Essere è difendersi

Essere è difendersi

Di Roberto Pecchioli, ereticamente.net

Essere è difendersi. È la frase simbolo di Ramiro De Maeztu, poeta e scrittore spagnolo della cosiddetta Generazione del 98, fucilato senza processo nel 1936 dalla fazione repubblicana durante la guerra civile. Morendo assassinato disse ai suoi aguzzini: “voi non sapete perché mi uccidete, ma io so perché muoio: perché i vostri figli siano migliori di voi. “Non è andata così: meno violenti materialmente, ma indifferenti, conformisti, flaccidi. Così ci hanno voluto e la missione dei distruttori è perfettamente riuscita. Essere è difendersi nel senso di conservare l’autonomia del pensiero, la fortezza dell’animo, la dignità e la libertà, ma anche l’orgoglio di proteggere se stessi, la propria famiglia, la propria gente, le proprie cose.

Vietato, come tante altre cose che attengono al senso dell’onore, alla dimensione etica, spirituale e verticale della vita. Sono le riflessioni che facciamo dinanzi ai sempre più numerosi episodi in cui chi difende se stesso da criminali ed assassini diventa l’imputato, il cattivo al posto di chi ha attaccato vita, affetti, averi del malcapitato. Accade anche ai poliziotti, sul banco degli imputati per avere fermato – proteggendo la comunità – la violenza armata di mascalzoni multietnici. Difficile, sul tema, non dare ragione a chi parla di mondo al contrario. Il nostro modello – lo diciamo fieramente – è il padre che, con i figli, difende la sua casa e le donne della famiglia – madri, figlie, sorelle, sposa – da viola il suo territorio, che è anche il suo tempio interiore. Nulla a che fare con l’omarino piagnucoloso (dis)educato sin dall’infanzia ad abbozzare, tollerare l’intollerabile – tolleranza, la virtù delle civiltà al tramonto – delegare le sue responsabilità, debole in quanto senza principi.

Sentimenti che riaffiorano leggendo le reazioni isteriche, l’autentico incitamento all’odio dei gazzettieri e dei “riflessivi” progressisti verso Fleximan, il soprannome dato a chi ha messo fuori uso diversi impianti autovelox. C’è un indagato, un quarantenne polesano, e la sua vita, le sue (presunte) idee, le sue (presunte ) letture sono sottoposte ad un’aggressione senza precedenti. Il discorso di odio vale sempre per gli altri. Ma in realtà che cosa scatena il rancore, l’attacco del branco al presunto Fleximan? E’ l’avversione per l’uomo che si difende, che – magari sbagliando – pensa con la sua testa. Fleximan è certo colpevole di danneggiamento, ma non è un assassino, un mafioso, un corruttore, uno stupratore. E’ solo – se il profilo corrisponde alla realtà – un italiano di provincia, maschio, eterosessuale. Un uomo “normale”. Lo odiano perché ha tranciato un simbolo del controllo, della sorveglianza, del potere assoluto di un sistema non certo amico. Gli autovelox non hanno ridotto gli incidenti stradali: sono l’emblema dell’occhio del potere, della mano pesante che si abbatte – da remoto, attraverso una telecamera – su chi va corre troppo in auto. Singolare peccato al tempo della dromocrazia, il potere della velocità, del “tempo reale”, della smania di far presto, delle comunicazioni 5G.

Non intendiamo istigare a follie automobilistiche né giustificare il gesto; ci preme evidenziare il cortocircuito di una mentalità. Ladri, assassini, gruppi di banditi che terrorizzano i cittadini– specialmente donne, anziani, deboli – sono giustificati in ogni modo. A loro vanno attenuanti ed esimenti, in assenza delle quali vige l’alibi delle colpe delle società e delle ingiustizie – vere o presunte – del passato. I “dannati della terra” sono i nuovi eroi, Fleximan è un nemico perché detesta la sorveglianza, la macchina impersonale, implacabile, che, nello specifico, serve soprattutto a rimpinguare i bilanci dei comuni. Il distruttore di autovelox è odiato in quanto nemico di un’equivoca “legalità”, un’altra delle parole passepartout. Legalità significa conformità alla legge. E se la legge non è “giusta” ?

Peggio di lui – comunque responsabile del danneggiamento di beni altrui – se la passa il poliziotto che, nell’inferno della Stazione Centrale di Milano, ha sparato a un immigrato violento e incontrollabile. Dovrà rispondere di avere svolto il suo dovere. Chi glielo farà fare, ai suoi colleghi, di difendere uno straccio di ordine pubblico, se le conseguenze sono queste? Possiamo pensare che se la vittima – il malvivente che se l’è cercata – fosse stata lombarda o calabrese le reazioni scomposte delle anime belle sarebbero diverse? L’odio di sé, il pregiudizio in nome del quale l’altro, lo straniero, ha sempre ragione alimenta un grottesco razzismo rovesciato, uguale e contrario a quello imputato ai nemici ideologici.

Curioso anche aver dimenticato, da parte dei buoni – a prescindere – la lezione di Michel Foucault, uno dei loro, però più intelligente. Non comprendono che l’obiettivo del potere è sorvegliare e punire, dirigere la vita quotidiana, i gesti concreti della gente. Foucault parlava di biopotere, biocrazia, di norme e apparati che divengono dispositivi. È un caso che l’idea di sorveglianza (il Panopticon che tutto osserva senza essere visto) sia la costruzione di un pensatore utilitarista, Jeremy Bentham? Le sue idee si sono avverate per merito – o colpa – della tecnica. Fleximan non è un santo, ma i suoi odiatori assomigliano ai “caporali” del film di Totò: quelli che si schierano, per stupidità, tornaconto, cinismo, dalla parte del potere, se ne fanno complici, spietati delatori, sgherri inflessibili. Padri di famiglia aggrediti in casa propria, commercianti assaliti per rapina, terrorizzati armi in pugno, salgono sul banco degli imputati al posto dei malviventi se osano reagire, ferire o uccidere i carnefici. Legittima – cioè giusta – difesa. Non più: imputati perché si sono opposti a un precetto fondamentale della società morta, svirilizzata, il monopolio della forza legale in capo al potere. Difendersi è vietato.

L’intero impianto legislativo è un ginepraio fatto per aumentare potere e reddito dei periti giuridici, interpreti delle norme e – di fatto – rendere agevole la vita di chi delinque e di chi è ricco. Un castello insormontabile di permessi, moduli, burocrazia, un labirinto di circolari, leggi e leggine contrastanti rendono difficilissima la vita di chiunque. L’uomo comune, non solo Fleximan, si convince di essere una vittima sacrificale; pensa che il dispositivo di sorveglianza e punizione che gli rende difficile la vita sia la trappola tesa proprio a lui. Impressiona il consenso di una parte dell’opinione pubblica al sistema di dominazione sull’individuo. Si diffonde l’odio nei confronti di chi si comporta secondo natura: difendere ciò che ci appartiene, proteggere le persone care, la propria gente, il modo di vivere ereditato e scelto è un fatto naturale. Non può essere negato e diventare reato in nessuna legge “positiva”, cioè imposta dal potere secondo procedura, frutto della convenienza dei dominanti spacciata per spirito dei tempi.

Vale la lezione di Tommaso: se una norma non concorda con la legge naturale, “non erit legem, sed legis corruptio”, non è legge, ma la sua corruzione. Concetti analoghi furono espressi da Aristotele e dal giurista latino Paolo, il primo a distinguere ciò che è “giusto” da ciò che è “utile “, che chiamò diritto civile. Nessuna civiltà aveva mai negato il diritto all’autodifesa, nessuna lavora tanto attivamente a squalificare, disprezzare, tacciare di violenza chi difende se stesso. Bisogna aspettare i titolari della forza legale, sporgere denuncia, domandare ai criminali quali sono le loro intenzioni. Arrendersi. Come può un homunculus siffatto reagire ai soprusi? Disarmato moralmente, impaurito, confuso tra il suo istinto e i precetti ricevuti dalla società, non potrà che diventare conformista, molle, legato al gregge, incapace di pensare, decidere, agire autonomamente. Il carattere innaturale di gran parte dei comportamenti prescritti dalla macchina della cultura, dello spettacolo e della propaganda fa sì che il nemico delle idee dominanti sia l’uomo che agisce e si difende, anche a costo della libertà e della vita, per affermare un diritto naturale.

Fleximan probabilmente non è un fanatico della velocità; è piuttosto qualcuno che detesta la museruola, la sorveglianza, e rivendica gli spazi di privatezza e libertà che vede restringersi. Reagisce – in maniera rozza e discutibile – alla violenza psicologica sottile, invasiva, delle telecamere che scrutano dappertutto, l’occhio onnipotente del Grande Fratello tecnologico che annota e punisce. E che, nel caso di certi strumenti, agisce allo scopo di fare cassa attraverso un meccanismo impersonale con cui non si può interagire. Il mezzo – la macchina, l’apparato artificiale – diventa un fine, un moloch che schiaccia l’uomo, le sue ragioni e persino i suoi torti con una violenza meccanica a cui non si può opporre la forza della ragione, del Logos umano. La macchina – strumento universale del potere – ha deciso, il suo verdetto è inappellabile.

Essere non è più difendersi; la resistenza è legittima ma illegale, nei confronti della minaccia alla vita, al lavoro, alla casa, alla famiglia, alla tranquillità e all’ordine violato. All’essere umano è impedito di essere se stesso, manifestare coraggio, opporsi personalmente – qui e adesso – a ciò che lo minaccia. Deve compilare moduli, rivolgersi al potere, chiedere come favore ciò che dovrebbe avere come diritto. Difendersi significa anche resistere, opporsi a qualcosa di ingiusto. Proibito anche questo: il nuovo imperativo è la resilienza, ossia la sopportazione, l’accettazione dei colpi, l’obbligo di tornare allo stato iniziale dopo l’urto. Questo è il significato tratto dalla fisica: la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. In psicologia, superare un evento traumatico. Manca il giudizio, tuttavia: quell’evento è giusto o ingiusto? Perché devo rassegnarmi a non contrastarlo?

Il gioielliere, il tabaccaio, il padre di famiglia che si arrendono al rapinatore sono resilienti. Lo è anche chi è contrario, ma non osa opporsi, all’ingiustizia sociale, alla medicalizzazione e digitalizzazione della vita, alla sorveglianza, alla tecnologia padrona, all’invasione di ogni spazio privato, intimo. Deve tornare al punto di partenza, accettare, assorbire il colpo. Perché? Così vuole il potere, che gli nega il diritto di giudicare il bene e il male in ciò che accade. Violenza, precarietà esistenziale, sfruttamento, immigrazione che sfigura la comunità, insicurezza, apparati tecnici che sostituiscono le persone e cancellano i rapporti umani. Tutto obbligatorio, indiscutibile. Vietato giudicare, cioè distinguere, assoggettare al criterio del giusto e dell’ingiusto. Sarebbe “discriminare”, peccato mortale. Come posso giudicare il ladro che entra in casa o in negozio, discernere le sue ragioni dalle mie? Devo tollerare, ossia sopportare, accettare senza eccepire.

Chi non si difende è indifeso. Se accetta che gli venga estirpata la volontà naturale di proteggere ciò che è suo, non difenderà neppure il suo territorio, i suoi costumi, la sua comunità da chi li invade, in quanto non li sentirà “suoi”. Senz’anima e senza identità, è alla mercé di chi ha il monopolio di tutto, non solo della forza. Sconcerta che verità elementari non vengano comprese e masse di disciplinati “resilienti” accettino tutto con indifferenza, addirittura con approvazione. Senza amor proprio, interessati solo all’utile e al futile, fragili, deboli, lamentosi. Indifesi: così vuole il potere.

Di Roberto Pecchioli, ereticamente.net

25.05.2024

Roberto Pecchioli, studioso di geopolitica, economia e storia, svolge un’intensa attività pubblicistica in ambito saggistico. Collabora con riviste e siti web di cultura e informazione indipendente.

Fonte: https://www.ereticamente.net/essere-e-difendersi-roberto-pecchioli-2/

Commenti (38)

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    1. BrunoWald 29 maggio 2024

      Un poliziotto peruviano mi raccontava che, se spara a un delinquente, viene denunciato seduta stante e deve assumersi tutte le spese legali perché la polizia lo abbandona al suo destino.

      D'altra parte, l'anno scorso poliziotti e militari hanno massacrato una cinquantina di manifestanti con armi da guerra, e non è successo proprio nulla: zero denunce! Anzi, hanno ricevuto una gratifica dal governo.

      Esiste una ratio in tutto ciò: i criminali, il più delle volte, sono soci d'affari di poliziotti, piemme, magistrati che si beccano la loro percentuale, per cui ammazzare un delinquente significa causare una perdita economica alle grandissime teste di...
      Il cittadino che protesta, invece, viene assimilato ai terroristi e perciò, in America Latina, gli sparano come se fosse stagione di caccia. Probabilmente, con la scusa della guerra, presto diventerà così anche da noi.

      Morale della favola: quelli che non hanno ancora capito chi è il nemico, vadano a Lourdes che forse gli fanno il miracolo.

    2. absitiniuriaverbis 29 maggio 2024

      Il miracolo già avviene da un paio di millenni.

      Una delle prime obiezioni che ho avuto nei confronti del cristianesimo a scuola è stata che mi avevano detto che facevo parte di un gregge.
      I pastori non si prendono cura delle pecore solo perché gli piacciono. Piuttosto, le tosano per danaro, le mangiano, le vendono ad altri che ne fanno quello che credono per danaro, ne abusano sessualmente.
      Il pastore non ama le greggi, le usa.

      Ci vorrebbe un contromiracolo.

    3. IlContadino 29 maggio 2024

      Una ventina d'anni fa conobbi un ragazzo cileno, in Cile, un bravo quaglione.
      Un giorno si presenta in canottiera, noto una vistosa cicatrice appena sotto la clavicola.
      - Cos'è quella cicatrice?
      - Manifestazione, polizia. Questo è il foro di entrata (poi si volta), questo il foro di uscita.

    4. Giudice Holden 29 maggio 2024

      "Accade anche ai poliziotti, sul banco degli imputati per avere fermato – proteggendo la comunità...".
      Da che mondo è mondo i poliziotti proteggono la mano che da loro da mangiare. Se per "comunità" l'autore dell'articolo intendeva l'insieme di politici, faccendieri, giornalisti di sistema, capitani coraggiosi, burocrati di stato, magistrati etc... allora si, proteggono la comunità. Ma se un poliziotto prova a proteggere un comune cittadino, magari sparando... allora per lui è finita.

    5. Giudice Holden 29 maggio 2024

      Ed è stato pure fortunato che sia uscita... full metal jacket.

    1. absitiniuriaverbis 29 maggio 2024

      E quando in alto, si fa per dire, si parla di 'frociaggine' dove sono quelli che che protestano al minimo accenno di 'razzismo' casereccio?

      E quando in alto, si fa per dire, non si parla di 'pedociaggine' dilagata e dilagante perché, ancora una volta, nessuno protesta?

      Gli individui che compongono la società sono caduti così in basso che per allacciarsi le scarpe debbono salire su uno sgabello.

    2. sbregaverse 29 maggio 2024

      Caro frate, vedo che non sei informato, in vatic^ano , nei vecchi locali occupati dalla santa inquisizione, hanno allestito i nuovi uffici per la santa culiandria.

    3. absitiniuriaverbis 29 maggio 2024

      Dovrei scrivere 'sante parole' le tue!
      Brrrrrr! Che freddo.

    1. natascia 29 maggio 2024

      Da lungo tempo manca la pietà individuale,libera e proporzionata alle possibilità e cioè da quando si è pensato di istituzionalizzarla renderla obbligatoria e addirittura di farne un business mondiale. A quel punto
      il cittadino ha smesso di provare pietà perfino di se’ stesso. Questo ha comportato una auto oppressione incontrollabile di cui sono consapevoli i decisori, i criminali e i Rom. Tempo
      fa sono entrate due zingare nel mio negozio. Irriconoscibili ad una osservazione superficiale. Premetto che io conosco il pensiero Rom, li ho studiati e so che sono responsabili di quasi tutti i furti nelle nostre abitazioni. Per questo ho potuto
      anche godermi lo spettacolo. Una zingara giovane in addestramento e una anziana di rafforzo. All’apparenza vendevano piantine.Dopo uno sfodero di varie abilità psicopersuasive, distrattive, lusingative, in cui la giovane ad un certo punto
      ha dovuto lasciare la scena all’anziana, me la sono cavata con una carità di un euro per i loro bambini “affamati”. Si tratta di scienza, la stessa che usano i nostri pastori che al momento stanno ancora contando sugli allievi giovani visto che gli va ancora molto bene così.

    1. Brule 29 maggio 2024

      Bellissimo pezzo.
      Penso che la difesa dell'individuo sia un cruccio per il potere perché è un limite alla capacità di vessare l'individuo in questione.
      Api, creature sacrificabili. Ci vedono così.
      Poi molti ci si adagiano. Perché è uno sbatti, e non c'è certezza. Delegare la difesa alle FFOO, ai centurioni, allo stato, alla mamma, è una zona di comfort.

    2. simonlester 29 maggio 2024

      Veramente le FFOO sono lì per difendere i burattini delegati dal potere ( vedi la loro presenza alla presentazione del libro di un comune cittadino il cui nome inizia per Sp e finisce con anza) .poi trovati un ladro in casa e difenditi; quando arrivano le FFOO chi credi portino via in manette?

    1. Jimbo 28 maggio 2024

      Essere é vivere per il benessere e nel benessere (2024).

    1. Jimbo 28 maggio 2024

      Enrico Mantoan pare si chiami.
      Si è rotto i cabasisi dei divieti e della resilienza e l'ha sostituita con la resistenza.
      Ha combattuto il sistema perchè ingiusto e assurdo.
      In sostanza lo ha fatto non solo per l'ego ma per gli altri che probabilmente ne beneficeranno mentre lui pagherá.
      E pagherá perchè rimarrá solo in quanto gli italiani sono quelli descritti da Pecchioli a inizio articolo: indifferenti, conformisti e flaccidi.
      Ai quali aggiungo gli entusiasti, la cui quasi totalitá vota il PD (partito di dx che fa finta di essere di sx).

    2. Bertozzi 29 maggio 2024

      E come al solito vieni puntualmente smentito: è già partita la sottoscrizione per pagargli le spese legali. Per cui non pagherà. È da quando si è cominciato a parlare di Fleximan che sono nate iniziative per sostenerlo, ancor prima che lo beccassero. E infatti si comincia a parlare di toglierli ovunque sti autovelox, per cui onore a lui, se fossero tutti disfattisti e divisivi come te certo non se ne vedrebbe l'ombra di iniziative di questo tipo ma per fortuna il mondo è ben diverso dalla tua deprimente visione.
      Pagherà lui e non gli altri scrivi, e come al solito scrivi senza sapere un' H. Una semplice ricerchina su Google ti avrebbe aiutato ma ci vuole apertura mentale per fare anche una minima ricerchina

      https://www.polesine24.it/cronaca/2024/05/18/news/le-spese-legali-gliele-paghiamo-noi-258474/

    1. Jimbo 28 maggio 2024

      Fleximan, un eroe del nostro tempo ma allo stesso tempo fuori dal tempo.

    1. Ummon 28 maggio 2024

      Una persona aggredita se difende e presto una massa punta il dito per giudicarlo e condannarlo.
      Ci vedo due meccanismi, umanissimi ma di cui essere poco fieri: 1) pensare che "quello un po' se l'è cercata" aiuta a disinnescare la paura che possa capitare anche a "noi che richiamo dritto"; 2) un po' come nei casi di bullismo in cui tanti guardano e nessuno interviene, proviamo istintivamente antipatia per chi reagisce perché in un certo modo ci sbatte in faccia la nostra vigliaccheria, o almeno il dubbio "ma io avrei avuto il coraggio di reagire?"

    1. sbregaverse 28 maggio 2024

      Mi sovviene d'un figlio d'uomo* che disse molto prima del frate francese:
      "Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno"
      E il padre di rimando :" Ma quante volte devo perdonare ?"
      "70 volte sette"
      *molti dubitano della SUA esistenza e di quella del Padre.

    2. ws 28 maggio 2024

      LORO sanno quello che fanno,
      "il figlio di" perdonava il legionario, mica il Sinedrio.

    3. sbregaverse 28 maggio 2024

      Vengono^siamo perdonati TUTTI*
      * (anche quelli che non sanno quello che dicono).
      P.S. Lo sa anche Pecchioli, ma
      qualcosa di eretico lo deve pur dire.

    4. absitiniuriaverbis 29 maggio 2024

      C'è bisogno di peccatori, tanti di più tanto meglio, perché se non ci fossero il figlio di quello in alto in alto sarebbe morto invano.

    5. sbregaverse 29 maggio 2024

      E certo ,caro frate, più che bisogno :
      è necessità.

    6. absitiniuriaverbis 29 maggio 2024

      Mi rifaccio alla definizione "A differenza della necessità (neutrale) , un bisogno indica una carenza percepita soggettivamente dai membri di un determinato gruppo di popolazione e la loro opinione in merito ai dovuti interventi (prospettiva interna). I bisogni dipendono in larga misura dai diversi mondi o contesti vitali"

    7. sbregaverse 29 maggio 2024

      Necessità. Tutto quello che accade DEVE accadere.
      Severino ed altri ( anche stoici)

    8. Nonso 29 maggio 2024

      Tutto quello che accade è dovuto accadere; non scomoderei quel che deve

    9. Nonso 29 maggio 2024

      Severino un par di balle, sei spietato, e questo non mi è mai piaciuto

    10. absitiniuriaverbis 30 maggio 2024

      Ritengo tu stia parlando di un'altra dimensione rispetto alla mia ironia.
      Ti va di approfondire un poco?

    11. sbregaverse 30 maggio 2024

      Caro frate, approfondire suggerisci ?
      Deus sive natura(questione molto spinoza).

      Il reale è necessario così com'è.
      Le cose sono perfette come sono.
      Quid est veritas ?
      Verum ipsum factum.
      OGNI accadimento è necessario e proprio perchè necessario non è perfettibile.
      L'errore( qualsiasi cosa si intenda per errore) è perfetto così com'è.
      La correzione dell'errore è perfetta ed anche la mancata correzione lo è.
      SE poi vogliamo disquisire su quello che auspichiamo per un nuovo mondo(migliore?) anche questa disquisizione è perfetta così com'è.
      N.B.La tua ironia , di fianco la mia, é
      perfetta così com'è.
      Ogni lemma scritto più sopra e più sotto, mio^ tuo^di altri è perfetto così com'è.
      Dici no non è vero !
      Il tuo no è perfettissimo (e non c'è ironia nel dire mio)

    12. absitiniuriaverbis 30 maggio 2024

      Ci siamo, scrivevi di un livello diverso nel quale la necessità (neutra appunto) è appannaggio di tutti: tutto è perfetto così com'è.

    1. ws 28 maggio 2024

      Vabbene siamo tutti daccordo: questa politica fa schifo.

      Ma allora cosa si deve dire di questa magistratura che da "custode del l' ordine pubblico " incessantemente opera , fino oltre i limiti del ridicolo, per la diffusione del "disordine" ?

    1. carla 28 maggio 2024

      Il Parlamento georgiano supera a maggioranza il veto della presidente filo Usa Salomé Zourabichvil sulla legge sugli agenti stranieri!
      Dimostrazione d'indipendenza del governo che estromette gli Usa dalla guida della Georgia e difatto allontana una nuova guerra alla Russia dal Caucaso

    2. ws 28 maggio 2024

      estromette gli Usa dalla guida della Georgia e difatto allontana una nuova guerra alla Russia dal Caucaso

      Piano con questo ottimismo. Quello che certamente è positivamente rimarchevole è che nella maggioranza dei georgiani la fregatura "ammeregana" presa nel 2008 è ancora ben presente.

      In sostanza: loro avendo già dato, avanti un altro!.

    3. Jimbo 28 maggio 2024

      .. nonostante svariate migliaia di ONG uccidentali.
      Che coraggio!!!

    1. carla 28 maggio 2024

      PUTIN AVVERTE:

      "I governanti dei Paesi europei della NATO che in queste ore stanno invocando attacchi nei territori della Federazione Russa dovrebbero ricordare che i loro sono per lo più piccoli Paesi ad alta densità, cioè bersagli facilmente raggiungibili"

      Non c'è dubbio che la feccia governativa occidentale sta giocando con le vite di tutti noi....

    2. ws 28 maggio 2024

      I governanti dei Paesi europei della NATO ...
      sono stati accuratamente selezionati dai loro burattinai che gli hanno pure detto che putin bluffa , e che quindi "essi" non hanno niente da temere e che ,anche al peggio, nessuno gli toccherà la villa a miami e i conti alle Cayman.

    1. uomospeciale 28 maggio 2024

      Certo che hanno delle belle pretese certi politici e gli stati:
      i cittadini che non sono liberi di vivere come vogliono né di difendersi in casa propria, dovrebbero all'occorrenza essere pronti a dare la vita per difendere lo stato?
      Ma che droghe usano questi?

    2. ric 28 maggio 2024

      1. vero...alla stessa considerazione va analizzato il fatto che il cittadino attraverso le tasse paga polizia , carabinieri , giudici e magistrati , tribunali e simili per essere eventualmente condannato . Ma per essere deve rimettere mano al portafoglio attraverso avvocati privati e assumersi le spese in ogni caso della istruttoria.
    1. uomospeciale 28 maggio 2024

      Se il cittadino non può più difendersi da ladri, rapinatori, orsi, lupi, ma deve sempre e solo sopportare ogni sopruso continuando obtorto collo a mantenere tutti quanti, perché mai dovrebbe voler difendere lo stato o la società o chiunque altro da un qualsiasi pericolo, da una guerra, da una sommossa, dal terrorismo o da un'invasione?
      Le pecore non combattono mai per difendere chi le sfrutta...
      Se qualche potenza confinante, pensasse di prendersi l'Italia insieme alla vita dei politici tutti, parecchia gente che si è sempre creduta intoccabile, scoprirebbe di persona che non lo è affatto.
      E che con soldi non ci compri la lealtà, e neppure la pietà..

    2. BrunoWald 29 maggio 2024

      Con la differenza che orsi e lupi li abbiamo fatti quasi estinguere, mentre rapinatori, vagabondi, spacciatori e marmaglia assortita si moltiplicano a ritmo sostenuto.

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