È IMPOSSIBILE VINCERE UN NEMICO INVISIBILE

Discorrendo sui Nuovi Tempi occorre sapere: chi è il nemico, che posizione occupa, quali le armi che usa

È IMPOSSIBILE VINCERE UN NEMICO INVISIBILE

Di Romano Cristiano

A qualcuno potrà sembrare assai curioso che, in una guerra, ci possa essere un nemico del tutto invisibile; anzi, non soltanto curioso, ma anche impossibile. La realtà è però un po’ diversa: curioso, sì; impossibile, no. E lo affermo con convinzione, sia pur nel caso in cui, fino a questo momento, un fatto del genere non sia mai successo. Se non è successo, ciò non significa che non possa succedere. Faccio un esempio: è incredibile come, ai tempi d’oggi, si parli, in un modo quasi esagerato, di democrazia, ma pochi ne conoscano il significato vero e próprio o profondo. Questo fatto, per caso, è dannoso? Sì, senza dubbio; e mi spiego. Non credo ci sia qualcuno capace di contestare la seguente asserzione: la democrazia è il miglior regime politico possibile. Alla fin dei conti, gli esseri umani sono tutti uguali e, quando vivono in società, hanno tutti il diritto di prender parte all’amministrazione della stessa, in un modo giusto e chiaro. C’è però un problema: nella vita in società è essenziale che tutti i rispettivi membri rinuncino ad una parte dei loro diritti come esseri umani, affinché tutti i membri della società possano avere uguali diritti; in altri termini, la vita in società comporta limitazioni. Una logica conseguenza sta nel fatto che, se un gruppo di membri si serve di sotterfugi per accaparrarsi maggiori diritti, a detrimento di quelli dgli altri, tale condotta può scatenare una guerra, capace di assumere una forma tradizionale o una forma assai originale.

Mi dispiace dirlo, ma siamo in piena guerra, anche se il fenomeno non è affatto percepito da parte cospicua dell’umanità. Si tratta d’una guerra senza quartiere, ma non dichiarata, che ci viene mossa da gente la cui identità e posizione non conosciamo, e che per giunta usa armi del tutto sconosciute, perché non convenzionali e mai usate nella storia dell’intera umanità. Si dice che la guerra sia una cosa molto seria per essere affidata ai generali. Verità santa! I generali sono degli esperti nell’arte d’affrontare e vincere una battaglia. Ma la guerra non è una battaglia o un insieme di battaglie: è qualcosa di assai più complesso. Richiede tantissime cose, di natura diversa, che possono essere offerte soltanto da esperti nelle materie specifiche richieste. C’è bisogno di studi e di preparazioni preliminari; d’una strategia generale; di diverse tattiche particolari; di conoscenze approfondite sulle armi esistenti, sulla geografia del territorio nemico e sui mezzi di comunicazione; e di tantissime altre cose. Mi azzardo a sostenere ci sia bisogno anche di un po’ d’umanesimo. Mi spiego. Come appassionato di storia, ho recentemente letto diversi libri su Napoleone (il Grande), il quale, pur non essendo ritenuto uno stratega geniale, era però assai stimato e rispettato come un abilissimo e sorprendente tattico. Ebbene, dopo molta riflessione, sono arrivato alla conclusione ch’egli era del tutto sprovvisto di umanesimo, la cui mancanza lo ha letteralmente annientato.

Vado oltre. Già da tempo, mi considero un giurista com solide basi filosofiche. Ebbene, come filosofo, mi sono accorto d’una cosa che mi è parsa assai utile: la nostra mente opera su tre livelli diversi: quello della semplice erudizione (che sorge quando si memorizza ciò che hanno scoperto gli altri); quello della cultura propriamente detta (che sorge quando, nell’esercizio d’una attività, si incomincia a pensare con la propria testa); quello della filosofia, madre delle scienze (che sorge quando, nell’esercizio d’una attività, si riesce ad andare oltre i limiti di questa). Oggi, nella vita in società, sentiamo necessità premente d’amministrare un problema addirittura colossale: abbiamo a che fare con nemici poderosi che, per andare avanti nella conquista del potere globale, sfornano continuamente, a più non posso, teorie meravigliose ed attraenti, tutte però all’infuori di ogni logica. Un problema del genere può essere affrontato soltanto da un filosofo. Da notare che, per filosofo, non intendo il professore di storia della filosofia, il quale, nella maggior parte dei casi, trasmette ciò che ha imparato a memoria quando alunno; la filosofia pura non ha nulla a che vedere con i filosofi esistiti: essa tratta, unicamente, della maniera con cui la struttura della nostra mente funziona.

Naturalmente, quando mi riferisco ad una guerra in corso, non intendo alludere alle operazioni belliche della Federazione Russa in territorio ucraino, le quali hanno l’apparenza d’un attacco, ma sono in realtà una risposta a delle provocazioni, avendo dunque valore difensivo. È risaputo che le apparenze ingannano; ce lo ha lasciato scritto anche il Manzoni, concludendo: “Così va spesso il mondo”. Ma c’è di più: i napoletani, quando s’accorgono d’avere a che fare con un “furbo”, hanno spesso l’idea d’avvertirlo con questa frasetta: “Ccà nisciuno è fesso!” Comunque – potrebbe dire qualche lettore – sembra che la Russia stia affrontando una Ucraina assai sostenuta (con danaro, armi, soldati ed informazioni) da membri della NATO e dell’Unione Europea; questo significa che, almeno sul piano pratico, ci troviamo davanti ad una guerra vera e propria, di proporzioni notevoli e conseguenze disastrose. Non lo contesto: è proprio vero. Pur tuttavia, e a dispetto di qualsiasi apparenza in senso contrario, non si tratta d’una guerra di tipo equivalente a quelle anteriori.

È apparso un curioso fatto nuovo, che viene chiamato “guerra per procura” e che non s’era mai visto fino ad oggi, in tutta la storia dell’umanità. Questo strano ed originale fenomeno appare nel momento in cui, d’un tratto, uno stato sovrano entra in guerra – direttamente o no – con un altro stato sovrano, senza che il secondo abbia fatto del male al primo e senza che il primo intervenga in virtù di speciali doveri legati a trattati di alleanza militare. Come facciamo a sapere che siamo davanti ad una guerra per procura? Per deduzione: osservando l’assoluta mancanza di logica che l’avvenimento bellico rivela con enorme chiarezza, a dispetto degli edificanti e sublimi discorsi che spesso si fanno per giustificare l’intervento, diretto o indiretto. Per quale strano motivo, nell’ambito d’uno stato sovrano, avvengono cose molto importanti (come, per esempio, una di quelle guerre assai disastrose, che nessuno riesce a spiegare o capire), però del tutto sprovviste di logica?

Qui il discorso diventa eccezionalmente delicato. A dire il vero, le sovranità non hanno sempre le stesse caratteristiche. Esistono, per esempio, stati a sovranità piena e stati a sovranità limitata. Durante il periodo coloniale, esistevano la colonia propriamente detta e il cosiddetto protettorato. Quest’ultimo si distingueva dalla colonia perché la potenza dominante non sopprimeva lo stato occupato e non ne assumeva l’amministrazione: lasciava tutto come stava, anche gli occupanti delle più alte cariche dello stato, i quali, però, venivano controllati da un rappresentante della potenza occupante, ch’era sempre presente con un esercito. In termini giuridici, il protettorato non esiste più; ma, di fatto, continua ad esistere. In caso d’esistenza, l’antica potenza occupante può apparire sotto la forma d’uno stato dominante, con una o più basi militari nel territorio dello stato dominato, il quale viene detto satellite o vassallo; ma può anche apparire sotto la forma di gruppo sociale poderoso, interno o internazionale, non personificato, il quale, in genere, esercita il suo potere nel modo più indiretto possibile, usando diverse tattiche, tra cui l’azione per procura.

Credo d’essere giunto al punto culminante, e critico, del mio ragionamento. Sì, perché, se noi arriviamo alla conclusione che, effettivamente, esistono degli stati sovrani che muovono guerre per procura, e veniamo a saperlo in virtù del fatto che le dette guerre rivelano una mancanza di logica da far rabbrividire, ciò significa che qualcuno, in un modo assolutamente eccezionale, muove i fili dietro le quinte. Ora, se è próprio vero che qualcuno aziona i fili dietro le quinte, è impossibile non fare emergere un preoccupante binomio: “falso belligerante” (che si vede e si ritiene sia l’unico) e “vero belligerante” (che non si vede, ma è di gran lunga il più importante e pericoloso dei due).

Cosa si può concludere in base ad un quadro del genere? Qualcuno potrà dire: “Va bene: c’è la mancanza di logica. Ma come si fa a sapere con tanta precisione che la detta mancanza significhi, in pratica, presenza di qualcuno che non si vede?” In realtà, non c’è soltanto mancanza di logica: c’è anche un’altra cosa. Quando qualcuno opera dietro le quinte, si nasconde, quindi inganna. Già è stato detto (pare da Lincoln): “Nessuno riesce ad ingannare tutti continuamente”. Questo vuol dire che, ad un certo punto, qualcuno comincerà ad avvertire qualcosa. Perché ed in che modo? Spiego quello che succede a me, in base ad un miracolo fatto dalla mia filosofia. Se l’agente opera di nascosto, credendo di farlo nel modo più assoluto, il suo atto, in verità, non sarà mai assoluto, dal momento che, senza accorgersene, lascerà ogni tanto delle orme, tracce, indizi, insomma dei segni che io uso come tasselli, da fissare in un pannello ideale, come in un mosaico, dopo averne scelto la posizione secondo la rispettiva natura specifica. Dopo breve tempo, i tasselli assumono dei contorni vieppiù definiti, rivelandomi una realtà che turba e mai nessuno mi ha raccontato.

Adesso, finalmente, una dolorosa constatazione: nel caso in cui il mio lungo ragionamento sia vero, dobbiamo correre ai ripari, e in fretta. Sì, perché, se noi non conosciamo il nostro nemico, la nostra possibilità di vincerlo si riduce a zero. Napoleone (il Grande) è stato vinto da un nemico ch’egli non riusciva a vedere. Mi si dirà: “Però, nella battaglia di Borodin, ha visto il nemico e l’ha finanche vinto”. A dire il vero, ha avuto una vittoria tecnica, permessa dalla Russia, la quale, ad un certo punto, ha deciso di non correre rischi, ritirandosi; in pratica, l’esercito russo é rimasto quasi sempre nei pressi di quello francese, senza esporsi, per non dare a Napoleone la possibilità di fare quello che faceva meglio: usare le sue note abilità tattiche per sorprendere il nemico e stupirlo. La campagna di Russia, in effetti, ha avuto esito negativo perché Napoleone si è trovato a combattere con un nemico ch’egli non vedeva. Da notare che, chiarendo queste cose, non penso all’Ucraina ed ai suoi aiutanti, i quali, messi insieme, costituiscono il falso belligerante, non il vero. Ma, alla fin dei conti, chi è il vero belligerante, cioè quello che veramente prende le decisioni ed ordina?

A rigore, nessuno dimostra di saperlo; o perlomeno tutti agiscono como se nessuno lo sapesse. Il problema è assai grave, dal momento che è impossibile vincere un nemico invisibile. Per quale motivo? Quando il nemico è invisibile, vengono a mancare le condizioni per stabilire delle strategie valide e delle tattiche efficaci; simultaneamente, non si conosce la posizione nemica, ragion per cui può succedere che si vada in cerca del nemico in una posizione “A”, mentre esso osserva e ride di tutti in una comoda posizone “Z”; infine, non si conoscono le armi che esso usa, le quali possono essere del tutto non convenzionali, caso in cui le armi convenzionali, probabilmente, non avranno alcun risultato. A proposito! Ricordo una certa epoca recente, durante la quale la Chiesa Cattolica, per arginare il dilagare di nuovi costumi popolari, contrari alla morale religiosa, promuoveva dei movimenti di piazza, cui partecipava sempre molta gente, ma che mi lasciavano assai perplesso perché, allo stesso tempo, i nemici della Chiesa, nei parlamenti di paesi cattolici, collezionavano vittorie, ottenendo leggi che favorivano i detti costumi. La perplessità mi richiamava una famosa frase latina: “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”; la quale può essere interpretata così: “Mentre nella città di Roma si perde tempo in chiacchiere, l’alleata Sagunto viene espugnata”.

A questo punto, tenendo conto di tutte le considerazioni già fatte, mi viene da chiedere: come interpretare, nella maniera più razionale possibile, le operazioni belliche realizzate dalla Russia in territorio ucraino? A mio avviso, in primo luogo, c’è da osservare che ufficialmente l’Ucraina ancora combatte da sola; tutti però hanno ormai capito che non è vero, dal momento che, come ho già fatto notare (in base a notizie di tutti i mezzi di comunicazione), essa riceve aiuti continui, ingenti e diversificati da stati membri della NATO e dell’Unione Europea, che si comportano, secondo quel che si dice, come veri e propri alleati. Ciò significa per caso che la Russia stia combattendo di fatto contro l’Ucraina e tutti i suoi alleati? Non posso crederlo, perché non può essere, non ha alcun senso. L’Ucraina sta soffrendo bombardamenti costanti; e gli ucraini stanno fuggendo tutti, verso paesi vicini e lontani. Quanto agli alleati, vengono vieppiù commentati fatti allarmanti: economia in declino, scarsezza di impieghi, inflazione in aumento, prospettiva di un inverno rigido e privo di riscaldamenti; ed altre … belle cose. Quale il motivo di tutto ciò: forse i cittadini degli stati alleati stanno, curiosamente, diventando masochisti? Credo che la realtà sia purtroppo ben più semplice: in mancanza di dati concreti, sono propenso a credere che i governanti dei cittadini citati stiano ricevendo delle precise e convincenti istruzioni da gruppi poderosi, provvisti d’una speciale, anzi straordinaria, abilità a mimetizzarsi, affinché nessuno possa aver la capacità di identificarli.

Insomma, è confermata la tesi del binomio “falso belligerante / vero belligerante”, già enunciata. Si potrà dire: “Ma qual è, in sostanza, la differenza tra una figura e l’altra: il risultato pratico non è lo stesso?” Senz’alcun dubbio, non è lo stesso! Al contrario, è sostanzialmente diverso. Il motivo di tanta diversità è alquanto facile da capire: in una guerra, quando si vince un falso belligerante, il vincitore può avere l’irreale e pericolosa impressione d’aver risolto tutti i suoi problemi; può essere però sorpreso da uno spiacevole particolare: il vero belligerante può non essere stato vinto. In una situazione del genere, egli avrà la possibilità di riorganizzarsi con facilità e prepararsi, con notevole calma, ad attaccare di nuovo. C’è di più: potrà farlo con maggiore veemenza – con conseguenze inaspettate e probabilmente funeste – nel caso in cui usi armi non convenzionali e sconosciute.

La situazione appare, ai miei occhi, come rivestita d’una eccezionale delicatezza e gravità. A tal punto da non ammettere vie d’uscita? Secondo me, una via d’uscita c’è sempre; ma, nell’attuale realtà, essa esige visione eccezionalmente ampia, massima chiarezza d’idee, grande fermezza di propositi, un coraggio senza limiti e … una capacità di dialogo gigantesca. Dialogo tra chi? A mio avviso, in una situazione così confusa come quella d’oggi, tre sono gli agenti fondamentali: il vero politico, il vero stratega, il vero filosofo. Tutto il resto è secondario. Che Dio ce la mandi buona!

Di Romano Cristiano

ROMANO CRISTIANO è nato nell'antica terra dei Bruzi, dove ha ricevuto una solida formazione umanistica e, soprattutto, filosofica, che gli è stata utilissima nella vita, per aver sviluppato notevolmente delle spiccate tendenze innate alla logica e alla ricerca gnoseologica. Finito, per mancanza di lavoro, a San Paolo del Brasile, è stata appunto la filosofia a fare il miracolo: imparata in poco tempo la lingua, si è laureato presso la più famosa facoltà di legge del Brasile, vincendo più tardi un difficile concorso per occupare una carica di procuratore di stato, che, inaspettatamente, come studioso, gli ha spalancato le porte dell'affascinante mondo delle attività imprenditoriali, alla cui attuale complessità ha dedicato molti anni della sua vita, scrivendo, in portoghese, dodici libri e innumerevoli articoli. Siccome, però, la filosofia è la regina delle scienze, con l'aiuto di essa affronta, non raramente, problemi d'altra natura (politici e di emigrazione, per esempio).

Commenti (81)

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Mostra commenti 81 caricati
    1. BrunoWald 16 gennaio 2023

      "Non credo ci sia qualcuno capace di contestare la seguente asserzione: la democrazia è il miglior regime politico possibile."

      In verità, tale geniale asserzione è facilmente contestabile:
      La democrazia è quel sistema in cui il voto di uno sprovveduto o un deficiente vale quanto il voto di un essere pensante.
      Domanda: in che proporzione stimerebbe il dott. Romano che si trovino i deficienti e sprovveduti rispetto agli esseri pensanti?

      Rispondere correttamente alla domanda renderà evidente la ragione per cui una simile follia sia stata concepita dalle elite organizzate nella massoneria internazionale: perché, essendo i deficienti facilissimi da controllare, e il loro numero preponderante, le suddette elite avrebbero garantito il loro potere restando nell'ombra.

      Ciò non significa che si debba tornare alle monarchie per diritto divino, o a regimi totalitari come quelli del secolo XX. Significa che bisogna smetterla di raccontarci balle e coltivare illusioni, prendere atto del problema, e sforzarci di pervenire ad una nuova sintesi di pensiero, una soluzione realistica che tenga conto delle esperienze passate.

      In caso contrario il nemico invisibile continuerà a fotterci, over and over again.

    2. Fantine 16 gennaio 2023

      prendere atto del problema, e sforzarci di pervenire ad una nuova sintesi di pensiero, una soluzione realistica che tenga conto delle esperienze passate.

      Complimenti Bruno.
      Questo sì che è parlar chiaro, di cui si coglie la profonda onestà che muove alla ricerca di una soluzione, che chiami "una nuova sintesi di pensiero".
      Impresa per nulla semplice, sotto diversi aspetti.
      Questo tuo commento, Bruno, mi interroga e mi sprona non poco.
      

    3. BrunoWald 16 gennaio 2023

      Ti ringrazio, Fantine, sei molto gentile.
      Da tempo mi arrovello su questo problema, la cui soluzione anche solo teorica supera le mie capacità, ma penso di avere identificato alcuni nessi-chiave.

      Nel XX secolo per la prima volta il "popolo" - la classe media e il proletariato - ha acquisito qualche peso nella storia, pur con pesanti manipolazioni; per la prima volta abbiamo respirato un minimo di "libertà". Pare che la festa sia finita, e i Padroni del Mondo intendano renderci nuovamente schiavi e pezzenti, con l'aggravante che non hanno nemmeno l'onestà di indossare una corona.

      La situazione attuale è il frutto della sconfitta epocale delle tre forze che affrontarono il "nemico invisibile" da destra, dal centro e da sinistra (la mia è una semplificazione grossolana...): la Classe, la Nazione e la Costituzione sono state sbaragliate dal Denaro.

      Se Abbiamo perso tutti, è perché tutti abbiamo commesso errori che vanno compresi e superati. Ma quelle tre Idee - Fascismo, Socialismo, Democrazia - erano anche portatrici di istanze positive, che vanno recuperate. Ad esempio, ritengo essenziali sia l'idea socialista di Giustizia sociale, che quella democratica di Libertà individuale, in particolare la libertà di coscienza (ma per esercitarla, come dice la parola, bisogna appunto essere "coscienti"...).

      Della mia parte rivendico soprattutto l'idea di Comunità Nazionale (Volksgemeinschaft è ancora più pregnante) - che si materializza ad esempio quando il figlio del nobile e quello dell'umile si addestrano nello stesso fango, con la stessa divisa - e quella di Merito personale, concretamente misurabile e basato sul servizio alla comunità, a partire dal quale stabilire una gerarchia naturale secondo giustizia.

      Questi sono solo spunti, ognuno dei quali richiederebbe un vasto approfondimento.

    4. Fantine 16 gennaio 2023

      Il tuo commento merita una risposta molto più articolata di quella che posso permettermi ora, caro Bruno.
      Mi riservo di tornarci in maniera più compiuta.
      Accenno che a mio parere - ma è un pensiero in itinere ed aperto al confronto - l'idea del governo del "popolo" della polis greca e anche del dictator romano, con annesse intuizioni in termini di capacità e temporaneità (semplifico) presentano caratteristiche che con i giusti pesi e contrappesi potrebbero offrire paradigmi più realistici.
      Sorvolando, sebbene sia in effetti un punto cruciale, sulle degenerazioni del potere con le inevitabili ricadute sulla libertà dei singoli, un primo requisito, anche in parte funzionale ad arginare quel rischio, dovrebbe esser dato dalle dimensioni del "governato".
      La nascita degli Stati nazionali ha esautorato il tessuto sociale fatto di dimensioni più umane e ha creato e messo distanza tra chi governa e chi è governato.
      Credo si dovrebbe tener conto della prossimità.
      E questione che si dovrebbe affrontare è anche l'individuazione di ciò che dovrebbe formare oggetto dell'azione e dell'intervento del "governo della comunità" rispetto ad ambiti che dovrebbero restarne fuori, per appartenere al singolo ed alla sua sfera privata.
      Sgombrando subito il campo da un possibile equivoco o fraintendimento: niente laissez faire e tornando a ricacciare "l'economia" a quel ruolo marginale e direi quasi contabile che per me dovrebbe avere.
      Su questo, ammetto, sono particolarmente ferma, poiché la trasformazione della società in un mercato, con la competizione quale regola sin dall'infanzia e l'individualismo nei rapporti in uno con la nefasta pervasività dell'economico in ogni meandro dell'esistenza incontrano la mia avversione più dura.
      Altro punto delicato, ma fondamentale, è la giustizia sociale e, ammetto, che nel mio paradigma dovrebbe essere implicita e soprattutto naturale, direi che neppure dovrebbe porsi il problema, per essere scontata e vissuta come base del resto che su di essa si costruisce.
      Mi fermo qui.
      Il punto di partenza resta quello che hai indicato tu, Bruno:

      prendere atto del problema, e sforzarci di pervenire ad una nuova sintesi di pensiero, una soluzione
      realistica che tenga conto delle esperienze passate.

      Anche recuperando quanto di buono e valido vi è stato.
      Ti ringrazio, Bruno.
      Ti ringrazio davvero.
      Non smettere di "arrovellarti".
      E non lasciamo questo tuo varco che hai aperto nelle menti e nei cuori.
      La misura è data dalla onestà in uno con la consapevolezza.
      La misura è data non tanto dalla critica a ciò che è, che accomuna molti di noi, ma dell'invito "a sforzarci - insieme - di pervenire ad una nuova sintesi di pensiero".
      Vorrei tanto che non restassero solo parole.
      Ancora grazie, Bruno.

    1. sbregaverse 15 gennaio 2023

      Apprezzatissimo il commiato, pieno di fede fiducia:
      Che DIO ce LA mandi buona.*
      *Nel mio piccolo, basta che me LA mandi, anche se non proprio bona.

    2. BrunoWald 16 gennaio 2023

      :-) :-) :-)

      Nessuno ce la manda, caro Sbrega... Bisogna andare a caccia, come ai tempi dei Cro-Magnon!

    1. Ricciardo 15 gennaio 2023

      Chi si loda, si sbroda. C'è un eccesso di superomismo in questo sito, recentemente.

    1. Bertozzi 15 gennaio 2023

      Mah, dev'esserci un'epidemia di ingenuità in giro. Comunque, buongiorno anche a te Romano Cristiano.

    1. Gino 15 gennaio 2023

      una lettura peggio che inutile: uno spreco di tempo.
      Non vale la pena di aggiungere altro, sarebbe altro tempo sprecato

    2. Arian Van Heisen 15 gennaio 2023

      Articolo che parte bene e via via si attenua in pura aria fritta.

      Il nemico non è per niente invisibile per chi non ha gli occhi foderati con le fette di salame idelogico .

    3. Bertozzi 15 gennaio 2023

      Facci dei nomi Arian!

    4. Arian Van Heisen 15 gennaio 2023

      BlackRock - Vanguard- StateStreet

      poi lo sai benissimo anche tu chi sono i controllori nel Deep State USA-GB appartengono tutti ad un ' unico ceppo.

    1. marcocolli 15 gennaio 2023

      La guerra per procura e' avvenuta anche nel 2 conflitto mondiale, prima che gli USA entrassero in guerra. Rifornivano l' Inghilterra di tutto quello che serviva, dopo la disfatta di Dunkerque. Non e' escluso che entri in guerra(speriamo di no)anche questa volta.

    2. Fedeledellacroce 15 gennaio 2023

      Quei bastardi, entreranno in guerra solamente quando vedranno il nemico stremato, indebolito. Cosa che mi auguro non accadrá!

    3. Bertozzi 15 gennaio 2023

      Così fanno di solito, ma stavolta le iene e gli avvoltoi avranno poca carne da speluccare e quella poca sarà carne ukraina, che forse gli sarà un po' indigesta.

    4. emilyever 15 gennaio 2023

      Intanto Zelensky interverrà al festival di Sanremo in videochiamata

    5. Fedeledellacroce 15 gennaio 2023

      Italia bastarda!
      Come i suoi padroni!

    6. sbregaverse 16 gennaio 2023

      PECCATO, speravo di persona personalmente, con ESIBIZIONISMO al pianoforte.

    1. emilyever 15 gennaio 2023

      Caro "filosofo",
      no, non è impossibile combattere con un nemico invisibile, almeno per noi che viviamo nell'emisfero nord, e non abbiamo bisogno di aprire il libro di storia. " Miei cari concittadini, siamo in guerra" esordì una sera d'inverno 2020 Macron al telegiornale delle 20. E il nemico era il più invisibile che si possa immaginare, un virus, anche se ce lo rappresentavano come animazione ad ogni ora, in tv, bello tondeggiante, rosso, tutto spinato. E fu così che ho conosciuto anch'io il coprifuoco, finora ricordavo quei fogli blu conservati da mia madre, usati per schermare le finestre di notte, quando suonava la sirena dei bombardamenti. Lei poteva scappare nel rifugio, dove conobbe mio padre, e si tenevano stretti. Io no, dovevo stare a casa, e diffidare del respiro di tutti, il nemico era ovunque.Lei ascoltava Radio Londra, io il prof Raoult di Marsiglia (il mio cavaliere bianco, l'avevo soprannominato, cosa vuoi, sono una studiosa di storia medievale).
      Ricordo la conclusione del film di Clint Eastwood " Flag of our fathers"in cui un soldato dice che alla fine, in guerra, non si combatte più per la patria, ma per il compagno che ti sta accanto, per restare vivo con lui, e se morirà gli stringerai la mano sino all'ultimo, e sai che lui avrebbe fatto altrettanto. I nostri vecchi in ospedale sono morti soli, senza il conforto di una mano amica o di una benedizione per chi ci crede, e neppure il loro corpo è stato restituito (non sia mai che si facesse un'autopsia), ma un'urna con le ceneri. Ah, sì, un generale ha organizzato una sfilata di bare nella notte sotto le telecamere, il black carpet di Bergamo. E fu permessa per un anno una carneficina perchè i medici, non i russi come si dice ora nelle tv italiane, sono andati in guerra senza munizioni, o con quelle sbagliate, e questo per ordine dei comandanti in capo...
      " Se siamo in guerra, allora i medici devono rispettare innanzi tutto il giuramento di Ippocrate e curare i malati con le armi che hanno a disposizione" diceva Raoult, e la sars cov 1 aveva dimostrato che l'idrossiclorochina poteva combattere l'infezione. L'hanno fatto i cinesi, facciamolo anche noi, e non respingiamo nessuno, perchè nessuno deve farsi prendere dal panico a Marsiglia, noi ci siamo, vi telefoniamo, veniamo a casa, in ogni quartiere avrete una macchina per le radiografie e se possibile una tac."
      Ma noi non vivevamo a Marsiglia, anzi, non potevamo neppure andarci, dovevamo aspettare la cavalleria, che sarebbe giunta il giorno dopo Natale, con l'arma salvifica, il vaccino, e sarebbe interessante fra l'altro, ricordare gli strani spot natalizi degli ultimi anni, in cui babbo Natale non arrivava, era distratto, andava a far spese in un negozio a Milano, ma questa è un'altra storia.
      Sto scrivendo anch'io un pippone, caro filosofo, ma concordo con te sull'importanza della filosofia, riscoperta proprio due anni fa attraverso le parole di Agamben sulla pandemia. A questo punto capirai, che addestrati come siamo stati a combattere l'invisibile, ad essere considerati disertori se non ci vaccinavamo, a sentire in tv che si auguravano per noi i cannoni di Bava beccaris, abbiamo capito ben presto che in guerra, come diceva Brecht, bisogna subito capire se chi ci comanda non sia il nemico.

      La guerra fra la Russia e l'Ucraina, alias Nato, alias Usa? ovvio che sono addolorata per le centinaia di migliaia di morti, ma una guerra "tradizionale", si fa per dire, vissuta in una "colonia", ha forse meno misteri di quello che abbiamo attraversato.

    2. Bertozzi 15 gennaio 2023

      Ma infatti così come si combatte per l'amico al proprio fianco così si combatte il nemico al proprio fianco, nessuno di lontano e straniero e invisibile, ma ben vicino e visibilissimo, il vicino di casa il fratello padre madre nonno parente che fino a ieri ti avrebbe volentieri segregato su ordine della TV, altro che filosofia e nemici lontanissimi e invisibili! È tutto , sempre, molto più semplice, è che si fa fatica a guardarla, la verità.

    3. emilyever 15 gennaio 2023

      Purtroppo è così, chi ha organizzato tutto questo voleva attaccare la spiritualità, la nostra anima

    1. Arthur 15 gennaio 2023

      Il nemico non è impossibile da individuare: è quella parte di umanità che, seguendo il Male, ha una sete di potere, dominio, ricchezza e ricorre a tutto pur di appagarla.
      Le cose vanno avanti così da millenni.
      È stato possibile e continua ad esserlo perché da tempo immemorabile ci sono uomini d'arme che spalleggiano siffatti individui. Ovunque.
      Se i militari si voltassero dall'altra parte, le cose cambierebbero, e molto.
      Purtroppo non hanno ancora compreso.

    2. danone 15 gennaio 2023

      Dovresti definirmi meglio, Arthur, il concetto de il Male, perchè non esiste un principio assoluto del male nella creazione.

    3. Fedeledellacroce 15 gennaio 2023

      Se pensi che esista il bene, allora devi accettare che esista il "piú bene" ed il "meno bene".
      Arthur afferma che il "meno bene" é il male.
      In realtá, sono complementari ed opposti.
      Come il polo positivo e polo negativo di una calamita, non riuscirai mai, ma dico proprio mai, a separare il positivo dal negativo.
      Sono complementari!

    4. danone 15 gennaio 2023

      Meno bene e più bene si possono definire solo dopo essersi dati un obiettivo o una direzione di crescita.
      Tutto ciò che contrasta il tuo obiettivo o la tua direzione di marcia è definibile male, tutto ciò che aiuta il raggiungimento dell'obiettivo è bene.
      Quindi non è detto che bene e male siano condivisibili da tutti, dipende dagli obiettivi e dai sensi di marcia evolutiva che ci si da, ovviamente dipende in prima istanza dal grado di consapevolezza col quale si tratta tutto questo discorso.
      Con questo scambio abbiamo definito meglio il concetto di male, era il mio obiettivo iniziale :-))

    5. Fedeledellacroce 15 gennaio 2023

      Allora continuo....
      Da grande filosofo, quale modestamente sono, affermo che il bene ed il male si attraggono.
      Ripeto, questa é filosofia ai piú alti livelli, non certo per @Arthur.
      :-D.

    6. danone 15 gennaio 2023

      Non è che si attraggono, si compenetrano, perchè per distinguere l'uno, spesso devi avere prima a che fare con l'altro.

    7. Fedeledellacroce 15 gennaio 2023

      Attenzione Dani, se parli di penetrazione ci piomba addosso @sbregaverse.

    8. Arthur 15 gennaio 2023

      Ogni essere umano possiede la capacità di comprendere cosa sia il Bene e cosa invece il Male.
      Bisogna guardarsi dentro scavando a fondo; ed è nel profondo della propria interiorità che si trova la risposta.
      Per guardare bene, però, e vedere in maniera nitida, è necessario in primis desiderare davvero il Bene.
      Ed è ovviamente necessario ripulirsi da tutto ciò che inganna la coscienza, la mente ed il cuore.
      Ma è la Sapienza del cuore che guida l'uomo dandogli il necessario discernimento che è indispensabile per vedere e comprendere.
      Questa Sapienza è un dono dello Spirito che viene donato a chi davvero desidera, ma non un semplice desiderio di conoscenza, bensì il desiderio d'Amore.
      Il Desiderio d'Amore è una scintilla che è dentro di noi, una luce in grado di illuminare la Verità stessa scolpita dentro di noi.
      Il desiderio d'Amore è il soffio dell'Amore stesso.
      Tutto dipende da questo.
      L'Amore crea la condizione per vedere, capire, conoscere.
      Ma è la Verità stessa, che è Amore, che si dona a colui che la cerca siceramemte, e lo fa mediante questo soffio.
      Se si sceglie l'Amore (ed il Bene) con il cuore, prima di averlo conosciuto con la mente, sarà l'Amore stesso a preparare una via di conoscenza che condurrà l'Uomo, precedendolo.
      È la Verità (che è Amore), infatti, a donarsi e precedere l'Uomo, se questo Le apre la porta del suo cuore.

      Scio cui credidi.

    9. Arthur 15 gennaio 2023

      PS

      "Scio cui credidi" è il motto episcopale di Mons. Viganò.

    10. Arthur 15 gennaio 2023

      Ai più alti livelli della filosofia new age...

    11. Arthur 15 gennaio 2023

      "Arthur afferma che il “meno bene” é il male."

      Io non l'ho mai detto.
      È una tua bizzarra interpretazione del mio pensiero.

    12. Arthur 15 gennaio 2023

      "si compenetrano"

      Questa è una eresia grave.
      Hai scritto una cosa davvero brutta.

    13. danone 15 gennaio 2023

      Se tutto è Uno, fammele tu le divisioni giuste, che forse sei quello bravo che le sa fare.
      Tutto si compenetra, mi meraviglia che ti meravigli davanti a questa ovvietà.

    14. Arthur 15 gennaio 2023

      "tutto è Uno"

      "Tutto è uno" nell'Amore.

      Il concetto di "tutto" non comprende il Male che è l'assenza e/o la negazione dell'Amore.
      La luce non comprende l'oscurità.

      Semmai si potrebbe dire che alla fin fine, nel creato e nel disegno divino, il Male è costretto a piegarsi al Bene, subendo lo smacco di dover servire il Bene, come diceva il Cardinale Siri.

    15. Bertozzi 15 gennaio 2023

      Adesso te lo dice: la sinistra. Che verrà vinta dal catechon di destra, tipo la Meloni per la quale ha fatto campagna elettorale ma su cui ora soprassiede furbamente.

    16. danone 15 gennaio 2023

      Il male è un punto di vista fra gli infiniti punti di vista che il bene contiene.
      Il vero amore sa comprendere pure quello specifico ed unico punto di vista difforme dagli altri, potrei risponderti.

    17. Bertozzi 15 gennaio 2023

      Quindi tu guardandoti dentro e scavando a fondo hai trovato la Meloni?

    18. Arthur 15 gennaio 2023

      Non mi resta che piangere...

    19. sbregaverse 15 gennaio 2023

      Errato posizionamento.

    20. sbregaverse 15 gennaio 2023

      Forse si può trovare un lemma migliore.
      Amore, che NON non ha ostilità verso il male, compassionevole lo ( av)vince.

    21. sbregaverse 15 gennaio 2023

      COSI' molto e di molto BONUM.

    22. sbregaverse 15 gennaio 2023

      E' vero che per ribadire la sua ferma posizione sul celibato , il prelato firmerà in futuro:
      Figanò. ?!?

    23. sbregaverse 15 gennaio 2023

      E menomale che non esista !

    1. sbregaverse 15 gennaio 2023

      AMOR VINCIT OMNIA*
      *In omnia è compresa ogni cosa visibile e invisibile.

    2. Arthur 15 gennaio 2023

      Ti ho messo pollice su, anche se non è ben chiaro cosa tu voglia dire...

    3. sbregaverse 15 gennaio 2023

      La mia è solo la risposta di un mona ad un filosofo.
      Grazie per la stima a prescindere.

    1. casalvento 15 gennaio 2023

      Brillante e divertente, ma anche intelligente analisi della attuale crisi, vista con illuminante distacco.

    1. Tashtego 15 gennaio 2023

      Però... quante parole per non dire niente. Notevole. Insomma, in questo sito sappiamo tutti e da un pezzo che la guerra Ucraina è eterodiretta. Sappiamo che è una guerra per procura (la prima, dice l'articolista. Dice sul serio? Ne ha di verità da leggere e scoprire!). Ed infine non dice chi è il nemico invisibile. Ed invece lo sappiamo da un pezzo. La mafia Khazara, sedicente, ma fintamente, ebraica, che usa l'ebraismo come gli occidentali hanno usato il cristianesimo... sono mandati da Dio (in realtà da Ba'al) e quindi "eletti" e possono compiere ogni nefandezza per conquistare la terra promessa, cioè tutto, ma proprio tutto (ne resterà soltanto uno). Uffa, sarebbe ora di passare oltre e trovare rimedi...

    2. Fedeledellacroce 15 gennaio 2023

      Giá, ma l'autore dice che é filosofo. Ergo, il suo pensiero é superiore al tuo.......
      I rimedi?
      Bisognerebbe chiederlo ad un vero filosofo.

    3. danone 15 gennaio 2023

      Ciao Fedele, mia mamma diceva che filosofo è chi il filosofo lo fa, se si pretende di farselo attribuire dagli altri del filosofo, si è dei pensatori narcisi, non dei filosofi.
      Io mi considero un filosofo per cui chiedete e vi sarà dato :-))

    4. Bertozzi 15 gennaio 2023

      Concordo, hai detto più te in poche righe, e senza il tono autoreferenziale da filosofo della domenica.

    5. casalvento 15 gennaio 2023

      " Insomma, in questo sito sappiamo tutti e da un pezzo che la guerra Ucraina è eterodiretta. "
      Già, ma fuori quasi tutti, a cominciare dai media, non capiscono o non vogliono capire o fanno finta di non capire. Ecco allora l'utilità di un lavaggio di limpidezza intellettuale, per costringere finalmente il nemico a rendersi visibile. Solo allora sarà possibile l'inizio di una qualche resistenza.

    6. Primadellesabbie 16 gennaio 2023

      Fuochetto! (probabilmente).

    7. Tashtego 16 gennaio 2023

      "fuochetto" non dice nulla. Così mi fai come l'articolista. C'è un "nemico invisibile", ma mica ve lo dico chi è. Quel che fa la mafia Khazara è sotto gli occhi di chiunque dedichi un po' di tempo ad approfondire le vicende storiche. Se hai altri elementi possiamo vagliarli...

    8. Primadellesabbie 16 gennaio 2023

      "È sotto gli occhi di chiunque..." ma ti sembra un argomento da spendere con la sicurezza che pretendi di annettergli?

      Le ipotesi tue o mie, per quanto culturalmente interessanti, rimangono ipotesi.

    9. Tashtego 16 gennaio 2023

      Come credi.

    10. Primadellesabbie 17 gennaio 2023

      Con 'fuochetto' non intendo contrastare la tua tesi ma ammorbidire la certezza con cui è sostenuta.

    1. gnorans 15 gennaio 2023

      Qui abbiamo un esempio di come si combatte il nemico invisibile.
      https://liberticida.altervista.org/speciale-pianeta-dei-pazzi-essere-ricchi-in-russia-e-pericoloso-cronache-di-eventi-insoliti/

    1. Eugiorso 15 gennaio 2023

      Una buona base ideologica (con fondamenti filosofici, naturalmente) e un'ideologizzazione della classe povera e impoverita nei territori dell'impero del male occidentaloide (naturalmente demokrattiko!), aiuterebbero molto i popoli e le nazioni a riscattarsi, a partire proprio dalla corretta e puntuale individuazione del nemico (principale, l'élite, secondario, i suoi servi), che è di classe, ma anche in toto di civiltà (great reset, globalizzazione neoliberista, individualizzazione, perversioni sessuali, relativismo estremo, "green", etc.).

      L'ideologia contraria a quella dell'impero del male, inconciliabile e totalmente opposta, consentirebbe di scatenare un conflitto interno all'impero, destabilizzante, senza quartiere, contemporaneo alla gloriosa lotta in armi esterna della Santa Russia, Potenza Libera ed Etica, contro l'impero del male della strage e della guerra, della depravazione, della menzogna e ... della demmmokrazzzia imposta come un tabù per lobotomizzati.

      A quel punto, se le masse oppresse si aggrappassero a questa ideologia alternativa e di guerra sociale come ancora estrema di salvezza, il nemico da combattere dovrebbe essere demonizzato, considerato non umano (insetti da disinfestare) e trattato di conseguenza senza alcuna pietà, per avere qualche speranza di successo, la diffusione dell'odio aiuterebbe molto, ma questa volta si trattere di un odio benefico, rivoluzionario.

      Con i Russi in armi all'esterno e le popolazioni in rivolta violenta all'interno, il nemico, per quanto potente e dotato di armamento nucleare, sarebbe finalmente in estrema difficoltà e si dovrebbe accettare - per ottenere la Vera Libertà - il rischio di un contronto nucleare, perché siamo davanti a un nemico senza scrupolo alcuno, disposto a qualsiasi violenza e nefandezza (si chiama demmokrazzia, valori occdentali, liberalismo, liberismo, ecologismo, usa, nato, "sogno europeo").

      Il grande problema è che questa ideologia contraria e beneficamente guerriera non esiste e, comunque, nelle nostre condizioni la sua diffusione a livello di massa sarebbe a dir poco oltremodo difficoltosa ...

      Perciò l'unico conflitto in atto contro il male è quello esterno, condotto caparbiamente e coraggiosamente dalla Prima Potenza Libera nel mondo, cioè dalla Santa Russia ... Le popoloziani prigioniere nel lager occidentaloide non hanno alcuna speranza di riscattarsi autonomamente, unendo la loro lotta con quella dei Russi e questo particolarmente nel vecchio continente, che è nell'occhio del ciclone.

      Cari saluti

    1. gix 15 gennaio 2023

      Si tende a presupporre che il nemico invisibile sia anche compatto e uniforme, ma così non è. Non può esserlo in un'epoca di globalizzazione, di sradicamento e confusione dei simboli e dei valori che magari lo stesso nemico invisibile ha creato come parte della predisposizione del campo di battaglia in senso favorevole. Ecco perchè i paragoni storici difficilmente trovano riscontro nell'epoca attuale, proprio perchè, almeno fino alla seconda guerra mondiale, il nemico, oltre ad avere dei segni di riconoscimento evidentissimi (e forse anche per questo), otteneva più facilmente il consenso della gran parte del proprio popolo, a prescindere dalla giustezza o meno della propria azione. Oggi, non essendoci più un popolo più o meno consenziente che fa la guerra ad un altro (gli ucraini sono un caso a parte...), se non per difesa impellente, è probabile che lo stesso nemico presunto invisibile, non sappia con certezza chi sta dalla sua parte. Per quanto riguarda la mancanza di logica negli avvenimenti e nei propositi dei belligeranti, almeno quelli non evidenti, dobbiamo scegliere se sospettare grandi reset che nascondono alleanze umane impensabili e inconcepibili da persone normali, oppure se rifarsi ad intelligenze ultraterrene, la cui logica è per noi imperscrutabile.

    1. Ultor 15 gennaio 2023

      il nemico invisibile, ed antico, spalleggiato dalla feccia dell'umanità razzista ed avida, è stato costretto a svelarsi, dopo aver agito nell'ombra per anni. La chiave di volta è stata la morte di GPII, il katecon. La conseguenza di questo sarà il risveglio, la consapevolezza in ognuno di noi, che porterà ad una scelta, ad un'adunanza. Da quel momento chiunque sarà chiamato alla guerra: c'è chi risponderà e lotterà per i propri figli e chi invece, debole e pauroso, si alleerà con il nemico, ignaro della sua rovina. Fate della vostra vita una missione perchè prima gli uomini si sveglieranno e prima il Signore potrà disvelare la sua Potenza. Fatevi voi invisibili, ma luminosi nelle tenebre

    1. Violetto 15 gennaio 2023

      La storia è stata “fatta” (e lo scrivo tra virgolette) sempre e solo da una minoranza.
      Sono i “re” guerrieri, i re per dinastia, gli imperatori eletti, gli imperatori dinastici, i signori, le aristocrazie, le nobiltà di toga e di spada che hanno fatto la storia.

      La storia non è altro che una serie di guerre, violenze sostanzialmente con base “sete di potere”.
      I popoli hanno fatto le guerre, sono morti in battaglia per guerre fatte dalla minoranza “aristocratica”.

      Questo non è cambiato con le repubbliche democratiche.
      La “democrazia” è una “forma di governo” che nel ventesimo secolo ha assunto una forma del tutto nuova a causa della “opinione pubblica” ovvero la sempre più massiccia informazione e il suffragio universale.

      Chi ha studiato filosofia e/o storia dovrebbe ricordare i “corsi e ricorsi storici” di Vico ma anche Polibio e poi tutti gli altri che da lui hanno tratto spunto o che comunque hanno “realizzato” la stessa cosa, ovvero la “teoria ciclica delle forme di governo”:

      Monarchia: Lo Stato inizia con una forma di monarchia primitiva che progressivamente progredisce sotto la guida di un re autorevole e saggio, che agisce nell’interesse e a difesa dei suoi sudditi, dando vita alla virtù politica della “regalità”.

      Tirannia (anche detta Tirannide): Quando il potere politico passa per successione ereditaria ai figli del re, questi, abusando dell’autorità per loro tornaconto, fanno sì che la monarchia degeneri in tirannide.

      Aristocrazia: Alcuni degli uomini più influenti e potenti dello Stato (i cosiddetti ἄριστοι, trasl. àristoi) si stancheranno alla fine degli abusi dei tiranni e li rovesceranno instaurando il regime della aristocrazia.

      Oligarchia: Proprio come è avvenuto per i successori dei re, quando il potere passerà ai discendenti degli aristocratici, questi inizieranno ad abusare della loro influenza, come i tiranni prima di loro, causando il declino dell’aristocrazia e l’inizio della “oligarchia”. Ci sarà non più la “legge di uno” ma l’inizio della “legge da parte di pochi” che approfitteranno a loro vantaggio del potere.

      Democrazia: Gli oligarchi saranno quindi abbattuti dal popolo che instaurerà la democrazia, destinata anch’essa a degenerare quando curerà con “leggi alla rinfusa” solo gli interessi delle masse, trasformandosi in oclocrazia.

      Oclocrazia: Durante l’oclocrazia il popolo, danneggiato dal disordine politico e dalla corruzione, svilupperà il sentimento della giustizia e sarà spinto a credere nel populismo dei demagoghi che porteranno lo Stato al caos da cui si uscirà quando emergerà un unico, e a volte virtuoso, demagogo che instaurerà il potere assoluto dittatoriale riportando lo Stato alla monarchia.
      (da Wikipedia)

      Ora al punto democrazia si dovrebbe aggiungere che la democrazia è “minata” alla base, contiene in sè i “germi” della sua stessa distruzione e degenerazione in oclocrazia

      Il “nemico invisibile” quindi, secondo me, è una maniera “ingenua” di vedere le cose che sono molto più complesse.

    2. Arian Van Heisen 15 gennaio 2023

      Bravo Violetton siamo in oclocrazia
      Arriveremo noi ad istaurare la Dittatura della Veritas.

    3. danone 15 gennaio 2023

      Bisogna prima possederla la Veritas, per poterla imporre.
      Ordunque, sei tu un Dio, Arian Van Heisen, per poter imporre a tutte le creature la tua veritas, come fosse la Veritas?

    4. Arian Van Heisen 15 gennaio 2023

      La Veritas si impone da sola, non ha bisogno di Arian e nemmeno lui la possiede, al massimo potrebbe essere un mezzo.

    5. Violetto 15 gennaio 2023

      Si. La Veritas si impone da sola, il problema è nel riconoscerla in quanto Veritas.

    6. danone 15 gennaio 2023

      Se la Veritas si impone da sola, non ha bisogno che noi ne instauriamo la dittatura, a maggior ragione se nemmeno la possediamo :-))

    7. Arian Van Heisen 15 gennaio 2023

      Si impone tramite la Dittatura quando la maggioranza o la minoranza non la riconosce

    8. sbregaverse 15 gennaio 2023

      Arian o hai detto una grande cazzata o quando scrivi Dittatura con la D maiuscola di DIO:
      una grande intuizione condivisibile.

    9. Primadellesabbie 16 gennaio 2023

      La prima che hai deto.

    1. Primadellesabbie 15 gennaio 2023

      Cara Redazione di CdC, un altro pippone.

      Non propongo di evitarli, che sarebbe una limitazione della vostra libertà, ma propongo di mettere un segnale di cortesia all'inizio, per permettere al lettore di esercitare il diritto di non leggere (visto che il sito ci ha abituati ad altro).
      Per favore pensateci.

      PS - Chi si confronta in Ucraina sa benissimo con chi si sta misurando, sia sul fronte esterno che su quelli interni.

    2. IlContadino 15 gennaio 2023

      A me questo pippone non è dispiaciuto più di tanto, lo si legge bene, certo 'sti filosofi per andare in bagno prima passano da ogni stanza della casa, garage e cantina compresi, che alla fine rischiano di pisciarsi nei pantaloni, cribbio, ma se devi andare in bagno vai in bagno!
      Il pippologo si pone questioni interessanti, con la sua filosofia cerca di andare oltre, di spostare il velo di Maya, che poi sarebbe la tendina del bagno, ma appunto, invece di scansare la tenda sta scendendo in legnaia; ohibò, porta pazienza, vedrai che fra un po' torna su

    3. Primadellesabbie 15 gennaio 2023

      Ho avuto l'impressione che sbattesse il naso sulle pareti, forse cercava il bagno a luci spente, o non regge il sangiovese.

      Ad ogni modo ti ascolto.

      (Però un segnale potrebbero metterlo: nebbia, nebbia fitta, fittissima, ecc.).

    4. danone 15 gennaio 2023

      Prima, il romano si è accorto di quello che io vo' dicendo da tempo, ovvero che si intravede un livello di manipolazione che proviene da altrove, da ambienti non conosciuti e non trattati dalla propaganda mainstream ufficiale.
      Poi anchì'io critico l'articolo perchè è molto confuso, ma almeno c'è un romano cristiano che se ne accorge del livello occulto da cui tirano i fili, quasi tutti gli altri nebbia assoluta.
      Di certo non concordo con la sua opinione circa il fatto che questa in Ucraina sarebbe la prima guerra per procura della storia.
      Ecco, questa secondo me è una grande cazzata, per me addirittura non c'è stata guerra nella storia che non fosse per procura, eccezion fatta forse per le guerre della preistoria, ma è notorio che io esagero essendo un puro teorico della cospirazione quantistica.

    5. Primadellesabbie 15 gennaio 2023

      Non mi è sembrato così lucido, credo si riferisca a un buio più vicino a lui, posso sbagliare.

      Anch'io penso che "vai avanti tu che a me..." sia un metodo antichissimo.

    6. Bertozzi 15 gennaio 2023

      Concordo, magari sostituendo quello sul cambiamento di canali telegram che ormai dovrebbero aver appreso pure i sassi.

    7. Bertozzi 15 gennaio 2023

      Ma infatti, leggendo ho subito pensato che un Danone si sarebbe subito risentito di leggere tali banalità che si possono riassumere con: i capi che ci danno a vedere (biden zelensky Macron ecc) non sono i veri capi, i veri capi sono altri e ce l'hanno con noi e ci perseguitano attraverso guerre vere o finte, propaganda, giochetti finanziari e politici, e sono molto ma molto bravi a non farsi vedere... Buongiorno! Ben arrivato in questo covo di complottisti che altro non dicono da sempre.
      Ma se il ragionamento si ferma lì e non mi dice di più sul chi c'è lassù (nomi cognomi indirizzi) sui suoi obiettivi precisi e sui metodi che userà allora mi è utile tanto come il vaticinio di un bacio perugina.

    1. maghi 15 gennaio 2023

      per me il nemico è invisibile quando non riesci ad inquadrarlo con la tua intelligenza. I truffatori sono così. Si presentano come onesti e poi ti imbrogliano. Lupi vestiti da pecore, dice il Vangelo. Si potrebbe allora ipotizzare che dietro queste pecore in definitiva ci sia il demonio o loro abbiano fatto una sorta di patto faustiano con esso e sono quindi obbligate a usare il potere della truffa loro concesso dal loro padrone per far del male al prossimo. La democrazia è purtroppo la regina delle truffe, solo che al singolo si sostituisce il gruppo. Nel nostro caso abbiamo visto come alla democrazia si sia sostituita una oligarchia elitaria, che ha fatto gli interessi del grande capitale. Uscire da questa morsa (il MES insegna, siamo l'unico paese a non averlo ratificato, probabilmente perchè faremo la fine della Grecia e nessuno vuole prendersi questa responsabilità, ma il pericolo di fare una brutta fine non ti lascia scelta) in modo razionale è impossibile. Bisognerebbe fare tutti come i primi cristiani, che hanno rifiutato di servire l'impero andando a uccidere i nemici fino a 40 anni d'età a costo di essere uccisi, rifiutando le varie imposizioni burocratiche e fiscali imposteci, ma farlo in massa, almeno una massa abbastanza critica da sconvolgere il sistema. Un pò come fecero i primi cristiani fino a Costantino, anche se causarono il crollo dell'impero d'occidente.

    2. casalvento 15 gennaio 2023

      “ La democrazia è purtroppo la regina delle truffe, solo che al singolo si sostituisce il gruppo.”
      Non credo sia sempre stato così. Funziona se c è rispetto reciproco delle parti politiche in gioco, che così possono alternarsi al potere. Oggi non funziona perché quella che era la patria della democrazia è diventato un impero del male, che vuole dominare il mondo da solo.

    3. maghi 16 gennaio 2023

      la democrazia ha funzionato solo nell'Atene di Pericle, dove è nata, perchè gli ateniesi erano pochi e votavano per alzata di mano nell'agorà. Poi a livello di nazioni di mln è sempre stata ad appannaggio degli scaltri e dei disonesti.

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