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E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ?

DI THE ADVISOR
ilribelle.com

Fonte: Il Sole 24 ore del 4 agosto 2009

“Non ci sarà mai più il Pil di una volta” di Guido Gentili – pag. 10

La crisi economica che è iniziata ufficialmente nel settembre 2008 ha avuto come conseguenza diretta l’innalzamento del rapporto debito-Pil in più o meno tutti i Paesi del mondo. Per superare l’impasse finanziaria, e salvare il sistema bancario e finanziario mondiale, non si è trovato di meglio che aumentare, e di molto, il debito pubblico dei singoli Stati. Venuta meno la liquidità fittizia generata dalle supervalutazioni di Borsa, si è fatto sgorgare un fiume di denaro dalle già dissestate finanze pubbliche, utilizzandolo per tamponare le enormi falle createsi nel sistema a causa degli eccessi della speculazione e dello smodato ricorso al credito per sostenere i consumi. In questa maniera è vero che si è fronteggiata l’urgenza ma allo stesso tempo siè alterato in maniera sensibilissima il rapporto debito-Pil di molti Paesi.

L’Italia, per fare l’esempio che ci riguarda più da vicino, è passata dal 108 circa del 2008 a un tendenziale, per il 2010, del 123 e oltre. Un dato che getta ombre inquietanti sul nostro avvenire. Trattandosi di un rapporto matematico, infatti, la soluzione naturale per migliorarlo, visto che l’indebitamento pubblico è destinato a durare a lungo, sarebbe quella di incrementare fortemente il Pil. Il raggiungimento di un rapporto meno squilibrato, inoltre, tornerebbe ad accreditare la possibilità di una riduzione “strategica”, nel segno di una stabile tendenza al ribasso che dovrebbe condurre, infine, a rispettare il fatidico 60% imposto a suo tempo dagli accordi europei.

Il problema, però, è che per elevare il Pil si dovrebbero elevare i consumi, e per riuscire a elevare i consumi c’è bisogno di una popolazione in grado di spendere. Anzi, di spendere in misura crescente. Di solito, com’è noto, questa funzione di traino viene svolta dalla classe media, che godendo di redditi superiori a ciò che spende per i bisogni essenziali può destinare almeno una parte di quel sovrappiù alle spese voluttuarie, o comunque più onerose. Ma oggi? Oggi la classe media è a sua volta in difficoltà. Né si vede come potrà uscirne in futuro. Pressata da una disoccupazione incalzante e da una sottooccupazione strisciante, è per forza di cose sulla difensiva. Ammesso che si riesca a mantenere l’attuale posto di lavoro, la minaccia viene dalla riforma del sistema pensionistico. Inoltre, a differenza del passato, non si può contare nemmeno sulle rendite da capitale, visto che ormai il livello dei tassi è talmente basso da penalizzare qualsiasi risparmio.

L’obiettivo della classe dirigente è subdolo: fare leva sul bisogno psicologico di mantenere il precedente tenore di vita e indurre quante più persone possibile a dare fondo ai risparmi accumulati; ma da un lato è un’operazione inevitabilmente transitoria, mentre dall’altro non è detto che la maggior parte delle persone abbocchino, accantonando le più che fondate preoccupazioni per l’incertissimo futuro che ci attende. Insomma: nella situazione attuale, di redditi decrescenti e di insicurezza crescente, non si capisce proprio come il Pil possa essere innalzato.Eppure, e siamo al punto cruciale, il “sistema” ha un bisogno assoluto di riuscirci. Nel caso in cui si protraesse a lungo, infatti, la stagnazione dei Pil metterebbe a rischio l’intero architrave finanziario mondiale. Come abbiamo già ricordato, in quest’ultima crisi la manovra di salvataggio è stata attuata dilatando a dismisura il debito pubblico, nel presupposto di un Pil futuro che torni a crescere e che continui a farlo per molto tempo; in caso contrario si passerà da un’enormecrisi finanziaria bancaria a un’enorme crisi finanziaria pubblica.Che potrebbe comunque compromettere la tenuta dell’intero meccanismo.

Ed ecco che un’idea sta prendendo corpo. Il Presidente francese Sarkozy ha infatti dato mandato alla Commissione Stiglitz di identificare entro settembre un nuovo indice che prenda il posto del vecchio Pil. L’idea sarebbe quella di verificare se ci possano essere altri parametri che vadano al di là del mero calcolo matematico che somma il valore dei beni e dei servizi prodotti, come avviene per il Pil attuale.L’alternativa consisterebbe nel tenere conto anche di altri fattori, non propriamente economico-matematici, quali la sostenibilità ecologica e il benessere in senso lato. Tutta una serie di parametri, insomma, che poco hanno a che fare con la produttività e i consumi, ma che permettono, quando si vuole, di sfuggire alla brutalità delle cifre. Posta inquesti termini, la cosa sembra essere l’ennesimo trucco contabile, l’ennesimo imbroglio per mascherarela realtà. Se non si consuma, se non si può elevare questo “benedetto” Pil, alloragli si cambiano i parametri e il gioco è fatto. Al momento non è che uno studio preliminare tutto da verificare – che in ogni caso avrà poi bisogno del consenso e dell’appoggio di tutti i Paesi dell’area europea,per quel che concerne le faccende legate agli impegni presi all’interno del vecchio continente, nonché di un avallo anche solo indiretto da parte degli altri Paesi delG20 – ma intanto…

The Advisor
Fonte: www.ilribelle.com
Link: http://www.ilribelle.com/economia/2009/8/5/e-se-cadesse-anche-il-feticcio-del-pil.html
5.08.2009

Pubblicato da Davide

  • Pausania

    1) Non vedo la relazione effettiva tra PIL e debito pubblico. Aumentando il Pil non si diminuisce il debito pubblico, questo rimane lì, al massimo cresce, e poi si finisce in default come la California. Pil o non Pil

    2) Sarkozy vuole inventare un altro indice. Ok, ma per fare cosa? Il Pil indica quanto viene prodotto all’interno di un Paese e serve a sapere quanto viene prodotto all’interno di un Paese. Non si capisce quale sia l’alternativa e a cosa serva. “Tenere in conto altri fattori” sì, ma per fare cosa?

    Ma perché i giornalisti non fanno come una volta e ripassano le 5 W, invece che spacciarci fuffa antimodernista rivestita di ambientalismo d’accatto?

  • LucaV

    Condivido.
    Aggiungo: il calcolo della ricchezza con il Pil è una fregnaccia. Esempio: Terremoto in abruzzo, case distrutte, feriti, morti, danni…è bello? NO. Siamo più ricchi? NO! Eppure la ricostruzione di ciò che è stato distrutto e le opere di bene nei confronti dei terremotati…indovinate? FANNO AUMENTARE IL PIL!

  • antsr

    Ma non esiste già un altro indicatore più corretto per interpretare il reale stato del benessere e dello sviluppo concreto di uno Stato, esso considera la: crescita economica, dei cittadini, specie della fascia più in basso. Il miglioramento della salute, specie sulle patologie più diffuse.
    Il miglioramento dell’istruzione, in particolare sull’alfabetizzazione dell’educazione di base, quindi il numero effettivo di studi, riguardo alle scuole medie e superiori. Lo sviluppo dei diritti umani, con una partecipazione democratica a tutti i livelli. Il miglioramento della vivibilità dell’ambiente, con la salvaguardia delle risorse ambientali, la risoluzione dell’inquinamento e dei fattori di nocività ecc. E’ un’indicatore, appositamente costruito, applicato e riconosciuto in campo internazionale, l’ISU, (Indicatore Sviluppo Umano). Esso osserva le variazioni dei seguenti fattori: * Reddito, rappresentato dal Pil, individuale, dopo una trasformazione, che tiene conto del potere d’acquisto in euro, reddito che non è determinato in modo lineare, (l’aumento di benessere, infatti, è molto maggiore, quando il Pil passa da 1.000 a 2.000 euro, che quando passa da 15.000 a 16.000).
    * Il livello di sanità, rappresentato dalla speranza di vita alla nascita.
    * il livello d’istruzione, (indice d’alfabetizzazione adulto moltiplicato per 2 e numero effettivo d’anni di studio).
    Da ciò si ricava che l’Isu, è un indicatore che non ha nessun legame diretto con il Pil. Inoltre ancora di più c’è anche l’IPU che considera 3 dimensioni: la deprivazione nella longevità, misurata come percentuale di individui che hanno una speranza di vita inferiore ai 40 anni (P1), la deprivazione nelle conoscenze, espressa come percentuale di adulti analfabeti (P2) e la deprivazione rispetto a standard di vita decenti (P3). Quest’ultimo indicatore è costituito dalla media semplice di tre variabili elementari : la percentuale di popolazione che non ha accesso all’acqua potabile, la percentuale di popolazione senza accesso ai servizi sanitari e, infine, la percentuale di bambini inferiori ai cinque anni di età che risultano sottopeso. Infine è stato creato tempo fa anche il il Quars, (Indice di Qualità Regionale dello Sviluppo), esso è la sintesi di quattro dimensioni: sviluppo umano aggiustato, per tenere conto delle specificità di una regione; ecosistema urbano, basato su parametri di qualità nelle città per ogni regione; qualità sociale, basato su indicatori di salute, scuola, pari opportunità di lavoro; dimensione spesa pubblica che valuta per regione le spese per sanità, istruzione, ambiente, assistenza. Per questo mi sembra che questo articolo non dice niente di niente…e penso che anche il presidente francese lo sa.

  • illupodeicieli

    Scendo sulla terra, proprio terra terra.
    Possono anche cambiare qualcosa,come hanno fatto per il famoso “paniere” ma poi se non c’è chi compra, se mancano non tanto i clienti,quanto il denaro e la possibilità di indebitarsi (cosa che spesso è negata o non presa in considerazione) risulta difficile.Potrei parlare per me, ma per non entrare nello specifico (cosa che ho già fatto a suo tempo nel blog) posso rimarcare che è da tenere in considerazione l’impossibilità o la difficoltà che hanno le imprese e i commercianti a concedere credito. Se devi pagare subito non ti bastano i soldi ma se vuoi pagare a rate devi pagare con una finanziaria o con assegni (ma per pagare a breve:oggi ti contano ,in banca, quanti libretti o assegni hai in giro). Ritengo che sia anche questo,cioè l’accesso al credito e la possibilità concreta di comprare una difficoltà da superare:diversamente succede che le imprese nostrane, notoriamente non di primo prezzo, avranno difficoltà ancora maggiori a vendere nel territorio nazionale, dato che se già oggi compri al discount prodotti di fascia medio bassa, e spesso esteri, fra poco non potrai nemmeno acquistare vestiti dai cinesi. Le aziende saranno invitate dai fatti a delocalizzare le produzioni e a cercare altrove i clienti:nel mio settore ,il mobile, i russi sono quasi scomparsi, hanno anche disdetto ordini e,anche un bambino sa cosa vuol dire tenersi la merce pronta e i magazzini pieni; sempre nel campo del mobile,ma per ufficio,è di due giorni fa la notizia che forse il salone del mobile per ufficio di Milano, che si tiene in concomitanza del più noto salone del mobile ad aprile, non ci sarà.I motivi sono due: la congiuntura sfavorevole, ma la mancanza di volontà e di capacità delle aziende di investire:il secondo motivo mi pare più forte.Non ci sono soldi:di più e chiudo: gli agenti di commercio ricevono i soldi delle provvigioni ogni 4 mesi circa;ebbene una ditta anche grossa ha posticipato i pagamenti ai primi di settembre;altre ,a oggi, pur avendo ricevuto le fatture entro luglio, non hanno ancora effettuato i bonifici.E non è un dispetto fatto a me, però con questi presupposti non vado a spendere soldi,che non avrei,ma che dovrò ricevere.Non me la sento di promettere e poi di non poter mantenere.Non ho ricette,ma non so se con altri fattori o parametri le cose per chi produce e vende,e per chi poi deve o vuole comprare, cambino granchè.E’ come un esame medico:se ti cambiano i parametri, i valori e le percentuali,puoi passare da sano ad ammalato;ma se uno inserisce un valore nuovo o diverso,non credo che all’atto pratico si guarisca o si resti ammalati.

  • Pausania

    Infatti, perché il Pil è di fatto un indice della “movimentazione del materiale”. Non credo sia sbagliato in sé (cioè, in certi casi è ben utile sapere quanto materiale è stato spostato), è sbagliato ritenere che un alto Pil corrisponda ad un’alta ricchezza.

    Sarebbe come affermare che la popolazione italiana sta meglio perché sono aumentate le visite dal medico. No, le visite aumentate sono un indice quantitativo che può essere utile, ma che non dice niente su quanto stiano bene gli italiani.

  • lucamartinelli

    possibile, cari amici, he l’estensore dell’articolo sia cosi’ ignorante (nel senso latino del termine) da non sapere che il debito pubblico si potrebbe annullare dalla sera alla mattina soltanto riprendendosi la sovranita’ monetaria? mi sembra incredibile….

  • Pausania

    Eh certo, proprio un ignorante…

    Pensa che io ieri ho piantato tre monete in giardino e stamane sono andato a chiudere il debito che ho contratto per comprare l’auto.

  • gianni72

    Giustissimo quello che voi dite, però l’articolista non diceva che aumentando il pil diminuisce il debito pubblico, parlava di “rapporto deficit-Pil” commisurato ai parametri europei. Diamo a cesare quel che è di cesare e non incolpiamolo di cose che non ha detto.

  • MalBianco

    Scusa se ti creo un buco in giardino ma….. mi mandi un sacco della tua terra?

  • rosacroce

    IL PLI TIENE CONTO DELLA INFLAZIONE PROGRAMMATA,(quella falsa che il governo e la bancHE tirano fuori per fregare la gente).
    considerando l’inflazione al 2% ,quando per esempio è quella reale al 6%,che è una cosa normale per i ladri che ci governano ,la differenza è del 4% cosi :
    GLI ANALISTI INDIPENDENTI E NON CERTAMENTE SOLO IO ,DICONO CHE IL PLI IN AMERICA PER ESEMPIO è IN CADUTA LIBERA ALMENO DAL 2000 SE NON PRIMA ,MENTRE RISULTA DALLE TABELLE UFFICIALI CHE IL PLI AMERICANO MEDIAMENTE CRESCE SEMPRE.
    STESSA COSA PER L’ITALIA NATURALMENTE,
    QUINDI IL pli è una fregatura per i gonzi i numeri sono tutti falsi.
    quà ,chi ci governa e i suoi lacchè DANNO I NUMERI.

  • rosacroce

    FACCE RIDE,,,,,,,,,,,,,,

  • rosacroce

    IL SISTEMA è FALLITO PREPARATI .SUCCEDERANNO FATTI NUOVI,
    QUELLO CHE DICI NON HA SOLUZIONI ,I SOLDI SONO FINTI ,la ricchezza sta scomparendo ,il lavoro anche.
    tutto finirà ,fra pochi mesi .

  • rosacroce

    allora sto sole 24 ore dice che siccome il pli comunque falso ,dice che i debiti stanno crescendo ,e cosi non va bene ,
    BISOGNA TROVARE UBN NUOVO INDICATORE CHE DICA CHE I DEBITI NON STANNO CRESCENDO,COSI’ TUTTI non ci preoccupiamo più.e siamo felici e contenti.
    quà siamo nella pazzia più pura,RIPETO PAZZIA PURA ALLO STATO DEMENZIALE.

  • rosacroce

    STO SOLE 24 A STRISCE DICE CHE LA FEBBRE STA SALENDO,E NON VA BENE,QUINDI BISOGNA CAMBIARE TERMOMETRO,il problema è il termometro.non la febbre,
    si deve trovare un termometro che dica che la febbre cala .quando in reltà sale.
    bravi ,bravi ,bravi

  • rosacroce

    con sta gente quà che sta al potere ,sicuro che fra poco scoppia la catastrofe ,questi non sono solo ladri e falsi ,SONO PURE PAZZI.

  • LucaV

    Si come in Zimbabwe! O nella repubblica di Weimar.
    Si potrebbe fare…peccato che poi con quei pezzi di carta che si chiamano soldi (che già perdono di valore ogni giorno) non ti ci puliresti neanche il sederino.
    Ignorante, nel senso latino, è Lei caro martinelli.

  • illupodeicieli

    su questo sono d’accordo, ma sono pazzi coscienti di quello che fanno. per il resto spero finisca un’era o una stagione e ne cominci una diversa e migliore per chi,finora, è stato oppresso e reso schiavo (anche se inconscio:pensate quante persone sorridenti vanno a lavoro tutti i giorni ignorando di essere parti di un circuito, me compreso, non sono diverso dagli altri). Dicono alcuni come Fromm che un conto è fare le cose per dovere e un altro è farle per piacere e perchè le vuoi fare: la seconda porta alla crescita,interiore e anche di benessere. Ma se le cose vanno come dici tu “Rosacroce”, io credo che ci saranno molte fosse comuni.

  • Tonguessy

    “Dicono alcuni come Fromm che un conto è fare le cose per dovere e un altro è farle per piacere e perchè le vuoi fare: la seconda porta alla crescita,interiore e anche di benessere.”
    Oppenheimer (simpatizzante comunista, e per questo passò dei brutti momenti nel maccartismo) amava quello che stava facento a Los Alamos: il progetto Manhattan. Costruiva atomiche, lo faceva con passione. Il giorno della prima esplosione a Los Alamos citò le Gita (tra le altre cose era anche appassionato di mitologia hindu) ed esclamò: “io sono Shiva, il distruttore dei mondi”.
    Lo faceva con passione e con molto piacere. Gli abitanti di Hiroshima gli sono ancora grati per quel suo piacere di fare fisica che ha portato “crescita,interiore e anche benessere” alla loro città.
    OK, la distruzione esteriore Fromm non l’aveva contemplata, tipico di chi facendo metafisica tralascia questioni fondamentali essenziali, bollate come irrilevanti.
    Il mondo così come lo conosciamo, con tutte le storture visibili, è reso tale dal PIACERE che alcuni hanno nel fregarci. Brunetta come Gelmini, credete che lo facciano per “dovere”? No, a loro piace fare quello che fanno, esattamente come un promotore finanziario ha piacere a offrire titoli tossici allo sprovveduto investitore, perchè questo fa la differenza tra partecipare al gioco delle elites o subirlo.

  • rosacroce

    se uno coltiva,e fa con piacere una passione di morte e distruzione,diceva from VUOL DIRE CHE è MALATO,non era questo il caso cui si riferiva,il commento del lupo dei cieli.

  • cris79

    Sarkozy “il piazzista” al pari del messia italico, vogliono giocare cambiando i significati delle parole, trasformando le condizioni economiche drammatiche in goccie di ruggiada! 🙂

  • rosacroce

    la gente e straindebitata e le imprese di più,basta a questo punto una semplice diminuzione del giro d’affari per saltare.
    le banche sanno della situazione e non fanno CREDITO A QUASI a nessuno,PERCHè SANNO CHE SONO SOLDI COMUNQUE PERSI.
    lo stato stampa denaro dal nulla per sostenere il sistema ,questo porterà presto all’annientamento del valore del denaro,e tutti i problemi nascosti scoppieranno ,travolgendo tutti.sopratutto che ha imprese con dipendenti con mutui e debiti da pagare.

  • rosacroce

    la realtà non cambia cambiando le parole,
    termovalorizzatore e inceneritore,fanno ambedue la stessa cosa
    avvelenano l’ambiente,anche se lo chiami angioletto,non cambia la realtà.

  • rosacroce

    le cifre ufficiali riferite da governi ,banche fmi e accozaglia varia di ladri ,lestofanti bugiardi ,
    SONO TUTTE FALSE,NON OCCORRE DARSI PENA PER CAMBIARLE DI NOME.
    DATO CHE SONO TUTTi numeri TAROCCATi.
    una buona cosa sarebbe giocarseli al lotto.

  • rosacroce

    la disoccupazione ufficiale in america è al 10% dice il governo.
    PECCATO CHE NUMEROSI ANALISTI INDIPENDENTI LA STIMINO DAL 20 30 %.
    LA DIFFERENZA IN QUESTO CASO è DI 1 A 3.
    DATEMI RETTA GIOCATE AL LOTTO CHE è MEGLIO.

  • rosacroce

    MA NON NON HAI CAPITO ,IL SOLE A 24 STRISCE DICE CHE VA TUTTO BENE ,BASTA CAMBIARE I NUMERI CHE NON TORNANO.ElA SOMMA SARà QUELLA GIUSTA ,QuELLA CHE VOGLIONO LORO ,nei loro sogni però.

  • lucamartinelli

    caro luca, ma dove è scritto che il denaro che serve a una nazione venga preso a prestito da una S.p.A.? e in democrazia la sovranita’ monetaria a chi spetta? grazie

  • Tonguessy

    Con tutto il rispetto: credo che fare le cose con passione non implichi necessariamente crescita e benessere per la comunità umana. Mi sembra abbastanza evidente che personalità di primo piano come Oppenheimer (che rinunciò alla famiglia per seguire più da vicino il proprio interesse per la fisica) mettano in discussione le tesi di Fromm. Di lui si può dire di tutto ma non che fosse malato, almeno secondi i correnti canoni di valutazione. Un suo aforisma “L’uomo stolto cerca la felicita’ lontano, il saggio la fa crescere sotto i propri piedi. ” sembra scritto da un sensei zen. Quindi lontano anni luce dal concetto di sociopatia che dovrebbe caratterizzare chi ama distruggere. E’ la “normalità” di gente come Oppenheimer e che Fromm non vuole vedere che rende il mondo così come lo conosciamo. Purtroppo la passione in un mondo dove la parcellizzazione è il metodo di governo non significa nulla, se non nelle intenzioni di chi l’ha. E di buone intenzioni sono lastricate le strade dell’inferno, come qualcuno scrisse anni addietro.
    La domanda che deve essere posta (e che Fromm evita) è: a chi serve un lavoro fatto con passione? Serve alla crescita collettiva (nel qual caso è buona cosa, IMO) oppure serve a mantenere l’attuale discriminazione nell’accesso alle risorse? In quest’ultimo caso è ancora da sostenere come modello?

  • Lestaat

    “Il Pil indica quanto viene prodotto all’interno di un Paese e serve a sapere quanto viene prodotto all’interno di un Paese. ”

    Non esattamente.
    Il Pil indica quanto si è speso per acquistare ciò che vien prodotto all’interno del paese e serve ad indicare il valore monetario di quanto viene prodotto all’interno di un paese
    In termini economici è la stessa cosa, in termini reali non del tutto.

  • Lestaat

    scusate, ho inviato per errore.
    Termino.

    Non è fuffa antimodernista Pausania, è nè più nè meno la descrizione di quello che è.
    E poi, mentre non nutro certo speranze in quel che vuole fare Sarkozy, che al contrario mi puzza ancor di più di presa in giro, ha senso voler cercare altri parametri tramite i quali misurare l’effettiva ricchezza della società, perchè il Pil non lo fa, sia perchè non è il suo scopo, sia perchè non adempie nemmeno al ruolo che dovrebbe ricoprire nella realtà.

  • Lestaat

    Ma qualcuno s’è mai andato a leggere con quel formuletta matematica si calcola sto pil?
    Ora è diventato addirittura “movimentazione di materiale”
    Questo è solo per gli economisti, non certo per la realtà delle cose.
    Il Pil è la somma del DENARO SPESO per ACQUISTARE I BENI PRODOTTI DAL PAESE.
    Che poi so bene che economicamente parlando equivale a tutto quello che dite, ma se in economia son la stessa cosa, non lo sono a casa mia perchè innanzitutto il VALORE IN DENARO non è la ricchezza prodotta, e poi perchè quel denaro è stato SPESO. Certo qualcuno lo ha guadagnato da qualche parte ma per valutarlo come ricchezza prodotta bisognerebbe anche sapere come quel denaro usato per acquistarlo è stato poi distribuito.

  • epicureo99

    Mi permetto un appunto tecnico al punto numero 1

    É vero quello che dici ma aumentando il Pil quello che diminuisce, per l’articolo, non é il debito quanto il rapporto Debito/Pil

  • rosacroce

    se u n tale fa con passione un lavoro ,serve per prima cosa a lui medesimo ,dato che le passioni mantengono “vivi”.
    ma se quel tale fa con passione un lavoro che è male ,distruttivo ,sgnifica che è malato perchè si dedica anzichè a passioni positive e costruttive per se e per gli altri a passioni distruttive e malsane almeno per gli altri,
    questa è malattia perchè si insegue e ci si dedica al male a passioni
    distruttive, come può essere costruire una bomba che serve a distruggere.
    o correre nella formula uno che è un esaltazione della morte e della tecnica ,contro il buonsenso e la vita.
    from è molto chiaro in proposito,per me sei tu che lo fraintendi.

  • rosacroce

    e comunque secondo il metro di from e anche il mio ,che non è certo quello di questa società di pazzi malati
    (ti ricordo che fromm disse che ciascuno di noi incontra nella sua vita pochissime persone sane ,dato che viviamo in una societa malata)
    secondo il mio metro si il tuo oppemair lo ritengo malato ,come ritengo malato enrico fermi,che per successo e carriera dedicò la vita a costruire ordigni di morte(morendo di cancro).

  • rosacroce

    la relazione tra pli e debito pubblico c’è ed è anche FONDAMENTALE.
    A DEBITO COSTANTE SE IL PLI CRESCE A UN RITMO ELEVATO IL DEBITO TOTALE IN PERCENTUALE CALA E I TASSI DI INTERESSE PAGATI DALLO STATO ALLA BCE SCENDONO ,OPPURE LO STATO PUò EMETTERE PIù DEBITO,RESTANTO COSTANTE IL RAPPORTO TRA DEBITO E PLI.
    COME SUCCEDE ORA INVECE CHE IL PLI STA CROLLANDO MENTRE
    IL DEBITO PUBBLICO CRESCE ENORMENTE DI PERCENTUALE ,SUL TOTALE
    PRODOTTO DAL PAESE,LA SITUAZIONE DIVENTA INSOSTENIBILE CON AVVISAGLIE PROSSIME QUASI CERTE DI CRAAAAAAKKKKK.
    FUTURO

  • rosacroce

    DIVERSI ANALISTI CONSIGLIANO DI NON FARE INVESTIMENTI a debito delle banche,perchè la situazione non è di crisi da liquidità ,risolbile in qualche maniera ,ma è crisi dA SOLVIBILITà,E QUESTA NON è RISOLBILE ,PIù DENARO CI BUTTI DENTRO E PIù NE PERDI.
    MEGLIO CHIUDERE SUBITO.

  • Andy86

    la relazione debito-pil non è che sia direttissima, diciamo che di fatto tale rapporto è solo un indice della “salute” economica-finanziaria dello stato

    non è che il pil influenzi o sia così influenzato dal debito in maniera diretta, dobbiamo vedere il rapporto tra pil e debito che comunque è solo un indice, non una grandezza fisica come può essere, ad esempio, il reddito
    però è vero che uno stato indebitato alla lunga rischia di non potersi più finanziare se non per via fiscale, oltre al fatto che di anno in anno si accumulano interessi sui vari titoli di stato già emessi tanto per dirne una… e ciò può essere un problema specie in tempi di crisi, ma è anche vero che maggiore è il pil e, ipoteticamente, maggiore è la somma di denaro che si può destinare a migliorare la situazione nel corso degli anni

    detto questo la manovra di sarkozy è semplice, gli indicatori su deficit/pil sono troppo elevati, fanno troppa paura? cambiamoli! (spero si capisco che sono sarcastico, ha senso cambiare un tale indicatore di ricchezza e indebitamento REALE con qualcosa di non tangibile? in termini di valore aggiunto potrei dire forse, ma alla fine l’economia deve avere delle basi solide, se per chi non si fida… abbiamo visto cosa succede nel riciclare e rivendere denaro e titoli di credito, a maggior ragione la prima economia come solidità dovrebbe essere quella di uno stato)

  • Pausania

    Scusa Lestaat, ma mi pare proprio che tu non abbia letto quello che ho scritto io, perché dico esattamente quello che hai scritto tu. Va bene criticare, ma almeno su quello che ho detto, non su quello che non ho detto.

  • Pausania

    Nella prima parte dell’articolo il giornalista dice che per modificare il rapporto deficit/PIL bisogna alzare il PIL. E già qui dice mezza boiata, perché si potrebbe anche pensare di abbassare il debito, giusto?

    Il senso e lo scopo dell’articolo però stanno nella seconda parte (che non c’entra niente con la prima, fra l’altro, e nemmeno alle medie si possono fare temi scritti in questa maniera) in cui si auspica l’utilizzo di un altro indice al posto del PIL.

    Solo che non dice a cosa servirebbe questo indice. Non lo dice e io, che di lavoro non faccio l’occultista, non capisco perché, a che scopo, Sarkozy voglia cambiare indice.

    Se vuole cambiare indice per sapere quanti soldi vengono spesi all’anno, non sta sostituendo il PIL, lo sta utilizzando come prima, perché il PIL è proprio quello.

    Se invece vuole calcolare qualcos’altro, è evidente che il PIL non serve, ma il giornalista non ci dice cosa vuole calcolare, quindi io non sono in grado di capire se Sarkozy stia per fare una cazzata oppure no.

  • Lestaat

    Abbi pazienza Pausania ma un reply, non è obbligatoriamente una critica eh.
    Tu hai definito il Pil “movimentazione di materiale” e siccome è l’ennesima definizione del tutto retorica/teorica che leggo ho fatto reply ed espresso una mia opinione in merito.
    Mamma mia quanto è diventato faticoso “dibattere”….
    O_O

  • LucaV

    Vai meno sui siti di Pascucci o Paoletti & Co. ! Il denaro non deve essere di nessuno! http://www.usemlab.com

  • marcello1950

    E’ ridicolo che cosa vuol dire che se togliamo anche questo STUPIDO rilevatore,

    IL NOSTRO DEBITO DELLO STATO SI ANNULLERA?
    d) la crisi scomparira`
    a) i giovani italiani troveranno lavoro
    b) LE NOSTRE IMPRESE SOPRATTUTTO QUELLE DEL LUSSO E DEL MADE IN ITALY CHE STANNO SCOMPARENDO UCCISE DALLA CINA E DALLA CRISI MONDIALE RISORGERANNO (anche se la CINA si e` comprati i paesi africani e del sud america e fa produre il made in italy dalle sue fabbriche)?
    c) i pensionati riceveranno una pensione adeguata al costo della vita
    d) la crisi che perdura da 18 anni scomparira` e non dovremo piu` preoccuparci dei disoccupati che fanno la fame, dei giovani che non si sposano, dei bimbi che non nascono, del fatto che una intera civilta` italiana si sta suicidando e moriremo narcotizzati in pace senza doverci preoccupare
    d) AMEN

    ecc. ecc. ecc.