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E ORA POVERTA’ ETERNA PER LA GRECIA

DI MARCELLO FOA
blog.ilgiornale.it

Se, come sembra, i partiti pro euro hanno vinto in Grecia, la conseguenza immediata sarà un rialzo, verosimilmente effimero, dell’euro. Effimero perché i problemi dell’Irlanda, del Portogallo e, soprattutto, della Spagna restano tali e perché anche l’Italia sta finendo nel vortice del debito. Per i greci significa approcazione del memorandum ovvero di un programma durissimo e insensato, voluto dal Fondo monetario internazionale e da una donnetta senza alcun spessore politico quale si sta dimostrando sempre più la Merkel, che avrebbe potuto risparmiarsi il commento infelice di questa sera (“I greci ora dicano grazie”).

Nella foto: Antonis Samaras di Nuova democrazia che ha vinto le elezioni in GreciaGrazie di che? I greci hanno accettato di farsi cavare quel poco di sangue che rimaneva nelle loro vene, senza che all’orizzonte di profili una soluzione concreta dei loro problemi economici e men che meno la speranza di una crescita. I greci diventeranno schiavi del Fmi, della Bce, della Commissione europea,  nei cui programmi c’è molto dirigismo e poco liberalismo. E per questo la Grecia è condannata alla povertà eterna. In nome dell’euro e tra gli sberleffi della figlia ottusa di un pastore luterano, tutta morale e  niente saggezza.

Marcello Foa
Fonte: http://blog.ilgiornale.it/foa
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2012/06/17/e-ora-poverta-eterna-per-la-grecia/
17.06.2012

Pubblicato da Davide

20 Commenti

  1. Di fronte al terrorismo mediatico e politico scatenatosi contro l’ipotesi di una vittoria di Syriza, alle incursioni esterne di Merkel & C. che invitavano i greci a non votare a sinistra, all’alleanza “non santa”, (nazionale ed internazionale), come la ha definita Alexis Tsipras nel suo discorso subito dopo gli exit poll, il risultato del voto greco è comunque straordinario: per due/tre punti percentuali, Syriza manca l’obiettivo di diventare il primo partito, ma in condizioni di normale rispetto dei processi democratici (condizione che oggi in Europa è assente e non solo in Grecia), avrebbe stravinto.

    E comunque l’ascesa dirompente della sinistra radicale – che forse sarebbe meglio definire di buon senso – blocca o rallenta l’ipotesi che si possa continuare, come fino ad oggi è avvenuto, nella spremitura di un popolo e nella svendita delle risorse di un paese.

    Il capo di Nuova Democrazia, Samaras, cosciente dell’impresa immane che ora ha di fronte, chiede già un governo di salvezza nazionale, in modo da coinvolgere la sinistra anti-memorandum, ma Tsipras gli ha già risposto che la palla sta a chi ritiene di aver vinto.

    L’Europa dei banchieri e dei politici al loro servizio tira un sospiro di sollievo, ma la questione è ormai chiara anche ai tedeschi: il livello di guardia è stato raggiunto e superato, ci si deve inventare qualcosa di nuovo, per esempio una proroga nei termini di pagamento del debito, come affermato a caldo da Westerwelle.

    Certo è paradossale che il nuovo lo si attenda dagli stessi soggetti politici corresponsabili (insieme alle banche del nord) di aver falsificato i conti e di rappresentare la viziosità del paese ellenico. Strana novità e strane alleanze, che fanno intravedere il permanente gioco delle parti tra le borghesie nazionali unite nel far pagare alle rispettive classi subalterne gli effetti dei loro errori o delle loro strategie di rapace smantellamento dello stato sociale, a vantaggio della ricapitalizzazione di una finanza e di banche ripiene di titoli inesigibili o tossici e ammiccando agli strati sociali che hanno prosperato nella corruzione e nell’evasione.

    Il salutare risultato greco segnerà se non l’inversione di rotta che realisticamente non ci si può ancora attendere, l’aggiustamento della mira del supergoverno tecnocratico e transnazionale del continente, che probabilmente darà il nulla osta per il varo di qualche elusiva misura di sviluppo, alla Passera, per intenderci; per prendere tempo e per annacquare l’acidità neoliberista, ma soprattutto per indebolire il trend di rapido smantellamento delle classi dirigenti dei diversi paesi sud-europei che già si intravvedono anche nella zona nord.

    Ma queste tattiche di dilazione (che in Italia vanno al momento per la maggiore con la grande alleanza PD-PDL), non necessariamente costituiranno elemento salvifico per il supergoverno finanziario dei mercati.

    Ormai, ciò che conta è la concretezza nel miglioramento delle condizioni di vita delle persone; senza questo semplice ingrediente, ogni tattica dilatoria è destinata a franare sotto i colpi della protesta popolare.  Se lo segni a caratteri cubitali nella sua agenda il compagno Niki Vendola (e gli altri pezzi di sinistra), il cui gradimento, in attesa di primarie inquinate e liste civiche civetta sovvenzionate da La Repubblica e altri konzerne, continua a scendere, mentre cresce, giustamente, quello di Beppe Grillo (http://www.youtube.com/watch?v=32_qdNKnUGE) .

    Il risultato greco segnala infatti la polarizzazione netta tra classi sociali, tra chi ha perso e deve continuare a perdere i propri diritti e la propria dignità e chi negli ultimi decenni ha prosperato sulle altrui spalle e pensa che possa continuare a farlo, comunque si chiamino e comunque si autorappresentino.

    Uno scenario questo, che deve integrare quella lettura del 99% contro l’1% caro agli indignati, ma che per il momento rappresenta solo un auspicio di coscienza sociale e politica ancora, evidentemente, lontana dall’essere acquisita.

    Dopo il risultato greco e quello francese, la prossima battaglia si gioca in Italia e questa sarà probabilmente la battaglia decisiva per cambiare o meno il corso europeo e il destino di almeno due future generazioni. Fatta salva l’imponderabilità dei prossimi eventi, la responsabilità passa da Atene a Roma. Siamo adesso il centro del tavolo di gioco.

    Rodolfo Ricci
    Fonte: http://cambiailmondo.org
    Link: http://cambiailmondo.org/2012/06/17/da-atene-a-roma/
    17.06.2012

  2. E nel 2012 ci si fa ancora impaurire dal terrorismo mediatico (come il referendum in irlanda qualche settimana fa), ne abbiamo ancora di strada da fare…

  3. I greci diventeranno schiavi del Fmi, della Bce, della Commissione europea, nei cui programmi c’è molto dirigismo e poco liberalismo.

    POCO LIBERALISMO??? Ma santiddio, Foa vuole scelte ancora più liberali di così? Un Dio Mercato ancora più potente di quanto onnipotente già sia?

    I greci hanno accettato di farsi cavare quel poco di sangue che rimaneva nelle loro vene

    I greci stanno facendo esattamente ciò che fanno anche gli italiani: la mancanza di un’informazione trasparente e imparziale porta ad una confusione elettorale, segno di chiara deriva democratica, dove i popoli votano contro i propri interessi e a favore di chi li maltratterà.
    Adesso che ai vertici RAI ci sono banchieri, immaginate un po’ come sarà monotematica e distorta l’informazione. Questo è il vero problema che sta alla radice di scelte così insensate come dare il voto al macellaio di turno.

  4. Si intende il dirigismo non pubblico ma ad interesse privato.LA Liberta del singolo e’ specchietto per le allodole

  5. ma i greci avevano sentito Hans Werner Sinn sul FAZ?
    “Quello che trovo terribile è che i politici europei ci vogliono convincere che esiste una soluzione per tenere la Grecia nella moneta unica: soluzione che di fatto non esiste. Credo che in molti tengano viva questa illusione per un solo motivo: hanno bisogno della Grecia come un ostaggio, in modo che il denaro per i salvataggi continui a fluire e gli stati onorino i loro debiti. La politica ha proclamato il dogma: ogni paese, grazie al denaro per i salvataggi, potrà rimanere nell’area Euro, anche se non è competitivo. Altrimenti è l’intera Europa a cadere” … “Che cosa possiamo fare allora? Per Sinn la Grecia ha solo una possibilità per tornare competitiva: uscire dall’Euro e svalutare. “Dopo le guerre abbiamo avuto molti fallimenti statali con svalutazione del cambio, e quasi sempre la svalutazione è stata la ricetta giusta. Nella transizione ci sono sempre difficoltà, c’è la tempesta sulle banche, che le persone svuotano, quando cominciano a fiutarla. Ma anche se portassero tutto il loro denaro fuori dal paese, questo non sarebbe nulla in confronto ai costi dei salvataggi”. Dopo l’uscita, la Dracma si svaluterebbe automaticamente nei confronti dell’Euro, e l’economia greca riprenderebbe a crescere. ” I greci tornerebbero a comprare i propri pomodori e il proprio olio di oliva, i turisti non andrebbero piu’ in Turcia, ma in Grecia. Ma soprattutto i greci facoltosi tornerebbero in Grecia per fare acquisti a basso prezzo e per rifondare le aziende”. Le difficoltà durerebbero, secondo l’esperienza del fallimento e della svalutazione argentina, nemmeno un anno. In questo periodo sarebbe possibile sostenere la Grecia.

    In Grecia queste considerazioni sono un tabù politico, perchè i greci sanno, che se restano nell’Euro, potranno essere ancora sostenuti, e le banche poi sono indebitate in Euro. Anche la UE non ama fare riflessioni di questo tipo, perché fino a quando l’uscita della Grecia viene dipinta come un evento catastrofico, può spingere verso una unione di trasferimento .

    Ci sono sicuramente degli effetti contagio. Ma dobbiamo confrontarli con quelli derivanti da un finanziamento duraturo di questi paesi. “Le somme di cui stiamo parlando sono gigantesche. La Grecia, inclusi i crediti Target e il taglio del debito ha ricevuto circa 460 miliardi di Euro. Il PIL annuo di questo paese è di 170 miliardi di Euro. Abbiamo già concesso fra 2 e 3 volte il PIL del paese. Un altro confronto: se avessimo voluto mettere in piedi un piano Marshall , che in proporzione al PIL abbia le stesse dimensioni di quello ricevuto dalla Germania, allora la Grecia dovrebbe aver ricevuto 4 miliardi di Euro. Di fatto la Grecia ha ricevuto 116 piani Marshall”.

    http://vocidallagermania.blogspot.it/2012/06/4-chiacchiere-con-hans-werner-sinn.html

  6. tanto sono sicuro che se anche si votasse qui da noi il risultato darebbe uguale… siamo proprio dei popoli di stolti e cagasotto…

  7. “E per questo la Grecia è condannata alla povertà eterna. In nome dell’euro e tra gli sberleffi della figlia ottusa di un pastore luterano, tutta morale e niente saggeza.”

    Già…….

  8. ottimo articolo, da notare che Foà scrive su un giornale di “destra”. Ma dove sono i nostri sinistrorsi ? dove sono coloro che dovrebbero difendere la persone e non le banche ?dove sono i nostri piddini tutti pro euro più europa? Siamo veramente un paese in balia di leaders incapaci e venduti .

  9. bene, i Greci hanno dimostrato di essere un popolo di imbecilli. Va bene così.

  10. “Di fronte al terrorismo mediatico e politico scatenatosi contro l’ipotesi di una vittoria di Syriza, alle incursioni esterne di Merkel & C. che invitavano i greci a non votare a sinistra,”
    e sì che di terrorismola sinistra italiana è campione
    ma tanto non era certo intenzione di Syriza di abbandonare l’euro
    la sin italiana ripete da anni gli slogan….ah se abbandonassimo l’euro….tornerebbero i nazionalismi
    le nazioni si farebbero la guerra..
    l’inflazione eroderebbe gli stipendi
    per quel che è rimasto grazie a sindacati e governi amici delle tasse…

  11. Venduti si incapaci no . Essendo che sono capacissimi di fare ciò che devono .Che poi le aspettative siano altre, quello resta un problema di chi ancora crede che questi debbano fare il bene del popolo.

  12. Forse il più bell’articolo che abbia mai letto su CDC!!! Voglio sbilanciarmi: chissà se fra una cinquantina d’anni, se esisteremo ancora, quest’articolo verrà ricordato al pari del “je accuse” di Emile Zola. Complimenti Marcello!!!

    p.s. perchè articoli del genere appaiono sul Giornale e non sul Manifesto?!

  13. Sono ancora senza parole di fronte alla scelta del popolo greco, ha indossato da solo, di sua volontà, la corda dell’impiccato. E così sia.

  14. Sempre che siano state elezioni regolari.

    O sono irregolari solo quelle che eleggono Ahmadinejad o Assad?
  15. Mi viene in mente ciò che disse Tremonti qualche mese fa: “i greci consumano più storia di quanta ne producano”. L’esito di queste elezioni (sempre che non ci siano stati brogli), gli da pienamente ragione!!!

  16. Infatti, non mi stanco di ripetere che Syriza non era assolutamente per l’uscita della Grecia dall’euro. Syriza voleva la botte piena e la moglie ubriaca. Ma tutti quelli che scrivono della Grecia e dell’euro queste cose le sanno oppure no. Gli unici movimenti greci, conosciuti, che sono contro l’euro sono: Alba Dorata e il KKE.
    Io sono anche un po’ stufo di tutte queste balle che imperversano anche su CDC.

  17. Tutta la stampa europea, e i partiti nostrani, festeggiano la vittoria dello status quo in Grecia. Ecco il male minore raffigurato nella foto.

    Quella bottegaia senz’anima della Merkel ha già telefonato a Samaras (http://it.notizie.yahoo.com/grecia-merkel-si-congratula-con-samaras-rispettare-impegni-074700264.html) dicendogli di aspettarsi che la Grecia onori gli impegni presi con l’Europa. Si, signora maestra, avrà risposto Samaras. D’altronde, i suoi parlamentari sono tutti altamente selezionati: coloro che hanno mostrato il pur minimo dissenso per le politiche da macellai della troika sono stati epurati dal partito (e anche dal finto oppositore Pasok http://internetepolitica.blogosfere.it/2012/06/elezioni-grecia-2012-risultati-vincono-i-conservatori-pro-euro-governeranno-con-i-socialisti.html) e lasciati fuori dalle liste (http://crisis.blogosfere.it/2012/02/grecia-crisi-la-casta-salva-se-stessa-e-affossa-il-paese.html) .

    Intanto in Italia il PD festeggia la vittoria della destra greca (http://politicaesocieta.blogosfere.it/2012/06/grecia-elezioni-2012-vincono-i-conservatori-resteremo-nelleuro.html) , anche Bianca Berlinguer dal TG3 aveva detto che tutta l’Europa si augurava la vittoria di Nea Demokratia. Un po’ come augurarsi che vinca Berlusconi pur di non far vincere Grillo, ecco. C’è sempre un male maggiore da qualche parte, a cercar molto bene.

    Nell’immagine (foto:infophoto) potete osservare una cittadina greca in una piazza di Atene, nel giorno precedente alle elezioni. Se avesse vinto Syriza chissà mai che fine avrebbe fatto la poveretta, invece ora potrà rimanere lì dov’è: nel male minore.

    Debora Billi
    Fonte: http://crisis.blogosfere.it/
    Link:http://crisis.blogosfere.it/2012/06/elezioni-grecia-hanno-deciso-di-restare-in-europa-il-male-minore.html
    18.06.2012

  18. Parlando di elezioni e di partiti in Grecia, due parole occorre dirle sul partito cosiddetto “neonazista” che ha convogliato il 7% dei voti. Sono voti di protesta, certo, ma a chi li ha sottratti? Ragioniamo un momento. Questo partito non sarà chiamato da nessuna coalizione, nè di destra, nè di sinistra per far parte di un governo. Rappresenta quindi un elettorato antisistema che probabilmente se non ci fosse stato questo movimento avrebbe votato per un partito antisistema. E’ legittimo allora il dubbio che questo partito sia stato “inventato” da qualche servizio segreto della Nato per impodire la vittoria della sinistra che avrebbe imposto la rinegoziazione delle condizioni di fame volute dalla Merkel?

  19. A dir la verità molte delle istanze della Lega Popolare Aurora Dorata sono altamente condivisibili. Cos’è? vi fate condizionare anche voi dal pensiero unico propagandato dai media?
    Magari ci fosse una convergenza tra le istanze di questo partito e di tutti i partiti anche di estrema sinistra ma che a grandi linee hanno gli stessi intendimenti!

  20. O magari è Syriza che è stato inventata da qualche servizio segreto della NATO per sabotare il fronte antisistema. Anche perchè, da quel che mi risulta, Syriza è tutto fuorchè antisistema.