E' INUTILE, SIAMO SPACCIATI

DI VALERIO LO MONACO

ilribelle.com

A livello globale, non c’è verso. Verrebbe quasi di dar ragione a Paolo Barnard – il che è tutto dire – quando “ritira” la firma da alcuni siti internet, oppure se la prende in modo sgangherato con vari “lettori” e “commentatori” dei suoi articoli on-line che non capiscono un accidente di ciò che ha scritto e però non si esimono dall’imbrattare i forum e gli spazi dei commenti con qualsiasi cosa. La prima che gli passi in mente.

Il caso è odierno, e mi riguarda da vicino. Uno degli ultimi articoli scritti per questo giornale ha avuto un discreto successo in termini di diffusione su internet (qui l’articolo in questione ).

Accade così, spesso, quando lascio la terza persona e scrivo qualcosa in prima. Quando cioè racconto, a beneficio di descrizione del tema generale, alcuni aspetti più personali. Ebbene, ripreso il pezzo da vari siti e social networks, è stato commentato in vari luoghi. Impossibile seguirli tutti, figuriamoci rispondere a tono, caso per caso. Non solo per una questione di tempo da accordare all’operazione, quanto per l’assoluta inutilità del farlo, nella maggior parte dei casi.

Sostenendo la decrescita, e il fatto che 30 anni addietro vivessimo in realtà più sereni, mi sono preso del radical chic, del figlio di papà, del servo del sistema e addirittura del berlusconiano. Inutile entrare nei dettagli, anche perché di dettagli, in merito a tali definizioni, non ve ne sono. Non è che in quei casi si sia sostenuta una tesi e quindi pronunciata una affermazione: si è passati direttamente alla sentenza. Come si fa a commentare una sentenza non suffragata dal benché minimo ragionamento? Impossibile. E inutile, in fin dei conti.

A me interessano solo rapporti tra miei pari. Intendo tra persone che ragionano, magari sono in disaccordo, ma con le quali, insomma, è possibile instaurare una dialogo.

E ancora di più è impossibile (oltre che inutile) rispondere a chi dimostra di non aver capito una sola parola di quanto letto (ma lo avranno poi letto sul serio, il pezzo?). Ora, nella comunicazione, vige di solito una regola generale: se chi legge non capisce significa che hai sbagliato tu che hai scritto. E la cosa è vera, almeno sino a un certo punto.

Questo punto è però quello della comprensione minima di un periodo scritto, semplice semplice. Si può anche cercare di scrivere e spiegare al meglio le proprie tesi, ma se ci si imbatte in analfabeti non è certo possibile fare tentativi di sorta.

I “lettori” che hanno pubblicato alcuni commenti non sono stati in grado neanche di comprendere il mio cognome (qualcuno scrive “del monaco”, qualcun altro semplicemente “monaco”, qualcuno ancora “la monaca”), figuriamoci un articolo intero. E naturalmente non mi interessa nulla, dal punto di vista personale, riguardo a sentenze buttate lì dal primo che passa.

Ma la cosa è più seria: ha senso ancora tentare di comunicare ai sordi?

Abbiamo scritto spesso, e ne siamo profondamente convinti, che qualsiasi tipo di reazione, che abbia la speranza di condurre in un posto migliore del precedente, non può che passare da una evoluzione culturale. Se non sai almeno un minimo non capisci cosa è un pelo – solo un pelo – più complesso, e non puoi pensare di fare alcuna operazione per cambiare la situazione. Ma qui, in tanti casi, siamo ancora molto più indietro del pur complesso aspetto culturale. Qui siamo ancora nella fase della comprensione della parola scritta, della grammatica, della punteggiatura. Della pura e semplice logica. Del capire che a tesi, dopo che la si è compresa, si può rispondere con una antitesi, e che alla fine è necessario fare una sintesi, semmai. Poi, per carità, può anche arrivare una “sentenza” – della quale si deve essere in grado di accettare poi una reazione…, però, se solo ci si trovasse davanti al soggetto. Ma insomma, che cosa vuoi rispondere a chi non ha capito una sola frase di quelle che hai scritto, non riesce neanche a memorizzare un cognome, risponde in modo sgrammaticato sentenziando una offesa senza lo straccio di una spiegazione delle propria posizione?

Ha ancora senso, sul serio, cercare di interloquire con questi soggetti?

Ha ancora senso – penso sempre più spesso – anche solo sperare in una reazione generale che possa portare, oltre che al rovesciamento dell’esistente, a qualcosa di migliore rispetto a ora?

Inutile insistere: non mi stancherò mai di segnalare a tutti di leggere, rileggere e poi rileggere ancora un articolo di Federico Zamboni pubblicato sul Ribelle ormai tanti anni addietro: “Non capisco, però intervengo” (qui). E non c’è veramente bisogno di aggiungere altro.

Valerio Lo Monaco

Fonte: www.ilribelle.com

Link: http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2014/9/23/e-inutile-siamo-spacciati.html

23.09.2014

20 Commenti
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chuky
chuky
23 Settembre 2014 14:01

Ha ancora senso, sul serio, cercare di interloquire con questi soggetti scrivere queste demenze?

Caro Lo Manaco… io mi chiederei se tutti quelli che ti insultano lo fanno di proposito o perché forse scrivi cose che non stanno ne in cielo e ne in terra. Adesso non è che scrivendo un secondo articolo per rafforzare le tue idee questo le renda credibili. 

RicardoDenner
RicardoDenner
23 Settembre 2014 14:16

Il vero problema è se vale la pena di parlare alla popolaglia..cioè..alla stragrande maggioranza della gente..

Sappiamo che in mezzo al "volgo" si nasconde anche qualcuno in grado di capire..
Abbiamo allora una illuminata compassione che ci fa sacrificare in vista dei quei pochi capaci di comprendere..?
Il Budda voleva evitare..poi è stato convinto a rompersi i coglioni in mezzo agli altri….così vanno le cose..
Signor Monaco..nella vita arriva il momento della scelta e del sacrificio..
Ma dobbiamo farla finita con l’idea plebea che la Verità venga sempre riconosciuta e apprezzata..
Scegliamo di scendere tra gli sgherri..?
Qualsiasi scelta va bene..anche ritirarsi in pacifico silenzio..ma ..qualsiasi cosa decidiamo..evitiamo di aspettarci comprensione dalle masse..così sarà del tutto naturale essere presi a pesci in faccia..e non ci meraviglieremo più di tanto..

GiovanniMayer
GiovanniMayer
23 Settembre 2014 14:51

Caro Lo Monaco, probabilmente non sono io il target di questo tuo sfogo, ma ti rispondo lo stesso. Prima di tutto ti copio-incollo il mio commento al tuo precedente:"Ma il finale richiama un po’ troppo l’accettazione di quel 2+2=5 che è il tema di 1984. E che molto probabilmente in realtà era 2+2=4 che avrebbe cambiato completamente il senso del libro".Quando dici di imparare ad apprezzare, quasi ad amare, questo cambiamento, è come se abbassassi la testa rassegnato, ammazzi la speranza, è come se accettassi il famoso 2+2=5 di 1984.Invece no cazzo! 2+2 deve fare sempre 4, non possiamo arrenderci. E’ questo il momento di combattere (non intendo per forza con armi o violenza, ma non lo escludo nemmeno).Ma chi è il nemico? Chiamiamolo, per convenzione, sistema. Come agisce? con armi, propaganda, finanza ecc ecc. ma più che altro agisce grazie al modello economico che usa, plasmato sulle sue esigenze.E’ questa la chiave. E’ questo il terreno su cui combattere. L’economia.Serve un’idea economica nuova (o l’adattamento di una vecchia) che permetta la costruzione del mondo che vorremmo. Un’idea che neghi i dogmi e principi del sistema vigente. Lo Stato non può spendere? ahahah cazzate. Da domani può, basta volerlo. Ovviamente… Leggi tutto »

Blutharsch
Blutharsch
23 Settembre 2014 15:07

Mah.Ho letto l’articolo del quale lamenti l’incomprensione.Va bene, facciamo che meta’ della gente non lo abbia capito, che di per se’ e’ gia abbastanza offensivo ( oh voi limitati ) ma ce lo teniamo cosi’.Ti dico la mia ? A me pare una tesi traballante quella del "Si stava meglio 30 anni fa". Ma perche’ "trent’anni fa" e non 40anni fa o 50anni fa?Non si sa.A pensar male, molto male ma non me ne volere, si potrebbe ipotizzare che non ti riesce piu’ di fare determinate cose.Ora, "trent’anni fa", quindi il 1984, si riferisce al periodo sotto il governo Craxi, che ebbe inizio nel 1983, due anni piu’ tardi, " il 7 ottobre 1985, un commando palestinese sequestrò, nelle acque antistanti l’Egitto, la nave italiana da crociera Achille Lauro con 545 persone a bordo.La vicenda di Sigonella causò una crisi di governo culminata con le dimissioni di Craxi in seguito alla fuoriuscita del Partito repubblicano dalla coalizione governativa. Tuttavia, la crisi rientrò con la partecipazione di Craxi al vertice dei sette Paesi più industrializzati del mondo a New York. Craxi, infatti, ebbe modo di chiarire con il presidente americano Reagan le divergenze maturate a seguito del dirottamento dell’Achille Lauro." Da… Leggi tutto »

Blutharsch
Blutharsch
23 Settembre 2014 15:09

Mah.Ho letto l’articolo del quale lamenti l’incomprensione.Va bene, facciamo che meta’ della gente non lo abbia capito, che di per se’ e’ gia abbastanza offensivo ( oh voi limitati ) ma ce lo teniamo cosi’.Ti dico la mia ? A me pare una tesi traballante quella del "Si stava meglio 30 anni fa". Ma perche’ "trent’anni fa" e non 40anni fa o 50anni fa?Non si sa.A pensar male, molto male ma non me ne volere, si potrebbe ipotizzare che non ti riesce piu’ di fare determinate cose.Ora, "trent’anni fa", quindi il 1984, si riferisce al periodo sotto il governo Craxi, che ebbe inizio nel 1983, due anni piu’ tardi, " il 7 ottobre 1985, un commando palestinese sequestrò, nelle acque antistanti l’Egitto, la nave italiana da crociera Achille Lauro con 545 persone a bordo.La vicenda di Sigonella causò una crisi di governo culminata con le dimissioni di Craxi in seguito alla fuoriuscita del Partito repubblicano dalla coalizione governativa. Tuttavia, la crisi rientrò con la partecipazione di Craxi al vertice dei sette Paesi più industrializzati del mondo a New York. Craxi, infatti, ebbe modo di chiarire con il presidente americano Reagan le divergenze maturate a seguito del dirottamento dell’Achille Lauro."Da qui… Leggi tutto »

furibondius
furibondius
23 Settembre 2014 15:39

Valerio Valerio Valerio……
Ciò che tu dici è vero, condivisibile, praticamente quello che, guardandomi indietro e giudicando la MIA vita, ho attraversato anch’io, un percorso in salita. E con noi tanti, tanti altri, senz’altro la maggioranza delle persone, proprio per quei meccanismi che il sistema prevedeva per garantire, a questa maggioranza, una vita degna di essere vissuta.
Ma anche allora vi erano altri che subivano il sistema, ripeto, della maggioranza, la quale non per ottanta euro, certamente, ma per ben di più, sosteneva un sistema.
Valerio i commenti avevano un senso, anche quelli che non capivano la TUA impostazione del discorso, o il tuo posizionamento politico.
Infatti Valerio, nei tuoi post qualcosa su quello che daresti tu ad un sistema per te ideale ( magari con qualche rinuncia, inevitabile in contesto socialista), invece che su quello che il sistema concede a te e ai tuoi "pari", potevi scriverlo, anzi, sei ancora in tempo per farlo.
Valerio, Valerio, Valerio……

SentieroIndiano
SentieroIndiano
23 Settembre 2014 16:04

Secondo me il problema principale non è la mancata comprensione di un testo ma l’ego.
Le persone si identificano con il proprio ego quindi applicano automaticamente il giudizio a qualsiasi cosa e reagiscono con veemenza a qualsiasi cosa che suoni in qualche modo diverso dalle proprie idee o fazione.
E’ un riflesso pavloviano che non dà il tempo di riflettere su ciò che si legge.
Ormai io mi sono abituato agli insulti: mi han dato del nazista, del complottista, del picio, mi han detto che non ho cervello e decine di altre amenità.
Ultimamente le prendo come occasioni per verificare fino a che punto sono identificato con il mio ego: se anche io reagisco come una scimmia isterica allora vuol dire che devo rivedere alcune cosette in me.

Cartesio
Cartesio
23 Settembre 2014 18:03

Purtroppo devo dare ragione a Lo Monaco, e per dimostrare che ha ragione è sufficiente leggere i commenti al presente articolo: cinque su sette cercano di spiegare perché Lo Monaco ha torto nel sostenere le tesi della decrescita, quando il pezzo è incentrato invece sulla frustrazione dell’autore nel constatare che tra le repliche non c’è alcun ragionamento che possa costituire una base per un dialogo costruttivo. Resto convinto però che  le persone hanno commentato in maniera impropria l’articolo originale sulla decrescita, siano solo una minoranza rispetto al gruppo che si è fatto una propria e giustificata opinione in merito ma non ha commentato apertamente.

Gibilee
Gibilee
23 Settembre 2014 18:51

E’ curioso che dopo tutto il disquisire si legge in calce all’articolo "Valeio" e il Sig.Chuky scrive "Caro Lo Manaco" ,sembra una gag di Totò, oggi un rimpianto dell’altro ieri.

Mi chiedo come si faccia a prendersela con i commentatori fantasma;  a parte dileggi e maleducazione da stadio, siamo qualche miliardo a dividerci la torta e
pertanto nel rendersi pubblici si corre qualche rischio e viene richiesto un minimo
di tolleranza per i reciproci narcisismi. 
A mio parere l’ha presa un pò troppo di petto con vis maieutica, ma è già un problema capirsi con la propria moglie non pretenderà dunque baci&abbracci con 
tutti gli sconosciuti,Signor La Manaco. L’età dello stupore l’abbiamo passata da un pezzo.
Mattanza
Mattanza
23 Settembre 2014 20:33

Io penso che se è stato messo in home questo articolo e frequenti stò sito, non sarebbe forse il caso di circostanziare sintetizzando magari i perché delle tue critiche alla decrescita? Oltretutto proprio questo articolo solleva il problema che spesso le risposte agli argomenti sollevati non arrivano al dunque come la tua…mi par di capire.

mazzam
mazzam
23 Settembre 2014 20:44

massì… c’è della ragione a dire che non si può dire si stava meglio o peggio, però si stava, certamente certo,  meno americani di ora. 

così eravamo tutti molto più belli.
thanksamericawhatwearenowcomesfromu. 
Destrobenini
Destrobenini
23 Settembre 2014 21:22

Io invece mi riferisco non a 30 anni fa ma a 60 , quando avevo dieci ‘anni. A Bolzano dove vivevo con i miei genitori potevi lasciare il portafoglio sul marciapiede e il giorno dopo lo ritrovavi li. Noi non chiudevamo mai a chiave la porta di casa nemmeno quando si usciva per ore. Era un quartiere particolarmente tranquillo ma lo stesso discorso valeva per il resto della città. Oggi  sempre a Bolzano sul quotidiano locale il questore consiglia i cittadini di installare porte blindate ed antifurto perché dice che la legge non gli consente di arrestare nemmeno chi spaccia. Io sono fuggito già molti anni fa in un piccolo paesino dove le cose vanno un po’ meglio, anzi decisamente meglio ma fino a quando ? Girare di sera tardi in centro è rischioso non solo per una donna perché le liti e gli accoltellamenti sono all’ordine del giorno per non parlare della prostituzione e delle lotte tra le nigeriane e quelle dell’ est. Quando avevo dieci anni o poco prima ( non so la data dell’ entrata in vigore della legge Merlin ) c’era ancora una così detta casa chiusa in funzione per quei pochi che allora ne sentivano la necessità.… Leggi tutto »

Cataldo
Cataldo
23 Settembre 2014 21:45

Non ho commentato il tuo in oggetto, che ho letto come sempre con piacere, e per il quale ti ringrazio, come sempre, ma questo è diverso. Premetto che il tuo sfogo è comprensibile, ma non del tutto giustificabile, ci sarà sempre una categoria di commenti insulsi o offensivi, e questo è del tutto indipendente da cosa scrivi, ne dobbiamo fare una ragione e non indulgere in pose pedagogiche che sono del tutto immotivate se ti rivolgi a dei "pari". Il commento originario, nella mia opinione, è una bella oleografia, che deve servire a meglio esprimere in un caso concreto, il processo di acquisizione della "decrescita" come prospettiva di vita per il nostro futuro. Il commento mi era impossibile per mancanza di sostanza confutabile, se non sul piano di un giudizio di valore su una tua acquisizione privata, pertanto nulla avrebbe aggiunto di utile. Per fortuna più di qualcuno citava Max Weber recentemente, circostanza che ci conforta come un talismano di concretezza 🙂 pertanto ho seguito superficialmente la discussione, che con queste premesse ovviamente non poteva seguire i precetti del Nume 😉 Per andare subito al sodo, questa "decrescita" è ancora un concetto privo di una sua identità precisa, ma non… Leggi tutto »

Gil_Grissom
Gil_Grissom
23 Settembre 2014 23:21

Caro Valerio, che scrivi cose spesso condivisibili, dovresti sapere che il dialogo tra massimalisti e non massimalisti e’ sempre stato impossibile : un marxista non accettera’ mai che si adoperino altre lenti differenti dalle sue per leggere la realta’, anche se in questo momento il nemico comune dovrebbe condurre tutti ad accettare qualche compromesso pur di essere unitari nella lotta.

Ercole
Ercole
24 Settembre 2014 0:22

Noi internazionalisti forti del metodo di analisi Marxista della società non ci sentiamo affatto spacciati anzi piu la crisi irreversibile del capitale si acuisce maggiori sono le prospettive di una ripresa della lotta di classe ,è  a questo che ci stiamo attrezzando e preparando :chi non lotta ha gia perso chi lotta può anche vincere la partita è apertissima.

Roma
Roma
24 Settembre 2014 0:27

Anche questo pezzo del Lo Monaco è in perfetta linea col personaggio che si desume dagli scritti: non sa cosa controbattere a chi gli rinfaccia la baggianata scritta a proposito della (sua) serenità di 30 anni fà ed allora la butta in caciara, scrivendo un pistolotto tutto orientato sulla delegittimazione culturale di coloro che non la pensano come lui sulla serenità (che loro non avevano) di 30 anni orsono. L’inferiorità culturale e l’incapacità di ragionamento di chi ha avuto l’ardire di evidenziare la colossale fregnaccia vengono addirittura desunti dall’errore di trascrizione del cognome di Lo Monaco: i rei di tale vilipendio sono addirittura tacciati di non comprendere  la parola scritta.  Quello che disturba di questi autorucoli che provengono da rutti del sessantotto è che pretendono di arrogarsi il diritto a propagandare teorie farlocche come quella della decrescita felice (per gli altri) basandosi su esperienze e sensazioni esclusivamente personali e che si incazzano a bestia se qualcuno non gli crede ed evidenzia la loro banalità e, soprattutto, l’infondatezza del loro pensiero.

GioCo
GioCo
24 Settembre 2014 3:01

Caro Lo Monaco,avevo letto il tuo articolo ma non era nelle mie corde rispondere, per il semplice fatto che l0ho ridotta a un "si stava meglio quando si stava peggio" che per me ha senso solo per chi ha vissuto quello specifico "meglio".Mi trovo spesso a confrontarmi con il mondo delle generazioni molto più giovani e cerco a volte di fare capire quello che per me era "meglio", come ad esempio la linea di cavandoli e il carosello.Poi però mi rendo conto che il mio meglio non lo era per i miei nonni e non lo è necessariamente per le giovani generazioni. Ogni discorso è parziale, in quanto rispecchia necessariamente un vissuto personale e un esperienza che tende ad essere selettiva.Chiaro, qui in Italia e oggi la situazione economica e lavorativa è semplicemente delirante, ma al tempo dei famosi Rollin Stones e dell’LSD del dott. Lilly e degli Happy Days giocati in casa mentre si spargeva Napalm in Vietnam non era meno assurdo, solo diversamente assurdo. Si fa presto a dire che "prima era meglio" in ciò che abbiamo saputo meglio e per confronto osserviamo necessariamente "meglio" rispetto all’oggi, ma in questo modo rischiamo di scartare la possibilità che il… Leggi tutto »

chuky
chuky
24 Settembre 2014 11:09

esattamente… non sa cosa dire e la butta sulla grammatica… penoso

chuky
chuky
24 Settembre 2014 11:30

La mia era chiaramente una provocazione. Ma mi sa che Lo Monaco non ha capito che i tempi e i modi delle comunicazione in rete sono diversi da quelli di una discussione reale. Qui non si perde tempo a ragionare sulle fregnacce se uno le ritiene tali, se volesse un dibattito pacato e grammaticalmente appropriato che vada a discuterne in pubblico con i nostalgici dei bei tempi.

Primadellesabbie
Primadellesabbie
25 Settembre 2014 12:26

Proviamo a rinunciare a convertirci a vicenda. Possibile che non riusciamo ad abbandonare questa smania di proselitismo!

E poi magari diciamo che le religioni a noi non ci toccano!

Quelli che la pensano come Lo Monaco (ho scritto giusto?) si sforzino di pensare un loro sistema nel quale possano vivere anche quelli che la pensano come il sig. Roma, anche se ce ne fosse uno solo come lui, e quelli che la vedono come Roma, sappiano rispettare e permettere l’esistenza dei signori Lo Monaco.
Si può giudicare senza anatemi?
Poi si finisce per attaccarsi ad ogni neo, che senso ha?
Pensate di poter convincere o eliminare i Lo Monaco e la cultura da cui nascono? O i Roma e la cultura che li circonda? Ricomparirebbero immediatamente.
E ci sono cose peggiori costantemente in agguato da temere e combattere.