Ex Monaco denuncia: "Dal Covid, al Forum di Davos: il Buddismo di oggi è funzionale al sistema di potere globalista"

Ex Monaco denuncia: "Dal Covid, al Forum di Davos: il Buddismo di oggi è funzionale al sistema di potere globalista"

Riceviamo e pubblichiamo.

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Mi chiamo Maurizio, sono un ex monaco buddista ordinato in Taiwan nel 1999 nella tradizione del Chan (lo zen cinese) e della Terra Pura. Una volta tornato in Italia ho vissuto in un piccolo tempio della Liguria come monaco fino al 2005.

Desidero con questo mio contributo denunciare l'ignavia complicità dell'intero mondo buddista nell'essersi allineato pedissequamente alla narrazione propagandistica riguardo la percezione, la gestione della presunta pandemia e soprattutto all'aver promosso come bene comune e strumento salvifico l'inoculazione di quello che oramai è stato definito un siero genico spacciato come tradizionale vaccino causando invalidità, gravissimi effetti avversi e decessi.

Non mi sorprende quanto architettato e compiuto dalle case farmaceutiche e dalle istituzioni di potere con i loro rappresentanti; obbediscono a logiche che possono essere definite in senso lato come sataniche. Ritengo sia esplicito che si tratti, al di là degli storici, tradizionali tentativi da parte delle èlite del potere di controllare e mantenere sottomessa la popolazione, di un attacco ben più significativo alla dimensione spirituale dell'essere umano.

Denuncio perciò la inaudita, grave responsabilità del mondo buddista con i suoi membri religiosi primariamente, nel non aver operato in accordo con l'insegnamento del Buddha per la difesa della condizione umana-spirituale di tutti gli esseri.

Qui di seguito il mio contributo.

In un mio intervento di anni fa sul sito di Sovranità popolare, esprimevo sconcerto e sdegno per il fatto che il mondo buddista non avesse utilizzato l'insegnamento del Buddha come Grande Farmaco-antidoto per "guarire" le persone soprattutto dalla paura di morire.

Accanto alla diffusione della SARS veniva alimentato un altro virus, quello appunto della paura per la propria vita creando un clima irrazionale.

Il contesto era quello in cui il ministro della salute induceva i medici di famiglia a non effettuare visite domiciliari a quei malati che accusavano i primi sintomi lasciandoli a tachipirina e vigile attesa.

In aggiunta vi era la censura a utilizzare quei farmaci che normalmente un gruppo di medici stava utilizzando con successo (antivirali, antiinfiammatori) esercitando costoro la professione in scienza e coscienza decidendo invece di visitare in casa i malati.

La nefasta realtà è stata quella che i malati e gli anziani che non ricevevano cura alcuna, erano abbandonati a loro stessi isolati dai loro cari e molti di loro morivano venendo poi bruciati e messi in sacchi neri senza che i propri cari potessero più vederli, senza ricevere alcun conforto e benedizione.

Affermo, come oramai accertato, che molte sofferenze e morti si sarebbero potuti evitare se si fosse creata nella società, in quel particolare contesto, una massa critica portatrice di un appropriato insegnamento buddista basato sul riconoscere la giusta condotta da praticare.

Non si sarebbe trattato di essere pro o contro qualcosa, bensì avere una chiara visione della situazione; individuare cosa andava salvaguardato, gli attori coinvolti, i reali interessi in gioco (non certo quelli della salute pubblica).

Sarebbe bastato ricordarsi e praticare l'insegnamento del Buddha dato al popolo dei Kalama (Kalama Sutta) sintetizzato come il non credere ciecamente ad alcuna autorità... ma verificare da sè stessi ciò che è vero e salutare per sè e per i molti e quello far valere e accettare.

I buddisti invece hanno predicato resiliente accettazione sponsorizzando una sostanza di cui non si conosceva: la sua efficacia; i rischi per la salute; un farmaco prodotto rapidamente per esigenza di profitti e oltretutto essendo denominato vaccino pregiudizialmente considerato salvifico.

Scopo di questa mia riflessione è tentare di fare luce su cosa sia oggi quello che si chiama buddismo nella sua forma, natura e declinazione soprattutto essendo divenuto fenomeno di massa e di moda e percepito addirittura quasi come la migliore religione di questi tempi.

Siddharta Gautama divenuto il Buddha-Risvegliato, non si è mai proclamato buddista nè ha mai pensato di fondare un buddismo!!

Il buddismo come ISMO è una costruzione occidentale di alcuni esponenti che hanno voluto "contaminare" con i valori derivanti da un certo illuminismo e neo-positivismo il Buddha-sasana che è essenzialmente la realizzazione della natura Desta-illuminata della nostra mente in grado di vedere la realtà delle cose così come sono.

L'intero insegnamento è stato paragonato dal Buddha ad una zattera da usare per raggiungere "l'altra sponda" la terra della Saggezza Andata Oltre la visione dualistica conflittuale.

Una volta giunti non si dovrebbe continuare a portarsi in spalla la zattera, la si dovrebbe lasciare. Se invece si continua a starci sopra si scambia il veicolo per l'insegnamento.

I buddisti essendosi costituiti come una istituzione religiosa, con l'Unione Buddista, come organizzazione che ne rappresenta le diverse realtà, sono inseriti in un sistema in cui devono necessariamente avere dei rapporti non conflittuali con i governi che di volta in volta si succedono: devono perciò opportunisticamente evitare di criticarne apertamente l'operato e/o riguardo le scelte politiche e/o proporre azioni alternative.

In occasione della "pandemia" questo comportamento è stato palesemente esplicito.

Ciò ha rappresentato il chiaro esempio di quale sia la funzione sociale e direi anche politica del buddismo attuale.

Ci sono scritti che illustrano alcuni aspetti secondo me significativi di come i buddisti siano funzionali al sistema sociale politico.

Il primo di questi è lo scritto di William Davies intitolato "L'industria della felicità". L'altro è un articolo di Ronald Purser dal titolo "La meditazione che fa bene al capitale", pubblicato dalla rivista Internazionale. Malgrado i due autori analizzino il fenomeno di massa della Mindfulness, a mio avviso, l'esito a cui si giunge con quella tecnica non differisce di molto dal risultato che si ottiene nel praticare il buddismo odierno, così come viene elargito alla massa.

Questa forma di buddismo è una sorta di edonismo spirituale, per giunta. L'icona che rappresenta questo stereotipo è il Sig. Matthieu Ricard, monaco tibetano traduttore del Dalai Lama, considerato l'uomo più felice del mondo.

[caption id="" align="alignnone" width="1600"] Matthieu Ricard[/caption]

Uno dei due autori sopracitato pone anche una domanda: che cosa ci fa un monaco buddista in un consesso come il forum di Davos noto per essere il luogo dove i potenti delineano le azioni per programmare il sistema di vita di interi popoli del pianeta?.

Insegna forse questo monaco come sottomettere compassionevolmente le popolazioni e come far accettare alle masse la loro sottomissione con resilienza?

A questo proposito cito anche l'altra icona mondiale il Sig. Tenzin Gyatso (oceano di saggezza?) ossia il Dalai Lama che nei decenni ha svolto il ruolo di diffusore di saggezza e compassione raggiungendo il suo apice in tempi attuali con lo spot in cui si è fatto vedere che riceveva il siero magico consigliandolo a tutti perchè i medici gli avevano riferito che "è molto molto utile".

Nei paesi asiatici a tradizione buddista si è assistito a monaci in fila nei centri di vaccinazione e grandi statue del Buddha campeggianti sui monasteri con la bocca coperta da grandi maschere chirurgiche

La natura del buddismo nostrano e dei suoi attori è farisaica perchè è funzionale a chi detiene il potere. Predica come virtù quella di non occuparsi di politica ma di fatto accoglie tutti quei temi che l'agenda politica impone.

In ossequio ad un altra fideistica convinzione ritiene che la pratica debba concentrarsi unicamente sul singolo individuo. E questo convincimento viene esplicitato in analogia con la Mindfulness che sostiene che tutta la gamma di problemi del vivere abbiano esclusivamente una causa interna ed individuale; mentre il sistema di potere che riproduce ingiustizie, crimini, violenza e sofferenza non viene ritenuto responsabile perchè considerato immutabile e quindi da accettare così come è.

Questa mia riflessione non è certo nuova nè originale, semplicemente è rimasta inespressa e occultata nei decenni.

Gary Snyder nell'anno della mia nascita, il1961, nel suo saggio "Anarchismo buddista" argomentava come l'insegnamento del Buddha non potesse esimersi dal concepire la liberazione del singolo separatamente da quella da un sistema repressivo.

Pacificare l'individuo non può significare anestetizzarlo in modo da fargli accettare supinamente ogni sopruso perpetrato dal sistema di potere in cui vive assieme ai suoi simili, ma dovrebbe consentirgli di acquisire maggior consapevolezza e sensibilità nell'agire con determinazione per scardinare gradualmente quel sistema stesso fonte di dukka-sofferenza con il progetto di crearne uno dove l'individuo con i suoi simili possa sviluppare tutte le sue potenzialità materiali e spirituali in piena libertà e consapevolezza.

Avrei ancora molte considerazioni da fare, ma temo di essermi troppo dilungato. Il motivo è che sono poche le voci che "sforano" il muro del "politicamente corretto" sul mondo buddista.

In più, senza presunzione, ritengo di conoscerlo dal di dentro per esperienza.

Ringrazio per avermi dato questa opportunità di "liberare" questo mio pensiero.

Saluto cordialmente e auguro buon lavoro.

Maurizio xing wu

23.05.2026

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Commenti (20)

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    1. oriundo2006 26 maggio 2026

      Dire che il buddismo di oggi è funzionale al sistema di potere globalista è mettersi dalla parte del buddismo con gli occhi occidentali.
      Se li abbandoniamo, se in particolare lasciamo il buddismo come anticipazione del cristianesimo e dunque rescindiamo il legame che ci porta a false rappresentazioni 'ideal-tipiche' 'valoriali', vediamo che così non è.
      Il buddismo è a-dogmatico, a-teista, a-mentale: la sua radice non è coerente con le categorie con cui noi abitualmente sussumiamo il mondo: il 'politico' gli è estraneo.
      E' l' indicazione del 'vuoto' come natura specifica dell' 'essente'.
      E' una tecnica non una dommatica spirituale, anche se poi è stato inteso come tale.
      Mira a liberare l'individuo dalla sua identità col 'vestito' esterno, col 'corpo', col suo 'io' ... e col suo 'dio'. Fornisce una serie di passaggi per compiere questa 'liberazione in vita': una demistificazione radicale dei propri attaccamenti, anche relativi addirittura alla figura stessa del Budda storico, Sakiamuni, nonchè a tutte le proiezioni mentali conseguenti.
      Non voglio farne l'apologia, anche perchè dovrei scrivere un trattato sui fraintendimenti e sulle molte questioni di attrito con l'induismo storico, cosa che altri hanno già fatto e di cui non sono capace...
      Mi limito a negare ( Nagarjuna...! ) che abbia intenti coerenti col globalismo: lo demistifica come costruzione mentale e politica che si muove all' interno della 'forma': che è vuota di per sè di significato ultimo.
      Questa 'forma' sia essa politica o di altro genere, anche 'religiosa', non può essere prescrittiva come condizione 'naturale', mancando ad essa la determinazione univoca dei caratteri delle sue 'qualità', tra cui la reciprocità, ovvero la codeterminazione multipla degli effetti, nel globalismo assegnati al sistema-mondo e non ai suoi elementi, divenuti inessenziali a comporre la totalità.
      Dunque, ci si può ben chiedere se da esso possiamo ricavare una regola per il 'mondo'.
      Probabilmente no.
      Ma possiamo dissolverne la pretesa egemonica su di noi.
      La totalità ci appartiene come 'mondo' già da sempre perchè è fissata nell'identità Atman Brahman.
      ( sì, qui ritorno all' induismo 'via' Dogzchen ).

    1. maghi 25 maggio 2026

      le religioni sono sempre state funzionali al potere politico, tranne i primordi della religione cristiana. Poi da Costantino in poi è stata assorbita anche questa dal potere come strumento di coercizione delle masse. Difatti le religioni hanno due aspetti fondamentali: il primo è quello illuminativo, spirituale, il secondo è quello coercitivo. Il primo dà una risposta al mistero della vita e della morte, il secondo usa questa sapienza per opprimere le masse impaurite dal destino finale umano, la morte. Per questo assassinarono Gesù. Perchè aveva proposto una religione prettamente basata su Dio Amore, che, pur non respingendo il potere politico, dava la possibilità di vivere in pace e nell'amore. Non è ciò che vogliono i poteri umani, basati sul dominio materiale e non sui principi spirituali di pace e amore. I pochi, che credono a Dio, non possono essere totalmente d'accordo con queste religioni, che, come detto da Gesù stesso, si presentano da pecore, mentre dentro sono lupi rapaci. Separare l'insegnamento spirituale da quello morale in modo chirurgico, è quasi impossibile. Il credente bisogna che si accontenti di navigare a vista, chiedendo continuamente a Dio come comportarsi correttamente per non perdere di vista la luce spirituale, da cui si sente permeato in una unione divina e l'unica strada possibile è la ricerca di Dio nei testi sacri, anche se rimaneggiati nei secoli per confondere spirito e materia, e la preghiera umile come raccomandato da Gesù. I pochi che Dio reputa degni di Lui, non saranno da Lui abbandonati.

    2. absitiniuriaverbis 25 maggio 2026

      Tutto bene?
      Sulla prima parte, siamo in accordo.
      Sulla seconda evidentemente assolutamente no.
      Cammini distinti, ad ognuno il suo.

    3. maghi 25 maggio 2026

      certo che con questo post la tua simpatia per le filosofie orientali deve aver avuto un bello stonfo. Non te la prendere. Come ho detto sopra, l'unica parte accettabile delle religioni e filosofie è quella illuministica, poi come al solito prevale il pragmatismo. Se guardo alla chiesa cattolica, non sarei un credente, però il mio sguardo è rivolto alla parte illuminante, primigenia e allora mi salvo. Con l'amarezza nel cuore non solo per quello che hanno dovuto subire Gesù e tutti i veri fedeli nella storia, ma anche per le sofferenze di tutti gli esseri umani, che sono stati privati dell'amore di Dio.

    4. absitiniuriaverbis 25 maggio 2026

      Non me la prendo affatto, sai come la penso sulle religioni e siamo in sintonia.
      Inoltre, come mi insegni, c'è sempre qualcuno che cerca di spiegare le cose come più conviene ed in questo la religione cristiana è stata maestra e...potrebbe aver fatto proseliti.Non è un articolo od un sermone che mi distoglie dalle mie riflessioni. Tu cerchi dentro di te le tue verità e le riponi dove meglio credi ed io cerco di fare altrettanto.

      Sul personaggio gesu ' c'è letteratura sufficiente a confutare sia la possibile esistenza che quanto abbia detto e fatto.

      Marco è il vangelo più antico e non contemporaneo degli avvenimenti. Marco 6:3. I compaesani parlano:"Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Iose, di Giuda e di Simone?"Il figlio di Maria. ( Non il figlio di Giuseppe).

      Nella società ebraica un uomo si nominava col patronimico. Shimon ben Yochanan. David ben Yishai. Yeshua ben Yosef."Ben" significa "figlio di". Il "di" è sempre il padre. Mai la madre. Un uomo identificato attraverso la madre era anomalia.Chiamare uno "figlio di sua madre" significava una cosa sola: padre ignoto.

    5. maghi 25 maggio 2026

      la spiegazione è semplice per uno che sa un poco di Vangelo. Gesù è Figlio di Dio. Giuseppe ne era al corrente, perchè avvertito del fatto in sogno da un angelo e aveva il compito di dare una famiglia terrena alla Madre e al Figlio di Dio. Oggi qui in Italia tra un pò sono più i padri adottivi, che quelli naturali. Di che ti meravigli? E l'hanno fatto per i più svariati motivi e senza essere stati avvertiti da angeli.

    6. maghi 25 maggio 2026

      per renderti conto dell'aspetto illuministico della religione, ti invito a guardare la coroncina della divina misericordia ora in onda su teleradio padrepio.

    7. absitiniuriaverbis 26 maggio 2026

      Tu credi a quello che ti raccontano e che riscrivi, buon per te. Io non devo convincere nessuno di quello che scrivo perché o si ha lo spirito del ricercatore o quello del fedele.

    8. absitiniuriaverbis 26 maggio 2026

      Padre chi? Quello delle stimmate artificiali...?
      No grazie, la propaganda la lascio ad altri.
      Ma ritieni realmente che nella mia ipotesi di lavoro ci sia spazio per messaggi che considero propaganda?
      Dai, non ti di si addice! Siamo in disaccordo su svariati temi ma ciò non fa di noi due degli sciocchi.
      Sono oltre 2000 e passa anni che cercano di vendere con aggiunte e varianti ed aggiornamenti gli stessi concetti sotto vesti diverse. Ma la musica non cambia, cambiano gli strumenti.

      La divina misericordia non è divina e non è misericordia. Ti invito a visitare un ospedale per bambini se pensi che il tuo padrone ci ami tutti e sia divino e misericordioso.
      Ci sono termini scientifici adatti a descrivere questi comportamenti.

    9. absitiniuriaverbis 26 maggio 2026

      Cioè affermi che un personaggio di dubbia esistenza ed ancora più dubbie azioni e parole, sia figlio di un altro che non si è mai presentato e che vive nei cieli ? Tutto supportato da angeli e demoni e serpenti...perfino parlanti...suvvia!
      Però, contento tu, chi sono io per impedirti il tuo credo?

    10. maghi 26 maggio 2026

      so che parlare al tuo cervello è inutile, come è stato inutile perdere tempo coi si vax al tempo del covid. Ti ho indicato la Coroncina, perchè, a differenza della messa ordinaria, mi sembrava una cerimonia più spirituale, che potesse parlare alla tua coscienza profonda, ma tu, come tutti i si vax, hai fatto quello che ti sembrava più intelligente. Vivere senza dubbi, a me non sembra da persone prudenti. E' da persone intelligenti, ma non da persone prudenti. Prudentia auriga virtorum. Potevi almeno perdere 40' del tuo prezioso tempo.

    11. absitiniuriaverbis 26 maggio 2026

      Forse non e' il mio cervello ad essere chiuso.
      Anzi, sono una persona di molti dubbi e che fa ricerca e si documenta. Posso sicuramente sbagliare ma sbaglio in proprio. Ritengo che la luce di ognuno di noi sia interiore e non altrove e non un dono di un padre padrone.
      La prudenza e' altro, non e' meschinita' non e' barattare le proprie analisi per una salvezza spiccia o per interposta persona caso mai io avessi torto!
      Anche i dubbiosi hanno valori ed ideali e non sono in vendita per prudenza.

    12. maghi 26 maggio 2026

      beh, un suggerimento per poter allargare il tuo scibile intellettuale, ma anche spirituale, te l'ho dato. Ma come diceva un saggio che amava anche lui le dottrine orientali, se non si fa la pratica, la teoria rimane solo fatta di parole vuote, ingannevoli e caotiche. Sai, il metodo scientifico me l'ha insegnato il mio conterraneo Galilei. Pensa che prima di lui, la scienza l'ha insegnava la Bibbia. Proprio come mi ha detto un musulmano tanto tempo fa del Corano. Sarà anche per questo che noi occidentali stiamo sparendo. Come diceva il fratello di una mia fidanzata di 50 anni fa: "Senza illusione non ha senso vivere". Ora quando lo incontro mi dice, che in 50 anni non sono cambiato per nulla. Forse sarà anche perchè non vivo d'illusione, cioè non corro dietro a vacui pifferai, che non sono molto cambiato o forse perchè somiglio a mia mamma, che quando mori, sembrava una ragazza. Certo che per me aver riscoperto a 25 anni (quelli della maturità romana, non certo i 18 di quella italiana) gli insegnamenti dottrinali datimi dalle suore, è stato fondamentale per poter vivere decentemente. Oggi che vengono dati da queste bagattelle di parrocchiane, posso dire che hanno tagliato di netto le palle spirituali per tutta la vita a questi poveri ragazzi, che frequentano il catechismo, ma se osi fare un confronto con la qualità catechistica del tempo che fu, ti odiano e non capiscono un acca. Diceva bene il Sommo Vate: "Non ti curar di lor, ma guarda e passa".

    13. absitiniuriaverbis 26 maggio 2026

      Interessante prospettiva quella che proponi.Mi permetto un suggerimento a mia volta: prova ad applicare il metodo scientifico del tuo conterraneo alla tua teoria in merito di fede. Poi magari ne riparliamo (sempre per amor di dialogo e non di dileggio).

      Se invece vuoi sostenere che la pratica ( le cose che si fanno) sono piu' importanti di quelle che si raccontano, sono concorde.

      Non ti sto a raccontare le mie esperienze in India e Tibet e Cina ma ti ricordo che servono a risvegiare il ricordo di chi eravamo senza intermediari di sorta. Il sedicente cristianesimo ha solo eleiminato e ridotto il potenziale umano.

    14. maghi 26 maggio 2026

      potenziale umano? Mi sa un pò troppo di superbia, il cui controllo è la prima regola da seguire nel cristianesimo. Fu pure il peccato di satana, perchè si voleva fare uguale a Dio. Il metodo scientifico poi si può utilizzare solo nei fatti fisici, ma non in quelli spirituali. Anch'io non ti sto a raccontare le mie esperienze spirituali, ma seguo la regola che ogni esperienza divina è seguita da gioia, mentre quelle demoniache da sconforto, infelicità e dubbio. Se è così anche per te, sei sulla strada giusta.

    15. absitiniuriaverbis 26 maggio 2026

      Superbia?
      E da quando pensate in proprio, studiare in proprio, cercare di guardarsi dentro e via cantando è superbia?
      Facile risposta: da quando istituzioni supposte allo sviluppo delle coscienze le hanno invece tarpate.
      Scrivi il peccato di satana: ma chi non si ribellerebbe ad un padre padrone dispotico e... mi fermo qui con gli aggettivi. Favolette sono quelle su cui sono costruite le tre religioni monoteiste in lotta da sempre per sostenere la tesi della verità unica con tutte le conseguenze nefaste. E questo è solo il minore dei mali.

      Il metodo e' metodo mentre le scuse sono scuse. E chi lo ha detto e su quali basi lo ha affermato che nei lavori spirituali il metodo non sia utilizzabile? Meglio bandirlo, più comodo, meno domande scomode. Vuoi vedere che sto pecoroni di montino la testa?

      C'è chi prega per cercare di cambiare il piano divino (ossimoro anche più eloquente della 'banca popolare') e c'è chi cerca di farsi le gambe ed il fisico robusti per prepararsi al cammino e camminare.
      Il resto viene da sé .

    1. stefi66 24 maggio 2026

      Finalmente! Era ora che qualcuno lo dicesse e lo scrivesse, a maggior ragione se si tratta di un individuo dotato di autorevolezza sull'argomento avendo conosciuto e sperimentato in modo autentico il mondo buddista. Mi sono sempre sentita attratta dalla filosofia buddista e in genere dalle filosofie orientali, ma non mi sono mai avvicinata alle propugnate tecniche meditative, perchè ho sempre percepito che mancasse qualcosa, in primis perchè tali tecniche sono di fatto diventate delle mode per sistematizzare e appiattire il "pensiero libero", dall'altro lato perchè una tecnica meditativa che diventa fine a se stessa e non è vita vissuta non ha molto senso. Ma soprattutto non ho mai capito per quale ragione si insegni agli uomini a trovare una falsa pacificazione mentale nella pratica meditativa, puntando sulla meditazione come pratica fine a se stessa, completamente disgiunta dai riflessi che l'ambiente di vita e la società esterna inevitabilmente disseminano nello stato psichico individuale, lasciando segni che non si possono ignorare come fossero inesistenti. Non è possibile che il mito della liberazione a cui la meditazione dovrebbe condurre con la pratica costante, sia completamente slegata da ogni condizione di vita esterna. Mi sono sempre chiesta che fine farebbero le belle prediche e parole che inducono gli uomini o i discepoli a realizzare la pacificazione dei sensi, se chi le professa sperimentasse giornate di vita fatte di lavoro in fabbrica, guadagnando uno stipendio sufficiente a "tirare avanti", con cui riesci a mantenere una casa (magari in affitto) che gestisci senza servi e servitori, e hai tasse da pagare a scadenza fissa... Se chi predica è abituato a un certo di tipo di agi e di servitù, sentendosi naturalmente parte di una élite intellettuale o di una casta religiosa che vive confinata in uno "spazio mondano" protetto, allora la predicazione che vuole inculcare una vita senza attaccamenti, non è altro che un esercizio morale o attitudinale, e non è certo dettata da un vero profondo interesse per liberare gli uomini dalla catene del vivere ordinario. Per il resto, bisognerebbe conoscere com'era organizzata la società tibetana prima dell'intervento comunista della Cina, la vita nei monasteri era di fatto una dimensione elitaria ed esclusivista. Stesso discorso vale per ogni sistema religioso, basta pensare che un Buddha o un Gesù non hanno mai predicato l'appartenenza a una corrente religiosa, bensì si sono adoperati per cercare di inculcare la ricerca di liberazione dall'ignoranza umana, mentre le religioni istituzionalizzate hanno a cuore soprattutto il dominio sugli uomini e la loro obbedienza ai precetti imposti.

    2. sim 24 maggio 2026

      È la deriva delle religioni istituzionalizzate che si pone come obiettivi primari il dominio sull'umanità e la sua obbedienza cieca alle autorità politiche, con l'alta finanza che di fatto detta l'agenda alla politica. Per amore di verità occorre distinguere le derive dalle istituzioni stesse, con queste ultime che sono prevalentemente buone e servono bene (in circostanze normali...) lo scopo di condurre molte anime alla salvezza.
      Paradossalmente questa deriva istituzionale che stiamo vivendo oggi è stata profetizzata con largo anticipo alle e dalle istituzioni stesse, che hanno preservato e trasmesso fedelmente, di generazione in generazione preziosi testi sacri rimasti nebulosi e incomprensibili per molti secoli... solo da qualche anno a questa parte stanno acquistando sempre più senso e rilevanza, perché descrivono perfettamente (nei punti essenziali) proprio il travaglio che stiamo vivendo in questo 'inizio della fine dei tempi':
      https://sfero.me/article/apocalisse-punto-siamo-cosa-sta-accadere-1749645515994

    3. Roberto Concu 25 maggio 2026

      La pratica della meditazione ispirata all'insegnamento del Buddha storico non mira a una falsa pacificazione mentale tanto meno fine a se stessa. Al contrario. La meditazione fa parte di quello che nella via del Buddha chiamiamo Ottuplice sentiero: praticarla è una delle virtù che possono aprire la mente-cuore, e aiutare a vivere la vita di tutti i giorni appieno con consapevolezza ed equilibrio. Non è un fuga dalla realtà né una chiusura egoica ed egoista. Se così fosse, non sarebbe affatto meditazione. Ha scritto Walpola Rahula nel suo libro "L'insegnamento del Buddha" che proprio l'insegnamento del Buddha sulla meditazione è l'aspetto più frainteso tanto in Oriente quanto in Occidente. Ho scritto mente-cuore perché la parola mente nel contesto orientale, zen in particolare, ha un significato più ampio di ciò che lo stesso termine indica in Occidente. Mente-cuore è la totalità dell'essere, compreso il corpo che partecipa attivamente alla pratica. Da notare che il Buddha storico ha rivitalizzato la pratica e le indicazioni degli antichi Veda. Quindi, di una cultura molto antica (circa 5000 anni fa).
      E' vero che lui non ha mai avuto l'intento di creare una religione né tanto meno creare le correnti che sono state originate dopo un secolo dalla sua morte (Hinayana vs Mahāyāna). Il Bhuddismo non esiste. E' solo un termine creato in Occidente per catalogare una via di ricerca interiore che non è definibile religione nel senso teologico.
      Come ha scritto sotto sim il resto "è la deriva delle religioni istituzionalizzate". Basta pensare che a tale via è del tutto estraneo il concetto di proselitismo e, soprattutto nello zen come nel chan da cui deriva, non esiste alcun insegnamento orale: si basa sull'esperienza diretta.
      Qualche anno fa, conobbi Engaku Taino, un maestro italiano dello zen Rinzai. Ordinato in Giappone, si era sempre rifiutato di dar vita a un monastero. Perché questo avrebbe implicato aderire a tutta una serie di regole e adempimenti anche formali, cioé l'istituzionalizzazione della pratica. Ovvero, la morte della pratica come affermava Taino. Io stesso ho abbandonato il maestro zen che seguivo e da cui fui ordinato nel 2009 sostanzialmente per gli stessi motivi esposti da Maurizio, ancora prima della falsa pandemia. Criticai la firma dell'intesa tra l'Unione buddista e lo Stato italiano giustificata con la solita scusa della sopravvivenza...
      Del resto, lo zen nacque nei primi decenni del 1200 su iniziativa di monaci delusi dalla corruzione e dalla collusione politica dei maestri e dei monaci del tempo. In particolare, della scuola Tendai. Alcuni, come Dogen Zenji, affrontarono il perioglioso viaggio dal Giappone alla Cina alla ricerca della vera via del Buddha. Ad animarli era la ricerca sincera del tesoro interiore. Insomma, la storia si ripete...

    1. ric 24 maggio 2026

      diciamo pure che quasi tutte le religioni sono strumenti da utilizzare per altri fini...

      «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli» (Matteo 5,3) è la prima delle otto Beatitudini evangeliche. Essa significa che la vera felicità appartiene a chi riconosce la propria fragilità e il proprio bisogno di Dio.

      infatti ...qualcuno preferi' il regno di Montecarlo , per lasciare il posto in paradiso ad altri..

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