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EL PUEBLO NO SE VA

DI EUGENIO BENETAZZO

El pueblo non se va. Letteralmente, il popolo non se ne va: così cantavano e gridavano nelle piazze argentine milioni di famiglie scese a protestare contro le conseguenze socioeconomiche di quella scellerata campagna di indebitamento della nacion argentina a scapito della sua popolazione. Questo slogan (il popolo non se ne va) è opportuno iniziare ad impararlo ed intonarlo nella nostra lingua perchè molto presto rivedremo in Italia situazioni simili, se non peggiori.

Il colpo di grazia lo darà l’immobiliare, in particolar modo l’indebitamento ipotecario per l’acquisto della prima casa che questa volta farà anche delle vittime eccellenti: proprio il sistema bancario che ha alimentato in questi ultimi 5 anni, prima il rally ed ora lo sboom immobiliare. Non che questo debba ormai stupire, i moniti arrivano da svariati cantoni, majors comprese: tra cui recentemente la Merryl Lynch che ha annunciato un vero e proprio scenario stile 1929 per i prossimi mesi.Oltre ai moniti, abbiamo già avuto anche i primi collassi finanziari dagli echi illustri: Astroc in Spagna e la New Century Financial in USA. In particolar modo nel mercato statunitense lo scenario si è già fatto drammatico: il noto slogan di molte società finanziarie per l’erogazione di mutui “our business is the american dream” si sta trasformerà presto in “our business is the american nightmare” !

Il mercato immobiliare, non solo quello italiano, ha imboccato la strada dello scenario argentino: il rischio di insolvenza è dietro l’angolo. Il mercato ha superato il limite di saturazione, non si vende più, a meno di un deprezzamento consistente, migliaia sono ormai gli immobili nuovi sfitti nelle città italiane. Solo nella mia città ci sono quartieri con 500 appartamenti nuovi inveduti e con la gara al ribasso sul prezzo alla fine di ogni mese pur di piazzarne qualcuno.

Pur tuttavia qualcuno gongola. Voglio pensare che tutto questo non sia stato casuale: i Comuni infatti fanno a gara ad assegnare licenze edilizie in considerazione dei benefici finanziari che nel tempo arriveranno sotto forma di entrate fiscali grazie all’ICI.
Ma ritornando a noi, il problema chiave diventa anche l’esposizione debitoria tra istituti di credito e nuclei familiari a causa dei tanto osannati mutui al 100 %. Nella mia regione conosco una modesta banca territoriale che ha qualcosa come 1500 mutui di nuova erogazione già incagliati (con le persone che fanno la ressa agli sportelli per avere le sue azioni) ! E con lo spettro della clausola di risoluzione espressa pendente su ogni contratto di mutuo, il sogno di possedere una propria (squallida) abitazione con un mutuo al 100 % si trasformerà presto nel peggior incubo della vostra vita. Già, infatti se qualcuno non ne fosse a conoscenza, lo invito ad andarsi a leggere la clausola di solito menzionata all’articolo 7 delle Condizioni Generali di Contratto e denominata “Clausola di Risoluzione Espressa”.

Per farla breve, se la banca vi ha prestato 100.000 euro con un mutuo al 100 % perchè il vostro immobile vale appunto 100.000 euro, allora nel caso in cui si dovesse verificare una qualsiasi forma di deprezzamento (sia generico che specifico) dello stesso immobile, per esempio 15.000 euro (ipotesi molto verosimile), la banca ha la facoltà di chiedervi una integrazione di garanzia per 15.000 euro (ad esempio con una fideiussione) oppure un abbattimento istantaneo del montante capitale per 15.000 euro. E non dimentichiamo che voi avete l’obbligo di soddisfare la legittima richiesta dell’istituto di credito. Qualora non ne foste in grado, non cè nessun problema per la banca che vi ha prestato il denaro: infatti ai sensi dell’articolo 1456 del Codice Civile risolverà il contratto per inadempienza e metterà all’asta il vostro appartamento !
L’ulteriore rialzo dei tassi infine aiuterà a velocizzare la mattanza di tutti questi giovani pollastri con gli ideali di vita presi da MTV che pensano sia un diritto possedere anche quello che non ci si può permettere, e soprattutto che tutto debba sempre essere concesso a fronte di alcun sacrificio e rinuncia.

Se non credete a me, almeno confidate nella matematica ! Basta fare due semplici conti per capacitarsi delle conseguenze che colpiscono a cascata tutte queste coppie ingenue, abbindolate da una pubblicità mediatica fuorviante: chi avesse acquistato con mutuo al 100 % (o similare, anche con il 90 % gli effetti sono medesimi) un miniappartamento di 100.000 euro circa 2 o 3 anni fa, quando i tassi di interesse erano ai minimi storici (due per cento), oggi si trova a pagare interessi ormai quasi doppi rispetto ad allora.

L’aumento dei tassi dal 2 % all’attuale 3,75 % (presto 4 %), si traduce in 1750 euro in più di interessi annui aggiuntivi da pagare, rispetto al calcolo della serva fatto innanzi al direttore della fililale del Banco delle Giovani Marmotte. Un po come se la tradicesima improvvisamente scomparisse per sempre. E questo è solo l’inizio. Infatti adesso vanno di moda i mutui a rata costante e durata a sorpresa. Amara purtroppo. Quindi per finire: i migliori investimenti li farete tra 3/4 anni presso le aste immobiliari di vendita all’incanto presso i Tribunali, in cui potrete acquistare per 60/70 quello che tre anni prima costava 100.

Eugenio Benetazzo (Trader Professionista)
www.eugeniobenetazzo.com/tour

15.04.2007

Mutui con la miccia accesa

La famiglia fa crack

Pubblicato da Davide

  • ericvonmaan

    Non metto in dubbio la veridicità delle analisi proposte: tutti dicono che presto la bolla immobiliare scoppierà, o perlomeno si sgonfierà… mah.
    Nella mia città, Rimini, lo scempio delle aree costruibili è in atto da decenni: una cricca di grandi e potenti costruttori (i veri “padroni della città” insieme agli albergatori… spesso sono l’uno e l’altro) sono riusciti con la scandalosa connivenza dei politici locali a costruire ovunque ci fosse un fazzoletto di terra. Case piccole, loculi, una casa appiccicata all’altra, costruite di fianco a strade trafficatissime… una vergogna. Quando ero bambino, negli anni 60′, una modesta famiglia monoreddito abitava in spaziosi appartamenti da 120-140 metri… oggi una famiglia con due redditi fa fatica a vivere in squallidi miniappartamenti senza garage di 50-60 metri… che vergogna!
    Si dice che nella mia città vi siano oltre 8000 appartamenti NUOVI invenduti… nonostante questo, se vuoi una casa di 80-90 metri, senza giardino (il giardino !?!?! roba da ricconi!), brutta, costruita con muri di carta e senza nessuna logica di buon vivere, devi avere 300.000 eurozzi pronti sul conto…
    se ti presenti ad una agenzia immobiliare dichiarando una disponibilità di 250.000 euro (cacchio, è mezzo miliardo di una volta!!!) non ti guardano neanche in faccia… o ti guardano con espressione mista di compassione e disprezzo, come fossi l’ultimo dei pezzenti!
    Per non parlare di affittare: un miniappartamento non si trova a meno di 500 euro, e una casa con due-tre stanze da letto 8/900… questo quando, lo sappiamo tutti, uno stipendio “medio” viaggia attorno ai 1000 euro.
    Beh, c’è qualcosa che non va!
    Non credo che il mercato immobiliare scoppierà… forse non aumenterà, ma con tutta la speculazione e il dirottamento di liquidità che c’è stato a favore del “mattone”, a causa della comprensibile sfiducia versa i mercati finanziari (ormai la gente ha capito che in borsa i soldi li fanno solo i soliti pochi noti…) e la diffusa “paura del futuro” ovvero la convizione (fondata) che lo Stato in proiezione futura fornirà sempre meno assistenza sociale… beh io dubito che tra un paio di anni si potranno comprare le case a due lire!
    Per quanto riguarda le fottute banche: anche i cretini ormai hanno capito che, grazie al loro provilegio di poter “creare denaro dal nulla” possono prima darti i soldi a basso interesse… e poi strozzarti dopo qualche anno.
    Invece di scannarci per gli scandali calcistici, le veline in TV e i matrimoni tra omosessuali sarebbe meglio che ci interrogassimo sul ruolo delle banche (e dei loro effettivi proprietari) nella vita economica e sociale del giorno d’oggi…
    non vedo un gran futuro.
    Ciao

  • Manunkind

    Io concordo con il post precedente di quel signore riminese, bellissima città Rimini, specialmente in inverno, e poi come non pensare al Maestro_ Ma quella spiaggia e quel mare, nemmeno se mi restassero 2 ore di vita_

    Volevo aggiungere qualcosa sul costruire case nuove che restano invendute_
    Io vivo a Santiago de Chile e qua la pratica è ancora più selvaggia di quanto si possa immaginare_ Le ultime statistiche che ho visto parlavano di quasi il 30% delle costruzioni nuove, invendute, ogni anno_

    Ora, a parte lo scempio di aree che potrebbero avere destinazione verde, più sana e bella per gli abitanti – e a parte la schifosa pratica, quasi incomprensibile per noi italiani ma amata in tutto il continente americano, dato che perfino a Manhattan non si sono mai fatti scrupoli, di abbattere edifici di architetture tradizionali – prima metà del 900 – per far posto a casermoni quadrati da 3/400 appartamenti cadauno, che nei quartieri alti, dove costano le stesse cifre idiote che in Italia, magari hanno anche stili molto ben caratterizzati, ma nei quartieri popolari, dove costano meno di un BMW, fanno anche parecchio schifo_

    A parte tutto questo – credo sia ovvio per tutti che invece le politiche di abitazioni pubbliche vengono, sull’altro lato, trascurate, se non proprio rinnegate da tutti questi governi-sette fondamentalisti del neoliberismo_

    Ma alla fine, chi ci guadagna da tutto questo fermento costruttivo senza molto senso??

    Tutti tranne i cittadini – su cui si scaricano i costi diretti e indiretti_

    I costruttori fatturano e vivono a debito – i governi incassano mazzette lobbistiche e tasse – le banche sono quelle che ingrassano di più vivendo sui crediti delle imprese costruttrici e sui mutui dei cittadini – i grandi proprietari vedono i propri beni rivalutarsi con indici da capogiro – gli azionisti di tutti questi soggetti si arrotondano sui dividendi – e via e via_

    Quando i prezzi continuano ad aumentare, come succede da decenni, tutto questo circolo si gonfia e tutti vivono di rendita, inconsistente, senza liquidità, ma di rendita – il miracolo del credito_
    È un po’ come quel nulla su cui si gonfiano e campano i derivati_
    Naturalmente per arrivare a questo si è preteso di abbattere ogni traccia di legge che controllasse e regolasse il mercato e si è spacciato con ogni mezzo propagandastico – TV, stampa, pseudoeconomisti, ambienti culturali, scuole – questo azzeramento per una manna degli dei del benessere – come come in ogni altro caso_

    La maggioranza delle persone invece, che non rientra in nessuna delle categorie di sopra ma ha bisogno di una casa per viverci, lo piglia nel didietro diritto diritto_
    E come dice Benetazzo, fino a quando? Almeno fino a quando qualcuno non si sveglierà e non si accorgerà che tutta quest’aria potrebbe appoggiare su un cecio, e si spaventerà, e comincerà a scappare alla chetichella_ Ma qualcun altro lo vedrà, si spargerà il panico e allora potrà crollare tutto davvero, da altezze stratosferiche_
    Islanda, Argentina & C. docent_

    Leonardo Migliarini