ECCO PERCHE' L'IRAN NON BLOCCHERA' LO STRETTO DI HORMUZ

EMBARGO PETROLIO, SE L’IRAN BLOCCA LO STRETTO DI HORMUZ PARTONO I RAID USA.
ECCO PERCHE’ NON LO FARA’

DI GIANANDREA GAIANI
www.ilsole24ore.com

Probabilmente si tratta dell’ormai consueto show nel quale statunitensi e iraniani mostrano i muscoli minacciando reciproche rappresaglie. Teheran non ha nessun interesse a bloccare lo Stretto di Hormuz attraverso il quale transita anche buona parte del suo greggio e il blocco alle importazioni varato dalla Ue rischia di creare più problemi e danni economici a Italia, Grecia e Spagna che all’Iran che potrà dirottare verso l’India e l’Asia il petrolio destinato all’Europa.Anche sul piano politico il regime iraniano non ha nessun interesse a bloccare Hormuz, azione che pregiudicherebbe il supporto di Mosca e verrebbe considerata dalla comunità un atto di guerra che offrirebbe così su un piatto d’argento a Israele, Paesi arabi del Golfo e Stati Uniti l’opportunità di condurre raids anche contro i suoi siti nucleari. Per tutte queste ragioni il passaggio dello Stretto da parte della portaerei statunitense Lincoln (una delle tre inviate da Washington nell’Oceano indiano), avvenuto ieri, non dovrebbe provocare reali escalation anche se poche settimane or sono il transito della gemella Stennis determinò la minaccia iraniana di attaccare le portaerei americane in entrata nel Golfo.

Ciò nonostante non mancano i toni aggressivi. L’ex ministro iraniano dell’Intelligence, Ali Fallahian, ha proposto di “sconvolgere i piani europei”, bloccando le esportazioni di petrolio verso l’Occidente prima che questo si organizzi per soddisfare per altre vie il suo fabbisogno interno. La reazione più dura è stata quella del vice presidente della commissione Esteri e Sicurezza nazionale del parlamento iraniano, Mohammad Kossari. “Se ci sarà qualsiasi perturbazione della vendita di petrolio iraniano, lo Stretto di Hormuz sarà chiuso definitivamente”, ha tuonato, ribadendo la minaccia arrivata già nelle scorse settimane da vari esponenti del regime iraniano. Per il ministro della Difesa italiano, Giampaolo Di Paola, “chiudere lo Stretto sarebbe una violazione del diritto internazionale” e “dolorosamente significherebbe chiudere oltre il venti per cento del petrolio mondiale che passa da Hormuz”. La “carta dell’uso della forza” contro l’Iran “è sempre sul tavolo” ma l’Italia ritiene che si tratterebbe di un’opzione “fortemente devastante per tutta la regione” ha dichiarato alla Cnn il ministro degli Esteri, Giulio Terzi.

Ma l’Iran è in grado di bloccare realmente lo stretto? Sul piano militare si, anche se le conseguenze belliche sarebbero devastanti per Teheran che non potrebbe tenere testa alla reazione di Stati uniti e alleati.
Fin dalla guerra contro l’Iraq (1980-88) e dal confronto navale con gli Stati Uniti del 1988 la marina iraniana ha sviluppato mezzi e tattiche utili a combattere le flotte occidentali e a minacciare il transito delle petroliere nel Golfo Persico. La sua flotta dispone di poche navi d’altura del tipo fregate e corvette che peraltro verrebbero rapidamente individuate e distrutte in caso di guerra. Rispetto alle battaglie del 1988 i veri punti di forza dell’Iran sono rappresentati dai tre sottomarini del tipo russo Kilo e dalla ventina di minisommergibili e sottomarini costieri di origine nordcoreana (poi replicati in Iran) con i quali sarebbe molto facile seminare mine lungo i due corridoi dello Stretto di Hormuz accessibili alle navi di grande tonnellaggio larghi appena sei miglia e lunghi 90. Un collo d’imbuto nel quale mine navali (l’Iran ne avrebbe almeno 2mila) , siluri e soprattutto una pioggia di missili antinave potrebbero provocare seri danni non solo alle petroliere ma anche alle navi da guerra più moderne i cui sistemi di scoperta e autodifesa verrebbero facilmente saturati da attacchi ravvicinati provenienti dalle coste iraniane. Del resto la Marina statunitense ha una flotta di cacciamine limitata a 14 unità (4 delle quali assegnate alla 5a Flotta in Bahrein) che in caso di guerra a Hormuz dovrebbero venire affiancate da navi simili dei Paesi arabi e soprattutto europei (francesi, britannici e italiani dispongono delle flotte antimine più capaci e moderne) destinate ad operare molto vicino alle coste iraniane per ripulire il mare dagli ordigni esponendosi così ad attacchi aerei e navali.

Insomma, la battaglia per Hormuz non sarebbe una passeggiata e come sottolinea l’analista navale Giuliano Da Frè “proprio nelle acque del Golfo Persico gli statunitensi hanno subito i danni più rilevanti alle loro unità d’altura come la fregata Stark semidistrutta nel 1987 per errore da un missile antinave iracheno Exocet e la gemella Roberts colpita l’anno successivo da una mina iraniana mentre durante la guerra del Golfo del 1991 furono l‘incrociatore Princeton e la portaelicotteri Tripoli a subire seri danni a causa delle mine irachene di origine russa e italiana”.
La marina iraniana e quella “parallela” dei pasdaran schierano due dozzine di motovedette dotate di missili cinesi C-701, C-801 e C-802 con un raggio d’azione compreso tra i 15 e i 120 chilometri costruiti anche in Iran. Armi disponibili anche per il lancio dai jet Phantom, Sukhoi 24 ed elicotteri oltre che da batterie costiere mobili- Uno dei C-802 che l’Iran consegnò ai miliziani Hezbollah colpì la corvetta israeliana Hanit durante la guerra libanese del 2006.
A questi mezzi si aggiungono almeno 300 motoscafi e barchini gestiti dai Guardiani della rivoluzione che potrebbero condurre azioni di disturbo e suicide contro navi militari e petroliere partendo da navi-madre mascherate da innocui mercantili o dalle numerose piattaforme petrolifere presenti nel Golfo e in parte non più attive.

Gianandrea Gaiani
Fonte: www.ilsole24ore.com
Link: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-24/embargo-petrolio-iran-blocca-125302.shtml?uuid=AaN9UxhE
24.01.2012

21 Commenti
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yakoviev
yakoviev
25 Gennaio 2012 1:55

E’ chiaro che l’ Iran bloccherebbe lo stretto solo in caso di aggressione militare. Il ribadirlo anche in casi diversi fa parte del gioco di avvertimenti ed è un avviso anche ai paesi del golfo ascari degli USA. Faccio presente che, per rendere il passaggio difficile o impossibile alle petroliere, non è necessaria una chiusura “ermetica”: basta solo che un’area sia a forte rischio: chi si avventurerebbe sapendo che esiste una possibilità non remota di essere beccati? Eventuali navi affondate, poi, date le caratteristiche morfologiche dello stretto, sarebbero ulteriori ostacoli al transito.

Tonguessy
Tonguessy
25 Gennaio 2012 2:21

Per il ministro della Difesa italiano, Giampaolo Di Paola, “chiudere lo Stretto sarebbe una violazione del diritto internazionale”
Capisco. Bombardare Tripoli no, dice? Invadere l’Afganistan o l’Iraq con le nostre truppe, invece?

ryden
ryden
25 Gennaio 2012 3:11

Ma l’Iran è in grado di bloccare realmente lo stretto? Sul piano militare si, anche se le conseguenze belliche sarebbero devastanti per Teheran che non potrebbe tenere testa alla reazione di Stati uniti e alleati. L’Iran non è la Libia gli interessi dell’Iran coinvolgono sicuramente Russia e Cina. Quindi mi pare un pò limitativo dire che da una parte c’è l’Iran e dall’altra gli Stati uniti e i suoi alleati. L’attacco all’Iran inevitabilmente incendierebbe tutto il Medio Oriente e ci condurrebbe molto probabilmente alla Terza guerra mondiale con conseguenze purtroppo disastrose (come ha detto qulacuno Io non so, con quali armi combatteremo la terza guerra mondiale. Ma so che la quarta.. verrà combattuta con bastoni e pietre.) Questo progetto ovvero l’avvio di una Terza guerra mondiale non è secondo me fantapolitica, ovvero sta sicuramente sul tavolo dei potenti, per motivi sia economici, dalla Grande depressione del ’29 l’America ne è uscita con la Seconda guerra mondiale e sia per motivi demografici, la riduzione della popolazione mondiale ormai è chiaro può avvenire solo con una peste indotta o con una guerra. Fa sorridere che lo stato che sbraita a destra e manca, di paesi che possiederebbero o vorrebbero costruire armi di… Leggi tutto »

lucamartinelli
lucamartinelli
25 Gennaio 2012 3:55

Di Paola è un militare. E’ stato nominato ministro della difesa nel perfetto stile delle dittature. Non esiste nei cosiddetti paesi democratici un militare ministro della difesa.

geopardy
geopardy
25 Gennaio 2012 4:08

L’iran dispone di sofisticatissimi sistemi elettronici e lo ha dimostrato deviando e facendo atterrare indenne il più sofisticato ed invisibile drone degli Usa.

Credo che nessuno sia in grado di sapere le reali capacità dell’Iran, neanche gli Usa.

Scientificamente si colloca tra i primi 15-20 paesi al mondo (consideriamo il fatto che ogni nazione europea è considerata a se stante in questa classifica).

Tra qualche hanno, per loro stessa dichiarazione, manderanno uomini nello spazio (solitamente alle dichiarazioni sono seguiti i fatti, lì), come Cina, Usa e Russia.
Dispongono di un’industria missilistica tra le prime al mondo.
Sta alla Russia e alla Cina, strategicamente parlando, come o quasi Israele sta agli Usa.

Se Israele attaccasse l’Iran, si suppone che gli Usa intervengano in loro aiuto e, molto probabilmente, lo faranno anche Cina e Russia (i motivi per crederlo non mancano, dalle reciproche dichiarazioni).

Se Sarkozy stesso dice che, molto probabilmente, scoppirebbe la guerra mondiale se l’Iran dovesse essere trascinato in un conflitto con la Nato, non c’è da stare tranquilli e ciò non credo non venga valutato dalle nostre disastrate economie.

Ciao

Geo

lucamartinelli
lucamartinelli
25 Gennaio 2012 4:27

Dimenticavo di ricordare che Di Paola è anche uno dei massacratori del popolo Libico, dunque un assassino di massa.

marcopa
marcopa
25 Gennaio 2012 5:02

Condivido il giudizio di Luca martinelli su Di Paola. Il suo ruolo di militare e i ruoli assunti in questa veste, al momento della nomina a ministro era presidente del Comitato Militare della Nato, secondo me non sono compatibili con il ruolo di Ministro. Un dipendente comunale non puo’ essere eletto nel consiglio comunale nel quale lavora. Un Ammiragli invece puo’ essere ministro della Difesa…………. Solo nel decreto missioni ha messo un intero articolo, l’ art.5 per sistemare alcune categorie di militari, un argomento totalmente estraneo al decreto missioni,…………………… ha finanziato per piu’ di 10.000.000 l’ Agenzia industriale della Difesa, ………………….il personale medico della Croce Rossa partecipera’ alle missioni, aspese non del decreto missioni.

marcopa
marcopa
25 Gennaio 2012 5:07

Condivido il giudizio di Luca martinelli su Di Paola. Il suo ruolo di militare e i ruoli assunti in questa veste, al momento della nomina a ministro era presidente del Comitato Militare della Nato, secondo me non sono compatibili con il ruolo di Ministro. Un dipendente comunale non puo’ essere eletto nel consiglio comunale nel quale lavora. Un Ammiraglio invece puo’ essere ministro della Difesa…………. Solo nel decreto missioni ha messo un intero articolo, l’ art.5 per sistemare alcune categorie di militari, un argomento totalmente estraneo al decreto missioni,…………………… ha finanziato per piu’ di 10.000.000 l’ Agenzia industriale della Difesa, ………………….il personale medico della Croce Rossa partecipera’ alle missioni, a spese non del fondo missioni.

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Miky
Miky
25 Gennaio 2012 5:48

Lo scorso anno il gen.Di Paola fu invitato in Statale,a Milano, per un convegno.
Rimasi di stucco a sentir le sue parole di astio e bellicose a proposito del Medioriente e della situazione geopolitica.Un infame guerrafondaio.
E l’hanno anche nominato ministro della “difesa”. Grazie Usa.
Meritiamo solo l’oblìo della storia.

reza
reza
25 Gennaio 2012 5:59

Vi ricordo che l’Iran ha precisato che “se cercano di bloccare fisicamente e con la forza la navigazione libera per noi faremo in modo che nessun’altra nave possa passare dallo Stretto di Hormuz” e che ciò sia parte della strategia di difesa militare dell’Iran sin dagli anni della guerra Iran-Iraq. Naturalmente gli USA vogliono innervosire gli iraniani e per questo, complici la Francia e l’Inghilterra (i compagna della battaglia libica), stanno riempendo il Golfo Persico dei navi militari, PUR SAPENDO CHE quelle navi all’interno del Golfo Persico saranno facili prede degli attacchi iraniani e che potranno essere totalmente distrutti dall’Iran e che quindi, la secondo ondata ad un scenario del genere dovrà arrivare da fuori!!! In base a questo ragionamento, per me stanno organizzando davvero UN’ATTACCO NUCLEARE CONTRO L’IRAN che sarebbe la risposta da fuori di cui parlavo prima! Gli USA sganceranno 4 testate atomiche su 4 città iraniane (Tehran, Isfahan, Shiraz e Mashad) ed intanto, nella battaglia iniziale per Hormuz, l’Iran avrà esaurito tutte le proprie forze militari, mentre l’attacco via terra lo stanno organizzando con il MEK e con i monarchici; l’Attacco che verrà da ogni parte (nord,sud,est ed ovest)! Sicuramente , con la caduta dell’Iran, Cina e… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
25 Gennaio 2012 6:04

Hmm…Cina e Russia COSTRETTI a non lasciare solo l’Iran, dici? E com’è che non hanno opposto il veto alla risoluzione ONU 1973 e hanno lasciato bombardare la Libia? Non costava molto, quel veto. Sicuramente molto meno che schierarsi apertamente a fianco dell’Iran. A meno che non ci siano accordi sottobanco con gli USA, nel qual caso…..

alberto_his
alberto_his
25 Gennaio 2012 6:11

L’incremento del costo petrolifero dovuto alla tensione per il possibile blocco dello stretto fa gioco sia all’Iran (che riuscirà cmq a vendere il suo olio a clienti non europei anche se a condizioni non ottimali) che agli USA, le cui compagnie petrolifere (e chi le controlla) lucrano massicciamente in queste situazioni. L’Europa appare un perdente netto, ma alla servitù non è consentito accampare pretese. Nello stretto di Hormuz la marina militare iraniana si muove certo a proprio agio memore dell’esperienza di Salamina. Credo non rimanga molto altro da fare all’elite che controlla gli USA per mantenere la leadership mondiale che attaccare l’Iran e mettere le mani sulle sue risorse e banche. L’osso è però ora molto duro e ben sponsorizzato.

yakoviev
yakoviev
25 Gennaio 2012 8:01

Bombe nucleari su Mashad vorrebbe dire che bombardano le proprie stesse truppe, visto che la città santa di Mashad è al confine con l’Afghanistan.

bysantium
bysantium
25 Gennaio 2012 12:13

Credo che il motivo sia che la Libia non è nè un Paese geostrategico né una zona geopoliticamente cardine.
Mentre l’Iran è entrambe le cose nella decisiva scacchiera euroasiatica.
Tanto per dare un’idea, nel saggio “la grande scacchiera” di Brzezinski ( lo consiglio a tutti anche se è difficile trovarlo perchè fuori produzione) l’Iran viene citato 27 volte a fronte delle 22 volte della Francia e delle 36 volte della Germania.
L’Italia, come la Libia, ahimè, non ha alcuna citazione, perchè è, implicitamente, considerata un Paese semplicemente tributario. Saluti.

embros13
embros13
25 Gennaio 2012 14:59

Non mi stupirei se fosse lo stesso che recitava con Bud Spencer in “Chissá perché capitano tutte a me”, quello che faceva il generale ed era schiavo mentale degli alieni.
Parlando seriamente, da un simile guerrafondaio atlantista stimato e caldeggiato da WC cosa ti aspettavi?! Manteniamo il budget alla Difesa poiché come é noto la migliore difesa é l´attacco e qua viene proprio da piangere….

reza
reza
25 Gennaio 2012 15:48

“La battaglia di Hormuz sarà la continuazione delle battaglie che hanno portato l’Islam al trionfo sui Qoreich” e “i metodi di condurre questa battaglia non hanno alcunché da fare con i metodi di guerre moderni perché il tutto; strategia e tattica, è basato sugli insegnamenti islamici.” Queste due questioni sono state sottolineate direttamente dalla guida iraniana Ayatollah Khamenei e dimostrate agli americani nelle manovre del mese scorso a loro. Anche il fatto di “dimostrare al nemico le tue capacità per persuaderlo ed allontanare la guerra” è un insegnamento islamico. “Gli americani stanno vedendo cose che devono vedere per convincersi che attaccare l’Iran sarà un disastro totale ; una disfatta per loro”, sostiene il capo dei Pasdaran . Dopo queste due fasi, gli insegnamenti islamici procedono per “Non attaccare per primo, ma al primo attacco, ancor prima ché siano in condizioni di vedere il risultato di questo, attaccali. Attaccali e non fermarti fino a quando non hai ucciso tutti quanti i tuoi nemici e poi, seguili fino alle oro terre ed uccidili anche nella loro terra fino a quando non si saranno arresi.” Intanto, sul piano di ciò che Obama appena ieri ha chiamato come “soluzione diplomatica” ovvero le sanzioni e… Leggi tutto »

ryden
ryden
26 Gennaio 2012 0:39

Cina e Russia non sono dei benefattori, sono come tutti gli altri mossi da interessi. Delude anche me l’atteggiamento passivo che hanno tenuto sulla Libia, ma rimane il fatto che i loro interessi verso quello stato a quanto pare non erano molto marcati. Non nè avevano prima della guerra e non nè hanno ora. Mentre sia geopoliticamente che economicamente gli interessi con Siria e Iran solo molto forti quindi presumo che un attacco ad uno di questi paesi possa risultare non molto gradito ai due giganti.

L’unico appunto reale sulla vicenda libica che mi pare da evidenziare è che a quanto pare sia la Russia che la Cina non hanno valutato il fatto che gli Usa dopo aver fatto cadere il birillo Libia sarebbero passati a quello Siria/Iran. Questa era una valutazione evidente da fare e su questo il dubbio sul comportamente dei due rimane.

Tonguessy
Tonguessy
26 Gennaio 2012 2:32

Analisi corrette ma… la Cina aveva in Libia 30.000 addetti (principalmente nel settore petrolifero), rimpatriati tutti a seguito delle note vicende.
Certo la vicinanza con Israele rende l’Iran molto più interessante, ma demolire lo Stato con il tenore di vita più elevato di tutta l’Africa invece non è un’operazione da “giù la testa” che meritava di essere valutata diversamente alla luce di possibili alleanze geostrategiche? Alzare la testa poteva diventare la posta in palio per tutta l’Africa (con tutti gli annessi equilibri geopolitici), se solo Cina e Russia avessero fatto una lettura un po’ più attenta del fenomeno, e avessero una visione un po’ meno miope delle dinamiche attuali e future.

reza
reza
26 Gennaio 2012 7:35

Intanto quando parlavo dell’uso della bomba atomica mi riferivo ai ormai famosi Mini-Nuke. Fu l’amministrazione Bush ad ordinarli ed era de facto una netta prolifereazione nucleare di fronte alla quale l’Aiea doveva reagire e Consiglio di Sicurezza Onu condannare , ma sapiamo tutti che non è successo niente e che ora gli USA vorrebbero mettere all’opera per costringere l’Iran ad arrendersi(metodo Giasppone e non come aveva dichiarato Obama stesso quello libico)! Voerrei però parlare di un’altra cosa ora che abbiamo tirato in ballo la Libia; quanti di voi sanno che la Nato ha nmandato 12000(dodicimila) soldati sul territorio libicio e che in questo preciso momento, l’intera industria petrolifera libica è seguestrato dalla Nato ? La Libia andava presa, con o senza l’appoggio ONU che poi non è nemmeno stata, visto che la Risoluzione Onu parlava solamente di No fly-Zone , mentre la Nato ha attaccato in forza la Libia, usando il triplo delle bombe usate contro l’Afghanistane Iraq messi insieme. Quello che oggi stanno facendo con l’Iran era progettata e per questo, per il petrolio, serviva la Libia_; ecco perché l’Ue cosi tranquillamente si sta mischiando con l’accettazione dell’embargo del petrolio iraniano su cui potrà però scivolare a farsi davvero… Leggi tutto »

ryden
ryden
26 Gennaio 2012 10:53

Sono daccordo purtroppo nè Cina nè Russia sono esentabili da critiche sul piano strategico altrimenti ci troveremo in ben altra situazione dato che il loro peso sugli Usa se si fosse fatto realmente sentire avrebbe portato il pachiderma americano a più miti azioni peraltro più adatte ad un Premio Nobel per la Pace. E infatti il dubbio che sotto banco ci siano tante carte sconosciute in gioco è sempre più realistico. I ruoli sono molto sfumati ma almeno alle parole russe si deve credere quando dicono che un attacco all’Iran lo considerano un attacco alla sicurezza Russa.

geopardy
geopardy
28 Gennaio 2012 2:34

Se accordo ci sia stato lo interpreterei in questa maniera: la Libia all’occidente e l’Iran all’Asia. Entrambi hanno, qualitativamente, il miglior petrolio al mondo, nel senso che, a parità di costo di raffinazione, il loro petrolio offre una quantità nettamente superiore di derivati economicamente essenziali. Se l’accordo sia stato preso preventivamente o sia stato fatto tacitamente, avrebbe lo stesso effetto. Un problema enorme nascerebbe, eventualmente, se l’occidente avesse una reale intenzione di attaccare l’iran, a questo punto le due grandi potenze sarebbero costrette ad intervenire in qualche maniera, poichè, l’Iran, oltre ad essere un grande produttore di petrolio e gas, ha anche un valore determinante dal punto di vista degli equilibri geostrategici. Un’altra grande carta nelle mani dell’Iran, rispetto a Cina e Russia, sarebbe una sua reale decisione di cooperare efficacemente con l’occidente, mettendosi politicamente ed economicamente di traverso rispetto a Nato e Asia, ponendosi come una sorta di ago della bilancia, forse, proprio a questo potrebbero essere volte le minacce attuali. Non credo, altrimenti, che una guerra all’Iran possa portare alcunchè di buono a nessuna delle parti contendenti, anzi, si rischierebbe una situazione internazionale di instabilità molto prossima al caos, in più con guerre decennali in prospettiva e relativi… Leggi tutto »