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ELOGIO DEL CAZZOTTO

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Intendo qui celebrare il cazzotto. Il vecchio, caro, sano cazzotto. Come quello che un abitante di Aulla, che stava cercando di spalar via i detriti lasciati dall’alluvione, ha sferrato a Michele Lecchini, consigliere comunale (leghista) a Pontremoli, il quale si era imprudentemente sporto dal finestrino di una delle tante auto blu che procedevano incolonnate nella zona del disastro. Probabilmente lo sfortunato Lecchini non aveva alcuna responsabilità nelle devastanti conseguenze dell’alluvione, ma quel pugno, un diretto destro che ha colpito il consigliere a un occhio, è emblematico dell’insofferenza e dell’esasperazione che sta montando contro la classe politica e dirigente italiana.

Nella foto: Michele Lecchini consigliere comunale della Lega Nord, a Pontremoli, raggiunto da un pugno e da un grumo di fango a un occhio. Era in auto con il sindaco durante la contestazione ad Aulla. La foto è stata scattata da uno degli occupanti dell’auto appena dopo l’aggressione.
L’improvvisato pugile non era infatti un “anarco insurrezionalista”, un black bloc, un militante di un qualche gruppuscolo eversivo. Era un comune cittadino. Come comuni cittadini erano quelli che hanno preso a palate di fango il convoglio di auto blu (centrata in pieno Lucia Baracchini, sindaco di Pontremoli) e poi hanno cominciato a scuoterle gridando “vergogna!”. Come un comune cittadino era quella signora che ha urlato “assassino” al sindaco di Aulla, Roberto Simoncini, e poi è scoppiata in lacrime.

Suppongo che il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, se leggerà queste righe, mi bollerà come “cattivo maestro”, fomentatore di violenza e di possibile terrorismo. Io credo il contrario. Il cazzotto è uno sfogo salutare, e sostanzialmente innocuo, dell’aggressività vitale che alberga in ognuno di noi. A furia di comprimerla questa aggressività, in una società ammalata di buone maniere (si veda Carnage, il film di Roman Polanski), si accumula e finisce per esplodere improvvisamente nelle forme più brutali, per esempio nei “delitti delle villette a schiera” come li ha chiamati Guido Ceronetti.

Negli anni Cinquanta ci scazzottavamo tutti. Ci si scazzottava fra ragazzini, divisi per bande di quartiere (è molto improbabile che bambini di undici, dodici, tredici anni si facciano sul serio male, il peggio che poteva capitare era di tornare a casa con un occhio nero, come Lecchini, e prendere, per sopramercato, due sacrosante cinghiate da tuo padre). Ma ci si scazzottava anche fra adulti. Allo stadio, dove nessuno si sognava di andare con spranghe e catene, e fuori dal bar, in genere per questioni di ragazze. Ma quella violenza, diciamo così, primigenia, elementare, naturale, non è mai sfociata in nulla di più grave. Il terrorismo era di là da venire. Sarebbe comparso una quindicina di anni dopo quando i figli dei borghesi, che non avevano preso le giuste nerbate dai padri, i quali erano al contrario orgogliosi di quei loro pargoli tanto “rivoluzionari”, cominciarono a girare in massa per le strade gridando “Fascisti, borghesi, ancora pochi mesi”, “Fascista, basco nero, il tuo posto è al cimitero”, “Uccidere un fascista non è reato” e qualcuno (non loro, i figli di papà che di giorno giocavano a spaccare le vetrine, e magari anche qualche testa, e di sera, tornati a casa, si attaccavano al telefono: “Pronto, Leonetta?”, “Pronto, Dadi?” che non sono esattamente nomi proletari) prese sul serio quegli slogan.

Il cazzotto insomma è, a suo modo, leale. Sleale, viscida e subdolamente violenta è invece l’evocazione che il ministro Sacconi, sottoposto ad aspre critiche per le sue misure sui licenziamenti (che personalmente, sia detto di passata e per quel che vale, condivido), ha fatto del terrorismo. È una forma di intimidazione che abbiamo visto praticare già tante volte dalla classe politica quando si trova in difficoltà. Un ricatto morale ignobile e inaccettabile che tende a zittire ogni critica addossando a chi la fa la responsabilità dell’eventuale atto criminale di qualche sciagurato che se ne faccia suggestionare (a evocare una cosa inesistente si rischia di materializzarla, come negli esorcismi). Ha detto, con grande lucidità, Pietro Ichino: “Non si può evocare il pericolo di violenza politica per comprimere il dibattito o peggio per accollare a chi dissente la responsabilità oggettiva di eventuali aggressioni commessa da altri”.

Purtroppo gli Ichino sono rara avis e i Sacconi, e i molto peggio di Sacconi, la regola di una classe politica, a tutti i livelli, di incapaci, di inefficienti, di parassiti, di schifosamente privilegiati, quando non di truffatori, di ladri e di delinquenti, che ci logorano quotidianamente i nervi comparendo ogni giorno, con i loro mascheroni da Halloween o da commedia dell’Arte, per dimostrarsi, al momento del dunque, per quel che sono: delle nullità. Con costoro il massimo che possiamo permetterci, in democrazia, è un cazzotto. Ma è anche il minimo.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
2.11.2011

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Pubblicato da Davide

  • pantos

    mah.
    elogiare la grande lucidità di Pietro Ichino è come osannare Cossiga quando alla moglie di Borsellino ha detto al telefono che la strage di via d’Amelio era roba da colpo di Stato ed è per questo che la verità non arriva.

    tutti, nella nostra vita (persino io!) siamo stati lucidi almeno una volta.

    anche Hitler (quando aveva abolito il signoraggio monetario) lo è stato.
    persino Mussolini lo fu, quando combattè, invano, la Mafia.

  • maremosso

    Il comune di Aulla possiede delle auto blu serie Mercedes, Audi, BMW ? Strano, di solito i piccoli comuni hanno i mezzi dell’amministrazione comunale che sono utilitarie o comunque categoria mediopiccola? Non sarà per caso l’autovettura privata del consigliere che ha scelto quel colore dal concessionario? Il cazzotto sarà anche bello e romantico fintanto che non lo prendi. Certamente dopo lo apprezzi di meno.

  • nuunciaafamo

    Io credo con molta et profonda convinzione, che se i nostri pubblici amministratori, sapessero CON CERTEZZA che come premio per una cattiva amministrazione potessero arrivare sonori cazzottoni, farebbero decisamente più attenzione.
    Una lettera dall’opposizione o dall’avvocato che ti fà ??? Genera una perdita di tempo per un’altra lettera o per un altro avvocato: paghi e tutto è risolto !
    Un bel cazzotto e, se nel caso, più di uno farebbero invece ri-pensare con più attenzione alle attività di giornata.

    Se abiti in un condominio e il tuo vicino che ti rompe le balle con lo stereo è una persona per bene o educata, la lettera all’amministratore o all’avvocato è la soluzione ma, se il tuo vicino è invece un kosovaro (si fa ppè dire…..) e tu gli rompi le balle; quello ti suona prima il campanello e poi suona te direttamente.
    E questo ti fa immediatamente stare attento ai dettagli. Tutti i dettagli altrimenti quello ti suona (prima il campanello e poi te) ad ogni dettaglio.

    Quando in una società le regole sono pari ad una opinione a cui tutti hanno democraticamente diritto: due cazzotti ristabiliscono immediatamente valori e regole di buona educazione.
    Ne ho piene le palle di essere educato e di prenderla regolarmente nel didietro……………………………………….

  • RicBo

    come al solito Fini si dimostra un machista maschilista della peggiore risma, questo suo elogio del cazzotto è una vera ‘cazzatta’ che ben dipinge la sua bassezza intellettuale, con la ciliegina sulla torta dell’elogio a Ichino, poi, uno dei peggiori servi del capitalismo finanziario.. povero Fini come siamo caduti in basso

  • materialeresistente

    Intanto Ichino gira con la scorta. Ci sarà un perché!

  • pantos

    siccome le reazioni sono le più varie e colorite, vorrei ricordare che questa era la filosofia delle camice nere e di gran parte delle attuali forze dell’ordine.
    tutto qua.

    P.S.
    l’unica pecca di CdS è questa.
    se dici “minchia”, ti censurano.
    ma poi pubblicano le più disparate incitazioni all’esasperata violenza, nuda e cruda!
    prendiamoci tutti a pugni, dài.

  • pantos

    ma che casso di discorsi sono!!!!!!!
    non è che se uno gira con la scorta è buono, e gli altri no!!
    anche Vizzini, berlusconi, mastella, dell’utri e brusca girano con la scorta!!

  • dana74

    Alluvione Ge, passano subito gli spot dei prestiti agevolati nemmeno 24h dopo
    http://fintatolleranza.blogspot.com/2011/11/scandaloso-alluvione-genova-sulle-tv.html

    forse anche i banchieri andrebbero presi per il collo?

  • materialeresistente

    Infatti Ichino gira con la scorta perché non è buono.

  • RicBo

    come già hanno detto qui, l’articolo di Fini è apologia dello squadrismo fascista. (dai cazzotti ai manganelli e l’olio di ricino il passo è breve). Fini meriterebbe di essere radiato dall’ordine dei giornalisti, sanzionato e sbugiardato, ma purtroppo è un intoccabile, scrive su Fatto lui, il giornale dei servi del capitalismo finanziario globale..

  • pantos

    ok. scusami. avevo capito il contrario.
    ma sempre parametro idiota è, perdonami.
    anche i magistrati più integerrimi e giornalisti come saviano e abate hanno la scorta.

  • Mandeville851

    La rivoluzione secondo il sedicente “ribelle”: prendere a cazzotti i politici. Pound, che Fini conosce bene, diceva che i politici sono i camerieri dei banchieri. Prendersela con loro, con gli speculatori? Noooo… meglio scazzottare qualche sindaco, menare qualche ministro o sottosegretario. Poi si avallano i licenziamenti e magari le privatizzazioni, così la gente torna in campagna, a consumare quello che produce col kalashnikov a tracolla. Ci andiamo insieme Massimo, ce li metti tu i quattrini, o preferisci rimanertene in terrazza con la tua lettera 35 a scrivere castronerie per minchionare i gonzi?

  • Eli

    Condivido totalmente! Avrei scritto le stesse cose.

  • Eli

    Quoto di nuovo! E’ incredibile questa esaltazione della violenza squadrista,
    davvero Fini andrebbe cacciato dall’ordine dei giornalisti. Ma lui si sente molto macho…quindi è probabilmente impotente.

  • Eli

    Fini è bollito da un pezzo. Vogliamo prenderne atto o no? E’ un vecchio incattivito dalla vita e dal suo rimuginare spento ed inane.

  • Longoni

    “…gli Ichino sono rara avis…” Grazie Fini per averci fatto sapere cosa ne pensi di quel servo del Sistema (da te falsamente combattuto) che vuole abolire lo Statuto dei Lavoratori.

  • maremosso

    eleggiamo i pugili allora

  • Tonguessy

    Quelli si menano a sangue e poi si abbracciano. I nostri politici invece ci spremono a sangue e poi si abbracciano giulivi. Salvo quando arriva un cazzotto tutto per loro….

  • Fabbietto

    L’aggressività vitale che Fini definisce congenita è a mio parere causata in gran parte dalle diverse forme di repressione che si vivono, in primis quella mentale e in secundis quella sessuale, o dalla frustrazione e dalla rabbia che derivano dall’evidenza che una situazione è completamente all’opposto delle aspettative. Detto questo, il cazzotto ad un politico ha sempre quella funzione pedagogico-catartica che non riesco a biasimare.

  • consulfin

    come darti torto. Se solo si riuscisse a prenderli!