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ECONOMIE NON SOSTENIBILI: CRISI E COLLASSO. IL CASO DELLA SPAGNA

DI PIETRO CAMBI
crisis.blogosfere.it/

Ve lo ricordate, vero, quando la Spagna era l’esempio da seguire, Zapatero o non Zapatero?

Il treno in corsa, la Cina d’Europa, con tassi di crescita prodigiosi, il debito pubblico più basso d’Europa, un avanzo di bilancio statale dell’ uno e mezzo per cento… beh: è finita.

Quella crescita era insostenibile, non si basava su una economia REALE, sana, ma su un boom veramente smodato del settore immobiliare, un boom che finiva di devastare le parti di costa non ancora ricoperte dal cemento, che si basava sul turismo mordi e fuggi, che generava poca professionalità e molto sottolavoro malpagato etc etc.

Saprete certo che la Spagna ora è il vero buco nero d’Europa, che ingoia speranze, soldi e vite a milioni. La sua economia non si è fermata: si è disintegrata contro un muro di cemento (ironia della sorte). I pezzi stanno ancora volando per aria. Solo Ad Ottobre, ultimo dato disponibile, si sono persi quasi centomila posti di lavoro.

Ma come è successo? Con che tempistica?

Cosa avevano previsto, compreso, dell’uragano in arrivo i media, i governanti e i vari istituti di ricerca?

Ho lavorato un poco su questa cosa e, anziche’ proporvi la MIA pappardella, vi metto a disposizione lo “scartafaccio”, il foglio di lavoro con i mei appunti.

Un modo per andare “dietro le quinte” e spiegare anche il lavoro, tanto o poco che sia, che sta dietro ad ognuno dei nostri post (o almeno a parecchi, eh).

Vi potrete così fare una idea DA SOLI, con i FATTI, crudi e nudi.

Qui mi limito a ricordare la mia massima preferita (Einstein, credo): “le previsioni sono difficili, specie quelle riguardanti il futuro.” 

 

 


% disoccupazionen. disoccupati
26-gen-078,30%1800000
L’inizio della storia




http://it.euronews.net/2007/01/26/prosegue-il-calo-dei-disoccupati-in-spagna/




“Continua a scendere il numero dei senza lavoro in Spagna. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio di statistica di Madrid nel quarto trimestre del 2006 gli iscritti all’ufficio di collocamento della penisola iberica supera un milione e ottocentomila unità: é




E’ costante la diminuzione dei disoccupati che sono passati nel giro di un anno dal 9,7 all’attuale 8,3% della popolazione attiva: e sempre su base annuale il numero dei senza lavoro é in ribasso di 30 mila unità




Il ministro del lavoro del governo Zapatero sprizza gioia da tutti i pori: a suo parere nel 2007 il tasso di disoccupazione potrà per la prima volta scendere al di sotto dell’8%.




A dare vigore all’economia nella penisola iberica é soprattutto il settore immobiliare al punto che la crescita nell’edilizia è un vero e proprio motore per la zona euro”









Perché è successo ?? Un buon indizio




http://www.businessonline.it/stampa/1/EconomiaeFinanza/1362/ricetta-economica-spagnola-zapatero.html





10-gen-088,60%1860000
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/01/pil-spagna-zapatero.shtml?uuid=b31dc196-bf7a-11dc-92dc-00000e25108c&DocRulesView=Libero




Deliri di grandezza di Zapatero





04-mar-088,60%

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/03/due-milioni-posti-lavoro.shtml?uuid=4a60d07a-e9bf-11dc-a429-00000e25108c&DocRulesView=Libero




Ancora ci crede, Zapatero





30-apr-08


http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=197&ID_articolo=514&ID_sezione=404&sezione=In%20diretta%20da%20Bruxelles




Ci superano? Non ci superano?





08-mag-0810,70%2338517
http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=204139




cominciano le rogne ma ancora non ci credono ( dicono disoccupazione sotto il 10% nel 2009)





02-set-08
2500000
http://it.euronews.net/2008/09/02/spains-jobless-worst-in-a-decade/




Rogne in piena esplosione ma i piu’ pessimisti tra gli analisti prevedono disoccupazione al 15% nel 2009





09-set-0810,50%

http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200809091238105351&chkAgenzie=TMFI&sez=news




Solbes: rischio recessione e via gli immigrati





31-ott-0811,33%

http://it.euronews.net/2008/10/31/spains-economy-shrinks-towards-recession/




Spagna maglia nera europea





29-dic-08
3000001
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200812articoli/39521girata.asp




Si prevede disoccupazione dal 15 al 19%





31-gen-0914,80%

http://www.unita.it/newsansa/21735/ocse_disoccupazione_a_gennaio_sale_a_su_anno





03-mar-0915,90%3480000
http://it.euronews.net/2009/03/03/nuovo-record-di-disoccupati-in-spagna/




quattro milioni di disoccupati entro la fine dell’anno





30-apr-0918,10%

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200906articoli/44266girata.asp





12-giu-09


http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/foreignNews/idITLC22092820090612




Il collasso totale





30-set-0919,30%

creativita’ masturbatoria




http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=79995&sez=LEALTRE





31-ott-09
3800000
http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200911030937111682&chkAgenzie=TMFI&sez=news&testo=&titolo=Spagna,%20+2,7%%20a%203,8%20milioni%20disoccupati%20in%20ottobre




98.000 posti persi solo in Ottobre

Pietro Cambi
Fonte: http://crisis.blogosfere.it
Link: http://crisis.blogosfere.it/2009/11/economie-non-sostenibili-crisi-e-collasso-il-caso-della-spagna-1.html
16-11-2009

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    “Nei casi dubbi ci si decida per il giusto.”

    Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

    Evidentemente Zapatero non aveva dubbi, ecco spiegato perchè ha sbagliato così clamorosamente

  • frankcoppola

    Ottima analisi. Ma una cosa mi cruccia. Chi informerà gli italiani della situazione disastrosa spagnola in campo occupazionale?
    Tempi addietro quando si parlava della Spagna, soprattutto di Zapatero , si parlava della efficienza, del sistema politico da seguire, del bello , del buono, dell’eccelso , del positivo………….
    Quale politico del Pd andrà in televisione e dirà: la Spagna, governata dalla sinistra, è al 20% di disoccupazione………..

  • lucamartinelli

    e dai, Frank, non essere cosi’ schierato. nessuno da’ colpa al massone Berlusconi della crisi economica. Perche’ darla a Zapatero?. nessun politico ha responsabilita’ di quanto sta succedendo anche perche’ nessun politico puo’ prendere decisioni importanti. come dovresti sapere i politici sono i maggiordomi di qualcun altro. saluti

  • robocop

    Direi che dare la colpa ai governi attuali della loro incapacità di affrontare la crisi è molto riduttivo.

    E’ come dire che la colpa dei morti in un terremoto è dell’ultimo governo in carica.

    Sono mali che si propagano in decenni e al quale governi che oramai non hanno più reale potere non possono fare nulla.

    Nemmeno i cosidetti poteri forti riescono più a governare il sistema, l’unica cosa che riescono a fare è sfruttare gli eventi a loro vantaggio.

    E’ il destino di tutti i sistemi complessi, cosi come lo è l’economia attuale, i sistemi crescono distorti, perché fin dall’inizio vengono ideati a vantaggio di qualcuno, e poi diventano nel tempo cosi perversi che nemmeno i loro creatori ne posseggono i comandi.

    Nemmeno i senatori corrotti dell’antica Roma hanno avuto vantaggi nel crollo dell’impero, però alla fine tutto è crollato.

    L’imperialismo occidentale a grandi possibilità di fare la fine dell’impero Romano, il problema è capire da cosa verrà sostituito.

    Per ora sembra in vantaggio la soluzione di un governo (dittatura) mondiale, ma non lo darei per scontato, nuove ideologie potrebbero nascere e contrastare il disegno di una dittatura globale.

    Ne propongo una:

    http://www.ecolcity.it/cms/costruiamo-insieme-una-alternativa-al-capitalismo-malato

  • egoland

    Robocop ha ragione. Vivo a Barcellona da più di 4 anni, la situazione in Spagna è tragica, ma le cause soo da ricercare nel passato. La crescita di questo Paese, negli ultimi anni, si è basata principalmente sul settore immobiliario, e alle conseguenti speculazioni. Ora che non ci sono i soldi per comprare case e abbondano i morosi, il crollo è stato vertiginoso. Hanno aperto cantieri ovunque, per far lavorare migliaia di operai che altrimenti se ne starebbero a casa in questo momento. Ma l’opposizione, qui, non sa far altro che speculare sulla crisi per disarcionare Zapatero. Non ho mai sentito nessuna proposta da parte di Rajoy (il capo del Partido Popular), solo critiche e accuse. Se Zapatero ha una colpa, è quella di aver negato la crisi a suo tempo, quando stava per esplodere. Ma dio non voglia che vinca la destra alle prossime elezioni…

  • Bigrex

    Non capisco il senso dell’articolo:
    mal comune mezzo gaudio????

  • frankcoppola

    Ma allora non bisognava osannare Zapatero più di tanto come l’emblema dell’efficienza della sinistra. So bene come vanno le cose nel mondo: ho i capelli bianchissimi.

  • frankcoppola

    Se robocop ha ragione lei ha sicuramente torto perchè si rianalizza la situazione con il solito metro destra= cattiva, sinistra= buona: quando governa la sinistra e qualcosa va male allora la colpa è da ricercare altrove!

  • ostix

    la sinistra non è buona ma la destra è sicuramente peggio (a menochè tu non sia Paperon de’ Paperoni) e il qualunquismo è la gioia di essere schiavo

  • egoland

    Mah, il suo commento lascia il tempo che trova. Mi sembra chiaro che la crisi ha origini lontane, in Spagna come nel resto del mondo. Non è blaterando “destra” o “sinistra” che si risolve il problema. Giá lo so, grazie. E non è cercando un capro espiatorio che si trovano le soluzioni. L’equazione destra= cattiva, sinistra= buona l’ha tirata fuori Lei, non io. Semplicemente mi limito a considerare, vivendo in Spagna, che dall’opposizione non giunge nessun aiuto. E sono i cittadini a soffrirne, non i politici che ci speculano per fini elettorali. Possiamo discutere per ore sul fatto che destra e sinistra siano ormai, in termini di decisioni ed equilibri internazionali, categorie inutili, anzi dannose perché sviano l’attenzione dai veri problemi. Tuttavia, posso dire serenamente che le differenze tra PSOE e PP ci sono eccome (sempre, ovviamente, nel contesto di un mondo in cui il liberismo ha trionfato da tempo). In Italia tra PD e PdL non so. E vedendo queste differenze, un’idea su chi lavora meglio me la faccio, se permette.

  • egoland

    Il mio commento, naturalmente, è rivolto a frankcoppola. Lo stavo caricando e si è accavallato a quello di ostix.

  • egoland

    O guerra tra poveri.

  • osva

    Bella la foto con il toro sotto le scie chimiche….

  • ventosa

    Senti, Frankie.
    Avrai pure i capelli bianchissimi, ma se non ti liberi delle tue “certezze ideologiche” e non provi a guardare le cose per quello che sono, sei, come si dice a Roma, “contento e cojonato”(Non è una parolaccia).
    Saluti.

  • ventosa

    Molto utile se lo leggessero coloro(e sono tanti!) che vedono la Spagna come un modello da seguire. Purtroppo sono gli stessi che “si informano” tramite i media tradizionali, pronti a cibarsi di ogni tipo di analisi precotta, purchè non gli tolga le proprie certezze politiche e ideologiche, frutto di una vita di “informazione corretta”.

  • marcopa

    Zapatero ha suscitato molte simpatie a sinistra. Il motivo del suo buon gradimento erano e sono legate alle prese di posizione sul laicismo, sulla parita’ uomo-donna, sull’ antifascismo netto. Le sue politiche economiche pero’ non si sono differenziate da quelle delle altre socialdemocrazie (oggi in crisi), e questo era sottolineato in qualche ambiente della sinistra. La differenza era che il paese era in crescita notevole. Nonostante questo, come mostra anche lo schema di Pietro Cambi, il livello di disoccupazione e’ stato sempre molto alto (8,30% a inizio 2007). In realta’ la salute dell’ economia in tutto l’ occidente non era buona neanche prima del crack finanziario e il consenso ( dopo la crisi ma anche prima) si basa sull’ illusione di una crescita futura che cancelli i problemi. Che fare? Secondo me innanzitutto due cose immediate:dire che questa crescita futura non ci sara’ o comunque ci sono molte probabilita’ che vada cosi’. E inoltre dire che ,anche in questo quadro, e’ possibile attenuare le conseguenze delle difficolta’ con una ridistribuzione di risorse verso i ceti piu’ deboli e con una correzione del neoliberismo ancora praticato ovunque, nonostante i suoi effetti negativi siano abbastanza evidenti. Per fare questo occorrerebbero anche degli strumenti opportuni, di informazione e di intervento.