E' SUCCESSO QUALCOSA

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DI JAMES HOWARD KUNSTLER
kunstler.com

Su questa terra tutti sono al verde, tranne forse Lloyd Blankfein (nella foto), direttore generale di Goldman Sachs, e chicchessia finirà forse, invece che al verde, stritolato dalla macchina politica che sta per prendere i guai del pianeta e trasformarli in una specie di triste carnaio, destinato ad essere distribuito alle masse inferocite come un sostituto sintetico di panem et circenses. Chiamatela obbligazione di arbitraggio politico, sintetica e senza copertura.
È successo qualcosa la settimana scorsa nel mondo e molte persone lo hanno presentito, particolarmente all’interno del sistema di diffusione delle notizie e di fabbricazione delle opinioni, ma questo “qualcosa” non è stato identificato in modo chiaro.La mega-truffa delle orge mondiali delle piramidi finanziarie alla Ponzi sta per essere scoperta dal pubblico, che comincia ad accorgersi che il buco nero che ne deriva inghiottirà tutto quello che ci è familiare, livello di vita, speranze, senza contare le singole esistenze. L´azione politica si ridurrà ormai ad una sorta di frenesia per determinare chi e che cosa sarà inghiottito o sopravvivrà in questo buco nero dell’annientamento. Tutto questo si sta rivelando come un momento chiave della storia umana.

E in questo istante un’enorme macchia di petrolio si allarga lentamente sul fondo delle acque del Golfo del Messico, come un’orrenda Moby Dick, amorfa ma maliziosa, che aspetta il momento buono per affondare il Pequod Americano, o almeno l´economia di 5 stati. Tra qualche mese la società BP si chiederà come mai non si è lanciata in un business facile come la produzione di pannolini piuttosto che l’esplorazione petrolifera. Si porrà sicuramente l’inevitabile domanda se continuare o meno a fare affari di qualche genere che vedano una presenza più o meno indiretta degli Stati Uniti, e gli Stati Uniti entreranno in una ricerca senza fine a proposito dell’interesse delle trivellazioni offshore, il cui avvenire era stato assicurato dal presidente Obama stesso appena qualche settimana fa.
E’ duro vedere le vostre speranze di approvvigionamento energetico futuro svaporare nel momento stesso in cui i vostri sogni di prosperità futura vengono aspirati in un buco nero.

Ho sempre pensato che gli abitanti del sud degli Stati Uniti fossero i più pericolosi del paese e la catastrofe di Deepwater non migliorerà questa mia opinione, quando il petrolio toccherà le loro coste. Detto questo non sono tanto più fuori di testa del resto degli abitanti della nazione e si preparano ad uno sterminio di massa dei politici uscenti in questa fine d’anno elettorale. Lo spettacolo sarà grandioso e potete essere sicuri che gli ultimi dieci litri di petrolio degli Stati Uniti verranno usati tra qualche anno per trascinare i capoccioni di Wall Street, attaccati dietro all’ultimo pickup Sierra GMC, nelle pianure di Collier County, in Florida.
Per quanto riguarda l’Europa, quello che è successo nelle ultime settimane non è niente di più complicato di quanto possa esserlo svegliarsi rendendosi conto di essere al verde. Hanno inviato il loro ultimo missile di auspici pietosi al mostro invasore del debito e il debito gli ha riso in faccia. Al momento sono alle finestre dei loro palazzi burocratici dell’euro guardandosi l’un l’altro per sapere chi sarà il primo a saltare.

Gli Stati Uniti, quanto a loro, non hanno mai capito niente. Quello che per lungo tempo è sembrato essere un gioco di sedie musicali sta per trasformarsi in una sorta di esercitazione antincendio cinese, con l’idea che correre qua e là senza meta sia l’adeguato sostitutivo di un’azione coordinata.
Comunque, Europa e Stati Uniti non hanno più né missili né munizioni. Nessuno ha più i mezzi di rimettere a galla niente, fosse anche un chiosco di limonate. A partire da ora i governi sono entrati nella fase di affondamento.
Fare scommesse sull’avvenire politico è impossibile tutte le volte che imperversa la tempesta. Ci sono sulla stampa delle insinuazioni, ad esempio, che i comunisti stanno per rivoltarsi e prendere il potere in Grecia. Idea notevole, dato che la fiducia della specie umana nel comunismo è scomparsa nei cessi della storia venti anni fa. L’opposizione in Grecia ha un bel voler chiamarsi comunista, ma che cosa intende con questo termine? Non c’è più nessun “mezzo di produzione” in un paese la cui economia è costituita da tassisti, camerieri al piano e personale di servizio. Non c’è nessuna ricchezza da “ridistribuire”, giusto il dolore della perdita economica collettiva quando i turisti smetteranno di affluire.

Ovunque in Europa, ogni paese è in procinto di preparare dei letti di austerità. I vari clienti non apprezzeranno di dover allungarsi su questi giacigli. Poiché la storia è il demone trasformatore dei concetti assodati, posso immaginare che siano gli inglesi che questa volta eleggeranno dei nazisti ( o qualcosa di simile) mentre i tedeschi si ritroveranno nella bizzarra posizione di essere i guardiani morali d´Europa, il solo modello di “parente buono” che tenta disperatamente di salvaguardare un’ombra di commercio collettivo in un’Europa in fase di decomposizione. I grandi personaggi storici sbucano sempre fuori da posti inaspettati, la Corsica, il Kentucky. Il prossimo grande leader europeo forse sta portando avanti i suoi studi nascosto in una sconosciuta scuola di diritto norvegese.
Dio solo sa come gli Europei prenderanno posizione di fronte al disordine che si profila negli Stati Uniti. Forse un certo dispiacere dovuto all’arresto del flusso di turisti americani. La mia previsione è che potrebbe darsi che non ci siano più presidenti degli Stati Uniti dopo Mister Obama. Gli avvenimenti si scateneranno in un disordine sempre più rapido, che farà sì che un generale come Petraeus dovrà prendere per un attimo le redini della situazione, per impedire ad una reincarnazione del Ku Klux Klan in metastasi di diffondersi dall’Atlantico al Pacifico.
Naturalmente una volta che i militari avranno preso il potere non ci sarà più ritorno. Non sarà la fine dell’impero romano versione 2.0 perché la stessa gigantesca macchina da guerra militare americana non avrà più i mezzi per continuare a funzionare. Al contrario mi aspetto una deflagrazione degli Stati Uniti in stati o regioni funzionalmente autonomi, ed è possibile che anche questo livello di governabilità sia fuori portata per i rigori economici degli anni a venire.

Resta, è chiaro, la vera domanda giusta, su cosa faranno i popoli del resto del mondo, il mondo non occidentale s’intende- quando l´Ovest precipiterà nell’insolvenza e nel disfacimento.
Gli islamici faranno tutto quello che è in loro potere per aggravare le cose, e di cose possono farne molte, dal ridurre la loro produzione petrolifera (o fermarla del tutto) fino a spingere le popolazioni immigrate in Europa alla violenza politica, o far esplodere qualche bomba, atomica o meno.

I cinesi cercheranno probabilmente di imporsi come arbitri dell’affondamento dell’ovest, ma saranno inghiottiti dalla propria voragine per l’implosione della loro popolazione e per la mancanza di materie prime.
L´India potete scordarvela: niente petrolio.
La Russia ritroverà il suo glorioso isolamento e si godrà le fumate di metano della sua tundra.
L´America del Sud applicherà come d’abitudine le sagge parole di un viceré del Messico del XVIII secolo, che spiegava così il suo metodo di amministrazione: “Fare molto poco e farlo lentamente”.

La Grande Crisi ha appena ingranato la seconda marcia.


James Howard Kunstler ha lavorato come giornalista per numerose testate. Il suo ultimo libro, « The Long Emergency », descrive i cambiamenti cui dovranno far fronte gli Stati Uniti nel 21° secolo. Kunstler prevede la progressiva sparizione della Suburbia nel contesto di un mondo in guerra per le risorse petrolifere. Per maggiori informazioni: http://www.kunstler.com/

Fonte: http://kunstler.com/
Link: http://kunstler.com/blog/2010/05/something-happened.html
17.05.2010

Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di SASCHA CORSINI

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