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Esercito USA : Un Gigantesco Sistema Nervoso & Armato ?

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Defenseone.com

I capi dei servizi stanno convergendo su una sola strategia per il dominio militare: collegare tutto a tutto.

I capi delle forze aeree, della Marina, dell’esercito e dei marines stanno convergendo su una visione delle future forze militari: collegare ogni asset presente sul campo di battaglia globale.

Questo significa tutto: dai mitragliatori degli F-35 sulle  cacciatorpediniere sul mare, alla difesa dei carrarmati che strisciano sulla terra, a ogni tipo di armi in tasca ai soldati. Ogni arma, veicolo e dispositivo collegati, che condividono dati, costantemente consapevoli della presenza e dello stato di tutti gli altri snodi di una rete veramente globale. L’effetto: un sistema nervoso cefapoloidale inimmaginabile armato con le armi più sofisticate del mondo.  Il risultato :  un enorme inimmaginabile  sistema nervoso cefapoloidale  che dispone delle più sofisticate armi del mondo.

Negli ultimi mesi i Joint Chiefs of Staff  USA si sono riuniti ed hanno concordato la più recente versione della loro strategia militare nazionale. A differenza delle  precedenti,  è segreta. Ma richiede  una strategia di  buy-in e collaborazione di tutti  i servizi. Negli ultimi mesi, almeno due Joint Chief hanno parlato apertamente della direzione che, sorprendentemente è molto simile, che stanno prendendo le forze armate. Nella sua alta uniforme blu scuro, in occasione di un evento della Air Force Association tenutosi a settembre nel Maryland, il capo dello staff dell’ aeronautica, Generale David Goldfein, ha affermato di aver “raffinato” i suoi piani, dopo le discussioni intercorse con gli altri Capi dello Staff congiunti “per la creazione di una strategia militare segreta “.

Il futuro delle forze aeree? Il servizio dovrà somigliare di più a certe fabbriche di auto-elettriche. “Ogni auto  Tesla è collegata ad ogni altra auto Tesla ” ha detto Goldfein, riferendosi ad una presentazione fatta da Elon Musk sul modo in cui i pericoli della sua impresa imparano dalla esperienza collettiva. “Se una auto Tesla si capovolge per essere caduta dentro una buca, ogni altra auto Tesla tele-guidata che la segue, eviterà immediatamente quella stessa buca e anche se sei tu che stai guidando l’auto, la macchina  adeguerà automaticamente la tua guida per tentare di evitarti di  cadere in quella buca. ”

“Come ci sembrerebbe il mondo  … Se lo guardassimo attraverso una lente di una unica grande rete e non dal punto di vista di una piattaforma individuale?”

AIR FORCE CHIEF OF STAFF GEN. DAVID GOLDFEIN

Goldfein è rimasto entusiasta su come la Tesla sia riuscita a ricaricare da lontano le batterie delle auto negli USA sud-orientali per facilitare  l’evacuazione  prima degli ultimi uragani.

“Come ci apparirebbe il mondo se riuscissimo a collegare tutto ciò che abbiamo come fa TESLA? Se guardassimo il mondo attraverso la lente di una grande rete e non dal punto di osservazione di una sola piattaforma? Qualsiasi esitazione dell’elettronica sarebbe immediatamente condivisa e automaticamente evitata. Ogni tre minuti c’è un mobility aircraft che decolla da qualche parte del pianeta. Le nostre piattaforme sono gli snodi di una rete”  ha detto il capo della Air Force.

L’idea di prendere in prestito il concetto di   “guerra network centric”  ha conquistato l’immaginario dei militari più di una decina di anni fa, ma quello di cui parlano oggi i capi dell’esercito è qualcosa di più grande in ordine di grandezza. Non è tanto una strategia di integrazione di tante reti in una sola operazione efficiente, quanto un progetto per cucire insieme tutto, quello che esiste all’interno delle singole reti, e non solo il web. L’obiettivo: operazioni coordinate meglio, più veloci e più letali in aria, terra, mare, e nel ciberspazio.

Per questo motivo le Air Force stanno facendo grossi investimenti nella condivisione dei dati. Il  Gen. Mag. Kimberly A. Crider,  primo responsabile del servizio dati, sta effettuando una serie di sperimentazioni nel deserto del Nevada presso la base aerea di Nellis, vicino Las Vegas, cercando di comprendere meglio “cosa succede quando oggi noi entriamo in questo agile e resiliente  network” ha detto Goldfein.  I test che sta facendo oggi l’ Air Force con attacchi aerei portati con una tattica leggera di nuova generazione hanno qualcosa in comune sia con l’ hardware che con le reti – ha detto. “Non ci dicono solo che cosa posso comprare e che cosa posso fare loro, ma molto più importante è sapere se i sistemi possono collegarsi? Cosa possono già condividere veramente? E noi, possiamo collegarli ad una rete che si basa su informazioni condivisibili che possano portarci oltre le sfide che dobbiamo affrontare, oggi, in termini di sicurezza?”

La Air Force si sta muovendo anche con altri nuovi dispositivi collegati tra loro.  Il kit “Android Tactical Assault ” o ATAK, disegnato con le forze speciali operative, offre un quadro operativo di tutto lo quello che sta succedendo  — essenzialmente svolge le funzioni che qualche anno fa svolgeva una stazione di command-and-control. “Abbiamo stabilito che esistono tanti dispositivi sui campi di battaglia che non dispongono delle informazioni che si stanno raccogliendo, così anziché costruire un sistema che buttasse dentro tutti quei dati, ci siamo rivolti ad una entità commerciale che ci ha creato un algoritmo. Viene scelto dall’utente e questo agisce come un qualsiasi dato si mette nel sistema e su Google Maps,” ha detto Goldfein. La Air Force ha usato il dispositivo durante le operazioni di soccorso per l’uragano di quest’anno, inviando squadre di soccorso alle persone che hanno chiesto aiuto sui  social media – ha detto ancora Goldfein.

Il nostro scopo sarebbe aiutare la Air Force a pensare a operazioni concepite come le avrebbe portate avanti,  tenendo conto di tutti i dati raccolti da sensori e piattaforme congiunte, come in una portaerei.

JAMES CHOW, AIR FORCE SCIENCE BOARD

Il Comitato scientifico della Air Force sta anche lanciando uno studio su come controllare, allo stesso tempo, una costellazione di oggetti, alcuni in aria altri in mare o sulla terra, alcuni pilotati da esseri umani ed altri in modo più autonomo.  James Chow, il nuovo capo del comitato, ha affermato che lo studio prevede anche il collegamento con altri servizi.

Importante, anche se lo studio viene portato avanti dall’ Air Force, e il fatto che non è ad uso esclusivo della Air Force ma sarà esteso anche alle altre armi ed ai loro mezzi di battaglia come le portaerei della marina – ha detto Chow.

“Nostro obiettivo sarebbe aiutare la Air Force a pensare alle operazioni come le avrebbe portate avanti tenendo conto dei dati raccolti da sensori e piattaforme congiunte, come in una portaerei, credo che questa sia una parte del percorso e che questo rientri nel carattere dello studio” ha affermato Chow,  aggiungendo che questo studio ha  attualmente “il più alto livello di priorità per la leadership della Air Force.”

L’Esercito Multi-Organico e il Corpo della Marina

Anche l’esercito U.S.A sta investendo bei dollaroni per collegare tutto quello che si muove sul campo di battaglia. Esiste un programma del laboratorio di ricerche dell’esercito, che si chiama  Internet of Battle of Things  che verrà guidato da ricercatori della University of Illinois, con l’aiuto delle Universities of Massachusetts, di parecchi uffici dello stato della California, del Carnegie Mellon e del SRI International.

Attualmente l’esercito sta rivedendo l’  Operating Concept  del corpo della marina per il periodo 2025-2040, inscrivendo in un quadro generale la futura dottrina dell’esercito, che a sua volta include la formazione, l’acquisto delle armi e le operazioni. L’ultima bozza del progetto sarà disponibile in tempo per la conferenza della Association of the United States Army che si terrà il prossimo ottobre, ma fonti ben informate dicono che il suo contenuto si focalizza sulle battaglie sul campo multi-organico delle reti.

I  Marines già si sono mossi secondo queste direttrici e nello scorso mese di aprile, il  Corps’ Warfighting Lab ha simulato un attacco in spiaggia, collegando insieme robot, navi, satelliti e mezzi d’assalto anfibi che hanno condiviso tutte le informazioni conosciute sull’obiettivo e su altre situazioni di intelligence.

Anche i Marines stanno volgendo il loro sguardo verso carrarmati collegati, secondo quanto dice il Lt. Gen. Robert Walsh,  che guida il  comando del Marine Corps Combat Development ed è Deputy Commandant for Combat Development and Integration. Parlando a un evento della marina che si è tenuto lo scorso luglio, Walsh ha riferito di essere appena uscito da un incontro con i  “creatori di una struttura reattiva” da utilizzare per i carrarmati.

Quando si cominciano a collegare insieme queste piattaforme, [il tasso di avanzamento] non è esponenziale … è  fattoriale.

ADM. JOHN RICHARDSON, CHIEF OF NAVAL OPERATIONS

Walsh ha detto che l’armatura del carrarmato  — rifiutandosi di nominare la casa costruttrice— potrebbe rigenerarsi mentre sta inviando informazioni ad altre unità, alle retrovie e al quartier generale, indicando le coordinate di provenienza dell’attacco. “Quello che ho capito, dopo le conversazioni con i marines, è che avremmo potuto disporre di una capacità offensiva molto maggiore se avessimo parlato fin dall’inizio di mettere insieme la nostra capacità difensiva.”

Leggere questo significa sconfiggere più rapidamente il nemico, subito dopo essere stati colpiti, prima ancora di cercare di difendersi da altri attacchi.

 

La Marina: “La Rete  a tutto tondo”

Anche i capi della Navy, sono ansiosi di mettere in collegamento ogni oggetto che si muove in mare, cielo, terra,  spazio e cyberspazio, senza esagerazioni. Come si è espresso l’ Adm. John Richardson, Chief of Naval Operations,  durante il Navy’s Future Force Expo  a Washington, D.C., lo scorso luglio  ha dichiarato :“I want to network everything to everything.”

Questo è necessario per conservare il vantaggio che ancora ha la U.S. Navy , anche se Richardson dispone della più grande flotta —  355-navi — che difficilmente ha rivali sul mercato industriale e sul panorama di investimenti a livello mondiale, ma gli avversari stanno costruendo navi e armi migliori, così la superiorità USA , a livello mondiale, sta diminuendo. Il costo del lancio di una costellazione di satelliti spia  sta scendendo  e, man mano che   i satelliti diventano più piccoli , i lanci diventano meno costosi.

“Sarà sempre più difficile trovare posti in cui si possono fare esercitazioni senza essere notati”, ha detto l’ammiraglio. “Pensate solo a quante telecamere di sorveglianza vi siete esposti mentre venivate qui,  questa mattina, per assistere a questa conferenza. Questa idea di sensing-rilevamento sta diventando onnipresente e sta rivoluzionando la competitività in questo campo [osservare, orientare, decidere e agire] cosicché noi non siamo più i primi in questo campo, per la nostra capacità di osservare. Il campo da gioco sta diventando molto più equilibrato e la concorrenza sta cominciando a chiedersi che cosa fare con tutte queste informazioni. Come facciamo a gestire … questa valanga di dati? … Lo slancio che sta prendendo questo gioco non è a nostro favore … dobbiamo riprendere in mano le redini del gioco.”

Le reti – il networking –  sono  il modo per vincere la concorrenza. ” Quando si cominciano a collegare insieme queste piattaforme, [il tasso di avanzamento] non è esponenziale … è  fattoriale.” ha detto, riferendosi ad ordini di  magnitudine  maggiori rispetto ad  un tasso moltiplicatore di una normale progressione lineare. La marina ha già compiuto importanti passi avanti. L’anno scorso, un data-link sperimentale ha permesso al pilota di un bombardiere F-35B dei Marine Corps di inviare dati su un obiettivo al suo Aegis destroyer , che ha abbattuto il drone che costituiva l’obiettivo con un missile SM-6.
Interconnections

Questa spinta è troppo innovativa e ancora troppo avanti, per far preoccupare la popolazione o Capitol Hill. Ma questo cambierà. Quando i discorsi di Richardson sono arrivati su Twitter, Jeffrey Lewis, un osservatore sul controllo degli armamenti, ha manifestato un pizzico di preoccupazione.
L’ottimismo che sento in una dichiarazione come questa non mi fa sentire a mio agio.  https://t.co/RITQ7XInLO

Certamente, “rete a tutto tondo” suona un po’ come cominciare a mettersi in casa un franchising di Terminator, in cui uno dei contraenti è un Cyberdyne System, un contractor di difesa da fiction,  che convince il Dipartimento della Difesa a collegare tutto l’arsenale Usa ad una singola entità con una intelligenza artificiale. Sarà Skynet, ovviamente, che determinerà se gli esseri umani costituiscono una minaccia per la sua esistenza e che, utilizzano i suoi onnipotenti poteri di comando e controllo, potrà dichiarare guerra all’umanità.

I capi militari odiano qualsiasi confronto tra i loro progetti tecnologici e qualsiasi altra cosa arrivi dal franchising Terminator. Si fa riferimento a queste cose di solito quando si parla di singoli droni che sparano missili o di “robot killer”. Gli osservatori del Dipartimento della Difesa sono sempre attenti a ricordare alla popolazione che la policy  ufficiale è quella di mantenere gli umani al vertice del ciclo di command-and-control, o almeno di lasciar loro il potere di veto – su decisioni che riguardano la vita.

Ma ha senso dire che  l’intelligenza artificiale giocherà un importante ruolo di supporto nell’aiutare i comandanti e gli operatori  in tutto ciò che succede con tutti questi dispositivi e con queste armi interconnesse? anche se dirigerà e gestirà flotte di drones quasi autonomi, carriarmati-senza-equipaggio, barche robot , e altra roba di questo genere?

Lo sforzo per comprendere esattamente quanto bene ci sia in tutte queste parti in movimento che verranno coordinate tra di loro, è appena iniziato. Ma è questa la direzione che sta prendendo l’esercito americano e che sta percorrendo con determinazione e velocità.

 

 

Fonte: http://www.defenseone.com

Link : http://www.defenseone.com/technology/2017/09/future-us-military-constructing-giant-armed-nervous-system/141303/

26.09.2017

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • giuseppe glavina

    Mamma mia ma perché pubblicare simili scemenze? Si vuole fare pari e patta e scompigliare il cervello anche a noi?

    • Roberto

      studia prima di commentare.

      • giuseppe glavina

        Sei a favore della tortura o della stupidità o di tutti e due? Io studio per evitarle e non sarà certo qualcuno che ha fintato di studiare a suggerirmelo!

    • luca calugi

      Mamma mia….davvero….spero.che uniformino anche i salari….

  • Genesio Riceputi

    Skynet

    • Roberto

      vero, era già previsto… ci raccontano sempre solo una piccola parte di quello che sanno o hanno scoperto o hanno progettato.

  • luca calugi

    Però che bello….ma i morti saranno reali o no??

  • DesEsseintes

    “un enorme inimmaginabile sistema nervoso cefapoloidale”

    La metafora dell’immonda piovra gigante acchiappa sempre…

  • ton1957

    “un enorme inimmaginabile sistema nervoso cefapoloidale che dispone delle più sofisticate armi del mondo.”
    chissà come gestiranno i bisogni fisiologici dei soldati ?………sarebbe il colmo, iper rete tecnologica che si blocca perchè ad un pilota, ad un soldato ci scappa.
    O il sistema gestisce anche i pannoloni?

  • GioCo

    We, non ci posso credere, dopo anni … qualcuno si sveglia … rimango basito

  • snypex

    I cefalopodi sono degli … invertebrati…

  • Tonguessy

    Automatic warfare: il mito della robotizzazione non poteva essere ignorato dai warmongers. Con un occhiolino verso Tesla (non quello vero) ovvero verso la new economy (leggy green economy). La realtà diventa più sfumata ed il potere di interazione che l’uomo da sempre cerca diventa di priorità più bassa rispetto all’ossequioso chinare il capo davanti alle macchine. “Questa idea di sensing-rilevamento sta diventando onnipresente e sta rivoluzionando la competitività”. Questo è il nocciolo del discorso: l’uomo viene rilevato come presenza e monitorizzato dalle macchine che decidono se è concesso o meno che sia in quel luogo. Diciamo che è la rivincita anticartesiana: nei secoli la Res Extensa (che oggi si chiama Res Mechanica) prende il sopravvento su Res Cogitans, relegata a mera Res Relevanda. E’ la rilettura postmoderna del mito di Edipo: il figlio del pensiero si vendica contro il padre, uccidendolo metaforicamente ovvero relegandolo a mera controfigura di sé stesso, osservandolo come oggetto del reale identico a qualsiasi altro oggetto. Il salto è notevole: i robot sono passati dal controllare i processi industriali a controllare i propri inventori. O tempora o mores…..

    • Proder

      Più che il mito di Edipo mi ricorda quello di re Mida: la differenza, elementare, è che tutto ciò che l’impero barbarico d’oltreoceano tocca non si trasforma in oro ma nella materia di scarto del metabolismo umano (scusate il giro di parole …).

      • Tonguessy

        Ah, intendi il re M..da?

        Re Mida è un mito legato agli alchimisti i quali vedevano nella pietra filosofale non tanto la capacità di trasformare i metalli in oro (che poi è la maledizione di Mida che trascende il vero scopo) ma trasformare tutto ciò che è rozzo in raffinato. Cioè trasformare le coscienze. E’ un mito totalmente diverso da quello che vuole l’uomo assoggettato alle macchine: lì l’uomo tenta di migliorarsi, qui tenta di sottrarsi o di soggiacere alle macchine. E’ d’altronde vero che il mito della ricchezza è tipicamente americano. Time is money. Ma si può essere più imbecilli? Neanche sappiamo bene cos’è il tempo che subito ci viene detto da un puritano (con la madre puritana) che è denaro. Stupide reificazioni…..

  • Cataldo

    Con tutto il rispetto siamo di fronte a fuffa purissima, purtroppo credo che dietro questa serie di articoli più o meno futuristici dalle solite fonti pseudocritiche del pentagono vi sia un’altra realtà, molto meno rosea per i piani di dominio USA.
    Vediamola
    Un paio di settimane fa è stato comunicato al Senato USA, dai militari dello stato maggiore interforze, che il progetto Warfighter Information Network-Tactical system (WIN-T) in moto dal 2007 e dal costo di almeno 6 miliardi di dollari era sospeso, questo dopo che a maggio erano stati richiesti altri 500 milioni di dollari, ovviamente i senatori della commissione di controllo erano abbastanza oltraggiati, i militari hanno risposto molto semplicemente che un audit interno aveva rivelato come il sistema fosse inadeguato ad uno scontro con eserciti regolari, essendo stato sviluppato fino ad oggi in ambienti con minaccia elettronica pari a zero, non sorprende nessuno questa conclusione.
    Siamo quindi di fronte ad un ennessimo buco nero del procurement militare USA, che per evitare ulteriori debacle operative è stato fermato, per un ripensamento totale.
    Scrivevo che l’intervento Russo in Siria avrebbe operato cambiamenti in tutta la sfera dei rapporti di forza, politici e militari, questo è uno di quelli. Gli americani hanno visto in Siria all’opera una struttura completa di controllo dello spettro elettromagnetico, con una capacità di rilevamento e soppressione dei segnali impressionante, quando questa si è collegata agli operatori sul terreno è stata la fine per i mercenari assassini dell’Isis.
    Da queste considerazioni particolarmente negative in prospettiva, deriva l’esigenza di pompare le capacità tecnologiche del sistema militare USA, una sorta di propaganda del tipo “pezza a colore” non è la prima volta che accade, io ci vedo un enorme segnale di debolezza.

  • pingus

    intelligenza artificiale, una speranza per chi non ce l’ha

  • enricodiba

    Questo lo fanno tutti è il futuro, per il resto le forze armate usa sono a pezzi.