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ESPERIMENTI SUGLI ANIMALI: ECCO PERCHE’ SERVE UN’ALTERNATIVA

DI HOPE FERDOWSLAN
chronicle.com/

Quando ci bruciamo un dito la smorfia sul nostro volto invia un messaggio universale. Dalla Finlandia alle Fiji, è sufficiente guardare in faccia una persona per capire che prova dolore. Le espressioni facciali – gli antropologi lo sanno da molto tempo – sono un linguaggio internazionale.

Ma si è scoperto che questo linguaggio non è esclusivamente umano. Anche i topi esprimono il dolore attraverso espressioni facciali – e queste smorfie sono veramente molto simili alle nostre, secondo quanto pubblicato in un recente articolo comparso sulla rivista Nature Methods.

In questo studio molto controverso, i ricercatori hanno utilizzato un ampio spettro di metodi per sottoporre i topi a diversi livelli di dolore. Hanno immerso le code degli animali in acqua molto calda, le hanno esposte al calore radiante, hanno pizzicato le loro code con delle molle fermacarte, hanno iniettato delle sostanze irritanti nelle loro zampe, hanno provocato loro infiammazioni urinarie con sostanze chimiche che causano dolorose cistiti nell’uomo, e hanno iniettato loro acido acetico, provocando loro contrazioni addominali e convulsioni. Hanno eseguito operazioni sui topi senza fornir loro analgesici post-operatori.

Gli autori dello studio hanno realizzato una scala di gradazione delle smorfie dei topi da utilizzare come strumento di misurazione per stabilire il livello di dolore provato dai topi. In questo modo, i ricercatori sono giunti alla conclusione che i topi, sottoposti a stimoli dolorosi, mostrano la loro sofferenza attraverso espressioni facciali nello stesso modo in cui lo fanno gli umani.

Questo doloroso esperimento ha suscitato diversi interrogativi fra i ricercatori. Si è criticato lo studio in una newsletter intitolata Laboratory Animal Welfare Compliance e altrove. Si è criticato il fatto che gli esperimenti fossero crudeli e superflui.

Lo studio – e il dibatto che vi è sorto intorno – mette in luce temi cruciali riguardanti la sperimentazione sugli animali. Per esempio, i topi sono gli animali che più di altri vengono usati solitamente nella ricerca, ma non si parla di loro nell’Animal Welfare Act, una delle poche tutele legali previste dalla legge statunitense ad altri animali usati negli esperimenti di laboratorio.

L’intento originario del Laboratory Animal Welfare Act del 1966 era quello di prevenire il commercio non autorizzato di cani e gatti da compagnia per scopi di ricerca. Comunque, con emendamenti successivi sono stati aumentati i tipi di attività trattati, le specie animali regolamentate, l’obbligo di informazione, e le linee guida sul trattamento degli animali.

Sebbene queste leggi forniscano una protezione basilare per alcuni animali utilizzati nella ricerca, ci sono delle evidenti incongruenze nelle norme statunitensi. Per esempio, più del 90 % degli animali usati nella ricerca è escluso dall’Animal Welfare Act.

La legge non include uccelli, ratti del genere Rattus, topi del genere Mus, e animali da fattoria. Il fatto che questi animali non siano protetti per legge è dovuto alle pressioni esercitate – con successo – dall’industria di laboratorio. Inoltre, la legge non prevede una soglia massima di dolore cui può essere sottoposto un animale durante un esperiemento.

Questi sono alcuni dei temi trattati in una recente conferenza riguardante la ricerca sugli animali e le sue alternative. Noi del Physician Commettee for Responsible Medicine abbiamo oganizzato “Animals, Research and Alternatives” per riunire esperti con opinioni diverse e discutere i temi legati alla ricerca sugli animali. Essendo un medico interessato alla prevenzione e all’alleviamento del dolore sia negli uomini che negli animali, ho voluto agevolare una discussione basata sulle conoscenze e razionale riguardante la ricerca sugli animali.

Nonostante si discuta di questo argomento da ben oltre un secolo, i temi etici e scientifici riguardanti la ricerca sugli animali non sono mai stati approfonditi insieme in un forum equilibrato ed organizzato. Nella nostra conferenza più di 20 relatori hanno condiviso le proprie esperienze riguardo gli imperativi scientifici, legali, etici e politici riguardanti la ricerca sugli animali.

Il primo relatore, John Gluck – professore emerito di psicologia all’Università del New Mexico e membro affiliato di facoltà al Georgetown University’s Kennedy Institute of Ethics, ha dato il la alla conferenza. Dopo aver condotto per anni ricerche sui primati, ha iniziato a studiare l’etica della ricerca sugli animali. Gluck e altri relatori hanno spiegato che gli animali hanno delle proprie necessità che vengono compromesse quando l’uomo usa gli animali in esperiementi di laboratorio.

Diversamente dalla tutela inerente la ricerca sugli uomini, che si basa su un approccio regolato da principi, le leggi che regolamentano l’uso di animali nella ricerca sono scaturite da un processo composito e molto politicizzato. Ciò ha portato a regolamenti differenti che mancano di chiarezza. Nel frattempo, gli studi sugli animali hanno accresciuto enormemente le nostre conoscenze riguardanti le loro percezioni e le loro emozioni, mettendo in luce che gli animali possono esperire dolore anche molto più di quanto si pensi, e per ciò le attuali tutele debbano essere riconsiderate.

Sebbene la legge attuale richieda l’istituzione di commissioni istituzionali che monitorino la ricerca sugli animali, le persone che fanno parte degli Institutional Animal Care and Use Committees non hanno una serie di chiari principi etici sui quali basare le proprie decisioni riguardanti le approvazioni regolamentari. Si dà la precedenza alla ricerca di una risposta scientifica rispetto al benessere degli animali. In questo la tutela degli animali differisce significativamente da quella sull’uomo, dove si proteggono gli interessi degli individui e della popolazione, talvolta a scapito della ricerca scientifica.

Alla conferenza siamo venuti a conoscenza di progressi affascinanti nella ricerca medica, incluso un sistema immunitario umano surrogato per testare la sicurezza dei vaccini, e un approccio rivoluzionario alla ricerca sul cancro al seno.

Susan Love, presidentessa della Dr. Susan Love Research Foundation, specializzata nel combattere il cancro al seno, ha spiegato che la maggior parte della ricerca sul cancro al seno è condotta ancora sugli animali, sebbene gli umani siano una delle poche specie in cui questo tipo di cancro si sviluppa. Susan Love ha parlato anche dello scopo dell’Army of Women (un sodalizio fra Avon Foundation for Women e la fondazione della Love): convertire gli scienziati che conducono ricerche su inefficaci modelli animali alla ricerca di prevenzione al cancro al seno condotta su donne sane.

Se riuscissimo a scoprire i fattori che aumentano il rischio di cancro al seno e i metodi per garantire una prevenzione efficace, molte meno donne dovrebbero essere curate. Inoltre, gli esperimenti sugli animali non forniscono scoperte affidabili e riproducibili che possano essere adeguatamente applicate alle donne. Mentre l’effetto della ricerca sugli animali si esaurisce nell’ambito sperimentale, Army of Women cerca di dare risposte cruciali riguardanti la cura di donne a rischio o affette da cancro al seno. Questa aspirazione ha permesso alla fondazione di contattare facilmente molte donne per studi come il progetto (sostenuto dal National Institute of Health e dal National Institute of Environmental Health) finalizzato a scoprire come l’ambiente e il patrimonio genetico influiscano sul rischio di sviluppare cancro al seno. La ricerca sugli animali non avrebbe certo dato alcun apporto a questo importante studio, iniziato nel 2002.

William Warren ha illustrato come il surrogato di sistema immunitario umano sviluppato in vitro dalla sua società può aiutare a prevedere la risposta immunitaria di un individuo a una particolare droga o vaccino. Questo sistema funziona sostanzialmente come un test clinico in provetta. In altre parole, si tratta di fatto di un sistema immunitario umano che si basa su risposte immunitarie umane, che differiscono da quelle di altri animali. Il sistema include una base di donatori di sangue di centinaia di individui di diverse popolazioni. Può sostituire l’uso di animali per alcuni scopi di ricerca, soprattutto per il test di vaccini. Le tecnologie offerte da questo sistema potrebbero velocizzare il processo di sviluppo di un vaccino contro l’HIV e altre immunizzazioni.

Altri relatori si sono soffermati maggiormente su motivazioni etiche per sostenere alternative alla ricerca sugli animali. Lori Marino, senior lecturer in neuroscienza e biologia comportamentale presso la Emory University, ha parlato della propria ricerca non invasiva sulla percezione di delfini e balene. Ha raccontato come la ricerca invasiva sui cetacei possa portare a reclusione e privazione sociale, stress e malattie, mortalità, e distruzione delle culture sociali. Sebbene sia la ricerca invasiva sia quella non invasiva cerchino di ottenere maggiori conoscenze sulla percezione dei cetacei, la ricerca della Marino non include procedure mediche quali biopsie o tecniche che influenzano la mente, il contesto sociale o la libertà fisica degli animali.

Jaak Panksepp, neuroscienziato alla Washington State University, ha parlato delle evidenti prove che attestano il fatto che gli animali provino emozioni basilari. Per esempio, i topi amano il solletico, persino più degli uomini. Se le nostre orecchie fossero abbastanza sensibili potremmo sentirli ridere. Marc Bekoff, professore emerito in ecologia e biologia evoluzionaria presso la University of Colorado a Boulder, ha evidenziato l’importanza delle vite emozionali e morali degli animali.

Ora è ampiamente riconosciuto che gli animali provino dolore, ha spiegato Bekoff. Decenni di osservazioni e ricerche sperimenatali ci hanno fornito le prove del fatto che gli animali provino dolore fisico. La sofferenza psicologica – paura cronica, ansietà e angoscia – è un altro tema importante, probabilmente uno dei meno considerati nella ricerca animale.

Forse Jeremy Bentham (1748-1832), studente di legge e riformatore sociale, ha detto una grande verità: “Il punto non è ‘possono ragionare?’ né ‘possono parlare?’ ma piuttosto ‘possono soffrire?'”

Dato che gli animali sono esseri senzienti, hanno molte caratteristiche in comune con gli uomini. Per esempio, gli animali mostrano risposte coordinate al dolore e a molti stati emozionali simili a quelle degli uomini. Inoltre, le strutture e i meccanismi neuroendocrini associati a certe condizioni psichiche sono comuni a un ampio range di animali.

Basandosi su queste affinità neuro-anatomica e psicologica, i ricercatori hanno individuato segni di depressione negli animali, inclusi primati non umani, cani, maiali, gatti, uccelli e roditori. L’impotenza acquisita, una forma di depressione che compare nelle persone vittime di violenza domestica, è stata individuata anche nei roditori, nei cani, nelle scimmie – antropomorfe e non – che hanno subito shock inevitabili. Il disturbo post-traumatico da stress e la despressione sono stati osservati negli scimpanzé.

Anche l’assenza di alcune strutture neuro-anatomiche può essere significativa, perché gli animali con circuiti neurali meno organizzati possono avere meccanismi di reazione più limitati e perciò non riescono a ridurre il livello di dolore percepito. Anche altre caratteristiche animali possono essere importanti dal punto di vista etico. Per esempio, molti animali mostrano capacità linguistiche, abilità nella risoluzione di problemi complessi, empatia e coscienza di sé.

Alla conferenza ho esposto il mio studio basato sull’osservazione degli scimpanzé. Io e i miei colleghi abbiamo scoperto che molti scimpanzé utilizzati nei laboratori di ricerca mostrano sintomi di depressione e disturbi post-traumatici da stress anche molti anni dopo la loro liberazione nelle riserve.

Dato che gli Stati Uniti sono rimasti una delle poche nazioni che ancora permette esperimenti invasivi su larga scala sugli scimpanzé, dobbiamo chiederci perché ciò avviene – soprattutto considerando il fatto che la ricerca sugli scimpanzé non ha portato ad alcun risultato utile per gli uomini. Per più di due decenni sono stati testati sugli scimpanzé vaccini contro l’HIV, ma non si è riusciti a produrre alcun vaccino utile all’uomo. Lo stesso è avvenuto per l’epatite C, che ha caratteristiche diverse negli umani e negli scimpanzé. Gli scimpanzé sono colpiti raramente da epatite cronica o complicazioni associate all’epatite, come la cirrosi o il carcinoma epatocellulare. Decenni di ricerca sugli scimpanzé hanno portato solo fallimenti per il cancro, la malaria, le malattie cardio-circolatorie e altre.

Frattanto, gli scimpanzé hanno dimostrato di avere le proprie preferenze nello stile di vita, ad esempio cercano la solitudine, esplorano nuovi posti, rifuggono la paura delle aggressioni, e con gli individui che amano intrattengono rapporti per tutta la vita.

La ricerca sugli animali è una materia complessa. Le nostre opinioni personali sono fondate sull’educazione, l’esperienza, il punto di vista personale. Le conversazioni riguardanti l’uso degli animali nella ricerca sono comprensibilmente inficiate dalle emozioni. Spesso ci si trova muro contro muro.

E’ evidente che stiamo facendo progressi verso l’abbandono degli esperimenti invasivi sugli animali, ma abbiamo ancora molta strada da fare. Spero che la nostra conferenza abbia fatto progredire il dialogo e che porterà a progressi scientifici ed etici sia per la gente che per gli animali.

Negli anni a venire, quando avremo sostituito gli animali nella ricerca, le generazioni future guarderanno indietro e si chiederanno perché questi progressi non sono avvenuti prima. Ma ringrazieranno anche quelli che hanno migliorato la vita degli animali e hanno lottato per una scienza migliore e più etica.

Hope Ferdowsian
Fonte: http://chronicle.com/
Link: http://chronicle.com/article/Animal-Research-Why-We-Need/125240/
7.11.2010

Traduzione per wwww.comedonchisciotte.org a cura di GIADA GHIRINGHELLI

Pubblicato da Davide

  • vic

    Questi animalisti non si pongono mai la domanda quando gli animali su cui si fanno gli esperimenti sono esseri umani.
    Sappiamo come andarono le cose in passato, quando si trattava di testare gli effetti delle radiazioni, oppure nuovi vaccini.

    Ma la faccenda non si chiude qui, ci sono prove inquietanti che indicano come molte persone vegnao fisicamente rapite, letteralmente stuprate, oppure seviziate, oppure impiantante. Da chi? Non si sa’, o forse si sa’ ma non si dice.
    Su questa tematica gli animalisti sono muti come pesci.

    Per informazione si leggano i libri di Budd Hopkins, uno che ha dedicato mezza vita ad indagare questa faccenda assai inquietante. Da un suo famosissimo libro-inchiesta venne tratto nel 1992 il film Intruders di Dan Curtis.

  • grillone

    la vivisezione deve cessare adesso, subito, punto e basta! non solo perchè anche gli animali provano dolore(cosa ovvia, tra l’altro), ma anche perchè non serve a niente; e questo non lo dicono i comunisti, gli umanisti, o chissà chi, ma lo dicono tutti gli scenziati e ricercatori “veri”

  • Freeanimals

    L’articolo mi è sembrato autocelebrativo. Troppo perfettino. Della serie: guardate come siamo bravi. Non è di conferenze come questa, di cui parla l’autore, che abbiamo bisogno. Non abbiamo bisogno che illustri scienziati scoprano l’acqua calda e ci vengano a dire che gli animali sono dotati della capacità di soffrire. Questo genere di conferenze andava bene all’epoca di Galeno. Oggi non hanno più senso; non aggiungono niente di nuovo e non cambiano di una virgola la situazione drammatica in cui versano le cavie. Forse sono addirittura funzionali al sistema, che, tramite esse, mostra il suo volto umano e lasciano nel lettore un falso, inutile e sterile senso di speranza che le cose possano cambiare.
    In realtà, le cose non cambieranno mai, finché non ci sarà una rivoluzione copernicana nel modo di ragionare e di vedere le cose. Finché lo specismo non sarà definitivamente estirpato dalla mente umana. Dubito, tuttavia, che ciò possa accadere, se teniamo conto che anche in siti alternativi come questo, dove dovrebbero incontrarsi ed esprimersi menti aperte e illuminate, si leggono concetti e idee che starebbero bene in siti fascistoidi e reazionari. Frasi del tipo che gli animalisti non parlano mai delle cavie umane e altre amenità anche peggiori, che compaiono regolarmente su CDC quando si parla dei diritti degli animali. Quella citata è un’obiezione del tutto gratuita e ridicola, perché sarebbe come rimproverare ai pacifisti di non parlare mai del problema dell’energia nucleare, oppure criticare chi si occupa di tossicodipendenti di non fare la stessa cosa con le persone anziane, oppure ancora rimproverare chi si dedica ai barboni e ai senzatetto di tralasciare l’infanzia abbandonata, come se tutti i volontari di questo mondo dovessero, contemporaneamente, occuparsi di tutto e fosse un peccato mortale scegliere una specializzazione. Questa obiezione, peraltro diffusissima nei forum di discussione, denota superficialità, ristrettezza di vedute e, in fin dei conti qualunquismo, dato che chi la fa in genere non si occupa di nulla, né di animali, né di bambini, né di persone bisognose. E’ un’obiezione, Vic, che lascia il tempo che trova. E che ti potevi risparmiare.

  • dana74

    vic mi dispiace avvisarti che in ultima l’uomo è la vera cavia, l’uomo è una specie diversa da ogni altro animale, e gli animali sono tanti e diversi tra loro.

    Un dato:Ogni specie vivente può essere modello soltanto di se stessa. Lo dimostrano i veleni che, come la stricnina e la cicuta, per dirne due su mille, sono ottimo cibo per varii animali da esperimento; lo dimostra il fatto che su 100 sostanze che hanno superato i test su animali, 92 falliscono nelle prove cliniche sull’uomo.

    io chiederei conto alla cosiddettta scienza NON AGLI ANIMALISTI

    senza contare il fatto che anche tra uomini i medicinali, composti chimici e non hanno effetti diversi, come fa ad esser un topo significativo solo i truffatori lo sanno

    http://www.equivita.it/Comunicato09.11.10.htm

    ALTRI DATI?

    50 disastri della sperimentazione animale

    In questa pagina vengono riportati solo alcuni esempi di casi in cui il risultato ottenuto sugli animali e quello ottenuto sugli esseri umani è stato discordante, e ha provocato gravi danni: malattie e morti. Si possono senz’altro trovare casi in cui il risultato su una data specie animale, o su più specie, è stato lo stesso ottenuto nell’uomo.

    Ma lo si è saputo solo dopo. Per saperlo, si è dovuto provare sull’uomo. Sempre e comunque. E perciò i test su animali in ogni caso non sono serviti a niente, perchè non hanno saputo dare un risultato affidabile a priori.

    1. Il benzene non venne ritirato dal mercato, e si è continuato a utilizzarlo come componente chimico industriale nonostante prove cliniche ed epidemiologiche avessero dimostrato che l’esposizione ad esso provoca la leucemia negli esseri umani, perché esperimenti finanziati dai produttori non sono riusciti a riprodurre la leucemia nei topi. [1]

    2. Fumare veniva considerato non cancerogeno in quanto il cancro causato dal fumo è difficile da riprodurre in animali da laboratorio. Di conseguenza in molti continuarono a fumare e morire di cancro. [2]

    3. Esperimenti effettuati su ratti, criceti, cavie, topi, scimmie e babbuini non rilevarono alcun legame tra fibra di vetro e cancro. Non fino al 1991 quando, grazie a studi compiuti su esseri umani, l’OSHA lo classificò come cancerogeno. [3][4][5]

    4. Nonostante l’arsenico sia considerato cancerogeno per gli esseri umani già da decenni, gli scienziati hanno trovato pochissime prove negli animali a supporto di questa conclusione fino al 1977. [6] Questa è stata la posizione ufficialmente accettata finché non fu possibile alla fine riprodurre il cancro negli animali. [7][8][9]

    5. Molti esseri umani hanno continuato ad essere esposti all’amianto ed a morire perché gli scienziati non riuscivano riprodurre il cancro negli animali in laboratorio.

    6. Lo sviluppo di pacemakers e valvole cardiache è stato ritardato a causa delle differenze fisiologiche tra gli animali, sui quali furono progettati, e gli esseri umani cui erano destinati.

    7. Modelli animali di malattie cardiache non sono riusciti a dimostrare che una dieta ricca di grassi e colesterolo aumenta il rischio di malattie coronariche ed arteriose. Invece di cambiare le proprie abitudini alimentari per prevenire questi disturbi, la gente ha continuato il proprio stile di vita con un falso senso di sicurezza.

    8. I pazienti ricevevano farmaci dannosi od inefficaci a causa di modelli animali di ictus.

    9. Studi sugli animali avevano previsto che i beta-bloccanti non avrebbero abbassato la pressione sanguigna. Come conseguenza di ciò il loro sviluppo fu bloccato. [10][11][12] Persino i ricercatori che praticano esperimenti su animali hanno dovuto ammettere il fallimento di modelli animali di ipertensione al riguardo, ma nel frattempo ci sono state migliaia di vittime di ictus.

    10. I chirurghi ritenevano di aver perfezionato la cheratotomia radiale, un tipo di chirurgia che permette di migliorare la vista senza l’ausilio degli occhiali, sui conigli, ma la procedura ha reso ciechi i primi pazienti umani (la cornea del coniglio è in grado di rigenerarsi nella parte inferiore mentre quella umana solo in superficie). L’intervento chirurgico viene oggi praticato solo sulla superficie.

    11. Si supponeva che trapianti combinati di cuore e polmoni fossero stati “perfezionati” sugli animali, ma i primi 3 pazienti umani sono deceduti nei primi 23 giorni dopo il trapianto. [13] Su 28 pazienti operati tra il 1981 ed il 1985, 8 sono deceduti durante l’intervento e 10 hanno sviluppato la bronchiolite obliterante, una complicazione polmonare che i cani sui quali furono condotti gli esperimenti non avevano sviluppato. Dei 10 pazienti che avevano sviluppato la bronchiolite obliterante, 4 morirono e 3 non hanno mai più potuto respirare senza l’ausilio di un respiratore. La bronchiolite obliterante, si è poi rivelata essere il maggior rischio legato all’operazione. [14]

    12. La Ciclosporina A inibisce il rigetto degli organi, ed il suo sviluppo fu uno spartiacque per il successo nei trapianti di organi. Se le prove su esseri umani non avessero superato i risultati poco promettenti ottenuti sugli animali, il farmaco non sarebbe mai stato rilasciato. [15]

    13. Gli esperimenti su animali hanno fallito nel prevedere la tossicità renale causata dall’anestetico generale metoxyiflurano. Molta gente ha perso tutte le funzioni renali.

    14. Gli esperimenti su animali hanno ritardato l’uso di rilassanti muscolari durante l’anestesia generale.

    15. Le ricerche su animali hanno fallito nel rivelare i batteri come causa di ulcere ed hanno ritardato il loro trattamento con antibiotici.

    16. Più della metà dei 198 nuovi farmaci rilasciati tra il 1976 ed il 1985 furono o ritirati o riclassificati in seguito a gravi ed imprevisti effetti collaterali. [16] Questi effetti collaterali, tra gli altri, includevano complicazioni quali disritmia letale, attacchi cardiaci, insufficienza renale, crisi epilettiche, arresto respiratorio, insufficienza epatica ed ictus.

    17. Il Flosint, un farmaco contro l’artrite, venne testato su topi, scimmie e cani; tutti tollerarono il farmaco molto bene. Invece, negli esseri umani ha provocato dei decessi.

    18. Lo Zelmid, un antidepressivo, fu testato su topi e cani senza incidenti ma causò gravi problemi neurologici negli esseri umani.

    19. Il Nomifensine, un altro antidepressivo, fu associato ad insufficienza epatica e renale, anemia e decessi negli esseri umani. Eppure i test sugli animali avevano indicato che il farmaco si potesse usare senza alcun effetto collaterale.

    20. L’Amrinone, un farmaco usato contro l’insufficienza cardiaca, fu testato su numerosi animali e rilasciato senza alcun problema. Negli esseri umani però sviluppò la trombocitopenia, cioè la mancanza di cellule ematiche necessarie per la coagulazione del sangue.

    21. Il Fialuridine, un farmaco antivirale, causò danni al fegato in 7 pazienti su 15. Cinque di loro morirono e due dovettero ricorrere ad un trapianto di fegato. [17] Eppure il farmaco aveva funzionato bene sulle marmotte [18][19]

    22. Il Clioquinol, un farmaco antidiarroico, ebbe risultati positivi nei test effettuati su topi, gatti, cani e conigli. Nel 1982 però dovette essere ritirato in tutto il mondo perché responsabile di cecità e paralisi negli esseri umani.

    23. L’Eraldin, un farmaco contro le malattie cardiache, causò morte e cecità negli esseri umani nonostante non avesse provocato alcun effetto indesiderato negli animali. Quando immesso sul mercato, i ricercatori affermarono che si fosse distinto per la completezza degli studi di tossicità effettuati su animali. Successivamente i ricercatori non furono in grado di riprodurre questi risultati su animali. [20]

    24. L’Opren, un farmaco contro l’artrite, uccise ben 61 persone. Sono stati inoltre documentati più di 3.500 casi di reazioni gravi ad esso. L’Opren era stato testato su scimmie ed altri animali senza causare problemi.

    25. Lo Zomax, un’altra medicina contro l’artrite, fu responsabile della morte di 14 persone e causa di sofferenze per molte altre.

    26. Le dosi dell’Isoprotenerol, un farmaco usato nel trattamento dell’asma, furono calcolate utilizzando animali. Sfortunatamente si è dimostrato essere troppo tossico negli esseri umani. 3.500 persone sofferenti d’asma morirono nella sola Gran Bretagna a causa di sovradosaggio. E’ ancora difficile riprodurre questi risultati negli animali. [21][22][23][24][25][26]

    27. Il Methysergide, un farmaco usato nel trattamento del mal di testa, ha portato a fibrosi retroperitoneale, o gravi cicatrci del cuore, dei reni e dei vasi sanguigni nell’addome. [27] I ricercatori non sono stati in grado di riprodurre questi effetti negli animali. [28]

    28. Il Suprofen, una medicina contro l’artrite, fu ritirata dal mercato quando i pazienti cominciarono a soffrire di tossicità renale. Prima del suo rilascio, i ricercatori dissero questo al riguardo: “Eccellente profilo di sicurezza. Nessun effetto a livello cardiaco, renale o del sistema nervoso centrale in nessuna specie.” [29][30]

    29. Il Surgam, un altro farmaco contro l’artrite, fu studiato per avere un fattore di protezione dello stomaco che prevenisse ulcere nello stomaco, un effetto collaterale comune a parecchi farmaci contro l’artrite. Nonostante risultati promettenti nei test su animali provocò ulcere in pazienti umani. [31][32]

    30.Il Selacryn, un diuretico, fu ampiamente sperimentato sugli animali ma dovette essere ritirato dal mercato nel 1979 dopo che 24 persone morirono a causa di un’insufficienza epatica indotto dal farmaco. [33][34]

    31. Il Perhexiline, un farmaco per il cuore, fu ritirato dal mercato quando si scoprì che produceva un’insufficienza epatica che non si era riscontrata nei test su animali. Anche dopo che fu individuato quel particolare tipo di insufficienza epatica, non la si poté riprodurre negli animali. [35]

    32. Il Domperidone, progettato per curare nausea e vomito, produceva nell’uomo un battito cardiaco irregolare e dovette essere ritirato dal mercato. I ricercatori non furono in grado di riprodurre questo effetto nei cani nemmeno con un dosaggio di 70 volte superiore rispetto la dose normale. [36][37]

    33. Il Mitoxantrone, una cura contro il cancro, produceva scompenso cardiaco negli esseri umani. Fu ampiamente testato su cani senza che si riscontrasse questo effetto. [38][39]

    34. Il Carbenoxalone sarebbe dovuto servire nella prevenzione delle ulcere gastriche ma nei pazienti causava ritenzione idrica al punto da provocare scompenso cardiaco. Dopo che i vivisettori scoprirono ciò che causava negli esseri umani lo testarono su topi, ratti, scimmie e conigli ma non riuscirono mai a riprodurre questo effetto su di essi. [40][41]

    35. Il Clindamycin, un antibiotico, causa una condizione nell’intestino detta colite pseudomembranosa. Eppure fu testato per un anno intero ogni giorno su cani e topi; non solo, essi furono anche in grado di tollerare dosi dieci volte maggiori di quelle tollerate dagli esseri umani. [42][43][44]

    36. Gli esperimenti su animali non suffragarono mai l’efficacia di farmaci simili al valium durante il loro sviluppo od in seguito. [45][46]

    37. Le compagnie farmaceutiche Pharmacia ed Upjohn interruppero i test clinici sulle loro compresse Linomide (roquinimex) per il trattamento della sclerosi multipla dopo che diversi pazienti soffrirono di attacchi cardiaci. Su 1.200 pazienti, 8 soffrirono di attacchi cardiaci legati alla somministrazione del farmaco. Gli esperimenti su animali non avevano in alcun modo previsto questo.

    38. Il Cylert (pemoline), un farmaco usato nel trattamento delle malattie da carenza di attenzione e iperattività, causò insufficienza epatica in 13 bambini. Di essi, undici o morirono o necessitarono di un trapianto di fegato.

    39. L’Eldepryl (selegiline), un farmaco usato nel trattamento del morbo di Parkinson si scoprì essere causa di pressione sanguigna molto alta. Quest’effetto collaterale non fu riscontrato negli animali.

    40. La combinazione di due farmaci utilizzati nelle diete dimagranti, fenfluramine e dexfenfluramine, si scoprì essere legata ad anomalie delle valvole cardiache e ritirata dal mercato nonostante studi compiuti su animali non mostrarono mai alcuna anomalia cardiaca. [47]

    41. Il farmaco contro il diabete “troglitazone”, meglio conosciuto come Rezulin, fu testato su animali senza causare problemi significativi ma causò danni al fegato negli esseri umani. I produttori ammisero che almeno un paziente era deceduto ed un altro dovette essere sottoposto a trapianto del fegato come risultato della somministrazione del farmaco. [48]

    42. La digitale è stata usata per secoli per curare malattie cardiache. Eppure, gli esperimenti su farmaci derivati dalla digitale furono ritardati perché essa causava pressione alta negli animali. Fortunatamente le prove sugli esseri umani ebbero la meglio e come risultato, il digoxin, una sostanza analoga alla digitale ha salvato innumerevoli vite. Molte più persone sarebbero potute sopravvivere se i test sugli animali fossero stati ignorati e la digitale fosse stata rilasciata prima. [49][50][51][52]

    43. L’FK 506, ora chiamato Tacrolimus, è un agente anti-rigetto il cui uso fu quasi completamente abbandonato prima di effettuare analisi cliniche, a causa di grave tossicità negli animali. [53][54] Studi sugli animali suggerirono che la combinazione di FK 506 con cyclosporin si sarebbe potuta rivelare più efficace. [55] In realtà negli esseri umani si è rivelato essere esattamente l’opposto. [56]

    44. Esperimenti su animali suggerirono che l’uso dei corticosteroidi sarebbe stato di aiuto nel caso di shock settico, una grave infezione batterica del sangue. [57][58] Gli esseri umani invece reagirono in modo differente. Questo trattamento aumentò i decessi causati da shock settico. [59]

    45. Nonostante l’inefficacia della penicillina nei conigli, Alexander Fleming usò l’antibiotico su di un paziente molto grave dal momento che non aveva altro con cui provare. Per fortuna i primi test Fleming non li fece su cavie o criceti perché la penicillina li uccide. Howard Florey, il premio Nobel a cui si co-attribuisce la scoperta della penicillina disse: “Cohe fortuna che non avessimo questi esperimenti su animali, negli anni ’40 perché altrimenti la penicillina non avrebbe mai ottenuto una licenza e, probabilmente, l’intera gamma degli antibiotici non sarebbe mai stata realizzata.”

    46. Il rilascio del Fluoride, un farmaco che previene la carie, fu posticipato perché causava cancro nei topi. [60][61][62]

    47. I due farmaci notoriamente pericolosi, il thalidomide ed il DES furono testati su animali e rilasciati per essere usati su esseri umani. Il risultato fu la sofferenza e la morte di migliaia di persone.

    48. Esperimenti effettuati su animali trassero in inganno i ricercatori sulla rapidità con cui l’HIV si replica. A causa di queste false informazioni, i pazienti non ricevettero terapie immediate e le loro vite vennero accorciate.

    49. Ricerche condotte su animali ritardarono lo sviluppo del vaccino anti-polio, secondo il dottor Albert Sabin, il suo inventore. I primi vaccini contro la rabbia e la polio funzionarono bene sugli animali ma storpiarono o uccisero i pazienti a cui furono somministrati.

    50. I ricercatori che lavoravano con animali si sono ammalati o sono deceduti a causa dell’esposizione a malattie che, anche se innocue per gli animali ospiti (come l’epatite B), sono potenzialmente o effettivamente mortali per gli uomini.

    trad. della pagina: “Fifty Disasters of Animal Testing”, a cura di Monica Gallina, tratto da http://www.novivisezione.org

    Riferimenti
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    [60]The Causes of Cancer, 1981, Oxford Press.
    [61]J. NIH. Res., 1991, vol.3, p46.
    [62]Nature, 1991, Feb 28, p732.

    http://www.unhappyanimal.org/diritti_animali_violati/vivisezione.html

  • vic

    Mi piace osservare, ed ho constatato che esistono molti/e animalisti/e cui degli esseri umani non ne importa piu’ di quel tanto. Ho visto gente nutrire animali e disprezzare gli esseri umani. Tutto li’.

    Allora la prendiamo una posizione sul fenomeno delle abductions si’ o no?
    Dovrebbe starvi a cuore, visto che e’ correlato con quello delle mutilazioni animali.

    A me ristretto di vedute puo’ darlo solo un cretino o una cretina. Ovvio che abbia le mie di vedute, ma non sono affatto ristrette, tenendo conto della larghezza di vedute media.

    Guarda non ho proprio niente contro il volontariato, anzi. Non sono per niente per il maltrattamento degli animali, se vedo una mosca che svolazza in casa di solito cerco di farla uscire dalla finestra cosi’ dovra’ vedersela con qualche rondine. Mi affascina il mondo delle api e delle formiche, i grilli quando cantano in coro e le lucciole che non si bruciano mai il culetto malgrado la lampadina accesa. Il piu’ entusiasmante pero’ e’ stato un pappagallo che parlava come una persona, come un bambino va’.

    Chi deve occuparsi degli animali + persone tagliuzzate contro la loro volonta’? I governi guardano altrove, gli animalisti sono troppo indaffarati, i giornalisti figuriamoci, sono troppo presi dal gossip della settimana.

    Ho capito, all’Italia van bene tipi “scientifici” come Paolo Attivissimo, quello si’ di larghe vedute! Che pena.

  • vic

    Ehy, non difendo affatto gli esperimenti sugli animali ad ogni costo.
    D’altronde lo sappiamo bene che la vera cavia e’ l’uomo. Da parte dell’uomo, ma non solo.
    Non saprei dire se sia possibile abolire in toto gli esperimenti su animali. Smettiamo di giocherellare con la genetica della drosofila? Basta usare il maiale come modello per la pelle umana? Poi pero’ non ci dispiace un piatto di affettato misto? Probabilmente alcuni animali si sono imposti come “modelli” da studiare perche’ erano quelli che davano i migliori risultati. Il gatto ad esempio e’ l’animale standard per lo studio della fisiologia dell’udito. Come mai sia cosi’, sarebbe da chiederlo agli addetti. In realta’ le vere cavie per il cosiddetto impianto cocleare sono stati dei bambini sordi totali. Oggi la tendenza generale e’ di passare molto velocemente alle prove sugli umani.

    Prendiamo la famosa campagna di vaccinazione contro il virus H1N1. L’industria ha prodotto a grandissima velocita’ vaccini nuovi in grande quantita’, alcuni con modalita’ di produzione nuove. Le vere cavie sono state umane. Infatti in Finlandia stanno correndo ai ripari perche’ stanno constatando troppi effetti collaterali molto gravi in bambini piccoli vaccinati col Pandemrix. C’e da scommettere che l’indutria segua da vicino la situazione finlandese. Senza dirglielo, hanno usato i loro bambini come cavie. E’ un fatto evidente, chiaro e lampante dalle modalita’ di contratto fra industria e governi che sollecitavano (dopo essere stati sollecitati dall’OMS, a sua volta sollecitata dall’industria).

    C’e’ anche da chiedersi se sia poi necessario produrli certi prodotti che richiedono esperimenti su animali “per protocollo”, onde farli ammettere sul mercato. Penso alle innumerevoli creme in circolazioone. Non sono un po’ troppe? Perfino le medicine in circolazione, non sono un po’ troppe?

    Alla fine la decisione dovrebbe competere a chi e’ del mestiere. Dovrebbe avere il buon senso per non maltrattare inutilmente ne’ animali ne’ esseri umani. Il vero problema e’ l’industrializzazione spinta. Quell’ossessione di rendere commerciabile anche sotanze che non dovrebbero esserlo, per esempio il dolcificante Aspartame.

    E’ anche inutile fare gli illusi. La medicina e’ una scienza per modo di dire. Avanza per tentativi e continui fallimenti. Si prova qualunque cosa e qualunque modalita’. Poi si osserva, si prende nota, si modifica un pelino e via daccapo. Quando venne scoperta la radioattivita’ i primi a buttarsi a pesce sulla nuova scoperta furono dei medici, i quali “scoprirono” i benefici, per chi soffriva di dolori articolari, di stare seduti per ore in caverne radioattive. Con gli anni la medicina cambio’ opinione sull’utilita’ delle sedute radioattive. Invece di mandarci nella caverna oggi ci sparano addosso elettroni, o perfino protoni, per il nostro bene, dicono loro. Infatti eradicano talvolta in questo modo un cancro vistoso, senza preoccuparsi piu’ di quel tanto che dopo una decina d’anni sorgera’ magari un altro cancro ancor piu’ maligno, proprio a causa della “cura”.
    Oh certo, si tratta di soppesare benefici ed inconvenienti. Fatto sta che un beneficio decisivo mai menzionato e’ quello di far funzionare il business della sanita’.

    Anche dietro agli esperimenti animali c’e’ quello: il business, i protocolli da rispettare, i profitti da incrementare, le fette di mercato da conquistare.
    Insomma e’ una battaglia da combattere sulle due ali, mi pare:ridurre gli esperimenti inutili, ma ridurre anche i prodotti inutili.

    Alla fine conviene non dimenticarsi mai che l’essere umano fa da cavia, ora piu’ che mai, in innumerevoli circostanze, alcune misteriosamente indicibili.

    Spero vivamente che il tanto dibattere sugli esperimenti animali non sia un escamotage politicamente corretto per deviare l’attenzione da esperimenti ancor piu’ gravi, quelli fatti su di noi.

  • Freeanimals

    Non ti seguo! Continuo a sentire sapore di superficialità, nelle tue parole. Passi dal culetto luminoso delle lucciole alle mutilazioni animali, ma ti sfugge il concetto fondamentale e cioè che non solo gli animali sono le vittime (storiche) più vittime in assoluto, ma che non si potrà mai avere giustizia fra gli uomini fintanto che non verrà fatta giustizia agli animali.
    Questo è basilare.
    Se poi nella tua vita hai incontrato animalisti che amano gli animali, ma odiano gli uomini, forse non ti sei accorto di avere incontrato persone sensibili rese ciniche dal comportamento degli uomini stessi, ovvero persone che avrebbero voluto amare indistintamente tutti, uomini e bestie, ma si sono accorte che non è possibile amare gli assassini, come non è possibile amare i nazifascisti, i pedofili o i serial killers.
    Se l’umanità meritasse amore, il mio amore, sarei lieto di accordarglielo, ma non mi riesce, proprio no, di amare gente che tortura e uccide e mangia i miei fratelli animali.
    Tu, a questo punto della mia “confessione”, continua pure a confonderti le idee e ad accusare gli animalisti di indifferenza verso gli uomini torturati.
    Sai che grande guadagno ne ricavi, ad accusare gli animalisti!
    Proprio un bel guadagno!
    E riguardo alle mutilazioni animali e alle adduzioni, o rapimenti alieni che dir si voglia, per me c’è sempre, dietro, lo zampino dei militari. E’ la cosa più probabile. E oltretutto, quei furbastri, lasciano credere che siano responsabili gli alieni.
    Loro non c’entrano mai!
    Si può “amare” gente così?
    E infine, non ho capito l’uscita con Paolo Attivissimo: io che c’entro?
    Non starai mica sollevando il classico polverone?

  • Freeanimals

    Condivisibile in toto, il tuo intervento.
    Nulla da obiettare, ma ricorda che la vivisezione si fa per motivi legali e non scientifici, ovvero per fornire l’alibi alle aziende che sperimentano sugli animali, nel momento in cui dovessero venire trascinate in tribunale, per rispondere di disastro farmacologico.
    Si sceglie una specie piuttosto che un’altra, più per comodità, che non perché sia compatibile con l’essere umano. Nessuna specie lo è, al limite, dato che non siamo compatibili neanche tra noi esseri umani. Si fa grande uso di roditori perché sono prolifici e costano poco: nulla di scientifico in questo.
    Infine, sta tranquillo che chi condanna la vivisezione sulle bestie, condanna anche quella sugli uomini. Non c’è alcun rischio che gli uomini vengano dimenticati. Figurati!