Home / ComeDonChisciotte / ELEZIONI 2012: BARACK OBAMA 42%, RON PAUL 41%

ELEZIONI 2012: BARACK OBAMA 42%, RON PAUL 41%

FONTE: RASMUSSENREPORTS.COM

Il membro del Congresso Ron Paul, Repubblicano e miniera di anticonformismo, contro il Presidente Obama in un ipotetico confronto elettorale nel 2012. Il risultato? Virtualmente alla pari.

Un nuovo sondaggio telefonico nazionale del Rasmussen Reports effettuato su un campione di probabili elettori ha rilevato che Obama ha il 42% delle preferenze e Paul il 41%. L’undici per cento (11%) preferisce altri candidati, e il sei per cento (6%) è indeciso.

Tra i politici, però, il vantaggio di Obama è schiacciante. Mentre il 58% per cento degli elettori comuni favorisce Paul, il 95% dei politici vota per Obama.

Ma gli elettori repubblicani nutrono dei sentimenti decisamente molto vari nei confronti di Paul, che è sempre stato in una posizione esplicitamente critica nei confronti dell’establisment di partito.

Obama ottiene il 79% delle preferenze dai Democratici, ma Paul raggiunge soltanto il 66% dei voti del GOP (n.d.t. Grand Old Party, ossia Gran Vecchio Partito, soprannome del Partito Repubblicano degli Stati Uniti). Gli elettori non schierati con nessuno dei due partiti principali danno a Paul un vantaggio del 47% rispetto al 28% del presidente.

Paul, un liberale avverso al governo dei potenti, che genera sentimenti stranamente forti tra i suoi elettori, non è stato un candidato di successo alle presidenziali del 2008, ma continua ad avere un seguito cospicuo, soprattutto nel movimento, ora in crescita, del Tea Party.

Il ventiquattro per cento (24%) degli elettori si considera parte del movimento del Tea Party, otto punti di percentuale in più rispetto al mese scorso. Un altro 10% sostiene di non far parte del movimento ma di avere amici stretti o familiari che ne fanno parte.

Il trentanove per cento (39%) di tutti gli elettori ha un’opinione favorevole a Paul, mentre il 30% lo considera in maniera negativa. In queste percentuali, sono inclusi un 10% con un’ opinione molto favorevole ed un 12% con un’opinione molto sfavorevole. Ma quasi un elettore su tre (32%) non ha un giudizio certo su Paul.

Forse in modo significativo, solo il 42% degli elettori republicani ha un giudizio positivo di Paul, incluso un otto per cento (8%) il cui giudizio è addirittura molto positivo. In confronto, il 42% degli elettori non affiliati a nessun partito ne ha una considerazione positiva, incluso un 15% la cui opinione è molto favorevole.

Il ventisei per cento (26%) degli elettori del GOP pensa che Paul condivida i valori della maggior parte dei repubblicani di tutta la nazione, ma il 25% non è d’accordo. Il quarantanove per cento (49%) non è sicuro.

Allo stesso modo, il 27% dei repubbliani considera Paul una forza disgregante nel partito, mentre il 30% vede in lui una nuova direzione per il GOP. Il quarantadue per cento (42%) non è sicuro.

Tra tutti i votanti, il 19% ritiene che Paul condivida i valori della maggior parte degli elettori repubblicani, il 27% è in disaccordo. Il cinquanta quattro per cento (54%) è indeciso.

Il ventuno per cento (21%) di tutti gli elettori considera Paul come una forza disgregante nel GOP. Il trentaquattro per cento (34%) sostiene che è rappresentativo di una nuova direzione per il GOP. Il quarantacinque per cento (45%) non è sicuro.

Ma è importante notare che il 75% degli elettori repubblicani crede che i repubblicani al congresso abbiano perso il contatto con gli elettori del GOP in tutta la nazione rispetto a parecchi anni fa.

Sarah Palin, ex-governatrice dell’Alaska e candidata alla vice-presidenza nel 2008, è un’altra repubblicana che si è opposta alla leadership tradizionale del partito, ed era la relatrice principale al recente convegno del Tea Party in Nashville. Il cinquantanove per cento (59%) degli elettori repubblicani ritiene che Sarah Palin condivida i valori della maggior parte degli elettori GOP in tutta la nazione. Solo il 18% dei repubblicani vede Sarah Palin come una forza disgregante nel GOP.

Il Rasmussen Report ha elaborato ieri i risultati dell’inchiesta, che ha un occhio di riguardo per le posizioni di coloro che si dichiarano parte del movimento del Tea Party. Tra i vari dati, riportiamo che il 96% dei membri del movimento pensano che le tasse in America siano troppo alte e il 94% ha fiducia nei cittadini comuni molto di più che nei leader politici americani.

Nel valutare le principali tematiche su cui si sta confrontando la nazione, il 48% degli elettori attualmente sostiene che la maggior parte dei membri del Tea Party ha idee condivisibili rispetto a quelle di Obama. Il quarantaquattro per cento (44%) sostiene la tesi opposta e ritiene maggiormente condivisibili le idee di Obama.

Il cinquantadue per cento (52%) crede che la maggior parte dei membri del movimento del Tea Party comprenda meglio le problematiche attuali dell’America rispetto alla media dei membri del Congresso. Il trentacinque per cento (35%) degli elettori attualmente ritiene che Democratici e Repubblicani siano così simili che sarebbe necessario creare un nuovo partito che rappresenti gli americani. Quasi la metà degli intervisati (47%), non è d’accordo e sostiene che non è necessario un nuovo partito.

Se il Tea Party venisse riorganizzato in partito politico, il 34% dei votanti preferirebbe un candidato Democratico, in una corsa al congresso a tre sfidanti. Nell’ipotetico confronto elettorale, i repubblicani otterrebbero il 27% mentre il Tea Party sarebbe al terzo posto con il 21%. Tuttavia, se i democratici e i repubblicani fossero i soli ad avere una chance di vittoria, molti membri del Tea Party voterebbero per i repubblicani.

Fonte: www.rasmussenreports.com
Link: http://www.rasmussenreports.com/public_content/politics/elections2/election_2012/election_2012_barack_obama_42_ron_paul_41
14.04.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FRANCESCA IPPOLITI

Pubblicato da Davide

  • Rossa_primavera

    Obama vincera’ anche le prossime elezioni perche’ i cittadini americani hanno comunque afferrato un concetto:un cattivo democratico alla Casa Bianca fa comunque meno disastri del miglior repubblicano.La stessa regola non e’ ovviamente valida in tutto il mondo,soprattutto in europa dove il forte spostamento a destra registrato alle ultime europee,comprendente anche partiti di natura xenofoba e neonazista,lascia intendere che gli elettori europei pensino esattamente il contrario.

  • fengtofu

    Ma come fate ad essere così polli, dopo tutto questo tempo e abbondanti prove e riscontri….destra e sinistra son due facce della stessa medaglia di latta, è il sistema “democratico” di quella banda di cialtroni che va buttato giù, nel mondo intero!

  • vimana2

    Il tea party è contro il sistema bipolare, cmq qui il dato importante è il cambio di tendenza gli USA bipolare nn possono + fare quello che vogliono perchè hanno perso consenso.

  • Tonguessy

    Mi pareva che un 50% di aventi diritto che rinuncia al voto fosse una perdita di consenso sufficiente. Ma anche se nella più grande democrazia mondiale vota solo il 50% (e quindi c’è una costante perdita di consenso), cos’è cambiato nella realtà? Quando mai hanno smesso di fare quello che vogliono?

  • nuvolenelcielo

    2012 ron paul, wow allora cambia davvero il mondo nel 2012…
    a quel commento che dice “come fate a essere così polli”, tu, non sai chi è ron paul, non ne hai la minima idea. è l’antisistema, chiuderebbe la federal reserve tanto per dirne una… lo sai che esiste youtube, e google? usali