Di Raffaele Varvara, per Comedonchisciotte
Enrico Gianini è un ex operatore aeroportuale di Malpensa noto per la sua attività di divulgazione sul tema della geoingegneria: dal 25 febbraio è recluso nella REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) di Castiglione delle Stiviere (MN), dove dovrà scontare un anno di detenzione.
Torniamo ad occuparci della storia di Enrico, a due mesi dalla pubblicazione del nostro primo articolo sul suo caso: gli sviluppi della vicenda arrivano dalla testimonianza della compagna Greta, portavoce del comitato "Enrico Gianini".
Dopo la mobilitazione spontanea dello scorso 8 marzo presso la REMS, è nato il comitato "Enrico Gianini" per promuovere iniziative e coordinare strategie con l'obiettivo di liberare Enrico, impedirne l'interdizione, garantire l'autodeterminazione delle sue scelte terapeutiche, unitamente a cure umane e dignitose.
Il “comitato Enrico Gianini” costituito da legali, medici e attivisti, con il supporto delle associazioni operanti nell’ambito della riumanizzazione delle cure e la libertà di scelta terapeutica come A.D.U.I.C (Associazione Diritti Umani In Cammino), associazione Diritti alla Follia e il comitato "Di Sana e Robusta Costituzione, in questi due mesi ha incontrato più volte i responsabili della struttura.
Abbiamo sentito Greta, compagna di Enrico e portavoce del comitato, per capire come stanno davvero le cose.
"Buongiorno a tutti gli voi, a tutti coloro che conoscono, amano e seguono Enrico Gianini, ai Gruppi, alle Associazioni, ai tantissimi amici di Enrico. Siamo tornati a far visita per la quarta volta ad Enrico, segregato in Rems dal 25 Febbraio 2025 per non aver ottemperato agli obblighi di firma e di sottoposizione forzata agli psicofarmaci presso il CPS per obiezione di coscienza e tutela della propria salute a causa degli effetti collaterali anche gravi che possono provocare i farmaci e per tutela della scelta terapeutica sul proprio CORPO (art. 32 e art. 10 Costituzione Italiana), aspetti che non sono stati tenuti in nessuna considerazione fino ad oggi dalle figure istituzionali. Il sistema impone, a chi non segue le prescrizioni, di finire in Rems con obbligo di trattamento sanitario, che se non viene accettato dal paziente - ospite, diventa un TSO, quindi coercitivo, con tutte le conseguenze del caso. Ad oggi Enrico sta assumendo farmaci, sotto costrizione e minaccia, nel senso che ha dovuto firmare per non subire uno stupro sanitario o peggio rischiare di finire in camera di isolamento o camicia di forza... Situazioni possibili in taluni casi. Quindi si è dovuto mostrare necessariamente "collaborativo" e assecondante per quieto vivere. Attualmente l'ho trovato meno sedato della prima visita. Circa di 1/3 meno sedato. Risulta rallentato nei movimenti e nella parola, ma lucido ed in grado di interloquire. Come prima cosa mi ha regalato una barretta di cioccolato fondente, senza glutine. Sa che è il mio preferito ed è sempre stato molto attento alla mia salute, prendendosi sempre cura di me con tenerezza. Per esempio, lui sa che sono intollerante al glutine ed ogni settimana prima che entrasse in Rems, mi portava del pane integrale fatto a mano da lui, senza glutine. Enrico ha lavorato come pasticcere da giovane ed è bravissimo a fare dolci e pane fatto in casa. Questa barretta l'ha tolta a se stesso per darla a me, perché vengono centellinate nella struttura... Mi ha commosso tanto... È sempre tanto amorevole e generoso anche in questa situazione estrema. Abbiamo visionato documenti e posta che doveva convalidare. Poi abbiamo parlato un po' col poco tempo che ci restava...Era molto serio e provato, non aveva molta voglie, neanche di sorridere...Anche se io faccio di tutto per trasmettergli gioia e fiducia.. . Mi ha turbato un po' vederlo così snaturato, lui di solito ha un lato gioviale e giovanile, molto allegro, che trasmette buon umore, e riesce a fare amicizia con tutti, anche con chi lo ha trattato male... Invece questa volta mi sembrava molto serio come un essere che è stato spezzato dentro... Mi ha fatto male vederlo così... Spero sia un passaggio...Che comprendo...Spero di tornare a vedere in lui quella freschezza, quella allegria e quella ilarità che lo ha sempre contraddistinto...Che questa esperienza lo abbia segnato nel profondo non c'è alcun dubbio... Ma spero che lo abbia solo reso più saggio e consapevole, ma che presto possa recuperare di nuovo quel sorriso che in questa occasione NON gli ho visto. Stiamo lavorando giorno e notte con l'avvocato di A.D.U.I.C e con l'assicurazione stessa, per procedure rapide ed efficaci che permettano ad Enrico di uscire quanto prima da questa struttura e da questa situazione, i tempi normalmente previsti, per iniziare una procedura di rientro sono maturi e ora possiamo procedere più spediti. Abbiamo già i contatti per affiancare Enrico non solo dal punto di vista legale nel diritto positivo, ma anche nel diritto internazionale, intendo sul profilo dei Diritti Umani ma anche medico sanitario, affinché possa essere al più presto supportato nello scalaggio dei farmaci e nella disintossicazione. Inoltre, ho cercato di procurargli un dispositivo mp3 senza registratore vocale, per fargli ascoltare le musiche degli amici, ma quelli trovati NON erano compatibili.. Quindi aspetto la marca accettata dalla Rems ed intanto gli ho lasciato solo una scheda SD x poter ascoltare le bellissime musiche degli amici che le hanno composte per lui con tanto amore. Le ascolterà attraverso qualche lettore mp3 di qualche ospite che vorrà prestarglielo. Torneremo presto da Enrico con un caro amico a cui abbiamo attivato la procedura di ingresso e visita. Enrico vi ringrazia e vi saluta tutti. Un abbraccio grande a tutti voi. Greta ed Enrico"
Tanta gratitudine a Greta per il toccante resoconto che ci restituisce.
Il comitato "Enrico Gianini", in collaborazione con Radio Gamma 5, fa sapere inoltre che sta organizzando un evento artistico di sensibilizzazione, in onore di Enrico e di tutte le persone perseguitate da un sistema sempre più antidemocratico, autoritario e violento.
Purtroppo sono sempre più frequenti le torture giudiziarie per chi opera antisistema a cui viene spesso affibbiata l’etichetta diagnostica di qualche “disagio psichico” che diventa pretesto per l’attivazione di azioni di internamento, di trattamenti farmacologici coatti, di violazione di diritti umani, di privazione della capacità giuridica, di emarginazione.
Solo con iniziative volte a propagare arte, creatività, spirito, bellezza, si può respingere questa deriva autoritaria e ripristinare l’umanità; per questo al “comitato Enrico Gianini” rinnoviamo i nostri sinceri auguri di buon lavoro!
Di Raffaele Varvara, per Comedonchisciotte
13.05.2025

Phantom 14 maggio 2025
Solite cose:articoli su vari siti ,sit-in,raccolta firme,comitati vari,ma non servono ad una beata mazza.Una soluzione ce l'avrei,ma poi se partiamo in diecimila ,quando arrivo a destinazione,e mi volto,non c'è nessuno.Per questo motivo che in Italia non cambia mai niente.