DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info
Cavolo, tutti i pompini che mi sono fatto fare dalle slave su via degli Orti a Bologna in sti anni erano per una buona causa, e io l’avevo detto. Sono uno dei patrioti italiani che ha diligentemente contribuito a mantenere l’Italia fuori dalla bocciatura della Commissione Europea come “Paese in depressione economica”. E se penso a tutte ste donne che mi hanno travolto di insulti quando anni fa scrissi che io trombo una marea di puttane… Per forza, non capiscono un cazzo di economia.
Come ormai tutti sapete, la nostra amata Eurostat ha oggi incluso nel calcolo dei PIL nazionali, e di quello italiano, i proventi da droga, mafia e puttane, spaccio armi ecc. Ma la parte maggiore è la prostituzione e le sostanze. Per esempio gli inglesi nel 2013 hanno speso per pompini, droga, e trombate a pagamento 12,3 miliardi di sterline, più di quello che hanno speso in vino e…. birra! Ma vi rendete conto? Persino più della birra!
In Germania, stesso anno, i tipi come me che vanno a troie hanno contribuito per un incredibile 2,5% alla crescita del PIL.
Noto, a parte, che l’aver incluso questi proventi nel calcolo ufficiale del PIL dei Paesi UE è il più patetico, disperato, umiliante tentativo del fronte pro-Euro di ancora sostenere che con l’euro si cresce. Ma di fatto fanno la differenza fra dichiarare una nazione in crisi o meno, a Francoforte o a Bruxelles. Le puttane e la coca ci hanno salvati dall’umiliante bocciatura come Paese fallito, va ammesso.
Ma ora finalmente pretendo LE SCUSE DALLE DONNE! Cavolo, io, puttaniere dichiarato, ma eroe della crescita del PIL italiano mentre dico a una slava “fallo durare di più”, non meritavo il linciaggio che ho avuto dalle donne. Anzi, fidanzati e mariti, da domani tutti a contribuire all’economia di Renzi e Merkel. Un bel corno alle vostre donne (nella media piuttosto bruttine) e tutti giù a sfondare una gran gnocca slava per il bene d’Europa. Ok?
p.s. (io in realtà avevo proposto la Mosler Economics per il PIL, ma nessuno mi ha considerato, quindi...)
Paolo Barnard
Fonte: ttp://paolobarnard.info
Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=956
9.10.2014
trelew 13 ottobre 2014
"CHI NON S' INTENDE DI ECONOMIA NON CAPISCE AFFATTO LA STORIA" EZERA POUND
Se dovessimo definire le caratteristiche differenziali dell'intervento nell'economia dello Stato di Diritto rispetto a quello Socialista dovremmo affermare che esse consisterebbero nel fatto che , mentre nello Stato Socialista il godimento delle ricchezze prodotte avviene mediante l'esercizio di un potere discrezionale da parte del potere politico, nel Sistema dello Stato di Diritto deve essere dato al cittadino sia il diritto di godimento dei beni e sia il diritto di pretenderlo nei confronti del potere della produzione economica mediante degli adeguati mezzi di tutela giuridica riconosciutigli dall'ordinamento sociale. E' caratteristica dell'animo umano che dalla previsione di un godimento futuro di un bene nasca una utilità attuale: si pensi al contadino che gode a veder crescere il grano anche alla sola previsione del raccolto. Possiamo affermare che debba riconoscersi nel campo dell'Economia il momento produttivo e nel campo del Diritto il momento della proprietà.
Esattamente come diceva Giorgio Del Vecchio: " Il Diritto come principio universale dell'operare domina tutte le relazioni umane e quindi anche quelle che tendono alla soddisfazione dei bisogni ed all'acquisto dei beni materiali. In una sola parola, Il Diritto domina l'Economia ".
Uno dei maggiori difetti che oggi ammala il nostro sistema legislativo della produzione economica è, a nostro avviso, il fatto che prende in considerazione il solo momento produttivo dell'utilità mentre viene quasi del tutto ignorato a chi spetti ,e in che modo, debba essere ripartito il godimento di ricchezze prodotte dallo Stato.
Ove al giurista manchi la la legislazione nella valutazione del procedimento produttivo, fatalmente ne risulterebbe un ordinamento anormale. ( E' questo il caso dei vari trattati europei legiferati ).
Mancando nel nostro ordinamento la previsione legislativa della ripartizione dei redditi creati dall'attività produttiva dello Stato, il momento di godimento dei beni è conseguito in base al principio della Legge del più furbo o del più forte e non in base al principio della Legge "giusta".
I gruppi di pressione non sono altro che la testimonianza vivente del caos che oggi domina nel settore della ripartizione delle ricchezze e dei redditi prodotti dallo Stato