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E’ TEMPO DI STERMINARE GLI ANIMALI DOMESTICI ?

DI UGO BARDI
aspoitalia.blogspot.com

Pare che i veterinari italiani stiano ricevendo richieste sempre più frequenti di sopprimere cani e gatti perfettamente sani. La gente, semplicemente, non ce la fa più a trovare i soldi per nutrirli. E’ in questo clima certamente non simpatico che si inserisce un libro che ha suscitato un certo interesse “Time to eat the dog” (“E’ tempo di mangiare il cane”) di Brenda e Robert Vale. Secondo quanto riportato
nell’articolo di Repubblica che ha dato inizio alla discussione in Italia, gli autori sostengono che un cane di grossa taglia consumerebbe più risorse di una SUV in termini di energia.

E’ vero questo? Sono andato a rivedermi i conti e vi posso dire che, sostanzialmente, è una fesseria. Il meglio che possiamo dire è che un cane di grossa taglia nutrito con carne, in effetti, può richiedere una quantità di energia non tanto più piccola di quella di una SUV usata con molta moderazione. A parte l’aver stiracchiato i termini del confronto (per esempio, è raro che i cani siano nutriti a carne) è proprio il concetto che non funziona: non ha senso paragonare l’energia di origine biologica usata da un essere vivente con quella fossile usata da un SUV. Non è neanche un paragonare mele con cipolle, è come paragonare mele con bulloni.Gli autori avrebbero dovuto utilizzare concetti più evoluti, tipo quello di “impronta ecologica”. In realtà hanno solo voluto ottenere un risultato un po’ eclatante per farsi pubblicità. Questo lo si vede anche dal titolo “E’ tempo di mangiare il cane.” Messo così, il libro finirà per essere interpretato come una facile scusa per giustificare il possesso di una SUV: in fondo cosa c’è di male? Consuma meno energia di un cane.

Tuttavia, il dato degli autori, pur nei suoi limiti, ci ricorda quanto sia impattante l’agricoltura. E’ qualcosa di cui dovremmo tener conto quando si parla con tanta leggerezza di sostituire i combustibili fossili con biocombustibili. In prima approssimazione, usare una SUV alimentata a biocombustibili vuol dire portar via il cibo a una creatura biologica delle dimensioni di un cane. E un essere umano è anche leggermente più grande.

Ma c’è una considerazione ancora più fondamentale. L’intenzione degli autori del libro, secondo quello che si può leggere in proposito, era più che altro di allertarci sullo spreco di cibo da parte degli animali domestici. Si è detto che circa il 10% dell’industria alimentare mondiale è dedicata a nutrire gli animali domestici. Ammesso che sia vero, e probabilmente lo è almeno in parte, si potrebbe saltare alla conclusione che è un imperativo morale sterminare gli animali domestici per dare cibo agli affamati umani. C’è chi, in effetti, ha detto qualcosa di simile a commento del libro.

Ahimé, questo tipo di posizione serve solo a sottolineare l’incapacità umana di ragionare in termini dinamici, ovvero di valutare le conseguenze a lungo termine delle azioni che decidiamo di fare. Potremmo sterminare gli animali domestici e questo porterebbe – forse – ad aumentare del 10% la disponibilità di cibo per gli umani. Di conseguenza, il numero di esseri umani potrebbe aumentare di un ulteriore 10%. Considerando che oggi siamo circa sette miliardi, vorrebbe dire che potremmo aggiungere altre 700 milioni di umani sul pianeta.

E poi? E poi saremmo al punto di prima, solo con 700 milioni di umani in più. Rimarrebbero invariati, ma più gravi, i problemi dell’erosione dei terreni agricoli, della scarsità di fertilizzanti che oggi vengono tutti dal petrolio e di tutti i vari problemi che abbiamo con l’agricoltura. In altre parole, lo sterminio degli animali domestici porterebbe soltanto ad aggravare la condizione di “overshoot” in cui ci troviamo.

Nella pratica, che si veda o no come un imperativo morale lo sterminio degli animali domestici, è probabile che le conseguenze della crisi si abbatteranno prima su di loro che sugli umani. Come dicevo all’inizio di questo post; tenere un cane di media taglia sta diventando costoso e stiamo ritornando verso una condizione che era comune nel passato, ovvero quando solo i ricchi si potevano permettere di avere dei cani. Per i poveri, il massimo possibile era qualche uccello in gabbia e Konrad Lorenz aveva definito il merlo “il cane dei poveri cristi” (cito a memoria, non riesco più a trovare la sorgente, forse non era il merlo ma il tordo). Credo che ben presto arriveremo a qualcosa del genere e forse anche il merlo (o il tordo) rischierà forte di finire in padella.

Credo di poter concludere ricordando una vecchia storia di Isaac Asimov, del 1970, che si intitolava “2430 AD”. Qui, Asimov cui descriveva l’uccisione degli ultimi animali esistenti sulla terra. Era un piccolo gruppetto tenuto in uno zoo che veniva eliminato per far posto a una massa equivalente di esseri umani. Nella storia, quelli che decidevano lo sterminio lo descrivevano come il completamento del destino umano: quello di formare tutta la biomassa animale possibile sul pianeta Terra. Qualcuno, sicuramente, interpreta in questo modo il comandamento biblico “crescete e moltiplicatevi”; a mio parere decisamente un po’ troppo alla lettera.

Ugio Bardi
Fonte: http://www.aspoitalia.blogspot.com/
Link: http://aspoitalia.blogspot.com/2009_11_01_archive.html
8.11.2009

Pubblicato da Davide

  • tersite

    …con gli animali domestici che ci sono in giro(iguana, tarantole,piranhas, pitoni, pitbull con 3 ergastoli alle spalle…) è più facile il contrario! A ostia(roma) hanno trovato due serpenti a sonagli nel giro di un mese. I cani nn devono preoccuparsi, dove cazzo andremmo senza di loro? I gatti ormai riconoscono i cinesi…Gli uccelli liberateli tutti!

  • Galileo

    …bah! Credo che le scelte che portano una persona a “sterminare” l’animale domestico sono anche altre e non solo unicamente una questione di soldi.

    A volte, le situazioni familiari cambiano, e ci si rende conto che nonostante una persona abbia assunto un “impegno” con l’animale che si è portato a casa, non può più farne fronte…abbandonarlo per strada? Trovargli un posto in un centro di raccolta animali? (che già sono pieni che straboccano)? Impossibile trovargli un altro “padrone”’…non è facile arrivare alla conclusione di “abbattere” con una morte dolce l’animale, ma sicuramente è più “dignitoso” che scrollarsi di dosso il senso di colta e buttarlo in mezzo ad una strada.

    Poi, come sempre, ci sono i deficienti di turno, che hanno speso centinaia di euro per comprare un animale griffato per il loro cucciolo umano che tanto vuole un cane ed alla prima che l’animale si rigira un poco dopo che il cucciolo d’uomo lo ha pestato, tirato le orecchie, schiacciato la coda nella porta o gli sono state tolte le unghie perchè non graffino il divano….lo tirano per la strada come una sacco della spazzatura. Questa gente, anche se non arriva a sopprimere l’animale con una morte dolce, è più ignomignosa delle altre.

  • thomasmalory2008

    Repubblica comunque quando si tratta di scrivere fregnacce non perde un colpo !

  • backtime

    oddio potreste cortesemente cambiare quell’immagine che mi fa un ani_”male” pazzesco!!!

    Comprendo che rende bene l’articolo che segue, ma tra mille vermi che si definiscono uomini e un cane, per esperienza salvo il cane, non ha mai fatto ne pensato niente di male su nessuno e mai lo farà, l’uomo come spiega l’articolo si.

  • dino23

    èhhhh …. La Repubblica, La Repubblica…… !?

  • luckyjo

    Tra un Suv e un cane non ho dubbi scelgo il secondo.
    Non so se energeticamente consuma di + ma, se così fosse vuoi mettere l’ affetto, la simpatia e la compagnia che ti da..?
    Certo si mette tutto in conto ma non si deve dimenticare che il cane è vivo e interreagisce con l’ altro animale che è l’ uomo.
    Alle volte si nota bene la differenza tra i due e appare senza ombra di dubbio che alle volte l’ animale peggiore è l’ uomo.

  • vic

    Oggi stiamo seguendo un corso sui cani: come eliminarli, condirli e mangiarli.

    Insegnante: Vediamo come uccidere il cane affinche’ sia pronto per la padella.
    Prendete il libro di storia alla pagina sulla morte di Ipazia, la filosofa neoplatonica di Alessandria, per San Cirillo: la cagna.
    Come ben vedete anche dal disegno illustrativo, conviene ammazzarla usando delle conchiglie taglienti. In questo modo la cagna viene accuratamente spellata. Fate questo lavoretto mentre e’ ancora viva cosi’ si rigira piu’ facilmente e scuotendosi si scuoia meglio. Alla fine del procedimento, detto di San Cirillo, avrete un’Ipazia, cioe’ una cagna, pronta per la padella.

    V: Scusi ma ho un cane maschio. Funziona anche con lui? Non morde?
    Ins: Sarebbe meglio avere un’Ipazia. Per stavolta usa pure il tuo cane, pero’ mettigli la museruola e prega San Cirillo prima della procedura.

    V: Come lo cuciniamo, il cane scuoiato?
    Ins: Per conto mio lo arrostirei alla fiamma secondo la ricetta detta di Giordano.

    V: Giordano il cuoco?
    Ins: Giordano Bruno poi diventato Giordano Carbone. Andate alla pagina del 1600, al capitolo sui falo’ e sui fiori. Ammirate il disegno del fuoco e la folla festante.

    V: Per fortuna ci sono i disegni illustrativi.
    Ins: Una volta pronto l’arrosto, prima di smembrarlo e cibarvene, rivolgete una preghiera al creatore dell’universo e meditate sul sacrificio dell’agnello. Togliete la corona di spine profumate dall’arrosto e consumate il cibo in silenzio. Vi raccomando un calice di buon vino.

    V: Amen.

  • Tonguessy

    Per quanto tu spenda per comprarti una cane è sempre poca cosa rispetto ad un Porsche Cayenne. Vuoi mettere il livore del vicino che ti osserva mentre scendi dal tuo bestione di metallo con un sorriso di soddisfazione stampato sul viso per essere appena tornato da St Moritz?
    Con il cane al massimo vai al parco, e ti devi pure portare la paletta; il SUV invece può emettere quanta roba nera vuoi che nessuno ti dice niente.
    Il cane non suscita invidia, e se qualcuno te lo tocca non ti puoi neanche incazzare come quando qualcuno ti tocca il SUV.
    Non è vita, comprati il SUV e ammazza quel cane.

  • icemark

    Ok, ma tu vuoi mettere la faccia del vicino quando scendi dal tuo alano dopo una passeggiata al centro? Dove magari si è parcheggiato sopra qualche suv?
    Scusa ma non ho resistito 🙂

  • mendi

    Un cane, anche di taglia gigante, trova tutto quello di cui ha bisogno negli scarti di lavorazione di una macelleria, cioè carcasse e ossa varie con attaccata un po’ di carne. In pratica non costa niente o quasi mantenere correttamente un cane o un gatto.
    In difficoltà sono quelli che per pigrizia e ignoranza nutrono i loro animali con porcherie costosissime, crocchette, scatolette, ecc..
    Quindi, non diciamo fesserie!

  • Pellegrino

    è curioso vedere quanto Ugo Bardi si preoccupi della vita degli animali quando la sua ASPO, essendo una diretta emanazione del Club Di Roma, ha più volte sul suo sito rivalutato le politiche Malthusiane.
    es:
    http://aspoitalia.blogspot.com/2009/04/rileggere-malthus.html
    http://www.aspoitalia.it/home/7-la-rivisitazione-dei-qlimiti-alla-crescitaq
    ………etcetc…..

    Ricordo a tutti i lettori che Bardi è uno strenuo e scorretto avversario di chi si interroga sulle ‘scie chimiche’ assieme ai suoi degni compari dell’aspo Gianni Comoretto, Francesco Meneguzzo, Luca Mercalli, e che la ‘teoria’ del ‘ peak oil’ è, a dir poco, controversa, a dir la verità, ridicola.

  • luckyjo

    Quoto questo ragionamento in quanto, non per pigrizia, ho alimentato 2 cani con le crochette in quanto a detta loro cioè dei produttori alimento bilanciato, sicuro anche se costoso.
    Risultato..? Dopo 9 anni tutti e 2 hanno prodotto la malattia del secolo…dove la causa spesso si deve trovare nell’ alimentazione assunta. Dubbi tanti e forti senza voler accusare alcuno ma, ho deciso per quello rimasto che è giovane da alcuni giorni passo dal macellaio e la soddisfazione che trova nel cibo mi ripaga del tempo che mi serve a prepararlo. Se la mia decisione avrà lo scopo voluto lo saprò tra un paio d’ anni, intanto lei mangia felice quello che gli preparo.

  • g10rdan0

    Sante parole!