ECCO QUANTO GUADAGNANO GLI SPECULATORI DAL CROLLO DEL RUBLO E DALLA GUERRA FREDDA FINANZIARIA USA-RUSSIA

ECCO QUANTO GUADAGNANO GLI SPECULATORI DAL CROLLO DEL RUBLO E DALLA GUERRA FREDDA FINANZIARIA USA-RUSSIA

DI VITO LOPS

ilsole24ore.com

Forse pochi lo ricordano, ma la Svezia, durante l’attacco speculativo del settembre 1992 aumentò per alcune ore il tasso overnight al 500 per cento. È uno degli esempi più eclatanti di momenti in cui la storia ha posto le banche centrali contro gli speculatori. Un duello di nervi che si gioca a colpi di tassi e in cui ballano miliardi su miliardi. Che si gioca ad armi impari. Perché se alla fine vince la banca centrale, ci saranno comunque molti speculatori che avranno guadagnato dalle turbolenze. Ma se vincono gli speculatori, il Paese difeso dalla banca centrale in questione rischia di collassare sia dal punto di vista finanziario che (successivamente) di quello dell’economia reale.


E in questo momento è in corso un forte duello tra la Banca centrale della Russia, guidata da Elvira Nabiullina, e la speculazione internazionale. C’è da dire che gli attacchi speculativi hanno origini lontanissime (sin dal Medioevo) ma negli ultimi anni si sono intensificati per via dell’integrazione dei mercati finanziari e della liberalizzazione della circolazione dei capitali. Solo per citarne alcuni: Messico e Argentina negli anni ‘70 e ‘80, lo Sme (Sistema monetario europeo) nel 1992 e 1993, ancora Messico nel 1994. Poi ci sono stati quelli alle Tigri del sudest asiatico nel 1997, in Russia (1998), Brasile (1998-1999), Turchia (2001). Come non dimenticare l’attacco alla Grecia nel 2010 e poi, a cascata, a Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia (autunno 2011).

Ma che cosa succede durante l’attacco? Con quali armi si combatte il duello? La banca centrale ha a disposizione tre frecce nel suo arco: 1) riserve di valuta straniera e/o oro; 2) leva sui tassi; 3) possibilità di annunciare restrizioni sui capitali. La terza è quella più pericolosa: solitamente viene azionata quando il gioco si è fatto troppo duro e non ci sono più alternative. Azionarla è estremamente pericoloso perché può significare anche andare verso il default. Non a caso, la Russia non ha al momento fatto ricorso a questa “arma di ultima istanza” che avrebbe effetti immediati deleteri sull’economia (ulteriore prosciugamento degli investimenti, un aumento del costo del denaro, retrocessione nei rating, impennata dell’inflazione, altissimo rischio di default).

La Banca centrale russa ha però azionato le altre due armi: ha venduto ingenti quantità di riserve in dollari (si stima al momento che abbia “bruciato” 100 miliardi di riserve) per contrastare la caduta del rublo e ha alzato i tassi di interesse fino al 17% (dal precedente 10,5%, 650 punti base in una sola notte). Ma al momento queste due misure non sono bastate. Gli speculatori non si sono ancora allontanati perché fiutano ancora forti possibilità di guadagno. Anche perché a inizio 2014 le riserve in dollari della Russia ammontavano a circa 500 miliardi (ed è questa la principale differenza con la crisi russa del 1998 quando le riserve erano meno consistenti) e quindi tecnicamente di spazio per attaccare e testare la capacità di resistenza della banca centrale ce n’è ancora (anche perché prende corpo la voce che la banca russa possa iniziare ad attingere anche alle riserve di oro). Insomma, il duello è ancora in corso, e dagli esiti profondamente incerti. Anche perché gli Stati Uniti continuano a tenere il pugno duro contro la Russia (potrebbero annunciare oggi nuove sanzioni) mentre l’Unione europea inizia a fare qualche passettino indietro (va verso un ammorbidimento delle sanzioni) preoccupata per le ricadute negative in particolare sulla Germania che ha in Russia un forte mercato di sbocco e che rischia di pagare molto cara questa sorta di guerra fredda finanziaria tra Stati Uniti e Russia.

Ma per capire chi vincerà (tra Russia e speculatori) bisogna vedere anche quello che stanno facendo (e come stanno guadagnando) in questa fase gli speculatori. Che cosa fanno? Sostanzialmente vendono rubli e comprano dollari nell’aspettativa di un’ulteriore a brevissimo giro (perché gli speculatori si muovono sul brevissimo, quindi anche sulle variazioni di giornata) svalutazione del rublo. Quando il cambio si svaluta effettuano l’operazione opposta. Cioè, ricomprano rubli e vendono dollari. Ad esempio, ieri, nel corso della stessa giornata il cambio rublo/dollaro è passato da 60 a 85. Gli speculatori che hanno fatto questo “giochino” hanno guadagnato in una sola giornata 25 rubli per ogni singola operazione.

Gli speculatori possono poi fare lo stesso “giochino” attraverso l’effetto leva, cioè facendosi prestare rubli (prima di venderli). I costi dell’operazione sono “limitati” a quelli di transazione e agli interessi da pagare per il prestito a breve (che solitamente sono contenuti, non però nel caso della Svezia nel 1992, quando proprio per scoraggiare questa pratica alzò il tasso overnight per poche ore al 500%). Ma i potenziali guadagni per gli speculatori sono altissimi. Fino a che ci sono aspettative di deprezzamento del rublo il “giochino” vale la candela. E i guadagni sono moltiplicati dall’effetto leva. Gli speculatori perderebbero nel momento in cui il rublo dovesse riapprezzarsi. Cioè se le politiche azionate dalla Banca centrale riuscissero a sostenere il cambio. In questo secondo caso, la Banca centrale avrebbe vinto la sfida. Ma, come dicevamo, la guerra è ancora apertissima ed è difficile fare previsioni su chi la spunterà.

C’è però da dire che aumenti prolungati dei tassi rischiano di avere pesanti ricadute sull’economia reale perché determinano una caduta degli investimenti e un aumento del costo dell’indebitamento pubblico (debito e deficit pubblici) e privato (obbligazioni private, mutui).

Vito Lops

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17.12.2014

Commenti (7)

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Mostra commenti 7 caricati
    1. vincentspa 18 dicembre 2014

      Glass steagall act reintroduzione dello stesso e controllo dei flussi di capitali cos'altro sennò ..........un ?

    1. mago 18 dicembre 2014

      Nessuno ci fa caso o lo pensa ma questi non sono speculatori,le crisi servono anche e sono fatte in modo da generare fondi da usare per scopi non propriamente leciti e o dichiarati,i vari filantropi sono legati a doppio filo a governi e agiscono per loro,poi se il guadagno rimane anche per loro.

    1. AlbertoConti 18 dicembre 2014

      Lo so, e far di tutto per impedirlo è la priorità assoluta.

      In ogni caso
      la moneta è necessariamente fiat, e necessariamente garantita dallo Stato, non
      necessariamente in forma di debito pubblico. Chiarito questo, si capisce che
      l'unica alternativa (distruzione fisica a parte) è distruggere il debito per
      ripartire con regole sane, autostabilizzanti, innanzitutto progettate per la
      redistribuzione della ricchezza. Quando la barca è messa male, questa è la prima
      regola per tenerla a galla.

    1. albsorio 18 dicembre 2014

      I topi amerebbero qualche grande guerra per rinascere con una nuova moneta fiat, grantita sempre da debito pubblico

    1. AlbertoConti 18 dicembre 2014

      4 gatti, o meglio 4 topi di banca, hanno messo su e gestiscono il grande circo
      FOREX, che scambia più di 50 volte il PIL mondiale.

      Non è una novità,
      qualcosina del genere esisteva già nella Germania di Weimar.
      Cambiano le
      proporzioni ma non il principio fondante: la moneta è merce ed è giusto che
      venga scambiata nei mercati liberi.

      Non importa che sia una castroneria
      galattica, l'umanità ci crede e quindi lascia lavorare indisturbati quei merdosi
      topi di fogna, come se la cosa non la riguardasse.

      C'è stato Bretton
      Woods nel '44, che intendeva dare una calmata a questo indecente circo privato.
      Peccato che anche lui fosse una truffa, smascherata nel '71. E così i topastri
      si sono ringalluzziti, hanno ripreso a ballare, fino alle orgie dei gioni
      nostri, fino a diventare un arma di distruzione di massa peggiore dell'atomica,
      perchè "lecita"!

      Ma bisogna pur cambiare le valute! Certo, se no come
      faccio a fare import-export o ad andare in vacanza all'estero? Questo è
      "nascondersi dietro a un dito", anzi dietro a un pelo di coda di topo. Basta
      saper contare per accorgersene.

      Questo circo è durato anche troppo, il
      ricatto dei giostrai perde di senso ogni giorno che passa, e si avvicina il
      giorno che le folle inferocite faranno bu! E i topi scapperanno nelle fogne da
      cui sono venuti per dominare il mondo.

    1. mago 18 dicembre 2014

      Facciamo finta che 36 persone di alto livello e di varie banche non siano passate a miglior vita...speculare ogni tanto fa male...questa non è finanza questa è un arma non convenzionale atta alla distruzione di uno stato sovrano un attentato in piena regola...

    1. alberto_his 18 dicembre 2014

      Manovre inquadrabili come terrorismo a tutti gli effetti, visti gli effetti sull'economia reale. Dubito tuttavia verrà mai portata al successo un'iniziativa per vietare/punire simili azioni.

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