E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ?

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DI THE ADVISOR

ilribelle.com

Fonte: Il Sole 24 ore del 4 agosto 2009

"Non ci sarà mai più il Pil di una volta" di Guido Gentili - pag. 10

La crisi economica che è iniziata ufficialmente nel settembre 2008 ha avuto come conseguenza diretta l'innalzamento del rapporto debito-Pil in più o meno tutti i Paesi del mondo. Per superare l'impasse finanziaria, e salvare il sistema bancario e finanziario mondiale, non si è trovato di meglio che aumentare, e di molto, il debito pubblico dei singoli Stati. Venuta meno la liquidità fittizia generata dalle supervalutazioni di Borsa, si è fatto sgorgare un fiume di denaro dalle già dissestate finanze pubbliche, utilizzandolo per tamponare le enormi falle createsi nel sistema a causa degli eccessi della speculazione e dello smodato ricorso al credito per sostenere i consumi. In questa maniera è vero che si è fronteggiata l'urgenza ma allo stesso tempo siè alterato in maniera sensibilissima il rapporto debito-Pil di molti Paesi.

L'Italia, per fare l’esempio che ci riguarda più da vicino, è passata dal 108 circa del 2008 a un tendenziale, per il 2010, del 123 e oltre. Un dato che getta ombre inquietanti sul nostro avvenire. Trattandosi di un rapporto matematico, infatti, la soluzione naturale per migliorarlo, visto che l’indebitamento pubblico è destinato a durare a lungo, sarebbe quella di incrementare fortemente il Pil. Il raggiungimento di un rapporto meno squilibrato, inoltre, tornerebbe ad accreditare la possibilità di una riduzione “strategica”, nel segno di una stabile tendenza al ribasso che dovrebbe condurre, infine, a rispettare il fatidico 60% imposto a suo tempo dagli accordi europei.



Il problema, però, è che per elevare il Pil si dovrebbero elevare i consumi, e per riuscire a elevare i consumi c’è bisogno di una popolazione in grado di spendere. Anzi, di spendere in misura crescente. Di solito, com’è noto, questa funzione di traino viene svolta dalla classe media, che godendo di redditi superiori a ciò che spende per i bisogni essenziali può destinare almeno una parte di quel sovrappiù alle spese voluttuarie, o comunque più onerose. Ma oggi? Oggi la classe media è a sua volta in difficoltà. Né si vede come potrà uscirne in futuro. Pressata da una disoccupazione incalzante e da una sottooccupazione strisciante, è per forza di cose sulla difensiva. Ammesso che si riesca a mantenere l’attuale posto di lavoro, la minaccia viene dalla riforma del sistema pensionistico. Inoltre, a differenza del passato, non si può contare nemmeno sulle rendite da capitale, visto che ormai il livello dei tassi è talmente basso da penalizzare qualsiasi risparmio.

L'obiettivo della classe dirigente è subdolo: fare leva sul bisogno psicologico di mantenere il precedente tenore di vita e indurre quante più persone possibile a dare fondo ai risparmi accumulati; ma da un lato è un’operazione inevitabilmente transitoria, mentre dall’altro non è detto che la maggior parte delle persone abbocchino, accantonando le più che fondate preoccupazioni per l’incertissimo futuro che ci attende. Insomma: nella situazione attuale, di redditi decrescenti e di insicurezza crescente, non si capisce proprio come il Pil possa essere innalzato.Eppure, e siamo al punto cruciale, il “sistema” ha un bisogno assoluto di riuscirci. Nel caso in cui si protraesse a lungo, infatti, la stagnazione dei Pil metterebbe a rischio l’intero architrave finanziario mondiale. Come abbiamo già ricordato, in quest’ultima crisi la manovra di salvataggio è stata attuata dilatando a dismisura il debito pubblico, nel presupposto di un Pil futuro che torni a crescere e che continui a farlo per molto tempo; in caso contrario si passerà da un’enormecrisi finanziaria bancaria a un’enorme crisi finanziaria pubblica.Che potrebbe comunque compromettere la tenuta dell’intero meccanismo.



Ed ecco che un'idea sta prendendo corpo. Il Presidente francese Sarkozy ha infatti dato mandato alla Commissione Stiglitz di identificare entro settembre un nuovo indice che prenda il posto del vecchio Pil. L'idea sarebbe quella di verificare se ci possano essere altri parametri che vadano al di là del mero calcolo matematico che somma il valore dei beni e dei servizi prodotti, come avviene per il Pil attuale.L'alternativa consisterebbe nel tenere conto anche di altri fattori, non propriamente economico-matematici, quali la sostenibilità ecologica e il benessere in senso lato. Tutta una serie di parametri, insomma, che poco hanno a che fare con la produttività e i consumi, ma che permettono, quando si vuole, di sfuggire alla brutalità delle cifre. Posta inquesti termini, la cosa sembra essere l’ennesimo trucco contabile, l’ennesimo imbroglio per mascherarela realtà. Se non si consuma, se non si può elevare questo “benedetto” Pil, alloragli si cambiano i parametri e il gioco è fatto. Al momento non è che uno studio preliminare tutto da verificare – che in ogni caso avrà poi bisogno del consenso e dell'appoggio di tutti i Paesi dell'area europea,per quel che concerne le faccende legate agli impegni presi all'interno del vecchio continente, nonché di un avallo anche solo indiretto da parte degli altri Paesi delG20 – ma intanto...

The Advisor

Fonte: www.ilribelle.com

Link: http://www.ilribelle.com/economia/2009/8/5/e-se-cadesse-anche-il-feticcio-del-pil.html

5.08.2009

Commenti (41)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. marcello1950 11 agosto 2009

      E' ridicolo che cosa vuol dire che se togliamo anche questo STUPIDO rilevatore,
      -
      IL NOSTRO DEBITO DELLO STATO SI ANNULLERA?
      -

      d) la crisi scomparira` -
      a) i giovani italiani troveranno lavoro -
      b) LE NOSTRE IMPRESE SOPRATTUTTO QUELLE DEL LUSSO E DEL MADE IN ITALY CHE STANNO SCOMPARENDO UCCISE DALLA CINA E DALLA CRISI MONDIALE RISORGERANNO (anche se la CINA si e` comprati i paesi africani e del sud america e fa produre il made in italy dalle sue fabbriche)? -
      c) i pensionati riceveranno una pensione adeguata al costo della vita -
      d) la crisi che perdura da 18 anni scomparira` e non dovremo piu` preoccuparci dei disoccupati che fanno la fame, dei giovani che non si sposano, dei bimbi che non nascono, del fatto che una intera civilta` italiana si sta suicidando e moriremo narcotizzati in pace senza doverci preoccupare -
      d) AMEN ecc. ecc. ecc.

    1. LucaV 10 agosto 2009

      Vai meno sui siti di Pascucci o Paoletti & Co. ! Il denaro non deve essere di nessuno! www.usemlab.com

    1. Lestaat 9 agosto 2009

      Abbi pazienza Pausania ma un reply, non è obbligatoriamente una critica eh.
      Tu hai definito il Pil "movimentazione di materiale" e siccome è l'ennesima definizione del tutto retorica/teorica che leggo ho fatto reply ed espresso una mia opinione in merito.
      Mamma mia quanto è diventato faticoso "dibattere"....
      O_O

    1. Pausania 8 agosto 2009

      Nella prima parte dell'articolo il giornalista dice che per modificare il rapporto deficit/PIL bisogna alzare il PIL. E già qui dice mezza boiata, perché si potrebbe anche pensare di abbassare il debito, giusto?

      Il senso e lo scopo dell'articolo però stanno nella seconda parte (che non c'entra niente con la prima, fra l'altro, e nemmeno alle medie si possono fare temi scritti in questa maniera) in cui si auspica l'utilizzo di un altro indice al posto del PIL.

      Solo che non dice a cosa servirebbe questo indice. Non lo dice e io, che di lavoro non faccio l'occultista, non capisco perché, a che scopo, Sarkozy voglia cambiare indice.

      Se vuole cambiare indice per sapere quanti soldi vengono spesi all'anno, non sta sostituendo il PIL, lo sta utilizzando come prima, perché il PIL è proprio quello.

      Se invece vuole calcolare qualcos'altro, è evidente che il PIL non serve, ma il giornalista non ci dice cosa vuole calcolare, quindi io non sono in grado di capire se Sarkozy stia per fare una cazzata oppure no.

    1. Pausania 8 agosto 2009

      Scusa Lestaat, ma mi pare proprio che tu non abbia letto quello che ho scritto io, perché dico esattamente quello che hai scritto tu. Va bene criticare, ma almeno su quello che ho detto, non su quello che non ho detto.

    1. Andy86 8 agosto 2009

      la relazione debito-pil non è che sia direttissima, diciamo che di fatto tale rapporto è solo un indice della "salute" economica-finanziaria dello stato


      non è che il pil influenzi o sia così influenzato dal debito in maniera diretta, dobbiamo vedere il rapporto tra pil e debito che comunque è solo un indice, non una grandezza fisica come può essere, ad esempio, il reddito

      però è vero che uno stato indebitato alla lunga rischia di non potersi più finanziare se non per via fiscale, oltre al fatto che di anno in anno si accumulano interessi sui vari titoli di stato già emessi tanto per dirne una... e ciò può essere un problema specie in tempi di crisi, ma è anche vero che maggiore è il pil e, ipoteticamente, maggiore è la somma di denaro che si può destinare a migliorare la situazione nel corso degli anni

      detto questo la manovra di sarkozy è semplice, gli indicatori su deficit/pil sono troppo elevati, fanno troppa paura? cambiamoli! (spero si capisco che sono sarcastico, ha senso cambiare un tale indicatore di ricchezza e indebitamento REALE con qualcosa di non tangibile? in termini di valore aggiunto potrei dire forse, ma alla fine l'economia deve avere delle basi solide, se per chi non si fida... abbiamo visto cosa succede nel riciclare e rivendere denaro e titoli di credito, a maggior ragione la prima economia come solidità dovrebbe essere quella di uno stato)

    1. rosacroce 7 agosto 2009

      DIVERSI ANALISTI CONSIGLIANO DI NON FARE INVESTIMENTI a debito delle banche,perchè la situazione non è di crisi da liquidità ,risolbile in qualche maniera ,ma è crisi dA SOLVIBILITà,E QUESTA NON è RISOLBILE ,PIù DENARO CI BUTTI DENTRO E PIù NE PERDI.
      MEGLIO CHIUDERE SUBITO.

    1. rosacroce 7 agosto 2009

      la relazione tra pli e debito pubblico c'è ed è anche FONDAMENTALE.
      A DEBITO COSTANTE SE IL PLI CRESCE A UN RITMO ELEVATO IL DEBITO TOTALE IN PERCENTUALE CALA E I TASSI DI INTERESSE PAGATI DALLO STATO ALLA BCE SCENDONO ,OPPURE LO STATO PUò EMETTERE PIù DEBITO,RESTANTO COSTANTE IL RAPPORTO TRA DEBITO E PLI.
      COME SUCCEDE ORA INVECE CHE IL PLI STA CROLLANDO MENTRE
      IL DEBITO PUBBLICO CRESCE ENORMENTE DI PERCENTUALE ,SUL TOTALE
      PRODOTTO DAL PAESE,LA SITUAZIONE DIVENTA INSOSTENIBILE CON AVVISAGLIE PROSSIME QUASI CERTE DI CRAAAAAAKKKKK.
      FUTURO

    1. rosacroce 7 agosto 2009

      e comunque secondo il metro di from e anche il mio ,che non è certo quello di questa società di pazzi malati
      (ti ricordo che fromm disse che ciascuno di noi incontra nella sua vita pochissime persone sane ,dato che viviamo in una societa malata)
      secondo il mio metro si il tuo oppemair lo ritengo malato ,come ritengo malato enrico fermi,che per successo e carriera dedicò la vita a costruire ordigni di morte(morendo di cancro).

    1. rosacroce 7 agosto 2009

      se u n tale fa con passione un lavoro ,serve per prima cosa a lui medesimo ,dato che le passioni mantengono "vivi".
      ma se quel tale fa con passione un lavoro che è male ,distruttivo ,sgnifica che è malato perchè si dedica anzichè a passioni positive e costruttive per se e per gli altri a passioni distruttive e malsane almeno per gli altri,
      questa è malattia perchè si insegue e ci si dedica al male a passioni
      distruttive, come può essere costruire una bomba che serve a distruggere.
      o correre nella formula uno che è un esaltazione della morte e della tecnica ,contro il buonsenso e la vita.
      from è molto chiaro in proposito,per me sei tu che lo fraintendi.

    1. epicureo99 7 agosto 2009

      Mi permetto un appunto tecnico al punto numero 1

      É vero quello che dici ma aumentando il Pil quello che diminuisce, per l'articolo, non é il debito quanto il rapporto Debito/Pil

    1. Lestaat 7 agosto 2009

      Ma qualcuno s'è mai andato a leggere con quel formuletta matematica si calcola sto pil?
      Ora è diventato addirittura "movimentazione di materiale"
      Questo è solo per gli economisti, non certo per la realtà delle cose.
      Il Pil è la somma del DENARO SPESO per ACQUISTARE I BENI PRODOTTI DAL PAESE.
      Che poi so bene che economicamente parlando equivale a tutto quello che dite, ma se in economia son la stessa cosa, non lo sono a casa mia perchè innanzitutto il VALORE IN DENARO non è la ricchezza prodotta, e poi perchè quel denaro è stato SPESO. Certo qualcuno lo ha guadagnato da qualche parte ma per valutarlo come ricchezza prodotta bisognerebbe anche sapere come quel denaro usato per acquistarlo è stato poi distribuito.

    1. Lestaat 7 agosto 2009

      scusate, ho inviato per errore.
      Termino.

      Non è fuffa antimodernista Pausania, è nè più nè meno la descrizione di quello che è.
      E poi, mentre non nutro certo speranze in quel che vuole fare Sarkozy, che al contrario mi puzza ancor di più di presa in giro, ha senso voler cercare altri parametri tramite i quali misurare l'effettiva ricchezza della società, perchè il Pil non lo fa, sia perchè non è il suo scopo, sia perchè non adempie nemmeno al ruolo che dovrebbe ricoprire nella realtà.

    1. Lestaat 7 agosto 2009

      "Il Pil indica quanto viene prodotto all'interno di un Paese e serve a sapere quanto viene prodotto all'interno di un Paese. "

      Non esattamente.
      Il Pil indica quanto si è speso per acquistare ciò che vien prodotto all'interno del paese e serve ad indicare il valore monetario di quanto viene prodotto all'interno di un paese
      In termini economici è la stessa cosa, in termini reali non del tutto.

    1. Tonguessy 7 agosto 2009

      Con tutto il rispetto: credo che fare le cose con passione non implichi necessariamente crescita e benessere per la comunità umana. Mi sembra abbastanza evidente che personalità di primo piano come Oppenheimer (che rinunciò alla famiglia per seguire più da vicino il proprio interesse per la fisica) mettano in discussione le tesi di Fromm. Di lui si può dire di tutto ma non che fosse malato, almeno secondi i correnti canoni di valutazione. Un suo aforisma "L'uomo stolto cerca la felicita' lontano, il saggio la fa crescere sotto i propri piedi. " sembra scritto da un sensei zen. Quindi lontano anni luce dal concetto di sociopatia che dovrebbe caratterizzare chi ama distruggere. E' la "normalità" di gente come Oppenheimer e che Fromm non vuole vedere che rende il mondo così come lo conosciamo. Purtroppo la passione in un mondo dove la parcellizzazione è il metodo di governo non significa nulla, se non nelle intenzioni di chi l'ha. E di buone intenzioni sono lastricate le strade dell'inferno, come qualcuno scrisse anni addietro.
      La domanda che deve essere posta (e che Fromm evita) è: a chi serve un lavoro fatto con passione? Serve alla crescita collettiva (nel qual caso è buona cosa, IMO) oppure serve a mantenere l'attuale discriminazione nell'accesso alle risorse? In quest'ultimo caso è ancora da sostenere come modello?

    1. lucamartinelli 7 agosto 2009

      caro luca, ma dove è scritto che il denaro che serve a una nazione venga preso a prestito da una S.p.A.? e in democrazia la sovranita' monetaria a chi spetta? grazie

    1. rosacroce 7 agosto 2009

      MA NON NON HAI CAPITO ,IL SOLE A 24 STRISCE DICE CHE VA TUTTO BENE ,BASTA CAMBIARE I NUMERI CHE NON TORNANO.ElA SOMMA SARà QUELLA GIUSTA ,QuELLA CHE VOGLIONO LORO ,nei loro sogni però.

    1. rosacroce 7 agosto 2009

      la disoccupazione ufficiale in america è al 10% dice il governo.
      PECCATO CHE NUMEROSI ANALISTI INDIPENDENTI LA STIMINO DAL 20 30 %.
      LA DIFFERENZA IN QUESTO CASO è DI 1 A 3.
      DATEMI RETTA GIOCATE AL LOTTO CHE è MEGLIO.

    1. rosacroce 7 agosto 2009

      le cifre ufficiali riferite da governi ,banche fmi e accozaglia varia di ladri ,lestofanti bugiardi ,
      SONO TUTTE FALSE,NON OCCORRE DARSI PENA PER CAMBIARLE DI NOME.
      DATO CHE SONO TUTTi numeri TAROCCATi.
      una buona cosa sarebbe giocarseli al lotto.

    1. rosacroce 7 agosto 2009

      la realtà non cambia cambiando le parole,
      termovalorizzatore e inceneritore,fanno ambedue la stessa cosa
      avvelenano l'ambiente,anche se lo chiami angioletto,non cambia la realtà.

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