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E SE INVECE L' ITALIA PER CASO STESSE PROVANDO A SALVARE GHEDDAFI ?

DI CLAUDIO MOFFA
claudiomoffa.it

Ma è vero badoglismo ?

A una lettura attenta, certezze e confusione si accompagnano giorno dopo giorno sulla guerra contro il governo di Tripoli scatenata da Sarkozy il 19 marzo scorso e ancora in pieno svolgimento. La certezza è che – nonostante le dichiarazioni a raffica contrarie – l’intervento in Libia dei paesi occidentali con o senza Nato è, come ho scritto fin dal primo momento, illegittimo. Illegittimo perché le Nazioni Unite non possono intervenire nel conflitti interni ad uno Stato, ma solo in quelli tra Stati, secondo lo Statuto dell’ONU e secondo tutto il Diritto internazionale “classico”, quello dell’epoca del bipolarismo Est-Ovest (1945-1990). Illegittimo, ancora sulla base della Carta, e in particolare dell’art. 41, perché deve essere il Consiglio di Sicurezza stesso con i suoi Caschi Blu a guidare l’intervento, e non gli Stati a briglia sciolta e tanto meno una organizzazione indubitabilmente di parte quale la NATO. Illegittimo inoltre, anche se si decidesse che quello da seguire è il “nuovo” Diritto Internazionale postbipolare, quello che uno la mattina si sveglia e dice “oggi voglio bombardare questo paese che è troppo propalestinese e ha ancora una Banca statale con bassi tassi di interesse” e parte lancia in resta coprendo la sua vergogna con la foglia di fico dell’ONU.

Anche così, infatti, l’illegittimità resta. Resta perché la stessa risoluzione 1973 che prescrive una no fly zone è stata fin da subito applicata in modo “ultroneo” rispetto a quella che è una zona di interdizione aerea: non cioè un bombardamento contro le postazioni e le sedi governative dello Stato invaso nel suo Dominio riservato, ma solo una azione di pattugliamento dei cieli per impedire all’ aviazione governativa alle prese con una rivolta interna di bombardare “le popolazioni civili” e le zone di insorgenza, quali non sono né i ribelli armati fino ai denti in Cirenaica, né soprattutto la popolazione della Tripolitania, che in rivolta non è e anzi appoggia con ogni evidenza il regime di Gheddafi. Alla fine della prima guerra “alleata” in Iraq, la prima no fly zone – inventata dagli anglo-americani – fu applicata solo nel sud sciita e nel nord curdo, le due effettive zone di insorgenza, e non sui cieli di Bagdad e della regione sunnita centrale, dove Saddam aveva più ampio consenso popolare. Non dovrebbe questo criterio – entro la cornice comunque illegittima della stessa no fly zone – essere applicato anche alla Libia? Non dovrebbe essere proibito alla NATO di far intervenire gli “alleati” su Tripoli e nella regione occidentale tutta?

Certo che sì. Ma la guerra di Libia non rispetta alcuna legge, se non quella della giungla. Ed ecco allora la confusione, che riguarda anche il cercare di capire quello che sta succedendo, e quale è la vera linea di intervento dell’Italia. L’accusa più diffusa è di tradimento di Gheddafi, “badoglismo” nel linguaggio tradizionale della destra. Ma è così veramente? A mio avviso non è possibile affermarlo con certezza, e si può anzi avanzare l’ipotesi che non solo la concessione delle basi alla NATO nei primi giorni di guerra, ma persino la decisione di partecipare ai bombardamenti del 25 aprile scorso mirino in realtà – nell’intenzione soggettiva del governo di Roma – a salvare Gheddafi e non a eliminarlo, come sta cercando di fare il duo Sarkozy-Cameron.

Ma per capire meglio, ripercorriamo le tappe fondamentali della guerra illegittima contro Gheddafi (e contro l’Italia) scatenata da Sarkozy il 19 marzo scorso. Dopo il via alle missioni aree francesi, con il vertice di Parigi del 19 marzo ancora in svolgimento, c’è chi tra gli “Stati volenterosi” – e fra questi il governo italiano – cerca di trasferire il comando delle operazioni alla NATO. Certo, si potrebbe e dovrebbe tornare in sede ONU, ma il comportamento di Russia e Cina nella votazione del 17 marzo – non il veto, ma l’astensione: a Mosca c’è la fiammata improvvisa e fugace del dissenso aperto Medvedev-Putin – impedisce la certezza di un freno ai bollori bellicisti del presidente francese: anche perché a frittata-risoluzione fatta, l’arma del veto è ormai in mano a Parigi e tornare indietro “secondo Diritto” non si può. Dunque altro passo illegale, il comando alla NATO, organizzazione obbiettivamente di parte, un assurdo giuridico: un pragmatismo tuttavia utile per la giungla, reso possibile anche dalla linea cauta di Obama e Gates, cosicché il passaggio delle leve del comando al Patto Atlantico frena i francesi per qualche giorno.

Perché per qualche giorno? Perché già il 2 aprile gli americani si ritirano dalla coalizione e dentro la NATO priva del peso della superpotenza, l’estremismo franco-inglese riguadagna gli spazi formalmente persi con la perdita del comando nominale. Non tutto è probabilmente univoco, vedi la notizia del 12 aprile successivo di un Drone lanciato dal Pentagono (??) sulla Libia: ma se “per errore” alcuni aerei colpiscono anche le postazioni e una nave dei ribelli, e se Gheddafi – dichiarazioni ufficiali a parte – sembra non considerare troppo ostile la posizione dell’Italia, altrimenti non avrebbe mai permesso il dissequestro della nave Asso due il 24 aprile, ecco che il giorno dopo la NATO “attiva”, cioè la NATO anglo-francese (più Canada e altri paesi minori), tenta il colpo maestro, che avrebbe potuto anche finire con l’uccisione di Gheddafi: un attacco mirato non alle postazioni militari libiche, ma al bunker tripolino del rais, 45 civili “feriti” (feriti? Una prima notizia parlava di morti) e tre sicuri morti. Un segnale evidente che Sarkozy “l’israeliano” non molla, vuole Gheddafi morto.

Quel che accade dopo, una ulteriore deriva “badogliana” di Roma, non sembra di nuovo esser tale, appare piuttosto un tentativo di contrastare dall’interno l’oltranzismo franco-inglese. Leggete le cronache: la decisione di Roma di intervenire militarmente è di poche ore successiva, cinque o sei, al bombardamento del bunker di Gheddafi (la France Presse diffonde la notizia alle 0 e tre minuti del 26 aprile). Dopodiché, inizia il “mistero” delle missioni italiane: non vien detto dove sono state compiute, un flash di agenzia parla di un “bunker” forse di Misurata, “già colpito” dagli alleati nei giorni precedenti (strano bombardamento di probabili macerie), e ci si comincia ad interrogare – vedi il Corriere di oggi – se per caso noi ci occupiamo della Tripolitania o no. Già, perché questo potrebbe essere il nocciolo della questione: se a Roma viene assegnata la regione occidentale come zona esclusiva di guerra (“protezione dei civili”, secondo la favoletta di Ban Ki Moon) allora il presunto “badoglismo” potrebbe rovesciarsi nel suo contrario, il tentativo di una difesa di fatto di Gheddafi.

E’ – ripeto – solo una ipotesi. Ma anche se non fosse tale, la guerra libica resta comunque un labirinto assurdo e pericoloso da cui appare difficile liberarsi senza uno strappo deciso. Perché ad esempio, non tornare indietro passo dopo passo, verso un minimo rispetto della legalità? Perché non imporre dentro la NATO un effettivo rispetto almeno della risoluzione 1973, ricordando che gli anglo-americani con la no fly zone di venti anni fa non bombardarono Bagdad ma solo le zone di effettiva insorgenza, e questo è uno dei discrimini fondamentale tra l’azione preventiva prevista dalle zone di interdizione, e una guerra di aggressione? Perché non recuperare la memoria di Bush padre, colui che blocco’ il generale Schwarzpof sulla strada di Bagdad, e che impedì a Moshe Arens di scatenare un attacco aereo contro Saddam alla fine della prima guerra d’Iraq, anno 1991?

Nonostante tutte le buone intenzioni possibili, l’azione di contrasto dall’interno di una guerra i cui promotori puntano a uccidere Gheddafi, a rubare il petrolio a a lui e a noi, e a obbedire ciecamente alle forme più oltranziste esistenti in Occidente, rischia di farci scivolare di tragedia in tragedia. La Siria incombe sempre più, e già nelle prime quarantotto ore della crisi del paese che dal 1967 sta aspettando che Israele restituisca le alture del Golan, il senatore americano Lieberman – il falco pro israeliano con cui polemizzo’ Putin nel vertice di Monaco del 2008 – ebbe a chiedere subito un’altra “no fly zone”, cioè un’altra aggressione. Poi dopo la Siria, ci sarà l’Iran … Per arrivare dove? Esistono altre vie? Esiste la possibilità di un rilancio della diplomazia internazionale, dopo la sconfitta del 17 marzo al Consiglio di Sicurezza dell’ONU? Forse sì. Un ritiro delle concessioni delle basi della NATO agli alleati – come paese sovrano e “in prima linea”, l’Italia può ben decidere autonomamente – potrebbe essere solo l’inizio di una riattivazione dei molteplici canali diplomatici oggi “in sonno”. C’è l’ Unione Africana, un continente intero che ha disertato il vertice parigino di Sarkozy. C’è la Russia, con le notizie recenti di una possibile uscita di scena di Medvedev e il ritorno in sella di Putin. C’è la Cina, con i suoi interessi economici: e poi la Turchia, paese della NATO e tutta una serie di paesi minori e maggiori che possono levare la loro voce per far sì che gli anglo-francesi vengano ridotti alla ragione del diritto. Con tutti i vantaggi evidenti per l’Italia, a partire dal blocco dell’immigrazione clandestina, per più di due anni garantito dall’accordo con Tripoli del 2008.

Claudio Moffa
Fonte: http://www.claudiomoffa.it/
30.04.2011

Pubblicato da Davide

26 Commenti

  1. Come ho detto sin dall’inizio, questa campagna bellica ha molteplici obbiettivi politici che non si limitano a ingerire sulla sovranità dello stato libico ma anche su quella dello stato Italiano e mira a determinare la caduta del governo Berlusconi e soprattutto della lega Nord.I poteri forti che gestiscono la politica della comuntà europea mirano,riassumendo,a ridurre le sovranità nazionali dei singoli stati a favore di un governo sovrannazionale completamente avulso dalla volontà popolare dei cittadini.La politica perpetrata dalla lega nord e dal governo Berlusconi si oppone chiaramente a questi intenti sostenua da un largo consenso popolare.
    Liniziativa dei francesi pone l’italia di fronte alla scelta di sostenere tale inziativa rimettendo la prorpia sovranità(cioè la scelta di sostenere gheddafi) a quella sovrannazionale europea e impone all’aitalia di sottomettere i propri interessi nazionali a quelli decisi rilevanti in ambito europeo.L’alternativa per l’italia è quella di essere “relegata” politicamente all’ambito medio orientale ed emarginata all’interno della ue.
    Una scelta questa che solo un governo forte e sostenuto dalla piena consapevolezza popolare potrebbe affrontare serenamente e che favorirebbe lo spsostamento degli equilibri geo/politici/economici ora mantenuti in centro europa, sul meditterraneo e quindi sull’italia.
    La presenza storica degli interessi russi nel mediterraneo è vista come un pericolo dalla Ue e lavvicinamneto dell’italia a questi interessi anche…

  2. Chi è o meno la NATO, credo lo scopriremo a fine maggio con Flottiglia 2 a cui Auguro ogni bene.

  3. ma siamo veramente sicuri che sia “badoglismo”? ma siamo sicuri che berlusconi non tradisca il suo “amico” e invece non lo voglia salvare? ma siamo proprio sicuri che Gheddafi a cui hanno ammazzato figlio nuora e nipotini non lanci un missile a media gittata su Roma? ma siamo sicuri che invece in fondo al cuore berlusconi non lo voglia con tutto se stesso salvare? ma siamo sicuri che l’italia abbia tradito il trattato italia-libia del 2009 che impediva qualunque uso dell basi italiane contro la libia? ma siamo sicuri che berlusconi non sia davvero il gioppino che sembra ma sia invece il novello enrico mattei che diede la vita per l’indipendenza energetica dell’italia?

    SIAMO SICURI CHE BERLUSCONI è UN BURATTINO, CHE CONTA COME IL DUE DI PICCHE, CHE VENEDEREBBE PURE LA MADRE PER I CAZZI SUOI, CHE SE CADE E’ GIA PRONTO DRAGHI A FAR LO STESSO LAVORO E CHE I BERLUSCONIANI CHE HAN CREDUTO IN QUEST’OMUNCULO DA DUE LIRE CONTINUANO IMPERTERRITI A PRENDERE CAPPELLATE.

    E BASTA OSTIA CON STE MINCHIATE, CHE M’INCAZZO VERAMENTE…MA CHE CERVELLO DI POLTIGLIA ABBIAMO?

  4. rimango basito. come si fa ancora a dare credito a quest’omuncolo (brava Cloro quoto il tuo intervento al 100%)? c’è un non so che di masochista a voler giustificare in qualche modo la posizione del governo italiano (ma anche dell’opposizione che appoggia sostanzialmente l’intervento). stiamo ai fatti. e i fatti sono incontestabili caro Moffa. l’Italia sta appoggiando una guerra di aggressione contro uno stato sovrano. punto e basta, il resto sono sofismi inutili e dannosi alla comprensione. sono stati uccisi il figlio e tre nipoti di Gheddafi e noi stiamo qui a discutere di ipotesi senza nessun fondamento. quello che bisognerebbe fare è scendere in piazza con una nouva bandiera della pace in cui ci fosse scritto: noi popolo italiano di destra, di centro e di sinistra siamo contro questa guerra. noi popolo sovrano vogliamo che il parlamento voti contro questa guerra e se non lo fa, allora anche noi popolo sovrano faremo la nostra rivoluzione prendendo a calci in culo berlusconi, napolitano, frattini, dalema e compagnia…. questo è quello che a mio avviso manca. un sentire comune, che articolo come questo non aiutano di certo. anzi.

  5. Sottoscrivo in pieno. E’ un burattino terminale, lo sa pure lui.

  6. Che Berlusconi abbia deciso di partecipare ai bombardamenti “per salvare Gheddafi” mi sembra una gran cazzata …. capisco qualcuno che incautamente, da posizioni di sinistra come Moffa, l’ha incoronato “campione dell’interesse nazionale” o lo ha addirittura paragonato a Mattei, ora cerchi di arrampicarsi sugli specchi per cercare di rimediare alla magra figura ….. ma la tesi, ammesso che abbia mai avuto qualche validità, ora comunque non sta in piedi ….. ammettete, come ha fatto l’altro incauto La Grassa, che semplicemente vi siete sbagliati … ed amen ….. può capitare di sbagliarsi in un giudizio …..

  7. potrei sbagliarmi, ma non credo che Moffa abbia avuto mai posizioni di sinistra. per quel che contano oggi le categorie destra sinistra. saluti.

  8. Cloro, concordo totalmente. E’ che Moffa non bisogna proprio leggerlo mai…

  9. invece io dico che bisogna leggere tutti, anche se anch’io concordo con Cloro. dell’autore ho letto pezzi più sensati, certo, ma non bisogna mettere all’indice nessuno a meno che non si abbia la certezza della mala fede. saluti.

  10. Io invece trovo l’ipotesi di Moffa (che appunto la propone come ipotesi) on del tutto infondata.

    L’Italia si ritrova a dover agire contro i propri interessi… lo sta facendo controvoglia e cercando di creare il massimo impaccio.

    Ovvio che non può farlo alla luce del sole…

    Questo vale ovviamente per Berlusconi e una parte del suo governo… la sezione italiana del Partito Democratico di Obama invece non ha alcuna remora a seguire gli ordini (come nel caso della guerra alla Jugoslavia)… Napolitano è il primo a giustificare l’aggressione… a meno che non arrivi un contr’ordine compagni da Washington…

  11. Vabbè, Moffa viene da Lotta Continua romana, poi è stato tra i fondatori, sempre a Roma, di Rifondazione Comunista … in seguito ha diretto ed animato un circolo culturale intitolato a Pietro Secchia … circolo oggetto pure di indagini al tempo dell’uccisione di D’Antona …… insomma c’ha una storia di un certo tipo ….

  12. Io, invece, trovo ingenuo continuare a sostenere che sia il governo a fare scelte di politica estera o energetiche.

  13. ti ringrazio per le info. non lo sapevo. comunque credo che nella sostanza siamo d’accordo. ciao

  14. I servizi segreti italiani sono sempre stati divisi in due tronconi: filo israeliani e protezionisti nazionalisti, nel senso che facevano anche gi interessi di casa nostra. Allora erano i tempi di Craxi e di Andreotti. Ma penso che questi servizi patriottici non sono andati tutti in pensione . Immagino che qualcuno di loro sia in grado di spifferare in anticipo dove si deve colpire con i missilii intelligenti..sopra Tripoli , e questo negli interessi italiani. Un poì di doppio gioco non guasta; già una volta gli salvammo la pelle, al caro Gheddafi, quando quel fanatico di Regan ebbe il capriccio di bombardare la Libia. Claudio Moffa ha molte probabilitò dalla sua e in genere coglie nel segno, speriamo..

  15. Un conto è avvisare Gheddafi, come fecero Craxi ed Andreotti, di un tentativo di attentato nei suoi confronti … anche se questo non impedì la strage del DC9 dell’Itavia ad Ustica scambiato realisticamente per l’aereo di Gheddafi …. e comunque su quella strage ci fu un silenzio di tomba anche da parte di Craxi, di Andreotti e dello stesso Gheddafi …..
    un conto è partecipare ai bombardamenti sulla Libia con il segreto scopo di fare questo per “salvare” Gheddafi …. non sta nè in cielo nè in terra ….. rendetevene conto …..

  16. i bombardamenti del 25 aprile scorso mirino in realtà – nell’intenzione soggettiva del governo di Roma – a salvare Gheddafi
    Buona la robba che ti sei fumato, eh? Passane un po’ che anch’io voglio vedere le bombe che salvano invece di uccidere.

  17. Gheddafi in tempo di pace, visto che il suo paese da’ da lavorare a miliaia di stranieri dai paesi piu’ poveri, ha minacciato l’ italia e berlusconi, con l’ avvio in massa di emigranti verso l’ italia, e tutto questo, per arrivare a essere riconosciuto liberatore del suo popolo dal fascismo, costruttore di un’ africa che si vuole slegare dagli usa e europa, e innovatore e progressista della sua terra.

    Berlusconi ha dovuto chiudere il conto dell’ emigrazione, mollando soldi degli italiani, creando accordi economici, e regalando a chi non ne ha bisongo e puo’ comperarsele, due motovedette a spese degli italiani,
    acaparrandosi contratti per il 2% del fabisogno petrolifero italiano e di gas, con una celebrazione da orrore. E nemmeno ha sottratto il valore dei beni che lgi italiani hanno lasciato in libia, sia privati che pubblici.

    Ora, gheddafi e’ quello che e’, e messo sulla bialncia non e’ il peggiore, ma rimane peggiore, anche se molte opere le ha fatte e anche se la vita media dei libici e’ buona, ma cio’ non toglie che a parte queste valenze positive, sono messe dentro un nido fatto sempre di passato e di presente da pelle d’oca. E qui ogniuno tiri le sue conclusioni. E le tiri sopratutto come testa del personaggio.

    Berlusconi da parte sua, ha dovuto chiudere questo conto_timandoclandestini, cercando di fare la parte di un boss internazionale, che finisce le dispute_ricatto con soldi italiani, e fa’ entrare per la porta secondaria europea e internazionale, un personaggio che non ha rango, almeno pure paragonabile alla classe intellettiva che hanno quelli cosi detti peggio.

    Berlusconi prevalica una elite mondiale, spaccandosi fra Russia e Libia, prevalica una risolutezza che dovrebbe essere italiana, in quanto se arrivano clandestini appositamente per ricatto i Tornado li uso io, cosi prendo io l’ iniziativa per qualcosa di vero e reale, e prevalica il popolo italiano, perche’ e’ lui che decide e la sua maggioranza non ha nulla di contrario, perche’ pensa a giostrarsi il territorio italiano, e a lui delega la sua volonta’. Ma lgi italiani per questo caso sono tutti contrari, alla faccia della democrazia data in mano a terzi, dove le proposte e i referendum sono cacca.

    Certo, alla lunga e alla larga, hanno giocato la pedina migliore, dove la distribuzione delle valenze di pagamento l’ hanno messa in atto Usa, cosi tolgono un dente avariato, francia, cosi gli accordi commerciali li fara’ direttamente lei e non aspetta Gheddafi che gli e li brucia, valuta compresa. E italiani e affini, se non si piegano a farsi partecipi, gli hanno gia promesso come saranno le conseguenze varie, e io non so come ma loro senz’ altro lo sanno eccome.

    E cosi’, eliminano gheddafi, eliminano berlusconi anche se essendoci si piega e c’e’, e quello che devono fare lo fanno e basta.
    Alla fine, e’ questo il vero peso di berlusconi, togliendogli gli affari con gheddafi, usando le basi italiane e quindi stracciando tutti gli accordi di ogni genere, e rimettendo berlusconi in quelita’ di timone italiano, al suo posto.

    Loro, se anche ce ne fosse bisogno, e berlusconi alle prossime elezioni ci sara’ ancora, e ancora piu’ forte, in caso di noia, tolgono anche lui, poiche’ non avendo ne peso politico, e ne accodamento al piu’ grosso, gli farebbero fare le fine di gheddafi, dove i suoi soldi personali, dovessero contare, gli e li farebbero saltare.
    Una guerra? E perche’ no. Chi minchia siete italiani. Le guerre si vincono anche in tanti altri modi, e se il vostro capo si fa’ forte sulle finanze, i modi per toglierlo li hanno sempre.
    Non c’e’ nulla da insegnare a questa gente. E’ da una vita che studiano i giorni nostri in tutte le salse e i possibili scenari. Volete che una mossa non sia valgiata in ogni punto, costi quello che costi?
    Danni collaterali di ogni tipo e relativo fallimento? Si, in parte, sempre, ma alla fine, lo scopo primario rimane, quello secondario, se lo ciucciano i danni collaterali umani. Cosi e’ l’ evoluzione sia scientifica, che naturale, che politica di questo mondo.

  18. Sai Moffa che una tale mossa per salvare Gheddafi, la maggior parte degli italiani non l’hanno compresa? Comunque sarebbe meglio che l’ha comprendesse Gheddafi, al momento non credo sia recettivo,perchè non vai a spiegargli direttamente a Tripoli che non siamo badogliani ma Macchiavellici?

  19. E la differenza con, chessò, Ferrara dove starebbe a questo punto della storia? Finiscono tutti da così a peggio?

  20. Sarà pure machiavellismo, ma credo che ne abbiamo due badoglioni così.

  21. Ragazzi son in Para totale : a capo degli insorti di Bengasi c’è un ex-detenuto di Guantanamo considerati capo AlQaeda libia, adesso che hanno steso uno dei vari Osama Bin laden (avete letto la new??) AlQaeda promette attentati per rappresaglia…..quindi che faranno gli insorti, spareranno ai Volenterosi della NATO?
    Moffa dicci che storia è questa.

  22. scusa ma non ho capito cosa tu voglia intendere. potresti per favore ripetere il senso del tuo intervento? ti ringrazio.

  23. Trovo curioso (grosso eufemismo) che ci sia un’assoluta omogeneità di “rappresentazione ed interpretazione del Reale” tra chi militava nell’estrema sinistra (come Moffa), nella sinistra (come Ferrara), o chi milita nel centro-destra o destra come tutti coloro che vogliono Berlusconi il secondo Mattei. Spero sia più chiaro adesso. La mia domanda era ovviamente rivolta a Radisol, che ha nel suo database tutta la storia personale di ogni italiano dagli anni ’60 ad oggi 😉

  24. Vabbè, non esageriamo … conosco la storia di Moffa perchè abbiamo a suo tempo militato insieme in Lotta Continua e questo mi ha portato a seguire con qualche interesse sui media le sue successive evoluzioni politiche …. comunque da Moffa a Ferrara la differenza è abissale …. Ferrara è filosionista, filo Usa ed addirittura new cons …. Moffa invece ha simpatia per chiunque, fosse pure nazista, è antisionista, anti Usa ecc. ecc. ….. nel caso del Berluska, da posizioni e partenze opposte, arrivano alla stessa conclusione … con la differenza che sulla politica estera di Berlusconi Ferrara è stranamente “critico” … e Moffa invece no ….. Comunque è evidente che tutti i discorsi sul Berlusconi “antimperialista” erano una solenne minchiata ….. e comunque, più che per “salvare” Gheddafi, credo che Berlusconi si sia messo in questo casino per tentare di salvare, anche dopo Gheddafi e nella spartizione tra potenze, una serie di suoi interessi personali in Libia ….. o magari pure quelli dell’Eni e di Impregilo …… ma di Gheddafi non gliene può fregare di meno …..

  25. no, non esagero. Quanto costa il mio file personale?:)

    Comunque è evidente che tutti i discorsi sul Berlusconi “antimperialista” erano una solenne minchiata
    ma dovevamo VERAMENTE arrivare fino a qui per capirlo? C’è robba bbuona in giro, e la modica quantità non sembra sia un’opzione. Tanto a destra che a sinistra, se mi concedi.

  26. Moffa smentisce nettamente le affermazioni di Radisol, che considera “a rischio querela” e dichiara esplicitamente:
    In realtà, non ho mai diretto e animato un circolo Pietro Secchia a Roma e nell’universo mondo.
    Devo dire che anche a me le affermazioni di Radisol suonano strane. Sarebbe meglio fornire riscontri o tacere.

    Va detto anche che Moffa, che si espone con la sua persona, non gradisce che affermazioni di tale tipo vengano fatte tramite un nickname che fornisce sostanzialmente anonimato. A me i nicknames in generale stanno bene, ma usati per parlare di fatti personali possono risultare decisamente sgradevoli.