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ECONOMIA CALANTE CON BORSA LEVANTE

DI EUGENIO BENETAZZO


Devi avere coscienza e non paura: solo la perdita di tutto quel che ti circonda ti renderà veramente libero. La proiezione su un futuro a rischio depressione stile anni trenta (da me e molti altri profetizzata) solleva non poche considerazioni anche sulle attuali giovani generazioni.
Consideriamo, per esempio, il giovane italiano stereotipato di venticinque anni, generalmente con una cultura medio bassa, che lavora come operaio o come dipendente in qualche azienda di manifattura o di servizi: la sua concezione della vita e del lavoro è particolarmente ristretta, lavora per guadagnarsi (ma ancora per poco) lo stipendio che gli servirà per comprarsi l’ultimo modello di Golf o di Audi A3.
Vive esclusivamente per comperare beni e servizi che non gli servono, accecato e drogato da una pubblicità ingannevole che lo porta a circondarsi di beni materiali superflui per lui ed il suo stile di vita.La maggior parte di queste generazioni giovanili non risparmia, spende più di quanto guadagna, convinta che la crisi in atto sia solo passeggerà e prima o poi passerà.
L’aspetto più tragico è che proprio questi soggetti saranno le prime vittime in caso di shock finanziario globale, privati del loro unico sostentamento, il posto di lavoro e di quelle banali e finte certezze che per anni li hanno convinti di poter contare su un benessere costruito.
E proprio come loro anche le nuove generazioni italiane stanno facendo di tutto per assomigliarvici: la moda del wrestiling in tv è dilagante (solo un ebete si metterebbe a guardare uno show più coreografato di un balletto di danza moderna), il fast food e le merendine ipercaloriche hanno contagiato la nazione (e proprio come i fratelli americani anche i giovani italiani si stanno incamminando verso la strada dell’obesità) e le carte di credito con fido revolving sono un must sociale, più ne hai e più sei accreditato.
Queste ultime in particolare stanno facendo sparire una caratteristica che per decenni ha reso famoso il popolo italiano in tutto il mondo: la vigorosa propensione al risparmio. Prima si comperava tutto per contanti accantonati tra sacrifici e rinunce nel tempo, adesso complice questa società godereccia drogata inconsciamente dagli spot pubblicitari del consumismo sfrenato o da qualche pupazzo mediatico si deve possedere il meglio, tutto e subito. Costi quel che costi.
Da qui la mia constatazione che la maggior parte di voi è schiava di un sistema che gli impone di lavorare per pagare le rate della sua auto-ultimo-modello-appena-uscito e per acquistare frivolezze e porcherie che non gli servono né per il suo stile di vita e né per la sua salute. Le cose che possedete alla fine vi posseggono.

Pensate all’italiano medio che negli anni settanta e ottanta comprava l’automobile anticipando almeno il sessanta per cento del costo o addirittura pagandola interamente in contanti. Adesso assistiamo a queste nuove forme di finanziamento che servono solo a vendere le auto anche a chi non se le può permettere.
Zero anticipo, una microrata di cento euro o meno per ventiquattro mesi, ed alla fine dei due anni o pagate il residuo (cioè il valore complessivo dell’auto perché per due anni avete pagato solo gli interessi) oppure andate a rifinanziare di nuovo l’importo iniziale: ecco come si acquistano le automobili oggi.

Chi è particolarmente portato per essere abbindolato con queste formule di vendita alla fine del secondo anno acquista il nuovo modello di auto dando in permuta quello vecchio di due anni e ricominciando nuovamente a pagare: alla fine lentamente diventate degli automi che lavorano solo per consentire che la vostra casa automobilistica preferita possa costruire e continuare a vendere auto, certa che qualche babbeo sarà drogato da questo meccanismo e continuerà a cambiarla ogni due o tre anni.
Non lavorate per vivere, ma vivete per lavorare e quei quattro soldi che pigliate se li prendono le banche e le multinazionali dell’auto o dei beni di consumo.
Non avete speranza, voi giovani e anche voi non tanto più giovani, una sola cosa potete fare: prendere le valigie ed espatriare come hanno fatto secoli or sono centinaia di generazioni di italiani.

Il denaro ci ha reso succubi di lui stesso, non siamo più noi che lo facciamo girare, ma è lui che ci fa muovere: sarete voi nei prossimi anni che dovrete andarvene a lavorare con la valigia sotto il braccio dove i capitali hanno deciso di andare per riprodursi.
Chi è causa del suo male pianga se stesso: è il caso che iniziate a piangere allora.
Sarà un’epoca senza precedenti per il vecchio continente in quanto per la prima volta dopo secoli di progresso e prosperità economica le nuove generazioni saranno più povere di quelle precedenti, vale a dire che i vostri padri sono stati più ricchi dei loro e voi sarete più poveri dei vostri genitori: per la prima volta questo processo di generazione di ricchezza si interrompe e si inverte con un trend che ha tutto l’opposto di essere una correzione.

La maggior parte di quelli che stanno leggendo questo saggio nei prossimi 15/20 anni vivrà in uno stato di precarietà economica senza precedenti, con un lavoro a singhiozzo, e senza alcuna garanzia per il proseguio dei suoi giorni.
Questa è la conseguenza non tanto lontana che già si percepisce in Italia: pensate a quante famiglie hanno dovuto modificare il proprio tenore alimentare per riuscire non a vivere, ma a sopravvivere.
La globalizzazione multinazionale, ormai vanto del capitalismo sfrenato ed allo sbando senza più regole, comporta queste sfaccettature: il denaro va dove è più conveniente che sia investito.

Tuttavia da speculatore professionista della borsa, mi sento dirvi che la verità è anche un’altra. La verità è che il capitalismo è imperfetto proprio come il suo inventore, accecato dalla frenesia incessante di accumulare denaro.
Ed i mercati borsistici stanno premiando (irrazionalmente) questo scenario. L’abbaglio per il denaro facile ed il profitto indiscriminato ci insegnano che il mercato borsistico è un grande incubatore di sogni e di ricchezza, ma questa indiscrimata rappresentazione ci ha fatto dimenticare che anche lui è soggetto come qualsiasi altro prodotto della natura umana alla sua stessa fragilità e debolezza.
Diffidate da chi vi propina teoremi sulla efficienza e razionalità del mercato, perché proprio questo è tutt’altro che efficiente e razionale. Specialmente nelle fasi in cui l’euforia e l’irrazionalità hanno preso il sopravvento sul buon senso.

Eugenio Benetazzo
[email protected]

4.01.06

Pubblicato da Davide

  • illupodeicieli

    ho fatto presente alla redazione di zapping l’opinione comparsa sul financial times del 28/12/05 e anche su altri giornali di economia e finananza, che ogni tanto esaltano l’economia o come nel caso da me riferito, parlano di prossimo declino tipo la crsi del 29 o anche peggio: ebbene la risposta è stata che bisogna sentire anche altre opinioni,oltre quelle di questi giornalisti.
    un ragionamento che se non trovo molto logico: se fossi un cuoco troverei di sicuro tanti a cui non va la mia cucina o ,al contrario ,un esercito di esaltati sostenitori: ma chi avrebbe ragione? chi dice e predice catastrofi e flussi migratori da film tipo the day after o chi ritiene che anche chi ha una cultura medio bassa possa capire e affrontare situazioni da suicidio? non credo che entrambe le posizioni siano sostenibili, se non da giornalisti che oggi danno ragione a uno e domani cambiano bandiera.

  • mantreshII

    leggendo questo articolo, (che condivido a grandi linee) mi è venuto in mente che proprio ieri pomeriggio ascoltavo radio1 e c’era un convegno di politici che trattavano di europa, di tempi e modi, di come risollevarci…io sinceramente penso che questi politici non sappiano bene come è fatta la vera vita di giovani tra i 20-35 anni che non hanno niente e vogliono almeno possedere una casa-lavoro-macchina, oltre che poter mangiare….
    ebbene direi che la situazione è DISPERATA contando che lo spettro del licenziamento è sempre in agguato o cmq una prospettiva che è all’orizzonte, camuffata da delocalizzazione o altro.
    sentivo questi politici che parlavano di un’europa che cresce e solidamente mostra la propria unione, in primis con l’unione economica che funziona!!!!!!non ci volevo credere, ma poi fai 2+2 e capisci che funziona davvero per quel 10-20 % di popolazione che già è ricca tra imprenditori politici ecc.
    sempre piu’ poveri, sempre piu’ poveri….
    ma il brutto che non si puo’ far niente, avendo perso quella capacità organizzativa per cambiare le cose, quella capacità che in passato era affidata ai leader politici.

  • ADANOS

    Devi avere coscienza e non paura: solo la perdita di tutto quel che ti circonda ti renderà veramente libero.
    Le cose che possedete alla fine vi posseggono.

    GRANDE EUGENIO mi citi frasi di Fight Club film capolavoro
    da BRIVIDO

    Ecco uno dei dialoghi che preferisco del film … serve a farvi meditare.

    L’appartamento di Jack è esploso come un uovo nel microonde …

    Tyler: … beh amico, poteva andarti peggio: una donna poteva tagliarti il pene e gettarlo da un’ auto in corsa.

    Jack: Lo so. E’ che, vedi… quando compri un mobile pensi, non dovrò più comprare dei mobili. Qualunque cosa succeda il problema dei mobili è risolto. Avevo tutto in quell’ appartamento! Avevo un guardaroba che cominciava ad essere rispettabilissimo. Avevo camicie Calvin Klein, Versace, avevo… mi mancava così poco ad essere completo!

    Tyler: Cazzo e ora è tutto sparito!

    Jack: Andato… sparito.

    Tyler: Sai cos’è un piumino?

    Jack: Una trapunta.

    Tyler: Una coperta, solo una coperta! Perchè due come te e me sanno cos’è un piumino? E’ essenziale alla nostra sopravvivenza nel senso cacciatore-raccoglitore? No! Allora cosa siamo?

    Jack: Siamo…Siamo consumatori…

    Tyler: Esatto, siamo consumatori. Siamo i sottoprodotti di uno stile di vita che ci ossessiona, omicidi, crimini, povertà, queste cose non mi spaventano… Quelloche mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con 500canali, il nome di un tizio sulle mie mutande, i farmaci per i capelli,il viagra, poche calorie…

    Jack: La redattrice Marta Stewart.

    Tyler: Fanculo Marta Stewart, Marta sta lucidando le maniglie sul Titanic, va tutto a fondo bello, perciò vaffanculo tu e il tuo divanetto a strisce verdi Omarshab della Stream. Io dico, non essere mai completo, io dico… Smettila di essere perfetto, io dico… Dai evolviamoci, le cose vadano come devono andare. Per me, forse potrei sbagliarmi, forse è una terribile tragedia…

    Jack: No, no. Sono solo oggetti, non è una tragedia.

    Tyler: Beh, ci sono un sacco di soluzioni versatili per il vivere moderno amico.

    Jack: Cazzo hai ragione… No, non fumo. Si dai e poi la mia assicurazione coprirà tutto perciò… Che c’è?

    Tyler: Le cose che possiedi… Alla fine ti possiedono.
    Fai come vuoi, bello.

  • LonanHista

    Non è una questione di “catastrofismo” o mero pessimismo.
    Vanno solamente osservati i diversi aspetti dello stato delle cose da un unico punto di vista.Focalizzare cioè ciò che accade,cercando di essere al disopra o al di fuori dei propri interessi. Ovvio che chi ha fatto dei buoni guadagni in borsa, ragionerà e vedrà le cose da un punto di vista diverso da chi con un solo stipendio deve mantenere una famiglia di 3-4 persone.
    La verità, una plausibile verità sta sempre in mezzo o meglio un punto di osservazione dove si possa avere una visione ed un dato di fatto il più obiettivo ed imparziale possibile.

    In occidente,(e dire Italia o Europa,fa lo stesso)si è giunti alla saturazione del mercato interno!
    Ovvero se la generazione precedente alla nostra(io sono del 1961)ha vissuto lo sviluppo e costruito la crescita, ha creato ricchezza,capitale, benessere, ciò è dovuto al fatto che dalla fine del secondo conflitto mondiale sia perché bisognava ricostruire e sia perché si sono create le premesse politico economiche per uno sviluppo social-liberista attraverso la democrazia come sistema sociale ed il liberismo economico incentivato dallo stato.
    Questo processo di sviluppo si è completato negli anni 80′.
    Il mercato interno negli anni 80′ ha cominciato il suo ciclo di “saturazione”.
    Il benessere allora inteso come realizzazione possesso e godimento della ricchezza aveva raggiunto il suo apice.A parte qualche eccezione,il nostro paese e l’occidente in genere aveva raggiunto lo scopo:ognuno poteva godere del necessario.Abitazione, doppia auto,ferie, etc.
    Dalla fine degli anni 80′, inizio anni 90 vi è stata una radicale trasformazione del mercato e dei consumi.
    Il sistema economico,il social-liberismo(come definire il liberismo con forte presenza dello stato?), si alimenta attraverso l’espansione,deve cioè necessariamente crescere poiché ogni contrazione o rallentamento può comportare implosione.
    Vi è la necessità quindi di espansione, di accrescere produttività e ricchezza e di conseguenza alimentare i consumi interni,sostenendone la spesa anche attraverso le esportazioni.
    Allora ecco il determinarsi alla fine degli anni 80′ e inizi anni 90′ della società dei consumi.Si passa dal necessario al voluttuario, a beni e consumi non indispensabili per il benessere come era stato finora inteso, ma a generi la cui necessità è stata imposta, il cui target è stato plasmato dai media e dalla pubblicità.Come dimenticare lo “yuppismo”?Dove si lavorava per “apparire” più che per essere e costruire.Una mentalità e un concetto di vita che oggi non solo ci induce ad indebitarci per consumare, ma a produrre “scarto”, ovvero nelle discariche e tra i rifiuti giungono almeno il 30% di beni e prodotti ancora utilizzabili.
    Tutto ciò per alimentare il circolo vorticoso dell’espansione e della crescita per sostenere lo stato sociale.
    Negli anni 90′, l’espansione,la crescita è stata sostenuta dalle esportazioni!
    Ovvero alla stagnazione interna,(non si consuma tutto quello che si produce)si è sopperito attraverso le produzioni soprattutto manifatturiere la cui concorrenzialità nei mercati esteri è stata favorita da politiche monetarie alquanto spregiudicate, cioè con il ricorso a continue svalutazioni della nostra moneta.Ciò però se da un lato ha favorito i surplus con l’estero, da un altro ha visto crescere in maniera molto considerevole il debito pubblico.

    La successiva adozione della moneta unica, per ciò che concerne i conti pubblici e la correzione dei suoi andamenti è stata UNA GRANDE OCCASIONE PERSA!
    Ad una minore spesa per interessi passivi, ai vantaggi(se non erro, circa 1 punto di pil)dell’adeguamento della nostra moneta al valore dell’euro, non hanno corrisposto politiche economiche mirate e lungimiranti.Il debito pubblico invece di diminuire è tornato a salire.La crescita, l’espansione della ricchezza,il pil si è stabilizzato a livelli minimi preoccupanti,fino a sintomi recessivi.
    La ricchezza complessiva, il “flottante” nel frattempo si è distribuito in maniera disarticolata. Previlegiando gli investimenti speculativi.Si è creato cioè un capitale fittizio, che non corrisponde però alla ricchezza reale del paese nella sua complessità.
    I bassi tassi di interesse, invece di incentivare la costruzione di ricchezza “strutturale”(e quindi innovazione, ricerca sviluppo), hanno contribuito alla creazione di ricchezza fittizia, speculativa.
    Il valore delle società quotate alla borsa di milano, le ricche cedole versate ai possessori di azioni, le plusvalenze non corrispondono alla ricchezza reale del paese.
    Come gli immobili tutto è sopravvalutato.

    Per compensare la minor crescita e anche un calo delle nascite, si è ricorsi all’immigrazione.A milioni di persone provenienti da paesi poveri e sottosviluppati è stato consentito di accedere ai nostri mercati del lavoro.
    Ma nonostante l’innesto di milioni di persone nelle nostre realtà produttive, a ciò non ha corrisposto un aumento della produttività e ne tantomeno dei consumi.A prescindere dai motivi, va considerato che oltre alla loro difficile integrazione per motivi culturali e religiosi, non si deve sottovalutare la probabilità di un conflitto sociale tra fasce “marginalizzate” della popolazione.Le recenti vicende delle benlieu francesi sono solo un avvertimento della realtà che potremo vivere tra qualche anno!

    Oltre alla saturazione dei nostri mercati interni, va considerata soprattutto la distribuzione della ricchezza complessiva che sta avvenendo in maniera disarticolta. Negli ultimi 3 anni, sono aumentati i conti correnti “milionari”.
    A ciò corrisponde una perdita di potere d’acquisto e ricchezza da parte di sempre più ampie fasce della popolazione.
    Negli stati uniti, per compensare questo dislivello, si è proceduto rivalutando i valori delle proprietà immobiliari, ovvero è stata distribuita ricchezza alla popolazione meno abbiente, semplicemente aumentando il valore delle ipoteche sulle proprietà immobiliari.Questo ha sì contribuito a sostenere i consumi e la spesa interna, ma ha di fatto impoverito sul lungo termine una grande parte della popolazione, poiché il loro debito futuro è accresciuto.(infatti le obbligazioni a lungo termine,garantiscono tassi e guadagni più bassi di quelle a breve….perché?).

    IN ITALIA A UN NOSTRO “GENIALE” MINISTRO COMMERCIALISTA-OFF-SHORE, ERA VENUTA QUALCHE ANNO FA QUESTA IDIOTA E MALSANA IDEA:schiavizzare e legare il futuro anche delle generazioni successive alle banche e alle finanziarie.
    E a proposito di geniali ed autorevoli economisti che da lustri reggono le sorti della nostra economia:considerati i conti pubblici e la situazione generale del paese, farebbero meglio a lasciare il passo.Tanto a loro una poltrona vellutata nelle grandi banche d’affari non manccherà mai,visto che come secondo lavoro sono i milgiori galoppini di queste entità cui dipende il vero potere.

    Quindi il mercato occidentale è saturo, fatta eccezione per gli usa (e qualche altra realtà,)la cui espansione del pil è sostenuta da un economia di guerra(quale sarebbe il pil degli usa senza la spesa militare?)e alla produzione delle delocalizzazioni il cui valore è “caricato” però sui conti interni(un altra stana “anomalia”).
    E a differenza degli anni 90′, quando il mercato e gli scambi con gli altri paesi erano possibili sia per compesazione(esporto manufatti,importo energia..per esempio) e sia per svalutazioni monetarie, oggi nello scenario globale sono apparse nuove realtà economiche, nuovi attori che hanno necessità, volontà fame per conquistarsi la scena.
    3 miliardi di persone che vivono una realtà socio economica simile alla nostra degli anni pre e post bellici.Più pre-bellici, considerata la situazione sociale.
    Entità che producono le nostre stesse lavorazioni a costi 10-20 volte inferiori rispetto ai nostri, la cui qualità si va sempre di più affinando, che copiando ed usando i nostri stessi mezzi e sistemi stanno crescendo e sviluppandosi in maniera eccezionale, con politiche economiche mirate.Come quella cinese studiata per evitare problemi di stagnazione o recessione interna, nel senso che i cinesi stanno sviluppando il loro sistema di mercato interno con i surplus e gli avanzi della loro bilancia commerciale.
    In occidente, prima si è strutturato e sviluppato il mercato interno di ogni paese,con conseguenti crisi inflazionistiche e le necessarie correzioni ed adeguamenti, mentre in Cina lo scopo principale è quello di conquistare fette e spazi sempre più ampi nel mercato globale, e con i surplus costruire secondo le necessità , attirando sempre più consistenti investimenti esteri e soprattutto evitando l’indebitamento.
    Con i ritmi di crescita attuali nel volgere di qualche lustro la cina sarà la prima potenza globale sia economica che politica.Ciò comporterà un certo e sicuro accentuato regresso dei paesi occidentali, soprattutto il nostro che non ha saputo o voluto ritagliarsi un suo spazio nel sistema del mercato globale.

    In conclusione:
    1)il nostro mercato interno è oramai saturo. non riusciamo a consumare tutto quello che produciamo e le nostre produzioni interne debbono subire la concorrenza delle economie emergenti
    2)la crisi delle natalità, non sopperita dall’afflusso degli emigranti in termini di espansione e soprattutto consumi
    3)la distribuzione della ricchezza complessiva che è disarticolata,che negli ultimi anni si è distribuita in maniera non “virtuosa,iimpedendo di fatto quella spesa nei consumi domestici, consumi che si stanno sempre di più contraendo e indirizzando sull’indispensabile, penalizzando quindi il sistema economico complessivo
    4)gli investimenti e quindi la ricchezza generale creata, si sono sempre di più indirizzati verso la speculazione ed il fittizio.
    non corrisponde cioè alla ricchezza complessiva,un valore strutturale reale-…..si generano plusvalenze in un giro vorticoso simili a scommesse che si rifinanziano….in pratica c’è una bolla non solo immobiliare destinata prima o poi a implodere
    5)la percezione che si ha del futuro è alquanto incerta.
    E questa incertezza non deriva dal fatto che si possa o meno conquistare quello che non si ha, ma PIUTTOSTO DI PERDERE QUELLO CHE SI HA.
    ATTENZIONE: un conto è cercare di conquistare quello che non si ha, se nn ci si riesce, ci si riprova,se non lo si ottiene non si percepisce alcuna differenza in quanto si rimane al punto di partenza.
    Un altro conto è quello di perdere quello che si ha.Vedere erosa la propria ricchezza, ababndonare le posizioni e i privilegi acquisti e tornare indietro ad una condizione di indigenza a cui non si è abituati.
    Ciò potrebbe dare luogo a conflitti e disordini sociali. Il fenomeno delle benlieu francesi, potrebbe espandersi e coinvolgere quella parte della società occidentale sempre più “marginalizzata”.E comportare inizialmente un conflitto “reazionario” dove gli immigrati ne sarebbero il capro ecpiatorio e le vittime sacrificali.
    E la paventata guerra di civiltà, istigata dalla fallaci e dai suoi sostenitori, ma COPIATA DA UNO STUDIO DELLA CIA uscito qualche anno fa, non sarebbe altro che le conseguenze di una guerra tra poveri e marginalizzati.
    6)l’assenza della classe politica che ha spostato la sua attenzione al cospetto di lobby e potentati economici, a svantaggio della collettività.
    Il cosidetto liberismo, che invece di aprire il mercato a più soggetti e quindi alla concorrenza ha solamente favorito accentramenti e pericolosi intrecci di vari potentati economici, dando il là ad un perverso monopolio, dove il più forte non solo penalizza il più debole, ma lo trascina nelle sue spire divorandolo.
    E quindi bisogna domandarsi, ma questa democrazia, la nostra democrazia non è per caso una vera e propria dittatura? la dittatura del profitto?
    E se il profitto va a senso unico, quindi non è distribuito in maniera virtuosa, stiamo vivendo un ‘illusione?
    Questo ricorso continuo al debito,(compri oggi e paghi fra un anno) per sostenere spesso consumi in cui siamo indotti “subliminalmente all’acquisto o al possesso, non è per caso il viatico per un futuro di schiavitù non solo per noi ma per le generazioni successive?
    7)In molti siti internet, si leggono cose spesso assurde.Complottismo, dietrologia! Saper discernere il vero dal falso è difficile.
    Ma il dato di fatto è che una piccola percentuale della popolazione mondiale non solo controlla tutta la ricchezza(ed il potere) globale, ma la sta accrescendo sempre di più, rendendo schiave attraverso il ricorso al debito la maggior parte delle popolazioni occidentali(più del 50% in media solo sui consumi domestici).
    E non si “capisce” come possano conquistarci 4 beduini investiti del ruolo di “terroristi”, il cui solo intento, finora è solo quello di metterci paura!
    8)…se paragoniamo l’occidente e soprattutto l’Italia ad un albero da frutto, esso presenta molti rami improduttivi, obsoleti che succhiano linfa ed energia al resto della pianta, comprenettendone la produttività nei rami ancora “buoni”.
    Rami che sono assaltati, come nel caso delle vicende bancarie nostrane da potentati economici che intendono solo raccoglierne i frutti buoni(LE NOSTRE BANCHE DETENGONO LA QUASI TOTALE RICCHEZZA STRUTTURALE E COMPLESSIVA DEL PAESE…cioè ciò che resta….).
    E quando una pianta presenta rami improduttivi che compromettono anche il resto della pianta, per evitare che si secchi, bisogna assolutamente potarla,salvando i rami buoni e nel frattempo innestare nuovi virgulti!
    Ovvero, la pianta seminata dai nostri padri e nonni, va adeguata innestata con nuovi frutti. Se vogliamo evitare di vederla prima saccheggiata e poi seccata per sempre……………………………………….

  • giorgiovitali

    L’ articolo di Benetazzo è importante, perchè illumina una verità sociale: la società del CONSUMO è quella che ci consuma. Il CONSUMISMO è un costume di vita che alla lunga non risolve i problemi fondamentali del mondo perchè, come stiamo vedendo tutti i giorni, l’ iperconsumo del mondo cosiddetto OCCIDENTALE costa la sopravvivenza della TERRA e viene fatto pagare ai popoli più deboli del cosidetto TERZO MONDO.
    Tuttavia, questo articolo è vecchio di almeno TRENTA ANNI. La società consumistica è già stata analizzata e criticata. TUTTO è stato scritto sull’ argomento, e la presa di coscienza di questo mondo in crisi è già arrivata ad un livello di diffusione notevole. Tale presa di coscienza sarà sempre più rapida man mano che la crisi economica metterà in crisi proprio QUESTO sistema che si basa su una FALSA ECONOMIA. Ma non è tutto. Chiunque analizzi con attenzione la piramide di “questo” sistema, può scorgervi al vertice il potere finanziario. E’ l’ interesse finanziario che, a capo delle cose del mondo da almeno 300 anni, determina tutte le politiche economiche dei vari paesi. Ne consegue che, se all’ origine c’ è il potere finanziario, le crisi che devastano periodicamente il mondo ( e sono causa delle guerre ) sono esclusivamente finanziarie. Non economiche in senso lato, non produttive. Ma è ugualmente evidente che, se uno Stato fa basare l’ economia produttiva sui fabbricanti di armi, come gli USA, perchè le armi sono prodotti ad alto valore aggiunto, sono acquistate dagli Stati, si usurano facilmente, le guerre sono necessarie. Pertanto, c’ è una stretta correlazione fra l’ economia basata sulla finanza e l’ economia basata sulla produzione bellica. E qui arriviamo alla conclusione di tutto il discorso: Chi ha detto che le BORSE debbano costituire l’ elemento portante delle strutture economiche del mondo? Chi sostene questa tesi? I FINANZIERI! Perchè nelle Borse si costituisce il loro potere. Ma le Borse, proprio per questo, sono cattedrali del FALSO. Dell’ impostura. Nulla di quanto avviene in Borsa è VERO. Le Borse non riflettono MAI l’ andamento dell’ economia. Se ciò fosse vero, non sarebbe possibile COSTRUIRE RICCHEZZA dal NULLA, come invece avviene abitualmente. Prendiamo l’ esempio di uno stronzo qualsiasi: Ricucci: come costruiva la sua ricchezza? Semplice: d’ accordo con elementi che potevano pagare a spese di altri ( vedi, nel caso, Billè a spese degli ignari commercianti ) acquistava un immobile e poi lo rivendeva alla ” spalla” ad un prezzo centuplicato. DOMANDA: è ricchezza questa? E’ possibile chiamarla “creazione” di ricchezza? Ma è evidente che, se parte della moneta circolante deve andare a finire nelle tasche di individui che in cambio NON PRODUCONO RICCHEZZA REALE, c’ è qualcuno che ne viene depauperato. Per la stessa ragione, l’ altro aspetto del FALSO IDEOLOGICO è la BANCA. Anche la BANCA permette ai finanzieri di costruire la ricchezza DAL NULLA. Infatti,le banconote che vengono stampate sono del tutto FALSE. Non rappresentano assolutamente NULLA. Questo spiega il fatto che le crisi economiche ricorrenti sono in realtà VOLUTE e facilmente ottenute proprio perchè, non riflettendo la RICCHEZZA REALE di un popolo ( l’ insieme di tutte le sue attività ) chiunque, agendo dietro le quinte, e disponendo della capacità di modificare a propria volontà la circolazione e quindi il ” valore ” della pseudomoneta, con la bacchetta magica può far risultare sui conti fasulli dello Stato, uno Stato sempre più fasullo, ciò che vuole. Quindi la soluzione al problema c’è. Occorre togliere lo scettro del comando ai FINANZIERI senza volto che governano la GLOBALIZZAZIONE.

  • LonanHista

    Anche se da “angolazioni” differenti vediamo le cose allo stesso modo.
    Però lei appare troppo catastrofista, nel senso che vede il tutto come una disgrazia.Un misfatto. Effettivamente tale è!
    Però se da qualche centinaio di anni le cose funzionano così, vuol dire che chi ha provato a cambiarle, non ci è riuscito.E oggi che la cosa è più che ramificata, cosa possiamo fare?
    Si è visto cosa è successo a saddam solo perché ha convertito i dollari in euro, e cosa succederà a siria ed iran solo perché hanno intenzione di farlo,tra l’altro creando l’iran una borsa del petrolio nel golfo persico!(cosa logica,visto che la maggior parte si estrae lì).

    A mio avviso dobbiamo riappropriarci della nostra identità, della nostra cultura,abitudini, costumi.Fare cioè un piccolo passo indietro.
    E soprattutto evitare che tutta l’informazione sia al servizio di questi potentati.Dalla tv globale,sky,plasmatrice di menti e coscenze all’informazione scritta, ai cosiddetti intellettuali…
    Ci sono milioni di pecore là fuori(PURTROPPO, VITALICUS è COSì),che si fanno rincoglionire, indirizzare condizionare….che si illudono di votare e scegliere, senza rendersi conto che stiamo vivendo la peggiore delle dittature, perché non c’è via d’uscita e speranza.
    Sta meglio un affamato del darfour che almeno sogna e spera in una vita migliore, che noi in occidente costretti ad annegare le nostre illusioni nell’alcool nella droga nelle stronzate del consumo quotidiano.
    Come se le nostre vite e coscenze appartenessero a loro:i manovratori,coloro che ci plasmano, mettendoci paura con 4 beduini invasati illusi di martirizzarsi per il loro profeta, senza rendersi conto che stanno solo lavorando agli scopi dei manovratori.
    Dobbiamo, chi può, riappropriarci di noi stessi, di quello che eravamo, anche a costo di tornare allo stato pontificio!(abito nel centro)
    E se fosse dipeso da me, a livello di governo di paese…PAESE….già dall’inizio del 2005,e soprattutto dopo il no di francesi e olandesi alla costituzione truffa dell’europa delle multinazionali e dei tecnocrati(MA LO SA CHE ANCHE I PRESERVATIVI DEBBONO AVERE UNA MISURA STANDARD?…O CHE IN ESTATE I CARPENTIERI DEBBONO AVERE ALMENO IL 90% DEL CORPO COPERTO?….per dire solo 2 delle tante cazzate scritte da quei magna a uffa pagati dai manovratori)avrei convertito in oro tutte le riserve della banca d’Italia, uscendo dall’ue e dall’euro.
    Nazionalizzato il settore bancario ed energetico, fino a quando non si sarebbe ritrovata stabilità politica ed economica…..

    INSOMMA, INUTILE CRITICARE UN QUALCOSA CHE ORAMAI ESISTE, cioè i grandi manovratori…semplicemente “distaccarci” da certe logiche che ci stanno annichilendo,svilendo,impoverendo…….
    MA ALLE PECORE, AI MILIONI DI PECORE Là FUORI, CHI GLIELO FA CAPIRE?Se 300.000 persone,in un bacino di utenza locale e regionale,hanno acquistato e dilapidato risparmi per acquistare i numeri del lotto da wanna marchi, cosa possiamo pretendere?
    Io, manderei all’ergastolo quei 300.000 coglioni, e farei wanna marchi ministro…….gli farei un monumento!

    Quindi è inutile fare i donchisciotte…ci provò il duce, aveva tanti difetti ha fatto tante cazzate…MA VOLEVA FARE DELL’ITALIA UN VERO PAESE!!!!
    Basta vedere la fine che gli hanno fare:a testa in giù, senza però che gli fosse uscita una lira dalla tasca!!!!
    E ancora oggi viviamo il retaggio, di quella guerra civile che ancora non è finita:
    SE IO RICONOSCO AL DUCE I SUOI MERITI, PER FORZA SONO FASCISTA…SE CRITICO I POTERI FORTI SONO NO-GLOBAL E DI SINISTRA….se azzardo a dire che magari i vescovi dovrebbero almeno alzare la voce(perché a fatti..lasciamo stare va!!!!)per la questione etica e morale..sono un demoandreottiano……
    NO…NIENTE DI TUTTO QUESTO…IO P R O V O S O L O A R A G I O N A R E D A I T A L I A N O ….per cui se berlusconi dice una cosa giusta, va fatta…allo stesso modo che la dica bertinotti o prodi…..
    Fino a che non superiamo questo retaggio di “campanile” difficilmente si riuscirà a cambiare qualcosa.Fino a che ognuno pensa ai cazzi della propria parrocchietta, il paese se ne va a puttane……
    E chi può tenere unito, coeso, far marciare nella stessa rotta il paese?
    …boh? deve ancora nascere…ammesso che nasca!!!!

    E riguardo alla società dei consumi, quando c’è saturazione,stagnazione, si organizza una bella crisi e magari una guerra catastrofica(SPECIE SE DI CIVILTA’…COME LA STANNO AIZZANDO…PERCHé è QUESTO CHE STANNO FACENDO QUEI FIGLI DI PUTTANA!!!)….e poi dalle macerie si riparte….anche in passato quando si era in troppi, si faceva spazio….quando le pecore si ammassavano in troppe ed il pascolo non c’era per tutti, via con una bella guerra mondiale….anzi 2…..