Europa in saldo: i titoli europei mai così scontati. Perchè?

Europa in saldo

scenarieconomici.it

di Leoniero Dertona

Se apprezzate i titoli azionari del Vecchio Continente sono il saldo, soprattutto se confrontati agli USA, come osserva Michael Msika, commentatore di Bloomberg. Attualmente i titoli europei sono offerti con uno sconto del 25% rispetto ai pari grado statunitensi, e non è detto che la cosa non peggiori.

L’Europa non è mai stata così economica rispetto agli Stati Uniti L’indice MSCI Europe questo mese ha raggiunto un record di circa il 30% di sconto rispetto alla controparte statunitense, sulla base di rapporti P/E forward, dopo che l’ultima stagione degli utili ha alimentato ulteriori aggiornamenti delle stime per le società europee

[caption id="attachment_116963" align="aligncenter" width="500"]Indice MSCI Europe Indice MSCI Europe comparato all’equivalente USA, dove 100 è la parità[/caption]

Le valutazioni europee sembrano molto più ragionevoli di quelle USA, almeno in termini assoluti e di redditività: infatti mentre il P/E forward (Sugli utili dell’anno a venire) sugli USA si aggira intorno a un record di circa 22 volte, il P/E dell’Europa è pari a 15, con uno spazio per una crescita, almeno teorica, anche perché in passato il valore del P/E europeo è stato anche a valori superiori.

Quindi, almeno in teoria, ci sarebbero delle ragioni sostanziali per preferire le azioni del vecchio continenti in vista del 2022, con aspettative di crescita sostenuta nel corso dell’anno.

Lo stesso ottimismo dovrebbe estendersi al Regno Unito, secondo Morgan Stanley, dato che anche le azioni inglesi hanno avuto performance inferiori a quelle USA

UK-divergent

Le azioni del Regno Unito vengono scambiate con uno sconto record rispetto alle controparti globali, offrendo allo stesso tempo i rendimenti da dividendi più elevati.

Possiamo ora farci però qualche domanda: quanto questo quadro può essere realistico e realizzarsi?

Le azioni europee hanno diverse incognite:

  • prima di tutto il sistema economico europeo è potenzialmente ancora più esposto a shock stagflazionisti ed energetici che possono segnare la crescita delle aziende europee nel 2022;
  • l’economia europea nel suo complesso appare avere una tendenza depressiva;
  • ci sarebbe da chiedersi, in caso di scoppio della bolla sui titoli USA, quanto la loro controparte europea sarebbe immune da ricadute negative.

Quindi se le prospettive di una migliore performance dei titoli europei è fondata, restano comunque le necessità di fare ragionamenti “Cum grano salis”.

Fonte: https://scenarieconomici.it/europa-in-saldo-i-titoli-europei-mai-cosi-scontati-perche/

Pubblicato il 17.11.2021

Commenti (5)

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    1. JA 17 novembre 2021

      "La scuola per dittatori di Covid di Klaus Schwab
      L’economista Ernst Wolff ritiene che un’alleanza nascosta di leader politici e aziendali stia sfruttando la pandemia con l’obiettivo di far crollare le economie nazionali e introdurre una valuta digitale globale.
      Com’è possibile che più di 190 governi di tutto il mondo abbiano finito per affrontare la pandemia di COVID-19 quasi esattamente allo stesso modo, con lockdown, obblighi di mascherine e tessere vaccinali ormai all’ordine del giorno ovunque?
      La risposta potrebbe risiedere nella scuola dei Young Global Leaders, che è stata fondata e gestita da Klaus Schwab del World Economic Forum, e che molti dei leader politici e aziendali di spicco di oggi hanno attraversato nel loro percorso verso l’alto.
      ... la sua visione [di Wolff] dell’agenda nascosta dietro le misure anti-Covid, che vengono attuate in tutto il mondo.
      [il WEF] Oggi è una delle reti più importanti al mondo per l’élite di potere globalista, essendo finanziata da circa mille multinazionali. ... Il Forum inizialmente ha riunito solo persone del campo economico, ma in poco tempo ha iniziato ad attrarre politici, personaggi di spicco dei media (inclusi BBC e CNN) e persino celebrità.
      I giovani leader globali di Schwab: incubatore del grande reset?
      Nel 1992 Schwab aveva creato un’istituzione parallela, la scuola Global Leaders for Tomorrow, che fu rinominata Young Global Leaders nel 2004. ... Tra i membri Angela Merkel, Nicolas Sarkozy e Tony Blair ... Troviamo anche molti dei capitani dell’industria privata lì, tra cui Bill Gates di Microsoft, Jeff Bezos di Amazon, Richard Branson di Virgin e Chelsea Clinton della Clinton Foundation.
      Wolff crede che le persone dietro il WEF e la scuola Global Leaders siano quelle che determinano veramente chi diventeranno leader politici, anche se sottolinea che non crede che Schwab stesso sia colui che prende queste decisioni, ma sia semplicemente un facilitatore.
      Sottolinea inoltre che gli alunni della scuola includono non solo americani ed europei, ma anche persone provenienti da Asia, Africa e Sud America, indicando che la sua portata è davvero mondiale.
      Alcuni nomi e compagni di classe Angela Merkel (1993) e Bill Gates (1993), Sarkozy (1993), Bono (1993), Viktor Orban (1993) Tony Blair (1993), Christian Lacroix (1993), Jean Claude Juncker (1995), Jeff Bezos (1998), Jodie Foster (1999), Jack Ma (2001), Cem Özdemir (2002), Maischberger (2002), J. K. Rowling (2002), Matteo Renzi tra i ‘global leaders’ del 2012, Chelsea Clinton (2013), Macron (2016) Jens Spahn (2016), Sebastian Kurz (2016),Mark Zuckerberg, Larry Page, Sergei Brin, Jacinda Ardern e migliaia di altri…
      Wolff suggerisce che la scuola sembra voler includere anche i critici del sistema tra i suoi ranghi, ... sebbene voglia anche assicurarsi che i suoi critici siano un’opposizione controllata.
      Una rete mondiale di ricchezza e influenza
      L’attuale consiglio di amministrazione del WEF comprende... Christine Lagarde ... Rania di Giordania ... Larry Fink [giudeo], CEO di BlackRock, la più grande società di gestione degli investimenti a livello internazionale e che gestisce circa 9 trilioni di dollari all’anno.
      Wolff crede che molte università d’élite svolgano un ruolo nel processo determinato dal WEF ...
      Cita l’esempio della Harvard Business School, ... e della Harvard School of Public Health, ...
      Lo stesso vale per la Johns Hopkins School of Public Health, che è diventata la Johns Hopkins Bloomberg [giudeo] School of Public Health ...
      L’alleanza tra grandi imprese e governo
      L’obiettivo principale delle attività del WEF, secondo Wolff, è facilitare e promuovere la cooperazione di alto livello tra le grandi imprese ei governi nazionali, cosa che stiamo già vedendo accadere.
      Anche la portata internazionale dell’industria farmaceutica è notevole: ...
      Uno degli obiettivi delle attuali politiche perseguite da molti governi, secondo Wolff, è distruggere le attività dei piccoli e medi imprenditori in modo che le multinazionali con sede negli Stati Uniti e in Cina possano monopolizzare gli affari ovunque.
      Wolff sostiene che l’obiettivo finale di questo dominio delle grandi piattaforme è vedere l’introduzione della valuta bancaria digitale.
      Proprio nei mesi scorsi, l’International Finance Forum cinese, simile al WEF, ha proposto l’introduzione dello yuan digitale, ...
      Il consiglio di sorveglianza dell’International Finance Forum include nomi come Christine Lagarde del WEF; Jean-Claude Trichet, l’ex presidente della Banca centrale europea; e Horst Köhler, l’ex capo del Fondo monetario internazionale.
      La democrazia è stata cancellata
      ... un esame di come la governance in tutto il mondo funziona oggi mostra che un’élite di individui super-ricchi e potenti controlla efficacemente tutto ciò che accade in politica, come è stato particolarmente evidente in relazione alla risposta alla pandemia."
      https://www.maurizioblondet.it/la-scuola-per-dittatori-di-covid-di-klaus-schwab/

    2. Pfefferminz 17 novembre 2021

      Molto interessante, ma qual'è la connessione con il fatto che i titoli europei costano meno, ovvero sono meno inflazionati di quelli statunitensi?

    3. JA 17 novembre 2021

      Le connessioni che possono esistere tra le variazioni dei prezzi di borsa (determinati dalla psicologia alle volte molto poco logica dell'uomo che però odia l'incertezza, se non da "trucchetti" degli "insider trading" delle agenzie di rating giudee come Morgan Stanley) e ciò che accade nella vita reale... se uno le conoscesse avrebbe già sbancato tutte le borse.
      Ma, dati i tempi molto incerti ed oscuri con nuovi lockdown in arrivo "checche" ti voglion far credere, qualsiasi peto infuocato di Draghi potrebbe fare la differenza.
      Io stò aspettanto scendano ancora al primo catastrofismo pandemico di fine anno. Spero Draghi faccia scintille col suo "piano" b. :)

    4. Pfefferminz 18 novembre 2021

      Il fatto che le azioni europee costano meno di quelle statunitensi potrebbe essere un indizio, un segno premonitore di quello che sarà il futuro prossimo dell'Europa, visto che sono i padroni del mondo a fare e disfare, in particolare in campo borsistico. Constatiamo che negli USA la resistenza al "piano" è più forte rispetto all'Europa, ma potrebbero esserci delle sorprese, ora che anche i sindacati cominciano a muoversi: a Vienna sabato 20 novembre ci sarà una manifestazione del sindacato dell'esercito e la polizia ha fatto sapere che è impossibile vietare le proteste di piazza.
      https://www.bundesheergewerkschaft.at/
      (annuncio della manifestazione per la libertà e la dignità, in tedesco)

    5. JA 18 novembre 2021

      L'indizio più sicuro sono le migliaia di miliardi che il governo USA, a differenza di quelli europei, vuole mettere o ha già messo per la ripresa.
      Il futuro prossimo dell'Europa te lo descrive bene l'articolo di Blondet, mi pare e se nessuno si muove come in i Svizzera terra dell'uomo di montagna ancora libero:
      "Referendum svizzero di fine novembre 2021 contro le restrizioni COVID: un cambio di passo per l’Europa?
      Wirfuereuch.ch, un’associazione di poliziotte e poliziotti che raggruppa i cantoni di tutta la Svizzera, dà lezioni di democrazia: si schiera contro le restrizioni anti-COVID di Berna. Il motivo? Di fatto non sono utili se non a schiantare l’economia…" https://www.maurizioblondet.it/referendum-svizzero-di-fine-novembre-2021-contro-le-restrizioni-covid-un-cambio-di-passo-per-leuropa/

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