EVASIONE DALL’IDIOZIA

EVASIONE DALL’IDIOZIA

DI MARCO DELLA LUNA

marcodellaluna.info


Per prepararsi in modo razionale a prendere posizione sul tema dell’evasione fiscale in Italia, si dovrebbe riflettere su tre questioni che hanno un carattere preliminare:

1-Perché non far emergere l’enorme evasione fiscale delle banche sul signoraggio secondario, attuata col mettere al passivo uscite inesistenti delle somme che fingono di prestare, come illustrato nei miei saggi Euroschiavi e La Moneta Copernicana? Perché non far emergere e recuperare il reddito occulto da signoraggio primario delle banche centrali, attuato col mettere al passivo il denaro circolante, come evidenziato anche da Paul Krugman a pag. 239 del suo Economia Internazionale II?


2-Pagare le tasse significa dare denaro in gestione ai politici. Come usano il denaro gli evasori? E come lo usano i politici? Chi dei due lo usa in modo più conforme all’interesse della nazione? Cioè, la nazione ha più beneficio se un imprenditore evade il fisco per il 10% del suo reddito e usa il conseguente risparmio fiscale per contenere i prezzi e restare sul mercato nonostante la concorrenza cinese e l’inefficienza dello Stato italiano, oppure se quel reddito viene pagato in tasse, ossia viene versato allo Stato e viene quindi gestito dai politici italiani che sappiamo come lo gestiscono?

3-Quali conseguenze avrebbe l’impossibilità di evadere per le imprese e per i lavoratori dipendenti che oggi evadono, e sull’andamento dell’economia? Che effetti avrebbe, sui loro costi di produzione e sulla competitività, l’impossibilità di evadere il fisco e i contributi? Riuscirebbero egualmente a restare sul mercato e a conservare il posto di lavoro e il reddito, oppure non ci riuscirebbero più? E quali conseguenze avrebbe ciò non solo per quelle imprese e quei lavoratori, ma per tutta la società? E quali conseguenze avrebbe, invece, un aumento dell’evasione, sull’economia e sulla recessione? Malefiche o Benefiche?

Se la lotta all’evasione (fiscale e retributiva) che i governi italiani, soprattutto della sinistra, si prefiggono e si vantano di voler condurre “seriamente”, raggiungesse i suoi obiettivi dichiarati, ossia se ponesse fine all’evasione, per l’economia nazionale sarebbe il tracollo. Per contro, consentire silenziosamente una maggiore evasione, potrebbe essere uno strumento semplice ed efficace per uscire dalla recessione, rilanciando la voglia di investire, di spendere, di produrre, soprattutto per un governo con scarso spazio di manovra e che non può far emergere il nero bancario. Ancora di più consientirebbe di far soppravvivere alla crisi centinaia di migliaia di imprese che ora stanno morendo - un patrimonio prezioso, anzi indispensabile, per l’economia del Paese. In futuro, con la ripresa, si potrà recuperare, magari con un condono. Ma, intanto, ora, dovremmo salvare la piccola e piccolissima impresa: un bene primario per tutti. Invece, i governi stanno arruolando migliaia di costosi “accertatori fiscali” che si scatenano sommando la loro azione a quella della recessione e della stretta creditizia.



E’ del resto palese che:

Tasse e contributi, per le imprese, costituiscono un costo di produzione – un costo elevatissimo.

Se un’impresa riesce a evadere il 30%, come mediamente fanno le imprese, significa che riduce i costi di produzione del 30%. Molte imprese riescono a stare sul mercato, nonostante i vari fattori

negativi (costo e inefficienza della burocrazia, costo e scarsità del credito bancario, costo dell’energia, concorrenza straniera, ecc.) proprio grazie a questo risparmio.

Se il governo le impedisce di realizzare questo risparmio, l’impresa si ritrova con costi di produzione aumentati del 30%.



A questo punto, l’imprenditore si trova costretto a scegliere tra diverse opzioni, tutte distruttive per l’economia nazionale:

– aumentare i prezzi;

– chiudere l’impresa;

– trasferirsi all’estero;

– tagliare su investimenti e costi;

– passare al nero totale.

Più precisamente:

Se i costi di produzione aumentano del 30%, allora anche i prezzi devono aumentare del 30%. Il che si traduce in costi e servizi più cari del 30%. Per la gioia dei consumatori.



Ma se l’impresa in questione aumenta i suoi prezzi del 30%, quasi sicuramente non riuscirà più a vendere, uscirà dal mercato, e dovrà chiudere, licenziare, cessare la produzione, quindi smettere di pagare tasse e contributi che prima pagava. I suoi dipendenti rimarranno disoccupati, a carico della collettività. L’imprenditore, se può, trasferirà la sua attività in un paese straniero dove la tassazione è bassa e il costo del lavoro è pure basso – che so, la Slovacchia, la Romania, la Tunisia. Porterà con sé capitali, tecnologia, i suoi collaboratori più qualificati. E dall’estero farà concorrenza all’Italia, creando ulteriori difficoltà alle imprese che sono rimaste in questo paese. Ma questo è proprio ciò che moltissime imprese hanno già fatto e molte altre stanno facendo, e lo fanno soprattutto per le eccessive tasse italiane!



Alcuni imprenditori cercheranno di sopravvivere in Italia, riducendo il margine di profitto e tagliando le spese al massimo – ossia licenziando i lavoratori non indispensabili e rinunciando agli investimenti e all’innovazione, quindi destinandosi a diventare obsoleti in breve tempo.

Altri imprenditori decideranno di passare interamente al nero, all’evasione totale.

E in quanto all’altro grande ambito di evasione, ossia coloro che, pensionati o no, lavorano in nero, e coloro che fanno un doppio lavoro, e coloro che lavorano a tempo pieno con un contratto part-time.

Queste persone riescono a lavorare perché non pagano tasse né contributi sul loro lavoro nero. Se dovessero pagarli, il loro lavoro costerebbe d’un tratto il 90% circa in più tra tasse e contributi, e non sarebbe più conveniente. Alcuni (pensionati, pubblici dipendenti) non avrebbero nemmeno il diritto di fare il lavoro in questione. Perciò molti di questi lavoratori dovrebbero cessare l’attività, perdendo il relativo reddito. Ma questo reddito è spesso necessario a sostenere le spese di un mutuo, o dello studio di un figlio, o le rate di un leasing. Le conseguenze sono immaginabili.

Ovviamente, non è che i nostri ministri ignorino queste elementari considerazioni. Sanno benissimo che una lotta efficace all’evasione produrrebbe il collasso economico, non benefici per la collettività. Ma il loro fine è, appunto, molto diverso dal bene della collettività. È il bene dei loro mandanti. La Casta tende a massimizzare l’imposizione fiscale, non la quantifica secondo esigenze oggettive – crea queste esigenze in modo illegale per potersi impadronire del reddito dei cittadini, arricchirsi e ricattarli. Anche attraverso il signoraggio e l’indebitamento pubblico.

Del resto, l’evasione, nel Nord Italia, è mediamente del 13% – più bassa che in Germania, Austria e altri paesi concorrenti. Nel Sud, invece, supera il 50%. Ma i controlli si concentrano solo al Nord. Non nelle basi della mafia. Il vero scopo, non confessato ma facilmente constatabile, della campagna fiscale dell’ultimo governo Prodi, era costringere le numerosissime piccole imprese, soprattutto venete e lombarde, a chiudere, sia per eliminare una classe sociale che vota contro quella Casta politica, sia per fare spazio alle grandi imprese industriali, di servizi e alla grande distribuzione e alle public utilità companies consociate alla politica, alle pseudo-cooperative. Ossia a tutto ciò che è gestito dai partiti statalisti e dai sindacalisti. In effetti l’elettorato della sinistra, che non brilla per informazione né per realismo, e che è legato a concezioni arcaiche dell’economia e dello Stato, crede che l’imprenditore si lasci spremere, quindi vota per queste politiche sbagliate. Invece l’imprenditore, soprattutto se possiede idee, tecnologie, e capitali, se ne va – pianta in asso l’apparato statale che gli mangia addosso, che lo mette in condizione di non poter investire, di non poter guadagnare. Le persone di mentalità statalista non hanno ancora capito che i capitali e le capacità emigrano. Licenziano, chiudono, emigrano e poi vanno a fare concorrenza dall’estero. Solo i più piccoli, i più deboli, i più vecchi, i meno dotati rimangono nonostante tutto.

Il Gazzettino di Rovigo di oggi dà notizia che ieri i militi della Guardia di Finanza hanno condotto una intensa lotta all’evasione fiscale controllando i bottegai e infliggendo sanzioni a 94 di loro per inosservanza degli obblighi circa gli scontrini fiscali (che, come sappiamo, sono emessi sempre o quasi, ma i clienti non li prendono o li buttano subito via). Capire che quella non è lotta all’evasione ma una presa per i fondelli da parte del regime della partitocrazia ladra e fedele agli interessi della finanza predatrice, è già evadere dall’idiozia.

Marco Della Luna

Fonte: http://marcodellaluna.info

Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=82

4.03.2009

Commenti (39)

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    1. tzeentch 10 marzo 2009

      Scusa se abuso della tua pazienza ma il problema è ritenere l 'evasione un atto lecito e magari ammantarlo anche di fini rivoluzionari e su questo se mi permetti dissento

    1. tzeentch 10 marzo 2009

      Caro Nessuno chiedo scusa per il ritardo con cui rispondo ma nel mio intervento non ho menzionato nessun negozio ( citavo l ' evasore in senso generico ) o non è che per caso confondi il post ?

      P.S Colgo l ' occasione per complimentarmi con te per il post sul negazionismo ( non ricordo l 'articolo con precisione , sai l ' età ) dove citavi la perizia di un consulente americano esperto in materia di camere gas . Veramente interessante .

    1. castigo 10 marzo 2009

      nessuno:

      Cerca di rileggere diciamo la stessa cosa....Mettere spa dopo un nome in italia è liberisno ma forse non te ne sei accorto

      ma allora non chiamarlo liberismo, si genera solo confusione, e di quella francamente ce n'è fin troppa......

    1. LucaV 9 marzo 2009

      http://www.youtube.com/watch?v=8UH1mytL1Jw&eurl=http://www.signoraggio.com/index2.html

      Uh Tremonti parla di moneta cattiva creata dal nulla...ma sarà la moneta bancaria in un sistema a riserva frazionaria? Moltiplicatore?

      E a suo parere è la causa di questa crisi...scoperta dell'acqua calda!

      Ps: Meglio tardi che mai...

      Pps: Adesso continuiamo a sparare cazzate sul moltiplicatore.

    1. nessuno 9 marzo 2009

      Cerca di rileggere diciamo la stessa cosa....Mettere spa dopo un nome in italia è liberisno ma forse non te ne sei accorto

    1. LucaV 9 marzo 2009

      Senza manipolazione della moneta, i furbi sarebbero meno furbi e il potere d'acquisto verrebbe salvato. Zero evasione.
      Perchè uno evade? Rispondetevi e avrete la risposta.
      Uno evade per avere più soldi (o semplicemente per averli) per comprare beni vari, se si salvaguardasse seriamente il potere d'acquisto della moneta ad evadere rimarrebbero solo quelli che non ne possono fare a meno (i furbi)

    1. LucaV 9 marzo 2009

      In effetti non c'è nessuna evasione fiscale nelle banche se non quella di qualunque altra azienda. Sicuramente qualche trucco contabile, ma il problema è il moltiplicatore bancario

    1. LucaV 9 marzo 2009

      Invece tu argomenti...
      Comunque il libro Euroschiavi di Della Luna sul signoraggio primario fa acqua da tutte le parti. Ha ragione solo sulla manipolazione della moneta tramite i tassi d'interesse.
      Sul signoraggio delle banche commerciali, si chiama moltiplicatore causa primaria di inflazione e non c'è evasione, sta nei bilanci e ci pagano le tasse. Il fatto è che guadagnano e pagano le tasse su denaro creato ex nihilo. Le leggi se le sono fatte così.

    1. invisibile 9 marzo 2009

      Caro tzeentch ma visto che sapevi che quel negozio evadeva perchè non l'hai denunciato alla Guardia di Finanza il numero è il 117.

      Forse perchè quel negozio faceva prezzi più bassi degli altri e ti stava bene !
      Vorrei dire a tutti quelli che pensano che lavorando in proprio si guadagna molto e si può evadere molto , ma perchè non lo fanno anche loro ? perche non entrano anche loro a far parte di questa categoria di ricchi che vivono alle spalle del popolo !
      Ma!!!! le persone sono proprio strane !

    1. tzeentch 8 marzo 2009

      Maestro mi scusi se la disturbo , ma ho un dubbio chi evade le tasse per via del signoraggio , perchè io creo occupazione, perchè i rettiliani ecc. ecc. ma nel contempo usufruisce dei servizi messi a disposizione della collettività ( magari anche con qualche facilitazione in più per via del "basso reddito ") finanziati dalle stesse può essere definito un parassita ? Attendo con trepidazione le perle di saggezza che scorrono copiose dalla Sua tastiera .

    1. Truman 8 marzo 2009

      Una precisazione la devo fare. Pure io avrei creduto, leggendo i giornali e guardando la TV, che l’evasione, nel Nord Italia, è mediamente del 13% – più bassa che in Germania, Austria e altri paesi concorrenti. Nel Sud, invece, supera il 50%. Ma i controlli si concentrano solo al Nord..


      Il problema è che ciò che dice M. Della Luna non ha poi riscontri nella mia esperienza. Ricordo ancora con chiarezza un negozio posto proprio di fronte alla Guardia di Finanza, in un città del nord, che aveva un giro d'affari equivalente a 10 negozi simili del sud, e non rilasciava mai una ricevuta fiscale.



      Andando in po' in dettaglio: mi risulta che al sud ci sono moltissimi evasori fiscali che evadono cifre ridicole, mentre l'evasione al nord è sempre significativa.



      A parte questo vale la pena di ricordare che all'ultimo condono fiscale uno dei più grandi condonati fu la Banca d'Italia.

    1. rosacroce 8 marzo 2009

      meno male!
      meglio tardi che mai.

    1. albertgast 8 marzo 2009

      Ma infatti mai mi sognerei di portare argomentazioni a sostegno di quello che ha scritto MDL. L'unica cosa che mi sembrava giusta era il sostenere l'esistenza dell'evasione fiscale in Italia, che, almeno a quello che si sente, è maggiore di quella degli altri paesi. Sarà perchè sono stata del mestiere quando lavoravo (facevo i 740, 770, iva.....)...qualche secolo fa....non riesco a farmeli diventare simpatici gli evasori. Che vuol farci, è un mio limite.

    1. tzeentch 8 marzo 2009

      Grazie per il complimento , in questo momento i rappresentanti della destra e della sinistra sono uguali gli elettori no .

    1. lino-rossi 8 marzo 2009

      "senza signoraggio ,non servirebbe la tassa sul reddito e tante altre tasse i cui proventi vanno alle banche"



      caspita!!! che dimostrazione. Mi hai convinto. il signoraggio è vero!

    1. illupodeicieli 8 marzo 2009

      Certo che non è giusto: e la vecchia proposta degli anni 80 del partito radicale ,quella di consegnare lo stipendio per intero a tutti, è caduta nel dimenticatoio.Così chi ha la busta paga deve farsi fare un prestito usuraio per andare dal dentista o per altre spese,invece se disponesse per intero dello stipendio per prima cosa penserebbe a curarsi i denti e poi pagherebbe le tasse e,se fossero accolte anche altre proposte in tal senso, porterebbe in detrazione sia le cure dentarie (e già si fa) ma anche altre spese che si sostengono durante l'anno. Gli unici dipendenti che possono svolgere lavoro nero sono coloro che hanno titoli particolari, come ragionieri e dottori commercialisti, oppure hanno la fortuna di ricevere incarichi per consulenze. Non mi pare sia tornato nemmeno il periodo aureo degli insegnanti, quello delle ripetizioni: da noi le organizzano le parrocchie e gratis. Come si vede c'è una lotta tra poveri o tra meno abbienti, visto che gli stipendi sono all'osso e anche meno. Le aziendine sono indebitate, obbligate a fare prezzi sempre più bassi e con condizioni di pagamento sempre più dilazionate. Quando ero commerciante mi hanno sempre fottuto tutti quanti: ho pagato sino all'ultima lira (perchè c'era ancora quella) contributi e balle varie. Non ho evaso credo niente, a meno che una cena con un direttore commerciale portata tra le spese la consideri evadere o eludere, idem per il carburante. Il rischio che si intravede è quello che un esercito di ex commercianti o imprenditori andranno loro alla caritas se,come sembra, lo stato ,cioè noi o quelli che versano i contributi, sosterranno le banche, con denaro :per il resto invece,per i commercianti ,gli imprenditori e le aziende faranno "la mossa" di incentivare l'acquisto di merci (varie: elettrodomesti,auto,mobili eccetera:vedi anche ristrutturazioni e similari) ignorando che la gran massa delle persone non ha soldi a sufficienza e anche se li avesse,non so quanto sarà invogliata a spendere.Al massimo li riporrà in una mini cassaforte, tanto saranno poche le disponibilità.

    1. lekumberri 8 marzo 2009

      sono basate sulla diffusione del qualunquismo e delle "bufale uber alles".

      Concordo con Lino Rossi.

      Bisogna evadre dall'idiozia di questo articolo.

    1. lino-rossi 8 marzo 2009

      signora, MDL è un signoraggista e nel commento affiancato al suo parlavo di signoraggio secondario, riprendendo un passaggio dell'articolo di MDL. la sua precisazione non ci ha arricchiti di serie argomentazioni a sostegno delle tesi di MDL.

    1. lino-rossi 8 marzo 2009

      sempre argomentate le tue affermazioni.

    1. rosacroce 8 marzo 2009

      il nemico sono la banche e i loro camerieri(i governi)
      inutile prendersela con chi evade,chi non lo può fare è
      stato fregato dal sistema,comunque tutti paghiamo l'iva al 20%,
      e la benzina (80%) il gas(80%) le sigarette etccccc.

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