EGEMONIA DELL’AVVERSIONE

DI ANDREA ZHOK

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Sui giornali di destra il presente governo è presentato come ‘comunista’.

Sui giornali di sinistra il precedente governo era presentato come ‘fascista’.

Una volta represso il riso (per chi lo scordasse, i due governi hanno incidentalmente lo stesso premier e più di metà parterre parlamentare in comune), è suggestivo come si continuino ad usare categorie politiche di un secolo fa per tenere passabilmente svegli i propri lettori.

Ciò mostra innanzitutto come nell’epoca della ‘morte delle ideologie’ l’esigenza di aver a che fare con qualche straccio di idea sia più forte di qualunque senso della realtà.

Ma più interessante ancora, ciò segnala un tratto di fondo della nostra epoca desolata.

La ragione liberale si è imposta coltivando e recitando la morte delle ideologie, delle utopie, degli storicismi, di qualunque visione che non fosse quella di arrivare da colazione a cena restando produttivi, per ripartire il giorno dopo.
Ma essendo l’antropologia liberale del tutto priva di fondamenta, questo tentativo non le poteva riuscire: nessun uomo vive davvero di solo pane (neanche se ci aggiungi caviale e smartphone).
Perciò l’ultima mossa che rimane a disposizione per tenere in moto il motore della motivazione, non avendo alcuna propria idealità positiva degna di essere perseguita, è quella di suscitare forme di avversione sufficientemente forti.

A tenere in piedi l’intero sistema motivazionale contemporaneo sono in ultima istanza dunque solo due sentimenti: paura e odio.

Paura di fronte alle mille fonti di insicurezza, accuratamente coltivate dalla ragione liberale (insicurezza lavorativa, culturale, fisica, psicologica): la lezione fondamentale del liberalismo economico è che la paura di perdere tutto (casa, lavoro, famiglia, salute, vita, terra, riconoscimento) è un motivante assai efficiente e che richiede poca manutenzione.

E poi odio, odio verso un nemico assoluto e irragionevole, dipinto sistematicamente con i colori di qualcuno che crede in qualcosa (il comunista, il fascista, l’islamico, il nazionalista, ecc.), perché il male assoluto, la cosa veramente intollerabile e pericolosa per un liberale è aver a che fare con un soggetto mosso da ideali (a prescindere dal loro contenuto). Tutti gli altri il liberale li capisce, perché può negoziare con essi, e in ultima istanza comprarli. Ma qualunque forma di perseguimento di un ideale, questo è l’orrore incomprensibile, l’assolutamente altro, ciò che può essere appreso solo sotto la categoria del ‘fanatismo’.
Perciò anche qui il motivatore più efficiente a disposizione consiste nell’alimentare l’odio tra idealità radicali, se necessario inventandole o tirandole fuori dal baule impolverato della storia.

 

Andrea Zhok

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/andrea.zhok.5/posts/1344400502408012

21.10.2019

8 Comments
  1. cristina says

    Concordo, le tirano fuori dal bauletto pieno di polvere, di un passato che non tornerà mai più, un vecchiume linguistico che da noia appena si sentono i suoni, concordo anche sui sentimenti prevalenti, demenzia?

  2. Predator says

    divide et impera – Quando ti vogliono togliere qualcosa con la forza, ti mandano sempre qualcuno contro, così non sai mai perchè.
    Fascisti contro comunisti, europeisti contro nazionalisti, cristiani contro islamici, destra contro sinistra, …
    Frattanto che si scannano … tra i due litiganti il terzo gode

    Come diceva una pubblicità di qualche decennio fà? – la potenza è nulla senza controllo

    L’idiozia è farsi dividere, la divisione viene dall’ignoranza. l’unica reazione dev’essere…

    l’unione fa la forza … e ci vuole anche consapevolezza e coordinazione per poterla controllare.

  3. lady Dodi says

    il mondo sta cambiando a velocità incredibile. E forse è anche questo a fare paura.
    Letto rete Voltaire l’editoriale di Meyssan, la mia guida sicura.

  4. gix says

    E si, l’ideologia del consumismo, per quanto pompata a dismisura, non può competere con le ideologie vere, quelle che provano a rispondere alle domande importanti della vita. I poteri lo sanno e quindi per puntellarla devono far ricorso a tutti i sistemi possibili, sempre e comunque basati sulla divisione fra le persone, in modo che non vengano mai a mancare conflitti di qualunque tipo. E’ questa la vera speranza che la gente può conservare, ovvero che il sistema attuale, nel momento in cui dovesse abbassare anche di poco la guardia sull’ossessione consumistica, sull’economia e sulle tecnologie, potrebbe collassare in breve tempo. Ciò non essendo tutt’ora in grado di rispondere per esempio alla più semplice delle domande: cosa c’è dopo la morte.

  5. vegavega says

    Più che di pensiero “liberale” parlerei di dottrina “liberista”. Mi suona meglio.

  6. Truman says

    Molto buono il pezzo di Zhok, anche se mi fa tornare in mente “Il capro espiatorio” di Renè Girard, il quale suggerisce che il modo migliore per tenere assieme un popolo è di renderlo complice dell’uccisione del capro. Si, un nemico comune insieme alla complicità in un crimine comune può essere visto come la nascita della politica.
    Sull’ideologia come collante invece mi torna in mente Sandor Marai e “Il sangue di San Gennaro” nella parte in cui vede i profughi ungheresi nudi in assenza di una identità. Ecco, l’ideologia può essere vista come un vestito che copre le proprie parti poco nobili. Sembrano essere ideali e spesso sono solo vestiti.

  7. Nightwhisperer says

    Largamente condivisibile. Nell’etica cristiana esiste un comandamento per disciplinare l’invidia che è appunto un peccato capitale. Quindi questa “debolezza” umana era già nota ai tempi di Cristo.
    La dialettica tra la natura intimamente sociale dell’uomo e quella altrettanto connaturata della competizione e quindi dell’invidia sentimento che sopraffà colui che sarebbe destinato a perdere nella competizione, viene ben spiegato da Mauro Scardovelli nei suoi libri.

  8. Primadellesabbie says

    Alcuni interessanti commenti, qui sopra, mi spingono a suggerire agli utenti intervenuti di visionare, dal minuto 44:30 a 57:40 e di riflettere su questo importante contributo di Glauco Benigni a proposito di internet, in una conferenza ospitata da ‘byoblu’:

    https://www.byoblu.com/2019/10/17/ecco-il-think-tank-dei-cittadini-scardovelli-micalizzi-malvezzi-galloni-benigni-cerretti/

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