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ESISTE UN COMPLOTTO INTERNAZIONALE CHE HA L’OBIETTIVO DI CANCELLARE IL MIO PAESE

DI MIKIS THEODORAKIS

Esiste un complotto internazionale che ha l’obiettivo di cancellare il mio paese. E’ iniziato nel 1975 opponendosi alla civiltà neo-greca, è continuato con la distorsione sistematica della nostra storia contemporanea e della nostra identità culturale e adesso sta cercando di cancellarci anche materialmente con la mancanza di lavoro, la fame e la miseria.
Se il popolo greco non prende la situazione in mano per ostacolarlo, il pericolo della sparizione della Grecia è reale. Io lo colloco entro i prossimi 10 anni.

Di noi, resterà solo la memoria della nostra civiltà e delle nostre battaglie per la libertà.

Fino al 2009 il problema economico non era grave. Le grandi ferite della nostra economia erano la spesa esagerata per la difesa del paese e la corruzione di una parte dei politici e dei giornalisti. Per queste due ferite, però, erano corresponsabili anche dei paesi stranieri. Come la Germania, la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti che guadagnavano miliardi di euro da noi con la vendita annuale di materiale bellico. Questa emorragia continua ci metteva in ginocchio e non ci permetteva di crescere mentre offriva grandi ricchezze ai paesi stranieri. Lo stesso succedeva con il problema della corruzione. La società tedesca Siemens manteneva un dipartimento che si occupava della corruzione dei nostri politici, per poter piazzare meglio i suoi prodotti nel mercato greco. Di conseguenza, il popolo greco è stato vittima di questo duetto di ladri, Greci e Tedeschi, che si arricchivano sulle sue spalle.

È evidente che queste due ferite potevano essere evitate se i due partiti al potere (filo americani) non avessero raccolto tra le loro fila elementi corrotti, i quali, per coprire l’emorragia di ricchezze (prodotte dal lavoro del popolo greco) verso le casse di paesi stranieri, hanno sottoscritto prestiti esagerati, con il risultato che il debito pubblico è aumentato fino a 300 miliardi di euro, cioè il 130% del Pil.

Con questo sistema, le forze straniere di cui ho detto sopra, guadagnavano il doppio. Dalla vendita di armi e dei loro prodotti, prima; dai tassi d’interesse dei capitali prestati ai vari governi (e non al popolo), dopo. Perché come abbiamo visto, il popolo è la vittima principale in ambedue i casi. Un esempio solo vi convincerà. I tassi d’interesse di un prestito di 1 miliardo di dollari che contrasse Andreas Papandreou nel 1986 dalla Francia, sono diventati 54 miliardi di euro e sono stati finalmente saldati nel…2010!
Il Sig. Juncker ha dichiarato un anno fa, che aveva notato questa grande emorragia di denaro dalla Grecia a causa di spese enormi (ed obbligatorie) per l’acquisto di vari armamenti dalla Germania e dalla Francia. Aveva capito che i nostri venditori ci portavano direttamente ad una catastrofe sicura ma ha confessato pubblicamente che non ha reagito minimamente, per non colpire gli interessi dei suoi paesi amici!

Nel 2008 c’è stata la grande crisi economica in Europa. Era normale che ne risentisse anche l’economia greca. Il livello di vita, abbastanza alto (eravamo tra i 30 paesi più ricchi del mondo), rimase invariato. C’è stata, però, la crescita del debito pubblico. Ma il debito pubblico non porta obbligatoriamente alla crisi economica. I debiti dei grandi paesi come gli USA e la Germania, si contano in tris miliardi di euro. Il problema era la crescita economica e la produzione. Per questo motivo furono contratti prestiti dalle grandi banche con tasso fino al 5%. In questa esatta posizione ci trovavamo nel 2009, fino a quando in novembre è diventato primo ministro Georges Papandreou. Per farvi capire cosa ne pensa oggi il popolo greco della sua politica catastrofica, bastano questi due numeri: alle elezioni del 2009 il partito socialista ha preso il 44% dei voti. Oggi le proiezioni lo portano al 6%.

Papandreou avrebbe potuto affrontare la crisi economica (che rispecchiava quella europea) con prestiti dalle banche straniere con il tasso abituale, cioè sotto il 5%. Se avesse fatto questo, non ci sarebbe stato alcun problema per il nostro paese. Anzi, sarebbe successo l’incontrario perché eravamo in una fase di crescita economica.
Papandreou, però, aveva iniziato il suo complotto contro il proprio popolo dall’estate del 2009, quando si è incontrato segretamente con il Sig. Strauss Kahn per portare la Grecia sotto l’ombrello del FMI (Fondo Monetario Internazionale). La notizia di questo incontro è stata resa pubblica direttamente dal Presidente del FMI.

Per passare sotto il controllo del FMI, bisognava stravolgere la situazione economica reale del nostro paese e permettere l’innalzamento dei tassi d’interesse sui prestiti. Questa operazione meschina è iniziata con l’aumento “falso” del debito interno, dal 9,2% al 15%. Per questa operazione criminale, il Pm Peponis, ha chiesto 20 giorni fa, il rinvio a giudizio per Papandreou e Papakostantinou (Ministro dell’economia). Ha seguito la campagna sistematica in Europa di Papandreou e del Ministro dell’economia che è durata 5 mesi, per convincere gli europei che la Grecia è un Titanic pronto per andare a fondo, che i greci sono corrotti, pigri e di conseguenza incapaci di affrontare i problemi del paese. Dopo ogni loro dichiarazione, i tassi d’interesse salivano, al punto di non poter ottenere alcun prestito e di conseguenza il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea hanno preso la forma dei nostri salvatori, mentre nella realtà era l’inizio della nostra morte.

Nel Maggio del 2010 è stato firmato da un solo Ministro il famoso primo accordo di salvataggio. Il diritto greco, in questi casi, esige, per un accordo così importante, il voto favorevole di almeno tre quinti del parlamento. Quel primo accordo è dunque illegale. La troika che oggi governa in Grecia, agisce in modo completamente illegale. Non solo per il diritto greco ma anche per quello europeo.

Dal quel momento fino ad oggi, se i gradini che portano alla nostra morte sono venti, siamo già scesi più della metà. Immaginate che con questo secondo accordo, per la nostra “salvezza”, offriamo a questi signori la nostra integrità nazionale e i nostri beni pubblici. Cioè Porti, Aeroporti, Autostrade, Elettricità, Acqua, ricchezze minerali ecc. ecc. ecc. i nostri, inoltre, monumenti nazionali come l’Acropolis, Delfi, Olympia, Epidauro ecc. ecc. ecc.; perché con questi accordi abbiamo rinunciato ad eventuali ricorsi.

La produzione si è fermata, la disoccupazione è salita al 20%, hanno chiuso 80.000 negozi, migliaia di piccole fabbriche e centinaia di industrie. In totale hanno chiuso 432.000 imprese. Decine di migliaia di giovani laureati lasciano il paese che ogni giorno si immerge in un buio medioevale. Migliaia di cittadini ex benestanti, cercano nei cassonetti della spazzatura e dormono per strada. Intanto si dice che siamo vivi grazie alla generosità dei nostri “salvatori”, dell’Europa, delle banche e del Fondo Monetario Internazionale. In realtà, ogni pacchetto di decine di miliardi di aiuti destinato alla Grecia torna per intero indietro sotto forma di nuovi incredibili tassi d’interesse.

E siccome c’è bisogno di continuare a far funzionale lo stato, gli ospedali, le scuole ecc., la troika carica di extra tasse (assolutamente nuove) gli strati più deboli della società e li porta direttamente alla fame. Un’analoga situazione di fame generalizzata l’avemmo all’inizio dell’occupazione nazista nel 1941, con 300.000 morti in 6 mesi. Adesso rivediamo la stessa situazione. Se si pensa che l’occupazione nazista ci è costata 1 milione di morti e la distruzione totale del nostro paese, com’è possibile per noi greci accettare le minacce della sig.ra Merkel e l’intenzione dei tedeschi di installare un nuovo gaulaighter… e questa volta con la cravatta…

E per dimostrare quant’è ricca la Grecia e quanto lavoratori sono i greci, che sono coscienti del Obbligo di Libertà e dell’amore verso la propria patria, c’è l’esempio di come si reagì all’occupazione nazista dal 1941 all’Ottobre del 1944. Quando le SS e la fame uccidevano 1 milione di persone e la Vermacht distruggeva sistematicamente il paese, derubando la produzione agricola e l’oro dalle banche greche, i greci hanno fondato il movimento di solidarietà nazionale che ha sfamato la popolazione ed hanno creato un esercito di 100.000 partigiani che ha costretto i tedeschi ad essere presenti in modo continuo con 200.000 soldati. Contemporaneamente, i greci, grazie al proprio lavoro, sono riusciti non solo a sopravvivere ma a sviluppare, sotto condizioni di occupazione, l’arte neo greca, soprattutto la letteratura e la musica.

La Grecia scelse la via del sacrificio per la libertà e la sopravvivenza. Anche allora ci colpirono senza ragione e noi rispondemmo  con la Solidarietà e la Resistenza, e siamo riusciti a vincere. La stessa cosa che dobbiamo fare anche adesso con la certezza che il vincitore finale sarà il popolo greco. Questo messaggio mando alla Sig.ra Merkel ed al Sig. Schäuble, dichiarando che rimango sempre amico del Popolo Tedesco ed ammiratore del suo grande contributo alla Scienza, la Filosofia, l’Arte e soprattutto alla Musica! E forse, la miglior dimostrazione di questo è che tutto il mio lavoro musicale a livello mondiale, l’ho affidato a 2 grandi editori tedeschi “Schott” e “Breitkopf” con cui ho un’ottima collaborazione.

Minacciano di mandarci via dall’Europa. Ma se l’Europa non ci vuole 1 volta, noi, questa Europa di Merkel e Sarkozy, non la vogliamo 10 volte.

Oggi è domenica 12 Febbraio. Mi sto preparando per prendere parte con Manolis Glezos, l’eroe che ha tirato giù la svastica dall’Acropolis, dando così il segnale per l’inizio non solo della resistenza greca ma di quella europea contro Hitler. Le strade e le nostre piazze si riempiranno di centinaia di migliaia di cittadini che esprimeranno la propria rabbia contro il governo e la troika. Ho sentito ieri il nostro Primo ministro – banchiere, rivolgendosi al popolo greco, dire che “siamo arrivati all’ora zero”. Chi, però, ci ha portati all’ora ZERO in due anni? Le stesse persone che invece di trovarsi in prigione, ricattano i parlamentari per firmare il nuovo accordo, peggio del primo, che sarà applicato dalle stesse persone con gli stessi metodi che ci hanno portato all’ora ZERO! Perché? Perché questo ordina l’FMI e l’Eurogroup, ricattandoci che se non obbediremo ci sarà il fallimento…

Stiamo assistendo al teatro della paranoia. Tutti questi signori, che in sostanza ci odiano (greci e stranieri) e che sono gli unici responsabili della situazione drammatica alla quale hanno portato il paese, minacciano, ricattano, ordinano con l’unico scopo di continuare la loro opera distruttiva, cioè di portarci sotto l’ora ZERO, fino alla nostra sparizione definitiva.

Siamo sopravvissuti nei secoli, in condizioni molto difficili ed è certo che se ci porteranno con la forza, con la violenza, al penultimo gradino prima della nostra morte, i Greci, non solo sopravvivranno ma rinasceranno. In questo momento presto tutte le mie forze all’unione dinamica del popolo greco. Sto cercando di convincerlo che la Troika e l’FMI non sono una strada senso unico. Che esistono anche altre soluzioni. Guardare anche verso la Russia per una collaborazione economica, per lo sfruttamento delle nostre ricchezze minerarie, con condizioni diverse, a favore dei nostri interessi.

Per quanto riguarda l’Europa, propongo di interrompere l’acquisto di armamenti dalla Germania e dalla Francia. E dobbiamo fare tutto il possibile per prendere i nostri soldi, che la Germania ancora non ha saldato dal periodo della guerra. Tale somma ad oggi è quasi 500 miliardi di euro!!!

L’unica forza che può realizzare questi cambiamenti rivoluzionari è il popolo greco, unito in un enorme Fronte di Resistenza e Solidarietà, per mandare via la troika (FMI e Banche) dal paese. Nel frattempo devono essere considerati nulli tutti gli accordi illegali (prestiti, tassi d’interesse, tasse, svendita del paese ecc.). naturalmente, i loro collaboratori greci, che sono già condannati nella coscienza popolare come traditori, devono essere puniti.

Per l’Unione di tutto il Popolo stò dedicando tutte le mie energie e credo che alla fine ce la faremo. Ho fatto la guerra con le armi in mano contro l’occupazione nazista. Ho conosciuto i sotterranei della Gestapo. Sono stato condannato a morte dai Tedeschi e sono vivo per miracolo. Nel 1967 ho fondato il PAM, la prima organizzazione di resistenza contro i colonnelli. Ho agito nell’illegalità contro la dittatura. Sono stato arrestato ed imprigionato nel “mattatoio” della dittatura. Alla fine sono sopravvissuto e sono ancora qui.

Oggi ho 87 anni ed è molto probabile che non riuscirò a vedere la salvezza della mia amata patria. Ma morirò con la mia coscienza tranquilla, perché continuo a fare le mie battaglie per gli ideali della Libertà e del Diritto fino alla fine.

Mikis Theodorakis*
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/7756-lettera-aperta-di-mikis-theodorakis.html
19.02.2012

*

Mikis Theodorakis è un compositore greco, famoso anche per il suo impegno nella vita politica del suo paese.

Durante la dittatura militare dei colonnelli (1967-1974) viene imprigionato e torturato, mentre la sua musica viene proibita. Scrive in quel periodo, canzoni tratte da poesie del patriota greco Alexandros Panagulis.

Punto di riferimento per l’opinione pubblica di sinistra, al ritorno della democrazia in Grecia, quando il governo socialista guidato da Andreas Papandreou si trova al centro di alcuni scandali di corruzione, Theodorakis per qualche tempo si schiera con il centro-destra, riconciliandosi con la sinistra soltanto dopo l’uscita di scena di Papandreu (Wikipedia).

Lettera scritta il 12 febbraio, poco prima che anche lui subisse la reazione da parte delle forze di polizia schierate in difesa di un parlamento pronto a varare norme penalizzanti per l’economia greca e per i cittadini, specie per le fasce più deboli.

Pubblicato da Davide

  • Stopgun

    Perfetta analisi economica!

    Alla faccia delle metodologie della London School of Economics, frequentata da Sir Mick Jagger.

  • Allarmerosso

    E’ inutile girarci intorno FMI BCE e tutta la cricca tedesca ed ango americana della grande finanza deve andare a fanculo.
    Stanno distruggendo il mondo e le giovani generazioni oltre ad affamare anche chi dopo 4050 anni di sacrifici si meriterebbe qualche anno di pace e di vita dignitosa. E resto del parere che l’unico modo per scrollarsi di dosso questi virus sia la consapevolezza che molta gente non ha ; a causa della propaganda mediatica e ovviamente dell’ignoranza dilagante che ha reso le menti poco capaci di pensare con la propria testa.

  • RicBo

    traduzione pessima ma QUANTA UMANITA’ in questo grido di dolore, QUANTA DIGNITA’ e quanta consapevolezza.
    75 anni fa decine di migliaia di uomini e donne di tutto il mondo vennero in Spagna per difendere un ideale di libertà che andava sotto il nome di Repubblica e molti morirono per esso. impensabile una solidarietà del genere ora. cosa diavolo è successo all’europa in 3 generazioni? perchè nessuno manifesta per la Grecia come manifestò contro la guerra in Iraq?
    ma ve l’immaginate voi un’Europa senza la Grecia?
    dico a voi, teorici del crollo della UE e del ritorno agli stati sovrani, vi rendete conto di essere manipolati dagli stessi poteri che dite di voler abbattere?

  • house

    Cioè una perfetta analisi economica sarebbe “papandreou va da DSK e gli assicura il controllo del FMI”?? Hai una vaga idea di cosa sia l’economia?? Non la insegnano soltanto alla London School sai..

  • Tao

    «Questa o quella per me pari sono» canta il Duca nel primo atto del Rigoletto. E l’aria verdiana sa di contemporaneità per noi che sentiamo di essere passati dalla padella alla brace. Quelli di prima sparavano panzane. Quelli venuti dopo pronunciano scemenze. Faccio una premessa. Non mi scandalizza il fatto che un genitore si dia da fare per sistemare al meglio un figlio. In Italia è sempre stato così, è tal quale e lo sarà. Chi fu a dire che l’italiano ha per bandiera un drappo su cui campeggia il motto «Tengo famiglia»? E siccome il familismo è peculio dell’itala gente, sfido chiunque in buona fede a dire che, avendone le possibilità, rifiuterebbe l’aiutino alla carne della sua carne.

    Delle scempiaggini pronunciate dai ministeri il grave ed il greve, marchi di una cialtroneria in tweed  e grisaglia, corroborano la doppiezza dei ciancieri, i quali vorrebbero dare ad intendere che la realtà, diversamente da quella che è, sia un’altra. Così, il Monti se la prende col posto fisso ma s’è fatto fissare al suo erudito tergo, e la razza sua gli ha preso l’esempio, un seggiolone inchiavardato che nessuna crisi sbullonerà mai. La Fornero gli fa il verso e pappagallescamente (si chiama psittacismo, il fenomeno) imita il capo e sforna la sua filosofia, maturata in aule di università e in direzioni di banche, dove il sudore umano e le fatiche della vita sono merce da comprare a vil prezzo e vendere a costi elevati, con enormi ricavi per il venditore e nessun guadagno per il produttore. Nell’intanto, la «figliola di mamma mia», assicurata ad una robusta cintura di salvataggio che nessun naufragio sfilerà, prende a boccacce e sberleffi il tumultuoso mare della moderna precarietà. La Cancellieri bacchetta i figli di mamma, placida e tranquilla che il suo «figlio di papà» avrà un futuro a prova di ogni cataclisma. E di ogni spread. Quel Martone lì, figlio di papà e per tale graziato dalla sfiga, deride tutti gli sfigati i quali, essendo figli di nessuno, finiscono per annaspare in una società in cui la miglior virtù è il peggior vizio.  

    Il vizio peggiore che promana da queste abominevoli satrapie del potere, marce a tal punto, ormai, da non comprendere più la differenza che passa fra la virtù ed il vizio, è il confondere la realtà con la fantasia. E cianciando le idiozie che blaterano, questi sobri e grigi di vestito ma scuri di costumi dimostrano di non aver rispetto nemmeno di se stessi. Pensano davvero quello che affermano (che razza di reazionari e di servi del turbocapitalismo sarebbero se non pensassero quello che dicono?) ma lo credono giusto per gli altri ed ingiusto per sé medesimi. E si contraddicono talmente che gli aulici seppur sconclusionati dicitori, inseguiti dalla giusta rabbia di quanti sono stati ridotti ad essere figli della ruota dalle teorie balzane di lor novelli balanzoni, non trovano di meglio che interpretare e interpretarsi il giorno dopo, smentire e smentirsi, correggere e correggersi. Di qui discende la scarsissima considerazione ch’essi meritano: saranno anche degli illustri professori, saranno pure dei mostri di scienza, ma restano dei Rigoletto, il quale faceva quel che non sapeva e non sapeva quel che faceva.  

    Se la cosa finisse lì, nulla quaestio. Purtroppo, così non è perché i comportamenti bislacchi di questi duchi della finanza creativa e della burocrazia inetta pongono una domanda non da poco: che razza di democrazia stiamo vivendo? O meglio: è ancora democrazia, quella che stiamo vivendo?

    Accanto ai propalatori di autorevoli stupidate i cortigiani fanno barbina mostra di sé. Vil razza dannata e non solo per definizione di Francesco Maria Piave, sono esperti in fughe tattiche e ritirate strategiche. È fuggito Roberto Castelli davanti ad Antonello Pirotto, che gli gridava via etere di non rompergli gli zebedei. È scappato Alfredo Mantovano davanti alle parole staffilanti di Mario Buffa. Fuggono davanti alle verità, che gridano vendetta al cospetto di Dio. Capitan Schettino, fuggito dalla nave dopo aver interpretato il ruolo di capitan Fracassa, li riassume tutti. Ed anche qui, torna la domanda: siamo ancora in democrazia?  

    Non lo siamo se siffatti modelli d’infima umanità, pur indossando il laticlavio e sedendo su alti scranni dove si giocano i destini delle genti, sostenitori e mantenuti di un sistema politico-finanziario che ha fatto dell’illusione e dell’inganno i binari su cui far scorrere il treno della vita,  non riescono a sostenere neanche un dibattito. Ed è la globalizzazione ad aver creato questi mostri, esemplari di un’antropologia che infetta il pianeta.

    Ci promisero mari e monti. Dovevamo sacrificare le sovranità nazionali a vantaggio delle libertà individuali. Dovevamo abbattere le barre di confine per godere maggiore democrazia. Ci ritroviamo ad essere governati da oligarchie apolidi che fanno del privilegio il blasone di nobiltà mentre il diritto delle genti è il vile zerbino sul quale bravi e cacicchi prediligono nettarsi le suole inzaccherate di sangue e di sudore dei popoli.

    A scorrere la stampa internazionale, sopraggiunge davvero la convinzione che tutto il mondo sia paese. Brulicano dappertutto le stesse tipologie umane e tutte in posti di potere, sulle plance di comando di navi visionarie in rotta di collisione con gli scogli della realtà. Sono pitecantropi che abusano dei loro poteri, che giocano con le vite degli uomini, che usano i destini dell’umanità come fiches sul tavolo di quella grande roulétte ch’è diventata la vita. Sono croupiers che credono di tenere saldamente in mano il banco, abili a manovrare il rastrello (dovrei dire rake ma non sono anglofilo) per raccogliere le puntate or sul rosso or sul nero del tavolo verde dell’esistenza. La colpa maggiore loro è quella di credere che il banco vince sempre. Ma pare che ci sia, ormai, chi s’è incapricciato di sbancare il banco.

    Al di là dell’Adriatico, Atene brucia. La Grecia di Lucas Papademos ed Evangelos Venizelos, due dei tanti croupiers di questo mondo stuprato dalla finanza mondialista, si ribella alla mattanza del suo popolo. Venduti al potere delle banche e da esse insediati alla guida di un popolo e di uno Stato sovrano con una manovra che puzza di golpe dei colonnelli, gauleiter di un capitalismo che ha trovato nell’altro quanto mai mediocre duo parigino-berlinese le paraste su cui poggia quella finzione politica che chiamano enfaticamente Europa Unita, quei due satrapi hanno il coraggio di chiedere ancora ad un popolo ricattato, martoriato e piegato di non scegliere tra fare sacrifici e non farli ma «tra i sacrifici e qualcosa di inimmaginabile». E che altro di peggio potrebbe immaginarsi, del tornado che soffia fra l’Olimpo e il mar di Creta? La Grecia, culla della civiltà occidentale, patria della democrazia e madre delle scienze, è stata distrutta. Non ha più un tessuto produttivo. Un terzo del popolo ellenico ha varcato da parecchio la soglia della povertà;  un quinto è senza lavoro; la metà dei giovani è a spasso; i suicidi sono aumentati del 40%. Dicono, Papademos e Venizelos, che la situazione attuale del loro paese è il risultato di scelte politiche degli ultimi decenni. E dov’erano loro due, negli ultimi decenni? Come i psittaci che abbiamo a Roma e ripetono anch’essi gli stessi versi, essi erano lì, ad elemosinare i voti di quei parlamenti inzeppati di corrotti e corruttori che li avrebbero mandati a Maastricht e a Bruxelles, nei templi di una politica insulsa e di una finanza criminale, per poi riceverli, con sospiri di sollievo, dalle caligini limburghesi e fiamminghe come portatori del sole della salvezza delle patrie. Sotto la sferza di questi rigoletti, le patrie sussultano e agonizzano.  

    Ha fatto il giro del mondo la foto dell’euzone dagli occhi lucidi di pianto. Impalato in piazza Syntagma a guardia di quel parlamento corrotto e corruttore, piange alla vista dell’Astynomia che manganella i figli del suo popolo.

    Quegli occhi umidi attestano il sacrificio del dovere di fronte all’immolazione dei diritti. E dicono che ad Atene la democrazia sta morendo. Perché le oligarchie del danaro, progettiste del governo unico del mondo, stanno impiccando le democrazie alle forche delle banche. Mai come ora un pensiero stimolante dovrebbe correre fra menti e cuori di quanti hanno a cuore la sorte e la libertà dei popoli. «Ho sognato che la Grecia potrebbe ancora essere libera/rimanendo sopra la tomba dei Persiani» poetava Byron. E nella Grecia ottocentesca violentata dal Turco il bardo britannico vide calar il sole della sua giovanissima vita dietro i monti di Missolungi. Ma, pare, tempo non è più che si muoia per la libertà dei popoli. Atene brucia, nella solitudine di Leonida. Ma con la speranza di Filippide.

    Dovevamo costruire un’Europa «una». La volevamo fortezza di culture e civiltà. La sognavamo forte di libertà e progresso. Una di territorio, di volontà, di possibilità. Una di giustizia, in cui dal Guadalquivir al Volga i popoli dessero secondo possibilità e prendessero secondo equità. Una, ma col consenso dei popoli. Ci ritroviamo ad essere comandati da plenipotenziari di una banca che chiamano europea, «una» di moneta, che sta strangolando la libertà degli europei a dispetto del loro dissenso. E tempo è venuto, allora, che gli scoppi di Atene, il fuoco che brucia le elleniche cattedrali di Mammona siano botti di buon auspicio e fiamme di grande speranza. Oggi Atene, domani Roma, dopodomani Parigi, dopodomani l’altro Madrid e Lisbona. Fino a Berlino. Per costruire un’Europa nuova.

    Trepidano, le anime tiepide e belle di questa società marcia, corrotta, pusillanime e bacchettona. Tremolano come foglie allo stormir del vento di bufera. Sussultano come all’apparizione di un fantasma. Tremolano e sussultano loro, che per anni hanno tenuto la testa sotto la sabbia come gli struzzi e si sono coperti occhi, bocca e orecchie come le tre scimmiette di Nikko. Le senti brontolare e bofonchiare. Mentre la disperazione arma le mani di folle di disperati, i tremebondi biascicano preghiere e labbreggiano giaculatorie, chiedendo l’aiuto ad un’altezza che supera quelle siderali. E dimenticando il vecchio e saggio adagio popolare che ingiunge di aiutarsi perché Dio aiuti.

    Non ci sarà alcun dio che verrà in soccorso del mondo, strangolato da un capitalismo senza freni. Il mondo è caduto preda di sinedriti di Belzebù, decisi a far la fortuna loro ricattando, torchiando, spremendo, triturando uomini e popoli, identità e culture. Sono cricche senza patria che credono in un solo dio. In nome del Dio Danaro schiacciano l’anima dei popoli. E Atene brucia, miccia sfavillante che può far saltare in aria un’ingannevole Europa, una di banche ed una di dolori.

    Le considerazioni che si odono e si leggono per l’agonia di una nazione lasciano l’amaro in bocca. Certo, ci vuol stomaco a condannare le violenze di piazza e a ritenere salvifici i voti di parlamenti che condannano a morte le democrazie. Un’arte che ben conoscono le menti colluse e  i cuori complici di tutta la melma senz’arte né parte che le società infracidite dalle lepidezze di un progresso senza sviluppo hanno insediato sui troni del potere.

    I popoli sono ad un bivio. O riprendono in mano il loro destino o il loro destino è segnato. Tempo non è più per arzigogoli e fantasticherie. La violenza è un mostro che succhia sangue. Fa tremare le vene ai polsi, toglie il respiro e chiude gli stomaci. Civiltà vuole che una mano salda fermi l’avanzata del Moloch. Ma arriva un momento in cui, di fronte alle mille violenze che le cricche di potere praticano con inusitata insolenza, la civiltà indossi elmo e corazza. Per salvare la democrazia. Per sbancare il banco.

    Vito Errico
    Fonte: http://www.facebook.com
    16.02.2012

  • antiUsrael

    La Germania non esiste dal 1945 ed è sotto giurisdizione degli alleati fino al 2099:
    http://www.youtube.com/watch?v=4d9i2RqAfhM
    Oggi è l’emanazione dei poteri forti mondialisti che la distrussero per esseresi opposta(1933-1945) durante la seconda guerra mondiale.
    Cari greci se pensate realmente che il vostro problema sia la Germania siete idiota o in malafede dato che la Germania non esiste(come dimostra il video al link in alto).
    Se tenete al vostro paese chiamate il vostro problema col vero nome:Goldman Sachs,FMI,signoraggio dei banchieri internazionali usraeliani,pedo-massonica BCE vassalla degli angloamericani.
    Altrimenti, da buoni finti antisistema cari al potere, continuate pure a cianciare di nazzzismo che vi ha occupato un paio di anni durante la guerra quando gli inglesi vi hanno tenuto come una colonia per più di 100 anni prima e dopo la WW2!!
    Ma si sa:il vero bullo che ci opprime non si critica mai…

  • dana74

    se si riconosce l’oppressore poi tocca a impegnarsi per “combatterlo” se si vuole essere coerenti, quindi costa meno fatica stare dalla parte dei potenti come i ricbo di turno fanno e gli antagonisti a libro paga

  • FreiKorp

    Una verità che dovrebbe essere lapalissiana… la storia invece non insegna niente, anzi da essa non si vuole imparare niente, ciò che evidenzia una melma patologica di ignoranza e fobie. La Germania non esiste dal 1945, l’Europa e gli europei altrettanto.

  • Stopgun

    Conosco perfettamente le vicende economiche.

    Sono l’orgoglioso Presidente del Club degli Espulsi dal MBA della Bocconi!

    Sto preparando un articolo sulla gestione operata dalla “Compagnia delle Indie Mediterranee”.

    In pratica ci tengono (noi = Italia, Spagna,Grecia) sotto dominio economico-politico esattamente come hanno sempre fatto con i sistemi imperiali della Compagnia delle Indie.

  • eleo

    Questo è quello che capita in Grecia ..vi ricordate cosa abbiamo fatto nel 1992 … visto che il debito era troppo elevato e non potevamo più permetterci di farlo crescere …

    …certo…abbiamo svalutato la moneta … e … fatto un po’ di “privatizzazioni” (regali ai soliti noti) …
    … a fine agosto del 1992 nell’asta dei Bot 3.300 miliardi di lire di titoli … non trovano un acquirente … il 4 settembre del 1992 all’apertura del mercato dei cambi …la lira crollava a quota 800 contro il marco tedesco … la Banca d’Italia portava il tasso di sconto al 15% e dopo interventi per … 48 miliardi di $ … buttati nel … il 13 settembre il Prof. Amato a reti unificate, in diretta Tv … annunciava la svalutazione della lira …

    …in quegli stessi giorni un … tale … dal nome di George Soros …dall’alto del suo Quantum Fund (legato ovviamente ai Rothschild) … incassava … guadagnando enormi somme dalle sue scommesse contro la lira … preambolo agli utili fatti il 16 settembre del 1992 quando vendette allo scoperto (ribasso) più di 10 miliardi di $ di sterline …costringendo la Gran Bretagna a … svalutare…

    … quindi George Soros ha incassato dalla svalutazione della lira … ed ha guadagnato … con i suoi amici anche dalle privatizzazioni … infatti era ben presente sul Britannia con Mario “Goldman Sachs” Draghi allora Direttore generale del Ministero del Tesoro e …subito dopo, nel 1993 Presidente del Comitato Privatizzazioni.

    Per la verità c’era qualcuno che non era propriamente d’accordo, che non voleva accettare quella situazione, …si chiamava …Sig. Bettino Craxi …ma …il 17 febbraio 1992, l’ingegnere Mario Chiesa, esponente del PSI, già assessore del comune di Milano con l’ambizione alla poltrona di sindaco, venne arrestato in flagrante per aver intascato una tangente da una ditta di pulizie … e poi …il 15 dicembre 1992 Craxi ricevette il primo degli avvisi di garanzia della Procura di Milano. Il Sig. Craxi divenne per tutti …”il ladro!!!”.

    Il Sig. Berlusconi …se la ricorda bene la fine … del Sig. Bettino …

    …ed oggi dice: “confermo in pieno il mio appoggio al Governo Monti. Deve proseguire sulla giusta strada delle riforme intrapresa”.

    Tornando indietro nel tempo …all’epoca, il buon Romano Prodi era … consulente della Goldman Sachs … per la cronaca dal 1990 al 1993 …ma a maggio del 1993 ridiventa Presidente dell’Iri … e via a … privatizzare..

    E visto il buon lavoro fatto per l’Italia …George Soros riceve pure una laurea honoris causa dall’Università di Bologna … sponsorizzata e … presenziata … dal Sig. Prodi … il quale … non pago … presentò anche l’edizione italiana del libro autobiografico di Soros …

    George Soros è membro della Commisione Trilaterale voluta da David Rockefeller … di cui il Sig. Mario Monti è stato Presidente europeo …

    …oggi siamo nel 2012 … non possiamo svalutare la moneta perché … non esiste più la lira … e allora cosa facciamo …
    … svalutiamo il …costo del lavoro e … ri-privatizziamo …e per fare questo … la comunicazione prima di tutto …

    … New York, 10 feb. (TMNews) – Il presidente del Consiglio, Mario Monti, è arrivato alla sede di Bloomberg, il colosso dei media, dove incontrerà un gruppo di investitori e di esponenti finanziari americani, tra cui il miliardario Geroge Soros. L’incontro dovrebbe durare circa un paio d’ore, dopodiché il presidente del Consiglio si recherà a Wall Street.

    … già …Monti … Soros … forse si …conoscevano … Soros … quello che ha rubato il 30% della ricchezza degli italiani (facendo svalutare la lira ) …

    …e su tutti i media italiani …il nostro salvatore …
    “Penso di averli convinti, penso di sì anche se loro non lo dicono seduta stante”.

    … Monti incontra Soros … e tutti a tesserne le lodi …come cambiano velocemente i tempi … guardate un pochino cosa scriveva in prima pagina il giornale “Il Sole 24 Ore” il 27 febbraio 2010 ?

    …alcuni grandi Hedge fund americani tra cui quello di Soros si sono incontrati l’8 febbraio a New York ed hanno deciso un’azione concertata per spingere al ribasso la moneta unica approfittando della crisi greca.

    … New York …domenica 27 maggio 2012 … Hotel Plaza Athenee …
    …attorno ad un tavolo … George Soros (patrimonio di 28 miliardi di $)… John Paulson (patrimonio di 37 miliardi di $) … Stephen Schwarzman del fondo Blackstone ( 100 miliardi di $) … alcuni ambasciatori …e come rappresentante dell’Europa …l’ex commissario europeo e …al momento advisor di Goldman Sachs … il Sig. Mario Monti.

    Dopo alcuni mesi … Mario Monti … a furor di … media internazionali … sostituisce il Sig. Silvio Berlusconi come Presidente “Salvatore dell’Italia” … e … sul Time pontifica …
    “la mia missione è cambiare il modo di vivere degli italiani”… se il buongiorno si vede dal … mattino …
    …tassa sulla benzina …drastica riduzione delle pensioni … aumento tasse sul capital gain …tassa sul risparmio detenuto … tassa sulla prima e sulle seconde case … riduzione reddito di farmacisti …taxisti …camionisti …avvocati … e sono passati solo …due mesi !!!

    …la prossima mossa …
    …dalla svalutazione della moneta (lira) …alla svalutazione del costo del lavoro (a casa i 40-50enni con retribuzione da 1.500 € per sostituirli (???) con i 25-30 che sono felici di avere un reddito di 800 – 900 €…
    …ovvero…

    …da Soros a …Soros !!!

  • patrocloo

    Pur di portare acqua al tuo mulino scrivi tutto e il contrario di tutto.
    A cominciare con la tua solita pippatina “antifa” (cavolo c’entra la guerra civile in Spagna?) che è un po’ il tuo marchio di fabbrica.
    E poi con la tua domanda cretina, se immaginiamo un’europa senza la Grecia, rispondo semplicemente: hai letto cosa ha scritto Teodorakis nell’articolo? “Minacciano di mandarci via dall’Europa. Ma se l’Europa non ci vuole 1 volta, noi, questa Europa di Merkel e Sarkozy, non la vogliamo 10 volte.”
    Sottolineo “Europa di Merkel e Sarkozy” (cioè la UE).
    E’ anche lui manipolato dagli stessi poteri che vuole abbattere?

  • AlbertoConti

    I popoli sbagliano, non sono innocenti, ma pagano. Per questo possono sempre risorgere. Processare i “traditori del popolo” si può sempre fare, la domanda è se è un rito che serve a qualcosa, a scrollarsi di dosso responsabilità o solo a nasconderle sotto il tappeto. Che dire ad es. di nonno Ciampi, il presidente più amato dagli italiani? Era un tecnocrate ben prima di Monti, che ha aperto la strada al processo criminal-finanziario del banchismo, l’attuale forma di dittatura distruttiva dell’economia e della società. Processiamo anche lui? Ancor oggi verrebbe assolto, ai posteri l’ardua sentenza. == il FMI è nato come la croce rossa finanziaria dei paesi feriti, ed è presto diventato il braccio armato del Washington consensus, che di feriti ne ha fatti e ne continua a fare in tutto il globo, da quando hanno vinto l’ultima guerra mondiale. Oggi che sono anche loro feriti dobbiamo in ogni modo impedire che si comportino come un animale ferito, con la ferocia di non ha più nulla da perdere. Nazionalizzare le nostre banche è come una dichiarazione di guerra, ma è anche l’unico modo per uscirne. Dobbiamo cominciare a far fronte comune con i PIIGS ed allargare a macchia d’olio questa rivoluzione democratica, fino a renderla contagiosa, per gli americani stessi, passando per Francia e Germania. E’ una guerra ideologica da vincere, altrimenti l’alternativa è la guerra “fine del mondo”.

  • Iacopo67

    Mi fa più paura questa europa che i vecchi stati sovrani.
    Ora la Grecia è vittima della Troika. Quando sarà il nostro turno ?

  • house

    Non ho parlato di vicende economiche, ho detto l’economia.