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ERNST NOLTE: “UN GIORNO SORPRENDENTE A TRIESTE, IL 9 NOVEMBRE 2009”

La risposta di Nolte ai suoi “contestatori”.

Di seguito il Lettore di “Civium Libertas” trova la testimonianza di Ernst Nolte, principale protagonista della giornata triestina
di Palazzo Revoltella. Nolte, che vive a Berlino, era stato chiamato a commemorare il ventennale della caduta del Muro. Nessuno meglio di lui avrebbe potuto parlare sul tema ed è quindi stata felice la scelta degli organizzatori della manifestazione. Resta inspiegabile l’intolleranza dei “contestatori”, per i quali forse il Muro non è mai caduto o che forse lo avrebbero ancora voluto conservare intatto. A loro conforto restano però numerosi i Muri che non sono per nulla crollati. Il testo di Nolte, inedito, è qui dato nella traduzione italiana di Francesco Coppellotti e nell’originale tedesco, a beneficio dei Lettori tedeschi di questo blog. Appena disponibile, contiamo di dare anche la traduzione di tutta la conferenza di Nolte.
Antonio Caracciolo

Nella foto: Ernst Nolte

Un giorno sorprendente

L’assessore alla cultura della città di Trieste mi aveva invitato per la sera del 9 novembre 2009 ad aprire le celebrazioni dedicate ai vent’anni della caduta del muro di Berlino con un discorso nella Sala Revoltella intitolato “I presupposti storici della costruzione e della caduta del muro”.

L’8 novembre, giorno del mio arrivo, il “Piccolo”, il giornale locale, pubblicò un’intervista con me su questo tema che avevo dato da Berlino. Era ben presentata ed aveva il titolo triviale: “Con la caduta del muro di Berlino sono i comunisti che hanno subito una sconfitta.” Nelle pagine interne del giornale si poteva però leggere un articolo intitolato: “I giovani democratici: una propaganda di bassa lega. Racovelli (Verdi): il Comune ha invitato un revisionista.” Il suo unico argomento consisteva nel rilevare che Nolte aveva interpretato il nazismo come “risposta al bolscevismo”. Il membro del consiglio comunale non dava però alcun peso al fatto che una “risposta” (o, come dicevano tutti gli autori comunisti degli anni venti e trenta, la “reazione”) potrebbe essere intesa come sproporzionata o inadeguata. Nell’articolo comunque veniva annunciato per la serata un “sit-in” davanti alla “casa della cultura”.

Quando arrivai la Sala continuò a riempirsi molto al di là del numero di posti disponibili. Si vedeva facilmente che la maggior parte dei giovani non era venuta per ascoltare e poi discutere sul contenuto della conferenza. In effetti alle 18 e un quarto, quando l’assessore alla cultura aveva appena incominciato con la sua introduzione, scoppiò un frastuono indescrivibile senza che avessi potuto dire anche una sola parola. Tra le parole articolate chiaramente si percepiva soprattutto il grido “Vergogna”. Frattanto dopo un momento più lungo di sorpresa si alzò anche una gran parte di coloro che erano venuti per ascoltare, che a loro volta gridarono a gran voce: “E’ una vergogna! Uscite dalla sala!” All’incirca dopo un quarto d’ora gli intrusi, spintonati dalla polizia, avevano abbandonato la sala ed io potei cominciare la mia conferenza che finì un’ora dopo tra i forti applausi dei presenti che occupavano ancora completamente tutti i posti a sedere.

Non so se i protestari avessero mai pensato seriamente a quel che è un “revisionista” e se la “caduta del muro” non costituisce una potente testimonianza per un revisionismo pratico, cioè per le vicissitudini impreviste della storia che si discostano dalle supposizioni abituali e chi aveva letto qualche pagina dei miei libri, le cui traduzioni sono molto diffuse in Italia, doveva sapere che sono ben lontano da un revisionismo “politico”, poiché attribuisco allo storico in quanto tale la disponibilità alla revisione permanente dei dati di fatto e delle interpretazioni, che non si concilia con la volontà di mantenere un’immagine della storia dogmatica e immutabile. Evidentemente quei giovani uomini e quelle giovani donne “democratici” erano però degli “assolutisti” dogmatici che volevano negare e screditare il “relativismo” (o meglio: il “relazionismo”) caratteristico e ovvio per la “democrazia occidentale” proprio nel momento della celebrazione del suo (forse soltanto temporaneo) trionfo sul pensiero “totalitario”. In questo senso il piccolo episodio, a quanto pare isolato di Trieste, può dar molto da pensare a tutti coloro che credevano di poter celebrare contenti la caduta del muro.

Ernst Nolte, Trieste, 9 novembre 2009

Fonte: http://civiumlibertas.blogspot.com/
Link: http://civiumlibertas.blogspot.com/2009/11/ernst-nolte-un-giorno-sorprendente.html
24.11.2009

Pubblicato da Davide

  • Sokratico

    purtroppo il concetto stesso di “fascismo” è declinabile come “intolleranza”.

    E’ vero come dice, brillantemente, Daniele Luttazzi, che alcune ideologie “sono state giudicate dalla storia, dunque non hanno più diritto di dibattito”. Ma si intendono concetti come “superiorità razziale”, come i nazionalismi e gli ideologismi più violenti!

    non è possibile “zittire” qualcuno urlandogli del “fascista” o “revisionista” o “antisionista” o neppure se è per questo “comunista”…

    Questo è l’esito dell’informazione a “pacchetto”. Io ti dico cosa succede, poi tu reagisci come è “politicamente corretto” fare. Pro o Contro Berlusconi, Pro o Contro i “comunisti”, i “revisionisti”…etc…

    La gente non ha più la percezione di essere manipolata, tanto è avvezza a sentirsi dire che “esistono molte verità”!!.

    Sacrosanto, per amor di Dio, in filosofia. Ma se si parla di una sentenza, del tempo che fa o di cosa pensa una persona bisognerebbe prima controllare POI reagire.

    Controllare significa anche ASCOLTARE COSA DICE una persona, poi contestarlo.

    Nel merito, se possibile.

  • TizianoS

    Il punto focale della questione è proprio quello cui lei ha accennato: Daniele Luttazzi toglie OGNI DIRITTO di dibattito a certe ideologie per il fatto di essere state giudicate dalla storia, volendo intendere “giudicate = sconfitte con disonore”. Ma vorrei chiedere: secondo lei, se il sionismo venisse un giorno sconfitto con disonore (per i suoi abusi e crimini nei confronti dei palestinesi) nella sua manifestazione materiale (Israele) perderebbe come sionismo ogni diritto di dibattito futuro ?

  • Altrove

    Belle parole Sokratico, condivido la tua opinione… trovo appropriato questo stralcio di Orwell: “Ma almeno lasciamo perdere il nonsenso sul difendere la libertà contro il Fascismo. Se libertà significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuole sentire. La gente comune ancora vagamente sottoscrive a quella dottrina e agisce di conseguenza. Nel nostro paese (…) sono i liberali che temono la libertà e gli intellettuali che vogliono infangare l’intelletto: è per attirare l’attenzione su questo fatto che ho scritto questa prefazione”.
    (G.Orwell, 1945) Insomma, chi vuole intendere, intenda….

  • portierino

    Quante stupidaggini di destra di sinistra e di centro. Il muro di Berlino è stato costruito dagli Illuminati che hanno creato il nazi fascismo e il comunismo. Dividi et impera. Lo stesso muro poi è stato abbattuto dagli Illuminati per consentire l’Euro e l’Europa unita in modo da spianare la strada allo stato totalitario mondiale che sta prendendo forma molto rapidamente.

  • zufus

    Accidenti, la spiegazione era così elementare, e nessuno ci aveva pensato!
    Per fortuna, tra tante stupidaggini, sei arrivato tu a raccontarcela. Genio!

  • TizianoS

    A quanto vedo, nessuna risposta. Inoltre poche letture e pochi commenti a questo articolo che meritava a mio parere maggiore attenzione.