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ECCO COME FARE RESISTENZA OGGI

DI CHRIS HEDGES
truthdig.com

La frase il consenso dei governati è diventata una battuta crudele. Non c’è alcun modo di votare contro gli interessi della Goldman Sachs. La Disobbedienza Civile è l’unico strumento che ci è rimasto.

Non riusciremo a fermare i licenziamenti di insegnanti e di altri impiegati pubblici, l’eliminazione dei sussidi ai disoccupati, la chiusura delle biblioteche, la riduzione dei prestiti agli studenti, i pignoramenti, la dissoluzione dell’educazione pubblica e dei programmi per l’infanzia o lo smantellamento dei servizi sociali essenziali come il sussidio per il riscaldamento agli anziani, finché non decideremo di operare continui atti di disobbedienza civile contro le istituzioni finanziarie responsabili della nostra tragedia.Le banche e Wall Street, che hanno creato lo stato corporativo che ubbidisce ai loro interessi a nostre spese, hanno causato la crisi finanziaria. I banchieri e i loro lobbisti hanno creato paradisi fiscali che contano per circa un trilione di dollari in tasse non versate ogni decennio. Hanno riscritto le leggi tributarie in modo che le corporations più produttive del paese, inclusa la Bank of America, potessero evitare di pagare del tutto le tasse federali. Hanno preso parte a una truffa e a un inganno che ha spazzato circa 40 trilioni di dollari di ricchezza globale. Le banche dovrebbero essere obbligate a pagare per il crollo finanziario. Non noi. Per questo motivo, il prossimo 15 aprile alle 11 parteciperò alla manifestazione in Union-Square a New York, di fronte alla Bank of America.

“La politica non ha più senso” mi dice Kevin Zeese, direttore di Prosperity Agenda e co-organizzatore della manifestazione del 15 aprile. “L’economia è controllata da una ristretta élite economica. Gli americani non hanno nessuno che si curi dei loro bisogni. L’unico modo per cambiare tutto questo è di dare il potere a una cultura di resistenza. Questo sarà il primo di una serie di eventi che organizzeremo per aiutare la gente a riprendere il controllo della propria vita economica e politica”.

Se fate parte del 16% di disoccupati di questo paese (1/6), se siete tra i 6 milioni di persone che hanno perso la casa perché la banca se ne è riappropriata, se siete tra le molte centinaia di migliaia di persone che sono andate in bancarotta per non aver potuto pagare per la propria salute o se ne avete abbastanza di questa cleptocrazia, unitevi a noi per il “Sounds of Resistance Concert” a Union-Square Park, con il potente hip/hop rock politico dei Junkyard Empire insieme ai Broadcast Live e gli Sketch the Cataclysm. Gli organizzatori hanno creato un sito e si possono trovare altre informazione sulla loro pagina di Facebook.

Faremo un picchetto davanti alla filiale della Bank of America in Union-Square, una delle maggiori istituzioni finanziarie responsabile per il furto di circa 17 trilioni di dollari in stipendi, risparmi e pensioni presi da cittadini comuni. Costruiremo vari modellini in cartone con la rappresentazione di ciò che vorremmo avere – buone biblioteche pubbliche, ospedali gratuiti, banche trasformate in cooperative di credito, scuole libere e ben sovvenzionate, università pubbliche, agenzie interinali chiuse (i giovani non dovrebbero partire per l’Iraq e l’Afghanistan come soldati o marines per trovare un lavoro nella settore della salute). Chiederemo la fine dei pignoramenti e delle ripossessioni da parte delle banche, la rottura degli enormi monopoli delle stesse banche, un sistema di tassazione equo e un governo su cui la gente possa contare.

Le 10 maggiori banche, che controllano il 50 per cento dell’economia, determinano le nostre leggi, decidono i nostri tribunali, come sono articolati i dibattiti pubblici sui mezzi di comunicazione, chi viene eletto a guidarci e come siamo governati. Il consenso dei governati è una frase che i due maggiori partiti hanno trasformato in una crudele battuta. Non c’è alcun modo di votare contro gli interessi della Goldman Sachs. Prima si smantellano e si regolano queste banche e immense corporazioni, più velocemente saremo liberi.

La Bank of America è una delle peggiori. Non ha pagato alcuna tassa federale l’anno scorso né quello precedente. In questo momento è una delle banche più aggressive nel requisire case, a volte ricorrendo a gruppi di sicurezza privata che mettono in atto brutali invasioni delle case per buttare le famiglie sulla strada. La banca rifiuta di prestare a piccoli commercianti e consumatori i miliardi che ha ricevuto dal governo. È ritornata alle attività delinquenziali e alla speculazione che hanno creato il crollo con uno spirito di vendetta, atteggiamento reso possibile perché il governo si rifiuta di istituire sanzioni efficaci o controlli attraverso regolatori, legislatori o tribunali.
La Bank of America, come la maggior parte delle banche che hanno venduto spazzatura ai piccoli azionisti, ha l’abitudine di nascondere le proprie enormi perdite attraverso uno strumento di finanza creativa che ha chiamato “accordi di riacquisto”. Essa ha usato questi accordi durante il crollo finanziario per cancellare temporaneamente le perdite dai registri, trasferendo il debito tossico verso imprese fittizie prima di consegnare i registri. Si chiama frode. E la Bank of America è proprio brava nel farla.

US Uncut, che sarà coinvolta nella manifestazione del 15 aprile a New York, ha organizzato 50 proteste davanti alle sedi e agli uffici della Bank of America il 26 febbraio scorso. UK Uncut, la versione britannica del gruppo, ha prodotto una video guida su come organizzare un ‘bail-in’ (salvataggio tramite risorse interne in contrapposizione al bail-out che ricorre a risorse esterne, ndt) nel proprio quartiere.

La disobbedienza civile, così come descritta nel video del bail-in o come quella che si terrà in UnionSquare, è l’unico strumento che ci rimane. Un quarto delle corporazioni più grandi del paese – incluse General Electric, ExxonMobil e Bank of America – non hanno pagato tasse sugli introiti del 2010. Ma allo stesso tempo queste corporazioni agiscono come se avessero il diritto divino ad avere i sussidi di centinaia di miliardi di contribuenti. Alla Bank of America sono stati dati 45 miliardi di dollari in fondi federali per il suo salvataggio. La Bank of America prende questi soldi, che voi e io abbiamo pagato in tasse, e li nasconde insieme ai suoi profitti in uno dei 115 conti che ha nei paradisi fiscali per evitare di pagare le tasse. Ti fa pensare che le legioni di commercialisti della banca sono impegnati a far sí che la banca possa evitare di pagare le tasse anche quest’anno. Immaginatevi se voi o io facessimo una cosa del genere.

“Se la Bank of America avesse pagato la sua giusta quota di tasse, i tagli pianificati di 1.7 miliardi di dollari nell’educazione primaria, inclusi i programmi Head Start e Title I, non sarebbero stati necessari” ha fatto notare Zeese. “La Bank of America evita di pagare le tasse usando consociate nei paradisi fiscali. Per eliminare le loro tasse, investono i loro proventi oltreoceano invece di tenerli a casa, e così facendo minano l’economia americana ed evitano di pagare le tasse federali. La grande finanza, come la Bank of America, contribuisce a formare i deficit che provocano, come conseguenza, pesanti tagli ai servizi essenziali del governo nazionale e federale”.

Le grandi banche e corporazioni sono dei parassiti. Divorano le viscere del paese in nome del profitto, portandoci tutti all’asservimento e inquinando e avvelenando l’ecosistema che sostiene la specie umana. Hanno ingoiato più di un trilione di dollari del Dipartimento del Tesoro e della Federal Reserve e hanno creato piccole enclavi di ricchezza e privilegio dove i manager delle corporazioni replicano la decadenza della Città Proibita e di Versailles. Chi è rimasto fuori da questo giro lotta per trovare un lavoro e non può far altro che stare a guardare i prezzi degli alimenti e dei beni arrivare alle stelle. Un detentore di mutuo su sette è indietro coi pagamenti. Nel 2010 c’erano 3.8 milioni di pratiche di pignoramento e i ripossessi delle banche sono arrivati a 2.8 milioni, un 2% in più rispetto al 2009 e il 23% in più rispetto al 2008. Pare che questo record sarà infranto nel 2011. E nessuno al Congresso, alla Casa Bianca di Obama, presso i tribunali o la stampa, tutti grati ai soldi delle corporazioni, muoverà un dito per fermare o denunciare questo assalto alle famiglie. L’élite che ci governa, Obama incluso, è fatta di cortigiani, di edonisti del potere privi di ogni senso di vergogna, che si inginocchiano davanti a Wall Street e ci tradiscono tutti i giorni. I maggiori plutocrati delle corporazioni si prendono 900,000 dollari all’ora mentre il pranzo di uno dei nostri bambini ogni quattro dipende dai buoni pasto.

Non abbiamo bisogno di leaders. Non abbiamo bisogno di direttive di qualcuno in alto. Non abbiamo bisogno di organizzazioni formali. Né abbiamo bisogno di sprecare tempo appellandoci al Partito Democratico o scrivendo lettere al direttore. Non abbiamo bisogno di altre diatribe su internet. Dobbiamo andare fisicamente su una pubblica piazza e creare un movimento di massa. Abbiamo bisogno di voi e di qualche vostro vicino per iniziare. Vogliamo che andiate alla vostra filiale della Bank of America e che protestiate. Che veniate alla Union-Square. Una volta fatto questo, avrete dato il via ad una forza che queste élites cercano sempre di spegnere, la resistenza.

Chris Hedges
Fonte: www.truthdig.com
Link: http://www.truthdig.com/report/item/this_is_what_resistance_looks_like_20110403/
3.04.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RENATO MONTINI

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    “… Le grandi banche e corporazioni sono dei parassiti. Divorano le viscere del paese in nome del profitto, portandoci tutti all’asservimento e inquinando e avvelenando l’ecosistema che sostiene la specie umana….” Esatto, tranne un “piccolo” particolare: non (solo) del “paese” USA ma (soprattutto) del pianeta terra (con tutti i 7 miliardi di umani che lo abitano), con la complicità passiva dei cittadini USA, che cominciano a ricevere meno briciole del solito, e perciò cominciano, timidamente, a protestare. E questo lo chiamate risveglio? Ci vogliono ben altre secchiate di acqua gelata!

  • sovranidade

    Pubblicherò questo stupendo articolo di Chris Hedges nel mio (modestissimo) blog: http://www.sovranidade.org chiedendo ai lettori di sostituire (mentalmente) la Bank of America o la la Goldman Sachs con altrettanti gruppi bancari italiani come Gruppo San Paolo o Unicrediti ecc. oppure la Fed con la BCE e fare i dovuti raffronti con la nostra situazione italiana. Non sarà mai che si riesca ad uscire dal nostro beato “coma profondo” e si riesca ad organizzare un minimo di “disobbedienza” anche noi italiani. Propongo però che non sia una disobbedienza solamente “civile” diciamo che contro questi farabutti non guasterebbe una certa disobbedienza “incivile”! Quanto basta…

  • Hamelin

    Vi sveglierete troppo tardi poveri Yankee …magari in uno degli 800 campi FEMA nuovi di zecca pronti per accogliervi a braccia aperte.Sappiate che la disobbedienza civile ormai é inutile .D’altronde che c’é da aspettarsi da gente che proclama quel criminiale papa nero di Obama come un messia.D’altro canto ora che anche voi iniziate a provare la miseria che avete piazzato nel mondo per oltre un secolo magari potrebbe servirvi a qualcosa , magari potreste iniziare a tornare essere umani.

  • stendec555

    l’americano si sorbisce fin dai primi anni di vita un continuo martellamento mediatico: la bandiera, la patria, il paradiso del libero mercato, della libera iniziativa, il mito del consumismo, il sistema debito che lo incastra quando è ancora adolescente, le eroiche forze armate che difendono il suolo usa da quei barboni dei terroristi islamici oltre alla consapevolezza di essere un popolo eletto da dio che ha donato loro la terra promessa. è duro per loro accettare il fatto che i governanti, i burocrati e il sistema bancario su cui è fondato il loro sistema dei debiti siano una colossale truffa ai loro danni (il resto del mondo per loro in fondo non esiste). finchè a pioggia continuavano ad arrivare ricchezze e benessere per (quasi) tutti, tutto andava bene, w l’america e w il liberismo selvaggio. adesso stanno cominciando a incrinarsi le certezze…..moltissimi lavori sono sottopagati, senza assistenza medica e pensionistica, incominciano a esserci pensionati che sono costretti a trovare lavoretti per sopravvivere, la libera iniziativa è frenata dalle banche che non elargiscono più prestiti con la disinvoltura di qualche anno fa, pure le imprese che tengono perdono crediti dalle banche, molte falliscono e sono fallite negli ultimi due anni…..l’america ha retto negli anni perchè alla fine l’impegno, la dedizione nel lavoro, la facilità che si ha nel mettere su un’attività propria hanno tenuto in piedi il sistema. ma alla base di tutto c’era la disponibilità a spendere, i soldi continuavano a girare. se si ferma questa follia chiamata consumismo l’america è niente, il gioco finisce e agli americani non resta che andare a caccia di cervi e coltivarsi l’orto, rintanarsi nelle loro casette coi loro cani, godersi il paesaggio spesso indubbiamente gradevole e tenere lontane le orde degli homeless e disoccupati che dalle grandi città si riverseranno nella quieta e incontaminata provincia…

  • lucamartinelli

    sembra proprio un timido risveglio, ci vorra’ ancora tempo prima che le masse yankee prendano coscienza. Gli yankee sono troppo messi male. Come scrive un amico, sono condizionati dalla nascita dalla propaganda. comunque ben venga questo risveglio. Fra qualche anno qualche amerikano capira’ che il loro sistema è tutto tranne che democratico. Un colossale inganno, peggio del nostro. La democrazia è altra cosa. Ma se loro sono messi malino noi lo siamo ancora di piu’. Ma veniamo all’idea della disobbedienza civile. Ottima cosa, visto che la rivoluzione non si puo’ piu’ fare. Nessuno è disposto a farsi sparare addosso dai cani da guardia dei padroni (leggi: polizia). Su questo sito qualche idea è gia’ stata discussa. Personalmente rimango della mia. E’ sui soldi che occorre agire. Dobbiamo togliere loro la linfa vitale del denaro. Sicuramente togliendo i nostri risparmi dalle banche poi tornando a uno stile di vita sobrio. Buona domenica

  • amensa

    bravo Alberto !!
    ……”
    “La politica non ha più senso” mi dice Kevin Zeese, direttore di Prosperity Agenda e co-organizzatore della manifestazione del 15 aprile. “L’economia è controllata da una ristretta élite economica. Gli americani non hanno nessuno che si curi dei loro bisogni. L’unico modo per cambiare tutto questo è di dare il potere a una cultura di resistenza. Questo sarà il primo di una serie di eventi che organizzeremo per aiutare la gente a riprendere il controllo della propria vita economica e politica”.

    Le 10 maggiori banche, che controllano il 50 per cento dell’economia, determinano le nostre leggi, decidono i nostri tribunali, come sono articolati i dibattiti pubblici sui mezzi di comunicazione, chi viene eletto a guidarci e come siamo governati. Il consenso dei governati è una frase che i due maggiori partiti hanno trasformato in una crudele battuta.”

    finalmente qualcuno che inserisce questi concetti in un articolo in home.
    basta andare a leggere nei commenti all’articolo della Noemi per leggere quante me ne hanno dette per sostenere questa stessa cosa.
    con in più la proposta di una modifica per condizionare, stabilmente gli eletti, e non solo ogni tanto quando si arriva alle sollevazoni di piazza, ed il sistema si chiama “revoca immediata del mandato”, e non sarebbe così difficile da applicare….. il problema è ottenerlo, ma mentre ci si mobilita per un singolo caso, non varrebbe la pena mobilitarsi per un cambio di regole ch erendesse in cambiamento definitivo ????

  • bstrnt

    Le banche, sono un po’ come la guerra, non si possono umanizzare, si possono solo sopprimere; i bankster non potranno mai ravvedersi, dovranno esser fatti ravvedere, così pure i loro quisling politici!

  • AlbertoConti

    E’ l’eterno dibattito sui metodi e sui contenuti, cosa mettere prima in agenda. Di definitivo non c’è nulla, e dovremmo rallegrarcene piuttosto, vuol dire che un po’ di vita resiste ancora. Io però insisto su un altro punto, rischiando ancor di più di essere inteso per il verso sbagliato: se in ultima analisi guardiamo a ciò che veramente vorremmo, o ciò che veramente siamo, il rischio di scoprire le radici del marcio c’è, forse al di là della nostre capacità di sopportazione. Questo non è qualunquismo, colpa di tutti colpa di nessuno, ma assunzione di responsabilità, precondizione per poter correggere la rotta. E qui la rotta va invertita, altro che corretta! Perciò i moderati passano per radicali e gli ipocriti per moderati. D’altra parte siamo a un bivio, ad un aut aut più che morale, si tratta di sopravvivere o no alla nostra stessa “adolescenza tecnologica”, di trovare la via onorevole per uscire dalla millenaria trappola del privilegio.

  • amensa

    mi sento di sottoscrivere per intero quanto scrivi. Se avrai voglia dai uno sguardo, martedì (è il mio giorno) su appelloalpopolo, dove azzardo una analisi decisamente un po’ fuori dall’ordinario, di questa crisi, dalla quale emergono pure i rimedi che non possono essere ne monetari ne fiscali, ma di organizzazione sociale. Ti quoto quando punti il dito sull’assunzione di responsabilità…… non è più tempo SOLO di delegare, e con la coperta corta, finalmente se ne stanno accorgendo in molti.

  • amensa

    perchè la “rivoluzione non si può più fare” ?
    i francesi mica hanno chiesto il permesso ai nobili, e i russi, i cubani, ecc… mica hanno chiesto il permesso di fare le loro rivoluzioni , no ? il problema non è fare la rivoluzione, perchè di rivoluzioni riuscite ce n’è un vasto campionario….. il problema è sempre e solo fare rioscire il DOPO rivoluzione. Ed è su questo che bisogna avere le idee chiare, che bisogna esser d’accordo in tanti su quale modello di società si vuole instaurare. Il problema è convincere tanti che la responsabilità di mantenere un DOPO-RIVOLUZIONE umano ed efficiente è di tutti, non solo di pochi sperando che siano santi o eroi. La rivoluzione, cui alludo io, è prima di tutto culturale, nel senso di ricominciare a sentirsi parte della società e non individui in antitesi con essa. cominciare a pensare al pubblico come cosa di tutti, non di nessuno come ora.

  • ale5

    Arriva un momento in cui non basta più parlare o discutere ma c’è la consapevolezza che bisogna fare di più, attivarsi e mobilitarsi per un obbiettivo che adesso sembra impossibile. Un uomo è soprattutto quello che fà…

  • dana74

    speriamo bene, mi fa piacere che la consapevolezza del marciume della loro classe politica cominci ad andare oltre l’astensione che negli Usa è al 50.
    Mi auguro per loro che riescano a formare una massa senza strumetalizzazioni perché se crescono i tentativi di “governara” ci saranno eccome.
    L’Italia insegna, sempre in piazza, tante marcette ma lo status quo INTATTO.

  • lucamartinelli

    per tanti motivi, amico mio. Il primo l’ho scritto, poi arrivano gli altri: trovare i partecipanti, che in se’ non sarebbe difficile. La guerra di liberazione in Vietnam è iniziata con un nucleo di 4400 persone. temo pero’ che da noi sia gia’ una cifra difficile da raggiungere. Andiamo avanti: motivazioni solide al punto di sacrificare la vita e anche qui la vedo dura. Ancora: organizzazione (logistica, armi, addestramento, comunicazioni, sussistenza e via dicendo). Come vedi forse sarebbe meglio percorrere altre strade. Ma dimmi: perche’ rimani legato alle rivoluzioni storiche? io credo che sia importante raggiungere un obiettivo. I mezzi sono tanti, non solo sparare. Togliamo i nostri risparmi dalle banche e il sistema fara’ flop in 48 ore. Non credi? Poi aggiustiamo le cose, iniziando magari a giustiziare tutti i traditori, i ladri di stato, i componenti delle bande massoniche, i grassatori etc etc. saluti

  • lucamartinelli

    Scusami, mi è partita la risposta ma non avevo finito. Forse ti ho frainteso. hai citato popoli che hanno fatto rivoluzioni con le armi. Nel tuo finale invece dici che la rivoluzione a cui alludi è culturale. Come posso non essere d’accordo? ma anche qui temo che siamo nei guai. mentre per una rivolta armata bastano in pochi (relativamente) per quella culturale occorre una maggioranza di persone che prendano coscienza. da qualsiasi parte rigiro la frittata vedo soluzioni difficilmente praticabili. ecco perche’, sotto sotto, suggerivo atteggiamenti che partono dal singolo. Una goccia per volta….ancora saluti

  • amensa

    Scusami se mi soffermo sul termine ma la rivoluzione PUO essere violenta ma non DEVE esserlo per forza… ovviamente dipende dalla resistenza che incontra il cambiamento. sicuramente in una rivoluzione non si può escludere la violenza, da ambo le parti, ma essa interviene solo quando le forze in campo hanno entrambe una possibilità di vittoria.
    forze preponderanti da un lato scoraggiano l’uso della violenza dall’altra.
    ora il MODO con cui iniziare una rivoluzione può variare, e anche di molto.
    tu proponi il ritiro dei soldi dalle banche.
    sicuramente potrebbe essere un modo, benchè penso ch ecome ammontare di depositi i conti delle persone fisiche rappresentino una misera percentuale, almeno delle persone interessate a fare tale rivoluzione…. un pò come battere un elefante con uno schiacciamosche.
    se già si vendesse tutti i titoli di stato (BOT, CCT, BPT, ecc…) probabilmente si comincerebbe a fare un po’ più di danno.
    prova a pensare , invece, all’impegnarsi a non più acquistare prodotti pubblicizzati….. la pubblicità può arrivare a pesare per un 30% sul prezzo del prodotto, e la pubblicità, oggi, è uno dei mezzi più insidiosi del potere.
    come vedi, di rivoluzioni se ne possono fare in vari modi, verificando così nel contempo quante persone sono veramente convinte di volere un cambiamento.

  • amensa

    comunque un modo non esclude l’altro, percui di azioni se ne potrebbero fare anche più di una contemporaneamente.
    l’unica cosa ch eio mi auspico, è che ci si domandi sempre “e dopo?” perchè distruggere è relativamente semplice, costruire lo è sempre un pò meno.
    quindi fare le cose con un minimo di grano salis…… mi viene in mente il pensiero di Renzo Tramaglino mentre vede distruggere i forni….

  • nuunciaafamo

    Chris,

    mandami un tuo nr di conto, che ti mando qualche dollaro perchè dal 16 aprile sarai sicuramente al gabbio: ti serviranno !!

  • nuunciaafamo

    …oltretutto se pensi di attaccare gli interessi di Goldman Sachs e Bank of America con una manifestazione di piazza, sei pure un credulone ingenuo. Il tuo paese ha già fabbricato 25 milioni di bare pronte all’uso in caso di riots…….. comprati anche della vaselina e dei cerotti…………. spero vivamente possano servirti !!

  • maristaurru

    Invidio gli Americani, possona capire chi gli ha tolto cosa e quanto. Noi no.
    Per esempio, noi versiamo soldi alal UE che poi dovrebbero ritornarci, ma questo per lo più non accade, per esempio, negli anni andati un decreto legislativo Jervolino/ Vassalli n. 309/90 in materia di Agricoltura ha per sbaglio, o per volontà politica, va a capire, privato i nostri agricoltori di notevoli aiuti all agricoltura, appaentemente ne hanno tratto vantaggio le solite multinazionali, possibilie che abbiano fatto questo? basta controllare i siti governativi, e lo hanno fatto, come è di oggi la notizia che perderemo ben 43 Miliardi di euro al Sud grazie alla insipenza di Vendola, Caldoro e Lombardi. Ma è insipiemza o è altro? Non frega una emerita ceppa a nessuno, ci passa tutto addosso come acqua fresca e blateriamo di massimi sistemi, ma sapete voi se e come le nostre banche pagano le tasse? sapete voi un cavolo di nulla di come funzionano le nostre corporazioni? ma sapete riconoscere le corporazioni e gli intrecci che leuniscono ? Ve lo dico io NO! e lo dico perchè non ho mai letto 1 intervento che mi desse l’impressione che lo scrivente si discostasse ldalla lamentele confoorme, nella quale alla fine cadiamo tutti un po’.
    Un intreccio tra Banche, Università, giuristi, politici, ma il silenzio è tombale!

    Intreccio tra equitalia , sue spa e Banche… il silenzio è tombale e l’INPS? Miliardi di euro sono passati di mano, e ora dicono che i soldi versati da noi sono spariti, e saranno i precari senza pensione a pagare le nostre pensioni e ci beviamo sta strunzata sesquipedale, ed anzi mi aspetto che Amensa o qualche altro genio ci spieghi che è giusto il conto e che è colpa nostra!!
    Invidio gli americani che possono per lo meno dire chi li ha rovinati, noi no, veniamo condotti per mano dagli Amensa di turno e da altri blogghini furbi a convincerci che è colpa nostra se ci hanno fottuto con destrazza i nostri soldi! Furi ci aspetta il giornale di de benedetti e le prediche ieratiche di Eugenio, e se non rido a crepapelle è perchè evito di leggerlo, quello come gli altri tutti: disinformazione ipocrita e vigliacca. Invidio gli americani, restano un popolo, noi siamo un gregge con pastori poco raccomandabili e cattivi cagnetti a fiancheggiarli

  • rasna-zal

    … colpevolizzare il popolo, spostare l’obbittivo, stimolare i suoi bassi istinti animaleschi incitando le persone a soluzioni come quelle di “defenestrare i potenti e sfasciargli il telefono”, sono l’arma populistica di persuasione usata per questi argomenti.

    Il brutto è che c’è chi abbocca.
  • lucamartinelli

    sono sostanzialmente d’accordo con te. giustamente scambiandosi opinioni le idee si chiariscono. Certo che non escludo la rivolta armata, ma solo alle condizioni che tu sottolnei. Vorrei avere possibilita’ di vittoria, in una parola voglio le armi. D’accordo anche sul dopo rivoluzione ma soprattutto sul comportamento al riguardo degli acquisti. Fa parte del comportamento che ho definito “sobrio”. a risentirti.

  • amensa

    già….lasciare il portafoglio per strada e poi piangere perchè te l’hanno fregato….. forse il concetto di responsabilità è troppo caustico da digerire , vero ?
    ma lo sai che se ti fregano l’auto e tu non dimostri di averla chiusa, rischi che l’assicurazione non ti paghi ?
    allora questa cosa va benissimo (mai sentita una lamentela in merito, perchè chi la facesse si sentirebbe anche dare del p…la ) ma tutto il resto no , vero?
    ti stupisci poi che io sia anche disposto a defenestrare qualcuno ? semplicemente non sono ipocrita e so benissimo che se si fa una guerra, bisogna avere le palle per combatterla. magari pensarci 10 volte prima di dichiararla, ma una volta dichiarata non la si può che combattere con tutti i mezzi disponibili.

  • rasna-zal

    Mi sorprendo dei tuoi 66 anni, sei banale: vuoi risolvere un problema dell’uomo proponendogli un auto analisi, una presa di coscenza; o sei sciocco o sei in malafede se credi che l’ego umano lo possa permettere, l’esempio ce l’hai: il tuo smisurato ego ti permette di tuonare sentenze non solo su tutti noi, ma anche sopra qualsiasi economista, saggista, giornalista ed altri che sostengono cose che non ti garbano.

    Tu sei dio Amensa, ecco perchè sei presente su ogni post sei omni-post-presente!

    Lascia in pace chi la pensa diversamente da te, non hai carta che parla per arrogarti questo diritto, anzi nessuno lo avrebbe anche avendo dimostrato la validità delle sue tesi.

    Non sei un professorone accreditato e non credo nella tua infallibile logica trasversale, buona solo per accaparrarsi i consensi degli sprovveduti.

    Te l’ho detto e ripetuto, se un giorno mi girasse di fare un collage delle tue performance su CdC ci sarebbe solo che da vergognarsi per l’arroganza nel contradditorio e l’evidenza della tua mellifluità nel cercare appoggi, o meglio, nel cercare di condurre le persone all’immobilità, difatti non mi risulta che tu abbia mai concretizzato niente di ciò che affermi.

    Critichi Barnard, ma lui và in giro, si mette in gioco, incontra gente ed espone i suoi convincimenti; tu che fai?

    Ne abbiamo largo e pesante esempio qui.