolarono nell’esercito dell’Unione, formando interi battaglioni. Ai neri rimasti nella Confederazione non fu permesso, se non in rare eccezioni, di partecipare alla guerra. Molti schiavi si dichiararono disposti a farlo, in cambio della libertà. Ma la maggior parte di essi disertò per combattere nell’Unione.

Abraham Lincoln firma il Proclama di Emancipazione

Abraham Lincoln firma il Proclama di Emancipazione

Alla fine della guerra civile tutti i neri che abitavano nel Sud si ritrovarono liberi, nel giro di un anno. L’emancipazione venne definitivamente approvata all’inizio del 1866. Ma si ritrovarono anche senza una casa, senza un lavoro, senza cibo e, per giunta, in un ambiente ostile e devastato dalla guerra, privo di mezzi di sostentamento e di opportunità.

La proprietà delle terre era saldamente in mano ai bianchi, vecchi latifondisti sopravvissuti alla guerra e nuovi speculatori senza scrupoli, le piantagioni erano state distrutte, gli inglesi avevano trovato nuovi mercati di approvvigionamento del cotone. Nel Sud i neri non servivano più a nessuno. Erano poveri in mezzo ai poveri, disperati in mezzo ai disperati, disarmati in mezzo agli armati. Non avevano partecipato alla guerra, se non in minima parte, e non avevano l’abitudine al combattimento.

I soldati della Confederazione, sopravvissuti alla guerra, erano invece armati, forgiati da quattro anni di battaglie, disposti a tutto per mantenere il controllo del territorio, ormai in balia del caos. La politica del Nord, in un primo momento molto favorevole ai neri, per vendetta e non per convinzione, fece precipitare ulteriormente la situazione, generando violenza e disordine.

In breve tempo i neri si ritrovarono senza un luogo dove andare, preda dei fanatici del Ku Klux Klan, perseguitati ovunque, uccisi e impiccati agli alberi perché neri, non perché avevano commesso un crimine, ma perché i bianchi volevano intimidirli e sottometterli. Due popolazioni allo sbando e milioni di esseri umani senza sostentamento che vagavano come zombie per le campagne del Sud, in mezzo a piantagioni distrutte e paesaggi bruciati.

Negli anni trenta del ventesimo secolo un certo Abel Meeropol scrisse una commovente e memorabile canzone, interpretata anche da Billy Holliday, dedicata a tutte queste persone, uomini e donne neri, uccisi, impiccati agli alberi e lasciati penzolare lì, come fossero uno “strano frutto”.

La canzone si chiama Strange Fruit.

«Southern trees bear a strange fruit,
blood on the leaves and blood at the root,
black body swinging in the Southern breeze,
strange fruit hanging from the poplar trees.»
«Gli alberi del sud danno uno strano frutto, sangue sulle foglie e sangue sulle radici, un corpo nero dondola nella brezza del sud, strano frutto appeso agli alberi di pioppo.»

I movimenti migratori degli schiavi del Sud

Dopo la guerra, molti neri rimasero nel Sud, cercando in qualche modo di sopravvivere, lavorando come braccianti o mezzadri nelle poche piantagioni rimaste in attività, mal pagati e sfruttati. Molti altri emigrarono, insieme alle loro famiglie, verso il Nord degli Stati Uniti, in cerca di un lavoro.

La nascente industria metalmeccanica del Nord poté svilupparsi, mantenendo bassi i salari, anche grazie a quella manodopera proveniente dal Sud, composta da neri affamati, perseguitati e disperati, disposti a tutto pur di lavorare, con una identità non ancora formata, poco coesi e solidali tra di loro, senza alcuna specializzazione, in gran parte analfabeti (l’istruzione era vietata ai neri), senza pretese, senza forza contrattuale, senza coscienza di classe.

Questo tipo di manodopera era un sogno per gli industriali e la finanza predatoria del Nord.

Per gli schiavisti del Sud ogni schiavo nero era un uomo da sfruttare ma anche un patrimonio da salvaguardare. Gli schiavi di classe A1, quindi i migliori, valevano anche più di 40 mila dollari attuali. Cifre simili venivano pagate per le donne in età fertile. Per gli industriali del Nord ogni operaio nero era soltanto un uomo da sfruttare. I neri non avevano alcun valore, morto uno si sostituiva con un altro.

La guerra di secessione o guerra civile americana fu una guerra di espansione del nord e di conquista. La vittoria del sud era praticamente impossibile.

Conclusione

Nessuno finanzia una guerra per motivi umanitari, l’abolizione della schiavitù quindi non c’entra. L’Unione intimò alla Confederazione di abolire la schiavitù, ben sapendo che tutta l’economia del Sud era imperniata su un modello di sviluppo che non poteva prescindere dalla schiavitù stessa. Ma non lo fece perché voleva liberare i neri.

La guerra e l’immigrazione di massa portò al Nord tutta la manodopera di cui avevano bisogno le industrie per sostenere la produzione, mantenendo bassi i salari e senza concedere alcunché ai lavoratori, che già allora pretendevano condizioni di lavoro migliori.

La guerra civile aprì la strada alla finanza predatoria dei Rothschild che in breve tempo si impossessò delle proprietà e dei latifondi. Nel Sud morirono il 30% dei giovani bianchi di età compresa fra 18 e 40 anni (10% al Nord). In ogni famiglia c’era almeno un morto. Alla fine della guerra, il paesaggio del Sud era desolato. Piantagioni abbandonate, case bruciate, uomini e donne bianchi che camminavano senza una meta, uomini e donne neri che vagavano per i campi e le città.

Fino a quel momento bianchi e neri non si erano mai incontrati. Di giorno i neri erano nei campi a lavorare, di notte erano nelle loro baracche. L’incontro tra bianchi e neri, in città, nei campi, di giorno e di notte, fu socialmente devastante.

La schiavitù era stata messa al bando in tutto il mondo, grazie agli attivisti per i diritti dell’uomo. Se il Nord avesse voluto davvero aiutare i neri lo avrebbe fatto in altro modo, evitando la devastazione sociale ed economica del Sud e favorendo l’emancipazione dei neri.

E’ significativo il fatto che i soldati dell’Unione, soprannominati “Billy Yank”, che si batterono per la libertà dei neri furono meno di uno su mille: gli yankees si arruolarono per vendicare l’insulto fatto alla bandiera dalla “ribellione” della confederazione e per mantenere la coesione dell’Unione. Non erano contro la fine della schiavitù, ma ciò che li sosteneva nella battaglia era in primo luogo la sopravvivenza degli Stati Uniti.

Lo stesso Abraham Lincoln aveva dichiarato il 21 agosto 1858, prima della elezione alla Casa Bianca, prima della Guerra Civile, nel corso di un dibattito pubblico svoltosi a Ottawa, in Illinois:

«Non miro affatto a introdurre l’eguaglianza sociale e politica fra la razza bianca e la razza nera. Fra le due vi è una differenza fisica che, a mio avviso, impedirà per sempre che esse vivano assieme in condizioni di eguaglianza perfetta; e nella misura in cui diviene una necessità […], sono favorevole al ruolo di superiorità che deve svolgere la razza a cui appartengo. Non ho mai detto il contrario».

E nel Discorso d’insediamento alla presidenza nel 1860 dichiarò:

«Non ho alcuna intenzione, diretta o indiretta, d’interferire con l’istituzione della schiavitù negli Stati in cui essa esiste».

La guerra civile americana fu una vera e propria guerra predatoria di espansione e colonizzazione. Il suo effetto primario fu il definitivo assoggettamento dell’economia del Sud alla finanza del Nord. Come effetto collaterale positivo si ebbe l’abolizione della schiavitù, ma anche l’inizio della discriminazione sociale dei neri, che si protrae ancora ai tempi nostri.

Ricordiamo infine che Lincoln ebbe a dichiarare che i neri dovevano essere rispediti in Africa, in un paese costituito apposta per loro e chiamato Liberia.

 

di Paolo Germani

www.altreinfo.org

 

Bibliografia e sitografia

  1. Niall Ferguson, “Ascesa e declino del denaro – Una storia finanziaria del mondo”, ed. Mondadori
  2. Roberto Maccarini, “La guerra civile americana. Storia del conflitto tra Nord e Sud”, Genova, Il Portolano, 2012
  3. Raimondo Luraghi, “La Guerra civile americana. Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale”, Milano, BUR, 2013
  4. Bruce Levine, “La guerra civile americana” Einaudi.
  5. https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_secessione_americana
  6. https://it.wikipedia.org/wiki/Schiavit%C3%B9_negli_Stati_Uniti_d%27America

Fonte: https://www.altreinfo.org/una-storia-diversa/19569/falsi-miti-guerra-civile-secessione-americana-per-liberare-i-neri-dalla-schiavitu-il-ruolo-banche-rothschild-paolo-germani/Pubblicato il 13 Agosto 2018

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IlContadino
Utente CDC
3 Agosto 2021 7:18

Un sorso di storia, ci sta.
I latifondisti del sud che passano dall’usare schiavi ad essere schiavizzati dalla finanza predatoria, mi fanno pensare a tutti noi, un gioco di destini che si compie, passiamo dal trattare le bestie senza il minimo rispetto ad essere trattati in egual maniera. Il cerchio si chiude. Ma guai a farlo presente, la verità brucia, neanche fosse un marchio

Vocenellanotte
Utente CDC
3 Agosto 2021 8:45

Interessante anche se a mio avviso semplicistico. Un po’ di storia americana me la sono goduta nel libricino di Jimmie Moglia “Usa e getta” disponibile gratis nel web, dove per l’appunto si evidenziano anche le relazioni sociologiche con i nativi che in questo articolo pare non esistano proprio.

lurker
Utente CDC
Risposta al commento di  Vocenellanotte
3 Agosto 2021 12:23

Grazie per la segnalazione di questo libro. Mi sembra un po’ ingeneroso, pero’, paragonare un articolo di neanche 3500 parole a un volume di oltre 60 pagine. E’ inevitabile che il secondo sia piu’ dettagliato e completo.

Tipheus
Utente CDC
3 Agosto 2021 9:59

Bel pezzo di storia. Tutto vero e/o verosimile, i Rothschild etc. Però, sia pure per incidente, una istituzione già condannata dalla storia, la schiavitù, abolita in Europa al Congresso di Vienna (ma nei fatti sparita da secoli) e in Brasile di lì a poco (anni ’80), va via. E questa, anche grazie agli odiati massoni, fu una conquista di libertà oggettiva, seppure pagata a caro prezzo. Bisogna avere l’onestà intellettuale di ammetterlo. Questo significa che il capitalismo ha costituito in passato, non per umanitarismo, ma come sottoprodotto, uno strumento anche di emancipazione della società. Ha svolto cioè “anche” una funzione propulsiva, progressiva, liberatoria, che sarebbe ingiusto negare. Questo non significa che sia “giusto” a prescindere. Oggi è un cancro. Anche Roma fu grande in un certo momento, ma non è caduta per caso, ma per le sue contraddizioni interne. Anche questo impero del denaro creato dal nulla cadrà. Per inciso ricordiamo che altri capitalismi minori o regimi tradizionali, come la Francia e la Spagna, che ai tempi dell’indipendenza avevano aiutato gli USA nascenti contro l’Inghilterra, qua tentarono di aiutare i Confederati, ma furono sconfitti (pochi anni dopo il fantoccio francese Massimiliano Asburgo, infatti, viene fatto saltare dal Messico e per… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Tipheus
3 Agosto 2021 12:27

Le proposte di abolizione della schiavitù sono state fatte da personalità del Sud, prima e durante la guerra, e nessuna dal Nord che sollevò il problema a guerra inoltrata.

Questo articolo è semplicistico e fuorviante nel suo intento di mettere al centro la nota dinastia finanziaria.

Su questo argomento possiamo contare su un’autorevole studioso di casa nostra, Raimondo Luraghi; il titolo del suo ultimo libro sull’argomento, ‘La Guerra civile americana. Le ragioni e i protagonisti del primo conflitto industriale’, parla da solo.

Fai bene a ricordare l’invio precipitoso e finito tragicamente, generalmente ignorato, del Granduca Massimiliano d’Asburgo (genero del Re del Belgio) dopo essere stato frettolosamente investito del titolo di Imperatore del Messico, da parte delle Monarchie Europee, a mettere il cappello nel caso di una possibile ed auspicata vittoria dei Confederati.

Anche qui non si deve trascurare, a cose fatte, l’assassinio di Lincoln e il conseguente cambio ai comandi del vapore, che mette in luce una prassi che non è cambiata fino ai nostri giorni.

PS – Una curiosità: c’è mancato molto poco che Giuseppe Garibaldi, chiamato da Lincoln (mentre era in viaggio dal Sudamerica all’Inghilterra se ricordo bene), prendesse il comando dell’esercito nordista al posto del generale Grant.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Primadellesabbie
Tipheus
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
3 Agosto 2021 15:18

Questo avrebbe fatto diventare ancora più rotonda la figura del Garibaldi, eroe massonico, forse personalmente in buona fede, ma sempre a servizio dei peggiori. Un certo revisionismo c’è stato anche sui nostri anni ’60 del 1800. Non sono un neoborbonico e quel regnucolo era decotto. Ma presentare l’intera vicenda unitaria come ancora è scritta nei libri ufficiali, nascondendo gli interessi in gioco, gli intrighi internazionali, e, infine, il fatto che fu una guerra di conquista, è veramente ridicolo. Poi dell’Italia unita non gliene frega niente a nessuno. Ho letto di recente di un carteggio di Cavour, quando non si capiva ancora, nell’estate del 1860, se la Francia si fosse messa di traverso o no. Il “patriota” Cavour, che già aveva svenduto Nizza e Savoia in cambio di Emilia-Romagna e Toscana, fa una proposta oscena a Napoleone III: lasciaci invadere Marche e Umbria, e annettere il Napoletano, in cambio ti prendi Sardegna ed Elba e la Sicilia la diamo a un principe Borbone (non a Franceschiello), sotto protezione britannica (che gli Inglesi mollassero la Sicilia con lo zolfo, era fuori discorso). Per dire… Poi, quando capirono che N.III aveva i suoi problemi e alla fine gli interessava che si salvasse almeno… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Tipheus
3 Agosto 2021 17:19

Questo è un altro argomento però, ho messo la notazione riguardante Garibaldi perché mi sembrava abbastanza interessante ed aiutasse a capire il momento storico ed il personaggio.

L’unità d’Italia si inquadra in un momento di grande emotività popolare verso le problematiche relative al destino di grandi popoli del passato, rinfocolate dall’impresa egiziana di Napoleone, e di interessi di altra natura delle classi dirigenti al potere o in pectore.

Mi piace ricordare, al proposito, che per costruire le linee ferroviarie, che come sai seguono i contorni dello Stivale a poca distanza dal mare, una squadra di tecnici inglesi a cavallo percorse per intero quei contorni e tracciò le mappe necessarie dato che non ne esistevano.
Tanto per capire di cosa parliamo.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Primadellesabbie
Divoll
Utente CDC
Risposta al commento di  Tipheus
3 Agosto 2021 19:55

Garibaldi era senz’altro in buona fede e usato da gente senza scrupoli come Cavour, ma il “regnucolo” non era affatto decotto. Anzi, il regno delle due Sicilie era il piu’ ricco dl’Italia e godeva di buona salute. Al punto che l’unica banca dei Rothschild in Italia stava proprio a Napoli. Fu non tanto una guerra di unione dell’Italia, quanto una guerra di conquista di territorio (e che territorio!) ed economica che aiuto’ il piu’ povero – di allora – nord ad arricchirsi e industrializzarsi a spese di un sud razziato e abbandonato al suo destino. E questo lo dico, per inciso, da non-sostenitore dei Borbone.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Divoll
Dante Bertello
Utente CDC
Risposta al commento di  Divoll
3 Agosto 2021 21:42

Nel video in fondo viene spiegato, da un giovane ragazzo meridionale che vive a Milano, quali fossero le differenze tra il nord ed il sud prima dell’unità d’Italia.                                                          Ad esempio, nel 1859, al nord vi erano 1629 Km. di ferrovie, mentre nel sud in quel periodo, i chilometri di strada ferrata erano solo 99.                                                                Questo per far capire che le cose che vengono narrate, non sempre sono vere. La prima ferrovia in Italia venne costruita dai Borboni (la Napoli-Portici), e serviva per evitare al Re e alla sua corte, quando in estate si spostavano per la villeggiatura alla Reggia di Portici, di trovarsi centinaia, se non migliaia di sudditi ad intasare la strada sulla quale transitavano le loro carrozze, per chiedere loro grazie e suppliche.                                                                                                                                                                                          Non era stata costruita per aumentare gli scambi commerciali, ma per velocizzare gli spostamenti del Re.                           All’Unità d’Italia al Nord vi erano 130 casse di risparmio, nel Sud 1 (una)! Adesso è di moda dire che il Sud fosse ricco, mentre il Nord, povero, si è arricchito a spese del Meridione, ma sono tutte balle. Quello che è vero è che i proprietari terrieri e i nobili meridionali hanno portato i loro capitali al Nord… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Dante Bertello
Divoll
Utente CDC
Risposta al commento di  Dante Bertello
4 Agosto 2021 16:26

Scusi, ma io non ho studiato la storia sui video. Preferisco libri, documenti originali, testimonianze (diari, lettere), ricerche, materiali fotografici, ecc., che di norma studio anche in modo incrociato con altre fonti.

Divoll
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
3 Agosto 2021 19:50

Forse non molti sanno che anche lo zar Alessandro II di Russia invio’ aiuti a Lincoln.

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Divoll
3 Agosto 2021 22:33

In Russia l’ideale massonico si era fatto strada anche tra la nobiltà, come emerge dalla lettura di Tolstoi.

Ci fu una gara a mandare aiuti, ai Confederati principalmente, dato che non avevano industrie e, senza armi e munizioni non avrebbero resistito una settimana.

Divoll
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
4 Agosto 2021 17:33

Gli aiuti andarono proprio alla fazione di Lincoln, ed e’ noto lo scambio di lettere tra il leader americano e l’imperatore Alessandro II sul tema. Se poi vi siano stati degli aiuti mandati in forma privata e personale ai Confederati da qualche ricco russo, puo’ anche essere, ma non ho informazioni in merito. In Russia, fin dal 1859, era in atto la progettazione della nuova legge sull’abolizione della servitu’ della gleba e fu anche in quest’ottica che, idealisticamente, Alessandro volle aiutare il Nord, benche’, naturalmente, vi fosse anche la volonta’ di fare uno sgarbo politico all’arcinemico inglese per l’appena conclusa guerra di Crimea (1853-56) che era stata istigata dalla corona britannica. E proprio durante la guerra di Crimea, l’America fu l’unica ad aver parteggiato per la causa della Russia che difendeva il proprio territorio da un attacco esterno. Addirittura mandarono in Crimea dei volontari e 40 medici militari per aiutare a curare i feriti russi.In piu’, mandarono anche delle navi con prodotti e merci, aggirando il blocco instaurato da inglesi e francesi (la storia sembra ripetersi). Fu anche per questi motivi che Alessandro II offri’ il proprio contributo a Lincoln. Del resto, esisteva una tradizione di buoi rapporti tra la… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Divoll
4 Agosto 2021 20:53

Come detto in Russia l’ideale massonico si era fatto strada, ma il resto delle monarchie europee aiutarono i Confederati.

PietroGE
Utente CDC
3 Agosto 2021 9:59

Molto interessante perché fa giustizia della vulgata propagandata dai media di regime e accettata supinamente dal teleutente incapace di documentarsi o di ragionare con la propria testa. E non è certo il solo evento storico ridotto a ‘narrazione propagandistica’. Interessante poi come la storia si ripeta per certa gente, ma con risultati opposti. Quando implose l’URSS i ‘soliti noti’ cercarono di accaparrarsi gli asset principali del Paese, cioè le risorse petrolifere e di materie prime. Esempio principe il ‘caso’ Khodorkovsky, il ‘self made man’ che con un centinaio di milioni di dollari voleva comprarsi asset petroliferi che ne valevano 20 volte tanto, come minimo. Quando Putin bloccò il ‘furto’ si scoprì chi era il tipo in realtà : un prestanome dei Rotschild. Da aggiungere anche che la vittoria del Nord fece da apripista per un altro evento finanziario epocale agli inizi del secolo scorso, cioè la formazione della Federal Reserve, guarda un po’ sempre dagli stessi interessi finanziari e direttamente o indirettamente, dalle stesse ‘dinastie’.

Divoll
Utente CDC
Risposta al commento di  PietroGE
3 Agosto 2021 19:57

E chi c’era dietro Khodorkovskij? La BP, ovvero, ancora una volta, i cari signori Rothschild.

Dante Bertello
Utente CDC
3 Agosto 2021 10:35

Sarebbe interessante conoscere anche chi si arricchì con la tratta degli schiavi dall’Africa.

Chi fossero gli armatori delle navi negriere che hanno traghettato dall’Africa all’America, tutti quei milioni di uomini e donne di colore schiavizzati? (ho scritto “uomini e donne”, chiedo scusa a chi non appartenesse ne all’uno e ne all’altro sesso)

Viene naturale fare un parallelismo con quanto sta accadendo oggi, con le dovute proporzioni e differenze, dove le navi ONG sono di fatto le novelle navi negriere, e i neri invece di essere obbligati a forza per salirvi, pagano per venire in Europa.                                 

Una volta arrivati qua, molti di loro, finiscono nelle piantagioni del sud Italia a raccogliere pomodori per pochi euro al giorno.

Poi vi sono quelli che vengono addestrati all’ uso delle armi negli ex zuccherifici potentini, ma questa è un’altra storia… 

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Dante Bertello
Divoll
Utente CDC
Risposta al commento di  Dante Bertello
3 Agosto 2021 19:58

“chiedo scusa a chi non appartenesse ne all’uno e ne all’altro sesso” Spero lei sia ironico.

Dante Bertello
Utente CDC
Risposta al commento di  Divoll
4 Agosto 2021 11:33

🙂

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Dante Bertello
3 Agosto 2021 22:44

“Sarebbe interessante conoscere anche chi si arricchì con la tratta degli schiavi dall’Africa. …”

Bristol era il principale porto di riferimento per la tratta degli schiavi, dall’America portavano cotone, poi ripartivano per l’Africa Occidentale con qualcosa per pagare il prossimo carico di schiavi.

C’è un ampio studio, di Oxford se non ricordo male, di una decina di anni fa, che risolve il rebus relativo alla provenienza dei capitali usati per impostare la Rivoluzione Industriale, dimostrando che provenivano dalla tratta.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Primadellesabbie
Divoll
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
4 Agosto 2021 17:49

Diverse dinastie finanziarie di oggi hanno accumulato i capitali proprio con la tratta di umani, a partire dai primi del ‘700.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Divoll
Hospiton
Utente CDC
3 Agosto 2021 13:49

Spunti interessanti ma l’argomento è troppo complesso, impossibile da sintetizzare. Rothschild o no la resa dei conti era inevitabile, come ricordava Luraghi in un capitolo del suo “Storia della guerra civile americana”, intitolato “Il conflitto irreprimibile”, nord e sud erano praticamente due nazioni estranee, con interessi divergenti, con cultura, struttura sociale, indirizzi economici troppo differenti perché prima o poi non si arrivasse ad un scontro di vasta portata. La schiavitù fu il principale casus belli, soprattutto in un’ottica di estensione o meno di tale istituzione nelle terre dell’ovest, la cui colonizzazione a metà ‘800 era tutt’altro che completata – come si evince dalla cartina – e il cui assetto da stabilire (ad esempio immensi territori erano appena stati sottratti al Messico dopo la guerra del 1848). Il dibattito fu feroce e per un decennio infiammò la vita politica statunitense. Per farsi un’idea è essenziale analizzare, tra i vari aspetti della questione, le posizioni di politici come Calhoun e Webster, uomini autorevoli e con ampio seguito. Probabile che, come sosteneva lo stesso Luraghi, il sud avesse perso la partita già nel decennio ante-1861, battuto sul piano politico prima ancora che su quello prettamente militare; che poi la finanza spingesse in precise… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Hospiton
oriundo2006
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
3 Agosto 2021 15:21

Mi viene da pensare che ‘qualcuno’ voleva l’ unione nordamericana e aiuto’ quelli che erano in condizione di effettuarla. Il fine dunque non sarebbe l’abolizione della schiavitu’, che continuo’ come segregazione fino agli anni ’50 del ‘900, ma l’ istituzione di una nazione unica ed unita sotto i ben noti valori ‘massonici’ ad uso di pochissimi ma astutamente introiettati come possesso comune. E’ facile insomma costringere l’avversario a rinchiudersi in se’ stesso in modo autarchico per poi colpirlo poi con la violenza ( nota tecnica cabalistica ) delle armi e del principio sacrosanto della ‘liberta’, deprivata pero’ del suo significato essenziale, ovvero essere anche io uomo del Sud ‘libero’ di fare quello che voglio… Questa tecnica e’ stata praticata si puo’ dire sempre come un leit motif in tutto il ‘900, dominato dall’ aggressivita’ USA verso le nazioni non sufficientemente ‘libertarie’, ovvero amiche dell’ Uncle Shmuel. Io sono piu’ libero di te, sembrerebbe dire l ‘energumeno, perche’ picchio piu’ forte e lo faccio perche’ in definitiva sono libero di farlo. Rimane da chiedersi se il conflitto dei valori sia sottostante al conflitto economico, come l’ articolo indica, oppure abbia una sua pur limitata autonomia praticabile oggi da noi italiani, ad… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da oriundo2006
Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  oriundo2006
3 Agosto 2021 18:21

Sul fatto che il fine non fosse l’abolizione della schiavitù non si può che concordare, la reale preoccupazione riguardava più una pericolosa frammentazione del territorio. Come detto si trattava sostanzialmente di due nazioni separate dalla Mason-Dixon e tale spaccatura non poteva prolungarsi, né temporalmente né geograficamente, dato che l’instabilità politica non avrebbe certo giovato alle mire espansionistiche della Casa Bianca (e soprattutto dei grandi interessi economici di Wall Street, non a caso travolgenti nei decenni post Guerra Civile con l’ascesa di Carnegie, Vanderbilt, Morgan ecc). Sarebbe interessante tornare indietro nel tempo, agli anni successivi la Guerra d’Indipendenza, ed approfondire le vicende riguardanti il rapporto tra i Padri Fondatori ed il mondo della finanza. Il segretario al tesoro Alexander Hamilton fu tra i primi a proporre la creazione di una banca centrale, idea osteggiata da Jefferson e che lasciò perplesso lo stesso George Washington. A causa di questa iniziativa Hamilton – poi ucciso dal politico Aaron Burr in un celebre duello – fu sospettato di essere una marionetta nelle mani dei banchieri, addirittura una sorta di agente britannico…quale che fosse la verità, nel 1791 il Congresso approvò il progetto di legge e venne creata la First Bank of the US, prima… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Hospiton
Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  oriundo2006
4 Agosto 2021 0:54

Torno ora sulla seconda parte del tuo commento, la prima risposta che ho scritto era già abbastanza lunga e più a carattere storico, preferisco trattare a parte il tema del conflitto tra valori. Non ho compreso se tu ritenga che gli architetti della maxi operazione (comprendente covid, antifa, lgbt, ambiente, un bel minestrone) che vediamo in atto siano alla ricerca di un valore da contrapporre a quello falsamente libertario, in modo da accentuare, inasprire uno scontro che forse langue anche negli USA ed ha bisogno di nuova linfa, o se viceversa la “comparsa” del valore sovrastante sia un qualcosa che potrebbe scombinare i loro piani. Il dubbio riguarda anche il tuo accenno alla reincarnazione, temi una strumentalizzazione di tale concetto – per i motivi appena espressi – o intravedi qualcosa di potenzialmente positivo?

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oriundo2006
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
4 Agosto 2021 8:45

Salve Hospiton. Mi veniva da pensare, in uno sprazzo di lucidita’, che se la strategia e’ sempre quella da duecento anni a questa parte, l’ esito non puo’ che essere poi sempre lo stesso: ovvero oggi l’ unita’ del genere umano perseguita con ogni mezzo, anzi tanto piu’ raccapriccianti sono i mezzi tanto piu’ l’esito sara’ cementato dal sangue dei vinti e dunque cabalisticamente irrevocabile. Come gli USA si formarono allora, cosi’ oggi vediamo all’ opera le stesse idee, le stesse configurazioni politiche sotterranee, le stesse motivazioni ideologiche di copertura. Cosa manca allora ? La forza militare egemonica incontestata degli USA in primis: oggi qualsivoglia scontro militare sarebbe esiziale per gli americani ( lasciando perdere il resto del mondo ). La giustificazione ‘religiosa’, in secundis, che allora c’era ed era lasciata a lacrimevoli historie di gentili fanciulle che volevano emancipare i ‘nigger’ … da loro stessi … Oggi non c’e’ piu’ direttamente ma e’ nei desiderata del cattolicesimo-piovra mondiale col suo feticcio dell’ uomo/dio solo lui e basta… Ed infine, un principio organizzativo economico capace di modificare in senso ‘progressista’ la societa’ procurando benessere illimitato o almeno creduto tale: la ‘frontiera’ che si sposta sempre in avanti…e mai indietro. Quest’… Leggi tutto »

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  oriundo2006
4 Agosto 2021 10:07

Buongiorno Oriundo, una lettura degli eventi molto interessante. In fondo alcuni aspetti di questo cambio di paradigma non sarebbero necessariamente negativi, se gestiti con modi e tempi che tengano conto delle reali capacità attuali dell’essere umano, dal punto di vista spirituale e mentale. Penso a dei cicli economici “controllati”, in modo da evitare periodiche crisi devastanti (che nella storia si sono verificate anche in tempi in cui non esisteva alcuna finanza globale, quindi non pilotate). Purtroppo avviene il contrario, i mastri burattinai hanno fretta per motivi oscuri e non sono minimamente interessati ai contraccolpi che il genere umano subirà, non essendo preparato – appunto perché disarmato o quasi spiritualmente e psicologicamente – a simili accelerazioni. Spero di non aver frainteso le tue parole, sono argomenti ostici (ed enormi, dici bene) da trattare attraverso commenti sul web!

stiv de biasio
Utente CDC
3 Agosto 2021 13:51

caro rugge,sono contento tu prenda articoli di altreinfo…ma vorrei chiederti,come mai su altreinfo non postano piu nulla da aprile?è chiuso?

stiv de biasio
Utente CDC
3 Agosto 2021 17:20

grazie rugge…se fai sapere cosa è effettivamente successo col sito altreinfo ti sarei grato…è facile pensare censura…un grande sito,in ogni caso…

Divoll
Utente CDC
3 Agosto 2021 19:47

Le banche andrebbero tutte nazionalizzate, l’economia non puo’ restare nelle mani dei privati e ondeggiare a seconda dei loro personali interessi. Le sorti di nazioni intere e di miliardi di persone alla merce’ di un manipolo di avidi individui con zero scrupoli. Che oggi non si occupano solo di finanza, ma hanno messo le mani anche su tutto il resto, con i risultati che abbiamo sotto gli occhi e che ancora dobbiamo vedere (e subire) domani. La radice di gran parte dei mali del mondo.

Divoll
Utente CDC
3 Agosto 2021 20:08

Considerando quel che sta avvenendo in Usa oggi, penso che stiano andando verso una nuova divisione, se non un vero e proprio crollo. Molte contraddizioni non hanno mai visto una soluzione e, con i decenni, se ne sono aggiunte di nuove, con una notevole accelerazione politica, etica, sociale, culturale ed etnica, imposta negli ultimi quattro-cinque anni proprio dai Dem (deep state?). Le spaccature all’interno della popolazione la stanno atomizzando. Esiste da diversi anni una forza centrifuga in diversi stati, a cominciare dal Texas, che lascia ipotizzare un disfacimento non troppo dissimile, forse perfino piu’ profondo, di quello che disintegro’ l’Urss.

danone
Utente CDC
4 Agosto 2021 1:02

Immaginate che i paesi mediterranei Italia, Spagna, Grecia e Portogallo, da più di 20 anni dentro l’Unione monetaria comune, ma svantaggiati dalla moneta unica, essendo in un area economica comune non omogenea, cioè le loro economie sono più deboli di quelle degli stati del nord industriale, Germania in testa, decidessero di uscire dall’Unione monetaria, emettendo un loro greyback-euro, proprio perchè dentro la moneta unica vengono lentamente ma inevitabilmente dissanguati finanziariamente e il fallimento delle loro economie alla lunga è certo. Ovviamente uscendo da un’unione monetaria comune, uno Stato torna necessariamente sovrano e indipendente in politica monetaria, economica, fiscale e con un sistema bancario pubblico nazionale, svincolandosi necessariamente dal controllo politico-finanziario dell’unione. Stessa situazione in cui si trovarono gli stati americani del sud, che per non finanziare l’industrializzazione del nord, e lentamente fallire con la loro specifica economia latifondista, dovettero necessariamente uscire dall’Unione federale, per emettere una moneta confederata, quindi fu un passo essenziale e necessario per non impoverire e perdere maggior autonomia locale. Non a caso vollero una Confederazione, perchè vedevano meglio una confederazione di stati indipendenti con parlamenti nazionali ancora relativamente sovrani, piuttosto di sottostare ad una unione centrale politica federale con moneta unica, come l’Unione Europea, che come… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da danone
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