“Effetti collaterali” del lockdown: 26 mila morti in più in casa nel Regno Unito (ONS)

Lantidiplomatico.it

 

Passati stranamente sotto silenzio nella nostra stampa così attenta alle statistiche sui decessi in questi giorni, la BBC ha recentemente (fine ottobre) riportato alcune statistiche scioccanti sui morti nel Regno Unito, dovuti al Covid, o meglio alle misure restrittive prese dal governo inglese, il lockdown, per gestire l’emergenza Covid.
 
Rispetto alle statistiche ufficiali degli altri anni, negli ultimi sei mesi ci sono stati più decessi a casa per una serie di cause importanti, inclusi tumori e malattie respiratorie.
 
L’ultima analisi pubblicata dall’Office for National Statistics britannico, ripresa dalla BBC, ha rilevato quest’anno oltre 26.000 decessi “extra” nelle case private, mentre, contemporaneamente, le morti in ospedale per quelle patologie sono inferiori alle medie annuali.

“Rispetto alle statistiche degli altri anni, più persone della media muoiono a casa di malattie cardiache in Inghilterra e Galles, e più donne muoiono di demenza e Alzheimer”, dice il rapporto.
 
Il rapporto della BBC ha inoltre citato i gruppi di beneficenza dell’Alzheimer che lamentano l’impatto negativo “straziante” e devastante sia del lockdown che delle misure di allontanamento sociale, in particolare sugli uomini anziani.
 

I decessi attribuibili alla demenza e al morbo di Alzheimer a casa sono in una traiettoria ascendente maggiore mentre sono in calo negli ospedali, suggerendo fortemente che più persone con malattie potenzialmente letali ma curabili stanno semplicemente evitando i servizi medici professionali per paura del COVID-19 o forse per paura di violare le misure di allontanamento sociale o i divieti governativi.

Il rapporto ha rilevato che i decessi ospedalieri correlati alla demenza sono diminuiti del 40% in Inghilterra e del 25% in Galles. L’Office for National Statistics del Regno Unito ha inoltre scoperto che le malattie cardiache stanno causando il caos tra gli uomini in un momento tutti gli occhi sono puntati sull’impennata del coronavirus.

Tra marzo e settembre 2020, ci sono stati 24.387 morti in più in Inghilterra nelle case private e 1.644 in Galles. La quasi totalità non riguarda il Covid-19. Di questi, in particolare, 1,705 uomini in più sono morti per malattie cardiache in Inghilterra, il 25% in più del normale. In Galles c’è stato un aumento simile di uomini che muoiono di malattie cardiache a casa, del 22,7%.

E, contemporaneamente, i decessi negli ospedali per condizioni così significative non correlate al coronavirus sono notevolmente diminuiti.

Il professor Sir David Spiegelhalter, presidente del Winton Center for Risk and Evidence Communication presso l’Università di Cambridge, ha affermato sempre alla BBC che ciò equivale a “100 persone in più che muoiono a casa ogni giorno.”

“Di solito circa 300 persone muoiono ogni giorno nelle loro case in Inghilterra e Galles”, ha commentato. “L’ultima analisi ONS conferma che anche dopo il picco dell’epidemia questa media è salita a 400 al giorno e non mostra alcun segno di calo. Questo è un terzo in più, e pochissimi di questi casi riguarda il Covid”.

“Non è chiaro quante di queste vite avrebbero potuto essere prolungate se fossero state ricoverate in ospedale, ad esempio tra i 450 decessi in più per aritmie cardiache”, ha aggiunto il professore.

 

Fonte: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-effetti_collaterali_del_lockdown_26_mila_morti_in_pi_in_casa_nel_regno_unito_ons/82_38217/